Vino, studi, news, gossip

I VINI DI ROBBIE WILLIAMS CON MARCHIO RUDE RISE

ROBBIE WILLIAMS NON BEVE ALCOLICI DA 20 ANNI MA STA PER REGISTRARE IL MARCHIO DI UNA LINEA DI VINI COME GARY BARLO, EX COMPAGNO DEI TAKE THAT

 

Robbie Williams Vanity Fair cover

Robbie Williams Vanity Fair cover

di Donatella Cinelli Colombini

Un altro vino di una celebrità, ma quanto ne sentivamo il bisogno!!!!! Le etichette di vino stanno proliferando con la velocità di una bolla speculativa di cui tutti vogliono almeno un pezzettino. E’ l’effetto di una dinamica commerciale che avvicina sempre più il vino alla moda o allo star system dove il nome e la comunicazione valgono molto più della reale consistenza del bene.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

ROBBIE WILLIAMS E’ UN BRAND CHE FA VENDERE QUALUNQUE COSA

Per ora la dinamica conviene quasi a tutti quelli che imbottigliano perché trascina in alto i prezzi, ma presto avrà due effetti, entrambi disastrosi: farà aumentare i costi della comunicazione al punto da favorire solo i grandi e i grandissimi che possono permettersela. In secondo luogo polverizzerà la ricchezza lasciata nei vigneti provocando la rovina del patrimonio viticolo che invece è alla base del vino di alta qualità.
C’è solo da sperare che la tendenza “antiglobalista”, la crescente sensibilità ambientale e territoriale inneschino una dinamica opposta rivalutando la sostanza invece dell’apparenza.
Ma ora andiamo a vedere cosa fa Robbie Williams.

Donatella Cinelli Colombini guiderà le Donne del Vino toscane

L’8 febbraio al Castello del Corno l’assemblea delle Donne del Vino Toscane ha eletto Donatella delegata per il prossimo triennio. Sarà affiancata da 3 vice-delegate

 

Donne del Vino della Toscana Donatella Cinelli Colombini Paola Rastelli (vicaria) Federica Cecchi Laura Carrera

Donne del Vino della Toscana Donatella Cinelli Colombini Paola Rastelli (vicaria) Federica Cecchi Laura Carrera

Donatella prende il testimone da Maria Giulia che ha guidato le 83 Donne del Vino toscane nell’ultimo mandato ed ha ospitato l’assemblea nel ristorante del suo Castello del Corno a San Casciano Val di Pesa. <<Ringrazio Maria Giulia per l’impegno che ha profuso in favore della nostra delegazione regionale>> ha detto Donatella ricordando l’ultima iniziativa svolta dalla delegata uscente: la raccolta fondi organizzata con il Lions Club Firenze Brunelleschi per comprare medicinali da mandare ai bambini disabili e oncologici ospitati in un convento di Leopoli, in Ucraina.

 

 

 

 

 

 

 

DONATELLA CINELLI COLOMBINI, PAOLA RASTELLI, FEDERICA CECCHI, LAURA CARRERA

Nel prossimo triennio la Cinelli Colombini sarà affiancata da tre vicedelegate: la sommelier Paola Rastelli (vicaria), Federica Cecchi di Winedesigner e Laura Carrera dell’Agricola Ludus. Il consiglio di delegazione comprenderà anche Maria Giulia Frova, Marzia Morganti, Laura Bucci e altre socie disposte a dare un contributo operativo.

COMPRI L’ETICHETTA O IL VINO?

Quattro persone su cinque scelgono il vino sullo scaffale in base all’etichetta mentre la presenza di descrizioni “emotive” spinge a spendere di più

 

Montalcino-Enoteca-Bruno-Dalmazio

Montalcino-Enoteca-Bruno-Dalmazio

Di Donatella Cinelli Colombini

Il numero dei vini è diventato enorme e cresce in continuazione. Ormai nessuno, proprio nessuno, conosce tutte le bottiglie in commercio. Per questo la scelta davanti allo scaffale è sempre più influenzata dal packaging. Ad esclusione di pochi brand super noti, il resto delle etichette formano un panorama senza grandi distinzioni, oltre il prezzo, la zona di origine o il vitigno.

