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MONTEPULCIANO DELLA DISCORDIA

IL CONSORZIO ABRUZZESE VORREBBE L’ESCLUSIVA DEL NOME, MA MARCHE, PUGLIA E SOPRATTUTTO IL CONSORZIO DEL VINO NOBILE DANNO BATTAGLIA

Montepulciano un vitigno che da il nome a una denominazione e d è omonimo della città del Vino Nobile

Montepulciano un vitigno che da il nome a una denominazione e d è omonimo della città del Vino Nobile

di Donatella Cinelli Colombini #winedestination 

Il Montepulciano d’Abruzzo è un lago di vino: oltre 800.000 ettolitri certificati e 9.600 ettari rivendicati un export del valore di 229 milioni di Euro quindi un colosso in termini produttivi…  ma basta guardare lo scaffale di un qualunque supermercato per rendersi conto che i prezzi unitari delle bottiglie sono davvero bassi.

IL CONSORZIO MONTEPULCIANO CHIEDE L’ESCLUSIVA DELL’USO DEL NOME

Lo scontro nasce dalla richiesta del presidente del Consorzio abruzzese Carlo Alberto Panont di usare in esclusiva il nome Montepulciano.

Prima ancora, nasce dall’uso del nome del vitigno come nome della denominazione. Una scelta che apre le porte a problemi di difficile soluzione, per non parlare della “perla del Cinquecento” – la bellissima cittadina di Montepulciano e del suo Vino Nobile. Se c’è qualcuno danneggiato dall’omonimia sono sicuramente i miei amici toscani. Nel 2008 ci fu un problema simile con il Tocai e i produttori del Friuli Venezia Giulia furono costretti a ribattezzare il vino Friulano a causa delle pressioni degli ungheresi che difendevano il toponimo Tokaij. A Montalcino abbiamo sempre evitato di chiamare il clone di Sangiovese che utilizziamo con la parola Brunello proprio per evitare problemi simili a quelli di cui stiamo parlando. 

FEMMINICIDIO MARISA LEO COME DONATELLA BRIOSI

ANCORA UNA DONNA DEL VINO UCCISA CON UNA PERCENTUALE DEL 2 X 1000 SUPERIORE ALLA MEDIA ITALIANA CHE FA RIFLETTERE SU QUANTO SIANO ESPOSTE LE DONNE IN CARRERA

 

Marisa Leo Donna del vino femminicidio

Marisa Leo Donna del vino femminicidio

di Donatella Cinelli Colombini 

Ora è il momento delle lacrime per ricordare Marisa Leo come donna, madre, compagna di esperienze e di momenti importanti all’insegna del vino e delle Donne del Vino.
Poi bisogna fare qualcosa per fermare questa catena femminicidi: muore una donna ogni 170 ore, il 12% in più fra il 2022 e l’anno precedente.

L’ANNO DELLE GRANDI CONCENTRAZIONI DELLE CANTINE

27 cantine superano i 100 milioni di fatturato e da sole fanno la metà di tutto l’export italiano. Anna Di Martino ci mostra i numeri 2022 del vino italiano

 

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Antonori-più grande vignaiolo d’Italia nella classifica 2022 di anna di Martino

Di Donatella Cinelli Colombini #winedestination

<<Quanto più le condizioni operative sono complesse, tanto più si allarga il divario tra aziende strutturate e altre meno. Non è un caso che mai come in questi ultimi anni, ci sono vignaioli pronti a passare la mano.>> Anna Di Martino inizia così la spiegazione alla sua classifica delle cantine italiane.

