Vino, studi, news, gossip

Le persone più sportive bevono di più

Due possibili spiegazioni: se sei sportivo puoi concederti un calice in più. Oppure fai sport per smaltire il calice in più. Ad ogni modo fai una vita migliore

 

di Donatella Cinelli Colombini

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Questa è la sintetica risultanza dell’indagine del Cooper Institute in Texas (commentata di TheDrinksBusiness) su 38.000 sportivi sani compresa fra i 20 e gli 86 anni di età. Ha scoperto come fra i bevitori abituali o pesanti ci sia una percentuale doppia di persone in ottima forma fisica.

 

LA PERCENTUALE DI BEVITORI MEDI O PESANTI E’ DOPPIA IN CHI E’ MOLTO SPORTIVO

Alla faccia di chi dice che l’alcol fa male!

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Le persone che bevono, corrono molto di più delle altre!
La ricerca è stata fatta con criteri molto accurati dividendo le persone esaminate per età e sesso, in 5 gruppi e facendoli correre sul tapis roulant. Dalla velocità che riuscivano a tenere sono stati inquadrati in tre fasce con forma fisica bassa, media e alta.
Anche in base al numero dei drink bevuti mediamente in una settimana le persone esaminate sono state divise in 3 gruppi: bevitori leggeri, medi e pesanti. I leggeri con 3 drink la settimana. Medi con 7 drink per le donne e 14 per gli uomini e pesanti oltre questa soglia.
Ebbene quelli che correvano come leprotti mostrandosi in gran forma risultavano essere nelle categorie dei bevitori medi o pesanti sia fra le donne che fra gli uomini. Dopo aver esaminato i risultati dell’indagine i ricercatori del Cooper Institute in Texas si sono chiesti i motivi di queste percentuali.

Gigantismo in cantina: meno imprese e più dimensione

In Francia le aziende con vigneto hanno 19 ettari ciascuna e in Italia poco più di 2, ma le grandi cantine si uniscono e diventano più grandi. Opportunità o minaccia?

 

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di Donatella Cinelli Colombini

Negli ultimi 10 anni le aziende del vino francesi sono calate di 11.000 unità e ora sono 59.000.
Un processo diffuso di fusione e acquisizione che riguarda anche i vigneti e non solo le cantine come in Italia. La zona più toccata sembra Bordeaux dove, dopo il 2010, sono sparite 3.100 imprese.

NON SI TRATTA DI UN PROCESSO CIRCOSCRITTO AL VINO

Tutto il settore agricolo francese presenta la stessa dinamica: ovini e caprini -20.000 bovini da carne -15.000 e così tutti i comparti escluso gli orti per un totale di 100.000 aziende in meno in soli dieci anni. Sono sparite le imprese piccole o piccolissime dove, al momento della successione, gli eredi non hanno visto una prospettiva di lavoro e guadagno per cui hanno preferito vendere.
In conseguenza di ciò, la dimensione aziendale agricola media, in Francia, è cresciuta a 69 ettari coltivati.
Nelle imprese con vigneto, nel 2010, c’erano mediamente 3 ettari di vigne e oggi ce ne sono 19. La dimensione è aumentata ancora di più nella zona di Bordeaux dove è passata da 9 a 37 ettari di vigneto.

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COSA STA SUCCEDENDO NELLE CANTINE ITALIANE

Andiamo adesso a vedere la situazione in Italia scoprendo di qualcosa di completamente diverso. Secondo Ismea, le cantine vinificatrici sono 47.500 e le aziende agricole con vigneto 310.000 con una superficie media di 2,1 ettari ciascuna. I dati 2018 e 2020 mostrano un’estrema stabilità. Tuttavia la concentrazione produttiva è in atto anche nel nostro Paese. Abbiamo un aumento di taglia da parte dei gruppi di vinificatori e imbottigliatori che erano già grandi.

<<E’ il caso per esempio dell’Italian Wine Brands (quotato all’Aim) che ha appena definito l’acquisto di Enoitalia. Ed è il caso di Botter e Mondodelvino che sono confluiti in un nuovo polo vinicolo con forti ambizioni sotto l’egida di Clessidra>> scrive Anna Di Martino nella sua classifica 2020. 

