Vino, studi, news, gossip

BAROLO BATTE BRUNELLO FRA LE WINE DESTINATION ONLINE

UN TERZO DELLA SPESA TURISTICA RIGUARDA FOOD&WINE. NEI CATALOGHI DEI TOUR OPERATOR LE PROPOSTE ENOGASTRONOMICHE SONO SOPRATTUTTO PIEMONTE, CAMPANIA E TOSCANA

Un terzo della spesa turistica in Italia, di 89 miliardi, riguarda il cibo

Un terzo della spesa turistica in Italia, di 89 miliardi, riguarda il cibo

 

Di Donatella Cinelli Colombini #winedestination 

VI edizione del Food&Wine Tourism Forum al Castello Grinzane Cavour con 300 esperti, operatori e giornalisti per parlare di turismo enogastronomico. L’obiettivo era quello di fotografare la realtà e le prospettive del settore su 4 pilastri: sostenibilità, digitale, clima e strutturazione di un’offerta.

LE PREVISIONI DI CRESCITA DEL TURISMO E DEL TURISMO ENOGASTRONOMICO NEL 2023

Alessandra Priante, direttore Europa di UNWTO, ha portato i dati sui flussi mondiali con l’Europa quasi al livello del 2019 (-10% nel primo trimestre 2023) e il mercato asiatico è ancora in ritardo (-46%). Fabio Galetto, Travel Director Google Italia, ha dato un quadro prospettico con le ricerche online di viaggi. In Europa, nei primi cinque mesi del 2023, quelle dei voli sono cresciute del +30%, le ricerche di pernottamenti del +28% e di crociere del +63%.

PARLARE DI VINO ONLINE E’ ANCORA PERMESSO?

IL VINO CON IL BAVAGLIO: LA FRANCIA IN GUERRA CONTRO I WINE INFLUENCER E IL REPORT OMS “VINO&SALUTE” DETTA LE REGOLE PER I GIORNALISTI DEL VINO

Addictions France denuncia Dom Pérignon per la cuve dedicata a Lady Gaga

Dom Perignon e Lady Gaga denunciate da Addictions France

di Donatella Cinelli Colombini #winedestination 

La cosa strana è che l’attacco alla comunicazione del vino non ha eguali in altri settori, infatti  è possibile promuovere carne rossa o alimenti ricchi di grassi insaturi, che sono sicuramente poco salutari, senza alcun problema. Loredana Sottile, nel suo bellissimo pezzo su “Trebicchieri” settimanale economico del Gambero Rosso, riprende le dichiarazioni di Krystel Lepresle su “Vitisphere” che parlano di una crociata proibizionista collegata a <<una lobby antialcol infiltrata a tutti i livelli delle istituzioni europee>>. Il riferimento è alla Global Alcohol Policy Alliance o all’organizzazione Movendi International, ovvero l’ex Ordine Internazionale dei Buoni Templari. <<Questa lega evangelica della temperanza, creata nel 1851, ha svolto un ruolo importante nell’istituzione del proibizionismo americano e continua a lavorare per l’avvento di un mondo finalmente libero da tutte le bevande alcoliche>>.

Le donne senza figli guadagnano il doppio delle mamme

Le mamme che lavorano sono spesso part time e difficilmente fanno carriera “motherhood penalty” mentre i padri raddoppiano gli sforzi per guadagnare di più

DONATELLA CINELLI COLOMBINI CON IL NIPOTINO LORENZO

DONATELLA CINELLI COLOMBINI CON IL NIPOTINO LORENZO

 

 

Di Donatella Cinelli Colombini

I dati arrivano da una fonte più che sicura, la Relazione 2022 della Banca d’Italia: «a parità di età, competenze e reddito da lavoro iniziale, la retribuzione annua delle madri a quindici anni dalla nascita del primogenito è in media circa la metà di quella delle donne senza figli».

