Vino, studi, news, gossip

Territori, cultura e arte del vino a Palazzo Vecchio

Le Donne del Vino protagoniste di un programma di 14 giorni in collaborazione con il Comune di Firenze e la pittrice Elisabetta Rogai per il G20 dell’agricoltura

 

Firenze-Palazzo-Vecchio-Donne-del-Vino-in-preparazione-del-G20

Firenze-Palazzo-Vecchio-Donne-del-Vino-e-Massimo-Giletti-in-preparazione-del-G20

di Donatella Cinelli Colombini

Incontri, dibattiti, performance di pittura dal vivo, enoarte, degustazioni … formano un fitto programma che declina il vino in tutte le forme, stimola la riflessione e porta esempi concreti capaci di aprire strade verso il futuro dell’enologia e dell’agricoltura tutta.

 

G 20 DELL’AGRICOLTURA FIRENZE 2021

Quest’anno il G20 Agricoltura avrà luogo a Firenze alla metà di settembre e il Comune ha concesso uno degli spazi più belli di Palazzo Vecchio, la Sala d’Arme, alle Donne del Vino per organizzarvi un progetto di incontri, dibattiti, degustazioni dedicati ai temi del forum internazionale: la resilienza, la sostenibilità e il contrasto della fame nel mondo.

Firenze-Palazzo-Vecchio-Donne-del-Vino-in-preparazione-del-G20

Firenze-Palazzo-Vecchio-Donne-del-Vino-in-preparazione-del-G20

Il progetto impegnativo che trova nella mostra delle opere della pittrice Elisabetta Rogai una cornice raffinata, toscanissima e perfettamente aderente al tema. Infatti, la Rogai, è un’artista di fama internazionale, che usa il vino per dipingere. La sua tecnica assolutamente originale, celebra proprio quest’anno il suo decennale e si chiama “Enoarte”. Proprio dal rapporto di stima e amicizia che mi lega, da quasi vent’anni, ad Elisabetta Rogai, nasce l’unione di volontà che ha reso possibile la collaborazione fra Comune di Firenze, Donne del Vino e lei per il progetto “Territori, cultura e arte del vino a Palazzo Vecchio”.

 

ELISABETTA ROGAI E L’ENOARTE

Quello di Elisabetta Rogai è un dipingere “di vino” di cui l’artista offre una pratica dimostrazione nelle performance live. Le tele di Elisabetta Rogai aggiungono un tocco di creatività e femminilità al programma di incontri organizzati dalle Donne del Vino in collaborazione con il Comune, per i 14 giorni – dal 2 al 15 settembre 2021- Una preparazione al G20 sull’Agricoltura a cui prendono parte 35 delegazioni estere con i 70 componenti.

 

Basta con i non luoghi del vino

Non luoghi del vino, eventi fuori contesto e vini senza patria …. Sono questi alcuni esempi della perdita di identità che va contrastata con forza

Non-luoghi-del-vino

Non-luoghi-del-vino

di Donatella Cinelli Colombini

Dopo i lungi mesi di divieto agli spostamenti, le mascherine, i limiti alle riunioni in presenza…. cominciano le inaugurazioni delle nuove cantine. Tante, tante ma proprio tante in ogni parte d’Italia. Due a Montepulciano nella stessa settimana: Bindella Tenuta Vallocaia e Fattoria Svetoni. Ma gli investimenti nel vino continuano ovunque in Italia e basta viaggiare nel Barolo come sull’Etna per vedere le gru spuntare fra i vigneti. Segno positivo, di fiducia e ripartenza che tuttavia deve tradursi anche in salvaguardia dell’identità locale dei territori.
Solo i progetti dei più grandi architetti possono permettersi di ignorare la cultura locale. Esattamente come, a mio avviso, solo gli chef di enorme talento, possono permettersi di creare mettendo da parte le materie prime e le tradizioni del posto. Entrambi producono delle realizzazioni originali, uniche, dove il genio umano si esprime in libertà.
In tutti gli altri casi il rispetto dell’identità locale è un must.

esempio-di-non-luogo

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I NON LUOGHI DEL VINO

I non luoghi sono quelle strutture che potrebbero essere ovunque nel mondo: svincoli autostradali, ospedali, supermercati …. In alcuni casi il loro carattere standardizzato dipende da esigenze tecniche come la necessità di spostare i malati con il loro letto, oppure di consentire il rifornimento dei reparti di vendita. Per questo non possiamo aspettarci che le tinaie o le bottaie delle cantine divergano molto le une dalle altre. Tuttavia l’aspetto esterno degli edifici può rispettare il paesaggio e la cultura locale.
Il punto vendita e la sala da degustazione sono le zone della cantina con meno esigenze tecniche e quelli in cui il produttore può maggiormente rappresentare la sua storia e dove l’identità locale andrebbe più rispettata.
Invece succede il contrario.

