Vino, studi, news, gossip

WINERY TOURS 2025 DELLA FATTORIA DEL COLLE

NOVITÀ E TRADIZIONE IN 5 ESPERIENZE INDIMENTICABILI SUL VINO E SULL’OLIO EVO, ALLA FATTORIA DEL COLLE. DEDICATE AGLI AMANTI DEL VINO, DELLA STORIA E DELLA NATURA

La novità principale di quest’anno è l’introduzione del “Driver discount” che prevede 10€ di sconto per chi potrà assaggiare un solo vino. E’ il contributo della Fattoria del Colle alla guida sicura e un modo gentile per alleviare il sacrificio di chi dovrà poi mettersi alla guida. Un adeguamento necessario dopo l’introduzione del nuovo codice della strada e l’inasprimento dei controlli.

DRIVER DISCOUNT PER IL TURISMO DEL VINO SICURO

La nuova esperienza 2025 si chiama “Olio Nuovo in Orci Antichi, Brunello e Vino Orcia Cenerentola” e valorizza l’orciaia appena inaugurata nel sotterraneo della Fattoria del Colle. Dopo un attentissimo restauro e l’utilizzo di alcuni elementi innovativi, Donatella Cinelli Colombini sta, per prima,  rimettendo l’olio evo nei contenitori tradizionali toscani in ceramica. Un mix di tradizione e innovazione che accresce il fascino del meraviglioso extravergine di queste terre.

LE MAGGIORI PREOCCUPAZIONI DELLE CANTINE ITALIANE

GIULIA CANNADA BARTOLI MI CHIEDE COSA PREOCCUPA LE CANTINE ITALIANE: IL CALO DEI CONSUMI, IL CLIMA, I COSTI IN CRESCITA, LA MANO D’OPERA O LA BUROCRAZIA?

il futuro del vino italiano: Le maggiori preoccupazioni di Donatella Cinelli Colombini e dei produttori di vino

il futuro del vino italiano: Le maggiori preoccupazioni di Donatella Cinelli Colombini e dei produttori italiani

di Donatella Cinelli Colombini, winedestination, OrciaDoc 

L’intervista di Giulia Cannada Bartoli di Officina gourmet mi hanno fatto riflettere su un argomento a cui non avevo mai pensato: fra le tante preoccupazioni dei produttori di vino italiano cos’è che fa loro più paura? E soprattutto, cosa mi spaventa di più?
La mia personale risposta riguarda il cambiamento di sentiment dei consumatori giovani. Mi spaventa vederli interessati quasi solo ai vini naturali indipendentemente dalla qualità del liquido contenuto nelle bottiglie. Mi chiedo se questo porterà a un radicale cambiamento dei consumi come è avvenuto in passato per le pellicce o per alcune località turistiche passate di moda. A questo si associa la constatazione che il concetto di lusso, la ricerca di benessere personale sono radicalmente cambiati. Oggi non abbiamo davanti dei giovani che cercano di realizzarsi con il lavoro e con il successo professionale ma chiedono più tempo libero. Non risparmiano per comprare la macchina (questo avviene solo da noi in campagna dove i mezzi pubblici praticamente non esistono) ma puntano sullo sharing quando gli serve. Sono in crisi le griffe della moda ma non i cosmetici perché la cura del corpo, palestre comprese, è diventato un must che passa dalla sovraesposizione della propria immagine nei social. I ristoranti sono in crisi perché sono troppo cari per le normali famiglie e nessuno vuole lavorarci, persino i migliori chef preferiscono fare i cuochi a domicilio.
Mi chiedo quale sarà lo spazio dei vini di alta qualità in questo scenario. Soprattutto nel 2050 quando chi ha oggi 40 o 50 anni farà una vita più ritirata e più morigerata.

PERCHÉ LE BOTTIGLIE DI VINO HANNO IL FONDO INCAVATO?

SPESSO LA FORMA DEGLI OGGETTI RACCONTA UNA STORIA OPPURE MOLTE STORIE. È IL CASO DELLA CAVITÀ SOTTO LE BOTTIGLIE DI VINO CHE HA UN’ORIGINE ANTICA E RAGIONI MODERNE

bottiglie di spumante con fondo concavo

bottiglie di spumante con fondo concavo

di Donatella Cinelli Colombini, #winedestination, #orciadoc

In realtà non tutte le bottiglie di vino hanno una cavità al centro della base. Sono soprattutto quelle con vetro più pesante più costose, perché il vino “primo prezzo” è generalmente in bottiglie con fondo piatto. Anzi, c’è chi, fra i consumatori più semplici, ritiene che il fondo della bottiglia molto incavato sia peculiare dei vini di alta qualità.
Devo ammettere di non essere fra i supporter delle bottiglie pesanti. Le considero poco sostenibili perché ogni chilogrammo di vetro equivale all’emissione di 2,7 chilogrammi di CO2. Per questo i Paesi Scandinavi, notoriamente attenti all’ambiente, stanno introducendo delle norme che vietano la commercializzazione di vini in bottiglie pesanti.

