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I SOMMELIER E IL TURISMO DEL VINO

Simone Franceschi, direttore de Il Sommelier Magazine, intervista Donatella Cinelli Colombini sul turismo del vino e il ruolo dei Sommelier nelle cantine turistiche

 

Sommelier-Fisar-Donatella Cinelli Colombini-Fattoria-del-Colle

Sommelier-Fisar-Donatella Cinelli Colombini-Fattoria-del-Colle

1) Ai nostri giorni il turismo enologico è un segmento in forte ascesa e uno dei più dinamici all’interno del settore. Lei è stata una pioniera in questo campo, ha fondato il Movimento del turismo del vino ed ha inventato il format delle ‘Cantine Aperte’. Come le è venuta l’idea?

Avevo fatto un sondaggio con un questionario diretto ai visitatori delle cantine dell’associazione VIDE – Vitivinicultori italiani di eccellenza. Le 200 risposte erano state elaborate dalla Professoressa Magda Antonioli Corigliano dell’Università Bocconi facendoci scoprire un personaggio sconosciuto, il wine lover che visitava le regioni del vino in cerca di bottiglie eccellenti. Un personaggio non influenzabile attraverso i normali canali di comunicazione come giornali e TV ma sensibile al passaparola. Quindi bisognava portare fisicamente in cantina quelli che sarebbero diventati il primo anello della catena bocca – orecchio. Per questo, domenica 9 maggio 1993, convinsi 100 colleghi amici della Toscana ad aprire contemporaneamente le porte delle loro aziende creando la giornata “cantine aperte”. Mi seguirono per amicizia così come i giornalisti scrissero e parlarono per amicizia. A quel tempo c’erano, in Italia, solo 25 cantine aperte al pubblico e il turismo del vino era un sogno. Oggi le cantine accessibili tutto l’anno sono 25.000

 

INNAFFIARE CON ACQUA E ALCOL

SECONDO L’UNIVERSITA’ DI OXFORD INNAFFIARE LE VITI CON ACQUA E ETANOLO AL 10% POTREBBE RIDURRE GLI EFFETTI DELLA SICCITA’.  PRO E CONTRO

 

University-of-Oxford-innaffiare-con-acqua-e-alcol

University-of-Oxford-innaffiare-con-acqua-e-alcol

di Donatella Cinelli Colombini

Le sperimentazioni sono avvenute su riso, grano e crescione all’Università di Oxford e hanno dato esiti sorprendenti. Le piante innaffiate con acqua e alcol diluito al 5%, 10%, 20% sono sopravvissute meglio alla mancanza d’acqua rispetto a quelle bagnate con acqua pura.

 

A OXFORD LA SCOPERTA DEGLI EFFETTI DELL’INNAFFIAMENTO CON ACQUA E ALCOL

Detto così,  sembra un’alterazione preoccupante della natura e ricorda la tragedia della mucca pazza quando alimentando i bovini con carne di pecora essi sviluppavano una malattia che passava nell’uomo attraverso la loro carne. Anche in quel caso gli scienziati, ideatori del nuovo tipo di alimentazione animale, non avevano previsto i suoi tragici effetti.

Frances Mayes – Un posto nel mondo da chiamare casa

Frances Mayes dedica il suo nuovo libro a Cortona “A Place in the World: Finding the Meaning of Home” e spera di ripetere il successo di Under the Tuscan Sun

 

Frances Mayes

Frances Mayes

di Donatella Cinelli Colombini

Ho conosciuto Frances Mayes circa vent’anni fa quando Marco Molesini, il proprietario dell’enoteca di Cortona che porta il suo nome e vende vini pregiati in tutto il mondo, la portò al Casato Prime Donne a Montalcino. Lei era già un mito e il suo libro Under the Tuscan Sun era rimasto nelle classifiche dei più venduti in USA per due anni. Un fenomeno letterario di portata mondiale con oltre 25 milioni di copie vendute. Grazie a lei il paese di Cortona diventò una delle mete cult dei ricchi statunitensi e in generale tutta la campagna toscana acquistò un nuovo fascino. La moda di comprare una villa nella mia regione fu letteralmente alimentata dai suoi libri.