Troppi vini da 90 punti e troppo pochi da 100

C’è un autentico affollamento di vini con punteggi di 90 centesimi o poco sopra mentre sono pochissimi i rating di 100 centesimi. Vi spiego perché

 

Casanova-di-Neri-Giacomo-Neri- vino con- rating-di-100-centesimi

Casanova-di-Neri-Giacomo-Neri- vino con- rating-di-100-centesimi

di Donatella Cinelli Colombini

Come spesso avviene la riflessione parte dalla lettura di un articolo intrigante su WineSearcher. Anche il titolo è intrigante <<Why arent there more 100 point wines>>. Perché i vini con 100 punti sono pochi? La risposta che mi viene spontanea è <<perché se fossero tanti questi riconoscimenti non varrebbe niente>> e ve lo dice una che lo sogna davvero.

 

100 CENTESIMI, UN PREMIO PER POCHI VINI COME TUTTI I PREMI IMPORTANTI

Tutti i premi importanti hanno pochissimi vincitori, basta pensare al Nobel oppure all’Oscar. Quando ho visitato il museo di Charlie Chaplin a Ginevra, ho notato che le gambe delle statuette erano abrase per essere state prese in mano tante e tante volte. Evidentemente anche una super star come Charlot li ostentava spesso.
Quindi non deve stupire se il numero dei vini insigniti con 100/100 è basso. Ma il ragionamento è più articolato e più intrigante.

 

Gaja Barolo-Sperss-2016-Robert-Parker 100-centesimi

Gaja Barolo-Sperss-2016-Robert-Parker 100-centesimi

CI SONO MOLTISSIMI VINI CON RATINGS DI 90 CENTESIMI O POCO OLTRE

La prima questione riguarda l’uso di scale di misura diverse. Perché la Michelin ha un sistema di stelle che arriva solo a tre?
Poi c’è l’affollamento dei 90 centesimi che è stato notato dal wine blogger britannico Jamie Goode. In pratica l’innalzamento qualitativo del vino in ogni parte del mondo ha causato una spinta verso l’alto dei giudizi.
Anche la commissione tecnica che valuta le vendemmie del Brunello fa sempre più fatica a tenere le valutazioni sotto il massimo di 5 stelle perché i campioni perfetti sono ogni anno più numerosi.
Va comunque considerato che i super buyer, come i monopoli canadesi, prendono in considerazione solo i vini sopra i 90/100 da parte della grande stampa del vino internazionale per cui arrivare a quel punteggio è indispensabile per fare buoni affari ed è l’aspirazione di tutte le cantine.
Io ho 9 vini sopra i 90/100 e vi assicuro che per una piccola cantina, come la mia, è un grandissimo risultato.

 

Greenpass chi si avvantaggia e chi ci rimette

Tutti volevano il greenpass ma ora lo accettano solo se non li riguarda. Cresce il dissenso e il rischio di farlo diventare inefficace e persino dannoso

 

greenpass-chi-si-avvantaggia-e-chi-ci-rimette

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di Donatella Cinelli Colombini

Sono vaccinata ed ho il greenpass dall’inizio di luglio. Sono fra gli over 60 che hanno una probabilità di morire di covid del 2,8% ed il pensiero di finire in rianimazione oppure sotto il casco dell’ossigeno mi terrorizza. Molti dei miei amici “covidati” stanno male o hanno problemi seri. Il vaccino non mi ha dato alcuna reazione e spero di avere una protezione, almeno parziale, contro il coronavirus.
Non tutti la pensano come me.

 

IN ITALIA 4,5 MILIONI DI OVER 50 NON VACCINATI E SONO SENZA GREENPASS

Avere in Italia, 4 milioni e mezzo di ultracinquantenni non vaccinati e solo il 58% della popolazione vaccinata fa presagire il terzo inverno difficile. Il virus è ormai diffusissimo. In Provincia di Siena abbiamo avuto 5.000 casi nel 2020 e 10.000 nel 2021 che non è ancora finito. Per non parlare delle varianti: più persone si contagiano e più è possibile l’evoluzione del virus in una versione resistente ai vaccini. E se consideriamo che meno di un terzo della popolazione del pianeta è stata vaccinata c’è de preoccuparsi.

