Vino, studi, news, gossip

Sex appeal: cresce con la birra e col vino 

In Australia un’indagine rivela che consumando alcool i maschi sono più attratti dalle donne, invece in Italia sembra che il maggior effetto sia sulle donne

 

Karl Kruszelnicki-consumo-d'alcool-e-sex-appeal

Karl Kruszelnicki-consumo-d’alcool-e-sex-appeal

di Donatella Cinelli Colombini

Fra le 10 maggiori notizie 2021 sul mondo delle bevande The Drinks Business inserisce quella degli occhiali da birra.
Nella lista ci sono eventi clamorosi come la più costosa acquisizione della storia – la cantina Ste Michelle Wine Estate – pagata 1,2 miliardi di Dollari, e la maggiore fusione di Champagne del XXI° secolo con la nascita di un gruppo da 24 milioni di bottiglie (CRVC-Champagne Castelnau e Centre Vinicole-Champagne Nicolas Feuillatte). C’è anche la confutazione, da parte del The International Journal of Epidemiology, dello studio del 2018, pubblicato su The Lancet, in cui si affermava che “non esiste un livello sicuro di consumo di alcol”. Studio che purtroppo è stato preso per buono dall’Unione Europea.

 

OCCHIALI DA BIRRA EFFETTO DEL CONSUMO DI ALCOL SUI MASCHI AUSTRALIANI

Ma torniamo agli occhiali da birra. La notizia non è di grande rilievo ma il video che la riguarda ha fatto il giro del mondo. Mostra il noto divulgatore scientifico australiano, Dottor Karl Kruszelnicki che spiega come l’alcol cambi il sex appeal e le relazioni fra le persone.

TURISTA DEL VINO ITALIANO

Identikit del turista del vino italiano: giovane, donna, amante dello smartphone, desiderosa di assaggiare ottimi vini e cibi. Winedering ce li presenta

 

Winedering-identikit-degli-enoturisti-italiani

Winedering-identikit-degli-enoturisti-italiani

di Donatella Cinelli Colombini

Winedering, il portale che commercializza online il maggior numero di esperienze in cantina -1200- prevede un 2022 ancora polarizzato su periodi di altissimo afflusso e di fermo totale. Una situazione che, lo scorso anno, ha messo in difficoltà anche le aziende più attrezzate perché accorciando la stagione turistica diventava difficilissimo trovare e formare gli addetti all’accoglienza.

Ecco che Stefano Tulli e Denis Seghetti, i cofondatori di Winedering hanno deciso di estrapolare dal loro portale di prenotazioni, un sottoinsieme profilato di 23.000 sessioni web relative al 2021 e attraverso di esse ha dato un profilo al visitatore della cantine italiane che, come tutti sappiamo, è nella stragrande maggioranza dei casi un connazionale.

turisti-del-vino-in-italia-giovani-donne-amanti-dello-smatphone-e-del-cibo

turisti-del-vino-in-italia-giovani-donne-amanti-dello-smatphone-e-del-cibo

Il turismo del vino estero, infatti, sta lentamente ritornando ma, a causa del covid, è ancora una rarità.
Ed ecco l’identikit del turista del vino 2021 che probabilmente busserà alla porta delle nostre cantine anche il prossimo anno:

 

L’ENOTURISTA E’ GIOVANE

Il 32% dei visitatori delle cantine italiane ha un’età fra i 25 ed i 34 anni. Tuttavia l’indice di conversione fra il contatto e la prenotazione è tanto più alto quanto minore è l’età degli utenti. Va comunque considerato che la capacità di spesa dei visitatori millennials è bassa e questo li orienta su esperienze enoiche di minori costo e anche su uno shopping di bottiglie più contenuto. La necessità di pagare online potrebbe spiegare la maggior presenza dei giovani. Infatti i nostri connazionali, specialmente gli over 40, sono restii e poco abituati a questo genere di transazioni. Non è una fobia irrazionale ma alimentata dalle truffe di cui spesso parlano giornali e telegiornali.

 

I VINI MIGLIORI SONO SOLO PER I RICCHI?

Chi è, come usa e perché compra, l’acquirente di bottiglie che costano 21.659 € l’una? Inoltre come fanno ad assaggiarle i wine expert e i wine lovers?

 

Domaine-de-la-Romanée-Conti-Romanée-Conti-Grand-Cru-tra-i-vini-più-cari-del-mondo

Domaine-de-la-Romanée-Conti-Romanée-Conti-Grand-Cru-tra-i-vini-più-cari-del-mondo

Di Donatella Cinelli Colombini

Un interessantissimo articolo di Andrea Gabbrielli su Trebicchieri settimanale economico del Gambero Rosso, esamina la corsa dei prezzi dei vini “da investimento”. Secondo Wine Searcher – superportale neozelandese con i listini delle rivendite di tutto il mondo – la bottiglia con i migliori punteggi della critica costa 13.818€ (Domaine Leroy Chambertin Grand Cru, giudicato 98/100) e non è la più cara.

