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NOVITA’ DEL TURISMO DEL VINO (2)

IL PROBLEMA DELLE CANTINE CHIUSE LA DOMENICA E DELLE PRENOTAZIONI CHE ARRIVANO TROPPO TARDI. IL FOLLOW UP DELL’ENOTURISTA CON LE AZIONI DI EMAIL MARKETING

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di Donatella Cinelli Colombini 

APERTURA FESTIVA, STAGIONALITA’ E RIFIUTI

98% delle animazioni sono prenotabili durante la settimana, ma questa percentuale scende nel weekend. Fino al 2021 il sabato, era il giorno nero con solo il 55% delle attività. Nel 2022 l’offerta prefestiva è migliorata mentre assistiamo a un’autentica crisi dell’accoglienza domenicale con solo il 31,8% di attività prenotabili. In pratica due cantine su tre sono chiuse ed è un grosso problema visto che proprio nel weekend si concentra il grosso delle richieste. L’enoturismo con orario impiegatizio è ormai finito ma lascia degli strascichi e soprattutto risente del problema della mancanza di personale di tutto il comparto turistico.
L’arrivo dei visitatori si concentra fra luglio e ottobre con un andamento in ascesa e poi un repentino calo a novembre mentre a gennaio, febbraio e marzo quasi nessuno bussa alla porta delle cantine.
Nel 2021 l’11% delle richieste veniva rifiutata un anno dopo questa percentuale è scesa di 3 punti e mezzo. La causa è la scarsità di personale formato ma anche l’organizzazione ancora poco efficiente.

10 PROFILI DI ENOTURISTA IN ITALIA (1)

CHI SONO, QUANTO SPENDONO, QUANDO PRENOTANO I VISITATORI DELLE CANTINE ITALIANE TRATTI DALL’ULTIMO REPORT DI DIVINEA WINE SUITE SU UN CAMPIONE DI 300 IMPRESE

 

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di Donatella Cinelli Colombini

Divinea  forte delle 300 aziende enologiche che utilizzano il suo WineSuite ha individuato i 10 profili prevalenti fra i visitatori 2022 delle cantine italiane

10 PROFILI DI ENOTURISTI DELLE CANTINE ITALIANE

TURISTA ENOGASTRONOMICO E’ di gran lunga il turista più presente fra chi entra nelle cantine. Generalmente ha un buon potere di spesa e un bel numero di contatti a cui è un grande divulgatore delle destinazioni enoturistiche
WINE LOVER/SOMMELIER non sono più la maggioranza, come agli esordi del turismo del vino, ma sono decisamente i più credibili promotori delle migliori esperienze enoiche
COPPIA va forte il wine wedding cioè il matrimonio nei luoghi del vino, particolarmente in Toscana. Tuttavia piacciono anche gli altri momenti romantici come il brindisi o il pic nic nelle parti più panoramiche dei vigneti

Io Sandro Boscaini Mr Amarone

La storia della Masi dalla prima vendemmia nel 1772 attraverso 7 generazioni di Boscaini fino all’impero enologico di oggi con attività in 4 nazioni e 2 continenti

 

 

Campofiorin Masi

Campofiorin Masi

 

di Donatella Cinelli Colombini

Qualche mese fa ho ricevuto in dono un opuscolo rosso intitolato “Amarone e oltre. Masi 250 anni di vendemmie, famiglia e imprenditorialità” scritto da Sandro Boscaini. Io sono fra i fan di Sandro Boscaini, ammiro il suo coraggio imprenditoriale, la sua lungimiranza e la capacità di aprire nuovi orizzonti per il vino …. Ma come scrittore avevo dei dubbi. Per questo il libro è rimasto a lungo sul mio tavolo e solo in occasione di un viaggio di lavoro a Venezia mi sono decisa a leggerlo.

