Vino, studi, news, gossip

ULTRASUONI E IL VINO DIVENTA PIU’ BUONO

LE TEMPERATURE SALGONO E LA PLPA DELL’UVA MATURA PRIMA DELLA BUCCIA. GLI STUDIOSI PROPONGONO DI USARE GLI ULTRASUONI MA IO HO DEI DUBBI

Ultrawine attrezzatura per usare gli ultrasuoni sul vino

Ultrawine attrezzatura per usare gli ultrasuoni sul vino

 

di Donatella Cinelli Colombini

La notizia vecchia (2021) è che l’uso di ultrasuoni permette una maggiore estrazione di antociani e tannini dall’uva durante la fermentazione per cui è possibile ottenere vini corposi e strutturati anche da uve meno mature e quindi meno alcoliche. La novità nuova è l’apparecchio con cui gli ultrasuoni, sperimentati nelle università, possono essere usati nelle normali cantine di produzione. Si chiama Ultrawine Perseo ed è realizzato dal Gruppo Agrovin.
Resta da vedere se queste alterazioni dei processi naturali sono al servizio della natura e del benessere dell’uomo oppure servono solo ad aumentare i guadagni trasformano dell’uva mediocre in vini di buona qualità. Penso a chi produce tantissima uva oppure a chi ha vigneti in zone poco adatte alla viticultura. Con gli ultrasuoni magicamente, queste uve possono dare vita a vini di tutto rispetto e con gradazioni alcoliche basse più gradite al mercato.
E’ questa la via del futuro?
Oppure dobbiamo leggere questa innovazione in senso positivo come uno strumento per produrre grandi vini nonostante l’innalzamento delle temperature che fanno avvenire la maturazione tecnologica (polpa) prima di quella polifenolica (buccia)?

VINI DEL CUORE

LA PREFAZIONE DI DONATELLA CINELLI COLOMBINI AI VINI DEL CUORE, RASSEGNA DELLE BOTTIGLIE PREFERITE DAI WINE BLOGGER ITALIANI CON LE STORIE DI QUESTI LEGAMI

I vini del cuore Olga Schiaffino

I vini del cuore Olga Schiaffino

 

 

di Donatella Cinelli Colombini

In Italia ci cono molte guide dei vini che assegnano soli, bicchieri, tralci, foglie ….. In questo panorama complicato e, a volte, contraddittorio, “I vini del cuore la prima guida social”, si distingue perché non da punteggi e neanche cerca i vini più buoni. Si tratta di un repertorio delle bottiglie che hanno emozionato i maggiori wine blogger italiani. Vini normalmente sul mercato che i lettori possono assaggiare per rivivere esperienze simili. Il 7-8 maggio 2023 sono stati protagonisti di un evento a Genova con 25 espositori, 3 masterclass  e una cena di gala.

 

PERCHE’ L’ASSAGGIO DEL VINO NON RIGUARDA SOLO I SENSI MA ANCHE LE EMOZIONI E I RICORDI

Come ci insegna il neuromarketing, l’apprezzamento del vino così come quello di un cibo, dipende solo in parte da elementi oggettivi. In altre parole quello che l’assaggiatore sa di un vino, le sue precedenti esperienze e la situazione in cui si trova, sono in grado di agire sul Sistema Limbico (emozioni) e sulla Corteccia Prefrontale (piacere) del suo cervello condizionando il gusto. Alla fine sentirà nel bicchiere anche quello che si aspetta di trovarci oppure il riflesso del bel panorama che ha intorno.
Questo spiega perché la degustazione bendata arriva spesso a risultati sorprendenti.
Quindi nell’assaggio di un vino ci sono sensazioni che vanno oltre la degustazione organolettica, ad esempio la memoria degli odori e la produzione di ossitocina, il così detto “ormone del piacere” in base alle aspettative oppure al piacere di una certa situazione.