QUANDO IL GIOCO SI FA DURO I DURI COMINCIANO A GIOCARE

La fotografia dell’anno appena trascorso ci mostra un mare in tempesta ma con il vino ancora una volta comparto più performante tra i 40 dell’export italiano nel mondo.
La locomotiva dell’enologia nazionale è costituita dal gruppo di 117 grandi cantine analizzate dalla giornalista economica Anna di Martino. Un gruppo che ha accresciuto la sua forza rispetto al 2021 e rappresenta 61,3% del business enoico con 8,9 miliardi (era il 55%) e il 65,8% delle esportazioni pari a 3,7 miliardi di Euro (era il 54,6%). Questo perché, come ha spiegato molto efficacemente Anna nel suo incipit “When the going gets tough, let the tough get going” quando il gioco si fa duro i duri cominciano a giocare e infatti le grandi cantine hanno aumentato il business totale dell’11,2% e l’export del 33,9%. Basta fare una sottrazione per capire in quali difficoltà si sono invece trovare le piccole imprese.

IL TURISMO CANNIBALE E GLI HOTSPOT CHE SI RIBELLANO

GLI HOTSPOT TURISTICI SONO QUELLI DEGRADATI E SOMMERSI DAL TURISMO DI MASSA DOVE I RESIDENTI VIVONO MALE E IL TURISMO MIGLIORE SCAPPA. TURISMO CANNIBALE

 

Venezia assediata dai turisti gli hotspot si ribellano all'overtourism

Venezia assediata dai turisti gli hotspot si ribellano all’overtourism

Di Donatella Cinelli Colombini #winedestination

Nel gergo dei surfisti lo “SPOT” è il punto dove il mare crea condizioni ideali per cavalcare le onde ma, generalmente la parola “hotspot” indica i centri di prima accoglienza dei migranti e le destinazioni che ricevono enormi flussi di viaggiatori.
Sia gli uni che gli altri sono sovraffollati e suscitano immagini di grande disagio.
Quello che segue è il condensato dell’articolo diffuso da Booking uno dei principali players mondiali del turismo. Riguarda la ribellione contro il turismo di massa. Se la voce di Booking parla di questo problema il segnale di allarme è davvero forte e andrebbe ascoltato.
Il turismo è l’unico settore economico maturo che continua a crescere. L’Organizzazione Mondiale del Turismo (World Tourism Organization) prevede che entro la fine di questo decennio il flusso di turisti internazionali supererà la sorprendente cifra di due miliardi. Ha varcato il miliardo nel 2013 dunque, nonostante la pandemia, i viaggiatori raddoppieranno in meno di vent’anni.

DALLE SALINE ARRIVA IL RIMEDIO PER IL CALDO NELLE VIGNE

All’Università di Lisbona, hanno scoperto che la flora batterica delle piante delle saline è in grado di proteggere anche le viti dalle ondate di calore

 

 

ondate di calore nelle vigne la soluzione arriva dalle saline

ondate di calore nelle vigne la soluzione arriva dalle saline

di Donatella Cinelli Colombini #winedestination

Le ondate di calore che per quindici giorni fanno salire il termometro sopra i trenta gradi oltre alla siccità con i conseguenti stress idrici che disidratano l’uva, sono ormai un incubo più ricorrente per i vignaioli.

I MICRORGANISMI DELLE RADICI DELLE PIANTE DELLE SALINE SPERIMENTATE SULLE RADICI DELLE VITI

Il problema è al centro dei progetti di tutte i centri di ricerca di viticultura del mondo ma a volte le soluzioni arrivano nel modo più impensato. All’Università di Lisbona il professore João Carreiras, dottorando in Scienze Marine e Ambientali dell’Università di Lisbona ha scoperto che le piante che crescono nelle saline spagnole riescono a sopportare condizioni climatiche estreme come stress idrici, calore altissimo e persino inquinamento di metalli pesanti. Carreiras ha quindi ipotizzato che la flora microbica che abita intorno alle radici e quindi vive in simbiosi con queste piante, si sia evoluta nel tempo adattandosi all’ambiente e assumendo un’attitudine protettiva verso di esse. E’ ben noto infatti che i microrganismi della rizosfera – frazione di suolo a contatto con le radici- hanno un’influenza enorme sulla crescita e la salute delle piante. 

