DENTRO LA CANTINA TURISTICA (4)
NUMERO E DURATA DELLE VISITE, ACCESSI LIBERI O SU PRENOTAZIONE, PREZZI DELLE ESPERIENZE. L’OFFERTA ENOTURISTICA ITALIANA SI STRUTTURA E DI MODIFICA

prezzi, orari e modalità di ingresso nelle cantine turistiche- Montalcino Casato Prime Donne
Di Donatella Cinelli Colombini, #winedestination, #orciadoc
Il 95% delle cantine italiane propone la visita guidata agli impianti produttivi (cantina e vigneti) con assaggio finale. A questa si aggiungono altre esperienze progettate in base al target dei visitatori (gruppi, individuali wine lovers, famiglie …) oppure alle specificità dell’azienda.
QUANTE ESPERIENZE E DI QUALE DURATA
Un portafoglio di proposte che non dovrebbe superare le 4 esperienze diverse più una proposta premium con caratteri di eccezionalità e alto prezzo. Hanno questo tipo di portafoglio il 65% delle cantine del Movimento Turismo del Vino.
Ritengo invece sbagliato eccedere offrendo un ventaglio enorme di scelte perché la legge del marketing chiamata il “paradosso delle scelta” ci dice che l’eccesso di opzioni scoraggia i clienti.
Recentemente ho notato che alcune cantine allungano la durata delle esperienze per giustificare l’aumento dei prezzi. E’ controproducente. La capacità di attenzione del visitatore decresce con la sua “passione per il vino” meno è competente più brevi devono essere spiegazioni e la durata della visita.
Mezz’ora, quaranta minuti per il winery tour e circa lo stesso tempo per la degustazione. E’ possibile superare questi tempi con attività coinvolgenti e più articolate quali, ad esempio, gli assaggi verticali che iniziano dal barrel tasting in bottaia e proseguono fino alle grandi riserve. Oppure mostrano la differenza di percezione derivante dall’assaggiare dello stesso vino in bicchieri diversi o con accompagnamento di musiche differenti.
ACCESSO LIBERO O SU PRENOTAZIONE
Sempre più spesso le cantine turistiche organizzano le visite in base a un calendario e a orari fissi. E’ un sistema che riduce i costi di manodopera ma omologa la proposta su quella standard più semplice. Una certa flessibilità è sempre necessaria specialmente nelle aree dove i flussi enoturistici non sono ancora molto forti e dove l’obbiettivo è ridurre i numeri e innalzare il target.
Va ricordato infatti che mentre l’”enoturista per caso” accetta volentieri una visita in gruppo, l’appassionato di vino e soprattutto il visitatore esperto, preferisce una visita più personalizzata e sono proprio questi ultimi clienti quelli che, generalmente, comprano bottiglie più care e in maggiore quantità.
L’accesso su prenotazione è cresciuto nel periodo del Covid e poi è rimasto come pratica “mista” sia in USA, dove il 43% delle cantine la pratica (solo il 29% riceve esclusivamente su prenotazione), che in Italia dove la percentuale sale fino al 68%. Le cantine accessibili solo su appuntamento sono quindi minoritarie ma, spesso, sono le più prestigiose.
Il turismo del vino ha una stagione molto lunga a somiglianza del turismo d’arte. In inverno i flussi cessano quasi del tutto anche se la stragrande maggioranza delle cantine turistiche rimane comunque accessibile. I visitatori ricominciano ad arrivare ad aprile e continuano ad affluire fino a novembre. Recentemente l’autunno è il periodo in cui entrano in cantina la maggior parte dei wine lovers anche attratti dall’epoca della vendemmia e dalla possibilità di prendervi parte. Agosto è invece il mese di vacanza in cui la qualità dei visitatori si abbassa e il numero degli accessi cresce.
PREZZI DELLE ESPERIENZE
I prezzi delle esperienze stanno crescendo in tutto il mondo e quindi anche nelle cantine turistiche italiane. In linea di massima partono da 15€ a persona ma le proposte standard si aggirano sui 25€ mentre salgono intorno ai 50€ per quelle più strutturate. In questa fascia di prezzo si collocano anche la maggioranza delle offerte premium benchè alcune cantine propongano anche qualcosa di più esclusivo intorno ai 150€.






