Vino, studi, news, gossip

PRE-SUASION COME ADESCARE PREVENTIVAMENTE IL CLIENTE

Da Vincenzo Russo, guru del Neuromarketing del vino, arriva la “persuasione preventiva per la vendita” che distingue i venditori e i marketer di successo

 

PRE-SUASION-come-accalappiare-il-clienti-prima-di-proporgli-di-comprare

PRE-SUASION-come-accalappiare-il-clienti-prima-di-proporgli-di-comprare

di Donatella Cinelli Colombini

Come ogni estate Trebicchieri, settimanale economico del Gambero Rosso, ci propone delle utilissime perle di neuromarketing scritte da  Vincenzo Russo, Docente alla IULM di Milano. Questa volta il tema è nuovo e intrigante: come spianare la strada preventivamente alla relazione che porta alla vendita o al consenso. Cioè come fare persuasione preventiva – PRE -SUASION.

 

PRE-SUASION CIOE’ LA PERSUASIONE PREVENTIVA CHE FAVORISCE LA VENDITA

Il punto di partenza è uno studio di Naomi Mandel e Eric Johonson del 2002 e riguarda la comunicazione e vendita online. I due ricercatori hanno lavorato su dei divani costruiti in base a criteri di massimo confort ma che, purtroppo, venivano percepiti come molto cari.

PERCHE’ LA TOSCANA NON CRESCE

DA 20 ANNI L’ECONOMIA TOSCANA CRESCE PIU’ LENTAMENTE RISPETTO ALLA MEDIA ITALIANA E ALLE REGIONI EUROPEE SIMILI. CAPIRE LE CAUSE SERVE A TROVARE LE SOLUZIONI

 

Palazzo della Gherardesca Firenze Four Season Hotel

Palazzo della Gherardesca Firenze Four Season Hotel

di Donatella Cinelli Colombini

Generalmente la lentezza della crescita economica della Toscana è attribuita alla dimensione delle imprese regionali che è piccola o molto piccola con una grossa componente nel turismo-commercio. Infatti entrambe le tipologie sono caratterizzate da scarsa innovazione e quindi hanno una produttività quasi stabile. E’ possibile che l’enorme crescita di piccole imprese ricettive e di somministrazione abbia aggravato la situazione.
In Toscana, il gender gap è maggiore rispetto alla media italiana. La mancanza di una reale pari opportunità è un costo e per l’Italia calcolato nel 6% del PIL quindi oltre i 90 miliardi all’anno. Le regioni come la Toscana, dove è più forte il ritardo nell’equità fra i generi, pagano il prezzo più alto.

Essere sostenibili non basta bisogna sembrarlo

Tantissime cantine impegnate nella sostenibilità ma poche capaci di comunicarlo perché fanno scelte etiche per convinzione e non per marketing

 

sostenibilità-nel-vino-più-reale-che-comunicata-Fattoria-del-Colle-Toscana

sostenibilità-nel-vino-più-reale-che-comunicata-Fattoria-del-Colle-Toscana

di Donatella Cinelli Colombini

La situazione è capovolta ma assomiglia a quella della moglie di Giulio Cerare, Pompea quando l’amate di lei, Clodio si introdusse nella loro casa durante le celebrazioni in onore della dea Bona. Nel processo di divorzio Cesare non fece menzione del fatto e alla richiesta di una motivazione rispose che sua moglie non doveva essere nemmeno toccata dal sospetto.

Cioè non bastava che fosse onesta ma doveva anche apparire onesta.

 

LA SOSTENIBILITA’ NEL VINO E’ PIU’ REALE CHE COMUNICATA

Per quanto riguarda la sostenibilità nel vino succede l’inverso. Come ha giustamente titolato WineNews << Sostenibilità nel vino in Italia: in molti la fanno, in meno la comunicano bene>>. 

PUREZZA LA NUOVA PAROLA MAGICA DEL VINO

Nel vino c’è chi usa il termine “purezza” per indicare il monovitigno, chi per l’impronta del vitigno e del terroir e chi per l’assenza di aggiunte

 

Purezza-nel-vino-intesa-come-natura-senza-aggiunte-umane-Dominio-de--Aguila

Purezza-nel-vino-intesa-come-natura-senza-aggiunte-umane-Dominio-de–Aguila

di Donatella Cinelli Colombini

Ci sono parole che segnano tendenze e caratterizzano autentiche svolte del modo del vino. Si tratta di termini relativi a sistemi produttivi, oppure caratteristiche del terroir, o più spesso gusti che vanno per la maggiore. Non sempre durano molto, anzi recentemente cambiano con una frequenza impressionante. Qualche anno fa era il termine “vulcanico” spesso associato a “mineralità” poi è arrivata la “freschezza” e con crescente importanza il “naturale”. Da un paio d’anni leggo sempre più spesso nelle descrizioni dei vini leggo la parola “purezza”. La usa Monica Larner del Wine Advocate – Robert Parker, spesso anche Eric Guido di Vinous e sempre con accessione positiva.
Francamente non ci avevo fatto caso ma qualche giorno fa, durante una cena organizzata da Angelo Gaja, il direttore di WineNews Alessandro Regoli, ha chiesto cosa pensava della purezza alla mia enologa Valerie Lavigne. A quel punto ho cominciato a rifletterci.

