Vino, studi, news, gossip

Se bevi vino rosso il rischio Covid cala del 17%

2 bicchieri di vino rosso al giorno riducono la probabilità di contagio Covid del 17%, con la birra la possibilità di ammalarsi cresce del 28% e così con gli spiriti

 

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Di Donatella Cinelli Colombini

La prima notizia mi arriva dal Senatore Dario Stefàno che mi manda un articolo intitolato “Il virus non ama l’alcol” e fa riferimento alla scoperta dei ricercatori del Shenzhen Kangning Hospital pubblicata su Frontiers in Nutrition, secondo cui bevendo oltre cinque bicchieri di vino rosso alla settimana il rischio di contrarre il Covid calerebbe del 17%. La ricerca ha usato un database britannico UK Biobank contenente 473.957 cartelle cliniche di soggetti fra cui 16.559 risultati positivi al Coronavirus. Incrociando i dati sulle bevande alcoliche consumate delle persone esaminate, i ricercatori cinesi hanno visto che quelli che bevevano oltre un bicchiere di vino rosso al giorno avevano una probabilità nettamente inferiore di contrarre il Covid. Secondo i medici l’alto contenuto di polifenoli è alla base dell’effetto positivo che, del resto, si manifesta anche con l’influenza.

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I MEDICI CINESI SCOPRONO CHE I BEVITORI MODERATI DI VINO ROSSO RISCHIANO DI CONTAGIARSI DI COVID IL 17% IN MENO

Io sono stata diverse volte a Shenzhen e, sfortunatamente anche nel miglior ospedale della città dove mi hanno risolto in tempi da record un problema di capogiri. Ho quindi molta fiducia nei medici di Shenzhen.
La sera stessa la notizia è stata rilanciata sull’account Instagram di Wine Spectator <<Can drinking red wine reduce your risk of a COVID infection?⁠ A new study found that U.K. residents who drank 1 to 2 glasses of red wine per day had a lower chance of contracting COVID-19 than non-drinkers. White wine drinkers also benefitted, just not as much. And beer drinkers had higher rates of infection>>.

 

DIVERSIFICARE LE ESPERIENZE COL VINO: PREZZO E TARGET 12

La definizione delle nuove esperienze enoturistiche e dei loro prezzi avviene entro gennaio perché le attività turistiche “prima si vendono e poi si producono”

 

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weekend-vendemmia-2021-Fattoria-del-Colle-Masterclass-sul-Sangiovese-tenuta -da -Leonardo-Taddei. Prezzo-e-target

di Donatella Cinelli Colombini

Le esperienze enoiche vanno presentate nel sito, alla stampa, ai portali e alle agenzie entro febbraio, prima dell’inizio della stagione anche se le fiere come BIT a Milano oppure ITB a Berlino sono sospese.

Le esperienze enoturistiche delle cantine vanno declinate su prezzi e target diversi come ad esempio:

  • gruppi e famiglie,
  • turisti del vino,
  • amanti dell’enogastronomia,
  • grandi esperti o VIP desiderosi di momenti esclusivi.

Il profilo dei visitatori della cantina può aiutare la costruzione delle proposte turistiche orientandole, ad esempio, sulla cultura se i visitatori sono soprattutto donne e sullo sport se invece la prevalenza è maschile.

 

DIVERSIFICARE LE PROPOSTE PER PREZZO E TARGET

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Ovviamente la realizzazione di esperienze più sofisticate corrisponde anche ad un costo diverso che sale fino a circa 100€, in Italia, per le proposte “premium” che spesso coinvolgono il wine maker in persona. La segmentazione delle proposte e dei prezzi è molto presente nelle cantine americane che arrivano a punte di 6.000 Dollari a persona per esperienze davvero esclusive. In linea di massima la richiesta e il prezzo delle attività in cantina sono cresciuti in tutte le zone viticole del mondo negli ultimi due anni.

Tutte le aziende di produzione possono creare proposte turistiche uniche e emozionanti, partendo dai propri elementi caratterizzanti.

 

COSA RENDE UNICA LA PROPOSTA ENOTURISTICA 11 

Ogni cantina ha qualcosa di unico. Un punto di forza che permette di dire << ho colleghi bravissimi ma … la mia cantina è unica e migliore di tutte>>

 

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Fattoria-del-Colle-Toscana-l’importanza-di-offrire-esperienze-enoturistiche-uniche

Di Donatella Cinelli Colombini

Insomma tutti i luoghi di produzione del vino hanno un motivo per essere scelti fra tutti gli altri e per attrarre un determinato segmento di visitatori.