Violante e Enrico nella Londra più esclusiva 

Al Travellers Club fra quelli che contano, compleanno di Enrico da Hide, con i sommelier della Royal Opera House, trekking urbano nella Londra turistica

 

Violante-e-Enrico-in-aereo-prima-dell'atterraggio-spaventoso

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di Violante Gardini Cinelli Colombini

Tutto comincia con un atterraggio da paura nell’aeroporto di London City a causa del tifone Eunice con raffiche di vento che sbarbano gli alberi.

 

TRAVELLERS CLUB FRA LUSSO ESCLUSIVITA’ E TRADIZIONE

Prima sosta Piccadilly Circus, piove e fa freddo ma per fortuna i giubbotti hanno il cappuccio. Arrivo al Travellers Club in una palazzina ottocentesca con porta senza insegna. Si trova a poche centinaia di metri da Buckingham Palace e la sensazione di essere nel cuore più esclusivo e aristocratico del Regno Unito è fortissima. Nel club sono obbligatori gli abiti formali (per gli uomini giacca e cravatta da cambiare ogni giorno) ma è proibito lo smoking. All’interno sale su sale in stile vittoriano in un ordine perfetto. Anche l’ascensore è antico con griglie di ferro invece delle porte. La camera è piccola ma graziosa e confortevole.

Violante-Cinellicolombini-mostra-la sua-foto-al-Travellers-Club-di-Londra

Violante-Cinellicolombini-mostra-la sua-foto-al-Travellers-Club-di-Londra

Prima visita da Coravinwine&bubblesbar dove ci sono 350 etichette in assaggio grazie al celebre apparecchio che pesca il vino senza togliere il tappo. Qui lavora il simpaticissimo Sommelier bolognese Paolo Tabacchi 
Cena in un ottimo ristorante indiano a Mayfair, il quartiere più esclusivo di Londra, dove ci hanno servito un dessert con aglio.
Domenica di trekking urbano. Abbiamo camminato per il 16 km: da Soho a Chinatown, fino a Carnaby Street e poi intorno a Buckingham Palace, National Gallery e poi verso il Tamigi, London Eye e Big Ben. Ritorno attraverso le zone meno turistiche e più residenziali per VIP very VIP fino ad arrivare sul bordo di Hyde Park.

 

Donatella mette in pratica il nuovo turismo del vino

Donatella Cinelli Colombini, di nuovo innovatrice, propone esperienze col vino “su misura” per soddisfare i diversi tipi di turisti del vino post covid

 

I TURISTI DEL VINO NON SONO TUTTI UGUALI E NON HANNO TUTTI GLI STESSI DESIDERI

Donatella Cinelli Colombini che, ha inventato la giornata Cantine Aperte e insegna wine hospitality nei master, sa anche che i turisti del vino sono un piccolo esercito composto da persone con profili e attese diverse: ci sono quelli solo incuriositi, i veri appassionati e i Brunello lovers, ci sono gli incontentabili desiderosi di esclusività straordinarie, ma c’è anche ci vuole trascorrere il suo tempo libero imparando in modo giocoso. I turisti del vino sono cambiati rispetto al 2019, quando nessuno conosceva il Covid, e soprattutto desiderano cose diverse. Oggi, chi arriva nei territori del vino, è un cacciatore di emozioni che vuole immergersi in una campagna senza pesticidi, coltivata da chi è appassionato, tradizionalista ma anche disposto a condividere.

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<< A questa moltitudine diversificata la stragrande maggioranza delle cantine italiane propone un solo tipo di esperienza: visita fra tini e botti con spiegazione dei processi produttivi e degustazione>> dice Donatella <<Questo è sbagliato>>.

 

DALLA TEORIA ALLA PRATICA: 4 ESPERIENZE PER I TURISTI DEL BRUNELLO

Ecco che la Cinelli Colombini passa dalla teoria alla pratica e invece di limitarsi a scrivere manuali sull’accoglienza enoturistica, ha deciso di dare l’esempio progettando 8 esperienze per i visitatori nelle sue cantine del Casato Prime Donne nel Brunello e della Fattoria del Colle nel Chianti e nella Doc Orcia. Molte delle degustazioni sono accompagnate da piccoli assaggi di “cacio” pecorino, olio extravergine di fattoria e pane toscano sciapo, cioè senza sale.
4 proposte per chi arriva a Montalcino spinto da curiosità diverse: alcuni sanno poco o niente di vino e conoscono il Brunello quasi solo per sentito dire. In questo caso c’è un’esperienza più semplice e a prezzo più basso. Poi ci sono due proposte per i wine lovers sempre alla ricerca di nuove emozioni e nuove conoscenze sul Brunello: la prima più incentrata sull’assaggio -dalla botte fino alle grandi annate- la seconda più inconsueta è stata studiata dal Sommelier musicista Igor Vazzaz, un assaggio itinerante associato alla musica. Infine c’è qualcosa di davvero unico a cui Donatella ha deciso di partecipare personalmente. Prevede l’assaggio del suo Brunello più esclusivo in edizione limitata, accompagnato da formaggi vincitori di premi internazionali.