VINO SENZA ETICHETTA E IL PACKAGING DIVENTA PIU’ SOSTENIBILE

UNA RIVOLUZIONE CHE PARTE DA UNA BOTTIGLIA AUSTRALIANA SENZA ETICHETTA CON VETRO E SCATOLA RICICLATI E FA RIFLETTERE SULLA NECESSITA’ DI PACKAGING PIU’ SOSTENIBILI

vino senza etichetta Crate Fourth Wave Wines Australia

vino senza etichetta Crate Fourth Wave Wines Australia

 

 

Di Donatella Cinelli Colombini

Il vino si chiama Crate cioè cassa ed è prodotto da Fourth Wave Wines. Si tratta di un Shiraz della zona di Barossa che è commercializzato dalla cantina di produzione in confezioni da 6 bottiglie al prezzo totale di 59,95 Dollari.

 

 

 

CRATE UN VINO ESEMPIO DI SOSTENIBILITA’

Un vino come tanti, potremmo pensare, proveniente da una cantina che distribuisce anche vini importati da Francia, Spagna e Italia come Maretti presente nel portafoglio con i suoi Chianti, Barolo, Langhe rosso e Nebbiolo, Soave e Pinot Grigio.
La cosa che ha reso celebre Crate è che il suo packaging super minimalista e ultra ecologico: non c’è niente. La bottiglia è in vetro scuro ed è completamente nuda. La capsula bianca e il tappo contengono tutte le informazioni previste per legge: marchio, uvaggio, regione di provenienza, annata e codice a barre e QRcode con altre informazioni. Il vetro e cartone di Crate sono riciclati e su quest’ultimo è scritta la frase <<Our planet matters more than our packaging >> il nostro pianeta conta più del nostro imballaggio. Anche il vino ha un contenuto etico e proviene da piccoli vignaioli con una logica di sostenibilità sociale.

IL VINO ITALIANO E I SOCIAL MEDIA

Se dovessimo riassumere in una frase il rapporto fra le cantine italiane e i social suonerebbe così <<vorrei ma non posso>> ma fanno comunque meglio dei consorzi

di Donatella Cinelli Colombini

Il vino e il turismo del vino italiano e i social media

Instagram Facebook e Twitter Il vino e il turismo del vino italiano e i social media

Le cantine italiane sono consapevoli dei vantaggi offerti dai social media ma non li usano a pieno. Questo vale per il vino ma anche per il turismo del vino come ha mostrato un’indagine di ResearchGate su 20 cantine delle Langhe.

I PRODUTTORI CONOSCONO IL POTENZIALE DEI SOCIAL ANCHE SE NON LO USANO A PIENO

A fronte di questa circostanza va detto che i produttori sono tanti, forse troppi per riuscire a mettere in campo grandi investimenti e piani di comunicazione social paragonabili a quelli, ad esempio, delle case di moda. Il vino è infatti uno dei settori produttivi più frammentati e con più players nel mondo. Infatti accanto alle cantine, online ci sono i critici, i rivenditori, i consorzi … Andando più a fondo si scopre, tuttavia, che le cantine sono insieme ai retailers quelli che se la cavano meglio online. L’indagine di Wine Opinions . che ha chiesto a un campione di wine lovers USA quali pagine del vino seguissero ha infatti rivelato che sia le associazioni di territorio cioè i consorzi, che i critici del vino erano in fondo alla lista. Circostanza che potrebbe dipendere dagli investimenti pubblicitari nettamente superiori di portali commerciali e cantine.

OFFERTA: LEONE ROSSO E ROSA DI TETTO PER PICNIC E BBQ!

Arriva l’estate e anche la voglia di pranzare e cenare all’aperto. Ti proponiamo due vini in “edizione limitata”, e “di fattoria”.

 

Rosa di Tetto IGT Toscana bio,Leone Rosso Doc Orcia bio, pompetta salva vino e mini shopper personalizzata

Rosa di Tetto IGT Toscana bio, Leone Rosso Doc Orcia bio, pompetta salva vino e mini shopper personalizzata

 

Due vini molto speciali della Fattoria del Colle: il Leone Rosso Orcia DOC 2020 e il Rosato IGT Toscana che è la tipologia di tendenza. Tutti e due in anteprima e tutti e due vini da bere freschi dando un tocco speciale al tuo aperitivo, al tuo picnic oppure al tuo brunch. Insieme alle bottiglie troverete una mini shopper personalizzata e una pompetta salva vino.

