DENTRO LA CANTINA TURISTICA (2)
LUCI, ODORI, ANTIQUARIATO ENOLOGICO, ACCESSIBILITA’ AI DISABILI E ITINERARIO DELLE VISITE TURISTICHE: L’ACCOGLIENZA IN CANTINA ENTRA NEL VIVO DELLA QUOTIDIANITA’

Elementi di arredo delle cantine turistiche-Fattoria del Colle Toscana
di Donatella Cinelli Colombini, #winedestination, #orciadoc
Le cantine sono luoghi di lavoro dove c’è un’illuminazione forte che deve agevolare le attività lavorative ed evitare gli infortuni.
LUCI DELLA CANTINA TURISTICA
La luce per i turisti è invece più soffusa e simile a quella naturale. L’illuminazione può guidare gli occhi verso quello che deve essere visto e mettere in ombra quello che deve essere visto di meno. L’effetto scenografico va limitato per non far sembrare la cantina una cosa finta e destinata ai turisti, ma se ci sono elementi architettonici di pregio, scorci suggestivi, perché non mostrarli?
Ovviamente scalini, cambi di dislivello, rampe e simili vanno ben illuminati perché i turisti, specialmente se anziani, tendono a inciampare facilmente.
Consiglio di applicare il timer o un sensore di movimento alle luci “turistiche” in modo da evitare che rimangano accese dopo il passaggio dei visitatori.
Ribadisco quello che ho già scritto: luci di sicurezza e indicazioni sulle vie di fuga sono obbligatorie per legge. Le interruzioni di corrente sono frequenti in campagna e molte cantine hanno parti sotterranee, quindi quando manca l’elettricità rimangono nel buio assoluto. Per cui, in caso di bisogno, servono strumenti per far uscire i turisti in sicurezza.
ODORI E PULIZIA
Nelle cantine italiane è difficilissimo sentire cattivi odori, comunque è giusto ribadire che non devono esserci così come non devono esserci profumi. Tutti sanno che i prodotti per la pulizia della cantina non devono contenere cloro (innescherebbe l’inquinamento di TCA Tricloroanisolo che porta nel vino l’odore di tappo, problema comune anche a sbiancanti, antitarlo e alcune vernici) ma anche pulire i pavimenti con prodotti profumati va assolutamente evitato.
La polvere, le ragnatele e le chiazze di umidità sui muri, il disordine e le attrezzature enologiche sporche … dequalificano la cantina anche se in realtà hanno poca a che fare con la qualità del vino. Soprattutto nel mondo anglosassone il concetto di igiene è direttamente collegato al concetto di qualità alimentare. Per questo la cantina deve sembrare pulita e non solo essere pulita, compresi i bagni.
Sul versante opposto gli ambienti asettici di tipo ospedaliero, oppure talmente scenografici da far sospettare che non siano vere cantine di produzione, sono entrambi controproducenti ai fini turistici.
ENOLOGIA E ANTIQUARIATO ENOLOGICO
Le botti e i tini da vinificazione, nelle loro varie tipologie, sono più o meno uguali in tutto il mondo. Agli occhi di un turista a che ha già visto molte cantine non costituiscono una seria attrazione anche quando la loro scenografia è suggestiva. Per questo le cantine si popolano di elementi di arredo di vario tipo: dalle opere d’arte contemporanea come a Cà del Bosco in Franciacorta, oppure trofei del ciclismo come da Ciacci Piccolomini d’Aragona a Montalcino…. Tali elementi sono utili nella misura in cui si collegano alla storia della cantina e del produttore. Ecco che Paolo Bianchini ha rinunciato a diventare un campione di bicicletta per amore del Brunello mentre Maurizio Zanella è metà wine maker e metà intellettuale.
Io, da signora di campagna toscana, amo conservare i vecchi oggetti della fattoria e questo ingombra la cantina di vecchie pompe, diraspatrici, carri, torchi … Tuttavia, la parte moderna della produzione è ben distinta da quella antiquaria per non far apparire la mia cantina poco aggiornate e attrezzata, agli occhi dei visitatori più esperti.
ACCESSIBILITA’ PER I DISABILI
Accogliere chi ha una disabilità è un segno di civiltà e non solo un modo per rispettare le leggi. La cantina deve essere accessibile, almeno in parte, alle persone su sedia a rotelle e deve avere un bagno per disabili motori. Ma deve essere anche pronta ad accogliere, come un ospite privilegiato, chi non vede oppure non sente. Per i disabili cognitivi, invece, il rapporto con le bevande alcoliche presenta dei seri problemi per cui la visita deve concentrarsi sui vigneti.
I ciechi possono toccare, annusare e assaggiare. Per questo ONAV si è fatta promotrice di degustazioni al buio e della formazione di assaggiatori non vedenti. La visita in cantina va studiata in modo da concentrarla sull’uso di sensi diversi dalla vista, per esempio sugli odori emanati da barrique nuove e dal vino al loro interno. E ancora: la differenza fra i vitigni può essere esemplificata facendo toccare le loro foglie.
I sordi sono generalmente persone socievoli e spiritose. Spesso usano il turismo per coltivare le amicizie e quindi affliggerli con lunghe spiegazioni è inopportuno e bisogna ricordarsi di parlare sempre davanti a loro mostrando le labbra.
ITINERARIO TURISTICO IN CANTINA
L’itinerario in cantina può variare in base al tipo di turisti. Gli esperti potrebbero entusiasmarsi vedendo le parti più innovative della cantina ma per il neofita la reazione potrebbe essere negativa. C’è un crescente sentimento di sospetto verso la tecnologia come se necessariamente comportasse la manipolazione della natura. Per questo, dovendo studiare un itinerario standard, adatto per tutti i visitatori, consiglio di iniziare dalle parti più “calde” della cantina come la bottaia, lasciano per ultime la zona di vinificazione o quella di confezionamento. La prima è un ambiente dove le luci sono soffuse ci sono contenitori di rovere con forme arrotondate che suscitano il ricordo della tradizione del vino. Le emozioni che suscita sono positive e di affezione. La tinaia è invece un ambiente più freddo e generalmente più grande con luci più forti, acciaio, tecnologia, ordine e igiene.
Le soste durante il percorso della visita hanno bisogno di spazio e magari di sedili. Nel mio ultimo viaggio in Champagne, durante la visita alle cantine Louis Roederer, il mio mal di schiena mi ha spinto a sedermi anche sulle scale a pioli.