 

Sanguis Jovis e la variabile tipicità del Sangiovese

Bellissimo Quaderno 2021 della Summer School Sanguis Jovis della Fondazione Banfi ci fa scoprire i terroir del Sangiovese e le ragioni delle sue differenze

 

Sanguis-Jovis-Scuola-di-alta-formazione-sul-Sangiovese

Sanguis-Jovis-Scuola-di-alta-formazione-sul-Sangiovese-Fondazione-Banfi-Montalcino

Di Donatella Cinelli Colombini

Attilio Scienza Presidente di Sanguis Jovis, chiarisce il significato profondo di termini come terroir, zonazione, ma anche denominazione, partendo da un concetto molto alto e filosofico. Wax Weber filosofo – sociologo tedesco vissuto a cavallo fra Ottocento e Novecento, definisce il termine tipico come l’elemento riconoscibile che permette di catalogare e raggruppare persone o cose con lo stesso contenuto distintivo. Con il tempo la parola è stata banalizzata anche se generalmente indica un prodotto territoriale che non esiste in altre zone con caratteri identici.

 

Cantine Cecchi bottaia

Cantine Cecchi bottaia-Sanguis-jovis-i-terroir-del-sangiovese

IL SIGNIFICATO DELLA TIPICITA’ NEL VINO

Per questo, la ricerca della tipicità nel vino parte dall’esistenza di un profilo sensoriale originale nell’ uva/vino proveniente da una specifica zona e dipende dal suo microclima, dal vitigno e da come tradizionalmente è stato coltivato. Al contrario l’uso di correggere in cantina le caratteristiche originarie dell’uva/vino per assecondare le esigenze del mercato va interpretato come un “tradimento” della tipicità allo stesso modo come il recupero di vitigni autoctoni e la modificazione dei loro elementi originari a fini esclusivamente commerciali.
Quindi la tipicità come alternativa alla globalizzazione e lo stile come interpretazione culturale del proprio tempo.

 

OFFERTA: BRUNELLO PRIME DONNE 2017 DA DEGUSTARE, DA REGALARE E DA ABBINARE

Il Brunello di Montalcino Prime Donne viene prodotto solo nelle annate migliori. E’ una piccola selezione di 6.000 bottiglie destinate a ristoranti ed enoteche di alto livello di tutto il mondo.

 

Offerta-Brunello-Prime-Donne-DOCG-2017-ricettario-e-grembiule

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BRUNELLO PRIME DONNE: IL PRIMO BRUNELLO PRODOTTO E PENSATO AL FEMMINILE

Infatti la cantina che lo produce, il Casato Prime Donne a Montalcino, è la prima in Italia con un organico di sole donne, enologhe comprese ed è il primo vino rosso a lungo invecchiamento che viene seguito, dalla nascita all’imbottigliamento, da un panel di 4 espertissime assaggiatrici internazionali: una enotecaria Astrid Schwarz, una sommelier Daniela Scrobogna, e due Master of Wine Rosemary George e Madeleine Stenwreth. Sono loro a scegliere il vino fra le diverse vigne di Sangiovese Brunello, decidono il tipo di botte di rovere e infine il blend fra il vino di più fusti in legno.

Ovviamente il Brunello Prime Donne piace molto anche agli uomini ed ha ottimi rating nella principale stampa internazionale. Questo è un vino gastronomico che va accompagnato a piatti importanti come gran pezzi di carne arrosto, formaggi stagionati, e cacciagione.

L’annata 2017 è stata caratterizzata da due eventi climatici: una gelata alla fine di aprile che ha colpito quasi tutto il vigneto europeo lasciando miracolosamente indenne Montalcino e un’estate molto calda con 10 giorni consecutivi ad agosto, con temperatura di 43°C. Quest’ultimo evento ha invece toccato anche il vigneto del Brunello.

