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I VIGNAIOLI CORRONO AD ASSICURARSI

UN CLIMA SEMPRE PIU’ PAZZO, CON CALDO ESTREMO, GELATE, GRANDINE, ALLUVIONI E GLI AGRICOLTORI CORRONO AD ASSICURARSI. LA NOVITA’ RIGUARDA LA PERONOSPORA

 

 

 

 

 

 

 

I vignaioli corrono ad assicurarsi

I vignaioli corrono ad assicurarsi

di Donatella Cinelli Colombini #winedestination

Anch’io mi sono assicurata, anche se purtroppo, per le cose sbagliate: temevo le gelate primaverili che non ci sono state o la grandine che mi ha colpito solo marginalmente e invece è arrivata la peronospora a mangiarsi metà della mia uva.
Fino allo scorso anno i danni da fitopatie come peronospora, oidio e botrite, non erano protetti da polizze assicurative ma ora la Compagnia Ass.va è in grado di offrire una Specialty creata su misura da Antonio Iodice MAG e Co, un giovane professionista senese che conosco e stimo da anni.
Si tratta di polizze senza limiti di capitale, in tutto il Paese, con una franchigia pari a 0% (zero%) e rimborso del premio di polizza con contributo pari al 70%.

SOLO 1 ITALIANO SU 3 RICONOSCE IL MARCHIO BIOLOGICO

IL BIO HA PREZZI DI PRODUZIONE PIU’ ALTI DEL CONVENZIONALE E QUESTO LO RENDE MENO VENDIBILE MENTRE MUTUI E INFLAZIONE SVUOTANO LE TASCHE DEGLI ITALIANI

 

 

FOGLIA-BIOLOGICO

FOGLIA-BIOLOGICO SOLO 1 ITALIANO SU 3 LA RICONOSCE

di Donatella Cinelli Colombini #winedestinatio #biologico 

In Francia il Biologico è in crisi: calano i consumi del 4% e un bel numero di cantine rinunciano alla certificazione. Apparentemente invece, il settore BIO dell’agricoltura italiana è in salute. Le imprese certificate sono 92.000 pari al 18,7% del SAU (Superficie agricola utilizzabile). Siamo quindi molto vicini al 25% fissato dal progetto UE “Farm to fork” per il 2030. Sono ancora più vicini all’obiettivo sono i vigneti che hanno la fogliolina verde. Essi coprono 135.667 ettari pari al 21% del totale. Nel 2022 sono cresciuti del 5,9%. Noi siamo in questa quota virtuosa dal 2018.

L’INFLAZIONE SPINGE IL CARRELLO DEGLI ITALIANI VERSO ALIMENTI MENO CARI E MENO BIO

Tuttavia i problemi non mancano: le piogge 2023 hanno messo l’agricoltura biologica in grave difficoltà. I costi di produzione, più alti rispetto all’agricoltura convenzionale, scoraggiano l’acquisto dei prodotti biologici in un momento in cui l’infezione, i tassi dei mutui e il caro carburanti, hanno letteralmente vuotato le tasche degli italiani. Al Sana, Salone Internazionale del Biologico e del Naturale – BolognaFiere, settembre 2023 sono stati presentati i dati più recenti. I punti principali mi sembrano due: il 14% delle famiglie italiane ha ridotto il valore della sua spesa alimentare comprando prodotti meno cari. Il risultato è che le vendite dei prodotti biologici hanno smesso di crescere  e l’aumento del 9% in valore, registrato negli ultimi 12 mesi, non è altro che l’effetto dell’inflazione sui costi di produzione. L’agroalimentare biologico italiano ha un giro d’affari superiore agli 8 miliardi di Euro l’anno di cui 4,5 in Italia e 3,6 all’export.