LE BOTTIGLIE CON FONDO CONCAVO SEMBRANO PIU’ GRANDI

Tuttavia la bottiglia di grandi dimensioni è molto più visibile nello scaffale e quindi si vende più facilmente. Per chi, come me, non vuole usare bottiglie pesanti, ma vuole che i suoi vini abbiano una “bella presenza” diventa indispensabile orientarsi su quelle di peso medio ma con una grossa cavità nella base perché sono più grandi.

Nuova offerta: 2 TOP Family wines-vini di fattoria

 

Volete ricevere direttamente a casa vostra 3 bottiglie di Chianti Superiore 2022 e 3 bottiglie di Il Drago e le 8 Colombe 2020 a €123,00?

Questa è un’occasione per chi ama le piccole produzioni BIO della Fattoria del Colle. È davvero un’opportunità imperdibile per gli amanti del buon vino!

Nel Chianti Superiore 2022 la tipologia superiore indica il Chianti con caratteristiche di qualità e capacità di

I due Family wine della Fattoria del Colle: Chianti Superiore 2022 e Il Drago 2020 nell'offerta del mese

Il Drago e le 8 Colombe 2020 e il Chianti Superiore 2022, protagonisti dell’offerta di gennaio

invecchiamento superiori. Viene prodotto alla Fattoria del Colle da vigneti con maggiore vocazione e minor produzione.

Il Drago e le 8 colombe 2020 in anteprima è un “supertuscan”  cioè un vino IGT Toscana che non appartiene a nessuna denominazione ma è nato seguendo la creatività delle enologhe di Donatella Cinelli Colombini. È un blend dei vini di tre vitigni diversi, coltivati alla Fattoria del Colle, ed è dedicato alla componente maschile della sua famiglia che ieri era costituita da suo marito Carlo Gardini e oggi è rappresentata dal nipotino Lorenzo.

In omaggio, riceverete un cavatappi professionale personalizzato e un opuscolo,” Trekking nei Vigneti”, con cenni storici sulla vite e il vino, l’allevamento e potatura della vite, e i principi della degustazione. Un piccolo libretto che vi aiuterà a comprendere meglio la fatica e l’impegno di chi lavora in Fattoria.

RAGIONANDO SUI VINI BIANCHI TOSCANI

AUGUSTO GENTILLI DI WORLD WINE PASSION HA INTERVISTATO DONATELLA CINELLI COLOMBINI SUI BIANCHI TOSCANI E IL RISULTATO FOTOGRAFA LA SITUAZIONE E LE PROSPETTIVE

Donatella Cinelli Colombini assieme a Roberto Bellini, Valerie Lavigne e Marzia Morgnati conducono la degustazione alla cieca dei bianchi

Roberto Bellini, responsabile della guida AIS Toscana, alla degustazione dei bianchi toscani alla Fattoria del Colle

Di Donatella Cinelli Colombini #winedestination #orciadoc

Augusto Gentili di World Wine Passion è venuto a trovarmi recentemente e abbiamo parlato dei vini bianchi toscani. Qualche giorno dopo mi ha chiesto di rispondere ad alcune domande. Le risposte integrali sono nel suo blog mentre qui mi limito a riportare le parti che mi sembrano più interessanti.