 

I VINI PREGIATI PIU’ CARI DEL MONDO

Fra i TOP 10 c’è Romanée-Conti Grand Cru (97/100), che ha un prezzo medio di 21.659€ e la Domaine Leroy Musigny Grand Cru (98/100) che costa 37.536€.

Monica-Larner-e-Donatella-CinelliColombini-degustazione-WineAdvocate-RobertParker-2019-a-Zurigo

Wine-Advocate-wine-tasting-Monica-Larner-e-Donatella-CinelliColombini-degustazione-WineAdvocate-RobertParker-2019-a-Zurigo

Anche mettendo insieme un gruppo di amici è difficile immaginare di raccogliere abbastanza denaro per bersi a cena un vino con questo prezzo.

Del resto wine makers geniali come il compianto Henry Jayer oppure fatine come Madame Lalou Bize-Leroy, conosciuta come la “Regina di Borgogna” e considerata la donna più potente del mondo nel mercato dei fine wines, mica nascono tutti i giorni. Quest’anno compie 90 anni e, secondo me, in Borgogna, pregano ogni giorno perché sia immortale.

Se andiamo a vedere Liv-ex, borsino online dei fine wines, ci accorgiamo che in un anno, a causa di aste sempre più stellari, quel mercato si è apprezzato del 23%.

 

LE ASTE DEI VINI E IL MERCATO DEI COLLEZIONISTI CHE METTONO LE BOTTIGLIE IN CASSAFORTE

Nelle aste dei vini da investimento sono transitati 41 milioni di Euro che sono andati per la stragrande maggioranza a vini della Borgogna. La cosa incredibile è che i prezzi sono aumentati perché le bottiglie sono troppo poche rispetto alla domanda. A comprare non ci sono solo i Lord inglesi e i magnati americani che tradizionalmente bevono queste bottiglie, ma anche i milionari russi e cinesi o i semplici speculatori che le tengono in cassaforte per rivenderle a prezzo più alto. Vini che verranno bevuti fra 30 e più anni quando la probabilità di perseguire i venditori per eventuali problematiche è ormai “prescritta”.

Claudio Piras e la cantina di nonno Emilio

Inizia catalogando le bottiglie ereditate dal padre e poi scopre che c’è chi ama leggere le sue descrizioni. Comincia così la storia di un wine blogger per caso

 

di Donatella Cinelli Colombini

Claudio-Piras-La-cantina-del-nonno-Emilio-con-i-vini-di-Donatella-Cinelli-Colombini

Claudio-Piras-La-cantina-del-nonno-Emilio-con-i-vini-di-Donatella-Cinelli-Colombini

Quando pensiamo a un wine blogger ci viene in mente una donna molto bella oppure un giovane aitante che si fanno fotografare in modo inconsueto con bottiglie, botti e vigneti.
Invece Claudio Piras è un signore piemontese che veste in modo formale, lavora in banca ed ha tre figli già grandi. Se parlassimo di cinema potremmo chiamarlo un “antidivo” perché è una persona riservata, gentile che non cerca di farsi notare e non mostra neppure una gran voglia di apparire.
Proprio questo mi ha incuriosito e mi ha spinto a conoscere meglio questo wine blogger “per caso” con 22.000 followers su Instagram <<io le mando il vino ma lei mi conceda un’intervista>> gli ho detto e lui ha accettato.

 

CLAUDIO PIRAS CATALOGA LE BOTTIGLIE DEL PADRE, LE POSTA E SCOPRE CHE LE SUE DESCRIZIONI PIACCIONO

Prima di tutto il nome la_cantina_di_nonno_Emilio. Poi la presentazione su Instagram: Claudio Piras Blogger Benvenuti nella mia cantina🍷. Ho da sempre la passione per il buon vino tramandatami da mio padre e vorrei aprire a tutti le porte della mia cantina.🍷

Claudio-Piras-La-cantina-del-nonno-Emilio

Claudio-Piras-La-cantina-del-nonno-Emilio

Una semplicità e un modo molto diretto che dice molto sul personaggio.
Nonno Emilio è in realtà suo padre <<perché alla sua morte i miei figli erano già nati. Lo chiamavano nonno per cui tutti, in famiglia, lo chiamavano così>>. Claudio mi parla dei suoi veri nonni arrivati dalla Sardegna <<quando vado in vacanza sull’isola e vedo le insegne dei negozi con il mio nome mi emoziono>> e del padre appassionato di vino. <<Andava dai vignaioli per riempire le damigiane di sfuso e i produttori gli regalavano qualche bottiglia di riserva. Una consuetudine, iniziata negli anni Cinquanta, è poi continuata a lungo. Quando mio padre è mancato mi sono accorto che nella sua cantina c’erano tantissime bottiglie>>. Sono i vini a cui Claudio tiene di più e che non aprirà mai ma, all’inizio, per capire cosa fossero ha dovuto studiare. <<Dalle descrizioni che scrivevo per catalogare le bottiglie è nata l’idea di pubblicarle su Instagram>>.