 

FRANCES MAYES PRIMA DONNA 2007 LASCIA LA SUA DEDICA A MONTALCINO

Anche per questo nel 2007 fu assegnato a Frances Mayes il Premio Casato Prime Donne e lei ha dettato una splendida dedica ancora oggi esposta all’ingresso della mia cantina di Montalcino accanto all’opera “Famiglia” di Orlando Orlandini. << Il prossimo passo–forse un momento di svolta.

255MILA AZIENDE AGRICOLE CON VIGNETO

UNA MEDIA DI 2,5 ETTARI VITATI NELLE IMPRESE AGRICOLE ITALIANE CON VIGNETO CON UNA CRESCITA DEL 174% SUL 2000. LE SUPERFICI MEDIE PIU’ GRANDI IN FRIULI E LOMBARDIA

 

225mila-aziende-agricole-con-vigneto-in-Italia

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Di Donatella Cinelli Colombini

In vent’anni hanno finito di esistere mezzo milione di imprese agricole con vigna. Pian piano finisce la generazione dei piccoli agricoltori che coltivavano la terra ereditata dai genitori più per passione che per profitto. I loro figli spesso preferiscono vendere a chi pratica l’agricoltura come mestiere e questo porta ad una progressiva crescita dimensionale delle imprese. Ecco che il censimento del 2020 indica in 2,5 ettari la superficie media del vigneto. Si tratta di dimensioni  ancora piccole ma tre volte superiori rispetto a quelle registrate dal rilevamento del 2000 (+174%). Nel Nord Italia la media dei vigneti è di 3,5 ettari e in Friuli Venezia Giulia sale a 5,5 ettari, 4 in Lombardia e 3,8 in Veneto dove è avvenuta la crescita maggiore.

 

Il vino etrusco di Francesco Mondini

Il vino toscano come 2500 anni fa nasce da uve biodinamiche in anfore interrate. Un esemplare di vino etrusco della cantina Rasenna è al British Museum

 

Album-Rasenna-in-Tuscany-vino-etrusco

Album-Rasenna-in-Tuscany-vino-etrusco

DI Donatella Cinelli Colombini

 

Francesco Mondini, produttore di Arezzo, nell’azienda agricola Bio Tarazona Miriam, ha ricostruito il vino etrusco. Si tratta di una serie di 500 esemplari all’anno venduti a 70€ a bottiglia. Nasce da una sperimentazione durata 14 anni sulle pendici delle Foreste Casentinesi. Tutto parte da alcuni archeologi, tra cui il Prof. Maurizio Pellegrini direttore didattico del Museo di Villa Giulia in Roma. A loro si affiancarono i geologi, per capire le specificità del terreno, gli agronomi che resero possibile produrre in modo biologico e biodinamico ed infine l’enologo Guido Fatucchi.
Il creatore del progetto, Francesco Mondini, ha la fortuna di avere duemila metri quadrati di vigneti molto antichi, in parte centenari e in parte piantati 70 anni fa da suo nonno, dove Francesco coltiva vitigni Sangiovese, Canaiolo, Ciliegiolo, Albana e Trebbiano e Malvasia in un perfetto equilibrio naturale. Un’armonia chiamata “Permacultura”.

 

SARANNO FAMOSI NEL VINO 3-4 DICEMBRE

FIRENZE – STAZIONE LEOPOLDA: IN PASSERELLA 124 CANTINE E VINI NATI DA POCO MA DESTINATI A UN GRANDE FUTURO. DEGUSTAZIONI, ESPERIENZE, SCOPERTE E APPRENDIMENTO

 

Saranno-Famosi-nel-Vino-Stazione-Leopolda-Firenze-3-4-dicembre 2022

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E’ un evento che rivoluziona lo schema classico degli appuntamenti del vino incentrati sui “soliti noti”. Saranno Famosi nel Vino è quasi un talent show di emergenti dell’enologia italiana: cantine sorte negli ultimi anni o vini creati nelle ultime 5 vendemmie.
Dal 3 al 4 dicembre, i nuovi wine lover che hanno lo spirito degli esploratori, potranno scoprire e in molti casi comprare, dei piccoli gioielli in bottiglia.