 

Scrittrice esordiente molto brava: Cecilia Lombardi

Cecilia Lombardi, fotografia della Toscana moderna con le sue piccolissime tragedie. Una rinascita che arriva da dove meno te lo aspetti

 

Cecilia-Lombardi-Le-Piccolissime-Tragedie

Cecilia-Lombardi-Le-Piccolissime-Tragedie

Di Donatella Cinelli Colombini

Credi di conoscere una persona, la consideri una donna con i piedi per terra e senza troppe fantasie. Poi scopri che in lei c’è molto di più e che ha scritto un libro bellissimo, ma proprio bellissimo. Il romanzo si intitola Le Piccolissime Tragedie (Le Parche Editore pp. 276 €15,50) ed è l’esordio letterario di Cecilia Lombardi.

 

LA REALTA’ ITALIANA DESCRITTA DA CHI LA CONOSCE E LA SA INTERPRETARE

Un italiano scorrevole e di grande efficacia come chi legge molto e scrive molto. Penseresti ad un intellettuale, un giornalista e non ad una addetta al turismo.
Una tecnica narrativa attuale e molto originale. Una trama di piccolissime tragedie quotidiane che ha il solo difetto di essere troppo diffusa e normale per fare evadere il lettore. Anzi lo tiene attaccato alla realtà come una fotocopia.
In parte il romanzo è chiaramente autobiografico ma lo spessore dei personaggi fa venire in mente John Steinbeck di Pian della Tortilla con quel pizzico di ironia che alleggerisce le situazioni più realisticamente dure. La protagonista Serena si sfoga al telefono componendo un numero a caso e raccontando quello che sente senza sapere con chi sta parlando. Le reazioni sono diverse: c’è chi dice parolacce, chi cerca di aiutarla, chi tenta un approccio con proposte audaci.

 

GOSSIP DEL VINO IN FRANCIA MOLTO IN ROSA

La prima enoteca femminista a Tolosa, l’OIV lascia Parigi ma rimane in Francia, la nuova rivista di vino Tanin diretta dall’esperta di vino Gabrielle Vizzavona

tanin-nuova-rivista-di-vino-in-Francia-gossip-del-vino

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di  Donatella Cinelli Colombini

I gossip sul vino francese arrivano dalla Nuova Zelanda, dal super portale  WineSearcher che fornisce i prezzi dei vini nelle enoteche di tutto il mondo. Sono notizie tinte di rosa e decisamente intriganti

A TOLOSA LA PRIMA ENOTECA FEMMINISTA

Constance Charvis e Marion Luc stanno aprendo a Tolosa il loro wine bar femminista La Gougnotte <<Un bar bienveillant, féministe, culturel, queer à Toulouse. Un bar où le vin fait sur place coule à flots ! >> un bar accogliente, femminista, culturale a Tolosa. Un bar dove il vino del territorio scorre liberamente. Oltre alla vendita e assaggio dei vini il programma del locale comprende conferenze, workshop e proiezioni in uno spazio libero per l’attivismo cioè in un <<bar militante>>.

SEMPRE GOSSIP DEL VINO , OIV CAMBIA CASA E LASCIA PARIGI

OIV-cambia-casa-Gossip-del-vino

OIV-cambia-casa-Gossip-del-vino

A quanto parte l’ONU del Vino (OIV-Organizzazione internazionale della vigna e del vino) non intende lasciare la Francia dove ha sede dalla sua nascita nel 1924. Si tratta di un organismo intergovernativo che rappresenta 45 Stati membri ed ha competenze scientifiche e tecniche sulla vigna e sul vino per cui fornisce dati sulla produzione, i consumi e le normative per le quali svolge una lodevole opera di mediazione internazionale. OIV ha una leadership in rosa. È presieduto attualmente da Régina Vanderlinde, che guida anche il comitato scientifico e tecnico dell’OIV, assistita dalla vicepresidente Monika Christmann.
La nuova casa di OIV sarà probabilmente in una delle città del nel triunvirato francese: Reims ( Champagne ), Dijon (Borgogna ) e Bordeaux ( Pomerol ). Ovviamente la capitale dell’Aquitania sta proponendosi con decisione anche per rafforzare il suo ruolo di capitale mondiale del vino ma da un punto di vista scientifico la candidatura più forte appare Digione, sede dell’unica università dell’UNESCO dedicata alla vite e al vino.
Quello che sorprende è l’assoluta assenza di candidature italiane, tedesche o spagnole. La delocalizzazione dell’OIV sta andando avanti come se fosse una questione solo francese da far gestire al Governo di Emmanuel Macron.