FRA LE REGIONI TOP DEL VINO ITALIANO LA TOSCANA E’ LA SOLA SENZA UN PROGETTO SUI VINI BIANCHI

La Toscana è la sola regione fra quelle top del vino italiano, a non avere ancora un grande progetto sui vini bianchi. Anche l’altra regione forte sui vini rossi, il Piemonte, ha fatto un autentico boom con l’Alta Langa DOCG e ha una superstar che si chiama Derthona – Timorasso. Noi in Toscana abbiamo il Vermentino sulla cosata ma nelle colline interne non c’è un progetto. Tante cantine fanno sperimentazioni, piantano, provano tecniche nuove …. Ma manca un’Università che metta a confronto le esperienze individuali e tiri le somme. Senza ricerca e senza mettere in rete tutte le sperimentazioni in atto nelle aziende scopriremo il vitigno migliore, i terroir più vocati e il pro-cesso produttivo più performante fra vent’anni. Questo è terribile perché invece, nel mondo lo scenario sta cambiando.
A livello internazionale è evidente uno spostamento sui vini bianchi: nel periodo 2014-2017 i bianchi costituivano il 47% della produzione mondiale, mentre negli ultimi 4 anni sono saliti al 49,5%. Anche i consumi in Italia confermano il cambiamento dei gusti. Dieci anni fa i bianchi ri-guardavano il 47% dei consumi ed ora sono il 59%.

IL CLIMA INFLUENZA IL PREZZO DEI VINI CULT?

TRE STUDIOSI STATUNITENSI HANNO DIMOSTRATO CHE IL PREZZO DI TUTTO IL VINO DI ALTA GAMMA, COMPRESI I VINI CULT, SUBISCONO GLI EFFETTI DEL CLIMA AVVERSO

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Il prezzo dei vini USA cult e ultrapremium è influenzato dal clima dell’annata

di Donatella Cinelli Colombini, #winedestination, #OrciaDoc 

Botir Okhunjanov, Jill J. McCluskey and Ron C. Mittelhammer della Denison University di Granville OH e della School of Economic della Washington State University Wa hanno pubblicato (Cambridge University Press e Wine Economics) uno studio molto interessante sull’influenza del clima sui prezzi dei vini.

IL CLIMA INFLUENZA I  PREZZI DEI VINI USA SUPER PREMIUM E CULT

Sono stati esaminati sia il prezzo di rilascio, cioè quello della cantina al commerciante, sia il prezzo di vendita al pubblico dei vini di alta fascia e dei vini cult. La stessa analisi ha riguardato tre zone vinicole diverse degli Stati Uniti: Napa, Sonoma in California e Walla Walla.
I dati incrociati da questa analisi riguardavano le condizioni metereologiche, le quantità prodotte e i punteggi dei critici. Per spiegare questa correlazione è utile ricordare come una gelata possa ridurre drasticamente i grappoli ma lasciare intatta, o addirittura incrementare la qualità dell’uva superstite e conseguentemente favorire un aumento dei prezzi. Al contrario un’annata molto piovosa può compromettere la qualità dell’uva senza far calare i volumi della produzione con l’effetto di suscitare un minor apprezzamento del mercato.

PRIMAVERA IN TOSCANA: ESPERIENZE DA VIVERE

TOSCANA IN PRIMAVERA: GIORNATE PIÙ LUNGHE ADATTE PER TREKKING E BICICLETTA, BAGNO NELLE ACQUE TERMALI CALDE, TARTUFO MARZUOLO E L’OLIO EVO IN ORCI CENTENARI

Con l’arrivo della primavera, il sud della Toscana si trasforma in un paradiso di colori, sapori e momenti indimenticabili. Questa regione, celebre per i paesaggi da

Fattoria-del-Colle-caccia-al-tartufo

Caccia al tartufo Fattoria del Colle Toscana

cartolina, i borghi storici e la straordinaria tradizione enogastronomica, offre mille motivi per un soggiorno memorabile. Alla Fattoria del Colle di Trequanda, un borgo rinascimentale perfettamente conservato, il fascino della storia incontra l’eccellenza dei vini premium. Ecco tre esperienze imperdibili per vivere al meglio la primavera toscana.

CACCIA AL TARTUFO MARZUOLO E CENA GOURMET

Dal cuore dell’inverno alla fine di marzo, la Toscana celebra il tartufo marzuolo, un ingrediente dal sapore deciso, perfetto per arricchire tagliolini, bruschette, carni e uova. Alla Fattoria del Colle, la caccia al tartufo si svolge nelle sue riserve tartufigene con l’aiuto di esperti cani da ricerca. Il ristorante della Fattoria offre piatti sublimi preparati con il tartufo marzuolo, abbinati a un elegante spumante rosé metodo classico, prodotto con uve Sangiovese. Immaginate una cena a lume di candela sulla terrazza panoramica, immersi in un’atmosfera magica: un’esperienza che resta nel cuore.

LO CHAMPAGNE HA BISOGNO DI PIU’ FRESCHEZZA?