 

 

LA STORIA E I VALORI DI UN BRAND E DI UNA FAMIGLIA INSCINDIBILMENTE LEGATI ALLA TERRA VERONESE

 

Va detto che esiste un libro di Kate Singleton intitolato “Mister Amarone” (2011) che racconta la vicenda umana e imprenditoriale di Sandro Boscaini come simbolo della Valpolicella e del successo del vino veronese. Dopo il testo scritto dalla Singleton, collaboratrice del Sunday Times, The Wall Street Journal e dell’International Herald Tribune, pretendere di aggiungere qualcosa era davvero difficile. E infatti Sandro Boscaini non lo ha fatto. Ha scritto un volume che assomiglia a una relazione della sua attività imprenditoriale e di quella delle generazioni che l’hanno preceduto ed ha escluso il lato umano: le paure di certe decisioni e la fatica di realizzarle, le delusioni, gli errori e le sofferenze che inevitabilmente accompagnano la vita dei pionieri come lui. Un pudore che rende freddo il racconto nonostante la passione che traspare dalle descrizioni quasi incantate dei vini, delle tenute che vengono acquisite e ristrutturate.

DONNE DEL VINO E VETRO LEGGERO

“Lo faccio ma non lo dico” cantine costrette ad usare il vetro leggero senza comunicarlo per non avere contraccolpi commerciali in Italia. L’analisi di Marta Galli

 

Convegno vetro leggero Vetreria etrusca

Convegno vetro leggero Vetreria etrusca

8 giugno, le Donne del Vino Toscane, guidate da Donatella Cinelli Colombini, sono alla Vetreria Etrusca di Montelupo Fiorentino ospiti della famiglia Bartolozzi, per parlare di bottiglie di vetro leggero per il vino. Il convegno è stato aperto dai saluti della Vicepresidente e Assessora all’Agroalimentare della Regione Toscana Stefania Saccardi e l’Assessore Stefania Fontanelli del Comune di Montelupo Fiorentino. E’ seguito un pranzo alla Torre Frescobaldi, sede del  Museo del Fiasco toscano e poi la visita alla Fattoria Dianella ospiti di Veronica Passerini d’Entreves.

LA RIDUZIONE DEL PESO DEL VETRO E LA SOSTENIBILITA’ DEL VINO

 

L’uso del vetro leggero è fondamentale per la sostenibilità del comparto enologico perché la produzione di ogni chilogrammo di vetro equivale all’emissione di 2,7 chilogrammi di CO2.

LE BOTTIGLIE DI VINO TORNANO NEL BAGAGLIO A MANO

Tra il 2024 e il 2026 In Europa il vino potrà, di nuovo, essere trasportato nella cabina degli aerei con la felicità dei turisti e delle cantine

Alleanza-Ryanair-Treviso-Prosecco-per-rilanciare-il-turismo-in-Veneto

vino di nuovo nel bagaglio a mano degli aerei

 

di Donatella Cinelli Colombini

Vi ricordate che prima dell’11 settembre 2001 era possibile portare nella cabina degli aerei fino a tre bottiglie di vino?
Bei tempi! La paura degli attentati ha fatto cambiare le regole e dal 2006 è diventato obbligatorio gettare ogni liquido superiore a 100 ml prima di imbarcarsi.
Per fortuna le guaine in plastica – wine skin – permettono di trasportare bottiglie nelle valige in stiva senza rischiare che si rompano macchiando tutti i vestiti.

CHI VIAGGIA CON IL SOLO TROLLEY

Tuttavia chi vuol portarsi dietro qualche vino eccellente ha grosse limitazioni.
Questo è specialmente vero per chi ha solo il bagaglio a mano perché fa una short break cioè una mini vacanza di due notti – tre giorni, oppure è fuori per lavoro e ha solo un cambio d’abito, tanti documenti e un tablet o un laptop.