Ma il vino CULT è una selezione esclusiva o no?

Nel 2000 la parola CULT indicava i Cabernet californiani più esclusivi e costosi ora c’è chi cerca di appropriarsene e ci sono vini CULT da 15$

Screaming Eagle-CULT-wine-californiano

Screaming Eagle-CULT-wine-californiano

Di Donatella Cinelli Colombini

Il nome “vino cult” così come “supertuscan” sono stati creati per riassumere concetti complessi. Nel caso dei vini toscani, il termine indicava l’aspirazione all’alta qualità e a un linguaggio più internazionale. Tuttavia la scelta di uvaggi e sistemi produttivi diversi da quelli dei disciplinari DOC-DOCG relegavano queste bottiglie nella tipologia “vino da tavola” benché spesso fossero molto care. Dalla contraddizione fra il valore del vino e la sua tipologia scaturì la necessità di trovargli un nome che ne esaltasse le caratteristiche.

INIZIALMENTE I VINI CULT ERANO I CABERNET CALIFORNIANI PIU’ ESCLUSIVI

Per i vini CULT è successo qualcosa di simile: alla fine degli anni ’90 il termine si riferiva ai Cabernet di Napa Valley prodotti in piccole serie esclusive. Il 30 aprile 2000 Wine Spectator uscì con una cover story intitolata “The Rise of California’s Cult Wines”. L’immagine in copertina si collegava a un articolo su nove cantine fra cui Harlan Estate, Screaming Eagle, Shafer

cult-wine

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Vineyards e Colgin.

L’UTILIZZO DEL TERMINE CULT PER BOTTIGLIE A BUON MERCATO

Con il tempo, il termine CULT wine è stato utilizzato anche per vini meno prestigiosi fino ad arrivare a bottiglie sotto i 15 Dollari creando confusione ma anche reazioni  polemiche finché la questione è arrivata in tribunale. In aula si troveranno di fronte l’Appellation Trading Company e la cantina californiana Salvestrin che vuole usare il termine in esclusiva e ha una linea di vini chiamata appunto Cult Wine.

 

Per la verità non si tratta delle sole bottiglie con il nome CULT in etichetta, come ha ben spiegato W. Blake Gray nel suo articolo per WineSearcher.  Il primo è il Cult Cabernet della cantina Beau Vigne che è stata approvata dal TTB Federal Alcohol and Tobacco Tax and Trade Bureau nel 2010. L’ente ci certificazione americano, nello stesso anno, ha autorizzato il CULT Pinot Noir della cantina Draxton Wines della contea di Mendocino della Russian River Valley.
Successivamente anche la Jackson Family Wines ha iniziato a produrre un vino CULT e poi la cantina BK Wines con un Shiraz australiano single vineyard.
All’ufficio brevetti USA sono registrati 553 prodotti CULT fra cui quello della “morte hippie”.

Gozo, la mia isola del cuore

Gozo un gioiello di natura, tradizioni e stile di vita che va preservato. Tanta bellezza ma anche troppi nuovi cantieri nell’isola di Ulisse e Calipso

 

Gozo-Malta-2021-

Gozo-Malta-2021-

di Donatella Cinelli Colombini

E’ sempre bello tornare a Gozo, l’isola minore dell’arcipelago maltese dove io e mio marito Carlo abbiamo una deliziosa casa in pietra con cortile interno e un panorama mozzafiato sul mare di Calipso e Ulisse.

 

I PIACERI DI GOZO, PRIMO FRA TUTTO STARE CON GLI AMICI

Ci piacciono l’atmosfera senza tempo e le piccole dimensioni dell’isola che è grande più o meno come il comune di Trequanda, dove c’è la Fattoria del Colle. Questo ci permette di fare un’intensa vita sociale. In una settimana di soggiorno abbiamo cenato con amici cinque volte. Dopo la solitudine covid nella campagna toscana è un grosso cambiamento. Soprattutto perché il pesce appena pescato, ha un sapore delizioso e ci sono tanti giovani chef che fanno a gara per eccellere.
Questa volta, accanto alle tante cose che ci piacciono abbiamo anche trovato qualcosa di spiacevole. Mentre Malta è molto costruita, Gozo era rimasta relativamente intatta. C’erano nuovi edifici, per la verità piuttosto bruttini, ma l’aspetto dei paesi e lo stile di vita della popolazione, era quello di un secolo fa.