 

6 BOTTIGLIE DI BRUNELLO PRIME DONNE 2017, IL RICETTARIO ED IL GREMBIULE DI DONATELLA CINELLI COLOMBINI DIRETTAMENTE A CASA VOSTRA

Inoltre, in questa occasione, la Fattoria del Colle vuole entrare a far parte della vostra cucina, così specialmente per voi, un grembiule di tessuto toscano. Indossando questo preparerete delle pietanze che vi ricordano la gustosissima cucina tipica Toscana. A questo proposito includiamo anche un opuscolo con 16 ricette che vi permetteranno di cucinare piatti toscani antichi e moderni, come il baccalà alla fratina, i pinci, il panforte e il latte in piedi.

 

MAMMA JUMBO SHRIMP NUOVO BRAND DI STEVIE KIM

Può il vino diventare smart? Divertente ed internazionale? Multi channel sempre connesso? Con Stevie Kim può

 

Stevie Kim Vinitaly

Stevie Kim Vinitaly-International

di Donatella Cinelli Colombini

Stevie è figlia della società liquida dove <<il cambiamento è l’unica cosa permanente e che l’incertezza è l’unica certezza>> come scrive il sociologo polacco Zygmunt Bauman descrivendo il camminare solitario dell’uomo moderno. In questo caso si tratta di una donna: Stevie Kim. Il suo aspetto rivela l’origine coreana ma lei confessa di non parlare la lingua dei suoi avi perchè è cresciuta in Usa e ora abita a Verona dove è il direttore di Vinitaly International cioè la finestra sul mondo della maggiore fiera del vino italiana.

 

STEVIE KIM LA MAGA DEL WINE MARKETING DIGITALE

Stevie Kim è sempre vestita di nero, con lunghi capelli neri che richiamano la bellissima Morticia della Famiglia Addams.

Stevie Kim together with Donatella Cinelli Colombini

Donatella Cinelli Colmbini with Stevie Kim

E’ ironica e autoironica. Mi dice <<tu sei la nonna delle Donne del Vino>>. Ha ragione, vivo nella casa costruita dai miei antenati oltre quattrocento anni fa. Una situazione lontana dal mondo liquido dove vive lei. La mia è una fantasia concreta radicata nella terra toscana, mentre la sua una fantasia concettuale che gira il mondo.

 

MAMMA JUMBO SHRIMPS UN CONTENITORE DI VIDEO, PODCAST, LIBRI E MAPPE

Durante il lockdown del 2020 ha creato Mamma Jumbo Shrimp e ora ce lo presenta. E’ un contenitore digitale di podcast, libri, mappe e video. L’idea è quella di proporre il vino in modo divertente, comprensibile a tutti e raggruppare una comunità di wine lovers di tutto il mondo. Un dialogo aperto sorridente con chi è già competente, o semplicemente ama il cibo, i viaggi e vuole scoprire.
Italian Wine Podcast è il fiore all’occhiello di Stevie Kim che lo ha creato nel 2017 quando nessuno credeva che lo storytelling sul vino italiano potesse avere successo. Poi è diventato uno show pluripremiato e durante la pandemia è stato l’unico podcast giornaliero sul vino al mondo con 747 episodi su personaggi, cibi, luoghi, storie. Quasi un milione di ascoltatori per contenuti inclusivi che mirano a informare, educare e intrattenere persone di tutti i continenti e di diverso target.

 

ONLINE DEL VINO DALLA PRENOTAZIONE AL NEVERENDING 19

Le prenotazioni delle esperienze in cantina arrivano sempre più tardi così come le cancellazioni, ma l’affezione all’azienda dura più di prima

 

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Di Donatella Cinelli Colombini

Il turismo del vino italiano, che ha dominato dal 2020 in poi, è costituito per il 60% da persone della stessa regione (XVI Rapporto sul turismo del vino in Italia 2020 curato da Giuseppe Festa) e formato in larga misura da repeaters, cioè persone che erano già state nella stessa località e tornavano rassicurate dalla precedente esperienza. Una caratteristica prevalente anche nei visitatori delle cantine 2021 che tuttavia provenivano anche da zone più distanti, fino a 800 km secondo Roberta Garibaldi. Si trattava quindi, in larga misura, di escursionisti e non di veri turisti che pernottavano fuori casa. Anche per questo, il fenomeno delle prenotazioni last minute ha dilagato con quote crescenti di visitatori che fissano l’esperienza in cantina il giorno prima oppure quando sono già arrivati in zona.

