DENTRO LA CANTINA TURISTICA (1)
QUESTO CAPITOLO È DEDICATO ALL’INTERNO DELLA CANTINA TURISTICA CON IL PERCORSO DELLA VISITA GUIDATA AD ESCLUSIONE DELLA SALA DA DEGUSTAZIONE E DEL PUNTO VENDITA

zona di ingresso della cantina-Casato Prime Donne Montalcino
di Donatella Cinelli Colombini, #winedestination, #brunellodimontalcino
Come ben sappiamo la proposta enoturistica italiana si è configurata, fino dall’inizio, come la visita ai luoghi di produzione dei grandi vini e non solo come shopping di bottiglie a somiglianza del modello americano. In questa logica mi sembra giusto soffermarmi sugli ambienti interni della cantina che il turista può vedere.
ENTRARE NELLA CANTINA TURISTICA
Iniziamo con l’annoso problema delle cantine turistiche italiane chiuse nei giorni festivi e nel weekend cioè nei momenti di maggior afflusso di visitatori. Le indagini mostrano un miglioramento ( la domenica il 53% delle cantine sono aperte) ma non la fine del problema.
GIORNI E ORARI DI APERTURA
Nel migliore dei casi l’apertura festiva avviene previa prenotazione.
La chiusura nei giorni festivi nasce dalla necessità di adibire all’accoglienza turistica personale addetto ad altre funzioni come commerciale, marketing o comunicazione. Dove i flussi di visitatori non sono continuativi, i fatturati non bastano a pagare un intero stipendio e il personale della wine hospitality fa anche altri lavori per cui ha un orario impiegatizio lunedì-venerdì con sosta per pranzo.
Il risparmio di costi, tuttavia, comprime i guadagni. Specialmente nella stagione turistica sarebbe opportuno aprire al pubblico almeno nel pomeriggio. In alternativa bisognerebbe accordarsi su turni di apertura all’interno della stessa denominazione, pubblicizzandoli online.
Una problematica simile riguarda l’orario di pranzo che, all’estero, è quello di maggior afflusso, perché i visitatori consumano spuntini e brunch in cantina o negli spazi esterni intorno ad essa.
In Italia la maggior parte delle cantine chiudono per pranzo. Un grave errore che priva le aziende di introiti aggiuntivi. Infatti la legge permette di servire formaggi, salumi e altri alimenti tipici con cui offrire ai visitatori deliziosi pranzetti accompagnati da grandi vini.
I viaggi enoici sono soprattutto escursioni da mattina a sera nei territori dei grandi vini. Cresce anche il turismo vero e proprio, quello con pernottamento, anche se è minoritario. Si tratta del 37% dei turisti enogastronomici italiani secondo lo studio 2024 di Roberta Garibaldi con ISMEA. Per questo le città del vino hanno più ristoranti che strutture ricettive e per questo l’apertura delle cantine turistiche all’ora di pranzo e l’offerta di ottimi brunch tipici, potrebbe avere un notevole successo.
INGRESSO NELLA CANTINA TURISTICA
Le prime tre cose chieste dal turista entrando in cantina sono il bagno, la password del WiFi e l’acqua.
Il numero dei servizi igienici dipende dai flussi turistici e dalla necessità di evitare lunghe code e lunghe attese che sottraggono tempo alla visita e allo shopping.
Tenendo presente che ogni donna occupa mediamente un bagno per un minuto e mezzo e un uomo per soli 60 secondi è facile calcolare il numero delle cabine necessarie. Il bagno per disabili è obbligatorio e ovviamente anche quello con armadietti per i dipendenti. I bagni per uso pubblico hanno le stesse norme ovunque: rivestimenti delle pareti, sapone e asciugamani monouso, comando dell’acqua non manuale e contenitore dei rifiuti con coperchio a pedale. Ma bisogna ricordarsi di usare sapone inodore.
La brocca dell’acqua con i bicchieri è sicuramente molto gradita in estate. Una massima saggia dice <<offri l’acqua se vuoi vendere il vino>>. Ma serve anche la ciotola dell’acqua per i cani. Oltre un terzo degli italiani ha un cane e sceglie le destinazioni turistiche dove può portarselo dietro per cui le wineries dog friendly sono le preferite.
I VANTAGGI DEL WIFI
La connessione internet ha due vantaggi: il visitatore always on – sempre connesso è in ansia dove non riceve telefonate e messaggi. Per questo cerca di uscire velocemente. Se il turista ha figli adolescenti questo problema si aggrava. Quindi è vantaggioso dargli una connessione WiFi che lo faccia stare tranquillo.
L’accesso a internet può consentire anche la registrazione del visitatore (attenzione a ottenere il consenso esplicito secondo le norme della privacy) utilissima per il follow up che trasforma il turista in cliente affezionato.
Non tutte le cantine lo fanno ma c’è chi spinge i clienti a saltare la fila davanti al bancone di vendita redigendo online la lista delle bottiglie che vuol comprare. Una tecnica che può essere utile soprattutto con i gruppi ma che richiede una notevole organizzazione nel punto vendita.
ZONA DI BENVENUTO
Generalmente il punto vendita è uno spazio polivalente che serve anche per riunire i turisti prima delle visite guidate e successivamente è il luogo in cui far loro assaggiare i vini. Più raramente la stanza di accoglienza, quella di degustazione e il punto vendita sono separati. Io ho questa logistica nella mia cantina di Montalcino e vedo quanto sia scomoda e richieda un maggior numero di addetti.
La stanza di accoglienza permette di dare informazioni ai visitatori mediante depliant, video o QRcode. E’ il luogo in cui l’azienda si presenta e deve mostrarsi come un luogo unico e diverso da tutti gli altri affascinando il visitatore. E’ importante mostrarsi veri e ricchi di valori, con una storia unica da raccontare e condividere.
Per fidelizzare il turista è utile segnalare un hashtag e chiedergli di usarlo in foto e video da condividere nei social aziendali.
Una raccomandazione: spesso architetti e interior designer creano ambienti bellissimi dove le linee architettoniche impongono un rigore ordinato e scarno all’ambiente. Anche se appaiono splendidi nelle foto, risultano poco coinvolgenti per chi cerca luoghi <<non creati per i turisti>> ma autenticamente collegati alla cultura rurale e alla produzione del vino. Questi turisti sono una percentuale in crescita sia fra chi ha sensibilità ambientaliste sia fra i grandi appassionati che hanno visitato le super tradizionaliste cantine francesi. Per questo bisogna fare attenzione a non creare un luogo adatto solo alle riviste di architettura. Ho visto una cantina del genere in Spagna che, anche per le sue dimensioni enormi, fu ribattezzata la “Hollywood del vino”.