LA RICERCA DELLA FRESCHEZZA E LONGEVITA’ NELLO CHAMPAGNE PASSA ATTRAVERSO I POLIFENOLI E NON L’ACIDITA’. LA LEZIONE DI CRISTAL, DOM PERIGNON E MOET & CHANDON

Champagne la freschezza cercata nei polifenoli

Champagne la freschezza cercata nei polifenoli

di Donatella Cinelli Colombini, #winedestination, #brunellodimontalcino 

Ho pensato: forse il titolo di questo articolo di The Drink Business << Perché è il momento di ripensare il concetto di freschezza in Champagne >> dipende dal global warming come scrive Patrick Schmitt  MW dopo aver assaggiato << un paio di champagne completamente maturi di alcuni degli anni più caldi della regione, tra cui ’76 ma anche ’89, mentre ascoltavo i pensieri del talentuoso maestro di cantina di Louis Roederer, Jean-Baptiste Lécaillon>>.

LE TEMPERATURE SALGONO, L’ACIDITA’ DELL’UVA SCENDE MA GLI CHAMPAGNE SONO PIU’ FRESCHI DI PRIMA

Oppure questo dipende dal cambiamento del gusto che riguarda sia gli esperti che i più semplici consumatori finali ed è stato sancito dalla batosta subita dalle bollicine francesi al Champagne & Sparkling Wine World Championships (CSWWC) 2024, il campionato mondiale dei vini effervescenti, dove gli spumanti italiani hanno ottenuto 167 medaglie mentre la Francia 91. Un risultato che dovrebbe far riflettere i colleghi d’oltralpe indipendentemente dal rialzo delle temperature che c’è in Champagne come in Trentino o in Franciacorta.
Sono appena stata in Champagne ed ho assaggiato moltissime bottiglie straordinarie soprattutto da Bollinger, Louis Roederer e Krug. Ovviamente ogni maison ha un suo stile distintivo ma c’era una generale evoluzione rispetto al tradizionale carattere ossidativo e la presenza di un tratto più fresco. Era talmente evidente che, a un certo punto, ho chiesto a Maurizio Zanella <<ma non è che lo Champagne si sta italianizzando?>>.

ERIC GUIDO DI VINOUS E I NUOVI BRUNELLO 2020 E RISERVA 2019

94 PUNTI PER IL BRUNELLO RISERVA 2019, 93 E 91 PER IL BRUNELLO PRIME DONNE E BRUNELLO CLASSICO 2020. I COMMENTI DI ERIC GUIDO SULLE NUOVE ANNATE IN VENDITA

di Donatella Cinelli Colombini, #winedestination, #brunellodimontalcino

Vinous è un portale di recensioni sui vini creato da Antonio Galloni partendo da “Piedmont Report” (2004). E’ giovane ma si sta affermando come uno dei più autorevoli repertori di wine reviews

VINOUS IL PORTALE DI RECENSIONI SUL VINO CREATO DA ANTONIO GALLONI

Ha 12 collaboratori fra cui due Master of Wine e Stephen Tanzer che ha fatto confluire nello stesso portale il suo International Wine Cellar. Ad Eric Guido è affidata la degustazione dei vini della maggior parte d’Italia fra cui Montalcino. In precedenza Eric ha diretto il settore vino e il marketing al dettaglio di Morrell Wine Group ed è anche un esperto di cucina e musica.
Dopo aver letto i suoi commenti gli abbiamo scritto <<Non ci meraviglia che ti piacciano di più il “Prime Donne “ e  il Brunello Riserva che sono più strutturati, ma spero tu abbia visto la nuova ricerca di purezza e territorialità che caratterizza tutti i nostri vini. E’ un progetto che abbiamo chiamato “Vineyard First” e dura da cinque anni. Il cambiamento più importante riguarda il momento della vendemmia. Noi cogliamo ogni parcella di vigna nel giorno esatto in cui arriva alla completa maturazione. Il risultato è che quando noi finiamo la vendemmia tutte le altre cantine di Montalcino la cominciano>>
In effetti i Vineyard first ci ha permesso di produrre vini che piacciono ai consumatori perché sono puri; comunicano il vitigno, il terroir e il clima. Possono sembrare semplici, quasi “minimalisti” ma in realtà sono l’espressione di un grande rispetto per la natura.