 

PARTECIPIAMO CON LO SPUMANTE BRUT ROSE’ METODO CLASSICO

Io partecipo con lo Spumante Brut Rosè metodo classico prodotto con le uve di Sangiovese, della Fattoria del Colle, nella vendemmia 2018 in sole 1.433 bottiglie. Una bollicina da tutto pasto, creata per accompagnare il tartufo bianco delle Crete Senesi in cui si mischiano la freschezza degli spumanti italiani all’intensità gustativa delle bolle a lungo affinamento.

 

ALBINO RUSSO – COOP – CI RACCONTA GLI ITALIANI

Finisce il mito della globalizzazione, della democrazia, del libero mercato, della scienza come ricette del benessere del mondo. Slowbalisation: ripensare la globalizzazione

 

rapporto-coop-2022

rapporto-coop-2022

di Donatella Cinelli Colombini

Una lettura dura ma lucida della Slowbalisation, il cambiamento enorme che è davanti ai nostri occhi. La fine dei miti del secolo breve: globalizzazione, democrazia, libero mercato, ricerca scientifica.

 

LA CRISI DELLA GLOBALIZZAZIONE E DELLA DEMOCRAZIA

Con il Covid e la guerra, la globalizzazione ha mostrato tutti i suoi limiti. Interi comparti produttivi bloccati da una geografia delle materie prime e dei distretti industriali che non dialogano più e questo fa crescere la fame e la povertà.

I DONI DELL’ENOTURISMO AL VINO ITALIANO (2)

15 milioni di visitatori delle cantine italiane da trasformare in destinatari delle offerte. I winery Hotel come vetrina dell’enologia italiana. Vediamo come

 

WINERY-HOTEL-STOCCOLMA-SOFIA-RUHNE

WINERY-HOTEL-STOCCOLMA-SOFIA-RUHNE

di Donatella Cinelli Colombini

Durante il covid, l’obbligo di prenotare l’esperienza in cantina, ha creato l’abitudine a fissare in anticipo la visita con degustazione. Un tempo lo facevano solo i gruppi ma ora si tratta di un comportamento diffuso anche fra i turisti privati. Spesso il contatto è online mediante il cellulare o il PC e questo permette di registrare messaggi e e-mail del cliente con una procedura abbastanza veloce. Altro strumento per ottenere i contatti del visitatore è l’offerta del WiFi gratuito in cantina in cambio di una liberatoria alla registrazione.
Con gli stranieri che si fanno spedire il vino a casa ottenere i contatti è ancora più facile. Ovviamente bisogna ottemperare alle norme sulla privacy e possibilmente profilare il cliente in base a ciò che compra. Due elementi che, fin ora, frenavano la raccolta dei contatti a causa della reazione negativa dei clienti in fila davanti alla cassa. Forse bisogna aggirare l’ostacolo, usare i sistemi descritti sopra, ma anche usare meglio gli strumenti di pagamento: collegare la cassa al lettore del codice a barre delle bottiglie e digitare gli indirizzi mail dei clienti. Il CRM profilerà il visitatore e svilupperà i contatti successivi.

 

I DONI DELL’ENOTURISMO AL VINO ITALIANO (1)

Donne, follower e alberghi a tema. Questi sono i doni che l’enoturismo può dare alle cantine italiane e che possono incrementare di molto il business

 

Doni-de-turismo-del-vino-al-vino-_CasatoPrimeDonne-maggiore-ruolo-delle-donne

Doni-de-turismo-del-vino-al-vino-_CasatoPrimeDonne-maggiore-ruolo-delle-donne

Donatella Cinelli Colombini

Per la seconda volta sono stata invitata al Wine Tech Symposium di Divinea quest’anno a Milano alla metà di novembre. Il mio contributo si è concentrato sull’apporto che l’enoturismo può dare al vino italiano e qui vi presento i 3 “doni” della wine hospitality al wine business.