Il vino in USA

LUCI E OMBRE DELLA STORIA DEL VINO IN USA PARTENDO DAI COLONI EUROPEI DEL SEICENTO CHE PORTARONO LE BARATELLE AL PROIBIZIONISMO E AL SUCCESSO ODIERNO

 

 

storia del vino USA Napa Valley

Napa Valley storia del vino USA

di Donatella Cinelli Colombini #winedestination 

Pensare che il vino USA sia solo quello di Napa e Sonoma è sbagliato anche se la California da sola produce l’85% di tutto il vino nazionale mentre le bottiglie degli altri stati sono davvero poche: Washington , Oregon  (terra di meravigliosi Pinot Noir) e New York …. Fra le piccole aree emergenti spiccano il Texas e la Virginia dove c’è anche la cantina Zonin.

IN USA UNA SCONFINATA VARIETA’ DI TERROIR PER LE VIGNE

La storia del vino a stelle e strisce ha già 400 anni anche se solo negli ultimi 40 ha fatto crescere la sua reputazione e la sua qualità fino a toccare vette altissime.
Gli Stati Uniti producono 23 milioni di ettolitri all’anno, meno di Italia Francia e Spagna ma più Australia, Cile e Argentina.

LA LUCE GIUSTA PER ASSAGGIARE IL VINO

PER ASSAGGIARE SERVONO LUCI NATURALI O SOFFUSE CHE ATTIVANO SPECIALI CELLULE DELL’OCCHIO E INNESCANO UN’ATTITUDINE POSITIVA VERSO L’APPREZZAMENTO DEL VINO

 

luce naturale o soffusa per apprezzare il vino

luce naturale o soffusa per apprezzare il vino

Di Donatella Cinelli Colombini #winedestination

Sapevamo da tempo che le luci colorate non facilitano la degustazione mentre l’assaggio all’aperto, soprattutto davanti a bei panorami, facilita un giudizio positivo del vino. Questo perché la degustazione assolutamente oggettiva, priva di influenze, non esiste. Seguiamo Vincenzo Russo massimo esperto di Neuromarketing del vino e docente alla IULM di Milano, nelle sue pillole di psicologia dei consumi, pubblicate in Trebicchieri settimanale economico del Gambero Rosso.

EFFETTO DEL SUONO E DELLA LUCE SULLA PERCEZIONE DEL VINO

I suoni alterano la percezione del gusto ma le luci sono altrettanto importanti. Ecco che “l’effetto Lafite” cioè la musica importante come Mozart o Chopin, spinge il consumatore ad assumere comportamenti da upper class e spendere di più, mentre le luci forti da sala operatoria hanno esattamente l’effetto opposto. <<Già nel 1969, il ricercatore Sommer aveva dimostrato che proprio questo genere di luce riduce i margini economici, poiché riduce il tempo di permanenza nel ristorante e di conseguenza anche dei consumi>>.

COME FAR USCIRE LA BOTTIGLIA DALLO SCAFFALE

Le bottiglie che escono dallo scaffale: indicazioni pratiche di Vincenzo Russo. L’etichetta fa vedere la bottiglia ma le spiegazioni convincono il consumatore

 

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Di Donatella Cinelli Colombini  #winedestination 

Trebicchieri settimanale economico del Gambero Rosso dedica un numero monografico al neuromarketing del vino riunendo gli articoli di Vincenzo Russo Professore della IULM di Milano e massimo esperto italiano della materia. Qui riunisco qualche perla su come far uscire una bottiglia dallo scaffale di vendita.
Prima cosa, la visibilità di una bottiglia sullo scaffale varia in base al colore, alla forma o alla texture dell’etichetta. Ma a volte basta cambiare il colore della capsula per aumentare la capacità di attrarre l’attenzione.
In secondo luogo è importante la coerenza fra l’immagine e il gusto. In altre parole un’etichetta rossa o bordeaux in un vino destinato ad essere servito fresco con il pesce può lasciare sconcertati.
Dopo che il vino ha attratto l’attenzione è indispensabile convincerlo a comprarlo.

SEI UN CONTADINO – E’ ANCORA UN’OFFESA?

