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IL COLLABORATORE CHE NON GIOCA IN SQUADRA

Come si caratterizza il comportamento del collaboratore difficile e come il capo può affrontare il problema. Non sempre funziona ma conviene provare

 

Come gestire-il-collaboratore-problematico-Donatella-Cinelli-Colombini

Come gestire-il-collaboratore-problematico-Donatella-Cinelli-Colombini

Di Donatella Cinelli Colombini

Le caratteristiche principali del “lavativo”, del “rompiballe” che non sa giocare in squadra e crea continui problemi sul lavoro sono sette. Qui di seguito le troverete descritte. Prima di arrivare davanti ai sindacati per trattare il licenziamento, un vero leader prova a risolvere il problema in altro modo. Non parlo del braccio di ferro vecchio stile <<qui comando io o fai come ti dico o te ne vai>>. Questa è la tattica consigliata dai consulenti e dai grandi manager che mi hanno sempre detto <<costa meno la buonuscita>>.
Io invece credo che la leadership sia la capacità di ascoltare, motivare e creare insieme.
Primo passo è capire cosa c’è dietro al comportamento problematico. Poi bisogna aiutare il collaboratore a superare i meccanismi interiori che lo portano a assumere atteggiamenti controproducenti per sé e gli altri. Non è una ricetta magica non sempre, ma spesso funziona. Purtroppo richiede molto, molto tempo.
Ecco le sette caratteristiche del collaboratore problematico. Spesso la stessa persona ne ha più di una.

 

BISOGNO DI EMERGERE

Ha un grande bisogno di emergere. Pensa di saperne più di tutti compresa la persona che dirige. Tiene le sue competenze e le sue informazioni tutte per sé in modo da creare un centro di potere che costringe gli altri a passare attraverso di lui. Mette in dubbio gli altri, cercando di evidenziare i loro errori con il capo. Dice sempre la sua.

 

Ibridi resistenti o viti OGM modificate dal genome editing

Come rendere sostenibile la viticultura? Ibridi resistenti e Genome editing sono le risposte della ricerca guardate con sospetto da vignaioli e consumatori

 

Ibridi_resistenti_campi-sperimentali

Ibridi_resistenti_campi-sperimentali

di Donatella Cinelli Colombini

Oggi il clima mette i viticultori davanti a due problemi: ridurre ciò che surriscalda il pianeta, quindi bisogna limitare i fitofarmaci e l’uso dei trattori. Insieme produrre eccellenze enologiche nonostante l’innalzamento delle temperature e il calo delle piogge.
Una delle prime risposte al problema di rendere più ecologica la coltura della vite è stata l’introduzione di ibridi resistenti ad oidio e peronospora.
Il consenso sugli ibridi è arrivato dalla Comunità Europea che ha approvato in Parlamento e in Consiglio il Regolamento 2021/2117. Con la nuova normativa i vini con “denominazione di origine” possono essere ottenuti “da varietà di viti appartenenti alla specie Vitis vinifera o da un incrocio tra la specie Vitis vinifera e altre specie del genere Vitis”. Quindi è ora possibile modificare i disciplinari e introdurre gli ibridi fra i vitigni ammessi.

 

GLI IBRIDI RESISTENTI CONQUISTANO LA FRANCIA: BORDEAUX

La famosa classificazione di Bordeaux del 1855 coincide con l’inizio del riscaldamento del pianeta (il periodo freddo chiamato piccola glaciazione va dal 1300 al 1850) che, negli ultimi 25 anni, per effetto delle attività umane, ha avuto un’autentica impennata. Ma la classificazione è ancora valida, anzi sembra difficilissimo cambiarla anche se la “vocazione” alla vite dei terreni è evidentemente cambiata.
Come fare?

L’enoturismo italiano è in mano alle donne

L’indagine di Nomisma Wine Monitor per Città del Vino, Donne del Vino, La Puglia in più presentata a Vinitaly con il Ministro Stefano Patuanelli e Dario Stefàno

di Donatella Cinelli Colombini

 

Enoturismo-Italiano_Lara-Loreti-Donatella-Cinelli-Colombini-Stefano-Patuanelli-Dario-Stefano-Angelo-Radica

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Il turismo del vino italiano è gestito dalle donne e si diversifica nelle varie parti d’Italia sia nei servizi offerti che nel tipo di clientela. Queste le principali novità scaturite dall’indagine condotta da Nomisma-Wine Monitor sotto la guida di Denis Pantini e Roberta Gabrielli, nei primi mesi del 2022, in 80 comuni e 150 cantine. L’hanno voluta un inedito raggruppamento costituito da Città del Vino, Donne del Vino, La Puglia in più. L’indagine diventerà il XVII Rapporto di Città del Vino e verrà pubblicato in un libro insieme ai contributi miei, di Angelo Radica e del Senatore Dario Stefàno, Presidente della Commissione Politiche dell’Unione Europea a Palazzo Madama e primo a legiferare sull’accoglienza turistica in cantina.
La presentazione è avvenuta domenica 10 aprile nello spazio MIPAAF di Vinitaly alla presenza del Ministro dell’agricoltura Stefano Patuanelli a cui è stato chiesto di usarla come elemento fondante della cabina di regia nazionale dell’enoturismo. Un centro che studi, indirizzi e promuova quello che appare un settore nuovo e performante del business agricolo. Ha moderato l’incontro la giornalista Lara Loreti, IlGusto (La Repubblica, La Stampa).

 

LE DONNE E IL TURISMO DEL VINO

La presenza delle donne nelle imprese del vino si concentra nel marketing e comunicazione dove sono l’80% degli addetti, nell’enoturismo e nelle altre attività turistiche dove sono rispettivamente il 76-75% degli occupati.

VINITALY 2022 ALL’INSEGNA DELLE DONNE

Due anni di sosta Covid e un super Vinitaly pienissimo di espositori e di buyer esteri. Il vero protagonista sono le donne: Donne del Vino … e non solo

 

Vinitaly 2022-backstage-dello-stand-Violante e Debora-con le bottiglie-di-Donatella-Cinelli-Colombini

Vinitaly 2022-backstage-dello-stand-Violante e Debora-con le bottiglie-di-Donatella-Cinelli-Colombini

Di Donatella Cinelli Colombini

Ovviamente ci sono le mascherine, i limiti di accesso negli stand …. Ma il Vinitaly riparte più forte di prima e piacevolmente diverso con un maggior ricorso all’elettronica nell’incrocio fra le cantine e i compratori esteri. 4.400 aziende, 19 nazioni, 700 top buyer, 17 padiglioni, 30 convegni, 76 degustazioni …
Ci piace!

 

VINITALY 2022 DELLE MIE CANTINE – PAD. 6 STAND D4

Ho l’invito per il meraviglioso show dinner inaugurale dedicato a La Grande Bellezza con i piatti di Davide Oldani!

POCO VINO E’ MEGLIO DI NIENTE PER LA SALUTE

Mostrare il vino come una minaccia per la salute è offensivo per noi produttori. Noi cerchiamo l’eccellenza per regalare felicità di chi apre le nostre bottiglie

 

piramide-alimentare-con-vino-contro-la-colpevolizzazione-dei-priobizionisti

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Di Donatella Cinelli Colombini

I sostenitori del proibizionismo alimentare ci faranno vivere da malati per morire da sani. Una tavola piena di divieti è talmente deprimete da spingere verso gli antidepressivi. E diventa sempre più vera la frase de “La Revue du Vin de France” <<mentre chiudono le osterie aprono sempre più farmacie>> diventa necessario ascoltare l’appello di David Khayat, ex presidente dell’Istituto Nazionale dei Tumori francese, che ha titolato il suo libro <<Arrêtez de vous priver!>>.
La moderazione come guida a una vita felice e sana dove trovano posto gli affetti, le amicizie e la socialità, il lavoro, lo sport e anche la buona tavola.

 

LA COLPEVOLIZZAZIONE DEL VINO METTE UBRIACONI E CONSUMATORI MODERATI SULLO STESSO PIANO

Basta con gli attacchi al vino che mettono noi produttori sul banco degli imputati come fossimo attivi nel narcotraffico. Mi offende che Serge Hercberg, padre del Nutriscore, cioè del semaforo per gli alimenti, si eriga a paladino contro le lobby alimentari e tratti il vino come un veleno.
Dove sono le lobby del vino e dov’è il veleno?
Ma basta.

LO SPUMANTE DELLA REGINA

La Regina Elisabetta festeggia il suo Giubileo di platino con un English fizz cioè un vino sparkling prodotto in UK lo spumante Royal Collection Trust

 

Sparkling-wine-del-giubileo-di-platino-della-Regina-Elisabetta-II

Sparkling-wine-del-giubileo-di-platino-della-Regina-Elisabetta-II

di Donatella Cinelli Colombini

Se c’era un modo per esprimere apprezzamento per la qualità della neonata produzione britannica di bollicine, la Regina lo ha trovato. Non solo rinuncia agli Champagne “special edition” che fin ora hanno celebrato i principali avvenimenti della Royal Family, ma ha creato un’autentica icona. Infatti la bottiglia che celebra il giubileo di platino della sovrana è avvolta da un’etichetta dorata ispirata alla Queen’s Robe of Estate, cioè l’abito da cerimonia che Elisabetta II indossò durante la sua incoronazione nel 1953.

 

39 STERLINE PER LA BOTTIGLIA DI SPARKLING REALE

Quale inglese resisterà al desiderio di comprarne una bottiglia? Del resto il prezzo di 39 Sterline è accessibile. Non si tratta dunque di una serie esclusiva e destinata a un’élite privilegiata e in questo senso va ammirato il “tocco democratico” dei sovrani inglesi che, con gesti simili rinforzano il legame con il loro popolo. Può essere acquistato online dal Royal Collection Shop, anche se la spedizione è limitata al solo Regno Unito. I profitti ricavati della vendita dello spumante della Regina andranno al Royal Collection Trust, un ente di beneficenza che finanzia la conservazione della Royal Collection, un immenso patrimonio artistico dove ci sono capolavori e oggetti storici di ogni tipo: da Leonardo da Vinci a Duccio di Buoninsegna, fino al prototipo della Victoria Cross, la più alta onorificenza di valore militare del Regno Unito.

 

PERCHE’ IL TURISMO DEL VINO AL FEMMINILE

10 aprile a Vinitaly Ministro delle Risorse Agricole Patuanelli, Donne del Vino, Città del Vino e La Puglia in Più di Dario Stefàno presentano l’enoturismo 2022

 

di Donatella Cinelli Colombini

Turismo-del-vino-al-femminile-Montalcino-Casato-Prime-Donne-Punti-di-Vista-Parisi

Turismo-del-vino-al-femminile-Montalcino-Casato-Prime-Donne-Punti-di-Vista-Parisi

L’indagine sul Turismo del Vino 2022 cofinanziata da Città del Vino, La Puglia in più e Donne del Vino ha motivazioni diverse. C’è un obiettivo strategico che accomuna tutti i partecipanti: mettere le basi di una futura cabina di regia nazionale e istituzionale, per un comparto a cavallo fra l’agricoltura e il turismo. A questo scopo, la realizzazione dell’indagine è stata affidata, sotto la direzione di Denis Pantini, a Nomisma Wine Monitor, maggior centro di indagine sul wine business in Italia.

 

LE DONNE VOGLIONO ENTRARE NELLA CABINA DI REGIA DEL TURISMO DEL VINO

L’obiettivo principale delle Donne del Vino è mostrare il ruolo femminile nell’enoturismo e sedersi nella stanza dei bottoni, se verrà istituita come tutti sperano, in posizione da protagonista. Le premesse, o meglio gli indizi, ci sono. Le donne stanno crescendo sia fra i visitatori delle cantine che fra gli addetti alla wine hospitality.

 

Turismo-del-vino-al-femminile-Montalcino Casato Prime Donne donne del vino italo brasiliane

Turismo-del-vino-al-femminile-Montalcino Casato Prime Donne donne del vino italo brasiliane

LE TURISTE DEL VINO DONNE CRESCONO IN TUTTO IL MONDO

Iniziando ad esaminare la domanda turistica. Da qualche anno le turiste del vino donne hanno superato gli uomini in Spagna e in California. Circostanza celebrata dal film Wine Country, ideale continuazione di Sideways del 2005. In quest’ultimo, i protagonisti erano due uomini in un esilarate viaggio nel vino. Nel nuovo film invece vediamo otto amiche in un tour nelle cantine. In Italia, la svolta è avvenuta nel 2020 quando le donne hanno superato gli uomini fra i consumatori abituali di vino (55% Wine Intelligence per Osservatorio Uiv), l’anno successivo i dati dei portali che commercializzano wine experience hanno mostrato una prevalenza di donne fra chi prenota (66% per Divinea) e fra chi partecipa alle attività enoiche (53% per Winedering).

 

Se ci credi vincerai

Come la convinzione di riuscire aiuta a vendere di più. Vincenzo Russo spiega con la neuroscienza come un atteggiamento positivo accresce le possibilità di riuscita

 

se-ci-credi-vincerai-autostima-chiave-del-successo

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di Donatella Cinelli Colombini

E’ una cosa nota da tempo nello sport come nel lavoro. Se ci credi vincerai.

Chi non ha visto gli allenatori che danno la carica ai giocatori nello spogliatoio prima della partita convincendoli che la vittoria è alla loro portata?
Chi non ha invidiato il collega sicuro di sé che riesce a ottenere più risultati di quelli più bravi di lui?
Per questo, la consapevolezza delle proprie competenze e del proprio talento è molto importante. <<Le neuroscienze hanno dimostrato che pensare di potercela fare crea connessioni neurali che producono una sinergia di pensiero formulando idee o proposte>> ha spiegato Vincenzo Russo a Trebicchieri Settimanale economico del Gambero Rosso. <<Pensare invece di non farcela, riduce l’attività di pensiero e ingrandisce la percezione del problema spingendo i soggetti a cercare buoni motivi per rinunciare all’azione>>.

 

Giuseppe Sferrazzo eno-talk

Fra i wine blogger “alternativi” ecco Giuseppe Sferrazzo, eno-talk siciliano e futuro padre, appassionato di vino, impegnato nel volontariato cristiano

 

Giuseppe-Sferrazzo-eno_talk-e-sua-moglie-Barbara

Giuseppe-Sferrazzo-eno_talk-e-sua-moglie-Barbara

di Donatella Cinelli Colombini

E’ nato a Catania il 5 maggio 1987 ma vive a Lentini. Un bel volto sorridente e sereno, voce pacata e una voglia sconfinata di costruire un mondo più “buono, pulito e giusto” per parafrasare Carlin Petrini. Dopo gli studi, Giuseppe, ha trascorso sei anni fra Milano e Genova lavorando in una società di espropri per la pubblica utilità. E’ qui che, grazie a un titolare appassionatissimo di vino, comincia ad assaggiare ad abbinare cibi e bottiglie.

 

GIUSEPPE SFERRAZZO UNA STORIA DI FEDE, AMORE E VINO

Poi conosce Barbara e attraverso di lei conosce la Missione Paradiso, una realtà religiosa con sede a Catania e attività in tutta Italia.

Giuseppe-Sferrazzo-eno_talk-e-sua-moglie-Barbara

Giuseppe-Sferrazzo-eno_talk-e-sua-moglie-Barbara

E’ questa la svolta che lo porterà all’impegno nel volontariato cristiano e al matrimonio. Trova lavoro in Sicilia in una società che produce fusti in lamiera e, nel 2018, sposa Barbara che ora è in dolce attesa. La sua vita è frenetica: lavoro, famiglia, volontariato e trova anche il tempo per fare i corsi AIS per diventare Sommelier.

 

MISSIONE PARADISO A CATANIA

Durante la pandemia i bisogni della popolazione più fragile sono aumentati e l’opera della Missione Paradiso si è intensificata arrivando ad assistere 500 famiglie con cibo, vestiario e medicinali. Giuseppe è entusiasta di questa esperienza << Dio per me viene prima di tutto>> dice con semplicità <<anche se dedicare abbastanza tempo alla famiglia è difficile e so che mia moglie, adesso, ha bisogno di più aiuto>>. Nonostante questo trova il tempo per il vino <<anche se mi tocca litigare con Barbara>>.