 

I DONI DEL TURISMO DEL VINO AL VINO: LE PROFESSIONISTE E LE CONSUMATRICI DONNE

L’incoming del vino ha contribuito alla crescita di interesse verso il vino del gentil sesso. In realtà non è una cosa nuova, l’80% del vino mondiale è comprato da donne ma si tratta soprattutto di bottiglie per consumo quotidiano. Il 55% dei consumatori abituali di vino italiani sono donne. Ma la novità recente è il ruolo protagonista che le signore stanno assumendo anche nel segmento premium e superpremium, circostanza questa che deriva anche dalla crescita della percentuale femminile fra i visitatori delle cantine.

LA FRANCIA DEL VINO

La Francia è sicuramente il Paese del vino più prestigioso e più ricco. 5° produttore mondiale d’uva, 2° produttore di vino e 1° nei fatturati e nell’export

 

Turismo-del-vino-in-Francia-Alsazia-Hugel & Fils

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di Donatella Cinelli Colombini

L’Italia non è mai riuscita ad avvicinarsi alla montagna di Euro prodotti dal vino d’oltralpe. Il valore mondiale della produzione enologica è francese per il 35%, l’Italia ha il 18% del totale seguita da Stati Uniti con l’11% e Spagna e Australia rispettivamente con il 6 ed il 4%.

 

UVA, VINO E WINE BUSINESS NEL MONDO

Se invece guardiamo il vino prodotto la torta mondiale mette al primo posto l’Italia (19%) e poi la Francia (18%), Spagna (15%) e Usa (9%). Confrontando le due statistiche è facile capire che la Francia raddoppia il valore della sua produzione mentre questo non avviene in nessuno degli altri Paesi.
La terza immagine riguarda la ripartizione mondiale dei produttori d’uva da tavola e da vino. Al primo posto la Cina con 14 milioni di tonnellate seguita dall’Italia con 7,9 e dagli Stati Uniti 6,2. Seguono Spagna 5,7 e Francia 5,4 e poi sorprendentemente Turchia e India. 

Ambrogio Vallo avvocato wine blogger

Un avvocato che si batte per la terra dei fuochi e gli ultimi trova nell’enogastronomia uno strumento di riscatto della sua terra e di riscoperta di sé

 

Ambrogio-Vallo-avvocato-wine-blogger

Ambrogio-Vallo-avvocato-wine-blogger

intervista di Donatella Cinelli Colombini

La parola che ripete più spesso è “naturale” quasi un mantra che ha guidato le sue scelte umane e professionali di giovane avvocato impegnato nella denuncia del disastro ambientale e sociale della terra dei fuochi. La sua passione per l’enogastronomia nasce proprio da lì, dalla costatazione del danno prodotto dal degrado all’immagine della Campania e dalla voglia di riscattarlo.

 

DA AVVOCATO PALADINO DEGLI ULTIMI AD APPASSIONATO DI ENOGASTRONOMIA

Questa in sintesi la storia di Ambrogio Vallo, nato a Caserta nel 1980, laureato in legge a Napoli, padre di due figli ai quali ha già iniziato a insegnare il gusto del cibo autentico e tradizionale.

ESSERE SOMMELIER E’ DIFFICILE SE NASCI LONTANO DALLE VIGNE

Chi nasce nei territori del vino assorbe la cultura enologica fino dalla giovinezza ed è avvantaggiato nel diventare Sommelier e nel lavorare come Sommelier

 

Paolo-Basso-campione-del-mondo-sommelier-al-Casato-Prime-Donne

Paolo-Basso-campione-del-mondo-sommelier-ASI-al-Casato-Prime-Donne

di Donatella Cinelli Colombini

C’è un diverso punto di partenza fra chi impara a distinguere vitigni e denominazioni perché ci vive in mezzo rispetto a chi inizia a interessarsi al vino in un Paese dove non esiste una cultura enologica. Ovviamente c’è un altro aspetto da considerare: diventare Sommelier in Italia o in Francia offre maggiori prospettive di lavoro rispetto a chi lo diventa in zone dove il vino non è protagonista.