Chi vive in città pensa alla campagna come un posto incantevole, anche per lavorare, ma non vorrebbe viverci e continua a vederla come un luogo arretrato

Donatella Cinelli Colombini #winedestination

nuovi contadinii poliglotti-aggiornati e spesso laureati- donatella, giada, barbara e sabrina 8

nuovi contadini poliglotti-aggiornati e spesso laureati- donatella, con le sue enologhe giada, barbara e sabrina 8

Noi che viviamo in una fattoria ci sentiamo dire spesso <<beati voi che state in mezzo alla natura, alla pace, ai panorami …. Qui non vi sembra neanche di lavorare …>>. I turisti pensano al mondo agricolo in modo romantico anche se poi non si stupiscono di trovarci persone che parlano inglese fluentemente (non è il mio caso) e stanno davanti a internet tutto il giorno, come loro. Anzi sono sorprese se i negozi non stanno aperti a lungo, come in città, e non ci sono servizi di trasporto.
Un’immagine del mondo agricolo che corrisponde a quella rilevata nell’indagine di Eurispes e Confagricoltura. Un mondo, quello rurale, che agli occhi di chi abita in città, è arretrato.

CAMPAGNA POSTO BELLISSIMO PER LAVORARE MA NON PER VIVERE

Insomma dire a qualcuno “sei proprio un contadino” è ancora offensivo e corrisponde allo stereotipo “se non hai voglia di studiare vai a zappare” e alla convinzione che coltivare la terra sia facile e quindi i giovani migliori vadano indirizzati all’avvocatura, alla medicina, all’ingegneria … e quelli meno dotati alla terra. <<L’agricoltura è considerata una parte fondamentale dell’economia da circa l’86% degli italiani, ma non genera molti posti di lavoro per il 53,6% e non è ritenuta moderna e innovativa nel 43% dei casi>>.

COSA BEVONO GLI ITALIANI IN AUTUNNO

I COCKTAIL, LE VERSIONI DI SPRITZ, I GIN E I VINI PIU’ AMATI DAGLI ITALIANI IN QUESTO AUTUNNO. ECCO LE TENDENZE DI CONSUMATORI NOSTALGICI DELLE VACANZE

Spritz-sotto-attacco

Spritz molto amato nell’autunno 2023

di Donatella Cinelli Colombini #winedestination

Le notizie sull’Italia arrivano dall’Osservatorio Drink & Food di Tilby (Zucchetti) e ci mostrano un consumatore modaiolo e nostalgico delle vacanze. Ad esse si aggiungono le tendenze mondiali sui consumi che privilegiano le bollicine, la diversità e la naturalezza. Non solo vitigni autoctoni ma anche vitigni coltivati fuori dal loro areale originario, nuove o antiche tecniche di produzione come gli spumanti fatti con metodo ancestrale ….

COCKTAIL

Ovviamente Spritz e Negroni sono i preferiti evergreen ma nel nord continua ad attrarre il Moijto, l’Americano in Friuli-Venezia Giulia e il Margarita in Liguria e Piemonte, Sex on the Beach e Pina Colada in Sardegna …. In effetti gli italiani bevono cocktail soprattutto in estate e per le feste di Natale – Capodanno. Si tratta quindi di complementi ai momenti di vacanza che producono un effetto never ending cioè vengono consumati quasi per la nostalgia della socialità spensierata delle feste.

5 GRAPPOLI BIBENDA AL BRUNELLO PRIME DONNE 2018

Ancora un premio per il Brunello Prime Donne 2018: i 5 grappoli assegnati dalla Guida Bibenda che verranno consegnati a Roma alla cena di gala del 18 novembre

