Vino, studi, news, gossip

IL GRANDE RACCONTO DEL VINO ITALIANO BASTIANICH – GAIA

Joe Bastianich e Tiziano Gaia ci conducono a conoscere l’Italia del vino intercalando informazioni, aneddoti semiseri su cui anch’io voglio aggiungere qualcosa

 

Il grande racconto del vino italiano Bastianich Gaia

Il grande racconto del vino italiano Bastianich Gaia

di Donatella Cinelli Colombini

Il tono è quello epico e iperbolico a cui ci ha abituato Tiziano Gaia. Anche lo stile è quello fluido e autoironico del critico enologico che abbiamo imparato a conoscere quando assaggiava per Slow Food nella redazione della Guida Vini d’Italia del Gambero Rosso.

 

JOE BASTIANICH TIZIANO GAIA

I racconti sono di Joe Bastianich e sono da rivista di gossip. Del resto Joe è un imprenditore della ristorazione di grande successo ma anche un personaggio televisivo che buca lo schermo e persino un musicista.
Credo che basti questo per farvi comprare “Il grande racconto del vino italiano” (Mondadori pp 527  €29,90). Vi aiuterà a conoscere la geografia e le eccellenze dell’enologia italiana in modo divertente e inedito.

QUANTI PESTICIDI MANGIAMO COL CIBO?

UN’INDAGINE DI LEGAMBIENTE EVIDENZIA CHE IL 44,1% DEI CAMPIONI DI CIBO ESAMINATI CONTENGONO RESIDUI DI FITOFARMACI. VINO FRA I VEGETALI TRASFORMATI CON PIU’ TRACCE

 

uva-biologica-Sangiovese luglio 2013 Violante Gardini

uva-biologica-Sangiovese Violante CinelliColombini

di Donatella Cinelli Colombini

91% delle pere, l’88% dell’uva da tavola e l’80% delle pesche contiene tracce di uno o più pesticidi. La frutta si rivela l’alimento più contaminato e i frutti di bosco quelli con la maggiore presenza di valori superiori ai limiti di legge.

 

TRA I VEGETALI TRASFORMATI, CEREALI INTEGRALI E VINO HANNO PIU’ RESIDUI

Tra i “vegetali trasformati” il vino (61%) e i cereali integrali (77%) sono quelli con più alta percentuale di residui. Il dossier LegambienteStop pesticidi 2022” è un vero atto di accusa per il peggioramento dei risultati rispetto all’indagine precedente. Preoccupa la lentezza con cui procedono l’approvazione delle leggi di tutela e la diffusione dei miglioramenti colturali cioè le << tecniche di intervento o prevenzione alternative, tra cui: l’applicazione di corrette pratiche di gestione agronomica, l’agricoltura biologica, l’utilizzo di specie antagoniste e fitofarmaci di origine naturale>>.

MADE IN ITALY CREA RICCHEZZA ALL’ESTERO?

SAPPIAMO TRASFORMARE IL MARCHIO MADE IN ITALY IN RICHHEZZA ITALIANA? OPPURE LA NOSTRA CAPACITA’ DI CREARE ECCELLENZA QUALITATIVA DIVENTA RICCHEZZA ALL’ESTERO?

 

Vendemmia-in-via-Monte-Napoleone-Baldinini-e-Brunello

made in Italy vino e moda la sfida della valorizzazione del brand

di Donatella Cinelli Colombini

Made in Italy è il terzo marchio più conosciuto al mondo. Il punto è: il talento italiano, la genuinità, la tradizione che stanno alla base di questo marchio, creano sviluppo nel nostro Paese oppure generano una ricchezza all’estero? Non mi riferisco all’italian sounding cioè al prodotto contraffatto – come il parmisan fatto in USA col tricolore sulla confezione – che è già di per se uno sfruttamento del marchio e una concorrenza sleale che danneggia le nostre imprese e riduce profitti e salari.
Mi riferisco ai segmenti in cui il brand è la maggior parte del valore cioè la moda e il vino. Dove va la ricchezza che genera: nelle buste paga dei dipendenti o nei dividendi delle multinazionali?