Il punto è che questo elemento di unicità va esplicitato perché una cantina diventi una wine destination. E’ il tema dello storytelling principale e l’elemento cardine dell’identità e della comunicazione aziendale compresi sito e flyer.

 

IL MERCATO TURISTICO VENDE SOGNI

Il visitatore, come qualunque consumatore, sceglie in base ad una “motivazione”.

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Trekking nei vigneti Fattoria-del-Colle-Toscana-l’importanza-di-offrire-esperienze-enoturistiche-uniche

La maggiore diversità, fra il turismo e gli altri comparti commerciali, è che il viaggiatore non prende in mano il detersivo o il libro da comprare, ma sceglie il “sogno” di un luogo, sulla base di una realtà percepita che gli viene mostrata o raccontata.  Lui infatti arriverà nella destinazione turistica solo dopo, quando non avrà più la possibilità di cambiarla e, spesso, quando avrà già pagato. Quindi è determinante comunicargli prima cosa rende, la propria cantina, diversa e superiore ad ogni altra.

Chi non si distingue si estingue dicono i manuali di marketing anche perché l’alternativa è competere sul prezzo. Pochissime denominazioni hanno più visitatori che cantine disposte ad accoglierli e, in futuro, la competizione nell’offerta sarà sempre più forte.

 

LO STORYTELLING CHE RACCONTA L’ANIMA DELLA CANTINA

Serve uno storytelling comunicato in anticipo, che nel momento della visita, diventa realtà. Per questo la cantina turistica deve strutturare le esperienze che propone su ciò che è suo e solo suo, non sul processo produttivo comune a tutte le aziende della stessa denominazione. Quest’ultimo può essere una parte del racconto ma lo storytelling fondamentale è la vera storia del luogo e delle persone che lo animano, con i loro valori e gli oggetti che ne sono testimonianza.

CAMBIARE L’ACCOGLIENZA IN CANTINA 10

Le cose da ricordare sono: chi non si distingue si estingue, meglio fidelizzare che cercare nuovi clienti, bisogna fare squadra senza competere sul prezzo

 

Cantina-Gianfranco-Fino-la-necessità-di-essere-unici-parte-dai-progetti-edilizi

Cantina-Gianfranco-Fino-la-necessità-di-essere-unici-parte-dai-progetti-edilizi

di Donatella Cinelli Colombini

Le 4 premesse:
• ogni cantina può diventare una destinazione enoturistica ma chi è vicino ai flussi dei visitatori deve investire meno per farsi conoscere,
• i turisti vanno costantemente riconquistati ricordando che fidelizzare chi è già venuto costa meno che attrarre un nuovo visitatore,
• il mercato turistico è enorme e in veloce crescita; chi è da solo è invisibile. Per competere bisogna fare squadra,
• i requisiti indispensabili di ogni destinazione turistica sono tre, il carattere unico, la fama, infine l’organizzazione, cioè l’accessibilità e la capacità di commercializzare.

 

LE CANTINE ITALIANE SONO DAVVERO TUTTE UGUALI?

Da questi presupposti derivano le decisioni sulla wine hospitality in cantina e sulla gestione turistica dei distretti enologici.
Iniziamo dall’elemento senza il quale la destinazione enoturistica non esiste: la diversità. Il luogo uguale agli altri non vale il viaggio per andare a vederlo. Per questo la cosa più urgente è diversificare l’offerta turistica delle cantine che ora vengono percepite come <<tutte uguali>>. Un problema che nasce dalla cultura rurale che è analogica, cioè acquisisce le novità e le riproduce per imitazione senza modificarle. In altre parole la cultura della terra non è di stampo evolutivo.

 

Migliori 10 grandi cantine – social

Mezzacorona, Frescobaldi e Ruffino sono le grandi cantine italiane più digitalizzate seguite da Antinori e Mondodelvino

 

di Donatella Cinelli Colombini

Grandi-cantine-italiane-e-comunicazione-digitale-classifica 2021

Grandi-cantine-italiane-e-comunicazione-digitale-classifica 2021

L’ottava indagine condotta da Omnicom Pr Group Italia – società di consulenza strategica in comunicazione attiva con oltre 80 uffici in 30 Paesi – sui gruppi enologici che Mediobanca mette ai primi 25 posti per dimensione produttiva, ha rivelato molte conferme e qualche sorpresa.