 

Lisa Perrotti Brown ferocemente indipendente

Dopo 13 anni al Wine Advocate-Robert Parker, la Master of Wine Lisa Perrotti Brown si dimette da capo redattore e fonda The Wine Independent

 

lisa_perrotti-brown-MW-The-Wine-Independent

lisa_perrotti-brown-MW-The-Wine-Independent

di Donatella Cinelli Colombini

Il percorso che sta facendo Lisa Perrotti Brown ha dei precedenti in James Suckling e Antonio Galloni. Il primo era responsabile dei vini italiani per Wine Spectator e ora ha un’agenzia con il suo nome che pubblica su un seguitissimo sito e organizza eventi.
Galloni sembrava destinato a diventare l’erede di Robert Parker e poi ha creato il suo portale di assaggi Vinous che è ormai molto influente.
Tra le donne la sola con un proprio organo di comunicazione di statura internazionale è Jancis Robinson che proprio recentemente è stato venduto a un gruppo editoriale.
Ma quella di Lisa Perrotti Brown non è solo un progetto sul vino è quasi una rivoluzione.

 

LISA PERROTTI BROWN E LA CROCIATA ETICA

Il sito The Wine Independent è in versione provvisorio e sarà totalmente operativo a maggio. Accanto a Lisa c’è il fotografo svedese Johan Berglund, noto per le immagini delle cantine di Bordeaux. Insieme detengono il pacchetto di maggioranza di The Wine Independent che per il resto è di un gruppo di wine lovers svedesi, nessuno dei quali coinvolto nel wine business.
Fin qui le informazioni diffuse da TheDrinksBusiness non sorprendono ma le dichiarazioni di Lisa Perrotti Brown sono un autentico outing <<il consumatore che legge una pubblicazione che gli dice cosa dovrebbe e non dovrebbe comprare non ha idea che ci siano altri affari dietro le quinte>>.
Un’accusa forte che viene ribadita più avanti riferendosi alla sua nuova testata <<non ci sarà mai alcun compromesso sull’integrità, e questo deriva dal fatto che noi (lei e Berglund) siamo azionisti di maggioranza e gli altri sono molto d’accordo con la nostra etica>>. Persino nel comunicato stampa di lancio del The Wine Independent si dice che la nuova pubblicazione <<torna agli elevati standard etici inizialmente sostenuti da Robert M. Parker, Jr. quando dette vita a The Wine Advocate in 1978>>. 

I killer del vino in bottiglia 

Lo chiamano “gusto di luce” ed è il vino bianco modificato dagli ultravioletti nel colore e nel profumo con effetti di verdura cotta. I rossi invece soffrono il caldo

 

vino-italiano-in-USA-San-Francisco - Biondivino - Brunelli in esposizione

vino-esposto-al-pubblico-vino-italiano-in-USA-San-Francisco – Biondivino – Brunelli in esposizione

di Donatella Cinelli Colombini

Il caldo è il killer dei vini rossi e la luce è il killer dei vini bianchi che purtroppo sono confezionati in bottiglie bianche. I dati scientifici arrivano dalla tesi di laurea di Stefano Delledonne discussa all’Istituto di San Michele all’Adige – Fondazione Edmund Mach e vincitore del “Premio Rudy Buratti” assegnato alla conclusione dei corsi 2022 dell’Alta Scuola di Formazione del Sangiovese Sanguis Jovis.
La cosa curiosa è che, nei vini bianchi, il degrado del colore è davvero veloce e non viene accelerato dalla temperatura, mentre questa reazione è presente nei vini rossi che soffrono il caldo in modo superiore.

 

IL VETRO GRANDE BARRIERA CONTRO LA LUCE KILLER DEL VINO

Fattoria del Colle cantina zona vendita

esposizione-del-vino-luce-e-calore-killer

Il vetro è la vera barriera delle radiazioni luminose. La bottiglia chiara ferma il 66,9% delle radiazioni, il 79,2% quella verde tipica dei rossi toscani e il 99,9% l’ambra scuro tipo Barolo.
Chi conserva bottiglie chiare deve quindi evitare la luce e non solo quella del sole. Anche le luci elettriche vanno scelte con bassa emissione di ultravioletti oppure filtrate. Quindi meglio evitare il neon.