LE TEMPERAURE SALGONO E I VINI BIANCHI VOLANO

DOVE SONO LE BLUE CIP DEI VINI BIANCHI? IN FRANCIA E SOPRATTUTTO IN BORGOGNA E A BORDEAUX CON UN PRIMATO CHE POGGIA SU QUALITA’, PRESTIGIO E LONGEVITA’

 

 

Vini bianchi più prestigiosi del mondo Coche-Dury Meursault 2010

Vini bianchi più prestigiosi del mondo Coche-Dury Meursault 2010

Di Donatella Cinelli Colombini #winedestination

<<Chi di noi desidera ardentemente il Syrah carnoso a 43°C?>> si chiede Giacomo Lorenzo nel suo articolo per WineSearcher 

DA COSA DIPENDE IL CRESCENTE SUCCESSO DEI VINI BIANCHI

I motivi della virata del mercato mondiale verso i vini bianchi sono molti e la crescita delle temperature è sicuramente fra di essi. Il rapporto Straits Research parla <<dei pasti all’aperto e dal bere al bar>> e cita il grado alcolico più basso dei vini bianchi con un conseguente minor apporto di calorie. Un altro motivo del crescente successo dei vini bianchi è l’aumento dei consumatori donne e il cambiamento dell’alimentazione dove la spinta salutistica ha portato a una diminuzione di sale, grassi e cotture.
Ecco che i grandi appassionati di vino sono alla ricerca delle blue cip bianche: Montrachet , Chevaliers e Bâtards per inginocchiarsi davanti a una bottiglia di Domaine de la Romanée-Conti Montrachet del 2005.

VENDEMMIA TURISTICA ISTRUZIONI PER FARLA

GRAZIE ALLE CITTA’ DEL VINO LA VENDEMMIA TURISTICA E’ ORA AUTORIZZATA IN ITALIA SECONDO ALCUNE PROCEDURE E CON QUALCHE ACCORTEZZA PER RENDERLA CONVENIENTE

 

 

 

vendemmia turistica come organizzarla correttamente

vendemmia turistica come organizzarla correttamente

Di Donatella Cinelli Colombini #wine destination 

Grazie al Protocollo elaborato dall’Associazione Nazionale Città del Vino e firmato il 12 luglio dal Presidente Radica e dall’Ispettorato Nazionale del Lavoro la vendemmia turistica è ora regolamentata in tutta Italia. Va riconosciuto un grande merito ad Angelo Radica e al suo board per aver agito tempestivamente e in modo appropriato su una materia che rischiava di creare seri problemi ai turisti e alle cantine.

Tutti i dettagli su questa normativa vengono illustrati dal Presidente delle Città del Vino in un capitolo specifico di questo manuale.

Io mi limiterò a spiegare alle cantine come organizzare l’accesso dei wine lovers nelle vigne nel momento della raccolta dell’uva traendo le indicazioni dal bellissimo corso  proposto da Marco Giuri e Daniele Borri rispettivamente esperti di legislazione e gestione della sicurezza.

COME ORGANIZZARE LA VENDEMMIA TURISTICA

Bisogna premettere che la vendemmia turistica non può essere organizzata estemporaneamente con i turisti che arrivano all’improvviso e acquistano un’esperienza di raccolta dell’uva.

Le cose da preordinare sono molte e in primo luogo l’individuazione di un “preposto” cioè del titolare o di un dipendente con autorità riconosciuta, buona formazione sull’azienda, sulla viticultura, l’antinfortunistica e il primo soccorso. In altre parole una laurea in lingue non basta, ci vogliono una piena padronanza dei luoghi, dell’argomento e dei possibili rischi di ogni singola attività acquisita nei corsi.  Ogni tutor può gestire un massimo di 8 turisti. Sia i preposti che i vendemmiatori turisti devono indossare un badge che li identifica.