PICCOLE PRODUZIONI ESCLUSIVE DELLA FATTORIA DEL COLLE

Queste due chicche sono “family wines”, vini prodotti in piccole serie per rendere eccezionali i tuoi pranzi e le tue cene, e non sono facili da trovare!

Per chi ancora non conoscesse la Fattoria del Colle si trova nel Sud del Chianti, è una fattoria cinquecentesca con una storia antica e una cantina proiettata nel futuro.
Gli edifici formano un piccolo borgo, oggi trasformato in abitazioni per vacanze, intorno al quale ci sono oliveti, vigneti e parchi. La Fattoria del Colle è un agriturismo in Toscana con ristorante e area benessere con spa, un luogo miracolosamente preservato nel tempo che offre agli ospiti weekend in Toscana con l’emozione di rivivere una storia millenaria

OFFERTA PER I SOCI DEL CLUB DI DONATELLA

6 bott Leone Rosso Doc Orcia 2020 bio

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6 bott Rosa di Tetto IGT Toscana bio

1 mini shopper personalizzata

1 pompetta salva vino

 

Prezzo di 159,00 Euro (invece di 191,00 Euro)

Sconto di 15 Euro sulla spedizione

 

Per chi vuole raddoppiare comprando 12 Leone Rosso e 12 Rosa di tetto il prezzo è ancora più conveniente

Euro 297,00 (invece di Euro 382,00)

Sempre con sconto di 15 Euro sulla spedizione

ROSE’ E POLITICA IN USA ROSE’ E SALUTE IN SPAGNA

IL VINO ROSATO E’ SEMPRE PIU’ DI MODA MA ARRIVA SUI GIORNALI ANCHE PER LA CONTESTAZIONE POLITICA E PER LA VERSIONE PROBIOTICO CON EFFETTI SALUTARI

Rosé Rosato sempre al centro delle cronache : Matt Gaetz e il vino probiotico

Rosé Rosato sempre al centro delle cronache : Matt Gaetz e il vino probiotico

Di Donatella Cinelli Colombini

A volte i vini arrivano sulle prime pagine dei giornali per motivi del tutto diversi dalla degustazione.

E’ il caso di Matt Gaetz, membro del Congresso USA come rappresentante della Florida per il partito Repubblicano, che è stato attaccato da una manifestante durante la South Walton Beaches Food and Wine Festival, fiera enogastronomica nota come SoWalWine.

IL MEMBRO DEL COGNRESSO USA MATT GAETZ E IL LANCIO DEL ROSATO

La donna ha inveito con parolacce e poi ha lanciato un bicchiere di rosato contro Gaetz per cui è stata arrestata. Lei sostiene di essere inciampata e di non aver avuto l’intenzione innaffiare di rosato un membro del Congresso ma dovrà comunque subire un processo perché l’episodio non è passato inosservato, anzi, è stato ripreso da molti giornali.

CON RYANAIR IL PROSECCO VOLA

UNA BEST PRECTICE DEL TURISMO DEL VINO: ALLEANZA DEL PROSECCO CON IL COMUNE DI TREVISO E RYANAIR PER FAR CRESCERE I FLUSSI FUORI STAGIONE DA 44 DESTINAZIONI

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Land of Prosecco progetto del Consorzio Prosecco Treviso e Ryanair

di Donatella Cinelli Colombini

Il progetto di chiama “Land of Prosecco” ed è la prosecuzione di quello 2021 che ha visto alleati il Consorzio Prosecco Doc, il comune di Treviso e Ryanair.
Una genialata che solo i veneti, con il loro pragmatismo nel business, riescono a realizzare. Si basa su due concetti semplici ma così semplici che stupisce come tutti gli altri territori del vino non vedano la convenienza di fare lo stesso.

