TURISMO DEL VINO IN FRANCIA
12 MILIONI DI VISITATORI DELLE CANTINE FRANCESI, + 20% RISPETTO AL 2016, UN CONSIGLIO SUPERIORE PER L’ENOTURSMO E UNA MINISTRA DECISA A SPINGERE L’ACCELERATORE

Turismo del Vino in Francia, Bordeaux Citè du Vin
DI Donatella Cinelli Colombini, #winedestination, Fattoria del Colle, Casato Prime Donne
La Ministra del turismo francese Nathalie Delattre ha visitato la fiera Wine Paris rilasciando dichiarazioni esplicite sull’intenzione di sviluppare l’enoturismo creando nuovi sbocchi commerciali alle cantine francesi. Il primo obiettivo è quello di superare l’Italia nel numero di visitatori delle cantine turistiche. Attualmente la “classifica” è la seguente
20 milioni di visite nelle cantine USA
15 milioni di visite nelle cantine italiane
12 milioni di accessi nelle cantine francesi.
L’ENOTURISMO FRANCESE PUNTA A DIVENTARE PRIMO IN EUROPA
Gli enoturisti che visitano le cantine francesi sono 6,6 milioni di connazionali e 5,4 milioni di stranieri. Particolarmente marcata la crescita della clientela estera, con un incremento del +29%, rispetto al +14% della clientela francese. I primi 3 visitatori internazionali sono britannici, belgi e americani, che confermano il loro interesse per l’arte di vivere francese e i suoi vigneti eccezionali. L’enoturismo, in generale, si sviluppa principalmente nelle cantine e maison (82%, pari a 10 milioni di enoturisti) a cui vanno aggiunte le cantine cooperative (12%, 1,41 milioni di enoturisti). Anche i 75 circuiti enoturistici con il marchio “Vignobles & Découvertes” hanno registrato un aumento del 12% dal 2016.
Secondo la Ministra l’obiettivo è alla loro portata perché la Francia, prima destinazione turistica del mondo con 100 milioni di arrivi dall’estero, ha un terzo dei visitatori stranieri attratti dall’enogastronomia. Quindi, secondo i suoi calcoli, ci sono 33 milioni di viaggiatori particolarmente sensibili al cibo e al vino che potrebbero essere facilmente indirizzati verso i luoghi di produzione.
Detta così il progetto è di facile realizzazione ma in realtà le cose sono più complicate. Ad esempio il sistema “en primeur” impedisce, a una fetta consistente delle cantine di Bordeaux, di vendere per canali diversi dai négociant che hanno comprato in anticipo il vino delle loro barriques. E Bordeaux è la zona vinicola più grande di Francia.
Sul fronte opposto l’Alsazia, prima Strada del Vino in Europa, è una specie di Disneyland piena di negozi di souvenir, il trenino e un’immagine molto massificata.
A fronte di queste difficoltà il Ministro ha degli evidenti vantaggi strategici rispetto a noi: un ministero che coordina l’incoming dell’intera nazione e ha organi di comunicazione che sono vere macchine da guerra. Basta aprire France.fr e visitfrenchwine.com per capire di che super professionisti dispone.
IL VANTAGGIO DI AVERE UN COORDINAMENTO NAZIONALE DEL TURISMO
L’altro elemento di forza dei francesi è il coordinamento. In Francia ci sono circa 10.000 cantine aperte al pubblico e un Consiglio superiore per l’enoturismo, creato nel 2009 da Michel Barnier e Hervé Novelli, che ha già concesso il marchio “Vigneti e scoperte” a 8.700 imprese ed ha creato 75 circuiti.
Ha le idee chiare la Ministra Nathalie Delattre e sembra decisa a contrastare la crisi commerciale del vino francese con un veloce contrattacco sul fronte turistico.
Ho la convinzione che riuscirà nel suo intento: la Ministra infatti ha una sua cantina nella Gironda e in passato ha presieduto l’Associazione nazionale dei rappresentanti del vino (ANEV). Le sorti del vino le stanno particolarmente a cuore e si sa muovere sia sul fronte politico che su quello organizzativo.
Le cantine italiane devono prepararsi a una rivalità con la Francia anche sul piano enoturistico. Non sarà facile, noi non abbiamo un ministero con portafoglio perché, dal 1993, nel nostro Paese, la materia turistica, è delegata alle regioni.