TAPPO GASSOSO E NASO ARTIFICIALE

Curiosità ma anche vere innovazioni a Prowein 2023: bomboletta di argon per conservare le bottiglie aperte per 3 settimane e naso elettronico

WineNews presenta Weinluft tappo di gas argon

WineNews presenta Weinluft tappo di gas argon

 

Di Donatella Cinelli Colombini

Il naso elettronico si chiama Pinot e mette insieme analisi sensoriale e intelligenza artificiale. Il progetto è ancora sperimentale ed è stato presentato all’ultimo Prowein nel Wein Campus Neustadt, dove lo ha scovato WineNews. Mettendo un imbuto collegato a un tubicino sul bicchiere di vino, gli aromi vengono aspirati fino ai sensori e sul display del pc appare la descrizione simile a quella che farebbe un sommelier.

PROGETTO PINOT PER IDENTIFICARE I PROFUMI DEL VINO SENZA BISOGNO DEL SOMMELIER

La seconda proposta innovativa scoperta dai giornalisti di WineNews a Prowein è il tappo gassoso. Si chiama Weinluft – letteralmente aria di vino-  ed è una bomboletta cilindrica di metallo con un pulsante per spruzzare attraverso un tubicino nero di 15 centimetri. A prima vista sembra una lacca per capelli in formato tascabile.
Serve a preservare il vino della bottiglia rimasta a metà per due o tre settimane. Usarlo è facilissimo, basta introdurre il tubo nel collo della bottiglia, premere per un secondo e poi rimettere il tappo. Esce del gas inerte argon che si deposita sulla superficie del vino e lo preserva dalle ossidazioni.

IL VINO E LO SCIMPANZE’

La vite diffusa dagli uccelli che mangiavano l’uva e metabolizzavano l’alcol e le scimmie più capaci di mangiare frutta fermentata che diventano umani

 

L'uomo discende dalle scimmie capaci di metabolizzare l'alcol

L’uomo discende dalle scimmie capaci di metabolizzare l’alcol

Di Donatella Cinelli Colombini

Ho sentito questo racconto, per la prima volta, circa un anno fa, per bocca di Luigi Moio, Presidente dell’OIV cioè dell’ONU del vino, l’organismo che riunisce quasi tutti i Paesi produttori di vino del mondo e media sulle loro esigenze dando ai governi una soluzione condivisa.

 

IL PROFESSOR MOIO E GLI SCIMPANZE’ CONSUMATORI DI FRUTTA FERMENTATA

Il Professor Moio raccontò la storia del vino partendo dagli scimpanzè che mangiavano la frutta caduta a terra e leggermente fermentata. Frutta in cui una parte delle molecole di zucchero si erano trasformate in alcol. Ebbene gli scimpanzè capaci di metabolizzare queste molecole diventavano più forti, socievoli e vivaci prevalendo sugli altri e facendo quella selezione della specie efficacemente descritta da Darwin, che porta alla razza umana. Durante lo scorso Vinitaly ho letto un articolo de Il Gusto, supplemento de La Repubblica, intitolato L’uomo, l’alcool e la variante proteica dello scimpanzè. L’inizio è molto tecnico con la spiegazione della molecola dell’alcool etilico e della sua straordinaria capacità calorica, biochimica e neuroattiva. Poi cominciano le sorprese.

IL CONSUMATORE DI VINO DONNA

Responsabile, socializzata, orientata sulla qualità, amante delle bollicine e dei rossi. Le consumatrici italiane sono ormai 12 milioni, il 41% di chi beve vino

 

LE DONNE SEMORE PIù PROTAGONISTE DEL MERCATO DEL VINO ITALIANO

LE DONNE SEMORE PIù PROTAGONISTE DEL MERCATO DEL VINO ITALIANO

Di Donatella Cinelli Colombini

Le consumatrici di vino italiane sono 12 milioni cioè poco meno della metà delle donne (46,7%). La percentuale è nettamente più bassa rispetto al sesso forte, dove il nettare di Bacco è bevuto dal 70,7% dei connazionali, ma le donne crescono più dei maschi.
Fra il 2014 e il 2021 le prime hanno segnato un + 15,5%, mentre gli altri un misero 2,9%. Ora le donne sono il 41,5% dei consumatori e la forbice del divario di genere continua a chiudersi con l’avanzare delle nuove generazioni.