 

TROPPE NUOVE COSTRUZIONI A GOZZO

Filippo-e-Dante-Chef-di-Cini-e-Capricci-Gozo-Malta

Filippo-e-Dante-Chef-di-Vini-e-Capricci-Gozo-Malta

Già da qualche anno avevamo visto sorgere molti nuovi complessi residenziali di grandi dimensioni ma quest’anno le gru sono ovunque e dove un tempo c’erano delle casette antiche stanno sorgendo edifici con centinaia di appartamenti. La creazione di così tanti alloggi in poco tempo è un serio problema. Infatti è impossibile allargare le strade che sono quasi tutte strette e anche quest’anno, con pochissimi turisti stranieri, si congestionavano ogni fine settimana. Poi c’è il problema spiagge. A Gozo le coste sono quasi tutte scogliere molto alte con pochi accessi al mare.
Il sovraffollamento farebbe perdere a Gozo quel carattere autentico, intatto, silenzioso e diverso che, finora, la rendeva un gioiello unico.
Poco tempo fa lo Stato di Malta è stato inserito nella “grey list”, una specie di indice dove le autorità della finanza internazionale mettono i Paesi in cui trovano situazioni poco chiare. Nessuna altra nazione europea è in questa grey list. Se a questo si aggiunge la crescita della speculazione edilizia …. Capite bene la nostra preoccupazione di Gozo-lovers.
Apparentemente il governo maltese non vuole introdurre un tetto alla cubatura complessiva delle nuove costruzioni di Gozo. Misura che invece appare auspicabile e urgente per salvaguardare questo paradiso nascosto nel cuore del Mediterraneo.

 

Cannabis doc in California

Nascono in California le prime denominazioni per la marijuana a somiglianza di quelle enologiche. La strana alleanza fra produttori di vino e cannabis

cannabis-con-denominazione-in-California

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di Donatella Cinelli Colombini

Pensare che in molti stati del mondo è ancora proibita e fino a qualche anno fa era illegale ovunque come LSD o ecstasy. Ora la California ha un’area chiamata triangolo di smeraldo con le contee di Mendocino , Humboldt e Trinity dove sembra essere coltivata la canapa più pregiata.

CANNABIS CON DENOMINAZIONE NEL TRIANGOLO DI SMERALDO

Grazie ad alcuni coltivatori di cannabis particolarmente  intraprendenti e all’aiuto dei produttori di vino californiana il progetto di differenziare con  denominazioni le zone di produzione migliori di marijuana sta prendendo corpo e il Governatore della California Gavin Newsom ha firmato il disegno di legge 67 del Senato che le istituisce.

Ed ecco che i nostri intraprendentissimi produttori di cannabis che hanno scritto un disciplinare di produzione. Alla guida di tutto c’è Coleman che ha fondato l‘Origins Council, organizzazione senza scopo di lucro che guiderà lo sviluppo e la qualificazione delle zone di produzione del Cannabis in modo sostenibile.

La cosa quasi incredibile è il sostegno di Rex Stults, vicepresidente delle relazioni industriali per l’ associazione Napa Valley Vintners (NVV) il cui unico problema è di evitare un’ interferenza fra Napa -vino e Cannabis. Infatti le luci che illuminano le coltivazioni di canapa indiana di notte e il suono degli allarmi potrebbero danneggiare il redditizio turismo del vino della valle.

90/100 per il Rosso di Montalcino e 92/100 per il Leone Rosso

Due ottimi punteggi premiano il Rosso di Montalcino 2018 da parte del Wine Spectator e il Leone Rosso Doc Orcia da James Suckling

 

Non solo il Brunello ottiene grandi rating sulla stampa internazionale del vino, ma anche i rossi più giovani di Donatella Cinelli Colombini.