 

IL MADE IN ITALY NELLA MODA CREA RICCHEZZA ALL’ESTERO

La riflessione parte da un articolo di Panbianco intitolato “Il made in Italy vince sulla filiera” che spiega come il segmento commerciale del lusso stia andando a gonfie vele. Dopo il rimbalzo post covid, in cui chi poteva spendere ha dato sfogo alla sua voglia di mondanità e glamour, facendo lo shopping che precede i momenti sociali, anche il 2022 sta andando bene e conferma la tendenza anti ciclica del segmento di gamma più alto.

PRODUTTORI CALIFORNIANI ARRIVANO IN VAL D’ORCIA

La famiglia di origine libanese Daou, con vigneti a Paso Robles in California, ha comprato 70 ettari in Val d’Orcia per produrre un Supertuscan chiamato Coroglie

 

Georges e Danny Daou

Georges e Danny Daou

di Donatella Cinelli Colombini

Daniel e Georges Daou sono nati in Libano, ma dopo essere stati feriti dalle bombe sono andati in Francia e, negli anni settanta, si sono stabiliti negli Stati Uniti, dove hanno raggiunto il successo con un’azienda informatica di sistemi per la sanità. A 30 anni erano già molto ricchi. Nel 1997 vendono la loro azienda e decidono di tornare alle origini della famiglia, che in Libano coltivava oliveti e vigneti.  Nel 2007 danno vita alla Daou Family Estates a Paso Robles (86 ettari), in California, azienda famosa per la produzione di Cabernet Sauvignon e di altre varietà bordolesi.
La figlia di Daniel, Lizzy Daou, fresca di un periodo di due anni a Château Latour, lavorerà a stretto contatto con suo padre wine maker, al progetto Val d’Orcia.
<<Il nostro obiettivo è portare i doni della Val d’Orcia, i doni della Toscana e presentali ai nostri clienti, ai mercati e ai 60 paesi con cui lavoriamo>>, ha dichiarato Daniel Daou sulle colonne del magazine Decanter.

Offerta: Brunello IOsonoDONATELLA 2016, vino con pedigree

Riservata ai soci del Club: 3 bottiglie di  IOsonoDONATELLA 2013, 2015 e 2016 quest’ultima prodotta in soli 180 esemplari con certificato di origine

 

Brunello di Montalcino IOsonoDONATELLA 2016 con Certificato autenticità

Brunello di Montalcino IOsonoDONATELLA 2016 con Certificato autenticità

Per la prima volta le cantine di Donatella Cinelli Colombini hanno preparato un apposito certificato su cui annotare ogni passaggio di mano della bottiglia dopo che lascia la cantina di origine. Si tratta di un documento che segue il vino e che ne racconta la storia, evidentemente la presenza di “nomi eccellenti” ne accrescono il valore!!

Questa volta si tratta davvero di una piccolissima serie numerata di soli 180 esemplari, un vero capolavoro, all’interno di uno scrigno che contiene anche le vendemmie 2013 e 2015 dello stesso vino. Questo cofanetto racchiude una verticale super-premium destinata a coloro che desiderano ciò che è difficilissimo da trovare, ai grandi wine lovers e ai collezionisti. Una sorta di “trilogy” del vino, adatta anche come regalo unico e speciale. Il certificato con IOsonoDONATELLA 2016 è l’ultimo tocco che ne accrescere davvero il prestigio.   Dunque i nostri membri del club potranno acquistare questo cofanetto esclusivo prima di chiunque altro fino al 3 marzo 2023!