 

IL NUOVO TURISMO DEL VINO CREA OPPORTUNITA’ E PROBLEMI

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Una situazione che crea opportunità e problemi. Le opportunità riguardano soprattutto le piccole cantine dei “saranno famosi” che, offrendo esperienze enoiche innovative e ben organizzate, possono intercettare flussi turistici importanti.
Altro elemento positivo è la fine dell’apertura delle cantine “con orario impiegatizio”. Una abitudine nata nell’epoca in cui la wine hospitality era ancora un’attività esordiente e veniva espletata utilizzando gli addetti alla produzione o al commerciale del vino ogni volta che il visitatore suonava il campanello. Questo ha consolidato la paradossale situazione di un’attività turistica che rimane chiusa nei momenti di maggior afflusso cioè nei giorni festivi e all’ora di pranzo. È come il bagnino che chiede le ferie d’agosto. Mi auguro che l’accresciuto interesse per i fatturati e la marginalità delle attività enoturistiche – vendita diretta compresa – faccia cessare per sempre questo metodo di gestione.

 

LA RICERCA ONLINE DELLE CANTINE TURISTICHE 18

Essere visibili online è più difficile di prima per l’enorme quantità di informazioni veicolate dal web. Non esserci è mortale, solo Gaja può permetterselo

 

di Donatella Cinelli Colombini

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Essere georeferenziati, almeno su Google, è indispensabile in modo da consentire ai telefoni e ai navigatori di portare il visitatore fino alla porta di cantina. Così come è importante essere fra le prime destinazioni suggerite dai portali turistici grazie alle recensioni positive.
Servono, ma meno di prima, i cartelli stradali e le frecce di direzione che purtroppo sono regolati da una normativa di modello urbano che non funziona in campagna e non contiene il simbolo “cantina turistica”. Per il Codice della segnaletica stradale le aziende di produzione enologica accessibili ai visitatori non esistono.

 

RICERCA ONLINE DELLE ESPERIENZE TURISTICHE

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Negli ultimi due anni le ricerca di esperienze enoiche online è aumentata enormemente. Rispetto al passato, la ricerca non parte dal nome della cantina – in base alla sua reputazione o alla fama dei suoi vini – bensì dalle offerte di intrattenimento.
Per questo è bene presentare ed indicizzare in modo corretto le proprie proposte esperienziali, scegliendo titoli e testi che aiutino il turista a capire quale esperienza soddisfa la sua motivazione di viaggio.

 

LA RICERCA DELLA DESTINAZIONE ENOTURISTICA E’ LAST MINUTE

Le ricerche crescono di 8 volte nelle ultime 12 settimane prima della visita e 6 volte quando il turista ha già raggiunto la destinazione e chiede cosa può vedere <<Things to do near me>>.
Per capire il valore economico di questo cambio di prospettiva cito TripAdvisor, secondo il quale nel 2017 la spesa per esperienze e pasti era il 17% del costo del viaggio e nel 2019 era già salita al 29%, mentre il denaro destinato ai pernottamenti calava di 6 punti.

 

Grazie Franz riposa in pace

Franz Haas ci ha lasciato prematuramente ieri, stroncato da un infarto. Con lui si spegne una luce di coraggio e talento che illuminava il vino italiano nel mondo

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Il mio primo pensiero è la gratitudine per l’esempio di coraggio, coerenza e decisione, nel sostenere le proprie idee, come quella del tappo a vite. Poi il rimpianto per questo grande enologo e produttore che ha regalato all’enologia italiana e mondiale dei meravigliosi Pinot Noir. Poi l’ammirazione per la grandezza umana e la passione per la terra, la perseveranza nel continuare una tradizione di famiglia vecchia di sette generazioni. Ammirazione per il coraggio, ancora una volta, il coraggio di rischiare, provare e credere nelle proprie idee senza stare nel confort di quello che fanno tutti. Franz Haas portava nel bicchiere le specificità del terroir e dell’uva.

Ho assaggiato con lui i suoi vini una sola volta e rimasi impressionata da come i loro caratteri erano “sovraesposti”. Un elemento che, generalmente, si trova nelle opere d’arte e molto più raramente nei prodotti destinati al mercato.