 

Leone-Rosso-Doc-Orcia-2018-Punteggio-James-Suckling-92-centesimi

Leone-Rosso-Doc-Orcia-2018-Punteggio-James-Suckling-92-centesimi

La cura manuale, il bio, la selezione maniacale come chiavi del successo

I suoi vigneti del Casato Prime Donne e della Fattoria del Colle a Trequanda sono ormai adulti e, anche grazie alla coltivazione biologica, stanno mandando in cantina uve di straordinaria qualità: sane, ben equilibrate nella maturazione e con acini dal calibro molto piccolo.
La produzione d’uva è poca, nei 30 ettari delle due aziende. La coltivazione in gran parte manuale e la vendemmia interamente manuale permette di dividere le uve in base alla qualità e alla maturazione. In cantina, gli interventi umani sono limitatissimi e riguardano soprattutto i travasi d’autunno e di primavera, il vino matura i botti grandi e botticelle da 5-7Hl alla temperatura di 18°C.

 

10 vini sopra i 90 centesimi con punte di 97/100 per Donatella Cinelli Colombini

Punteggi-Rosso-di-Montalcino-90-centesimi-da Wine-Spectator

Punteggi-Rosso-di-Montalcino-90-centesimi-da Wine-Spectator

Tutto curato e manuale alla maniera dei nonni.
Il risultato è stupefacente: 10 vini con punteggi di 90 centesimi da parte della stampa specializzata internazionale e punte di 97/100.
Un successo che entusiasma perché riguarda tutta la gamma, dai Brunello da invecchiamento ai rossi giovani. Questo è segno di grande rispetto per i clienti e di una piccola cantina con brand sempre più grande.

 

Wine Enthusiast: 2 donne ai vertici

Più donne nelle stanze dei bottoni del vino in USA e Asia. Wine Enthusiast nomina Jacqueline e Erika Strum fra i presidenti: la stampa del vino USA è più rosa

 

Erika-Strum-Wine-Enthusiast

Erika-Strum-Wine-Enthusiast

Di Donatella Cinelli Colombini

Nel caso del Wine Enthusiast la svolta in rosa è un processo profondo che dura da anni e ha visto focalizzare molti gli articoli sulle donne produttrici, sulle donne sommelier e il sostegno delle associazioni del vino al femminile. Anche la degustatrice del vino italiano, Kerin O’Keefe è una donna. Si tratta di un’intellettuale con un passato di studi di letteratura inglese e numerose pubblicazioni in cui ha avuto un ruolo pionieristico e trainante verso i vini fortemente rappresentativi del proprio territorio d’origine. Una scelta che oggi è largamente condivisa ma, vent’anni fa, richiedeva un grande coraggio e profonda conoscenza.

 

WINE ENTHUSIAST: DUE DONNE AL VERTICE

Jackie-Strum-Wine-Enthusiast

Jackie-Strum-Wine-Enthusiast

Proprio su queste donne talentuose e capaci di aprire nuove strade, punta Wine Enthusiast per rafforzare il suo ruolo nell’editoria specializzata. Anche se la rivista è la più nota fra le attività del Gruppo, Wine Enthusiast ha anche un’intensa presenza digitale, organizza eventi ed ha anche un dipartimento commerciale e un premio. La proprietà e il management è in mano ad Adam e Sybil Strum che ora si sono affiancati la generazione più giovane con la promozione di Erika Strum a Presidente di Wine Enthusiast Commerce e Jacqueline Strum a Presidente ed Editore di Wine Enthusiast Media. Il ringiovanimento dei vertici aziendali ha l’obiettivo di ampliare il settore digitale della Comunicazione che è cresciuto a due cifre portando a 4 milioni il numero dei lettori mensili di Wine Enthusiast. Un successo confermato dal +30% delle promozioni dei vini nell’ultimo anno. Jacqueline e Erika hanno una solida preparazione universitaria alle spalle e un’ottima capacità nello sviluppo di progetti digitali, il “mago del SEO” è Erika Strum fortissima nella strategia di ottimizzazione dei motori di ricerca, email marketing, UX e social media.

 

UMANI RONCHI E T’INNAMORI DEL VINO DELLE MARCHE

Massimo Bernetti ci racconta la sua vita e la storia della sua cantina Umani Ronchi, icona del vino marchigiano e del successo internazionale del vino italiano

 

Massimo-e-Michele-Bernetti-Umani-Ronchi

Massimo-e-Michele-Bernetti-Umani-Ronchi

Di Donatella Cinelli Colombini

Massimo Bernetti è uno dei capitani coraggiosi del vino italiano, quei pionieri che trasformarono il vino delle osterie e delle cisterne in bottiglie di lusso. Oggi, arrivato a 80 anni, un’età in cui <<il tempo trascorso è più reale di noi>> come dice, con autoironia, nella prefazione, ha deciso di raccontare questo percorso in due opuscoli scritti con semplicità e senza alcun desiderio autocelebrativo.
E’ questa la prima cosa che colpisce: l’umiltà di una storia vera. E’ un dono raro che trasforma i due racconti di Massimo Bernetti in una testimonianza autentica, precisa di un uomo e della sua cantina. Una storia che va a inserirsi nella spettacolare ascesa del vino italiano fino ai ristoranti stellati di tutto il mondo.