 

Cheval Blanc acquista Tour du Pin Figeac

Château Cheval Blanc, leggenda del grande vino, si espande. E’ l’occasione per parlare di questo straordinario Premier Grand Cru Classé della super-categoria “A”

 

cheval-blanc-tinaia

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Di Donatella Cinelli Colombini

Insieme a Petrus, Yquem e ai super 5 – Latour, Margaux, Haut-Brion, Lafite e Mouton – della classifica del 1855, è una leggenda, un dio nell’olimpo del vino. Per questo ogni notizia riguardante Château Cheval Blanc esce su tutti i giornali del mondo e quella di acquisire Tour du Pin Figeac incuriosisce parecchio. Infatti lo Château faceva parte dell’originario feudo Figeac che fu smembrato nel XIX. Una parte di 7,7 ettari era già di proprietà di Cheval Blanc dal 2006, mentre quello acquisito qualche giorno fa è stato protagonista delle feroci vicende giudiziarie a seguito della retrocessione rispetto alla classifica di Bordeaux.

Ristorante in hotel e agriturismo: una perdita sicura?

Tre anni consecutivi di calvario per i ristoranti di hotel e agriturismi che aggravano le consuete difficoltà e diventa urgentissimo capire come portarli a reddito

 

Toscana-agriturismo-Fattoria-del-Colle-sala-del-camino

Toscana-agriturismo-Fattoria-del-Colle-sala-del-camino

di Donatella Cinelli Colombini

Italia a Tavola, come sempre punto di osservazione privilegiato sulla ristorazione e il sistema turistico, pone un problema <<Ristorante in albergo o in agriturismo: male necessario o opportunità?>>

 

L’ALBERGO GUADAGNA E IL SUO RISTORANTE PERDE

In effetti chi ha strutture ricettive conferma l’esistenza del problema <<l’albergo guadagna e il ristorante perde>>. Una situazione precedente al covid che si è ulteriormente aggravata con la pandemia e le perdite incamerate negli ultimi due anni che riducono la capacità di investimento nella qualificazione delle strutture e nella comunicazione. A questo si aggiunge la difficoltà di trovare personale. Ho scritto personale e non addetti competenti perché la mancanza di camerieri, maitre, chef ….. è talmente grave che ormai vengono assunti e formati in modo accelerato e approssimativo, tutti quelli che bussano alla porta cercando lavoro. Ultimo e non piccolo problema è l’impennata delle bollette di luce, gas, immondizia …. Mentre i prezzi con i tour operator sono stati fissati nel febbraio scorso.

 

IL VINO BIANCO E LA FEBBRE DA FIENO

Soffri di febbre da fieno? Forse è meglio bere vini bianchi e non rossi. Il vino rosso accresce l’intensità dei sintomi della reazione allergica del 14%

 

Donatella-CinelliColombini-e-il-marito-Carlo-Gardii-Ribera-del-Duero- terra di-vini-rossi-e-di-pollini-che-scatenano-la-febbre-da-fieno

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di Donatella Cinelli Colombini

C’è una notizia brutta e una bella.
La notizia brutta è che consumando bevande alcoliche le probabilità di soffrire di febbre da fieno aumentano di 1,78 volte, inoltre l’assunzione di alcol accresce l’intensità dei sintomi del 14%.

 

PERCHE’ IL VINO ROSSO AUMENTA I SINTOMI ALLERGICI

Il fenomeno avviene perché le istamine sono presenti nell’alcol – come lo sono anche in alimenti come formaggio e carne affumicata – quindi consumare un bicchiere di vino o birra può portare a un eccesso di istamina, soprattutto quando l’organismo la sta già producendo per combattere la reazione allergica al polline.
La scoperta è del Center for Alcohol della Danimarca che nel 2008 ha analizzato 5.800 persone nessuna delle quali soffriva precedentemente di febbre da fieno.