CON LA NASCITA DI UN FIGLIO LA CARRIERA DELLA MADRE  SI FERMA E QUELLA DEL PADRE ACELLERA

I commenti che seguono, invece, partono dall’articolo di Chiara Vincenzi su Think Tank Quotidiano online dell’osservatorio economico e sociale Riparte l’Italia.
E’ cambiato il secolo ma, in Italia, il bivio fra la procreazione e il successo professionale, esiste ancora, almeno per le donne perché i compagni o mariti non hanno gli stessi problemi. Con la nascita del primo figlio il dipendente maschio “mette la testa a posto” e diventa ancora più affidabile e lavora di più anche per coprire i maggiori bisogni della famiglia “fatherhood wage premium”, mentre la donna si trasforma in una “potenziale assenteista” chiede il part time mandando in fumo i possibili avanzamenti di carriera “motherhood penalty”.
Il tempo ridotto riguarda una donna su tre mentre tra gli uomini il rapporto è di uno a dieci. Questo ha effetti importanti sulla busta paga che dipende dal « numero minore di ore lavorate, dovuto al passaggio a contratti a tempo parziale e alla riduzione delle settimane retribuite nell’anno a parità di tipologia di rapporto di lavoro» come spiega la Relazione 2022 della Banca d’Italia riferendosi al 90% del divario di salario mentre il restante 10% riguarda la mancanza di progressioni di carriera delle donne con figli su cui, evidentemente, le imprese non fanno troppo affidamento.
Il problema non riguarda affatto i padri come ci mostra la ricerca di Hays “Gender Diversity Report 2017”. I papà hanno più del doppio delle possibilità di una donna di essere promossi sul posto di lavoro (24% per i padri, 10% per le madri).

2023 BOOM DEL TURISMO ENOGASTRONOMICO

9 milioni di italiani, il 58% dei connazionali in viaggio nel 2023 faranno almeno un’esperienza turistica l’enogastronomia come motivazione principale

 

turismo enogastronomico rapporto 2023 Roberta-Garibaldi

turismo enogastronomico rapporto 2023 Roberta-Garibaldi

Di Donatella Cinelli Colombini

Come ogni anno Roberta Garibaldi ha presentato il suo Rapporto sul Turismo Enogastronomico e, per il 2023, prospetta un periodo da record: <<le esperienze vengono in primis mentre si è al mare e in montagna. Sicilia, Emilia-Romagna e Campania le migliori regioni dal punto di vista enogastronomico, Napoli, Bologna e Roma tra le città. Quattro le tendenze in evidenza: Varietà, Frictionless, Green & Social, Longevity>>

RAPPORTO SUL TURISMO ENOGASTRONOMICO 2023

I dati emergono dall’ analisi CAWI con un campione di 1500 persone. Costituiscono il quarto “Rapporto Sul Turismo Enogastronomico Italiano” firmato da Roberta Garibaldi professore di Tourism Management presso l’Università degli Studi di Bergamo. Si tratta della maggiore esperta italiana di questa materia e di un personaggio di statura internazionale con molte cariche fra cui la vicepresidenza della Commissione Turismo dell’OCSE Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico.

TURISTI NELLO SPAZIO CON ASSAGGIO DI GRANDI VINI

I FRANCESI MAESTRI DI BIEN VIVRE ANCHE NEL TURISMO SPAZIALE PROPONGONO ESPERIENZE A 24.000 METRI DI ALTITUDINE CON DEGUSTAZIONE DI GRANDI VINI

celeste Zephalto per turismo spaziale con degustazione di grandi vini u

celeste Zephalto per turismo spaziale con degustazione di grandi vini

Di Donatella Cinelli Colombini

Ricordo che nel 2010, quando Samantha Cristoforetti ricevette il premio Casato Prime Donne, Rosy Bindi le propose di portare nello spazio una fialetta di Brunello di Montalcino per sentire il suo sapore in assenza di gravità. Lei rispose che purtroppo, nei voli spaziali, non sono consentiti alcolici ma, c’era un capo degli astronauti francese che, per fortuna, aveva fatto migliorare il cibo. A quell’epoca #astrosamantha non era ancora partita per le sue missioni e il turismo spaziale era solo nella mente di Elon Musk ma i francesi avevano già cominciato a mette tocchi di “bien vivre” nell’esperienza astronautica.