 

IMMAGINE DIGITALE DELLE GRANDI CANTINE ITALIANE

La classifica che mette in fila le grandi cantine italiane in base alla loro digitalizzazione è costruita su 15 parametri: canali social, followers, e-commerce, frequenza di aggiornamento, lingua social, lingua sito, chat, look & feel, territorio, vitigni autoctoni, food pairing, impegno ambientale, impegno nella società, buona governance e digitalizzazione.

 

FACEBOOK E INSTAGRAM I SOCIAL NETWORK PIU’ AMATI DAL VINO

Le conferme riguardano i canali social su cui si è concentrato l’impegno: Instagram per aumentare i followers cresciuto complessivamente del 90% e Facebook dove praticamente ci sono quasi tutte le cantine. Le lingue utilizzate nei social sono, oltre all’italiano, inglese, tedesco e cinese. Questo farebbe pensare a un presidio molto efficiente della propria rete di contatti ma se poi viene fatta una verifica risulta che non è vero, anzi c’è un peggioramento. Mandando un messaggio su Messenger, che appare la chat più utilizzata solo 10 cantine hanno risposto in 24 ore mentre lo scorso anno erano 15. Quindi nel rapporto marca-cliente c’è un miglioramento ma è possibile fare molto meglio.

 

PERCHE’ LE CANTINE TURISTICHE DEVONO RINNOVARSI 9

 L’attuale evoluzione dell’accoglienza turistica in cantina era già in arrivo ma il covid l’ha accelerata comprimendo in 2 anni quello che sarebbe avvenuto in 10. Ecco il bisogno di rinnovarsi

di Donatella Cinelli Colombini

Wine-tech-symposium-Divinea-Stefano-CinelliColombini-Furlani

Wine-tech-symposium-Divinea-Stefano-CinelliColombini-Furlani

Più digitale, più investimenti, offerte uniche, migliore gestione dei contatti …. La crisi del turismo ha colpito le cantine su più fronti: sono entrate in crisi le strutture di ristorazione, ricettività e vendita diretta cresciute accanto alle vigne. Anche il circuito commerciale HORECA è andato avanti a singhiozzo e solo nell’estate 2021 ha ricominciato a funzionare normalmente. Hanno retto bene i grandi gruppi enologici e le denominazioni più internazionalizzate ma per molte piccole aziende quello Covid è stato un periodo nero. Ecco la necessità del rinnovarsi.

IL BISOGNO DI RINNOVARSI DELLE CANTINE EMERSI DURANTE IL COVID

Riorganizzare il turismo del vino e mettere in piedi un sistema di vendita ai privati online è diventato importante. L’esempio da seguire sono le cantine californiane che all’inizio della pandemia hanno spostato gli addetti dalla wine hospitality al call center. Chiamando direttamente i clienti privati, che anno dopo anno erano stati censiti e profilati in occasione della loro visita in azienda, hanno venduto più di prima.
Una lezione che le cantine tricolori hanno imparato ma che richiederà anni di lavoro per dare frutti davvero interessanti.

La crisi covid ha evidenziato quanto le imprese italiane fossero indietro nell’utilizzo dei contatti di turisti e consumatori privati e come sia difficile colmare questo gap in un momento in cui sarebbe stato davvero utile avere una mailing list ben segmentata. Il problema maggiore nel creare subito le liste per lo shopping online delle cantine, è la scarsa presenza di visitatori stranieri e soprattutto Nord americani. Essi sono infatti i clienti privati migliori per i club delle aziende di produzione.

GREEN, ETICA SOCIALE E TURISMO DEL VINO 8

Gli enoturisti sono sempre più attratti dal “buono pulito e giusto” che Carlo Petrini descrisse nel 2005 rovesciando gli stereotipi su cibo e agricoltura

 

Premio-Enea-Federesco-per-l'efficientamento-energetico-Donne del-Vino-Firenze-2021

Premio-Enea-Federesco-per-l’efficientamento-energetico-Donne del-Vino-Firenze-2021

Di Donatella Cinelli Colombini

La richiesta di una campagna preservata e rispettata, in cui trascorrere il tempo libero, è talmente forte che le cantine turistiche sono spinte ad accelerare la transizione ecologica affiancandosi a quella fascia di imprese in cui l’aspirazione alla sostenibilità esprime il modo di essere vignaioli. Mi riferisco specificamente alle imprenditrici descritte nell’articolo di Marta Galli pubblicato in “Sustainability” e intitolato “Addressing Tensions and Paradoxes in Sustainable Wine Industry: The Case of the Association “Le Donne Del Vino”” che descrive il sincero e diffuso sentimento ambientalista dell’enologia femminile.