 

 

 

 

VIVINO E LA SCELTA DEL VINO IN BASE ALL’ETICHETTA

Vivino è la più grande piattaforma di recensioni e vendita di vino nel mondo, offre 15 milioni di tipologie diverse provenienti da 245.000 cantine diverse. Ha un sistema di crowd-sourced che personalizza i consigli di acquisto in base alle scelte precedenti di ogni membro della sua community, ma ha comunque voluto capire come scelgono i consumatori.

Fight or Flight combatti o scappa

Sudorazione, battito cardiaco e respirazione rivelano il coinvolgimento. Lo sapevamo ma ora il neuromarketing le misura per capire la reazione dei clienti

 

Fight-or-Flight-il-neuromarketing-valuta-le-reazioni-emotive-involontarie-dei-consumatori

Fight-or-Flight-il-neuromarketing-valuta-le-reazioni-emotive-involontarie-dei-consumatori

di Donatella Cinelli Colombini

Il termine tecnico è orribile “conduttanza cutanea” e riguarda le reazioni fisiche ma involontarie causate dall’emozione. La loro misurazione rivela l’engagement e viene usata dal neuromarketing per capire l’effetto di determinati stimoli sui consumatori. La conduttanza cutaneao GSR (Galvanic Skin Resistence), si basa sulla variazione della resistenza elettrica della pelle provocata dai diversi stimoli emozionali. La variazione dipende dall’umidità della pelle stessa dovuta alla sudorazione.

Identikit del consumatore italiano di vino

Nomisma Wine Monitor ha fotografato il consumatore italiano per l’Istituto Grandi Marchi: cosa compra, come sceglie, quanto spende e dove beve

 

Identikit-del-consumatore-italiano-di-vino

Identikit-del-consumatore-italiano-di-vino

Di Donatella Cinelli Colombini

Siamo un popolo con forti radici nella propria terra ma anche curiosi del nuovo, attenti alla spesa e animati dal sentimento di rispetto ambientale. Questo è in sintesi il profilo del consumatore italiano di vino che esce dalla ricerca 2022 di Wine Monitor – Nomisma per l’Istituto Grandi Marchi.

 

 

 

 

 

GLI ITALIANI AMANO I VINI DEL LORO TERRITORIO

Gli italiani prediligono il vino del loro territorio (69%), ma assaggiano volentieri quelli che non conoscono (62%), soprattutto se sono prodotti in modo sostenibile (59%) oppure da piccole cantine (57%).
Le caratteristiche che maggiormente influenzano la scelta sono la presenza di marchi Dop o Igp, la promozione, l’origine territoriale, la marca ed il prezzo basso.

FERRARI E F1 UNA STORIA DI SUCCESSO

LO SPUMANTE FERRARI NELLE PREMIAZIONI DEI PILOTI VINCITORI DEI GRAN PREMI DI FORMULA 1 VIENE VISTO DA UN MILIARDO E MEZZO DI TELESPETTATORI IN TUTTO IL MONDO

 

Ferrari-F1-joroboam-podium-

Ferrari-F1-joroboam-podium-

Di Donatella Cinelli Colombini

I Lunelli sono una famiglia di fenomeni, a partire da Bruno che acquisì le Cantine Ferrari di Trento nel 1952. Oggi alla guida dell’azienda ci sono Marcello, enologo che dirige l’intera produzione di spumante, Camilla, comunicatrice con un passato di volontaria in Africa, e Matteo, l’AD del gruppo. Tre persone straordinarie sotto il profilo professionale e umano.
L’intervista di Thedrinkbusiness riguarda Matteo Lunelli e la recente esperienza dello spumante Ferrari sul podio della F1.

 

 

CHI E’ MATTEO LUNELLI

Matteo Lunelli, classe 1974, bocconiano, sposato con due figli, ha lavorato per cinque anni per la banca d’affari americana Goldman Sachs, a Zurigo, a New York e a Londra. Convinto sostenitore del made in Italy e del gioco di squadra, dal 2019 presiede la Fondazione Altagamma, che riunisce imprese industriali e culturali con l’obiettivo di creare sinergie tra i grandi marchi del nostro Paese.