 

 

 

LA CRESCITA DEI CONSUMI DI VINO FEMMINILE RACCONTA UN NUOVO STILE DI VITA

E’ il segno di un’evoluzione dello stile di vita che vede il gentil sesso sempre più presente nelle occasioni sociali e nei luoghi in cui si consuma vino fuori casa.

GLI INGREDIENTI DEL VINO

La complicata normativa sugli ingredienti del vino finalizzata a garantire i consumatori rischia invece di confonderli. L’Avvocato Marco Giuri ci aiuta a capire

 

Ingredienti del vino Nuove normative UE per le etichette

Ingredienti del vino Nuove normative UE per le etichette

Di Donatella Cinelli Colombini

Quello che mi accingo a raccontarvi è un autentico garbuglio normativo che partendo dalla lodevole intenzione di garantire la salute dei consumatori rischia di creare un clima di sospetto verso il vino. La maggior parte delle persone trova normale che, in ogni preparazione alimentare, ci siano molti ingredienti ma allo stesso tempo pensa che, nel vino, debba esserci solo quello che viene dalla vite.
Per i vini di pregio, provenienti da zone altamente vocate, gli interventi in cantina sono minimi. Ma non sempre è così e le cose da considerare sono tante.

 

LE REGOLE EUROPEE SULLE ETICHETTE DEI VINI

Il regolamento del Parlamento e del Consiglio Europeo n. 2021/2117 del 2 dicembre 2021 sull’Organizzazione comune di mercato riguarda i contenuti delle etichette dei vini relativamente all’elenco degli ingredienti e delle dichiarazioni nutrizionali. Possono essere scritti sul contenitore del vino oppure leggibili nel telefonino attraverso un codice QR. In questo caso vanno precisati anche gli allergeni.
Detta così la norma sembra semplice ma esistono invece tantissime precisazioni che la Commissione europea ha pubblicato in forma di bozza all’inizio 2023. Per orientarci in questa materia complicata chiedo aiuto al mio amico Marco Giuri, avvocato specializzato in normative sul vino e ormai notissimo per la sua profonda conoscenza della materia.

L’INTUITO GUIDA GLI ACQUISTI DI VINO NON LA RAGIONE

Anche se le nostre scelte ci sembrano razionali in realtà spesso non lo sono ed è l’intuito che guida la decisione di comprare un vino anziché un altro

 

E' l'intuito a guidare gli acquisti non la ragione

E’ l’intuito a guidare gli acquisti non la ragione

Di Donatella Cinelli Colombini

Lo sapevate che il <<nostro cervello pesa solo il 2% del corpo ma consuma il 20% delle sue energie e il 90% di questa energia viene consumata a riposo>>? Incredibile ma vero: il nostro cervello brucia più energia quando è poco impegnato. Vincenzo Russo, docente di Neuromarketing alla IULM di Milano, non smette mai di stupirci e rivelarci informazioni interessati. In effetti, pensandoci bene, la noia è stressante più del lavoro.
La parte più intrigante dell’articolo del Professor Russo, pubblicato su Trebicchieri Settimanale economico del Gambero Rosso, riguarda il processo mentale attraverso cui avvengono gli acquisti.

 

 

ALL’INIZIO DEL 1900 L’ACQUISTO SEMBRAVA UN ATTO RAZIONALE

All’inizio del 1900 si riteneva che la decisione di comprare derivasse da un’elaborazione razionale del cervello. Ma oggi, a fianco al modello tradizionale, gli studiosi ritengono ci sia un processo “intuitivo” che è efficacemente descritto nell’ultimo libro di Stephen Genco “Marketing Intuitivo: What Marketers Can Learn from Brain Science” (2019).