2 modelli di cantine: le grandi in crescita e le piccolissime

Con Bianca Mazzinghi esaminiamo la dinamica bifronte delle imprese enologiche italiane: crescono i colossi e le superstar ma anche le microimprese “diverse”

 

Braccia-Rese-esempio-di-piccola-giovane-azienda-agricola

Braccia-Rese-esempio-di-piccola-giovane-azienda-agricola

di Donatella Cinelli Colombini

Nel 2021 sono nate 18 nuove imprese agricole al giorno. Un dato Coldiretti che sembra indicare un ritorno alla terra del tutto inedito nel nostro Paese.
Se apparentemente questo fenomeno è positivo, in realtà non lo è perché le new entry sono soprattutto piccole e piccolissime aziende, spesso condotte da giovani. Fenomeno che potrebbe accentuare la frammentazione che sembra il male oscuro del settore enologico italiano.

 

LA POLARIZZAZIONE DELLE CANTINE ITALIANE CON DUE MODELLI OPPOSTI MA CAPACI DI ARRIVARE AL SUCCESSO

Bianca Mazzinghi, la docente WSET che collabora con la Fattoria del Colle, ha scritto un bellissimo articolo per il settimanale L’Espresso che mostra la forbice in allargamento fra due diverse tipologie di imprese del vino.

Donne vino e leadership di Barbara Sgarzi

Barbara Sgarzi, giornalista, docente e esperta di comunicazione digitale racconta il protagonismo femminile nel vino intervistando le leader donne

 

Barbara-Sgarzi-Donne-vino-e-leadership

Barbara-Sgarzi-Donne-vino-e-leadership

Di Donatella Cinelli Colombini

Il bellissimo libro di Barbara Sgarzi ci presenta il valore della leadership e la rivoluzione rosa del mondo del vino. Due temi apparentemente diversi ma che invece sono strettamente collegati. Le pioniere di cui Barbara ci racconta, hanno infatti contribuito in prima persona a un cambiamento che è ormai internazionale e diffuso. Un protagonismo femminile che in Italia prende connotati particolarmente positivi e sta aiutando le cantine a diventare più forti dove storicamente non lo erano: nell’immagine e nell’apprezzamento commerciale delle loro bottiglie. Sono infatti le donne a trasformare il vino italiano in Euro, Dollari, Yen.

 

DONNE, VINO E LEADERSHIP LA SCOMMESSA SUL TALENTO FEMMINILE E’ VANTAGGIOSA

Il gentil sesso è nettamente minoritario nella parte produttiva del vino – vigna e cantina (14%) – ma assume un ruolo dominante, anche con posizioni apicali, nella fase che vede la bottiglia più prossima al consumatore. Nelle cantine italiane sono donne l’80% di chi fa marketing e comunicazione, il 51% del commerciale, il 76% dell’enoturismo.

SCOPERTA L’ORIGINE DELL’UVA DA VINO

La pianta capostipite delle nostre viti deriva da un’unica ibridazione in Georgia da cui nacquero 4 ceppi diffusi 4.000 anni fa in Italia e 2.000 anni dopo in Europa

 

scoperta-l'origine-dell'uva-da-vino-Michele-Morgante-Università-di-Udine

scoperta-l’origine-dell’uva-da-vino-Michele-Morgante-Università-di-Udine

di Donatella Cinelli Colombini

L’Istituto di genomica applicata IGA dell’Università di Udine diretto da Michele Morgante ha identificato i geni che segnano il passaggio da vite selvatica a pianta coltivata. Lo studio “The genomes of 204 Vitis vinifera accessions reveal the origin of European wine grapes” è stato pubblicata dalla rivista scientifica “Nature Communications”.
Alcuni studi precedenti affermavano l’esistenza di due episodi di addomesticamento della vite uno in Oriente e un altro in Europa. In realtà non è andata così anche se il luogo di uno degli eventi era stato correttamente identificato nel Caucaso cioè nell’attuale Georgia. Morgante ha esaminato oltre 200 varietà di vite riuscendo a capire che il passaggio da vite selvatica a vite coltivata è avvenuto un’unica volta ed ha condotto prima alla produzione di uva da mangiare – uva da tavola – e successivamente a uva da vinificare. Solo dopo l’addomesticamento della specie le viti si sono diffuse in Europa. Quinti le varietà che conosciamo hanno un solo capostipite uguale per tutte. Una sorta di Adamo ed Eva del vino.
Da questo capostipite derivano 4 ceppi principali. L’Italia è “l’unico Paese nel cui patrimonio varietale di vite da vino si ritrovano rappresentati in maniera significativa tutti e quattro questi contributi ancestrali” ha detto il Professor Morgante spiegando perché il nostro Paese ha un numero di varietà autoctone molto superiore a ogni altra Nazione. Evidentemente i 4 ceppi originari si sono incrociati in vario modo fra loro e con viti selvatiche locali dando origine 545 vitigni autoctoni diversi.