 

LA MERAVIGLIOSA STORIA DEL VINO ITALIANO NEL  DOPOGUERRA

Pelago-Umani-Ronchi-

Pelago-Umani-Ronchi-

Un percorso pieno di pericoli, di delusioni, di coraggio, intraprendenza, tenacia …. Con la voglia continua di andare ancora avanti, di non sentirsi appagato dei risultati e di accettare sfide sempre più difficili. E’ bene che i giovani leggano questa testimonianza perché infonderà loro il coraggio che serve in questa fase post covid. Cambiare il mondo è possibile, anzi è bello.
I ricordi dell’infanzia, della seconda guerra mondiale e del dopoguerra sono forse le pagine più belle e capaci di ispirare coraggio. Ci sono brani, come quello dei bombardamenti di Ancona, che sembrano la Siria di oggi. Massimo e la sua famiglia rimangono per 20 giorni in cantina con poco cibo e in costante pericolo di morte, ma lui bambino si diverte a collezionare schegge di granate e corre verso i crateri delle bombe per arricchire la sua raccolta.

 

VINO E SPORT CON BRINDISI OLIMPICI

Vino e calcio, vino e ciclismo, vino e Gran Premi automobilistici come la sponsorizzazione sportava promuove cantine o territori e il tifo diventa virale

 

Luna-Rossa-ha-brindato-con-Ferrari-Trento-al-secondo-posto-nell'America's-Cup

Luna-Rossa-ha-brindato-con-Ferrari-Trento-al-secondo-posto-nell’America’s-Cup

Di Donatella Cinelli Colombini

Il vino è poco presente fra gli sponsor sportivi, ma è comunque presente in modo significativo sostenendo squadre locali come fa Sartori con il calcio di Verona oppure grandi eventi internazionali come la Ferrari di Trento che fa brindare i piloti vincitori delle gare di Formula 1 e i medagliati italiani a Tokyo.
Secondo me gli spumanti Ferrari portano anche fortuna viste le 40 medaglie olimpiche  alcune delle quali veramente stratosferiche come i 100 metri piani di Marcell Jacobs e la staffetta 4 x 100.  Per non parlare delle rosse di Maranello, che dopo un disastroso 2020, ricominciano a vedere il podio. Hanno brindato con Ferrari Trento Rafa Nadal vincitore degli Internazionali di tennis di Roma 2021 e il team di Prada-Luna Rossa che è arrivata seconda nella 36° edizione dell’America’s Cup di vela.

 

Club Atlético Colón

Club Atlético Colón-Sport-e-Vino

FERRARI TRENTO BRINDA COI VINCITORI DELLA FORMULA 1

L’operazione di Ferrari Trento è molto importante per tutto lo spumante italiano perché sostituire le magnum di Champagne in uno dei momenti più fotografati dello sport mondiale e in uno dei momenti con maggiore contenuto simbolico: lusso, festa e successo. Questi sentimenti si attaccano alle bottiglie e chi servirà una magnum di Ferrari Trento Doc alla festa della sua laurea finirà per sentirsi un campione ricco, famoso e vincente. Il mito dello Champagne è stato costruito su valori simbolici di questo tipo ed è bello vedere che le bollicine italiane sono ora sul podio così come è bello vederle trionfare allo Champagne & Sparkling wine world championships.

 

Biologico, biodinamico, parlamento e magia

Il contrasto fra chi crede nell’agricoltura convenzionale, bio e biodinamica esce dai campi e dalla stampa specializzata per approdare in Parlamento alzando i toni

 

biologico-compost-Gaja Ca Marcanda

biologico-compost-Gaja Ca Marcanda

di Donatella Cinelli Colombini

Una polemica che ha preso toni politici quando un gruppo di scienziati e Senatori hanno mandato una lettera chiedendo di non usare il denaro pubblico per finanziare l’agricoltura biodinamica <<pratica esoterica opposta e inconciliabile con qualunque dato scientifico>>.