IL TURISMO DEL VINO E QUELLO D’ARTE SONO FRA I PIU’ DESTAGIONALIZZATI

Primo punto: il turismo italiano ha bisogno di destagionalizzarsi per dare continuità di lavoro a commessi, camerieri, cuochi, managers…. Puntare sul turismo d’arte e il turismo enogastronomico permette questa destagionalizzazione o, almeno, allunga la stagione fino a 9-10 mesi di durata.
Secondo punto: il turismo ha un settore produttivo enorme stimato in 1.400 miliardi. Quindi chi è piccolo è invisibile ma unendo la fama di un prodotto come il Prosecco – che quasi tutti gli adulti europei bevono almeno una volta l’anno- il brand Veneto e Ryanair con la sua massiccia presenza in tutti i siti di viaggio esistenti nel web … si ottiene una massa critica che produce un messaggio forte, anzi molto forte.

NELLE VIGNE COME NELLE NAVICELLE SPAZIALI

PER COMBATTERE LA SICCITA’ NEI VIGNETI C’E’ CHI USA IL KNOW HOW DELLA NASA SULLA ZEOLITE CHE TRATTIENE ACQUA IN INVERNO E LA RILASCIA IN ESTATE

Vigneti Col d'Orcia Montalcino dove si sta sperimentando la zeolite come nelle navicelle spaziali

Vigneti Col d’Orcia Montalcino dove si sta sperimentando la zeolite come nelle navicelle spaziali

di Donatella Cinelli Colombini

La notizia è davvero curiosa e arriva da un articolo scritto da Catherine Todd e pubblicato su Forbes.
Tutto parte dalla zeolite cioè da alluminosilicati cristallini che formati da una reazione chimica tra vetro vulcanico e acqua salina.

LA ZEOLITE PULISCE L’ARIA DELLE NAVICELLE SPAZIALI E POTREBBE RIDURRE LA CO2 NELLA NOSTRA ATMOSFERA

Nello spazio, la NASA usò la zeolite per catturare la CO2 emessa dalla respirazione degli astronauti durante la sfortunata missione dell’Apollo 13. La navicella doveva arrivare sulla luna ma fu fermata da un incidente e il salvataggio dei tre astronauti costituisce uno dei maggiori successi della storia del volo spaziale. Successivamente la zeolite ha continuato ad essere usata nello spazio come un filtro dell’aria: cattura CO2 e poi la rilascia all’esterno quando viene scaldata. Una funzione che viene studiata dagli scienziati al fine di ridurre l’effetto serra che scalda il nostro pianeta e deriva da una serie di gas di cui il principale è proprio la CO2.

I VINI PIU’ DESIDERATI DEL MONDO

QUALI SONO I VINI CHE ATTRAGGONO MAGGIORMENTE L’INTERESSE DEI WINE LOVERS DI TUTTO IL MONDO? MOUTON, LAFITE E DOM PERIGNON

Sassicaia San Guido sesto vino più desiderato del mondo

Sassicaia San Guido sesto vino più desiderato del mondo

di Donatella Cinelli Colombini

Don Kavanagh ci delizia su Wine Searcher di notizie sempre molto “appetitose” per gli appassionati di vino. In questo caso è la lista delle bottiglie che attraggono la maggiore attenzione, quelle che gli amanti del nettare di Bacco, cercano maggiormente online.

La prova che si tratta di una fonte attendibile viene dai numeri: Wine Searcher ha 240 milioni di ricerche all’anno su un repertorio di 15,9 milioni di etichette di vino, birra e liquori. Numeri da capogiro dove qualunque bottiglia finisce per scomparire nella moltitudine … salvo alcune che per fama, eccellenza qualitativa e prestigio emergono come la punta di un enorme iceberg. E sono più o meno sempre le stesse: francesi (con qualche eccezione) e celebrate da decine e decine d’anni.

