Sanguis Jovis e la variabile tipicità del Sangiovese

Castello di Poggio alle Mura - Banfi Montalcino

Sanguis Jovis e la variabile tipicità del Sangiovese

Bellissimo Quaderno 2021 della Summer School Sanguis Jovis della Fondazione Banfi ci fa scoprire i terroir del Sangiovese e le ragioni delle sue differenze

 

Sanguis-Jovis-Scuola-di-alta-formazione-sul-Sangiovese

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Di Donatella Cinelli Colombini

Attilio Scienza Presidente di Sanguis Jovis, chiarisce il significato profondo di termini come terroir, zonazione, ma anche denominazione, partendo da un concetto molto alto e filosofico. Wax Weber filosofo – sociologo tedesco vissuto a cavallo fra Ottocento e Novecento, definisce il termine tipico come l’elemento riconoscibile che permette di catalogare e raggruppare persone o cose con lo stesso contenuto distintivo. Con il tempo la parola è stata banalizzata anche se generalmente indica un prodotto territoriale che non esiste in altre zone con caratteri identici.

 

Cantine Cecchi bottaia

Cantine Cecchi bottaia-Sanguis-jovis-i-terroir-del-sangiovese

IL SIGNIFICATO DELLA TIPICITA’ NEL VINO

Per questo, la ricerca della tipicità nel vino parte dall’esistenza di un profilo sensoriale originale nell’ uva/vino proveniente da una specifica zona e dipende dal suo microclima, dal vitigno e da come tradizionalmente è stato coltivato. Al contrario l’uso di correggere in cantina le caratteristiche originarie dell’uva/vino per assecondare le esigenze del mercato va interpretato come un “tradimento” della tipicità allo stesso modo come il recupero di vitigni autoctoni e la modificazione dei loro elementi originari a fini esclusivamente commerciali.
Quindi la tipicità come alternativa alla globalizzazione e lo stile come interpretazione culturale del proprio tempo.

 

I TERROIR DEL SANGIOVESE E LA RICERCA DELLE SPECIFICITA’ DI OGNUNO

Questi sono i punti di partenza di Attilio Scienza per spiegare l’importanza dell’analisi dei terroir del Sangiovese e l’identificazione delle singole impronte nell’uva/vino. I terroir sotto la lente di ingrandimento sono in queste aziende: Podere Forte a Castiglion d’Orcia, Banfi a Montalcino, San Felice a Castelnuovo Berardenga, Cecchi a Castellina in Chianti, Tre Rose e Vallocaia a Montepulciano. Lo studio che fa scoprire come le varianti ci siano anche tra vigneti relativamente vicini e non solo fra una denominazione e l’altra. Presumo che questo dipenda dal profilo geologico che cambia molto e continuamente. Tale situazione rende particolarmente complicata la zonazione (che è già in atto nel Chianti Classico e a Montepulciano) e forse consiglierebbe di lavorare sull’identificazione dei cru.

 

LA GEOLOGIA COMPLESSA DELLA TOSCANA DEL VINO

L’analisi fatta per Sanguis Jovis (Scuola di Alta Formazione sul Sangiovese) parte dall’aspetto geologico con un quadro d’insieme del Professor Edoardo Costantini che spiega come le glaciazioni e poi la deriva dei continenti Eurasia e Africa abbiano modellato la Toscana. Durante le glaciazioni l’Isola d’Elba faceva parte della costa e la regione era molto più grande di quella attuale. I continenti prima ebbero la tendenza allontanarsi e poi ad avvicinarsi, parliamo di 34-23 milioni di anni fa quando si forma il macigno del Chianti. Il sollevamento dal mare della Toscana avviene fra 12 e 7 milioni di anni fa, epoca in cui si alzarono gli Appennini. Nel Pliocene -5 milioni di anni fa- le acque tornano a sommergere l’entroterra depositando sabbie e argille e poi formando laghi e paludi. Si tratta di un fenomeno di terrazzamento che lascia depositi marini, fluviali e lacustri. L’erosione dei suoli è continua nel tempo e dipende dall’uomo in modo crescente. Essa ha accentuato la variabilità dei suoli che, nelle zone di produzione del vino, è particolarmente alta. Nell’insieme, la Toscana appare un mosaico complicatissimo di suoli che inizialmente erano attaccati e ora distano anche molti chilometri.

 

GEOLOGIA E RADICABILITA’ DEI TERRENI VITATI

Una mescolanza di suoli spiega la diversa “radicabilità” dei terreni vitati, cioè della diversa profondità a cui le radici della vite possono arrivare prima di trovare un banco non penetrabile (argille saline o calcari consolidati). La profondità è un elemento qualificante del terreno vitato perché è in diretta relazione alla disponibilità d’acqua delle viti. E’ accettabile a circa 40cm è elevata a 150 cm. Altro elemento fondamentale è la disponibilità di ossigeno che, in terreni sabbiosi, può essere insufficiente soprattutto a causa del compattamento causato dai mezzi meccanici.

 

IL MICROCLIMA DEI TERRITORI DEL SANGIOVESE

L’analisi metereologica mostra come, fra le 5 zone esaminate, Banfi sia nel punto più caldo e Cecchi in quello più fresco. L’area con maggiore stress idrico appare Montepulciano. Comunque le diversità sono notevoli e l’evoluzione connessa con il cambiamento climatico crea ovunque un’accentuazione dello stress idrico.

 

AGRONOMIA E DEGUSTAZIONE DEL SANGIOVESE DEI DIVESI TERRITORI

Mattivi e Storchi hanno indagato l’aspetto agronomico in relazione alla qualità dell’uva. Interessantissima la descrizione degli effetti della defoliazione precoce delle viti che potrebbe ridurre la dimensione dei grappoli. Lapidaria la conclusione <<Si può affermare che i terreni pesanti con alto contenuto di argilla, quando ben drenati ed aerati, permettono di ottenere grandi vini rossi di struttura, di corpo e con attitudine all’invecchiamento. Su suoli sciolti si hanno invece prodotti fini, delicati, dalla notevole complessità aromatica, con particolare espressione qualitativa per i vitigni bianchi>>. Una frase sibillina che sembra consigliare l’impianto di vitigni bianchi alle zone meno argillose.
Alla fine del libro ci sono i grafici delle degustazioni. Sono bellissimi e tali da avere l’imbarazzo della scelta perché tutte le zone esaminate danno vini di Sangiovese eccellenti anche se diversi. Per concludere è evidente la variabilità del vitigno Sangiovese a seconda dei suoli e dei climi ma, proprio per questo, questo vitigno appare molto affascinante e capace di far innamorare persone con gusti diversi.



                                                                       
Cinelli Colombini
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