 

DAL VETRO LEGGERO AL BIO – LE SCELTE SOSTENIBILI DELLE CANTINE

L’ampiezza della svolta sostenibile del vino riguarda la coltivazione BIO – biodinamica delle vigne ma non solo. L’attenzione si concentra sul nuovo packaging e soprattutto le bottiglie di vetro leggero che Wine Intelligence mette al primo posto fra le 5 tendenze 2022 del vino. Alcune etichette hanno attualmente bottiglie che pesano un chilo ma anche un normale vetro da 500 gr rappresenta il 29% dell’impronta carbonica del vino. Ecco che ridurre il peso delle bottiglie fa scendere di un grammo di CO2 per ogni grammo di vetro. Per questo il rinnovamento del packaging è fondamentale nel rispetto ambientale delle cantine.

LA DURATA DELLA DESTINAZIONE TURISTICA 7

Chi pensa <<tanto i turisti verranno sempre>> sbaglia. I turisti sono infedeli, soprattutto non sono tutti uguali, c’è quelli buoni e il mordi e fuggi

 

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L’overtourism-porta-le-destinazioni-turistiche-al-mordi-e-fuggi

di Donatella Cinelli Colombini

Il successo del turismo non è un primato che dura per sempre come la conquista del polo Sud nel 1912 da parte di Amundsen, ma assomiglia alle Olimpiadi che ogni quattro anni fa competere gli atleti e mette sul podio il nuovo vincitore. E’ insomma qualcosa di effimero che può cessare trasformando i piccoli numeri di visitatori altospendenti in grandi numeri di mordi e fuggi. Per questo diventare una wine destination è solo una parte del problema, la parte più difficile è mantenere a lungo i flussi del proprio target di visitatori, nonostante i cambiamenti delle mode, la volubilità dei turisti e le inevitabili trasformazioni prodotte dalla loro presenza.

 

IL CICLO DI VITA DELLE DESTINAZIONI TURISTICHE

Come qualunque prodotto, le destinazioni turistiche hanno un ciclo di vita. All’inizio istituzioni e imprese cercano di attrarre i visitatori. Poi la popolazione comincia a sentire fastidio per i forestieri che si appropriano di ciò che, in origine, era riservato a loro. Ecco che inizia la metamorfosi in luogo “turistico” con i negozi di vicinato che spariscono e quelli di souvenir che compaiono. Da questa fase si arriva velocemente al turismo di massa.

 

Le Donne del vino dal mondo raccontano il 2021

Donne del Vino italiane insieme alle associazioni enologiche femminili di Argentina, Australia, Austria, Francia, Georgia, Germania, Nuova Zelanda, Perù e Usa

 

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vinissima -Germany- Donne-de-vino-di-tutto-il-mondo

di Donatella Cinelli Colombini

Il meeting online del 9 dicembre 2021, ha messo a confronto le associazioni delle donne del vino di tutto il mondo riunite nel network firmato a SIMEI 2019. Sole defezioni Cile e Croazia che, pur rientrando nel gruppo internazionale, non sono riuscite a collegarsi.

 

UN NETWORK MONDIALE DI ASSOCIAZIONI DEL VINO AL FEMMINILE

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AMUVA Argentina-Donne-del-vino-di-tutto-il-mondo

