L’INTELLIGENZA ARTIFICIALE SCOPRE I VINI FALSI

Romanée Conti bottiglie vuote con il loro tappo

L’INTELLIGENZA ARTIFICIALE SCOPRE I VINI FALSI

IL LUOGO DI ORIGINE ACCRESCE IL VALORE DEL VINO PER QUESTO CI SONO FURBETTI CHE LA FALSIFICANO MA ORA L’INTELLIGENZA ARTIFICIALE E’ IN GRADO DI SCOPRIRLI AL 99%

Romanée Conti

Intelligenza artificiale contro i falsari dl vino Romanée Conti

Di Donatella Cinelli Colombini #winedestination 

Pensate al La Tâche Grand Cru del Domaine de la Romanèe Conti, un fazzoletto di vigna talmente celebre da moltiplicare il valore del vino. I falsari si scatenano di fronte a un prezzo medio di 6.543 € a bottiglia. Infatti il più famoso truffatore di vino del mondo, Rudy Kurniawan, era soprannominato Doctor Conti. I più importanti brand di fine wines spendono milioni in sistemi anticontraffazione e legano il valore delle loro bottiglie ai vigneti d’origine. La sola eccezione è Penfolds che produce il suo Grange dalla migliore uva di ogni vendemmia scegliendola in una enorme estensione di vigneti. La single vineyard è insomma un criterio di qualificazione del vino riconosciuto in tutto il mondo e usato dai grandi châteaux come dalle normali cantine.

 

IL VALORE DEL VINO SI FONDA SUL VIGNETO DI ORIGINE

L’importanza dell’origine è riconosciuta dai regolamenti (disciplinari) delle DOC e DOCG ed è alla base della piramide produttiva europea che vede in basso i vini da tavola, poi quelli a indicazione geografica, sopra le denominazioni e in cima le vigne e le riserve. Quindi la veridicità dell’origine ha un grande valore commerciale.

Da anni alcune università studiano il modo per verificare con esattezza l’origine del vino. Allo stato attuale, su macro aree tipo Barolo o Chianti Classico, la disomogeneità dei terroirs rende difficile avere risultati certi. In pratica i dati sono indistinguibili rispetto a quelli delle zone vicine mentre la differenza fra una denominazione piemontese e una toscana è ben visibile nelle analisi. Dunque chi spacciasse primitivo pugliese per Amarone sarebbe facilmente scoperto ma non chi usasse uva Corvina prodotta poco lontano dal confine della Valpolicella.

IL GASCROMATOGRAFO E L’INTELLIGENZA ATRIFICIALE DANNO L’IMPRONTA DIGITALE DEL VIGNETO

La scienza va avanti veloce e l’intelligenza artificiale potrebbe dare delle armi in più contro i falsari del vino. Intanto è riuscita a  identificare i composti che caratterizzano il vino di determinate cantine e quindi è in grado di sapere se una bottiglia  di La Tâche viene realmente da Romanèe Conti.  La nuova scoperta dell’UNIGE e dell’ISVV– University of Bordeaux è pubblicata su “Communications Chemistry”. Utilizza la gascromatografia, una tecnica analitica che serve per separare e rilevare i componenti chimici di una miscela consentendo di risalire al vigneto di origine dei vini. La tecnica è stata sperimentata su 80 vini prodotti in 12 vendemmia di sette diverse tenute a Bordeaux, in Francia. La gascromatografia e l’intelligenza artificiale, che crea una griglia in 2D, permettono di individuare il profilo del vino di ogni cantina e distinguerlo da tutti gli altri.
L’intelligenza artificiale è quindi in grado di certificare l’origine con una sicurezza del 99% ma non l’annata che, per ora, ha un margine di errore del 50%.