ZEPHALTO E LA NAVICELLA SPAZIALE DOVE DEGUSTARE GRANDI VINI E VEDER I LORO TERRITORI DALL’ALTO

E arriviamo ai giorni nostri. Oltre a Space X del miliardario patron della Tesla, l’esperienza turistica nello spazio viene proposta da Zephalto, società francese che, insieme al Centre national d’études spatiales (Cnes), da decenni fa salire palloni aerostatici che controllano il traffico aereo. Dal 2025 Zephalto farà salire a 15 miglia di quota “Celeste” un pallone grande come la Chiesa del Sacre Coeur di Parigi che porterà in aria una navicella super lusso costruita in fibra di carbonio e arredata da Joseph Dirand. Il viaggio dura 6 ore (di cui tre per salire e scendere), è riservato a 6 passeggeri ogni volta e costa 105.000 Sterline a testa. 

FINALMENTE NOTI I 13 VINI THE DROPS OF GOD

Il Manga non aveva rivelato il 13° vino cercato dai due fratelli per ottenere l’eredità del padre. E’ invece apparso nella serie TV: Chateau Le Puy 2003

 

2009 - Drops of God

drops of god gli autori del manga giapponese disegnano la piastrella celebrativa del Brunello 2009

di Donatella Cinelli Colombini #winedestination

Il tormentone iniziato nel 2004 durato quasi vent’anni è finalmente giunto alla fine. Drops of God (神の雫, Kami no Shizuku) è il nome di un fumetto giapponese che racconta della disfida fra Shizuku Kanzaki e suo “fratello” Issei Tomine nella ricerca di 13 vini chiamati i “Dodici Apostoli” oltre all’ultimo le “Gocce di Dio”. Era in palio l’eredità paterna costituita da una collezione di bottiglie rare del valore di un milione di Dollari.
La storia si compone di 26 volumi tradotti in tutto il mondo e sviluppati da due programmi TV. Nel manga ci sono viaggi, descrizioni di vini, persone e pranzi. Il fumetto ha fatto crescere in Giappone la cultura del vino e degli abbinamenti cibo-vino. La sua importanza è aumentata in modo enorme fino a trasformarsi in un must per i wine lover con gli occhi a mandorla e un potentissimo influenzatore del mercato giapponese e coreano.

LA SFIDA DEI DUE FRATELLI GIAPPONESI NELLA RICERCA DEI 13 VINI HA AFFASCINATO TUTTI I WINE LOVER DEL MONDO

Settimana dopo settimana la sfida fra i due fratelli veniva raccontata nel fumetto con viaggi nelle principali regioni del vino, visite di cantine, descrizione di vini anche accompagnati dai piatti più adatti a valorizzarli. C’era una particolare attenzione alla Francia ma anche esperienze in Spagna, Italia e California.

VINO ROSSO E SESSUALITA’ MASCHILE

Il “Journal of Clinical Medicine” ha pubblicato uno studio sui benefici di un consumo moderato di vino rosso sulla sessualità soprattutto maschile

sessualità maschile e consumo moderato di vino rosso

gli effetti benefici del consumo moderato di vino rosso sulla sessualità maschile

 

Di Donatella Cinelli Colombini       #winedestination

Un bicchiere al giorno di vino rosso potrebbe influenzare positivamente anche la funzione riproduttiva maschile grazie alle proprietà vasorilassanti e antiossidanti.