VITICULTURA ITALIANA: SERVONO STRATEGIE O SI PERDE VALORE

La prolusione di Luigi Moio presidente OIV, all’Apertura del 74esimo anno dell’Accademia Italiana della Vite e del Vino a Firenze ospiti della Regione Toscana

Rosario Di Lorenzo Accademia Italiana della Vite e del Vino

Rosario Di Lorenzo Accademia Italiana della Vite e del Vino

 

L’Ente fu fondato il 30 luglio 1949 a Siena con lo scopo di promuovere studi, ricerche e discussioni sui maggiori temi inerenti la vite ed il vino. Oggi l’Accademia è presieduta dal professor Rosario Di Lorenzo subentrato al professor Antonio Calò alla guida per 20 anni.

L’ACCADEMIA ITALIANA DELLA VITE E DEL VINO A FIRENZE

L’inaugurazione si è svolta a Firenze per volontà della Regione Toscana e in particolare della Vicepresidente Stefania Saccardi che ha sostenuto l’evento con l’obiettivo di riportare in Toscana questa Istituzione «Siamo felici che l’Accademia sia in Toscana>> ha detto <<la storia e le competenze di cui è custode sono oggi particolarmente preziose per la Regione e per il Paese nel momento dei cambiamenti climatici e della presenza di problematiche fitosanitarie che possono mettere a rischio il patrimonio vitivinicolo>>.

 

PROLUSIONE DI LUIGI MOIO SUL TEMA IL FUTURO DEL VINO NELL’EPOCA DELLA SOSTENIBILITA’

A parlare di futuro del vino è stato, nella sua prolusione, Luigi Moio, presidente dell’Oiv (Organizzazione Internazionale della Vite e del Vino), professore ordinario di Enologia alla Facoltà di Agraria dell’Università Federico II di Napoli e accademico. «L’attuale viticoltura italiana – ha detto – è destinata a perdere qualità e mercati se non mette a punto nuove strategie>> Secondo Moio «un primo aspetto da considerare è il cambiamento climatico. Ma fortunatamente su questo punto abbiamo un vantaggio naturale. I nostri vitigni storici sono quasi tutti tardivi, ossia caratterizzati da un ciclo vegetativo lungo, per cui non soffrono molto per un eventuale aumento della temperatura media annuale. Anzi. Alcuni di loro potrebbero addirittura avere dei vantaggi con un miglioramento notevole del potenziale enologico. E di conseguenza con l’ottenimento di vini maggiormente espressivi dei luoghi di origine. I nostri vini ottenuti dai vitigni italici hanno un vantaggio competitivo enorme».

L’ENIGMA DEL VINO ETRUSCO

Un omicidio avvenuto 2500 anni fa diventa la trama di un romanzo di archeologi, visioni e indagini di polizia e la storia lontana diventa attualità e svela misteri

tarquinia-bacco l'enigma etrusco del vino e dell'acqua

tarquinia-bacco l’enigma etrusco del vino e dell’acqua Gianfranco Bracci Rossana Cedergren

di Donatella Cinelli Colombini 

La storia comincia nel quinto secolo avanti Cristo e si conclude pochi mesi fa fra la Toscana e l’Umbria. Sapevo alcune vicende etrusche e mi ha divertito vederla trasformare in romanzo giallo da parte di Gianfranco Bracci e Rossana Cedergren 

 

GIANFRANCO BRACCI E ROSSANA CEDERGREN E IL LORO ENIGMA ETRUSCO

Conosco Bracci da molti anni come ottimo giornalista e fotografo di viaggi oltre che grande appassionato di esplorazioni a piedi e in bicicletta. Il comune amore per la natura e per l’archeologia sono alla base della collaborazione con la Cedergren che ha aggiunto, a tutti i temi precedenti, anche un profondo interesse per il vino.
Da questa unione di passioni nasce L’Enigma Etrusco dell’acqua e del vino (pp 234 € 15) un libro storico-poliziesco che racconta dell’omicidio del mercante di vino Petrus avvenuto a Populonia per mano di Velio della nobile famiglia etrusca Marcni produttori di vino vicino a Perugia. Ed è proprio preparando il terreno per piantare una vigna che viene scoperta la tomba di quel casato mentre sono le strane visioni di donne, etrusche e contemporanee, con occhi di colore diverso a guidare gli archeologi alla ricostruzione delle vicende di 2500 anni fa.