I MILIARDARI DEL VINO

BERNARD ARNAULT, GIORGIO ARMANI E DONALD TRUMP SONO I PIU’ NOTI MA LA CLASSIFICA FORBES DEGLI UOMINI PIU’ RICCHI DEL MONDO CONTIENE MOLTI ALTRI TITOLARI DI CANTINE

 

Bernard Arnault

Bernard Arnault miliardario del vino e della moda

di Donatella Cinelli Colombini

Moltissimi nababbi desiderano produrre il proprio vino al pari di molti calciatori, attori cinematografici, rock star …. Ed ecco che dentro la classifica FORBES degli uomini più ricchi del mondo nasce un’altra lista dei paperoni con cantina.

 

BERNARD ARNAULT MAGNATE DELLA MODA E DELLE CANTINE DI LUSSO

Sul gradino più alto c’è ovviamente l’uomo più ricco del mondo Bernard Arnault alla guida della multinazionale del lusso Lvmh, che unisce a griffe della moda, gioielli, orologi, alberghi, cosmetici …. A cantine da sogno in tutti i continenti. Nomi che fanno venire l’acquolina in bocca a ogni wine lover: Dom Perignon, Moet & Chandon, Krug, Cheval Blanc, Chateau d’Yquem, Cape Mentelle, Joseph Phelps, Terrazza de los Andes, Bodega Numanthia, Ao Yun…

ESSERE SOSTENIBILI E SEMBRARE SOSTENIBILI NEL TURISMO DEL VINO

Villa Petriolo a Cerreto Guidi in Toscana è la prima struttura turistica con certificazione di sostenibilità in Europa. Tutte le altre sono meglio di come sembrano

 

Villa-Petroio-esempio-di-offerta-turistica-sostenibile

Villa-Petroio-esempio-di-offerta-turistica-sostenibile

di Donatella Cinelli Colombini

La buona notizia è che la prima struttura turistica europea certificata per la sostenibilità è italiana. La cattiva notizia è che l’insieme dell’offerta turistica del vino del nostro Paese non appare altrettanto virtuosa. Anzi, appare meno rispettosa dell’ambiente di quanto sia nella realtà. In realtà le cose vanno meglio di quanto sembrano.

 

LA TOSCANA VILLA PETRIOLO E’ LA PRIMA STRUTTURA ENOTURISTICA CERTIFICATA

Villa Petriolo di Cerreto Guidi in Toscana è stata riconosciuta come “Best Sustainable Place 2021” da Save the Planet ed ha ottenuto la certificazione ISO 21401 da parte di Valoritalia in base alla gestione sostenibile economica, sociale e ambientale.

Annacquare il vino: in certi Paesi è permesso

In Italia e in tutta Europa, le cantine non possono aggiungere acqua nel vino ma in USA e in Australia è permesso e i vini annacquati vengono esportati da noi

 

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nozze-di-Cana-l’acqua-diventa-vino-in-Italia-è-proibito-aggiungere-acqua-in-USA-no

di Donatella Cinelli Colombini

Ci sono Nazioni, come USA e Australia, che consentono di aggiungere acqua al vino e produttori europei famosissimi come Michel Chapoutier che già nell’aprile 2021 chiedeva di fare altrettanto.

Annacquare il vino non è più un tabu, non è un argomento da sofisticatori inseguiti dagli agenti della Repressione Frodi.
Si tratta, invece, di un’ipotesi di cui si discute fra chi produce, studia e governa a livello mondiale.
In effetti l’aggiunta d’acqua non mira ad aumentare la produzione ma a ridurre il contenuto alcolico del vino, che è molto aumentato a causa del cambiamento climatico.

