LIBER PATER DIVENTA UN FILM

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LIBER PATER DIVENTA UN FILM

ARRIVA SUL GRANDE SCHERMO LOIC PASQUET E LA SUA CROCIATA CONTRO LE VITI INNESTATE E PER IL RITORNO ALLE ORIGINI DI BORDEAUX

 

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Loïc Pasquet-e Liber Pater diventano protagonisti di un film

di Donatella Cinelli Colombini #winedestination

Il vignaiolo ribelle e iconoclasta Loïc Pasquet diventa attore e impersona se stesso mentre prende d’assalto l’establishment del vino di Bordeaux che, secondo lui, ha tradito la vera viticultura del territorio. Un attacco contro la “zuppa industrale” dei vini di Bordeaux attuali che lui ha combattuto veramente e lo ha fatto finire in tribunale, sanzionato con multe e interdetto all’uso della denominazione a causa del suo impegno a favore delle viti a piede franco cioè con l’apparato radicale originario europeo e delle varietà autoctone.
Sotto un certo punto di vista Pasquet ha già vinto perché i suoi vini sono di gran lunga i più cari prodotti nell’area bordolese e forse del mondo, ma evidentemente questo non gli basta e ora vuole diventare una star dello schermo e avere un successo personale.

UN DOCU-FILM PER DENUNCIARE IL TRADIMENTO DEL VINO BORDOLESE ORIGINARIO

Il documentario dura 51 minuti andrà in onda su Apple TV l’anno prossimo. Pasquet racconta le sue battaglie con la burocrazia, la sua ricerca sui vini antecedenti alla fillossera. Oltre a lui ci sono contributi di critici come Jane Anson e Jacky Rigaux.
Pasquet comprò la sua prima bottiglia di vino quando aveva solo 11 anni. Con il suo interesse per il vino crebbe in lui la convinzione che esso fosse è un tesoro quasi sacro da preservare contro chi lo modifica per seguire la critica (Robert Parker) o il mercato. Il documentario racconta la sua crociata e la nascita, nel 2015, di Liber Pater vino prodotto da viti simili a quelle originarie cioè con la radice europea. Fu venduto a 33.000$ la bottiglia. Caro ma, secondo Pasquet, capace di trasmettere sensazioni uniche. <<Se provi un Bordeaux del 1860 [prima della che la fillossera costringesse i vignaioli a usare un piede cioè un apparato radicale americano] e del 1960 puoi sentire la differenza. L’innesto cambia la composizione chimica del vino>> ha detto a Wine Searcher, alla presentazione del documentario.

 

IL MOVIMENTO FRANCS DE PIED CHIEDE IL RICONOSCIMENTO UNESCO SULLE VITI CON RADICI EUROPEE

Il successo di Liber Pater ha creato emulazione e altri hanno seguito il suo esempio. A novembre, l’associazione “Francs de Pied” cioè dei vignaioli che coltivano viti con radici europee, ha fatto la sua cena di gala nello spettacolare Musée Océanographique di Monaco alla presenza del Principe Alberto II sovrano del principato. Oltre a Pasquet c’erano altri 120 supporter del progetto fra cui Andrea Polidoro di Cupano a Montalcino. I membri dell’associazione hanno deciso di chiedere il riconoscimento Unesco come Patrimonio Culturale Immateriale per le viti con radici europee – piede franco per sottolineare l’importanza di un approccio “ancestrale” alla viticoltura e alla vinificazione. Per lo stesso motivo l’associazione “Francs de Pied” intende registrare il proprio marchio in tutto il mondo. I proventi dall’uso del marchio dovrebbero finanziare la ricerca.

 

LA FILLOSSERA E’ ANCORA PRESENTE NEL VIGNETO EUROPEO

Stupisce un simile entusiasmo perché la diffusione della fillossera, il parassita killer delle viti che costrinse alla sostituzione dell’apparato radicale europeo (piede franco) con quello americano oltre un secolo fa, è ancora largamente diffuso nei vigneti.  Io ho visto delle viti sane con radici europee su terreni vulcanici sull’Etna ma francamente dubito che le stesse piante possano sopravvivere a Bordeaux o a Montalcino dove tutto il terreno è pieno dei terribili fitofagi. Gli attacchi della fillossera sono ben visibili sulle foglie ma non bastano a uccidere le viti come invece avviene quando trovano radici aggredibili come quelle europee. L’approccio antiscientifico di Pasquet poteva essere accettabile finchè si limitava ai suoi vigneti ma quando diventa una crociata contro ogni innovazione mi sembra pericoloso e assolutamente non condivisibile.