VINO ROSSO E FUNZIONE ERETTILE COME LA SESSUALITA’ MASCHILE E’ INFLUENZATA DAL VINO

La notizia è riportata dal prestigioso “Journal of Clinical Medicine”  riguarda uno studio dell’Università della Magna Grecia di Catanzaro che ha valutato gli effetti del consumo moderato di vino rosso sulla funzione erettile, usando i database Pubmed e Google Scholar. Le evidenze scientifiche sembrano rilevare una relazione benefica fra le proprietà antiossidanti dei polifenoli presenti nel vino rosso e il sistema riproduttivo maschile. Apparentemente gli effetti del consumo di vino rosso sulla regolazione ormonale del sistema riproduttivo maschile sono collegati al tipo e alla quantità bevuta. Le indagini continueranno per fornire dati più precisi sul ruolo dell’etanolo e dei polifenoli.

LA PIZZA E’ UN CIBO ITALIANO O NO?

Hanno fatto il giro del mondo le sparate di Alberto Grandi sulla pizza che era pessima a Napoli e poi si nobilita in USA con la creazione delle pizzerie

 

Pizza mito della gastronomia italiana attaccata da Alberto Grandi

Pizza mito della gastronomia italiana attaccata da Alberto Grandi

 

di Donatella Cinelli Colombini
Sono a Lione, io e mio marito Carlo abbiamo appena riconsegnato la macchina a noleggio e aspettiamo il bus per andare all’aeroporto. Non ho mai preso oggetti abbandonati, anzi mi fa schifo toccarli, ma la copia del “Courrier International”  lasciato sulla panchina, aveva un titolo in prima pagina che mi attraeva irresistibilmente “Et si la pizza n’était pas italienne?”.

 

 

 

 

FINANCIAL TIME, CNN, THE ECONOMIST, BBC … LE FALSE NOTIZIE SULLA PIZZA DANNEGIANO IL MADE IN ITALY NEL MONDO

L’articolo del direttore Claire Carrard parte dal lungo articolo del “Financial Time” e poi dai commenti de “Il Giornale” <<un attacco alla cucina italiana>> e poi da “Fanpage” <<distruzione di un mito>> “La Stampa” che riporta una dichiarazione Coldiretti <<un attacco surreale che farebbe ridere se non fosse pericoloso per l’economia>>. Tutti giornali che commentano il libro dell’accademico marxista Alberto Grandi che sembra aver consacrato la sua carriera alla distruzione dei miti della gastronomia italiana. Sulla pizza egli scrive che <<la maggior parte degli italiani non l’avevano mai sentita nominare prima del 1950>> per cui non appartiene alle nostre tradizioni culinarie antiche. La questione è stata commentata anche dal giornale britannico “The Economist” che fa notare come la tradizione sia inquinata dovunque e cita i casi del trdelnik di Praga che non ha niente a che fare con la pasticceria locale, oppure del Baileys irlandese che deriva dal bisogno di consumare le eccedenze di crema del periodo intorno al 1970, oppure la fonduta considerato il piatto nazionale svizzero, che è un’autentica invenzione dei caseari per smaltire la sovraproduzione di emmental del 1930. Ci sono poi piatti di grande successo di cui l’origine non è chiara come la ceviche: è peruviana o giapponese? Così come l’hummus che è libanese o israeliano?

BAROLO BATTE CHIANTI CLASSICO NELLA SFIDA TURISTICA

La Toscana la migliore wine tourism destination ma il Barolo batte il Chianti Classico come territorio del vino più desiderato; l’opinione dei tour operator

Castello di Barolo Piemonte

Strada del Barolo e dei grandi vini di Langa

 

 

di Donatella Cinelli Colombini

Risposte Turismo , opera dal 2001 nell’attività di ricerca e consulenza per fornire soluzioni progettuali e operative ad organizzazioni e imprese della macro-industria turistica.