 

LO SPESSORE DEL VETRO NON INCIDE SULLA DIFESA DEL VINO DALLA LUCE

Sfatato il mito della bottiglia pesante come miglior contenitore per il vino. In pratica lo spessore del vetro non influisce sugli effetti della luce sul liquido contenuto all’interno.

LE DONNE DEL VINO AL SENATO

La Ministra delle Pari Opportunità Elena Bonetti e il presidente della Commissione Politiche UE Dario Stefàno con le Donne del Vino ieri a Palazzo Madama

 

Dario-Stefàno-Elena-Bonetti-Manuela-Zennaro-Donatella-CinelliColombini-Senato-della-Repubblica-presentazione-corsi-prevenzione-del-sessismo

Dario-Stefàno-Elena-Bonetti-Manuela-Zennaro-Donatella-CinelliColombini-Senato-della-Repubblica-presentazione-corsi-prevenzione-del-sessismo

La giornata della Donna 8 marzo è l’occasione per presentare due progetti delle Donne del Vino: la campagna social #coltiviamoilfuturo con immagini di donne che mettono in bottiglia dei messaggi di pace in 11 Paesi del mondo e i corsi di prevenzione del sessismo nei luoghi di lavoro studiati da Laura Donadoni.
Argomenti importanti e un luogo importante, come Palazzo Madama a Roma, con personalità importanti come la Ministra delle Pari Opportunità Elena Bonetti e il Presidente della Commissione Politiche UE Dario Stefàno.

 

LE DISEGUAGLIANZE FANNO MALE ALL’ITALIA, AGLI ITALIANI E ALLA NOSTRA ECONOMIA

«Introdurre la parità di genere nei luoghi di lavoro è uno degli assi strategici del governo per lo sviluppo dell’economia italiana.

Senatore-Dario-Stefàno-Donatella-CinelliColombini-i-progetti-delle-Donne-del-vino-al-Senato-della-Repubblica

Senatore-Dario-Stefàno-Donatella-CinelliColombini-i-progetti-delle-Donne-del-vino-al-Senato-della-Repubblica

Lo dimostra l’adozione della prima Strategia Nazionale per la parità di genere nella nostra storia, adozione resa strutturale in legge di bilancio e che vede nella Strategia lo strumento trasversale di valutazione del raggiungimento degli obiettivi di parità nei progetti del PNRR. E con la Certificazione per la parità di genere viene reso possibile un meccanismo premiante verso le aziende virtuose, con sgravi e premialità – spiega la Ministra delle Pari Opportunità e della Famiglia Elena Bonetti -. Auspico che il mondo del vino e in genere il settore agricolo diventino sempre più esempi di questo grande cambiamento nella cultura del lavoro. Un cambiamento vettore di sviluppo che vede protagoniste le donne e che farà risalire l’Italia dagli ultimi posti in Europa nel gender gap fra i Paesi europei».
Elementi sociali ed economici su cui insiste anche il Senatore Dario Stefàno: «L’Unione Europea chiede il massimo impegno nel contrasto alla discriminazione di genere. Tale diseguaglianza è un freno al rilancio del Paese anche perché costa all’Italia 89 miliardi l’anno, il 6% del Pil. La valorizzazione delle donne è la risorsa inespressa da mettere in campo per accelerare la ripresa, soprattutto nel vino. Il settore agricolo riceve consistenti aiuti europei e nei bandi collegati al PNRR può trovare risorse aggiuntive per gli investimenti. La diffusa applicazione della norma sulla Certificazione di genere, può mettere le ali alle aziende dove la disparità tra uomini e donne è stata cancellata. I corsi di “Prevenzione al sessismo” proposti dalle Donne del Vino potrebbero essere un elemento importante per abbattere discriminazioni e diversità».

 

Classifiche e zonazioni il caso Angélus

La condanna di Hubert de Boüard Château Angélus, conseguente alla nuova classifica dei vini di Bordeaux, spinge a qualche considerazione su classifiche e zonazioni

 

Bordeaux-le-destinazioni-del-vino-devono-rinnovarsi-per-mantenere-il-loro-successo

Bordeaux-classificazione-contestata

di Donatella Cinelli Colombini

Confesso di avere una sorta di allergia a tutto ciò che divide i territori del vino e per quello che blocca la competizione sul merito.
Ho sempre guardato con occhi sospettosi la zonazione e le classifiche tipo quella di Bordeaux. Il cambiamento climatico ha accentuato il mio scetticismo perché la vocazionalità dei terreni vitati è completamente diversa da trent’anni fa, soprattutto a Bordeaux dove la crescita del grado alcolico dei vini è maggiore che altrove.