CHIANTI RUFINA E LA VOGLIA DI DISTINGUERSI

La terza parola italiana più conosciuta nel mondo è Chianti. Eppure Rufina pensa di staccarsi dal Chianti e forse di togliere questa parola dall’etichetta

 

Nipozzano-Ferescobaldi-tavola rotonda dell'Unione Italiana Vini

Chianti-Rufina-Nipozzano-Ferescobaldi

Di Donatella Cinelli Colombini

Sembra un paradosso ma non lo è. La zona di produzione del Rufina è a ridosso di Firenze. Lavorandoci potrebbe diventare la prima destinazione enoturistica della capitale del Rinascimento, strappando questo ruolo al Chianti Classico. A Firenze i turisti stranieri fanno un bagno di bellezza e di cultura ma poi desiderano una sosta nel verde e nel relax della campagna. Per questo, Rufina, può diventare una wine destination di prima grandezza, accrescendo la quota di vendita diretta sul totale del business. E’ un territorio montuoso e boscoso punteggiato di castelli e torri. La terra dove Giotto bambino pascolava le greggi (ricordate la copertina dei pastelli che usavamo da bambini?). Insomma è un territorio bellissimo e produce rossi potenti ma freschi, longevi ma appaganti, tipici ma comprensibili a livello internazionale….. quelli che il mercato cerca attualmente. Ma accendere i riflettori per far trasformare questo potenziale in un successo planetario è complicato per diversi motivi. WineSearcher ha dedicato un articolo alla distanza che separa la realtà dal potenziale qualitativo e commerciale del Rufina.

Le cantine più belle sono anche grandi?

La classifica World’s best Vineyards con le cantine più belle del mondo ci propone un elenco di grandi destinazioni del vino. Ma le piccole non hanno chances?

 

Marqués de Riscal albergo.

Marqués de Riscal albergo.

di Donatella Cinelli Colombini

Non è bello dirlo ma i premi dipendono dalle giurie e quando a votare non sono i normali turisti, bensì gli “addetti ai lavori”, cioè i giornalisti, gli esperti, i docenti universitari …. La scelta cade sulle imprese più ricche e prestigiose. E’ lì che arrivano i congressisti dopo i convegni, i press tour gestiti dalle istituzioni pubbliche e in generale i gruppi più VIP. Per questo le super cantine, quelle degli archistar, dei brand famosi e degli investimenti milionari sono più presenti nella memoria degli esperti e dei giornalisti. E per questo sono più presenti fra i vincitori di concorsi come World’s Best Vineyards.

Si tratta indubbiamente di meravigliose destinazioni del vino ma non per questo altre tipologie di cantine piacciono di meno ai wine lovers. Anzi, è spesso l’accoglienza più familiare e la presenza di un vignaiolo impegnato nella cura della sua uva, che affascina i visitatori e li lega in modo permanente a quello specifico brand.  La cantina fatta per il vino e non per il pubblico ha un impatto emozionale molto più forte e coinvolgente.

OFFERTA 3 VINI BIO E PREMIUM PER DIVERTIRSI A TAVOLA

Per i wine lovers più esigenti un mix di 3 “highly rated family wines” dalla Toscana per emozionarsi abbinando i vini  a piatti nostrani e non.

 

IL DRAGO E LE 8 COLOMBE 2019, IL CENERENTOLA ORCIA DOC 2018 ED IL BRUNELLO 2018 DIRETTAMENTE A CASA VOSTRA CON TRE RICETTE DA PREPARARE E UNA POMPETTA SALVA VINO

 

Tre vini premium

Quest’offerta è per coloro che amano i momenti di relax a casa, per coloro che amano sperimentare piatti da tutto il mondo, anche mescolandoli nella stessa cena.  Due dei vini contengono anche vitigni inusuali da sollecitare la vostra curiosità. Il Cenerentola contiene Foglia Tondaun antico vitigno di origine del Sud senese riportato in uso una ventina di anni fa. Poi il Sagrantino ed il Merlot ne Il Drago e le 8 Colombe, un mix davvero eccezionale!