 

I PUNTI DI FORZA DEL TURISMO DEL VINO ITALIANO

Quanto spendono e come vengono accolti i visitatori delle cantine. Molta intraprendenza e investimenti ma pochi servizi pubblici nelle cantine turistiche italiane

 

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Punti-di-forza-dell’enoturismo-italiano-Donatella-Cinelli-Colombini-Viaggio-nell’Italia-del-Vino

di Donatella Cinelli Colombini

Continua la presentazione dei dati emersi dall’indagine condotta da Denis Pantini e Roberta Gabrielli Nomisma-Wine Monitor e contenuta nel libro “Viaggio nell’Italia del vino Osservatorio Enoturismo: normative, buone pratiche e nuovi trend” scritto a sei mani dal Senatore Dario Stefàno primo a legiferare sulle cantine turistiche, da Angelo Radica e Paolo Corbini dell’Associazioni Città del vino, e da me in qualità di Presidente delle Donne del Vino.

 

SCONTRINO MEDIO DEL PUNTO VENDITA IN CANTINA

Lo scontrino medio dell’enoturista è compreso nella fascia 50-100€ (43%) e solo il 18% dei visitatori spende più di 100€. Nord Ovest dove prevalgono gli acquisti fra 50 e 100€ con una quota del 21% più alta. La spesa media più bassa è al Sud e nelle isole dove tuttavia gli altospendenti sono il 23% cioè più che in ogni altra zona italiana. Tenendo presente questa circostanza risulta sorprendente come le esperienze “premium” a prezzo più alto, che costituiscono la vera novità post Covid, siano maggiormente presenti tra le offerte del Centro e del Sud Italia (42%) invece che nel Nord Ovest (24%).

 

CHI SONO GLI ITALIANI CHE BEVONO VINO

La novità è che il numero dei consumatori di vino in Italia aumenta sfiorando la metà della popolazione adulta ma la quantità di vino che viene bevuta cala

 

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di Donatella Cinelli Colombini

Senza etichette a semaforo, senza scritte minacciose, come vorrebbero altri Paesi Europei, gli italiani stanno andando spontaneamente verso un consumo moderato e salutare del vino.

 

I MILLENNIALS SNOBBANO IL VINO

I dati dell’Osservatorio di Unione Italiana Vini sui dati Istat 2021 ci mostrano che il 66% degli uomini e il 44% delle donne bevono vino ma il gentil sesso è il genere con il più alto tasso di crescita (+2,3%).
La flessione maggiore del consumo del vino è nella fascia di età fra 35-44 anni dove c’è un crollo del -23%. Per fortuna chi ha più di 55 anni beve più di prima.
Come avviene ormai da decenni calano i consumatori quotidiani che ora sono 12,4 mln (-16,8%) e scendono velocemente, per fortuna, i grandi bevitori cioè coloro che superano il mezzo litro al giorno (- 31,3%).

Maietta conclude la sua presidenza dei Sommelier AIS

Il Presidentissimo AIS Antonello Maietta lascia lo scettro dopo un mandato di 12 anni che ha cambiato il volto della più grande associazione italiana dei Sommelier

 

Luca Martini Campione del mondo Sommelier

Antonello Maietta, Luca Martini, Osvaldo Baroncelli

di Donatella Cinelli Colombini

Antonello Maietta lascia la presidenza a Sandro Camilli di Amelia in Umbria che guiderà AIS per i prossimi 4 anni. Avrò modo di parlare di lui, ora vorrei raccontarvi di Maietta. Non è la personificazione del Sommelier AIS ma poco ci manca. Senza dubbio è fra i personaggi più carismatici di questa associazione fino da quando, nel lontano 1990, vinse il concorso di miglior Sommelier d’Italia. Ha cominciato la carriera di assaggiatore giovanissimo, negli anni eroici in cui la cultura del bere raffinato si faceva strada in mezzo a un’ignoranza diffusa. C’era tanto da fare: bicchieri sbagliati, temperature di servizio sbagliate, carte dei vini scriteriate, scarsità di persone formate…. In situazioni del genere, chi ha talento e competenze, può reagire in modo diversi. C’è chi si monta la testa, chi mugugna e chi invece si rimbocca le maniche per cambiare le cose. Antonello Maietta ha lavorato tanto, ma proprio tanto per diffondere la cultura del vino ed è stato uno dei protagonisti dell’ascesa delle bottiglie italiane verso i vertici internazionali.