Recentemente ha redatto due indagini sul turismo del vino. La prima ha riguardato 50 tour operator stranieri, operanti di 16 nazioni estere ed è stato realizzato nella primavera 2022.

WINE TOURIST DESTINATION ITALIANE IN GRANDE SPOLVERO

Alla domanda sulla performance del “prodotto turistico vino italiano” il 44% ha risposto “più o meno come  gli altri” e il 46% ha detto “meglio degli altri”. La Toscana è la best wine tourist destination con il 52% delle preferenze seguita dal Piemonte al 28%. Tra le regioni del vino che stanno alimentando l’interesse spicca la Sicilia anche se, guardando solo la prima scelta, è il Friuli Venezia Giulia ad avere le migliori percentuali.

E’ molto interessante l’elenco delle criticità evidenziate dai tour operator. Al primo posto lo scarso coordinamento fra i vari elementi dell’offerta di territorio (36%), poi le esperienze in cantina che sono poco varie (28%), segue la debolezza della comunicazione online e dei servizi ottenibili via web (26%). Il riferimento è ai sistemi di prenotazione e pagamento che sono diffusi in USA, Australia… e quasi assenti nei siti delle cantine italiane.

FALVESCENZA DORATA IL KILLER DEI VIGNETI FA PAURA

LA FLAVESCENZA DORATA E’ UNA MALATTIA DIFFUSA DA UNA CICALINA CHE UCCIDE LE VITI. DAL 2018 SI STA NUOVAMENTE DIFFONDENDO NONOSTANTE LE MISURE DI PREVEZIONE

Flavescenza dorata vigneto contagiato

Flavescenza dorata vigneto contagiato

di Donatella Cinelli Colombini

La flavescenza è una fitoplasmosi, l’agente della malattia si chiama Candidatus Phytoplasma vitis che entra nei tessuti floematici cioè in quei tessuti che servono da “trasportatori” come la linfa, e la bloccano. Ovviamente questo impedisce le attività fisiologiche della pianta che si secca.

LA CICALINA CHE FA AMMALARE IL SISTEMA LINFATICO DELLA VITE

La flavescenza ha degli insetti vettori cioè che infettano la vite. Si tratta dello Scaphoideus titanus che è una cicalina piuttosto piccola. La flavescenza è una malattia “europea” che era presente nel vigneto del nostro continente da epoca immemorabile e non riusciva a diffondersi fino all’arrivo dello Scaphoideus titanus una cicalina del Nord che ha fatto letteralmente da taxi alla Flavescenza. Ne ha causato una diffusione epidemica prima in Francia e poi in Italia iniziando dalla Liguria nel 1963. 

REPEATERS ENOTURISTICI QUELLI CHE TORNANO IN CANTINA (2)

ISTRUZIONI PER TRASFORMARE UN NORMALE VISITATORE IN UN CLIENTE FIDELIZZATO CHE TORNA IN CANTINA, COMPRA PIU’ VOLTE IL VINO E COINVOLGE ALTRI APPASSIONATI

repeaters enoturisti come trasformare i visitatori in cantina in clienti fidelizzati

repeaters enoturisti come trasformare i visitatori in cantina in clienti fidelizzati

 

 

DI Donatella Cinelli Colombini

La parola magica è “solo”: solo a lui, solo per lui, in esclusiva per lui. Chi riesce a dare un tocco tailor made alla visita, che fa uscire l’esperienza del visitatore da quella standard di tutti gli altri, conquista il suo cuore.

DURANTE LA VISITA COME TRASFORMARE L’ENOTURISTA IN REPEATER

Il problema è capire per quale visitatore vale la pena organizzare una cosa del genere perché modificare il solito winery tour costa tempo e spesso bottiglie importanti. Mio nonno Giovanni Colombini aveva un tocco magico nell’individuare i visitatori VIP anche fra le persone che non cercavano affatto di mettersi in mostra e questo gli aveva creato intorno un cerchio di supporter importanti e affezionati. A distanza di decenni, si ricordavano come lui li avesse invitati a gustare il suo Brunello davanti al camino di casa con un cacio pecorino stravecchio. Spesso infatti non è lo chef stellato a catturare l’affetto del cliente ma il coinvolgimento emotivo sincero di chi lo accoglie soprattutto se è il produttore in persona.