Nel caso la bottiglia non venisse finita, la pompetta salva vino inclusa permette di provare l’abbinamento con un altro piatto il giorno seguente.

Il Drago e le 8 Colombe IGT 2019 è molto versatile e multietnico, accompagna bene cibi toscani classici come la fiorentina o il pecorino stagionato, ma anche piatti indiani o cinesi dal sapore intenso.

Il Cenerentola Orcia DOC 2018 si sposa perfettamente con il Peposo dei fornaciai. Il Brunello di Montalcino DOCG 2018, invece, si abbina benissimo a piatti saporiti.

 

Ricette di cucina tradizionale

IN REGALO TRE RICETTE

Nel cartone con i vini troverete dei cartoncini con tre ricette: il Picchio Pacchio con Il Drago e le 8 Colombe per un brunch toscano, Il Peposo dei Fornaciai, da abbinare al Cenerentola, e Il Brasato al Brunello da servire con …il Brunello ovviamente.

Le ricette sono facili, storiche e fatte con ingredienti che si trovano ovunque. Persino chi non è un ottimo cuoco riesce a farle in modo impeccabile!

 

 

 

LE RECENSIONI DI JAMES SUCKLING SU QUESTI VINI PROVENIENTI DA PICCOLE SERIE

Brunello di Montalcino 2018            93/100

Cenerentola 2018                               92/100

Il Drago e le 8 Colombe    2019        92/100

Complessità una parola che nel vino è positiva

Il significato di complessità è generalmente negativo ma nel vino è un aggettivo “super qualificativo” e spesso opposto alla semplicità del vino primo prezzo

 

Grandi-vini-italiani-Ornellaia-Sassicaia-Solaia

Grandi-vini-caratterizzati-da-complessità

di Donatella Cinelli Colombini

Dij’Nai Gaither di Wine Enthusiast prova a guidarci nella comprensione di un termine ambiguo, anche per non essere usato da tutti con lo stesso significato.
Nel gergo comune complessità indica cose difficili e composte da componenti diverse che interagiscono: il quadro clinico complesso è quello del malato con più di una patologia. Il progetto complesso è quello che deve conciliare aspetti ambientali, paesaggistici, economici, sociali …

 

SIGNIFICATO AMBIGUO DELLA PAROLA COMPLESSO NEL VINO

Nel vino la parola complessità riguarda sia l’aroma che il gusto.

FINE WINES – GRANDI VINI

Sono buonissimi, cari, provengono da brand e cantine storiche, migliorano con il tempo. Questo il profilo dei grandi vini per il consumatore italiano

 

Fine-wines-nell'immaginario-del-consumatore-italiano

Fine-wines-nell’immaginario-del-consumatore-italiano

Di Donatella Cinelli Colombini

Nomisma Wine Monitor e “Grandi Marchi” hanno tracciato il comportamento d’acquisto degli italiani rispetto ai fine wines scoprendo che il 75% dei nostri connazionali, che comprano vino soprattutto in GDO, non sa cosa siano.
In realtà i grandi vini si comprano soprattutto in enoteca (19,8%), in cantina (17,5%), in supermercato (16,4% + 9,3% del GDO online) oppure tramite app come Winelivery (8,8%), Tannico, vino.com o Callmewine (9,3%) oppure Amazon (6,6%). 

RIDURRE LA PRODUZIONE O PUNTARE SUL MARKETING?

La recente protesta dei vigneron di Bordeaux pone interrogativi su come gestire i distretti del vino e mostra grosse crepe dell’attuale sistema produttivo

 

Bordeaux vigneto marzo 2018

Bordeaux-richiesta-di-estirpare-il-10%-dei-vigneti

di Donatella Cinelli Colombini

Ho sempre pensato che gestire il mercato riducendo o aumentando la produzione di vino fosse un metodo desueto, un’eredità dell’epoca preindustriale quando le merci erano inferiori alla gente che voleva comprarle. Tuttavia, le recenti vicende hanno evidenziato i danni di una produzione e di un consumo in crescita costante e la necessità di ripensare a un modello di sviluppo basato sulla globalizzazione e sul consumismo.