 

LA CLASSIFICAZIONE DEI VINI DI BORDEAUX E LA DIFFICOLTA’ DI CAMBIARLA

chianti-classico-collection-Gallo-nero

chianti-classico-zonazione-UGA

In questa situazione quanto sono credibili classifiche redatte nel 1855?
E’ pur vero che i vini dei 5 Premiers Grands Crus del Médoc sono ottimi e che il loro prezzo permette di finanziare investimenti e ricerca per mantenere l’eccellenza qualitativa. Inoltre, come ci insegna il neuromarketing, l’aspettativa di bere un vino buonissimo condiziona il gusto e lo fa percepire ancora più buono di quanto sia, per cui esiste un circolo virtuoso che spinge in alto i “soliti noti”.
Questo non significa che non ci siano altre cantine altrettanto meritevoli e che esse siano letteralmente bloccate da una classifica vecchia di 167 anni. Sì, perché in teoria la classifica può essere modificata ma in realtà l’unico cambiamento significativo è il passaggio fra i first growth di Mouton Rothschild trent’anni fa. Per il resto i tentativi di rimodellare la classifica hanno scatenato autentiche guerre fratricide, se così possiamo chiamare gli scontri in tribunale fra i produttori della stessa denominazione.

 

Il vino fa politica? Ma è di destra o di sinistra?

Il titolo originale di Wine Searcher è <<Communists Rush to Defend French Wine>> ma parla della corsa dei politici francesi a mostrarsi paladini del vino

 

vino-e-politica-in-Francia-Macron-grande-cultore-del-vino-

vino-e-politica-in-Francia-Macron-grande-cultore-del-vino-

di Donatella Cinelli Colombini

Il vino non è un partito politico ma apparentemente ha un elettorato anzi un grande elettorato. Lo provano le schermaglie pre-elettorali in Francia.
Emanuel Macron è stato nominato personaggio dell’anno dalla rivista di vino più importante in Francia, la “Revue du Vin de France”. Una mossa che sembra una “dichiarazione di voto” visto che quest’anno ad aprile, gli amici d’oltralpe, andranno a votare per eleggere il nuovo Capo dello Stato.

 

MACRON CONTRO IL BEATING CANCER PLAN DELLA COMUNITA’ EUROPEA

In effetti l’affascinante Presidente francese non tradisce l’elettorato wine lover e recentemente si è lanciato in una vera crociata in difesa del vino minacciato dal “Beating Cancer Plan” della Comunità Europea che ma messo insieme consumo moderato e abuso d’alcol considerando entrambi pericolosi. Emmanuel Macron ha usato i social dove è molto seguito (su Facebook, con un pagina seguita da oltre 4,2 milioni di follower, Instagram, con oltre 2,7 milioni di seguaci, e Linkedin, con oltre 2,6). <<Il vino modella i nostri paesaggi. La vite rende la Francia più bella … Il vino è inseparabile dalla nostra arte di vivere, quest’arte di essere francese>> ma aggiungendo poi <<Con moderazione! I francesi lo hanno capito … le sue donne e i suoi uomini, senza i quali la Francia non sarebbe la Francia>>. Wow!

 

Metteresti il ghiaccio nel vino? In USA lo fanno

In USA 4 consumatori su 10 mettono il ghiaccio nel vino o riempiono i bicchieri fino all’orlo e un quarto ingurgita come fosse acqua. Dimmi che tu non lo fai

 

Bere-vino-in-modo-scorretto-meglio-di-no

Bere-vino-in-modo-scorretto-meglio-di-no

di Donatella Cinelli Colombini

Lo studio ha riguardato 2.000 statunitensi e ha rivelato come il numero e la varietà dei comportamenti scorretti fosse altissimo. La OnePoll che ha effettuato il sondaggio per conto di Woodbridge Wines, ha tentato di mettere sull’avviso gli intervistati con una domanda sibillina: <<sei consapevole che esistono modi giusti e sbagliati di bere vino?>>. Il 67% aveva risposto <<SI>> ma nonostante questo la maggior parte fa cose quasi incredibili.

 

PRINCIPALI ERRORI DEI CONSUMATORI USA DI VINO

L’elenco degli orrori è lungo:
– quasi la metà ha ammesso di bere vino bianco a temperatura ambiente
– 4 su 10 riempie i bicchieri fino all’orlo
– il 19% abbina il vino a cibi non tradizionali (eufemismo per dire a cose in evidente contrasto)
– un quarto degli intervistati ammette di ingurgitare vino rapidamente come l’acqua

Di fronte a questi comportamenti, il 43% che mette i cubetti di ghiaccio nel bicchiere del vino non fa più tanto inorridire. I consumatori americani danno più importanza al luogo in cui bevono vino (52%) rispetto al contenitore in cui lo bevono (42%). Insomma tracannarlo dalla lattina appare del tutto normale.