OFFERTA: TRE GRANDI FORMATI PREMIUM ESCLUSIVI

Una Magnum di Leone Rosso 2019 per festeggiare con gli amici, una di Brunello Prime Donne 2018 e una Riserva 2015 per celebrare un evento importante a casa tua

 

Magnum di Brunello, Brunello Riserva e DOC Orcia Leone Rosso Offerta

Magnum di Brunello, Brunello Riserva e DOC Orcia Leone Rosso Offerta

La felicità sta nel condividere le cose buone con gli amici, tanti amici. Festeggiamo insieme condividendo momenti importanti con tre vini TOP in formati Magnum, tutti molto esclusivi perché prodotti in piccolissime serie.

 

TRE MAGNUM PRESTIGIOSE: LEONE ROSSO ORCIA DOC 2019, BRUNELLO DI MONTALCINO PRIME DONNE 2018 E BRUNELLO RISERVA 2015

Servire vino da una Magnum in un banchetto è un segno di distinzione e un tocco di eccezionalità che sottolinea l’importanza del momento. La cantina produce infatti pochissime magnum che vengono acquistate dai veri intenditori.

La Magnum Leone Rosso Orcia DOC 2019 (5 stelle) è perfetta per una festa con gli amici oppure per un pranzo fra giovani wine lovers.

La Magnum Brunello di Montalcino Prime Donne 2018  (4 stelle) è un grande vino che può rimanere nella tua cantina per molti anni oppure essere aperta adesso per celebrare un’occasione davvero importante.

La Magnum Brunello di Montalcino Riserva 2015 (5 stelle) E’ un rosso premium da lungo invecchiamento, che può essere conservato per decenni per un grande evento. Il suo carattere vellutato, potente e raffinato trasforma i pranzi in occasioni speciali da ricordare per sempre.

LE CONTRADDIZIONI DEL SANGIOVESE SEMPRE DIVERSO

C’E’ CHI CHIEDE LA ZONAZIONE PERCHE’ VEDE TROPPA DIVERSITA’ NEL SANGIOVESE DELLA STESSA DENOMINAZIONE E CHI PENSA CHE IL SANGIOVESE SIA UGUALE IN TUTTE LE DENOMINAZIONI

 

uva Sangiovese Donatella Cinelli Colombini

Sangiovese Donatella Cinelli Colombini

Di Donatella Cinelli Colombini

Seguo Daniele Cernilli in un ragionamento sul Sangiovese che lui inizia con la sua consueta ironia pungente <<si parla tanto di territorio di zone, di sottozone, di vigne e altri concetti del genere ma poi si leggono tanti articoli e giudizi che riguardano il vitigno o, ancora peggio, la personale interpretazione di quel vitigno, che viene trasposta in ogni territorio in una modalità autoreferenziale che rasenta il ridicolo>>.

 

DANIELE CERNILLI E IL SANGIOVESE

Il ragionamento del mio amico Daniele sul Sangiovese parte da un paradosso: la presenza contemporanea di due estremi. Da un lato l’esaltazione del piccolo e diverso con la richiesta, dei giornalisti, di dividere le denominazioni in tante zone delimitate, oppure il bisogno di distinguersi che porta molti produttori al “famolo strano”. Dall’altra la difficoltà dei consumatori a capire anche le macro differenziazioni di un vitigno come il Sangiovese che ha 108 cloni e assume caratteri specifici in ogni terroir.

FERMENTAZIONE DEL VINO CON GRAPPOLO INTERO O SENZA GRASPI?

Meglio togliere il graspo dell’uva oppure lasciare il grappolo intero? In Borgogna e alcuni nel Barolo fermentano l’uva con i graspi e a Bordeaux ci stanno provando

 

acini d'uva dopo essere stati asportati dai graspi Montalcino Casato Prime Donne

acini d’uva dopo essere stati asportati dai graspi Montalcino Casato Prime Donne

Di Donatella Cinelli Colombini

Fermentare con il grappolo intero o solo con gli acini? I vignaioli di Bordeaux guardano alla Côte d’Or della Borgogna dove la fermentazione con il grappolo intero è la pratica preferita. Henri Jayer, ad esempio, utilizzava una percentuale del 30-40% di grappoli interi nei propri Shiraz.