La comunità femminile mondiale del vino appare sempre più legata e convinta della maggior forza derivante dallo stare insieme rispetto a obiettivi comuni. Obiettivi e programmi condivisi che saranno al centro del secondo forum mondiale a Milano in occasione della fiera Simei, dal 15 al 18 novembre 2022.
Per il momento le proposte delle Donne del Vino italiane sono due: pubblicare le news delle associazioni estere nel Wine World Magazine del Corriere Vinicolo (una pagina 4 volte l’anno) che varrà mandato a 50.000 stakeholders. Condividere il tema “Donne vino e futuro” per il 2022 e celebrarlo l’8 marzo in occasione della prossima Festa delle Donna. L’idea è quella di scegliere un solo hashtag e un solo simbolo componendo una fotogallery che riunisca le donne del vino di tutto il mondo ed esprima l’orgoglio di essere protagoniste del futuro dei distretti viticoli e di tutta la società. Un’azione condivisa, molto visibile online che mostri la maggior forza derivante dall’agire insieme e di quanto questo possa incidere nella costruzione di un futuro più rispettoso dell’ambiente e del benessere delle persone.
Il confronto fra le Donne del Vino italiane e le altre associazioni estere ha mostrato anche il ruolo propulsivo della nostra che è ora arrivata a 950 membri ed è in piena attività nonostante il coronavirus. E’ infatti il Covid il protagonista dei racconti delle presidenti delle associazioni estere.

 

AUTENTICITA’ COME RISORSA TURISTICA – NO AI NONLUOGHI DEL VINO 6

L’Italia del vino è ricchissima di luoghi autentici, unici e pieni di storie, perfetti per attrarre turisti, allora perché falsificarli e omologarli?

 

Luoghi-fortemente-identitari-Marsala Cantine Florio bottaia 2

Luoghi-fortemente-identitari-Marsala Cantine Florio bottaia 2

Di Donatella Cinelli Colombini

I luoghi autentici hanno in loro la forza delle generazioni che hanno costruito edifici, tradizioni, pratiche vignaiole, sapori, stile di vita, opere d’arte …. e questo è di grande aiuto nel creare un’offerta turistica coerente e attraente. Per questo la salvaguardia dei caratteri identitari è importante e va perseguita per evitare che il degrado turistico trasformarmi ciò che è vero nella falsificazione di sé stesso.

 

L’OMOLOGAZIONE E’ NEMICA DEL TURISMO

Un processo che, purtroppo, alla fine del Novecento, ha riguardato anche i vini, con una spiccata tendenza all’omologazione. Nelle cantine, la perdita di identità locale riguarda le strutture edilizie ma anche alcuni ambienti interni.

VERSO UNA NUOVA GEOGRAFIA DEL TURISMO DEL VINO 5

L’attitudine del turista ad essere un “amante infedele” si manifesta nella nuova attrazione verso i territori vulcanici e le cantine dei vini “senza mani”. Il nuovo Turismo del vino

 

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Bordeaux-le-destinazioni-del-vino-devono-rinnovarsi-per-mantenere-il-loro-successo-nel-turismo-del-vino

di Donatella Cinelli Colombini

La consacrazione dell’enoturismo da esploratori è arrivata con la 5° edizione dell’Atlante mondiale dei vini di Hugh Johnson e Jancis Robinson, uscito in italiano con un anno di ritardo sull’edizione inglese. Esso mostra una geografia del vino completamente rinnovata e spostata verso i poli. Le nuove parole d’ordine sono: locale, indigeno, sostenibile con biologico-biodinamico in vigna e tecniche meno invasive in cantina.

 

IL TURISMO COME LE OLIMPIADI COSTRINGERE A COMPETERE SEMPRE

Una evoluzione che costringe le destinazioni enoturistiche più note e più decise a rimanere sul podio, a innovarsi per vincere ancora. Un esempio di questa tattica è Montalcino che ha consolidato il suo primato con grandi eventi di chef tristellati e infrastrutture tecnologicamente avanzate come il Tempio del Brunello o residenze principesche come Argiano riportato all’antico splendore dal banchiere brasiliano André Esteves.
Una strategia simile riguarda la Borgogna dove sta nascendo la Cités des vins con un progetto da 10 milioni di Euro in tre sedi: Beaune, Mâcon e Chablis.