Nemmeno la qualità e il prezzo sembra contare molto (43%).
Infatti alla domanda <<bere il vino secondo tutte le regole aumenta il piacere dell’esperienza?>> c’è stato un coro di <<no>> e solo il 22% ha ammesso che il risultato era molto migliore.

 

Giornate delle Donne del Vino 2022

Una bottiglia di vino contiene un messaggio sul  futuro e la pace che unisce le Donne del Vino di 10 Nazioni nella campagna social #coltiviamoilfuturo

 

Donatella-Cinelli-Colombini-giornate-delle-donne-del-vino-Donne-Vino-e-Futuro

Donatella-Cinelli-Colombini-giornate-delle-donne-del-vino-Donne-Vino-e-Futuro

di Donatella Cinelli Colombini

Le GIORNATE DELLE DONNE DEL VINO si chiamavano Festa fino a quando è scoppiata la guerra in Ucraina e il sentimento di tutti è passato dalla speranza alla preoccupazione. Si svolge nella prima quindicina di marzo di ogni anno con eventi dal vivo e una campagna social con immagini unite dallo stesso hashtag che quest’anno è #coltiviamoilfuturo. Sopra ogni post c’è la scritta: le Donne del Vino coltivano il futuro e la pace, la bottiglia come simbolo e contenitore dei messaggi diretti alle nuove generazioni <<senza pace non c’è futuro>>.

L’evento sarà illustrato il 7 marzo alle ore 13 a Palazzo Madama alla presenza della Ministra delle Pari Opportunità e della Famiglia Elena Bonetti e del Senatore Dario Stefàno, Presidente della Commissione Parlamentare per i rapporti con l’Unione Europea.

 

IMMAGINI DI DONNE DI TUTTO IL MONDO UNITE DA UN MESSAGGIO DI PACE  #COLTIVIAMOILFUTURO

Tanti eventi a rete con una regia che li collega e una sola comunicazione. Ma sono le foto delle Donne del Vino, il punto di forza dell’iniziativa per il loro effetto virale nella rete. Ogni foto ritrae una donna con in mano la bottiglia etichettata con il logo dell’evento. L’immagine mostra silhouette femminili giovani che guardano in direzioni diverse e appartengono ad etnie diverse. Hanno i colori della terra, nelle sue diverse tonalità, e sono sovrastate da onde che richiamano la comunicazione internet ma portano con loro foglie di vite e grappoli.

Elena-Fucci-Donne-vino-e-futuro-#coltiviamoilfuturo-senza-pace-non-c'è-futuro

Elena-Fucci-Donne-vino-e-futuro-#coltiviamoilfuturo-senza-pace-non-c’è-futuro

Simboleggiano l’universo femminile del vino che guarda al futuro in direzioni diverse ma con uno stesso spirito solidale e fiducioso usando la tecnologia per fare network. Quest’anno infatti, per la prima volta, partecipano le donne del vino di 10 nazioni diverse Argentina, Australia, Austria, Francia, Georgia, Germania, Nuova Zelanda, Perù, Usa e ovviamente Italia.

Nelle bottiglie di vino vuote ci sono le speranze e gli auspici per le nuove generazioni scritti su foglietti. Ecco che la bottiglia di vino diventa un appello di pace, un simbolo che unisce, una capsula del tempo che manda messaggi sul tema 2022 “Donne, Vino e Futuro” nella convinzione che solo attraverso il dialogo e il rispetto reciproco, il mondo possa guardare fiduciosamente al domani.

 

Identikit dei critici e il vino

Mi attirerò molte critiche ma voglio raccontarvi i critici del vino come li vede una produttrice che li ha conosciuti tutti da Veronelli in poi 

 

Daniele Cernilli e Donatella Cinelli Colombini

Critici-del-vino-Daniele Cernilli e Donatella Cinelli Colombini

di Donatella Cinelli Colombini

CRITICI DEL VINO CLASSICISTI

Sono wine critics molto competenti ma anche molto legati alla loro passata esperienza. Fino a qualche anno fa erano la stragrande maggioranza. <<Come faccio a scrivere che questo Sassicaia non mi convince? Nella migliore delle ipotesi passerei per uno che cerca di farsi notare, ma gli atri colleghi direbbero che non so assaggiare. Meglio mettere 98/100. Andiamo sul sicuro>>.