Ma c’è chi fa la stessa cosa in Champagne, nella Côtes du Rhône e nella Rioja. Secondo Matt Stafford, enologo a Craggy Range, in Nuova Zelanda, i raspi sono utili per rinforzare la struttura e dare sapidità, invece che dolcezza.

 

I PRODUTTORI DI BORDEAUX STUDIANO LA VINIFICAZIONE CON I GRASPI

La questione sta diventando calda nel distretto viticolo più grande del mondo. All’inizio di marzo allo Château des Fougères a La Brède, nella regione di Graves, appena a sud di Bordeaux, è avvenuta la presentazione di uno studio condotto, fra il 2019 e il 2022, in 8 tenute bordolesi in collaborazione con il laboratorio enologico Excell.
La riunione era incentrata sui contributi organolettici del graspo nel vino.

LA CRISI DEL BIOLOGICO IN FRANCIA

ALTI COSTI E CRISI COMMERCIALE FANNO CROLLARE LE ADESIONI AL BIOLOGICO IN FRANCIA MENTRE LA CERTIFICAZIONE AMBIENTALE HVE VOLA E CONFONDE I CONSUMATORI

 

vino biologico in Francia crisi di adesioni a causa della concorrenza con la certificazione

vino biologico in Francia crisi di adesioni a causa della concorrenza con la certificazione HVE

Di Donatella Cinelli Colombini

I numeri parlano da soli: secondo l’agenzia biologica francese, Agence Bio (AB), 448 coltivatori hanno interrotto la certificazione biologica nel 2022, mentre 188 si erano fermati nel 2020.
Il numero delle aziende con vigneto che hanno iniziato la conversione per ottenere la fogliolina BIO è precipitato da 1510 nel 2021 a 222 lo scorso anno.
Verrebbe da dire <<che disastro!>>.

 

 

 

 

 

IL TRACOLLO DELLA CERTIFICAZIONE BIOLOGICA IN FRANCIA

Ovviamente su un simile tracollo pesano i maggiori costi nella coltivazione della vigna e della conduzione della cantina, le difficoltà commerciali innescate dall’inflazione ma anche le guerre intestine. Esiste infatti una certificazione Haute Valeur Environmentale, (HVE) ad alto valore ambientale che comporta meno costi e permette al vino di arrivare a prezzi più bassi nel mercato.

WINE GARDEN OF ENGLAND

Questo è il nome dell’associazione che riunisce le 8 maggiori cantine turistiche del Kent e invita gli inglesi a vedere dove nascono i loro nuovi spumanti

 

Jo-Smith-wine-garden-of-England

Jo-Smith-wine-garden-of-England

Di Donatella Cinelli Colombini

L’enoturismo versione United Kingdom riguarda la zona Sud del regno dove si è sviluppata la nuova produzione spumantistica. Ha come obiettivo lo sviluppo e la tutela delle comunità locali. Un approccio sostenibile che ha valso al Wine garden of England il premio “Iter Vitis 2022” fondato trentacinque anni fa dal Consiglio Europeo e assegnato dalle “Strade culturali Europee”.

 

WINE GARDEN OF ENGLAND

Wine garden of England (1) è nato  nel 2019 e riunisce le 8 maggiori cantine del Kent. Producono l’80% di tutto il vino, che per il resto è diviso fra 150 piccole imprese. Balfour Winery, Biddenden Vineyard, Chapel Down, Domaine Evremond, Gusbourne, Simpsons’ Wine Estate, Squerryes e Westwell siedono tutte nel consiglio di amministrazione e ricoprono la carica di presidente, a turno due anni ciascuna.

La storia di questa associazione è abbastanza curiosa e mostra come l’individualismo sia un fenomeno internazionale così come la capacità di fare squadra caratterizzi le menti più aperte di ogni Paese.

                                                                       
Cinelli Colombini
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