Gli italiani nel 2022-2023: covid, guerra, recessione e speranze

Albino Russo ci mostra gli italiani adattabili del 2022 -2023: tanti problemi ma anche voglia di cambiare casa, lavoro, città, partner … ma stessa cucina

 

rapporto-coop-2022 Albino Russo

rapporto-coop-2022 Albino Russo

di Donatella Cinelli Colombini

Albino Russo e il suo Rapporto Coop 2022 ci mostrano un popolo italiano molto cambiato e capace di assorbire la tempesta perfetta 2022-23. Ci sono cose che non convincono più, prima fra tutte la globalizzazione che è all’origine degli attuali problemi con le fonti di energia e con gli alimenti primari. Gran parte dell’Africa (14 Paesi) e una fetta dell’Asia dipendevano dal grano russo e ucraino per cui ora non sanno cosa mangiare e forse tenteranno di migrare. Un problema si collega all’altro.

ADDIO ALLA GLOBALIZZAZIONE E PAURA DEL CAMBIAMENTO CLIMATICA

 

Alcune cose spaventano, soprattutto i cambiamenti climatici con la mancanza d’acqua che è in testa alla preoccupazione degli italiani. La convinzione che la salvezza del pianeta passi anche dalle cose che mettiamo in tavola è ormai diffusa ma la verità è che non basta. La CO2 che produciamo è il doppio rispetto ai 700.000 anni precedenti e questo crea l’effetto serra.

“VUOTO A RENDERE” PER IL VINO: RICHIESTO DALL’UE NON PIACE A NESSUNO

L’UE HA INIZIATO LA GUERRA AL PACKAGING. PUNTA, ENTRO IL 2040, DI RIDURRE I RIFIUTI DI IMBALLAGGIO DEL 15% PRO CAPITE E METTERE L’80% DEL VINO IN BOTTIGLIE USATE

 

 

Diremo addio alle campane per la raccolta del vetro?

Diremo addio alle campane per la raccolta del vetro?

di Donatella Cinelli Colombini

L’intento è lodevole ma il risultato, almeno per il vino, potrebbe essere molto problematico e forse persino controproducente. Secondo la proposta di regolamento dell’Unione Europea entro sette anni il 20% delle bevande dovrebbe essere contenuto in imballaggi riutilizzati o usando i contenitori dei clienti. Entro il 2040 questa quota dovrebbe arrivare all’80%.
A questo si associa il divieto delle confezioni monouso, come quelle distribuite nelle camere degli alberghi e una quota obbligatoria di riciclato per i contenitori in plastica. Inoltre la plastica biodegradabile dovrà indicare in etichetta il tempo necessario per la propria autodistruzione.

 

 

LA GIUSTA GUERRA UE AGLI IMBALLAGGI

 

Decisioni che hanno messo in subbuglio tutti. I primi a reagire sono state le industrie dell’imballaggio <<una proposta che rischia di andare contro gli obbiettivi del Green Deal>> hanno dichiarato all’ANSA mettendo in evidenza come una simile strategia riporti indietro le lancette degli orologi.  In altre parole si tratta di una forte inversione di rotta rispetto agli studi sui contenitori capaci di conservare le caratteristiche più salutari degli  alimenti freschi, rispetto al riciclaggio e rispetto all’enorme importanza del packaging nel marketing. 