REPEATERS ENOTURISTICI QUELLI CHE TORNANO IN CANTINA (1)

I CLIENTI FIDELIZZATI REPEATERS SONO I PIU’ IMPORTANTI PERCHE’ RITORNANO E RICOMPRANO IL VINO MA SONO ANCHE PROMOTER DI VISITE E ACQUISTI PRESSO ALTRI WINE LOVERS

repeaters enoturistici come trasformare il visitatore in qualcuno che torna e ricompra il vino

turismo del vino visitatori repeaters

DI Donatella Cinelli Colombini

I repeaters sono i turisti più importanti. Sono i clienti che si affezionano e tornano quasi ogni anno per soggiornare oppure, nel caso delle cantine turistiche, per comprare bottiglie.
Secondo l’Harvard Business Review acquisire un nuovo cliente costa da cinque a venticinque volte di più che mantenere un cliente esistente .
Per questo i repeaters vanno coccolati e premiati con piccoli doni e sconti. Nella stragrande maggioranza dei casi non si tratta di viaggiatori poco avventurosi, che tornano perché preferiscono la “zona confort” di ambienti che già conoscono. Fra loro ci sono quelli che trascorrono parte dell’anno in giro per il mondo e ovviamente, anche gli abitudinari ma, nella maggior parte dei casi, si tratta di turisti che amano un determinato luogo e le persone che lo abitano come parte della propria sfera affettiva. Un agriturismo, un albergo, una cantina diventa un Lovemarks per dirla come Kevin Roberts, CEO di Saatchi & Saatchi cioè una destination che viene scelta per affetto a prescindere da altri fattori; per la condivisione ai suoi valori, l’empatia verso i suoi personaggi e l’appartenenza alla sua storia…

ULTRASUONI E IL VINO DIVENTA PIU’ BUONO

LE TEMPERATURE SALGONO E LA PLPA DELL’UVA MATURA PRIMA DELLA BUCCIA. GLI STUDIOSI PROPONGONO DI USARE GLI ULTRASUONI MA IO HO DEI DUBBI

Ultrawine attrezzatura per usare gli ultrasuoni sul vino

Ultrawine attrezzatura per usare gli ultrasuoni sul vino

 

di Donatella Cinelli Colombini

La notizia vecchia (2021) è che l’uso di ultrasuoni permette una maggiore estrazione di antociani e tannini dall’uva durante la fermentazione per cui è possibile ottenere vini corposi e strutturati anche da uve meno mature e quindi meno alcoliche. La novità nuova è l’apparecchio con cui gli ultrasuoni, sperimentati nelle università, possono essere usati nelle normali cantine di produzione. Si chiama Ultrawine Perseo ed è realizzato dal Gruppo Agrovin.
Resta da vedere se queste alterazioni dei processi naturali sono al servizio della natura e del benessere dell’uomo oppure servono solo ad aumentare i guadagni trasformano dell’uva mediocre in vini di buona qualità. Penso a chi produce tantissima uva oppure a chi ha vigneti in zone poco adatte alla viticultura. Con gli ultrasuoni magicamente, queste uve possono dare vita a vini di tutto rispetto e con gradazioni alcoliche basse più gradite al mercato.
E’ questa la via del futuro?
Oppure dobbiamo leggere questa innovazione in senso positivo come uno strumento per produrre grandi vini nonostante l’innalzamento delle temperature che fanno avvenire la maturazione tecnologica (polpa) prima di quella polifenolica (buccia)?