Brunello Prime Donne 2018 Bibenda 5 grappoli

Brunello Prime Donne 2018 Bibenda 5 grappoli

di Donatella Cinelli Colombini #winedestination

IL BRUNELLO PRIME DONNE 2018

Tanti ma proprio tanti premi per il Brunello Prime Donne 2018 che sta ottenendo anche un ottimo apprezzamento da parte dei wine lovers di tutto il mondo.
La vendemmia 2018 ha suscitato amore e odio da parte dei critici. Alcuni l’hanno accolta con piacere per carattere più verticale e fresco dei vini. Altri critici hanno contestato la mancanza di potenza e la distanza dai Brunello “di grande volume” caratteristici della fine del Novecento e dei primi anni Duemila.
Io aspiro a ricreare il Brunello “vecchio stile”, dove l’eleganza è maggiore della potenza, quindi un’annata come la 2018 ha caratteri vicini ai mei gusti.
Si tratta del mio primo Brunello BIO.
Nel 2018 l’estate fu fredda e piovosa. La maturazione andò avanti lentamente fino alla vendemmia nelle date tradizionali, alla fine settembre. Fedele al mio amatissimo “vecchio stile” la raccolta fu fatta a mano come all’epoca di mio nonno Giovanni Colombini con l’uva migliore raccolta per ultima. Persino la vinificazione è stata “vecchio stile” con temperature più alte del solito specialmente alla fine. Il risultato è un grandissimo Brunello elegante, morbido come un velluto di seta ma con un’evidentissima vocazione al lungo invecchiamento.

SANGIOVESE BIANCO E VIGNE IMPAZZITE

PENSATE A UN GRAPPOLO DI SANGIOVESE BIANCO OPPURE A UNA VITE CON LE FOGLIE VERDI D’INVERNO. QUESTE E ALTRE LE PAZZIE INNESCATE DAL NUOVO CLIMA NELLA VIGNA

 

 

Sangiovese con grappoli bianchi anomalia causata dal clima

Sangiovese con grappoli bianchi anomalia causata dal clima

di Donatella Cinelli Colombini #winedestination 

Confesso di essere rimasta stupita anch’io ma l’autore dell’articolo è Alberto Polliotti Professore Associato dell’Università di Perugia e non un blogger di gossip. Inoltre la testata in cui è pubblicato l’articolo “VVQ Vigne, vino e qualità” ha un comitato scientifico a prova di bomba …. Mica il Vernacoliere!!!!

Quindi, le note che seguono non sono uno scherzo e vi invito ad andare a leggere l’articolo originarle per accertarvene.

Il punto è che sembrano incredibili.
Tutti sappiamo che il clima attuale è caratterizzato da estremi mai visti prima: radiazioni ultraviolette aumentate a dismisura, temperature dell’aria mai registrate in passato, sbalzi termici fino a 15°C in un giorno, bombe d’acqua che allagano intere regioni, carenze idriche di mesi e mesi ….
Ma anche la vigna sta impazzendo con anomalie – vecchie e nuove – ma più frequenti che nel passato.

IGT TOSCANA HA UN CONSORZIO RICONOSCIUTO

IGT TOSCANA OVVERO SUPERTUSCAN ORA HANNO UN CONOSRZIO RICONOSCIUTO GUIDATO DA CESARE CECCHI E STEFANO CAMPATELLI

IGT Toscana ora ha un consorzio IGT Toscana Sanchimento Donatella Cinelli Colombini

IGT Toscana ora ha un consorzio IGT Toscana Sanchimento Donatella Cinelli Colombini

di Donatella Cinelli Colombini #winedestination

Tutti pensavano che l’IGT – Indicazione geografica tipica – del vino toscano avesse da tempo un consorzio riconosciuto e uno strumento di tutela. Un pensiero derivante dal prestigio degli IGT di questa regione, la sola in cui le indicazioni geografiche tipiche rivaleggiano -per fama, qualità e prezzo – con le denominazioni più forti. In altre parole l’IGT toscano, caso unico in Italia, si posiziona sopra le DOC e non sotto. Persino lo sfuso IGT costa quanto e più del Chianti DOCG.
Fra gli IGT toscani non c’è più Sassicaia, che ora ha una DOC tutta sua, ma ci sono vini del calibro del Tignanello e Solaia di Antinori, Masseto e Gorgona di Frescobaldi, Le Pergole Torte di Montevertine, il Flaccianello della Pieve di Fontodi, il Testa Matta di Bibi Graetz…. I supertuscan che hanno rilanciato il vino toscano alla fine del Novecento e tutt’ora lo rappresentano nelle liste delle bottiglie da investimento.