 

 

LE ECCEDENZE PRODUTTIVE DEL VINO RISPETTO AI CONSUMI

C’è poi un’altra cosa da considerare: la dimensione delle eccedenze di vino, cioè la forbice fra quanto viene prodotto e i consumi mondiali che OIV stima in 236 milioni di ettolitri l’anno.
Ebbene nel 2022 abbiamo avuto la quarta vendemmia consecutiva con una produzione mondiale inferiore alla media degli ultimi anni, ma siamo comunque arrivati a circa 260 milioni di ettolitri. Quindi a ogni vendemmia il lago di vino non consumato cresce. Le misure restrittive decise in Europa hanno ridotto l’eccedenza, che tuttavia c’è ancora ed è poco meno del 10% del totale.

LE PIANTE INTORNO AL VIGNETO E L’AROMA DEL VINO

I fiori e le piante intorno ai vigneti possono influenzare l’aroma del vino. Uno studio spagnolo dimostra una correlazione e amplia il concetto di terroir

 

vigneto-spagnolo-la-flora-intorno-ai-vigneti-influenza-l'arma-del-vino

vigneto-spagnolo-la-flora-intorno-ai-vigneti-influenza-l’arma-del-vino

Di Donatella Cinelli Colombini

Ovviamente l’imprinting principale del vino dipende dal vitigno, dal terroir e dal processo produttivo, ma l’ “Institut Català de la Vinya i el Vi” (Incavi) di Vilafranca del Penedès, in Catalogna, ha dimostrato che anche le piante intorno ai vigneti hanno la loro influenza.

 

L’IMPORTANZA DI SALVAGUARDARE LA BIODIVERSITA’ DENTRO E FUORI I VIGNETI

La questione, che inizialmente fa sorridere, è invece più seria di quanto appare al primo colpo d’occhio e potrebbe spingere i vignaioli a una maggiore attenzione alla botanica prospicente alle vigne, magari preservandone l’integrità tradizionale.
Tutto inizia nel 2019 quando le cantine catalane Vinyes Domènech, Perelada, LaFou, La Gravera e Can Feixes, sono diventate oggetto delle indagini di Incavi. E’ stato fatto l’inventario botanico della vegetazione intorno a 5 vigneti, uno per ciascuna azienda. Le piante e i fiori raccolti intorno a ogni vigna sono stati distillati. Infine sono stati confrontati i vini 2020 e 2021 di ognuno dei 5 vigneti con i distillati corrispondenti. Le analisi strumentali e sensoriali mostrano coincidenze come nel caso del terpineolo e dell’eugenolo.

DIMMI COSA BEVI E TI DIRO’ CHI SEI

NEUROMARKETING: OGNI PROFILO PSICOLOGICO HA UNA TIPOLOGIA DI VINO PREFERITO E IL COLORE DEI PIATTI INFLUENZA LA PERCEZIONE DEL SAPORE DEL CIBO

 

La-personalità-determina-la-preferenza-del-vino

La-personalità-determina-la-preferenza-del-vino

di Donatella Cinelli Colombini

Lo studio delle Università di Verona e Macerata ha riguardato 1200 persone fra i 18 e gli 87 anni ed è stato pubblicato in Food Quality and Preference. Nella stessa rivista compare anche un’altra indagine sull’influenza del colore dei piatti sulla percezione del sapore del cibo.

 

ESTROVERSI, PIGNOLI, STABILI, APERTI … HANNO IL LORO VINO PREFERITO

Partiamo dal primo studio divulgato in Italia da WineNews. Le persone usate per l’indagine sono state sottoposte a un test per dividerle nei 5 principali profili del carattere (Big five del modello Robert McCrae e Paul T.Costa) che sono gradevolezza, coscienziosità, estroversione, stabilità emotiva e apertura mentale.

                                                                       
Cinelli Colombini
Privacy Overview

Questo sito web utilizza i cookie per offrirti la migliore esperienza utente possibile. Le informazioni sui cookie vengono memorizzate nel tuo browser e svolgono funzioni come riconoscerti quando torni sul nostro sito web e aiutare il nostro team a capire quali sezioni del sito ritieni più interessanti e utili.