DISEGNO DI LEGGE SULL’AGRICOLTURA BIOLOGICA

Tutto parte dal punto 3 del Disegno di Legge sull’agricoltura Bio dove c’è scritto <<il metodo di agricoltura biodinamica, che prevede l’uso di preparati biodinamici e specifici disciplinari, applicato nel rispetto delle disposizioni dei regolamenti dell’Unione Europea in materia di agricoltura biologica, è equiparato al metodo di agricoltura biologica>>.

 

COS’E’ IL BIODINAMICO

Ne è nata una discussione sia sulla stampa specializzata che nelle stanze della politica che è ben raccontata da un articolo di Alessia Zuppelli pubblicato in Cronache di Gusto.

Vigneto-bio-Donatella-Cinelli-Colombini

Vigneto-bio-Donatella-Cinelli-Colombini

L’agricoltura biodinamica si rifà ai principi del filosofo tedesco Rudolf Steiner degli anni venti del Novecento, esiste un ente certificatore per le imprese che la praticano, ma si tratta di un marchio privato, non riconosciuto a livello istituzionale. Steiner è stato un pioniere nella difesa della natura e della biodiversità che ha promosso con le conoscenze del suo tempo e attraverso un approccio filosofico nella ricerca di un maggiore equilibrio con l’ecosistema terrestre attraverso la valorizzazione dell’ “energia vitale”.

 

COS’E’ IL MARCHIO BIOLOGICO

Il marchio biologico invece è riconosciuto dal Ministero dell’Agricoltura – Mipaf. Le imprese agricole lo ottengono attraverso il rispetto di un regolamento e la certificazione da parte di un’agenzia autorizzata dallo stato. Esistono dei finanziamenti per chi pratica questo tipo di agricoltura perché essa è meno remunerativa di quella convenzionale a causa di un limitato uso di prodotti chimici, ma permette di salvaguardare gli ecosistemi, valorizzare la biodiversità, salvaguardare l’ambiente e la salute dei consumatori. Ai programmi sul BIO si collegano anche le azioni di tracciamento dei prodotti e di educazione alimentare.
I dati Ismea mostrano come i consumatori siano sempre più orientati verso gli alimenti green che hanno avuto un recente boom commerciale toccando, a giugno 2020, di 3.3 miliardi di business.

 

Distillatore di Whisky per un giorno

Airbnb propone di diventare distillatori di whisky per un giorno nella Annandale Distillery partecipando alla rivitalizzazione delle Lowlands la Scozia meridionale

annandale distillery-Distillatori-di-whisky-per-un-giorno-con-Airbnb

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di Donatella Cinelli Colombini

Le cantine che pensano basti un grande vino per attrarre turisti, quelle che continuano a offrire solo la visita con la spiegazione dei sistemi produttivi della propria denominazione seguita da un piccolo assaggio, quelle che puntano sui grandi architetti e sugli chef stellati magari stranieri ….. comincino a preoccuparsi. Il turismo futuro ha tre parole chiave: diversità, partecipazione, etica.

DIVERSITA’, PARTECIPAZIONE, ETICA PAROLE CHIAVE DEL NUOVO TURISMO

Parole che racchiudono molti messaggi ma che oggi vorrei spiegarvi con un esempio. Airbnb, è la OTA (online tourist agency) diventata un colosso internazionale proponendo soggiorni alternativi a casa dei residenti e favorendo i viaggi più a contatto con le comunità locali. Ebbene questo mega tour operator commercializza anche esperienze e recentemente ha proposto la possibilità di diventare distillatore di whisky per un giorno.

annandale distillery-Distillatori-di-whisky-per-un-giorno-con-Airbnb

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DISTILLATORI DI WHISKY PER UN GIORNO CON AIRBNB

La notizia ha fatto il giro del mondo ed io l’ho letta su The Drinks Business. Riguarda la distilleria scozzese Annandale Distillery a Dumfries e Galloway durante la prossima estate e comprende un soggiorno di due notti nel cottage all’interno della distilleria oltre a una cena nello storico Globe Inn di Dumfries. Nell’insieme è qualcosa di “unico, coinvolgente ed esclusivo”.
Per la verità c’è di più. La proposta turistica è inserita nel “mese del whisky scozzese” promosso da una vasta campagna di comunicazione sulle visite dei Lowlands scozzesi cioè nella parte meridionale della Scozia, quella che si traversa andando nelle Highlands a caccia di prestigiosi Single Malts.

                                                                       
Cinelli Colombini
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