 

DIVENTARE SOMMELIER E’ PIU’ FACILE NEI PAESI PRODUTTORI DI VINO

Per esempio in Sud Africa, Paese produttore di vino dove il turismo è il secondo comprato per occupati, essere Sommelier accresce enormemente le prospettive di trovare un lavoro. I Sommelier sono anche critici, formatori, consulenti per importatori, oppure commercianti di vino.

 

Cocktails e hard seltzer piacciono più del vino?

Hard seltzer e altre bevande poco alcoliche frizzanti e fruttate, così come le lattine energizzanti piacciono ai giovani USA più del vino

 

Tendenze-USA-nei-consumi-di-Vino-e-altre-bevande

Tendenze-USA-nei-consumi-di-Vino-e-altre-bevande

di Donatella Cinelli Colombini

I primi segnali di un cambiamento nello stile di consumo arrivano dagli USA e aggiungono incertezza ad un quadro già pieno di incognite: clima impazzito, costo energia e trasporti alle stelle, manodopera introvabile, inflazione …. I nuovi competitori del vino sono i così detti “better for you” cioè le bevande sane come quelle Low-Alcohol, con poche calorie e poco zucchero.
Il “Beverage Alcohol Defies CPG Trends” fatto per Iri ci mostra una serie di dinamiche su cui vale la pena porre attenzione.

 

Benvenuto Brunello e AgrieTour con grandi emozioni

Benvenuto Brunello diventa il Brunello Day con eventi a Montalcino, Londra, Toronto, New York e Los Angeles e AgrieTour ad Arezzo premia Donatella

 

Benvenuto-Brunello-2022-con-assaggio-del-Brunello-Prime-Donne-2018-BIO

Benvenuto-Brunello-2022-con-assaggio-del-Brunello-Prime-Donne-2018-BIO

Un autunno intenso per il vino toscano con Benvenuto Brunello che si allunga dall’11 al 21 novembre ed ha il suo giorno clou il 17 quando il brindisi in anteprima della nuova annata 2018 avverrà contemporaneamente in cinque città del mondo cioè Londra, Toronto, New York, Los Angeles e Montalcino. Non vi stupite se dico che Montalcino è città. Ha questo titolo dalla metà del Quattrocento (1462) e ne ha avuto la conferma proprio pochi mesi fa con un decreto del Presidente della Repubblica.

 

BENVENUTO BRUNELLO 2022 DIVENTA INTERNAZIONALE CON IL BRUNELLO DAY

Il calendario di Benvenuto Brunello scandisce la degustazione della nuova annata 2018 dividendo i giorni per operatori, stampa, wine lover e persino per i produttori di Montalcino che potranno degustare i vini dei colleghi traendone spunti di riflessione. La cena di gala è stata preparata dalla chef Valeria Piccini del ristorante Da Caino a Montemerano due stelle Michelin che ha studiato il menù in base ai prodotti del territorio e soprattutto al tartufo bianco.

GRANDI INCENDI E ODORE DI FUMO NEL VINO

I grandi incendi in California, Australia e Bordeaux e l’ “odore di posacenere” smoke taint nel vino. Probabilmente Bordeaux ha salvato la sua vendemmia 2022

 

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Di Donatella Cinelli Colombini

L’odore di fumo, che spesso viene chiamato “di posacenere” è diventato un serio problema per i produttori di California, Australia del Sud e, da questa estate, di Bordeaux. L’enorme dimensione degli incendi ha allarmato moltissimo anche per i suoi effetti sulla qualità del vino.

 

COME SI FORMA L’ODORE DI FUMO NEL VINO

Infatti quando i vigneti sono in prossimità degli incendi, foglie e frutti assorbono il fumo. Questo sgradevole odore si lega alle molecole di zucchero attraverso la glicosiltransferasi, una proteina che agisce come un biocatalizzatore. Questo legame rende solubili le molecole di zucchero con odore di fumo.

                                                                       
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