NUTRISCORE ATTACCA IL VINO

Etichetta a semaforo: promuove la Coca Cola Light, boccia olio extravergine, parmigiano. NutriScore ora attacca il vino mettendolo fra le cose più dannose

 

Serge Hercberg-propone- di aggiungere- la-lettera-F-in-nero-al-Nutriscore

Serge Hercberg-propone- di aggiungere- la-lettera-F-in-nero-al-Nutriscore

di Donatella Cinelli Colombini

Il NutriScore o etichetta a semaforo è una striscia di colori dal verde al rosso a cui ora viene aggiunto il nero. Andrebbe riportata sulle etichette di cibi e bevande e dovrebbe guidare i consumatori verso gli alimenti più adatti a mantenerli in salute. Uso il condizionale perché lo score, cioè il giudizio, su alimenti celebrati come “medicine del benessere”, tipo l’olio extravergine o il parmigiano, è molto molto negativo. Al contrario produzioni industriali studiate in laboratorio con ingredienti apparentemente meno salubri, sono stati promossi.
Viene il dubbio che siano le multinazionali a comandare il semaforo.

 

NUTRISCORE CONTESTATISSIMA ETICHETTA A SEMAFORO PER GLI ALIMENTI

Serge Hercberg, professore di Nutrizione alla Facoltà di Medicina dell’Université Sorbonne Paris Nord, è fra gli ideatori del NutriScore. Ha proposto di inserire il nero alla fine dei colori del semaforo e attribuirlo a tutte le bevande contenenti alcool. Quindi il vino andrebbe etichettato con questa sorta di “marchio di infamia”. Oltre ai colori ci sono 5 lettere dalla A fino alla E. Anche in questo caso la proposta è di aggiungerne la lettera F desinata alle bevande alcoliche. Secondo il NutriScore le nostre bottiglie dovrebbero avere in etichetta una F nera come dire “Fuorilegge” oppure “Fottuto” e ancora “Fa male”.

 

WINE INFLUENCER E IL VINO SORRIDENTE 17

Comunicazione del vino sorridente, emozionante e senza tecnicismi. I giovani wine influencer mandano in pensione la scheda da degustazione “old style”

 

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di Donatella Cinelli Colombini

Ironia è lo stile scelto dalla maggioranza dei giovani top wine influencer. Lo stile divertente, fantasioso e, a volte trasgressivo, crea immagini virali che vengono condivise e ricordate.

 

I WINE INFLUENCERS GIOVANI E I WINE CRITICS CHE HANNO SPOSTATO LA LORO ATTIVITA’ ONLINE

Faccio qualche nome: Georgia Panagopoulou, cioè WineGini oppure Stefano Quaglierini cioè Italian_Wines che pur avendo una solida base tecnica (la prima ha fatto il Master OIV e il secondo è Dottore Enologo) usano un approccio friendly e autoironico per raccontare la realtà del vino. In altro settore, ma altrettanto efficace, è Fabrizio Nonis, il Beker, macellaio influencer che lascia sempre alla carne il ruolo da protagonista. Ovviamente esistono anche i Top wine influencer e wine instagramers “vecchio stampo” come Jancis Robinson e James Suckling, ma la loro sconfinata competenza e reputazione mi sembra davvero fuori portata per i comuni mortali.
La categoria degli influencer sta crescendo velocemente di importanza con grande disappunto di molti dei wine critics tradizionali che, anche durante gli eventi, manifestano nei loro confronti una evidente insofferenza.

 

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LE CANTINE ITALIANE STRIZZANO L’OCCHIO AI WINE INFLUENCERS

Nonostante ciò cresce il numero delle cantine che invitano o utilizzano gli influencer per aumentare la propria visibilità online. Questo è testimoniato dai dati Nomisma WineMonitor presentati in occasione di Wine2Wine 2020: il 24% delle grandi imprese, durante il lockdown, ha fatto ricorso a podcast/video (sui podcast è utile vedere quelli di Vinitaly International – Italian Wine Podcast diretto da Stevie Kim) con chef/sommelier/influencer mentre un altro 21% pensa di farlo nel futuro.

 

COME APPAIONO LE CANTINE ON LINE 16

Dopo il Covid, l’immagine digitale della cantina è più importante e forma una ragnatela di canali di dialogo con buyers, clienti e followers

 

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Di Donatella Cinelli Colombini

Il sito vetrina esiste ancora ma serve meno di prima anche se i potenziali importatori lo usano per decidere se sviluppare i contatti. La difficoltà di viaggiare, soprattutto su rotte intercontinentali, impedisce loro di vedere personalmente l’azienda e la visione delle foto e dei video del sito influisce sulla decisione così come, ovviamente, la degustazione dei vini.  Per questo le cantine hanno tutto l’interesse a migliorare l’esperienza online del proprio sito sotto il profilo tecnico – rendendolo veloce, facile da usare – e esteticamente piacevole con grafica, immagini e video accattivanti.

