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VINO E CANNABIS SONO COMPLEMENTARI NON ALTERNATIVI

BERE E FUMARE: UNA RICERCA MOSTRA CHE CHI FA FREQUENTE USO DI CANNABIS GENERALMENTE BEVE ANCHE ROSÉ, SPUMANTI E VINI DOLCI MENO DIFFUSA L’ALTERNANZA CON VINI ROSSI

Cannabis e vino sono alternativi o complementari

Cannabis e vino sono alternativi o complementari

di Donatella Cinelli Colombini, winedestination, Casato Prime Donne Montalcino, Fattoria del Colle Trequanda 

La ricerca è stata pubblicata dal Journal of Wine Economics con la firma di Sophie Ghvanidze, Milan Scasny e Jon Hanf delle Università di Geisenhein e Praga. Mira ad indagare la relazione tra consumo di cannabis e consumo di vino e specificamente di capire se queste sostanze si comportino come sostituti o complementi. I dati scaturiscono da un sondaggio online su 523 consumatori tedeschi di vino, inclusi 215 utilizzatori di cannabis.

I VINI ROSE SPUMANTI E DOLCI SONO COMPLEMENTARI AL CANNABIS

Sono stati analizzati i consumi in quattro categorie di vino: bianco, rosso, rosé/spumante e vini dolci. Apparentemente i risultati forniscono evidenza di una relazione di complementarità: gli utilizzatori di cannabis riportano un consumo di vino significativamente più elevato rispetto ai non utilizzatori nella maggior parte delle categorie, eccetto il vino rosso. L’effetto è particolarmente marcato per rosé/spumanti e vini dolci.

ANCORA UNA GUIDA SUI RISTORANTI

DOPO LA GUIDA MICHELIN DELLE CANTINE ARRIVA LA GUIDA GAULT&MILLAU DEI RISTORANTI. MENTRE TUTTI GUARDANO INTERNET PERCHÉ LE GUIDE CARTACEE?

Guida Gault&Millau

Guida Gault&Millau

di Donatella Cinelli Colombini, winedestination, Casato Prime Donne Montalcino, Fattoria del Colle Trequanda 

In Francia la considerano “la guida anti Michelin” e pare sia molto importante in quel Paese ma in Italia ci sono già la Guida dell’Espresso, quella del GamberoRosso …… e quindi, forse non c’era proprio così tanto bisogno di un’altra guida sui ristoranti.

COME MAI LE GUIDE AUMENTANO LE LA LORO CONSULTAZIONE DIMINUISCE?

La cosa strana è che il numero delle guide aumenta mentre l’abitudine a scegliere i ristoranti basandosi sulle recensioni dei portali online è ormai una pratica diffusissima. In una simile situazione ci sarebbe da aspettarsi la chiusura di alcune guide e viene da chiedersi perché questo non succede. Sicuramente non vendono più lo stesso numero di copie di venti o trent’anni fa quando anch’io partivo per ogni viaggio con la Michelin in valigia. Forse gli editori guadagnano con la pubblicità o con gli sponsor, ma certo la consultazione delle guide si restringe progressivamente sugli addetti ai lavori mentre l’influenza sui clienti è quasi sparita. Nemmeno l’ottenimento delle stelle Michelin è una garanzia di guadagni perché fra gli chef con il proprio ristorante c’è chi ha rinunciato ad averle.

IL BIOLOGICO IN VIGNA E’ ARRIVATO AL CAPOLINEA?

DA UN LATO IL LEADER DELLA BIODINAMICA NICOLAS JOLY ACCUSA LA VITICULTURA MODERNA DI PRODURRE VINI MORTI SULL’ALTRO LATO IL CLIMA SCATENA UNA FUGA DAL BIOLOGICO

Vigneti biologici Toscana Fattoria del Colle

Vigneti biologici Toscana Fattoria del Colle

di Donatella Cinelli Colombini, winedestination, