Vino, studi, news, gossip

OFFERTA: UNA CELEBRAZIONE DELL’ANNATA 2016

Specialmente per gli amici del Club di Donatella un’opportunità da non perdere. Acquistare in una volta due dei vini premium del Casato Prime Donne, della stessa annata, e giudicata a 5 stelle

 

Offerta-di-maggio-Casato-Prime-Donne-Donatella-Cinelli-Colombini

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L’annata 2016 è <<la migliore annata di una intera generazione>>. A dirlo è Bruce Sanderson, senior editor di Wine Spectator, prestigiosa rivista americana del settore. Secondo Bruce i Brunello del 2016 sono i vini più interessanti dagli anni Novanta.

Questa annata di Brunello è stata anche detta l’annata delle meraviglie, di veri e propri capolavori destinati a fare la storia della denominazione, un motivo in più per accaparrarsi e custodire più bottiglie possibili di questa annata, per goderne oggi come fra 20 anni.

 

3 bottiglie Brunello Prime Donne 2016

3 bottiglie Brunello Riserva 2016

2 pompette vacuum per potersi godere la bottiglia anche qualche giorno dopo

 

SARANNO FAMOSI NEL VINO

Passerella del vino a Siena dall’8 al 10 luglio 2021 degustazioni e Master class per cantine e vini nuovi che diventeranno CULT all’ombra di AIS Toscana

Saranno-famosi-nel-vino-luglio-2022

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di Donatella Cinelli Colombini

Saranno Famosi nel Vino”, in programma nella Fortezza Medicea di Siena, dall’8 al 10 luglio 2022, mette insieme i migliori vini creati nelle ultime cinque vendemmie e le migliori cantine sorte negli ultimi dieci anni. Realtà enologiche emergenti, con grandi ambizioni e il desiderio di farsi scoprire dai wine lovers, buyers, ristoratori e sommelier.

IL VINO COME LA MODA HA ORA LA PASSERELLA DELLE NUOVE COLLEZIONI

Da anni il binomio vino-moda viene citato come esempio del Made in Italy che conquista i mercati e caratterizza lo stile di vita più elegante e socializzato. Ecco che uno dei principali riti della moda, la “passerella” entra anche nel mondo del vino. Sul red carpet, le prossime “collezioni” cioè le nuove etichette e le nuove “maison” cioè le cantine appena nate.
Il format è simile e mette sotto i riflettori tendenze e personaggi emergenti.

Ovviamente la location cambia rispetto a Parigi o Milano e si sposta in un contesto più vicino all’enologia: nel cuore della Toscana. Con 11 vini a DOC (di cui 5 nel senese) , 41 vini a DOC e 6 vini ad IGT – 60.000 ettari di vigneto al 96% con denominazione di origine – la regione di Dante e Cecco Angiolieri è la cornice perfetta per Saranno Famosi così come la Fortezza Medicea di Siena. Qui, dal 1933 al 1951 si svolse la Mostra dei vini Tipici e Pregiati che successivamente si spostò a Verona diventando Vinitaly .

Vino in lattina e in bottiglie in alluminio

Un tabu per molti wine lover ma il business del vino in lattina cresce a 200 milioni di Dollari e arrivano le bottiglie di vino in alluminio

 

bottiglia-di-alluminio-per-vino-in-stile-Borgogna

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Di Donatella Cinelli Colombini

Riciclabili, leggere, infrangibili, facili da raffreddare e da aprire, le lattine sono amate dai giovani consumatori per il loro packaging colorato e per la bassa gradazione alcolica del vino. Ma gli appassionati le guardano con sospetto bollandole come contenitori da vini “facili” di bassa qualità. In realtà non è proprio vero: il livello del contenuto si è alzato parecchio negli ultimi anni ed ha preso anche connotati trendy coinvolgendo autentiche celebrity.  Ne sono un esempio la Zai Urban Winery che propone una linea biologica e vegana di vini in lattina, il Gruppo Meregalli, vero maestro di eno-marketing, che commercializza le lattine di Coppola Winery, l’azienda vinicola statunitense del regista premio Oscar Francis Ford Coppola.
Da notare la presenza nei social di questa nuovo tipo di confezione. L’account Instagram più visibile è Miss Vicky Wine della produttrice di vino in lattina Ô Joie.

 

“Cool kid” chi sono i giovani investitori del vino

Comprano una media di 168.000 Sterline, amano la tecnologia e le criptovalute. I Cool Kid vedono nell’investimento in vino qualcosa di colto e vicino alla natura

 

di Donatella Cinelli Colombini

Firist Growth Chateau Lafite Rothschild

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Cool Kid assomiglia al nome di una rock band USA – Cool Kids-, si chiamo così anche i disturbi da ansia dei bambini. Ma in generale il nome Cool Kid indica gli adolescenti che vogliono apparire adulti trendy: occhiali da sole, trucco, atteggiamenti spacconi.
Mi ha quindi sorpreso veder definire Cool kid da TheDrinksBusiness una nuova categoria di giovani che collezionano e investono in vini pregiati. Tutto parte da uno studio, intitolato <<The Alternative Wealth Report di Cult Wine Investment>>, che ci presenta la nuova generazione di investitori in beni di lusso come molto interessata al vino, meno fredda di quella precedente che agiva per soli fini speculativi e molto più emotivamente coinvolta nella decisione di acquisto.

 

Ecstasy al posto di Champagne

Sembra Metanolo 2 la vendetta con un morto e 11 intossicati ma in realtà si tratta di traffico di droga che usa bottiglie di Champagne riempite di ecstasy

 

ecstasy- invece-di-champagne-i-trafficanti-di-droga-usano-anche-le-bottiglie

ecstasy- invece-di-champagne-i-trafficanti-di-droga-usano-anche-le-bottiglie

di Donatella Cinelli Colombini

Tutto farebbe pensare a trafficanti di droga che usano bottiglie magnum di Champagne per far viaggiare il MDMA cioè il 3,4-methylenedioxymethamphetamine, meglio nota come ecstasy. Si tratta di una sostanza psicoattiva molto diffusa in Europa, a metà fra i composti stimolanti e quelli allucinogeni. Ha una primaria influenza a livello comunicativo ed emozionale, “svelando” la psiche dell’individuo. Per questo l’MDMA fu inizialmente utilizzato nella terapia psicanalitica.

 

COS’E’ L’ECSTASY E QUALI EFFETTI PRODUCE

L’ ecstasy produce una sensazione di benessere, empatia con gli altri, fa superare le barriere emotive e comunicative esaltando la percezione del ritmo e della musica. Spesso viene ritenuta meno pericolosa di droghe che si iniettano ma in realtà il consumo di ecstasy crea dipendenza perchè ha un’elevata neurotossicità. In pratica causa una degenerazione irreversibile dei neuroni produttori di serotonina che, in pratica, si “bruciano” e questo costringe a consumarla in modo continuativo per non stare male.

 

BOTTIGLIE DI CHAMPAGNE USATE PER SPEDIRE LA DROGA

La mia lunga premessa spiega che lo stimolante/allucinogeno sostituito allo Champagne non era uno scherzo ed era un concentrazione così elevata da uccidere. Infatti ci sono stati 11 intossicati e un decesso tra Paesi Bassi e Germania causati da Champagne contenente MDMA.
La droga era contenuto in una doppia magnum di Champagne “Moët & Chandon Imperial Ice”. Le bottiglie interessate sono identificate dal numero di lotto “LAJ7QAB6780004”.

VIGNA DIVENTA BRAND QUANDO IL SUO NOME GENERA VALORE

Nelle cantine commerciali il brand è l’unico valore rilevante. Nelle cantine TOP il valore è nei vigneti, nel territorio e nella storia mentre il brand conta meno

 

Castiglion del Bosco, Massimo Ferragamo

Castiglion del Bosco, Massimo Ferragamo-

Di Donatella Cinelli Colombini

Capire come si combinano i valori immateriali e materiali del vino diventa un argomento d’attualità vista la crescita di numero e di valore degli asset passati di mano. In pochi anni si è passati da 1,5 miliardi di Dollari annui di acquisizioni e fusioni agli 8 miliardi del 2021. Un’accelerazione collegata alla forte presenza di fondi di private equity che hanno accresciuto del 75% la loro presenza nel mercato.
Gli investimenti nel vino assomigliano sempre di più a quelli nella finanza: in certi casi le operazioni mirano a creare attività redditizie, in altri sono speculazioni che si monetizzano attraverso frequenti passaggi di proprietà.

 

qualità del vino, emozioni uniche Ornellaia

brand-del-vino-e-vigneti-Ornellaia-Frescobaldi

L’EFFETTO MOLTIPLICATORE DEL MARCHIO SUL VALORE DELLE CANTINE

Il valore di una cantina è quindi composto da beni materiali ma anche dal marchio.
Un esempio di questo fenomeno è la recentissima vendita di Castiglion del Bosco, tenuta di 2.000 ettari con resort, golf e vigne (60 ettari) di Brunello, ceduto da Chiara e Massimo Ferragamo per una cifra fra i 300 e i 400 milioni di Euro. In questo caso i valori immateriali che moltiplicano il valore sono due: Brunello e Ferragamo. Ecco perché i nuovi proprietari hanno voluto mantenere un legame con i discendenti del “calzolaio delle celebrità” Salvatore Ferragamo, coinvolgendoli nel nuovo progetto.

 

I 5 vini più cari del mondo

La bottiglia più cara del mondo è una 6 litri The Setting Wines 2019 Glass Slipper Vineyard venduta all’asta nel novembre 2021 per un milione di Dollari

 

2° vino-più-caro-del-mondo-Romanée-Conti Grand Cru 1945 della Domaine de la Romanée-Conti

2° vino-più-caro-del-mondo-Romanée-Conti Grand Cru 1945 della Domaine de la Romanée-Conti

Di Donatella Cinelli Colombini

Viene da chiedersi il senso di questa corsa al record dei prezzi e al lusso più estremo. L’inizio del terzo millennio si è caratterizzato per  un orientamento ai vini premium generalizzato ma anche per la ricerca di cose esclusive che sembra un’ostentazione di ricchezza più che il desiderio di cose realmente preziose.
Una dinamica che ha determinato dei prezzi record inimmaginabili nelle bottiglie battute all’asta oltre all’innalzamento di tutto il segmento dei vini da investimento.

 

I 5 VINI PIU’ CARI DEL MONDO

3° vino-più-caro-del-mondo-Screaming Eagle Cabernet Sauvignon 1992

3° -fra- i- vini -più -cari-del-mondo-Screaming Eagle Cabernet Sauvignon 1992

Quella che segue è la lista delle 5 bottiglie più care del mondo proposta da The Drinks Business
1) un milione di Dollari 6 litri The Setting Wines 2019 battuto all’asta il 6 novembre 2021 a New Orleans per finanziare la Fondazione Emeril Lagasse che si occupa di dare opportunità ai migliori giovani talenti della cucina e dell’arte. Nella bottiglia c’è un Cabernet Sauvignon prodotto a Coombsville di Napa Valley dalla cantina Glass Slipper Vineyard. La bottiglia milionaria ha anche 900 sorelline più piccole (750 ml) che costano 185$ l’una.

2) 558.000$ Romanée-Conti Grand Cru 1945 della Domaine de la Romanée-Conti acquistato all’asta nel 2018 a New York. In origine erano state prodotte 600 bottiglie di questa annata che coincide con la fine della seconda guerra mondiale. Romanée Conti è la cantina più conosciuta fra le produttrici di vino da investimento e quella che è costantemente rimasta in cima alle quotazioni.

 

Dalla difesa all’attacco contro le malattie della vite 

Per ora i vignaioli, soprattutto biologici, difendevano le viti da Peronospora e Oidio con un metodo preventivo ma la tecnologia permette di fare di più

 

Uso-dell'elettronica-per-ridurre-l'uso-della-chimica-nei-vigneti

Uso-dell’elettronica-per-ridurre-l’uso-della-chimica-nei-vigneti

di Donatella Cinelli Colombini

La scommessa è ridurre la chimica nel vigneto e lo strumento è l’elettronica cioè le stazioni metereologiche nelle vigne e l’elaborazione dei loro dati al fine di prevedere gli attacchi parassitari e la loro intensità.

 

EPI SIGLA FRANCESE PER PROBABILITA’ DI ATTACCO PARASSITARIO

L’impresa è complicata e infatti il gruppo al lavoro è numeroso e di altissimo livello. Il punto di partenza è EPI (Etat potentiel d’infection, Institut Francais de la Vigne et du Vin, Bordeaux) sigla francese che indica la probabilità di attacco di Oidio e Peronospora: EPI è un programma elaborato a Bordeaux la cui applicazione sul vigneto toscano e sul Sangiovese, è stata sperimentata nella zona di Panzano, a Greve in Chianti.

Uso-dell'elettronica-per-ridurre-l'uso-della-chimica-nei-vigneti

Uso-dell’elettronica-per-ridurre-l’uso-della-chimica-nei-vigneti

I partner scientifici del progetto sono l’Università degli Studi di Milano Dipartimento di Scienze Agrarie e Ambientale e Dipartimento di Bioscienze e SPEVIS SRL (Stazione Sperimentale per la Viticoltura Spevis). Quest’ultima è la società guidata dal mio agronomo Ruggero Mazzilli.

 

LA CURA CONTRO PERONOSPORA E OIDIO SECONDO UN MODELLO MATEMATICO

Le aziende coinvolte sono Basilica Cafaggio, Candialle, Casaloste, Le Cinciole, Fontodi, Molino di Grace, Le Fonti, Montebernardi, Reggine. Nel periodo 2020 e 2021 per tutto il ciclo vegetativo. Si tratta di vigneti BIOLOGICI certificati. Ovviamente il modello francese è stato adattato ad un’area grande con suoli e microclima diversi in modo da ottenere una valutazione del “rischio muffa” su ogni singola vigna.
Vale la pena di fare un passo indietro e capire come è nato EPI (Etat Potentiel d’Infection). Fu elaborato nel 1981 da Serge Strizyk per avere indicazioni sul momento ideale per i trattamenti antiperonosporici e antioidici. Considera il sistema clima-patogeno-pianta e si basa su un modello empirico cioè sull’esperienza. Successivamente EPI è stato oggetto di numerose modifiche inserendo i singoli eventi climatici in una storia che include anche lo svernamento delle oospore. Il fine era di definire più esattamente la probabilità che le infezioni primarie e secondarie potessero verificarsi ma anche la loro intensità in funzione degli eventi climatici precedenti, considerati non singolarmente ma nella loro sequenza.

 

Brand del vino, valori che crescono

I marchi del vino valgono sempre di più a livello di territorio e di cantina. Intorno a loro si forma una community, una specie di fan club che li amplifica

 

Castiglion del Bosco, Massimo Ferragamo

Castiglion del Bosco, Massimo Ferragamo-

di Donatella Cinelli Colombini

Cresce l’importanza dei marchi delle cantine ma anche di quelli territoriali del vino. Un incremento di valore che corrisponde anche ad un incremento del business delle denominazioni enologiche.

 

IL VALORE DEI BRAND TERRITORIALI DEL VINO

Complessivamente il giro d’affari in Italia è di 16,6 miliardi, secondo il rapporto Ismea-Qualivita 2021 sulla Dop economy nazionale. Le DOP-IGP toscane, ad esempio, hanno un giro d’affari annuo di 1,15 miliardi (58 DOP-IGP con 6.900 operatori) e questa regione è fra le 5 in Italia che commercializzano più di un miliardo con i vini DOP-IGP.

Tempio-del-Brunello-Montalcino

Tempio-del-Brunello-Montalcino

Ponendo l’attenzione a “casa mia” nella provincia di Siena, vediamo che si colloca al 5° posto in Italia e genera quasi metà del business regionale del vino con denominazione: 540 milioni di cui 151 provenienti dal Brunello.

 

IL VALORE CRESCENTE DEI BRAND AZIENDALI DEL VINO

Cifre milionarie che rispecchiano anche valori immobiliari enormi come prova la vendita di Castiglion del Bosco dai Ferragamo a un gruppo di famiglie estere, per una cifra segreta ma oscillante fra 300 e 400 milioni di Euro. Al di là della bellezza del luogo, romanticamente circondato dai boschi di Montalcino, il nome Ferragamo fa da moltiplicatore.

 

Marco Boldrini m_b_ita

Continuiamo gli incontri con blogger inconsueti che ci fanno scoprire un modo diverso di essere influencer. Ecco Marco Boldrini giramondo ristoratore

 

Marco Boldrini m_b_ita

Marco Boldrini m_b_ita

di Donatella Cinelli Colombini

Mi imbatto in  Marco Boldrini quasi per caso su Instagram e, a primo colpo d’occhio, mi sembra un influencer “classico”: bel ragazzo, molto presente nelle foto, con vini celebri e celebrati. Per questo il primo contatto è un complimento molto generico al suo account ma lui risponde mettendo subito le cose in chiaro <<è un’attività secondaria ma mi diverte>> allora mi incuriosisco e lui mi spiega << ho due ristoranti a Amsterdam e uno in Umbria, faccio attività di consulenza e sporadicamente organizzo tour per i miei clienti a Montalcino>>. Questo viene in casa mia! Lo devo conoscere, mi dico e lo convinco a darmi un’ora di tempo per un’intervista.

 

VI PRESENTO MARCO BOLDRINI DOTTORE IN ECONIMIA E FINANZA E RISTORATORE PER TRADIZIONE

Con qualche intoppo legato al prefisso internazionale alla fine mi collego e scopro un tipo incredibile che a 34 anni ha vissuto due vite. Ecco a voi Marco Boldrini nato a Panicale, in Umbria dove suo nonno aveva un negozio di alimentari. In questi locali la madre Patrizia, Sommelier di vino e di olio, aprì nel 1999 un ristorante battezzandolo con il nickname del marito ingegnere e manager di grandi gruppi multinazionali: Lillo Tatini. Chiedo a Marco che vuol dire. << E’ l’equivalete del toscano citto, cioè bambino>> mi spiega. Anche lui e la sorella Bianca ci lavoravano mentre studiavano lei giurisprudenza e Marco finanza alla Luiss.

 

CLIMA, CLASSIFICAZIONI E ZONAZIONE DEI VIGNETI

E’ possibile fissare per sempre una classificazione di merito? Nello sport i record vengono battuti ma nel vino le classificazioni diventano immutabili come a Bordeaux

 

Château Margaux-

Château Margaux-la-zona-di-Bordeaux-e-la-sua-classifica-del-1855

di Donatella Cinelli Colombini

Alle Olimpiadi bisogna vincere di nuovo per salire sul podio dopo 4 anni. Nell’arte, nella moda, così come nell’economia, la leadership dipende da fattori diversi ma cambia nel tempo.
Allora perché nel vino ci sono classificazioni immutabili come quella del 1885 di Bordeaux? Ogni tentativo di cambiamento finisce in tribunale, con controversie che durano anni, invece il più grande distretto enologico della Francia è l’area dove il riscaldamento del clima ha avuto i maggiori effetti e proprio a partire dalla metà dell’Ottocento, con un’autentica impennata recente. In questo tipo di situazione che senso ha una classifica usata anche oggi come fosse il Vangelo?
Per capire la situazione bisogna fare un passo indietro.

 

IL CLIMA NELLA STORIA EUROPEA

La storia della civiltà umana risente fortemente del clima.
Il periodo caldo romano o Optimum climatico romano dal 250 a.C. circa al 400 d.C. è quello dell’espansione della civiltà romana in Europa e nel bacino mediterraneo meridionale.
Poi comincia una fase fredda che dura fino al 750 d.C. e le popolazioni provenienti dal Nord, più abituate a basse temperature, dominano la scena europea.

Orcia Doc da Bibenda all’Orcia Wine Festival

Settimana sfavillante per l’Orcia Doc, il vino più bello del mondo, che mette in fila 6 degustazioni guidate, 1 cena a palazzo e 4 giorni di assaggi around the table

Bibenda-i-produttori-Orcia-con-Daniela-Scrobogna

Bibenda-i-produttori-Orcia-con-Daniela-Scrobogna

di Donatella Cinelli Colombini

Un finale col botto per la mia presidenza del Consorzio Orcia e l’orgoglio di veder accompagnato una denominazione giovane, nella sua crescita in termini di qualità, autostima e prestigio.

 

L’ORCIA DOC A ROMA DA FIS BIBENDA

La galoppata finale è iniziata giovedì 21 aprile a Roma fra gli arazzi e gli specchi della sala da degustazione FIS Bibenda del Cavalieri Waldorf Astoria. 8 vini in assaggio fra cui il mio Cenerentola Doc Orcia 2018 spiegati magistralmente da Daniela Scrobogna. Pubblico di professionisti nel pomeriggio e di amatori nella degustazione serale. Sala piena per cui i produttori Orcia sono stati costretti a sedersi di fianco. Era evidente la sorpresa dei partecipanti che conoscevano il territorio sotto il profilo turistico ma non la varietà e qualità delle sue proposte enologiche.

 

Negroni il cocktail fiorentino più amato nel mondo

Dopo un secolo il Negroni è il cocktail più amato del mondo, ma il caffè dove è nato non esiste più. Forse si rinnova con il Rosé Mirabeau

 

di Donatella Cinelli Colombini

Negroni-nato-nel-Caffè-Giacosa-Firenze-

Negroni-nato-nel-Caffè-Giacosa-Firenze-

La classifica “The World’s Best-Selling Classic Cocktails 2022” redatta dall’autorevole testata britannica Drinks International premia il Negroni come cocktail più bevuto nel mondo. La decisione arriva dai 100 barman dei migliori locali del mondo. Nel podio anche Old Fashioned ed il Dry Martini amato dall’agente 007.

 

LA STORIA DI NEGRONI IL COCKTAIL NATO A FIRENZE NEL 1919

Il Negroni nasce a Firenze nel 1919 nell’elegante Via Tornabuoni nel caffè che si chiamava Casoni e che poi divenne Giacosa. Il Conte Camillo Negroni lo frequentava assiduamente ed era solito consumare un aperitivo “americano” che lui modificò con il gin grazie all’aiuto del barman Fosco Scarselli. Ed ecco la ricetta composta di tre parti uguali di Gin, Campari e Vermouth rosso dolce con il tocco finale di una fettina di arancia.
Il locale in cui nasce Negroni era nella centralissima Via Tornabuoni, la strada dello shopping e delle grandi griffe della moda. Fu aperto per la prima volta nel 1815 e divenne il centro della mondanità fiorentina. Nel 2001 fu acquistato da Roberto Cavalli, geniale stilista fiorentino che spostò il locale di qualche metro rispetto alla sede storica, trasformandolo in qualcosa di nuovo e più piccolo accanto allo show room dei suoi capi di moda. Nel 2017 la decisione di Cavalli di abbassare le saracinesche rattristò tutti e lo staff del locale si trasferì in blocco sotto i portici di Piazza della Libertà in un ambiente più ampio battezzato caffè Lietta, mentre il marchio Giacosa veniva venduto ad altri. Purtroppo la ristrutturazione effettuata da Cavalli nel 2001 e la delocalizzazione dell’antico caffè, impedirono al Comune di Firenze di intervenire con gli strumenti che tutelano i locali storici. Andò così perduto un frammento della storia e delle tradizioni fiorentine.
Nel luogo in cui il Negroni fu inventato rimane solo una targa apposta in occasione del centenario <<In questo angolo del Palazzo Viviani Della Robbia nella drogheria Casoni 100 anni fa il conte Camillo Negroni ispirava la creazione dell’omonimo cocktail, uno dei più celebri del mondo, 1919 – 2019>>.