 

Vino fatto in casa cioè Chateau Garage

Attrezzature e corsi per hobbisti dell’enologia da Polsinelli. Non per aspiranti “Giacomo Tachis” ma per chi si diverte a produrre un buon vino quotidiano

 

Vino-fatto-in-casa-Polsinelli

Vino-fatto-in-casa-Polsinelli

di Donatella Cinelli Colombini

Gli appassionati che assaggiano vini sempre più buoni, a un certo punto iniziano a desiderare di mettere il proprio nome su delle bottiglie eccellenti. Magari solo una piccola serie ma di grande qualità.

 

CHATEAU GARAGE, IL SOGNO DEL GRANDE VINO FATTO IN CASA

Ho sempre pensato che fosse un sogno impossibile. Il primo problema è comprare dell’uva perfetta. Anche pagandola a peso d’oro è difficile trovarla perché i produttori vendono solo quella meno buona. Ci vuole un colpo di fortuna per mettere le mani su dei grappoli in grado di trasformarsi in un vino straordinario. Poi ci vuole l’attrezzatura e la competenza per vinificare, maturare in botte e affinare in bottiglia. Produrre un grande vino è costoso ma soprattutto è difficile. In passato ho sorriso sentendo una sommelier russa dire <<del resto io so bene come si fa un supertuscan di grande qualità, sono perfettamente capace di farlo >> e ha convinto il suo compagno a comprare le attrezzature con la prospettiva di vendere le bottiglie a oltre 100€ l’una.

 

COME PRODURRE UN BUON VINO IN CASA

Più verosimilmente è possibile produrre a casa del buon vino per uso quotidiano. Questo mi sembra realizzabile e persino divertente.

Donatella Cinelli Colombini agli enologi italiani

Donatella Cinelli Colombini, presidente Donne del Vino, al Congresso Nazionale Assoenologi auspica una collaborazione che faccia crescere il valore del vino

 

Bruno-Vespa-Dario-Stefàno-Donatella-Cinelli-Colombini-al Congresso-Assoenologi-2022

Bruno-Vespa-Dario-Stefàno-Donatella-Cinelli-Colombini-al Congresso-Assoenologi-2022

Ringrazio il Presidente Riccardo Cotarella e tutta Assoenologi per avermi invitata al congresso di Verona. Sono contentissima di essere diventata membro onorario di Assoenologi.
Al Congresso ho portato la voce delle Donne del Vino, intervenendo ad un talk show condotto da Bruno Vespa a cui hanno partecipato il Ministro Stefano Patuanelli e il mio grande amico Senatore Dario Stefàno. Abbiamo parlato di turismo del vino ma qui desidero fare il punto sull’apporto che le donne possono dare all’enologia italiana.

 

IL RUOLO DELLE DONNE NEL PANORAMA DEL VINO ITALIANO

Il 55% dei consumatori abituali di vino in Italia sono donne. Nel 2021 abbiamo superato gli uomini.
Il 66% di chi prenota winery tours in cantina in Italia è donna. E sono donne la maggioranza dei turisti del vino in Spagna e California.

Roberta Garibaldi e il nuovo turista enogastronomico

L’Amministratore Delegato di Enit, Roberta Garibaldi, Professore all’Università di Bergamo, ci descrive il turista enogastronomico: attivo, esigente e innovativo

 

Roberta Garibaldi-I°-Rapporto-turismo-enogastronomico

Roberta Garibaldi profilo del turista enogastronomico

di Donatella Cinelli Colombini

Ecco l’identikit delle persone che viaggiano attratte dalla prospettiva di assaggiare e veder nascere eccellenze di cibo e vino:  <<Cerca luoghi caratterizzati da bellezza ed integrità, ricerca cultura e tradizioni (enogastronomiche e non), senza mai dimenticare la qualità e la sostenibilità. L’esperienza enogastronomica viene spesso abbinata ad attività culturali e ricreative, dove la visita si interconnette ad un senso di appartenenza, alla volontà di vivere la comunità>>.

 

LE ESPERIENZE ENOGASTRONOMICHE PERCEPITE IMPORTANTI COME LA VISITA DEI MUSEI

Come nel passato le attrattive golose non bastano, serve anche uno scenario di natura e arte che il viaggiatore percepisce come parti diverse di una stessa civiltà locale. Un tutt’uno che mette sullo stesso livello la lezione di cucina tipica e la visita guidata della cattedrale. Quest’ultimo è l’elemento nuovo: la crescita di dignità della cultura materiale messa quasi sullo stesso gradino delle espressioni artistiche. A questo si aggiunge un altro elemento post covid: la ricerca dell’autenticità e il rifiuto di ciò che è “fatto per i turisti”.