IL NEGOZIO DI CANTINA CAMBIA LOOK

Il Casato Prime Donne di Montalcino ha rinnovato il suo punto vendita in stile toscano, fatto da artigiani toscani e con il disegno della toscana Lorella Salvi

 

Il negozio di cantina cambia look

Il negozio di cantina cambia look, Casato Prime Donne

 

Fedele ai suoi principi, Donatella Cinelli Colombini, ha voluto che il negozio della cantina Casato Prime Donne fosse lo specchio del territorio in cui si trova. Lei odia i “non luoghi” cioè gli ambienti che potrebbero essere ovunque nel mondo e non raccontano la propria storia. Quindi, quando si è accorta che il punto vendita della sua cantina aveva bisogno di un restauro ha chiamato Lorella Salvi della ditta OMIF di Siena e le ha detto <<mi riorganizzi questo spazio usando lo stile del luogo, i materiali del luogo e gli artigiani del luogo>>.

 

IL NEGOZIO DEL CASATO PRIME DONNE DI MONTALCINO

 

Lorella ha sorriso ma ha capito. Collabora con Donatella da molti anni ed ha progettato per lei i 3 negozi

Toscana Lovers di Siena, Bagno Vignoni e Cortona. Per il Casato Prime Donne ha quindi disegnato un ambiente di toscanissima austera eleganza: scaffali in legno con lesene e cornici che richiamano le vecchie farmacie della regione, piano in marmo di Carrara come nelle osterie e tre antichi orci di terracotta (ovviamente toscani) a sorreggere il bancone e il piano di cristallo su cui preparare le degustazioni. Alcune scelte sono state controverse come quelle del marmo che <<si macchia ma proprio macchiato diventa più vissuto e più vero>>.
L’effetto d’insieme è di un arredamento “che è sempre stato li” perfettamente integrato con un casale in pietra costruito oltre quattrocento anni fa. Sopra gli scaffali dei vini ci sono alcuni antichi attrezzi agricoli intervallati da pannelli in ceramica che spiegano l’origine del nome Montalcino dalle parole latine Mons e Ilex che diventato Mons ilicini cioè monte dei lecci (cuercus ilex). Il leccio è l’essenza dominante nei boschi del territorio del Brunello e fu la principale risorsa economica degli abitanti fino al Settecento. Serviva per produrre ceramiche e per

mobile, Casato Prime Donne

scaffale in legno, Casato Prime Donne

conciare il pellame grazie alla sua corteccia ricca di tannino.

NOVITA’ DEL TURISMO DEL VINO (2)

IL PROBLEMA DELLE CANTINE CHIUSE LA DOMENICA E DELLE PRENOTAZIONI CHE ARRIVANO TROPPO TARDI. IL FOLLOW UP DELL’ENOTURISTA CON LE AZIONI DI EMAIL MARKETING

turismo-del-vino-in-iIalia-cosa-cambia-nella-prenotazione-e-nel-follow-up

turismo-del-vino-in-iIalia-cosa-cambia-nella-prenotazione-e-nel-follow-up

di Donatella Cinelli Colombini 

APERTURA FESTIVA, STAGIONALITA’ E RIFIUTI

98% delle animazioni sono prenotabili durante la settimana, ma questa percentuale scende nel weekend. Fino al 2021 il sabato, era il giorno nero con solo il 55% delle attività. Nel 2022 l’offerta prefestiva è migliorata mentre assistiamo a un’autentica crisi dell’accoglienza domenicale con solo il 31,8% di attività prenotabili. In pratica due cantine su tre sono chiuse ed è un grosso problema visto che proprio nel weekend si concentra il grosso delle richieste. L’enoturismo con orario impiegatizio è ormai finito ma lascia degli strascichi e soprattutto risente del problema della mancanza di personale di tutto il comparto turistico.
L’arrivo dei visitatori si concentra fra luglio e ottobre con un andamento in ascesa e poi un repentino calo a novembre mentre a gennaio, febbraio e marzo quasi nessuno bussa alla porta delle cantine.
Nel 2021 l’11% delle richieste veniva rifiutata un anno dopo questa percentuale è scesa di 3 punti e mezzo. La causa è la scarsità di personale formato ma anche l’organizzazione ancora poco efficiente.

                                                                       
Cinelli Colombini
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