Ovviamente ho scritto il nome del più prestigioso e reputato rosso della Toscana perché l’esempio fosse chiaro e spiegasse perché i rossi Château Margaux oppure Lafite-Rothschild sono sempre giudicati al TOP. Noi normali produttori ci chiediamo <<possibile che quelli abbiano solo buone vendemmie?>>

Wine-Influencer-Wine-Gini-

Wine-Influencer-Wine-Gini-

C’è tuttavia un particolare da evidenziare: l’attesa del piacere, cioè di assaggiare qualcosa di molto buono, fa produrre al cervello serotonina e accresce l’effettiva percezione del piacere. Questo aiuta i vini di grande reputazione.

Perché questo non succeda, bisogna che l’assaggio sia bendato. Vi ricordate come è nato il mito di Sassicaia? In un assaggio bendato a Londra nel 1978 quando, nella sorpresa generale, vinse superando i migliori 33 bordolesi. E’ così che funziona!

Per la maggior parte delle persone, il gusto si evolve seguendo le abitudini alimentari, la civiltà del proprio tempo ….  ma c’è chi resta bloccato sugli stereotipi con cui si è formato. Ecco che la maggior parte dei consumatori mangia meno salato, meno grasso, più etnico (locale della propria zona o di altri continenti) ……. rispetto a vent’anni fa e quindi vuole anche vini meno legnosi, meno potenti, meno …. rispetto a vent’anni fa.

Ma c’è chi invece ha conosciuto il Barolo, il Brunello, l’Amarone …. con certi caratteri ed ha un profilo immutabile in testa. Il grande Barolo, Brunello, Amarone deve essere così. Anche se a parole dice di preferire l’eleganza, la freschezza …. nei fatti premia la potenza. Ecco perché la forbice del giudizio di una parte dei critici si allarga progressivamente rispetto a quella dei consumatori esperti, soprattutto se giovani. Questi ultimi vengono accusati di preferire vini banali e non saper apprezzare l’eccellenza. In realtà fanno parte di due mondi culturali diversi: il primo veste sempre Ermenegildo Zegna e il secondo Cavalli o Dolce e Gabbana.

 

Le persone più sportive bevono di più

Due possibili spiegazioni: se sei sportivo puoi concederti un calice in più. Oppure fai sport per smaltire il calice in più. Ad ogni modo fai una vita migliore

 

di Donatella Cinelli Colombini

forma-fisica-e-consumo-d'alcol-sono-correlate

forma-fisica-e-consumo-d’alcol-crescono-di-pari-passo

Questa è la sintetica risultanza dell’indagine del Cooper Institute in Texas (commentata di TheDrinksBusiness) su 38.000 sportivi sani compresa fra i 20 e gli 86 anni di età. Ha scoperto come fra i bevitori abituali o pesanti ci sia una percentuale doppia di persone in ottima forma fisica.

 

LA PERCENTUALE DI BEVITORI MEDI O PESANTI E’ DOPPIA IN CHI E’ MOLTO SPORTIVO

Alla faccia di chi dice che l’alcol fa male!

Sport-e-consumo-d'alcol-vanno-di-pari-passo

Sport-e-consumo-d’alcol-vanno-di-pari-passo

Le persone che bevono, corrono molto di più delle altre!
La ricerca è stata fatta con criteri molto accurati dividendo le persone esaminate per età e sesso, in 5 gruppi e facendoli correre sul tapis roulant. Dalla velocità che riuscivano a tenere sono stati inquadrati in tre fasce con forma fisica bassa, media e alta.
Anche in base al numero dei drink bevuti mediamente in una settimana le persone esaminate sono state divise in 3 gruppi: bevitori leggeri, medi e pesanti. I leggeri con 3 drink la settimana. Medi con 7 drink per le donne e 14 per gli uomini e pesanti oltre questa soglia.
Ebbene quelli che correvano come leprotti mostrandosi in gran forma risultavano essere nelle categorie dei bevitori medi o pesanti sia fra le donne che fra gli uomini. Dopo aver esaminato i risultati dell’indagine i ricercatori del Cooper Institute in Texas si sono chiesti i motivi di queste percentuali.

Gigantismo in cantina: meno imprese e più dimensione

In Francia le aziende con vigneto hanno 19 ettari ciascuna e in Italia poco più di 2, ma le grandi cantine si uniscono e diventano più grandi. Opportunità o minaccia?

 

TorreVento-cantine-sempre-più-grandi-in-Italia

TorreVento-cantine-sempre-più-grandi-in-Italia

di Donatella Cinelli Colombini

Negli ultimi 10 anni le aziende del vino francesi sono calate di 11.000 unità e ora sono 59.000.
Un processo diffuso di fusione e acquisizione che riguarda anche i vigneti e non solo le cantine come in Italia. La zona più toccata sembra Bordeaux dove, dopo il 2010, sono sparite 3.100 imprese.