VUOI COMPRARE UN VIGNETO? ECCO I PREZZI 2023

IL LISTINO PREZZI DEI VIGNETI ITALIANI OSCILLA DAI 2,5 MILIONI ETTARO DEL BAROLO AGLI 11 MILA DI ALCUNE PARTI DELLA SARDEGNA CON UNA MEDIA DI 84.000€

Piemonte vigneti di Canelli in primavera

Piemonte vigneti di Canelli in primavera

di Donatella Cinelli Colombini #winedestination

Secondo i dati UIV Unione Italiana Vini presentati all’ultimo Vinitaly, il vigneto d’Italia vale 56,5 miliardi di Euro  ed ha una superficie fra 637 e 674.000 ettari. Di questi 586mila ettari sono DOCG -DOC –IGT (dati ISTAT).
Il prezzo medio di un ettaro di vigna è 84.000€ cioè 4 volte (22,600€) il valore di una superficie uguale di terreno destinato ad altre produzioni agricole. in Italia la SAU superficie agricola utilizzabile ammonta a 12,5 milioni di ettari per i quali è stimato un valore complessivo di 262,5 miliardi di euro . La terra è un bene impossibile da aumentare e per questo ha sempre fatto gola agli investitori.
Bisogna ricordare tuttavia che le quotazioni sono enormemente diverse. Variano da oltre un milione per ettaro a qualche decina di migliaia di Euro. I prezzi più alti sono nella zona di Barolo e Barbaresco, in provincia di Bolzano, sulle colline di Conegliano e Valdobbiadene e a Montalcino. In Veneto la maggior concentrazione di vigneti costosi in Italia.

Salvo nel 2010-2011 le quotazioni sono sempre cresciute negli ultimi vent’anni: Montalcino +63%, Valdobbiadene +16%, da Caldaro +75%, Collio +50%, Etna +57%.

LA LINGUA DEL VINO E’ IL FRANCESE

CHI SI OCCUPA DI COMMERCIALIZZARE IL VINO RIDE PERCHE’ LA LINGUA DEL BUSINESS E’ L’INGLESE MA PER ENOLOGI E AGRONOMI LA LINGUA DA STUDIARE E’ IL FRANCESE

Jean Louis Chave vigneron Cotes du Rhone Ermitage grands crus

Jean Louis Chave vigneron Cotes du Rhone Ermitage grands crus

di Donatella Cinelli Colombini #winedestination

E curioso ma alcune discipline hanno una lingua prediletta, l’archeologia ha il tedesco, il digitale l’inglese, la lirica l’italiano …. E il vino parla francese. Forse perché le prime grandi scoperte, da Louis Pasteur in poi, sono avvenute in Francia e le cantine di quella nazione detenevano il monopolio dei vini di lusso fino a 50 anni fa. La forza dei francesi è tuttora evidente nel prestigio delle loro bottiglie che si traduce in valore economico. Nel 2022 il prezzo al litro del vino italiano esportato era di 3,5€ mentre quello francese aveva una media di 8,7€. Una forbice che non può essere spiegata con la qualità intrinseca ma diventa comprensibile considerando che due terzi del valore percepito del vino dipende da elementi immateriali e simbolici quali il posizionamento commerciale e l’alone di ricchezza che circonda le bottiglie degli châteaux.
Du questa polvere di stelle fa parte anche il vocabolario come ha mostrato William Pregentelli nel suo glossario da cui Trebicchieri del Gambero Rosso ha tratto i termini francesi. Qui troverete un riassunto del riassunto con qualche aggiunta personale

MADAME CLICQUOT LO CHAMPAGNE SONO IO

Barbie Nicole Ponsarden la mitica Veuve Clicquot in un romanzo di Adriana Assini che ci fa vivere la storia di una donna straordinaria e innovatrice

Madame Clicquot Lo Champagne sono io di Adriana assini presentato da Donatella Cinelli Colombini

Madame Clicquot Lo Champagne sono io di Adriana assini presentato da Donatella Cinelli Colombini

di Donatella Cinelli Colombini  #winedestination

Lei è la vera capostipite delle Donne del Vino, Barbie Nicole Ponsarden la rivoluzionaria che, per prima diventa protagonista nel mondo, tutto maschile, del vino di lusso. Rivoluziona anche lo Champagne perché nella sua maison viene inventata la “table de remuage” che permette di togliere i sedimenti al vino e la tipologia rosè.
Adriana Assini, nel suo bellissimo romanzo storico, intitolato Madame Clicquot ( pp. 226 € 16,90) ci fa vivere accanto a questa donna incredibile per tutta la sua lunga vita. Con una tecnica descrittiva quasi pittorica, ci introduce nei salotti, nelle cave e nei vigneti dello Champagne, Sono gli anni turbolenti delle guerre napoleoniche e della restaurazione. Le donne non possono neanche aprire autonomamente un conto in banca.