ANTEPRIME DI TOSCANA 2023 E NEWS ENOTURISTICHE

Anteprime di Toscana 2023 col botto: Assessore Stefania Saccardi illustra i dati record del business enoico 2022 e Roberta Garibaldi i successi enoturistici

 

Anteprima Toscana 2023

Anteprima Toscana 2023

di Donatella Cinelli Colombini

 

LA FOTOGRAFIA DELLA TOSCANA DEL VINO 2022

Toscana: 11 DOCG, 41 DOC, 6 IGT e 58 indicazioni geografiche, in pratica il 95 % del vigneto regionale ha un carattere territoriale. 2,1 milioni di hl e 1,2 miliardi di Euro la Toscana rappresenta rispettivamente l’8% del volume e l’11% del valore nazionale di vini DOP.
Il 2022 è stato quindi un anno magico per i vini toscani di cui l’Assessore all’Agricoltura e Vicepresidente della Toscana Stefania Saccardi va giustamente fiera, come del dato sul vigneto BIO che è ormai il 40% del totale regionale e cresce costantemente.
L’export di vino toscano tocca i 690 milioni di Euro, + 7% sul 2021 nonostante un calo dei volumi del 3%. I principali partners sono USA e Canada che da soli assorbono il 38% del valore. Sorprendente crescita del 31% delle esportazioni in Francia.

Dry January sempre più cool ma fa davvero bene?

Fra le tecniche per limitare il consumo degli alcolici il dry January ha fatto breccia soprattutto nella Z generation ma si sta diffondendo ovunque

 

Dry January un mese senz'alcol

Dry January un mese senz’alcol

di Donatella Cinelli Colombini

Il Dry January è una specie di Quaresima in anticipo ma con lo stesso scopo rigenerante dopo un periodo di stravizi come quello delle vacanze di Natale e Capodanno. Consiste nell’evitare ogni sorta di alcolici per tutto il mese di gennaio.

 

 

 

 

 

 

DRY JANUARY IN UK E IN USA

I miei amici della city di Londra mi hanno raccontato che nel mondo della finanza il Dry January è molto praticato. Nel Regno Unito, infatti, dal 2013 l’Alcohol Change UK conduce grandi campagne per promuoverlo e aiuta i partecipanti con un’azione di coaching mediante un’app gratuita. Dentro non ci sono solo suggerimenti ma persino il calcolo delle calorie e dei soldi risparmiati nel mese senza alcol.
Il sondaggio Morning Consult condotto dal 4 al 5 gennaio 2021 con 2.200 adulti statunitensi ha rilevato che il 13% degli intervistati americani stava partecipando a Dry January.

Bernard Arnault il più ricco del mondo produce vino

73 anni vive a Parigi ed ha un patrimonio personale di 186 miliardi. Bernard Arnault “produttore di vino francese” è in cima alla classifica FORBES dei più ricchi

 

Bernard Arnault- LVMH Louis Vuitton Island

Bernard Arnault- LVMH Louis Vuitton Island

di Donatella Cinelli Colombini

Confesso di avere una certa prevenzione verso i super ricchi ma certo questa notizia mi fa piacere. Finalmente in cima alla lista Forbes dei paperoni non c’è un banchiere, un uomo dell’industria informatica o di un Paese povero, dove pochi privilegiati si avvantaggiano di una popolazione ridotta alla fame.

 

 

 

 

 

BERNARD ARNAULT UOMO PIU’ RICCO DEL MONDO SUPERA ELON MUSK

Bernard Arnault vive a Parigi ed ha costruito il suo impero sul lusso: moda, orologi, gioielli e vini. In pratica Arnault sfrutta i ricchi per diventare sempre più ricco e questo mi sembra una cosa quasi divertente.

I VINI DI ROBBIE WILLIAMS CON MARCHIO RUDE RISE

ROBBIE WILLIAMS NON BEVE ALCOLICI DA 20 ANNI MA STA PER REGISTRARE IL MARCHIO DI UNA LINEA DI VINI COME GARY BARLO, EX COMPAGNO DEI TAKE THAT

 

Robbie Williams Vanity Fair cover

Robbie Williams Vanity Fair cover

di Donatella Cinelli Colombini

Un altro vino di una celebrità, ma quanto ne sentivamo il bisogno!!!!! Le etichette di vino stanno proliferando con la velocità di una bolla speculativa di cui tutti vogliono almeno un pezzettino. E’ l’effetto di una dinamica commerciale che avvicina sempre più il vino alla moda o allo star system dove il nome e la comunicazione valgono molto più della reale consistenza del bene.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