 

ANTONELLO MAIETTA DA MIGLIOR SOMMELIER ITALIANO A PRESIDENTE AIS

Antonello-Maietta

Antonello-Maietta

Dal 2010 è presidente dell’Associazione Italiana Sommelier, il sodalizio italiano più grande della sommelerie. Non è stata una presidenza facile. Lo scontro con Franco Ricci concluso nel divorzio che portò alla nascita della Fondazione Italiana Sommelier – Bibenda ha avuto toni e dimensioni di una contesa d’altri tempi. Prima erano amici. Ricordo di aver partecipato anch’io, in qualità di vicepresidente del Consorzio, alla degustazione romana dei produttori del Brunello di Montalcino organizzata in concomitanza con l’elezione del consiglio che portò alla presidenza Maietta. I vini di Montalcino, presentati dai loro produttori, nelle splendide sale dell’Hilton (ora Cavalieri Waldorf Astoria Hotel), incentivarono la frequenza alle urne dei sommelier romani.
Negli anni successivi la contesa fra Franco Ricci e la dirigenza AIS divenne sempre più forte fino a farla definire “un incubo” dallo stesso Maietta. Alla fine ci furono la divisione e gli avvocati con un epilogo che mi riempì di tristezza per l’amicizia e la stima che mi lega a entrambi e la convinzione che negli scontri non ci sono vincitori ma solo perdenti.

 

ENOTURISMO NOVITA’ ONLINE 

Airbnb e la sezione vineyard, Booking con le wine experieces di Viator, Divinea propone Wine Suite il primo CRM per le cantine, il channel manager di Winearound

 

Viator-propone -Accelerate-per-aumentare-visibilità e prenotazioni

Viator-propone -Accelerate-per-aumentare-visibilità e prenotazioni

di Donatella Cinelli Colombini

La tecnologia è sempre più necessaria alle cantine turistiche. Aumentano le prenotazioni e soprattutto aumentano i canali da cui arrivano le prenotazioni di visita e esperienza col vino. Nello stesso tempo si accorciano i tempi fra il contatto e l’arrivo dei clienti. Prezzi, tipologie di accoglienza sono ormai così numerose che tenere in ordine il book degli appuntamenti diventa impossibile senza un channel manager che lo faccia automaticamente. Io uso WineAround.

 

WINEAROUND E DIVINEA IL CHANNEL MANAGER E IL CRM

Così come diventa sempre più indispensabile un CRM che profili i visitatori e, in base a quanto spendono e cosa comprano (vini, altri prodotti animazioni). Il passo successivo è incasellarli in un database, per poi mantenere i contatti e indirizzare loro le proposte di shopping del wine club della cantina come fa WineSuite di Divinea. Ancora Divinea ha stretto un’alleanza con Winelivery la App che, in 65 città italiane, consente di ricevere, in 30 minuti, il vino a casa a temperatura perfetta per servirlo in tavola.

Tutte cose nuove per le aziende italiane che stanno accelerando il passo sulla scia delle californian winery e del loro spettacolare successo di vendite al pubblico nel periodo covid.

I vitigni femmina e vini maschi di Daniele Cernilli

E’ un gioco ma fino a un certo punto: la vite, la vigna, l’uva, la barbatella sono sostantivi femminili ma il vino è maschio come gran parte delle denominazioni

 

di Donatella Cinelli Colombini

Vigneto Prosecco

Vigneto Glera-per-il-Prosecco

Oggi il 55% dei consumatori abituali di vino italiani sono donne. Il gentil sesso è maggioritario fra chi prenota visite in cantina …. ma il vino ha un connotato maschile perché, per 8.000 anni è stato prodotto e bevuto da uomini.
Daniele Cernilli- Doctor Wine con l’ironia colta che lo contraddistingue parte da qui per un ragionamento semiserio ma molto intrigante <<La grammatica a volte fa brutti scherzi. Siamo abituati a pensare al vino come a qualcosa al maschile, “il” Barolo, “il” Brunello, “il” Taurasi, ma esistono vitigni e vini declinati al femminile e chissà che questo non coincida con le loro caratteristiche…>>

 

VITIGNI FEMMINA E VINI MASCHI UN INTRICO DI GENERE CHE FORSE SVELA QUALCOSA

L’esame “di genere” delle denominazioni, per me, parte dalla Doc Orcia decisamente femmina perché <<il vino più bello del mondo>> nasce su colline dai profili sinuosi. Si tratta dei panorami più sexy e più simili a un corpo di donna che la Toscana e forse l’Italia possiede.

                                                                       
Cinelli Colombini
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