LO CHAMPAGNE SONO IO

Barbie nasce nel 1777 a Reims da un barone liberale ma decisamente opportunista, non è bella ma ha una vitalità trascinante. A 21 anni sposa François Clicquot erede di un’agiata famiglia che produce tessuti e vino ma, sei anni dopo, rimane vedova. Giovanissima, sfidano il perbenismo del tempo, prende le redini dell’azienda del marito defunto la espande anche aggirando l’embargo di Napoleone contro la Russia.

AUTHENTICITY LA NUOVA KEYWORLD DEL VINO DEI GIOVANI

L’autenticità come bisogno di esprimere sé stessi in modo creativo. Autenticità come ricerca del diverso. Nel vino diventa purezza ma esprime lo stesso sentiment

 

 

Authenticity indagine Grom sul sentiment dei giovani

Authenticity indagine Grom sul sentiment dei giovani

di Donatella Cinelli Colombini #winedestination

Roberto Scalon, Professore di Sociologia all’Università di Torino, descrive il bisogno dei giovani come << desiderio di autenticità come tensione creativa ….. come intenzione di fare della vita la propria personalissima opera d’arte>> perché nell’ <<etica moderna più del cosa conta il come>>

AUTHENTICITY UN BISOGNO COLLETTIVO E GIOVANE

Di autenticità e giovani aveva parlato anche il Papa nel 2021 invitando a non rimanere vittima delle apparenze, delle convenienze e delle paure <<cari giovani! Siate liberi, autentici, siate coscienza critica della società…Abbiate la passione della verità>>
Oscar di Montigny nel suo podcast spiega le tribù transnazionali su cui si sta strutturando la società attuale. Sono i giovani “cittadini del mondo” che vivono in modo problematico il rapporto fra cittadini e società nell’epoca dei social network. Giovani che cercano spazi di autenticità creativa per esprimere loro stessi reagendo alla civiltà dell’immagine appiattisce le cose alla loro superficie esterna, si tratta del web 3.0.

Il tramonto del sogno di realizzare il benessere mondiale attraverso la globalizzazione ha condotto, la generazione più giovane, a un neo-localismo e a una reinterpretazione del valore delle cose attraverso un nuovo codice etico basato sull’ambiente, l’inclusione e la diversità.

HUB ENOTURISTICI COSA SONO E A COSA SERVONO (2)

GLI SPETTACOLARI HUB ENOTURISTICI FRANCESI E QUELLO SPAGNOLO PIU’ PICCOLO MA AFFIANCATO DA UN PIANO NAZIONALE DI GRANDE RESPIRO. L’ITALIA HA COMPETITOR ESTERI FORTI

 

HUB enoturistici Beaune Cité des climats et vins de Bourgogne

HUB enoturistici Beaune Cité des climats et vins de Bourgogne

di Donatella Cinelli Colombini #wine destination #wine tourism 

GLI HUB ENOTURISTICI FRANCEESI IN BORGOGNA E A BORDEAUX

Per capire l’importanza degli HUB del vino è bene andare a vedere i musei inaugurati in Borgogna la scorsa primavera. Il progetto è stato completamente inaugurato a giugno con il nome di Cité des climats et vins de Bourgogne ed ha tre sedi Macon, Chablis e Beaune. Il nome fa riferimento ai 1.247 “climats”, Patrimonio Unesco dal 2015 e modello di agricoltura sostenibile per il mondo intero. Le strutture museali hanno un calendario di eventi  comprensivi di percorsi di visita multisensoriali, visite guidate, mostre fotografiche, degustazioni di vini, incontri con i produttori e assaggi di eccellenze agroalimentari, animazioni e incontri con artigiani locali. Il museo di Beaune, con spettacolari rampe circolari che ricordano il Guggenheim di New York ospiterà anche una scuola di formazione sui vini di Borgogna. E’ costato 22,5 milioni di Euro e dovrebbe richiamare oltre 120mila visitatori all’anno. I musei del vino borgognoni non sono i primi in Francia perché a Bordeaux, nel 2016, è stata inaugurata la Cité du Vin , un gigantesco decanter in metallo che ha già accolto 1.500.000 visitatori e che il National Geographic ha messo al 7° posto fra i migliori musei del mondo.