 

ENOTURISTA DA CANNIBALE A PALADINO DELL’AUTENTICITA’ 4

Il periodo Covid, insieme all’accresciuta sensibilità ambientale ha mutato profondamente i turisti che arrivano nelle cantine di tutto il mondo

 

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Elena-Fucci-cantina-sostenibile-fatta-con-materiali-locali-Vulture

di Donatella Cinelli Colombini 

Come ben sappiamo i flussi turistici cannibalizzano le destinazioni verso cui si dirigono che perdono le proprie caratteristiche originarie e diventano “a misura di turisti” diventando progressivamente una “cartolina di loro stesse”. Più o meno consciamente l’offerta tende a piegarsi agli stereotipi nella mente dei visitatori secondo la logica “sono come tu mi vuoi”. Un degrado turistico che era esemplificato nel termine “chiantizzazione” e dava l’idea di quanto il successo turistico abbia un rovescio della medaglia, specialmente in insediamenti abitati piccoli come quelli del vino.
L’evoluzione più recente del turismo va in senso opposto rispetto al passato. La frase giusta per definire il nuovo sentiment potrebbe essere “ti voglio come sei” cioè originale, diverso, autentico, sconosciuto, sorprendente, rispettoso delle tradizioni …. Ecco che per i territori del vino questa trasformazione del turista in esploratore che rifugge i soliti noti, per andare a caccia di eccellenze sconosciute, trova un acceleratore nell’esperienza fatta durante il lockdown nei portali di vendita online. Chi comprava in enoteca e ha cominciato a usare l’e-commerce ( + 351% di vendite di vino nel primo semestre 2021 nei siti generalisti) e si è trovato improvvisamente davanti uno scaffale sconfinato e capace di sollecitare la sua curiosità verso il nuovo.

La guerra del Barolo

I Consorzi del Barolo-Barbaresco e Roero escono da Piemonte Land of Wine e la notizia arriva prima a Londra che a Montalcino. Una crisi che va risolta

 

Evento-Barolo-New-York-2020

Evento-Barolo-New-York-2020

di Donatella Cinelli Colombini

Inizio con due episodi: la mattina del 30 dicembre ricevo una telefonata <<sono Philip Willan, del Times di Londra>>, io lo avevo incontrato con il comune amico Alfredo Tesio della Stampa Estera di Roma <<mi ricordo di lei>> rispondo stupita,  <<vorrei la sua opinione sulla guerra del Barolo>> mi chiede lasciandomi a bocca aperta <<quale guerra?>> e lui <<quella fra i consorzi del Barolo- Barbaresco e Roero e gli altri consorzi dei vini del Piemonte>> mi spiega e io non riesco a trattenermi <<ma come? Prima lo scontro su Cannubi che è arrivato in Cassazione, poi la denuncia del precedente presidente del Barolo che dopo 5 anni è risultato innocente “perché il fatto non sussiste” e ora ricominciano ….  Matteo Ascheri è bravissimo, il miglior presidente che il Barolo abbia avuto in anni recenti …. Certo che se continuano a litigare si fanno del male>> e fornisco al giornalista i contatti per fare le interviste.

 

L’INCONTRO CON MATTEO ASCHERI NELLA SUA CANTINA DI BRA

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2020-Barolo-Barbaresco-evento-NewYork

Il secondo episodio riguarda il mio incontro con Matteo Ascheri nelle cantine di Bra in un complesso edilizio in cui ci sono anche un hotel molto raffinato, un ristorante di ottima cucina piemontese e presto ci sarà anche un centro wellness. La regina di questo piccolo regno, nel cuore di Bra a due passi dalla sede dello SlowFood, è la mia amica Cristina Ascheri, donna di grande ingegno. Incontro suo figlio Matteo in cantina. Alla morte del padre, lui ha lasciato una brillante carriera per rientrare nell’azienda di famiglia. La cantina è molto bella (con tocchi particolari come l’enorme masso quasi al centro e la sala da degustazione ipogea), perfettamente organizzata, pulita e in ordine. Quando dico “perfettamente” mi riferisco al senso del bello e dell’organizzazione che gli Ascheri hanno in modo fuori della media.

 

WINE DOGS L’IMPORTANZA DEGLI ANIMALI NELLA WINE HOSPITALITY 3

Avere un wine dog aumenta l’attrattività delle cantine turistiche e crescono gli enoturisti con il guinzaglio. In metà delle case italiane c’è un animale

 

Cantine aperte a 4 zampe 2014 con Violante e Felix

wine dog Violante e Felix alla Fattoria del Colle Toscana

di Donatella Cinelli Colombini

Qualche anno fa iniziarono a uscire libri sui wine dogs e poi quelli sui wine cats crescendo fino a diventare una vera tendenza. Il pioniere è stato il fotografo australiano Craig McGill a cui si deve una sorta di enciclopedia dei cani delle cantine di tutto il mondo. Insieme alla moglie Susan Elliott, ha pubblicato libri e post sui cani e sui gatti del vino. La seconda edizione del libro sui cani delle cantine californiane contiene oltre 120 ritratti dei fedeli pelosi – dai purosangue ai bastardini- insieme a dei brevi saggi di Robert Parker Jr, Nick Ryan, Eve Bushman, Sam Neill e Max Allen. Una vera celebrazione del ruolo dei cani nella produzione enologica.