VINI DEL CUORE

LA PREFAZIONE DI DONATELLA CINELLI COLOMBINI AI VINI DEL CUORE, RASSEGNA DELLE BOTTIGLIE PREFERITE DAI WINE BLOGGER ITALIANI CON LE STORIE DI QUESTI LEGAMI

I vini del cuore Olga Schiaffino

I vini del cuore Olga Schiaffino

 

 

di Donatella Cinelli Colombini

In Italia ci cono molte guide dei vini che assegnano soli, bicchieri, tralci, foglie ….. In questo panorama complicato e, a volte, contraddittorio, “I vini del cuore la prima guida social”, si distingue perché non da punteggi e neanche cerca i vini più buoni. Si tratta di un repertorio delle bottiglie che hanno emozionato i maggiori wine blogger italiani. Vini normalmente sul mercato che i lettori possono assaggiare per rivivere esperienze simili. Il 7-8 maggio 2023 sono stati protagonisti di un evento a Genova con 25 espositori, 3 masterclass  e una cena di gala.

 

PERCHE’ L’ASSAGGIO DEL VINO NON RIGUARDA SOLO I SENSI MA ANCHE LE EMOZIONI E I RICORDI

Come ci insegna il neuromarketing, l’apprezzamento del vino così come quello di un cibo, dipende solo in parte da elementi oggettivi. In altre parole quello che l’assaggiatore sa di un vino, le sue precedenti esperienze e la situazione in cui si trova, sono in grado di agire sul Sistema Limbico (emozioni) e sulla Corteccia Prefrontale (piacere) del suo cervello condizionando il gusto. Alla fine sentirà nel bicchiere anche quello che si aspetta di trovarci oppure il riflesso del bel panorama che ha intorno.
Questo spiega perché la degustazione bendata arriva spesso a risultati sorprendenti.
Quindi nell’assaggio di un vino ci sono sensazioni che vanno oltre la degustazione organolettica, ad esempio la memoria degli odori e la produzione di ossitocina, il così detto “ormone del piacere” in base alle aspettative oppure al piacere di una certa situazione.

VINO SENZA ETICHETTA E IL PACKAGING DIVENTA PIU’ SOSTENIBILE

UNA RIVOLUZIONE CHE PARTE DA UNA BOTTIGLIA AUSTRALIANA SENZA ETICHETTA CON VETRO E SCATOLA RICICLATI E FA RIFLETTERE SULLA NECESSITA’ DI PACKAGING PIU’ SOSTENIBILI

vino senza etichetta Crate Fourth Wave Wines Australia

vino senza etichetta Crate Fourth Wave Wines Australia

 

 

Di Donatella Cinelli Colombini

Il vino si chiama Crate cioè cassa ed è prodotto da Fourth Wave Wines. Si tratta di un Shiraz della zona di Barossa che è commercializzato dalla cantina di produzione in confezioni da 6 bottiglie al prezzo totale di 59,95 Dollari.

 

 

 

CRATE UN VINO ESEMPIO DI SOSTENIBILITA’

Un vino come tanti, potremmo pensare, proveniente da una cantina che distribuisce anche vini importati da Francia, Spagna e Italia come Maretti presente nel portafoglio con i suoi Chianti, Barolo, Langhe rosso e Nebbiolo, Soave e Pinot Grigio.
La cosa che ha reso celebre Crate è che il suo packaging super minimalista e ultra ecologico: non c’è niente. La bottiglia è in vetro scuro ed è completamente nuda. La capsula bianca e il tappo contengono tutte le informazioni previste per legge: marchio, uvaggio, regione di provenienza, annata e codice a barre e QRcode con altre informazioni. Il vetro e cartone di Crate sono riciclati e su quest’ultimo è scritta la frase <<Our planet matters more than our packaging >> il nostro pianeta conta più del nostro imballaggio. Anche il vino ha un contenuto etico e proviene da piccoli vignaioli con una logica di sostenibilità sociale.

                                                                       
Cinelli Colombini
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