Italia, la più desiderata destinazione dei wine lovers

L’Italia batte il Portogallo, Spagna e Francia fra le mete turistiche più desiderate dagli appassionati di vino di tutto il mondo, grazie ai vitigni autoctoni

 

Wine lover's index-Bounce

Wine lover’s index-Bounce

di Donatella Cinelli Colombini

Il nostro Paese è la prima destinazione enoturistica del mondo. In un’epoca in cui gli appassionati di vino sono tutti a caccia di novità in termini di vitigni, processi produttivi, blend, territori e soprattutto cercano nuove esperienze enologiche, le destinazioni preferite devono offrire delle sorprese entusiasmanti. L’Italia vince proprio perché offre una varietà meravigliosa: una miriade di territori, individualità e oltre 400 vitigni autoctoni.

 

IL VINO VA A SCUOLA 

Esperienza pilota in 8 Istituti Alberghieri o Turistici di Emilia Romagna, Piemonte e Sicilia. A Bologna, il 19 marzo, l’entusiasmo dei primi 500 studenti

 

Donne del Vino- progetto D-vino Roberta Lanero Roberta Urso Donatella Cinelli Colombini Antonietta Mazzeo

Donne del Vino- progetto D-vino Roberta Lanero Roberta Urso Donatella Cinelli Colombini Antonietta Mazzeo

All’hotel Majestic di Bologna, sabato 19 marzo, sono stati presentati i risultati dei primi mesi di sperimentazione del Progetto “D-Vino” dove la D indica didattica ma anche Donne del Vino, l’associazione che ha dato vita all’iniziativa.
Antonietta Mazzeo per l’Emilia Romagna, Roberta Urso per la Sicilia, Roberta Lanero per il Piemonte, hanno lavorato mesi per mettere a punto l’insegnamento del vino nell’anno scolastico 2021/22 con una sperimentazione che ha visto coinvolti 500 studenti di 8 Istituti Alberghieri e Turistici. A loro si è poi affiancata Maura Zini Dirigente dell’Istituto Lazzaro Spallanzani di Modena con il ruolo di capofila rispetto al Ministero dell’Istruzione. La sperimentazione ha infatti ufficialità formale e procede in modo omogeneo, nei temi e nei metodi, in tutte le scuole coinvolte.

Sex appeal: cresce con la birra e col vino 

In Australia un’indagine rivela che consumando alcool i maschi sono più attratti dalle donne, invece in Italia sembra che il maggior effetto sia sulle donne

 

Karl Kruszelnicki-consumo-d'alcool-e-sex-appeal

Karl Kruszelnicki-consumo-d’alcool-e-sex-appeal

di Donatella Cinelli Colombini

Fra le 10 maggiori notizie 2021 sul mondo delle bevande The Drinks Business inserisce quella degli occhiali da birra.
Nella lista ci sono eventi clamorosi come la più costosa acquisizione della storia – la cantina Ste Michelle Wine Estate – pagata 1,2 miliardi di Dollari, e la maggiore fusione di Champagne del XXI° secolo con la nascita di un gruppo da 24 milioni di bottiglie (CRVC-Champagne Castelnau e Centre Vinicole-Champagne Nicolas Feuillatte). C’è anche la confutazione, da parte del The International Journal of Epidemiology, dello studio del 2018, pubblicato su The Lancet, in cui si affermava che “non esiste un livello sicuro di consumo di alcol”. Studio che purtroppo è stato preso per buono dall’Unione Europea.

 

OCCHIALI DA BIRRA EFFETTO DEL CONSUMO DI ALCOL SUI MASCHI AUSTRALIANI

Ma torniamo agli occhiali da birra. La notizia non è di grande rilievo ma il video che la riguarda ha fatto il giro del mondo. Mostra il noto divulgatore scientifico australiano, Dottor Karl Kruszelnicki che spiega come l’alcol cambi il sex appeal e le relazioni fra le persone.

                                                                       
Cinelli Colombini
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