GLI CHEF STELLATI NON VOGLIONO PIU’ STARE NEL RISTORANTE

VIVERE  SOTTO I RIFLETTORI LAVORANDO 14 ORE AL GIORNO E’ LOGORANTE E MOLTISSIMI CHEF STELLATI CHIUDONO IL LORO RISTORANTE O RIDUCONO LA LORO PRESEZA AI FORNELLI

Chef stellati in fuga dalla cucina dei loro ristoranti

Chef stellati in fuga dalla cucina dei loro ristoranti I commenti di Donatella Cinelli Colombini

di Donatella Cinelli Colombini, #winedestination 

 

Il titolo era intrigante e il testo di Antonella De Santis per Gamberorosso Notizie, a sua volta tratto dal NY Times Style Magazine, mi è piaciuto al punto da segnalarvelo perché lo leggiate in originale mentre qui mi limiterò a commentarlo brevemente.
Gli chef stellati sono vere celebrità, vanno in TV, conoscono VIP di mezzo mondo, vengono chiamati a cucinare per cene di gala e banchetti milionari, hanno un pubblico di ricchi foodies adoranti …. Spesso guadagnano molto … Ma apparentemente la fama e i soldi hanno un prezzo alto. Pesano sulla vita degli chef al punto da spingerli a lasciare il ristorante.

GLI CHEF STELLATI VENDONO IL RISTORANTE E DIVENTANO CONSULENTI

Negli Stati Uniti la scelta ha riguardato personaggi come Seamus Mullen che dopo un grande successo a New York con ristoranti frequentati da super celebrità, nel 2019 si è ritirato in un fattoria californiana e ora guadagna molto con lavori di consulenza, contratti di sponsorizzazione, progetti educativi e un servizio di consegna di pasti proteici salutari basati sul suo libro di cucina “Real Food Heals”.

LUI, LEI E IL PARADISO DI SVEVA CASATI MODIGNANI

L’ULTIMO LIBRO DELLA CASATI MODIGNANI RACCONTA DI UN IMPRENDITORE GENIALE, SPREGIUDICATO E DONNAIOLO CHE SOMIGLIA A SILVIO BERLUSCONI COME UNA GOCCIA D’ACQUA

Sveva Casati Modignani - Lui lei e il Paradiso

Sveva Casati Modignani – Lui lei e il Paradiso

di Donatella Cinelli Colombini, #winedestination, #brunellodimontalcino

Finalmente un giorno di vacanza e, distesa sul divano, finisco l’ultimo libro di Sveva Casati Modignani “Lui, lei e il Paradiso” (pp. 468 € 21). Un libro ispirato alla figura di Silvio Berlusconi che, nel racconto prende il nome Dino Solbiati e, dopo la morte, si ritrova nella waiting room del Paradiso con la sola compagna di Stella cioè la nostra autrice.

LUI, LEI E IL PARADISO

Squilla il telefono ed è proprio lei <<Salve Bice>> le dico allegramente perché il suo vero nome di Sveva Casati Modignani è Bice Cairati << ti sto leggendo>>.
Come sempre lei è prontissima <<ti piace?>>. Io sono poco diplomatica e invecchiando peggioro << scrivere di un personaggio famosissimo ha un po’ ingabbiato la tua fantasia ma i battibecchi fra Dino e Stella sono fantastici>> <<si mi sono davvero divertita a scriverli e gli ho detto le cose che nessuno ha mai osato dirgli >> <<altro che!!!>> ribatto io. In effetti Berlusconi viene descritto con pennellate vivaci nei suoi pregi ma anche nei suoi difetti.

LE CANTINE TURISTICHE ITALIANE SONO TUTTE UGUALI?

IL 96% DELLE CANTINE OFFRE AI TURISTI LA VISITA GUIDATA ALLE STRUTTURE PRODUTTIVE CON ASSAGGIO FINALE E SOLO IL 10% PROPONE ESPERIENZE DIVERSE E NUOVE

Canova-Masi terrazza panoramica nei vigneti

Canova-Masi terrazza panoramica nei vigneti

di Donatella Cinelli Colombini #winedestination

Nessun Paese al mondo ha cantine così diverse fra loro: ci sono aziende nei trulli, nelle ville palladiane, nei castelli medioevali, nelle grotte… e poi con vista sui templi della Magna Grecia, in mezzo alle vette alpine, per non parlare delle cantine d’autore e di quelle che contengono pezzi di storia italiana.
Nella stragrande maggioranza dei casi si tratta di aziende familiari (39%) ma abbiamo anche il 14% di imprese con rilevanza storica o artistica e il 12% con marchio famoso. Nel rilevamento effettuato da Nomisma -Wine Monitor su 265 imprese italiane,  il carattere più rilevante ai fini turistici veniva individuato dall’11% nel  paesaggio, oppure nell’organizzazione di incoming o nell’offerta innovativa.