FINALMENTE UN CONSORZIO PER I SUPERTUSCAN CHE, DOPO AVER CORSO DA SOLI ORA FARANNO SQUADRA

Finalmente, dopo decenni di “fai da te” l’IGT ha un consorzio autorizzato a tutelare il nome e a coordinare la promozione dell’Igt Toscana. Questo significa che potrà organizzare azioni collettive come degustazioni all’estero, press tour, campagne pubblicitarie …. Si chiama Consorzio Vino Toscana, è presieduto da Cesare Cecchi e diretto da Stefano. Nel Consiglio di amministrazione siedono i rappresentanti delle maggiori cantine regionali per dimensione e prestigio. I soci sono 130 compresa la mia azienda.

OFFERTA: VERTICALE DI 3 BRUNELLO DI MONTALCINO RISERVA TOP

2 bottiglie di Brunello di Montalcino DOCG Riserva 2013, 2 bottiglie di Brunello di Montalcino Riserva 2015 e 2 bottiglie di Brunello Riserva 2016 a 395,00 € direttamente a casa

 

Un’opportunità unica per veri wine lovers che vogliono ricevere 3 vini premium da aprire per occasioni importanti e da servire con piatti prelibati, oppure per poter organizzare una bella degustazione con 3 annate a confronto.

2 bottiglie Brunello Riserva 2013 2 bottiglie Brunello Riserva 2015 2 bottiglie Brunello Riserva 2016 e 1 grembiule con il logo del Casato Prime Donne

2 bottiglie Brunello Riserva 2013 2 bottiglie Brunello Riserva 2015 2 bottiglie Brunello Riserva 2016 e 1 grembiule con il logo del Casato Prime Donne

Il Brunello di Montalcino  Riserva di Donatella Cinelli Colombini è un grande vino (100% Sangiovese) estremamente equilibrato e fine, che nasce da un piccolo vigneto del Casato Prime Donne di Montalcino, la prima cantina in Italia con uno staff tutto al femminile.

 Insieme alle bottiglie troverete un piccolo regalo: un grembiule personalizzato della cantina di Donatella Cinelli Colombini.

COSA CERCANO I COLLEZIONISTI DI VINO

I collezionisti cercano Lafite Rothschild, Sassicaia e Mouton Rothschild, soprattutto l’annata 2008, ma se sono USA cercano le migliori griffe di Napa Valley 2018

Tanuta San Guido

Sassicaia Tenuta San Guido il vino italiano più cercato dai collezionisti

 

Di Donatella Cinelli Colombini #winedestination

I collezionisti  o meglio gli investitori in vino sono persone ricche o molto ricche che hanno una grande passione per le bottiglie di grande qualità oppure desiderano diversificare il loro patrimonio puntando su cose che hanno una notevole capacità di accrescere valore e non possono aumentare di quantità,  come il vino di edizioni limitate.

l vini non sono tutti uguali e i collezionisti non sono tutti uguali.  Liv-ex  il portale britannico che costituisce la “borsa del vino di lusso” e che è possibile seguire quasi tutti i mesi attraverso WineNews,  ci fornisce una lista di preferenze a seconda della provenienza geografica degli investitori in Stati Uniti, UK, Europa e Asia. Quelli che seguono sono i vini più comprati o più cercati dai super buyers del vino.

I COLLEZIONISTI DI VINO LASCIANO LA BORGOGNA E L’EN PRIMEUR

Gli investitori del vino americano hanno cambiato le loro preferenze rispetto al 2022 quando Domaine de la Romanée-Conti Romanée-St-Vivant Grand Cru sembrava attrarli come il pifferaio magico. Ora la loro attenzione si è spostata a Napa dove le migliori griffe si acquistano a 10,970€ a cassa (12 bottiglie). E’ ancora tanto ma certo molto meno della più prestigiosa cantina della Borgogna.

TURISMO 2023 DALL’OTTIMISMO ALLA DELUSIONE

2023 difficilissimo nelle vigne e nel turismo compreso il turismo in campagna: pioggia, peronospora, grandine e infine il flop del turismo italiano

Turismo 2023 in Italia dall'ottimismo alla delusione

Turismo 2023 in Italia dall’ottimismo alla delusione

di Donatella Cinelli Colombini #winedestination

Per il turismo l’anno era iniziato con dichiarazioni ottimistiche. Le presenze 2022, almeno nella provincia di Siena, avevano superato le aspettative con + 43% sul 2021 e 1.926.000 pernottamenti appena sotto lo spettacolare 2019.