 

IMMAGINE REALE E IMMAGINE DIGITALE DELLE CANTINE

Tuttavia la comunicazione online è ormai qualcosa di molto complesso e dinamico che assorbe tempo e risorse alle cantine ma offre anche ottime opportunità di business soprattutto sul fronte turistico.

Matrimonio fra le vigne toscane

La raffinatezza informale della campagna toscana per chi sogna un matrimonio unico e allietato da grandi vini. Alla Fattoria del Colle: storia, natura e allegria

 

 

di Donatella Cinelli Colombini

Sposarsi in Toscana, fra le vigne BIO di Chianti e dell’Orcia DOC, il “vino più bello del mondo”. Davanti al meraviglioso paesaggio delle Crete Senesi e della Valdorcia. Sembra un film, ma invece è realtà.
In una fattoria del Cinquecento rimasta intatta nel tempo, con giardini storici, sale monumentali, cantina e ristorazione. Quasi un piccolo borgo rurale dove le antiche case dei contadini sono state trasformate in camere e appartamenti per i turisti (106 posti letto) e sono arredate con mobili antichi autentici che trasmettono calore e intimità.

 

MATRIMONIO TRA LE VIGNE PER CHI AMA LA NATURA, LA STORIA E I GRANDI VINI

matrimoni-toscana-grandi-vini-come-set-fotografici-per-gli sposi-alla-Fattoria-del-Colle

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Il matrimonio alla Fattoria del Colle è per chi ama la natura e i grandi vini. Vuole una festa di nozze romantica e di stile toscano. Ha voglia di qualcosa di elegante e insieme informale in cui tutti siano a loro agio.

Per chi ama il sapore della cucina tipica ma anche la raffinatezza e poi vuole ballare, scatenandosi o lasciandosi cullare dalla magia delle notti d’estate in campagna ….
Nell’estate 2022 sono ancora disponibili alcune date infrasettimanali mentre è quasi tutto libero il calendario 2023. Ovviamente le nozze organizzate dal lunedì al giovedì hanno il vantaggio di un costo minore (10% e oltre sia sulla festa che sui pernottamenti). Non è male, come scelta, anche Donatella Cinelli Colombini si è sposata di giovedì!

 

MATRIMONI CIVILI, SIMBOLICI O RELIGIOSI MA NON CATTOLICI

Alla Fattoria del Colle sono possibili cerimonie civili, riti religiosi non cattolici e cerimonie simboliche.

La donna sommelier deve vestire la gonna

L’episodio avvenuto nei giorni scorsi a Nicole, Sommelier nippo americana, che vive nelle Marche e riguarda l’obbligo di indossare la gonna per <<motivi estetici>>

 

Nicole-sommelier-fotografa

Nicole-sommelier-fotografa

di Donatella Cinelli Colombini

L’episodio è grottesco. Non è grave come un abuso e tanto meno come un femminicidio, ma rivela quanto l’Italia sia ancora lontana da un vero rispetto nei confronti delle donne.

La giovane Sommelier Nicole vive nelle Marche ma è di origine asiatica ed è nata negli Stati Uniti. Nelle storie del suo account Instagram c’è il racconto completo di quello che le è successo. Nella documentazione del suo corso da Sommelier aveva letto che <<quando ufficialmente impegnati nell’ambito di eventi o iniziative>>, i sommelier donne dovevano indossare la gonna. La cosa le era sembrata strana.  <<Perché?>> ha chiesto Nicole scrivendo alla segreteria nazionale della sua organizzazione. La risposta ribadisce che la decisione sul dress code è del Consiglio di Amministrazione e sembra voler chiudere la questione con un “non può essere messa in discussione”. Invece la nostra giovane insiste mettendo in evidenza come <<obbligare le donne a vestire la gonna sia una decisione sessista e datata>> visto che i pantaloni sono altrettanto eleganti ma più comodi. La risposta della sede centrale è netta <<se non vuoi indossare la gonna la soluzione è semplice: puoi risolvere il problema rinunciando agli eventi a cui partecipiamo>>. Come dire: “o la fai finita oppure non hai accesso alle attività retribuite”.

 

                                                                       
Cinelli Colombini
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