NON SI TRATTA DI UN PROCESSO CIRCOSCRITTO AL VINO

Tutto il settore agricolo francese presenta la stessa dinamica: ovini e caprini -20.000 bovini da carne -15.000 e così tutti i comparti escluso gli orti per un totale di 100.000 aziende in meno in soli dieci anni. Sono sparite le imprese piccole o piccolissime dove, al momento della successione, gli eredi non hanno visto una prospettiva di lavoro e guadagno per cui hanno preferito vendere.
In conseguenza di ciò, la dimensione aziendale agricola media, in Francia, è cresciuta a 69 ettari coltivati.
Nelle imprese con vigneto, nel 2010, c’erano mediamente 3 ettari di vigne e oggi ce ne sono 19. La dimensione è aumentata ancora di più nella zona di Bordeaux dove è passata da 9 a 37 ettari di vigneto.

Cuvage-Mondodelvino

Cuvage-Mondodelvino-unioni-e-concentrazioni-cantine-sempre-più-grandi-in-Italia

COSA STA SUCCEDENDO NELLE CANTINE ITALIANE

Andiamo adesso a vedere la situazione in Italia scoprendo di qualcosa di completamente diverso. Secondo Ismea, le cantine vinificatrici sono 47.500 e le aziende agricole con vigneto 310.000 con una superficie media di 2,1 ettari ciascuna. I dati 2018 e 2020 mostrano un’estrema stabilità. Tuttavia la concentrazione produttiva è in atto anche nel nostro Paese. Abbiamo un aumento di taglia da parte dei gruppi di vinificatori e imbottigliatori che erano già grandi.

<<E’ il caso per esempio dell’Italian Wine Brands (quotato all’Aim) che ha appena definito l’acquisto di Enoitalia. Ed è il caso di Botter e Mondodelvino che sono confluiti in un nuovo polo vinicolo con forti ambizioni sotto l’egida di Clessidra>> scrive Anna Di Martino nella sua classifica 2020. 

Violante e Enrico nella Londra più esclusiva 

Al Travellers Club fra quelli che contano, compleanno di Enrico da Hide, con i sommelier della Royal Opera House, trekking urbano nella Londra turistica

 

Violante-e-Enrico-in-aereo-prima-dell'atterraggio-spaventoso

Violante-e-Enrico-in-aereo-prima-dell’atterraggio-spaventoso

di Violante Gardini Cinelli Colombini

Tutto comincia con un atterraggio da paura nell’aeroporto di London City a causa del tifone Eunice con raffiche di vento che sbarbano gli alberi.

 

TRAVELLERS CLUB FRA LUSSO ESCLUSIVITA’ E TRADIZIONE

Prima sosta Piccadilly Circus, piove e fa freddo ma per fortuna i giubbotti hanno il cappuccio. Arrivo al Travellers Club in una palazzina ottocentesca con porta senza insegna. Si trova a poche centinaia di metri da Buckingham Palace e la sensazione di essere nel cuore più esclusivo e aristocratico del Regno Unito è fortissima. Nel club sono obbligatori gli abiti formali (per gli uomini giacca e cravatta da cambiare ogni giorno) ma è proibito lo smoking. All’interno sale su sale in stile vittoriano in un ordine perfetto. Anche l’ascensore è antico con griglie di ferro invece delle porte. La camera è piccola ma graziosa e confortevole.

Violante-Cinellicolombini-mostra-la sua-foto-al-Travellers-Club-di-Londra

Violante-Cinellicolombini-mostra-la sua-foto-al-Travellers-Club-di-Londra

Prima visita da Coravinwine&bubblesbar dove ci sono 350 etichette in assaggio grazie al celebre apparecchio che pesca il vino senza togliere il tappo. Qui lavora il simpaticissimo Sommelier bolognese Paolo Tabacchi 
Cena in un ottimo ristorante indiano a Mayfair, il quartiere più esclusivo di Londra, dove ci hanno servito un dessert con aglio.
Domenica di trekking urbano. Abbiamo camminato per il 16 km: da Soho a Chinatown, fino a Carnaby Street e poi intorno a Buckingham Palace, National Gallery e poi verso il Tamigi, London Eye e Big Ben. Ritorno attraverso le zone meno turistiche e più residenziali per VIP very VIP fino ad arrivare sul bordo di Hyde Park.

 

                                                                       
Cinelli Colombini
Privacy Overview

Questo sito web utilizza i cookie per offrirti la migliore esperienza utente possibile. Le informazioni sui cookie vengono memorizzate nel tuo browser e svolgono funzioni come riconoscerti quando torni sul nostro sito web e aiutare il nostro team a capire quali sezioni del sito ritieni più interessanti e utili.