DALLE SPERANZE DI UN BOOM TURISTICO AL FLOP DEL TURISMO ITALIANO

Dichiarazioni che hanno spinto strutture ricettive, società di servizi e ristoranti ad alzare i prezzi adeguandosi all’aumento dei costi. Il risultato è stato una brusca frenata dei consumi turistici. Gli italiani, alle prese con l’aumento dei mutui e della benzina, si sono trovati il portafoglio più vuoto e hanno tagliato sulle spese per le vacanze. Gli effetti sono stati particolarmente evidenti ad agosto, mese tradizionalmente consacrato al turismo italiano. Il consueto pienone non c’è stato. I viaggiatori esteri aumentati di una percentuale stimata nel 30% non sono bastati a bilanciare il calo del turismo domestico.

PERONOSPORA: COSA INSEGNA IL TRAGICO 2023

VIGNA ITALIANA CON UN CALO PRODUTTIVO DEL 40% CAUSATO DALLA PERONOSPORA E GLI INTERROGATIVI SU COME IMPEDIRE IL RIPETERSI DI UN SIMILE DISASTRO

 

peronospora

peronospora

Di Donatella Cinelli Colombini #winedestination

Dopo un 2023 che rimarrà come un incubo ricordi dei vignaioli biologici, come me, tutti ci chiediamo: cosa abbiamo sbagliato? E’ ancora possibile fare agricoltura biologica con il nuovo clima?
Il portale Wein.plus che vi invito a leggere per intero riporta l’intervista a Randolph Kauer professore di viticoltura biologica all’Università di Geisenheim e viticoltore biologico. <<Era solo questione di tempo prima che accadesse qualcosa del genere, perché gli estremi climatici sono in aumento>> ha detto il docente dando subito un’indicazione pratica: quando gli acini sono della dimensione di un pisello e vengono infettati da peronospora difficilmente possono essere salvati. L’infezione passa anche dai graspi per cui il disseccamento dei grappoli avviene anche quando il vignaiolo pensa di essere al sicuro.

I 10 BRAND DEL VINO CHE VALGONO DI PIU’

Moët & Chandon, Changyu, Chandon fra i 10 marchi del vino che valgono di più al mondo ci sono 3 francesi, 3 australiani, 2 statunitensi, 1 cinese e 1 cileno

di Donatella Cinelli Colombini #winedestination

CHATEAU CHANGYU AFIP GLOBAL BEIJING Hotel

Brand Finance n°2 al mondo per valore del marchio CHANGYU

 

La classifica di Brand Finance sui marchi del vino che valgono di più ci presenta uno strapotere delle maison di Champagne del portafoglio LVMH. Ne troviamo tre fra i primi cinque: Moet &Chandon, Veuve Clicquot e Dom Perignon rispettivamente valutati 1,3 miliardi 900 e 700 milioni di Dollari. Si tratta di cifre astronomiche ma, con il marketing messo in campo dalla multinazionale del lusso guidata dall’uomo più ricco del mondo Bernad Arnault …. Non meraviglia affatto e questo avviene benché i brand dello Champagne, in generale, abbiano perso valore.
Quello che invece sorprende è il secondo gradino della classifica con il gruppo cinese Changyu. Questo è l’unico che conosco direttamente per aver visitato le sue cantine e incontrato i vertici aziendali che sono venuti anche a trovarmi alla Fattoria del Colle. Il marchio Changyu è l’unico a insidiare il primato Moet & Chandon con una crescita di valore del 33% in un solo anno. Vale 1.2 miliardi ed ha un rating AAA.
Le mie perplessità nascono dalla situazione complessiva dell’economia cinese che non ha ancora ripreso a pieno dopo una sosta -covid, più lunga rispetto al resto del mondo. Changyu è anche il marchio più forte del mondo nell’altra classifica di Brand Finance dove compare sul gradino più alto seguito da Penfolds Moet & Chandon e Veuve Clicquot.

                                                                       
Cinelli Colombini
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