CANTINE ITALIANE TUTTE DIVERSE E CON TANTISSIMI VITIGNI DIVERSI COMUNICATE IN MODO SIMILE

Una diversità che costituisce una vera ricchezza per il turistico così come i cinquecento vitigni autoctoni del nostro Paese. Infatti il turismo si dirige verso quello che è unico e non sulle destinazioni uguali a tutte le altre.  Purtroppo questa diversità sparisce in depliant e siti pieni di immagini di botti e di grappoli d’uva tutti simili. Ma soprattutto sparisce nella proposta di esperienze fotocopia: visita guidata in vigna e in cantina con spiegazione del processo produttivo seguita da un assaggio.

MACCHIE DI VINO ROSSO: 10 MODI PER CANCELLARLE

PER LE MACCHIE DI VINO ROSSO CI SONO I “RIMEDI DELLA NONNA” COME SALE, ACETO, LIMONE O VINO BIANCO MA ANCHE LO SCIOGLIMACCHIA CHANTECLAIR

macchie-di-vino-sulla-tovaglia

come togliere le macchie-di-vino-rosso

Di Donatella Cinelli Colombini, #winedestination

I dieci rimedi che propongo qui sotto sono artigianali ma facili e non danneggiano i tessuti. Questo è importante perché, sembra impossibile, ma la macchia di vino viene irrefrenabilmente attratta da camice di seta bianca, abiti firmati di colore chiaro e altri indumenti che non possono essere buttati fra gli stracci a cuor leggero.

IL LIMONE CONTRO LE MACCHIE DI VINO

Come per ogni macchia più si aspetta e peggio è. Quindi meglio intervenire tempestivamente, ma se la macchia è vecchia bisogna provare con un rimedio drastico: succo di limone mescolato a sapone liquido oppure, se l’indumento è delicato, succo di limone puro. Dopo 15 minuti saprete se siete riusciti a rimuovere la macchia e quindi potete procedere a un lavaggio completo dell’indumento. Altrimenti l’unica strada è la lavanderia e speriamo bene!

VINI DI VERONELLI E PIOGGIA DI STELLE

6 VINI DI DONATELLA CINELLI COLOMBINI PREMIATI CON TRE STELLE NELLA GUIDA VERONELLI 2025 DOVE E’ PRESENTE L’INTERA PRODUZIONE DELLE CANTINE

I vini di Veronelli 2025 sei vini con tre stelle per Donatella Cinelli Colombini

I vini di Veronelli 2025 sei vini con tre stelle per Donatella Cinelli Colombini

La guida I vini di Veronelli celebra il patriarca dei critici enologici italiani, scomparso circa 20 anni fa. Fu Veronelli a rivalutare la figura del vignaiolo e a puntare sulla territorialità come principale pregio del vino. Un rivoluzionario che invocava le basse rese dei vigneti in un’epoca in cui tutti sognavano in grande.

GINO VERONELLI IL PIONIERE DEI WINE CRITICS ITALIANI

Gino Veronelli fu un rivoluzionario la cui opera continua nel Seminario Veronelli e nella Guida curata da Andrea Alpi, Gigi Brozzoni, Marco Magnoli e Alessandra Piubello.
La mia scheda riporta sinteticamente la storia aziendale dal 1998 a oggi <<è riuscita ad esportare in 41 Paesi esteri, pur rimanendo orgogliosamente un’artigiana che cura la vigna, certificata biologica e la maturazione in botte con assiduità giornaliera>>.

6 VINI PREMIATI CON 3 STELLE  QUATTRO CON 2 STELLE E UN

Vini di Veronelli i premiati in casa Donatella Cinelli Colombini

6 vini firmati Donatella Cinelli Colombini si aggiudicano le stelle oro dalla Guida I vini di Veronelli 2025

GRANDE ESORDIO

Un impegno che risulta evidente dalla citazione nella guida dell’intera gamma aziendale. 6 vini premiati con 3 stelle: Brunello di Montalcino e Brunello di Montalcino Prime Donne 2019, Brunello di Montalcino riserva 2018, Supertuscan il Drago e le 8 colombe IGT 2019, Cenerentola Doc Orcia 2019 e passito a uve traminer 2017.

                                                                       
Cinelli Colombini
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