ROBBIE WILLIAMS E’ UN BRAND CHE FA VENDERE QUALUNQUE COSA

Per ora la dinamica conviene quasi a tutti quelli che imbottigliano perché trascina in alto i prezzi, ma presto avrà due effetti, entrambi disastrosi: farà aumentare i costi della comunicazione al punto da favorire solo i grandi e i grandissimi che possono permettersela. In secondo luogo polverizzerà la ricchezza lasciata nei vigneti provocando la rovina del patrimonio viticolo che invece è alla base del vino di alta qualità.
C’è solo da sperare che la tendenza “antiglobalista”, la crescente sensibilità ambientale e territoriale inneschino una dinamica opposta rivalutando la sostanza invece dell’apparenza.
Ma ora andiamo a vedere cosa fa Robbie Williams.

Donatella Cinelli Colombini guiderà le Donne del Vino toscane

L’8 febbraio al Castello del Corno l’assemblea delle Donne del Vino Toscane ha eletto Donatella delegata per il prossimo triennio. Sarà affiancata da 3 vice-delegate

 

Donne del Vino della Toscana Donatella Cinelli Colombini Paola Rastelli (vicaria) Federica Cecchi Laura Carrera

Donne del Vino della Toscana Donatella Cinelli Colombini Paola Rastelli (vicaria) Federica Cecchi Laura Carrera

Donatella prende il testimone da Maria Giulia che ha guidato le 83 Donne del Vino toscane nell’ultimo mandato ed ha ospitato l’assemblea nel ristorante del suo Castello del Corno a San Casciano Val di Pesa. <<Ringrazio Maria Giulia per l’impegno che ha profuso in favore della nostra delegazione regionale>> ha detto Donatella ricordando l’ultima iniziativa svolta dalla delegata uscente: la raccolta fondi organizzata con il Lions Club Firenze Brunelleschi per comprare medicinali da mandare ai bambini disabili e oncologici ospitati in un convento di Leopoli, in Ucraina.

 

 

 

 

 

 

 

DONATELLA CINELLI COLOMBINI, PAOLA RASTELLI, FEDERICA CECCHI, LAURA CARRERA

Nel prossimo triennio la Cinelli Colombini sarà affiancata da tre vicedelegate: la sommelier Paola Rastelli (vicaria), Federica Cecchi di Winedesigner e Laura Carrera dell’Agricola Ludus. Il consiglio di delegazione comprenderà anche Maria Giulia Frova, Marzia Morganti, Laura Bucci e altre socie disposte a dare un contributo operativo.

COMPRI L’ETICHETTA O IL VINO?

Quattro persone su cinque scelgono il vino sullo scaffale in base all’etichetta mentre la presenza di descrizioni “emotive” spinge a spendere di più

 

Montalcino-Enoteca-Bruno-Dalmazio

Montalcino-Enoteca-Bruno-Dalmazio

Di Donatella Cinelli Colombini

Il numero dei vini è diventato enorme e cresce in continuazione. Ormai nessuno, proprio nessuno, conosce tutte le bottiglie in commercio. Per questo la scelta davanti allo scaffale è sempre più influenzata dal packaging. Ad esclusione di pochi brand super noti, il resto delle etichette formano un panorama senza grandi distinzioni, oltre il prezzo, la zona di origine o il vitigno.

 

 

 

 

VIVINO E LA SCELTA DEL VINO IN BASE ALL’ETICHETTA

Vivino è la più grande piattaforma di recensioni e vendita di vino nel mondo, offre 15 milioni di tipologie diverse provenienti da 245.000 cantine diverse. Ha un sistema di crowd-sourced che personalizza i consigli di acquisto in base alle scelte precedenti di ogni membro della sua community, ma ha comunque voluto capire come scelgono i consumatori.

                                                                       
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