WINE SPECTATOR CELEBRA I WINE DOG MIGLIORI AMICI DEGLI AMANTI DEL VINO

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Oltre ai libri e ai calendari, esistono account Instagram pagine Facebook sui wine dogs. In California ci sono classifiche delle cantine più dog friendly. Un bestiario così numeroso da far pensare che tutte le cantine USA abbiano un cane e che sia quasi più famoso del wine maker.
Ha consacrato liaison fra i pelosi a quattro zampe e gli appassionati del vino la rubrica del Wine Spectator. Nel 2021 gli abbonati alla celebre rivista del vino americana hanno ricevuto questo annuncio <<Nel numero del 31 marzo, in vendita la prossima settimana, metteremo in evidenza una delle parti migliori delle cantine visitabili: i loro canni>>. Ebbene nel novembre 2021 la sezione dogs del Wine Spectator conteneva già le foto di 1570 cani di lettori.

 

IN UNA CASA ITALIANA SU DUE CI SONO ANIMALI

Come i motociclisti vanno volentieri nella cantina del produttore che si fa fotografare accanto alla sua due ruote, così gli amati dei cani preferiscono le cantine con wine dog. Non è un elemento marginale perché in Italia, secondo il Rapporto Coop 2020, una casa su due contiene un animale di affezione (52% contro il 34% dei britannici che tradizionalmente adorano i quadrupedi) e la spesa per il pet ha superato quella dai bambini.

 

LE DONNE NUOVE PROTAGONISTE DEL TURISMO DEL VINO 2

In Italia le donne sono la maggioranza dei consumatori abituali di vino, di chi prenota winery tours ma anche di chi accoglie i turisti in cantina

 

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di Donatella Cinelli Colombini

La grande novità è che le donne hanno superato gli uomini fra i consumatori abituali di vino italiani con il 55% sul totale. La notizia è arrivata durante Vinitaly Special Edition 2021 (FONTE Wine Intelligence per Osservatorio Uiv) e costituisce una vera rivoluzione. Fin ora le donne italiane erano aumentate fra i consumatori saltuari preferendo l’uso del vino fuori casa, in situazioni conviviali e quindi concentrate negli appuntamenti del fine settimana.

 

COSA CAMBIA CON LE DONNE PRINCIPALI CONSUMATRICI DI VINO

La nuova prevalenza femminile avrà sicuramente effetti sugli scaffali di vendita e persino sui ristoranti. Infatti la donna è più propensa a farsi guidare dalle persone a cui attribuisce competenza enoica come il personale addetto alla vendita oppure il sommelier che spiega la carta dei vini, ma è poco influenzata dalle Guide e poco interessata da denominazioni, vitigni, ecc.

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E’ tendenzialmente esplorativa e infedele alla marca ma molto attenta a l’uso che deve fare della bottiglia. In futuro quindi gli scaffali del vino dovranno essere organizzati in base all’abbinamento e non per regioni come adesso: per antipasti, pranzi informali, pranzi importanti, dessert, brindisi …. Un pragmatismo che è stato notato per la prima volta da Leslie Sbrocco nel 2003 quando pubblicò “Wine for Women: A Guide to Buying, Pairing, and Sharing Wine” è stato sempre confermato dalle indagini successive.
Anche le cantine dovranno riorganizzare il loro punto vendita e il loro listino al pubblico evidenziando maggiormente abbinamenti e situazioni di consumo. Questo perché da anni le donne stanno aumentando anche fra i turisti del vino.

 

SONO LE DONNE A PRENOTARE LE VISITE IN CANTINA

Erano già la prevalenza in Spagna e in California. Chi ha visto il film “Sideway in viaggio con Jack” (2004) e quella che potremo definire la sua continuazione “Wine Country” (2019) avrà sicuramente notato come i protagonisti siano uomini nel primo e donne nel secondo.

                                                                       
Cinelli Colombini
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