 

OFFERTA: LEONE ROSSO 2019 DOC ORCIA 5 STELLE

Per gli amici del Club di Donatella un’opportunità unica. Personalizzare tre delle dodici bottiglie di Leone Rosso Orcia DOC acquistate per poterle donare ad amici con un’etichetta speciale

 

Donatella-e-Violante-Cinelli-Colombini-presentano-il-Leone-Rosso-DOC-Orcia-2019

Donatella-e-Violante-Cinelli-Colombini-presentano-il-Leone-Rosso-DOC-Orcia-2019

Vi presentiamo l’annata 2019, classificata 5 stelle, di questo vino Doc Orcia che proviene da una piccola ed esclusiva produzione nata nei vigneti, vinificata e maturata in botte alla Fattoria del Colle, in Toscana. Nasce sulle colline alte 400 metri sul mare vicino a Montalcino, Montepulciano e Cortona.

Il Leone Rosso Doc Orcia è un vino molto versatile che può accompagnare l’intero pasto. E’ particolarmente adatto anche per accompagnare salumi e formaggi giovani. Si adatta bene a cibi intensi e anche piccanti.

In esclusiva per voi 3 bottiglie con 3 etichette da personalizzare per celebrare un caro amico oppure una ricorrenza. Per esempio se Francesco vi invita al suo compleanno, voi potete portare una bottiglia con l’etichetta ad-hoc.

12 bottiglie di Leone Rosso Orcia DOC 2019

3 etichette personalizzabili

3 shopper con logo

 

IL SANGIOVESE CON IL MERLOT PER UN BLEND DI ELEGANZA E MORBIDEZZA

Questo vino contiene uve di Sangiovese e Merlot per un risultato di eleganza tipicamente toscana e morbidezza setosa. Molto apprezzato per la sua bevibilità dai wine lover e dai wine critics di Wine Spectator, James Suckling e Wine Enthusiast che, negli ultimi anni, hanno dato ottimi giudizi di 90/100 e anche più alti.

 

Brunello lovers USA: i giovani della Generation Treaters

I territori più conosciuti e amati dagli appassionati di vino d’oltreoceano sono Napa Valley 68% e la Toscana 58% che battono Champagne e Bordeaux

 

Brunello-degustazione-a-New-York

Brunello-degustazione-a-New-York

di Donatella Cinelli Colobini

Il binomio territorio di produzione – vino è sempre più forte nella mente del consumatore che percepisce la bottiglia quasi come un biglietto di invito nelle cantine e nei vigneti dove nasce. Anzi, da quando molte retro-etichette portano un QrCode che collega il telefonino a descrizioni e immagini, l’assaggio diventa parte di un’esperienza più complessa e coinvolgente creando familiarità con i luoghi e affezione.

 

VINO E TERRTORIO BINOMIO VINCENTE PER CALIFORNIA E TOSCANA

Ovviamente non sono solo le bottiglie a far conoscere i territori del vino.

Brunello-degustazione-a-Huston

Brunello-degustazione-a-Huston

La Toscana brilla di luce propria, con le sue città d’arte, l’enorme quantità di capolavori famosissimi, la sua campagna armoniosamente intatta con ville per wine weddings, la sua cucina saporita e salutare ….. Ma anche la California con le coste e il surf, i parchi, la valle della morte, Hollywood, Disneyland …. È una destinazione turistica di prima grandezza.
In entrambi questi territori le altre attrattive fanno da cornice alla produzione di grandi vini ed è forse questo binomio insieme al carattere più friendly delle proposte, che fanno preferire Napa Valley (68%), la Toscana (58%) a rivali formidabili ma più paludate come lo Champagne (51%), Bordeaux (50%), la Borgogna (51%). Sesta e in grande ascesa la Sicilia (41%).
Questo è il risultato dell’indagine commissionata dal Consorzio del Brunello a Wine Intelligence e riguarda la percezione dei consumatori USA rispetto alle regioni del vino di tutto il mondo.

 

                                                                       
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