HUB ENOTURISTICI COSA SONO E A COSA SERVONO (1)

LE GRANDI ATTRAZIONI DEL VINO CON LA LORO VISIBILITA’ RICHIAMANO  MIGLIAIA  DI WINE LOVERS NEL TERRITORIO MA FANNO ANCHE CONOSCERE E CAPIRE LA DENOMINAZIONE

Tempio-del-Brunello-Montalcino

hub enoturistici italiani Tempio-del-Brunello-Montalcino

Di Donatella Cinelli Colombini #wine destination

Gli Hub enoturistici sono le stelle più luminose dell’enoturismo, grazie alla loro maggiore visibilità spostano grandi flussi di appassionati che poi vanno a visitare cantine e vigneti nella stessa zona. Hanno la capacità di accrescere la conoscenza di una denominazione proponendo esperienze e corsi ad esso dedicati e rinnovano la sua immagine con nuove modalità e nuovi argomenti, ma soprattutto puntano sugli appassionati restringendo il target dei visitatori e motivati a conoscere e comprare i vini del territorio. Gli Hub del vino hanno quindi un effetto tonico sulle denominazioni in cui si trovano e sulle cantine turistiche in esso presenti.

GLI HUB ENOTURISTICI ITALIANI PRIVATI

Dobbiamo considerare almeno due tipologie di HUB enoturistici: quelli privati e quelli pubblici o collettivi. I primi hanno finalità più indirizzate sul proprio brand, ma lo stesso effetto propulsivo, degli altri,  sui territori in cui si trovano.

OFFERTA: DUE GRANDI DOCG PREMIATE A LIVELLO INTERNAZIONALE

 

3 bottiglie Brunello di Montalcino DOCG 2018 BIO “selezione Prime Donne” e 3 bottiglie Chianti Superiore DOCG 2020 BIO al prezzo di 179 € direttamente a casa

Per l’autunno una proposta di due vini rossi premium, apprezzati dai wine critics di tutto il mondo

La nuova proposta include due vini di Donatella Cinelli Colombini, uno per fatto

Offerta agosto: 3 Chianti superiore 2020, 3 Brunello di Montalcino progetto Prime Donne, una wine skin e un cavatappi personalizzato

Offerta agosto: 3 Chianti superiore 2020, 3 Brunello di Montalcino progetto Prime Donne, una wine skin e un cavatappi personalizzato

ria: Il Chianti Superiore DOCG 2020 della Fattoria del Colle e il Brunello di Montalcino Progetto Prime Donne DOCG 2018 del Casato Prime Donne. Due vini motivo di orgoglio per le cantine di Donatella!

Tutte e due le produzioni sono limitate a poche bottiglie. Sono vini di grande piacevolezza, versatilità ed eleganza toscana. Insieme alle bottiglie troverete una wine skin ovvero un packaging in mille bolle per proteggere le vostre bottiglie nel caso le portiate in valigia ,e un cavatappi, tutti e due personalizzati.

 

 

 

OFFERTA PER I SOCI DEL CLUB DI DONATELLA

3 bottiglie Chianti Superiore DOCG 2020 bio

e

3 bottiglie Brunello Prime Donne 2018 bio

1 wine skin personalizzata

1 cavatappi personalizzato

 

Prezzo di 179,00 Euro (invece di  210,50 Euro)

Sconto di 15 Euro sulla spedizione

                                                                       
Cinelli Colombini
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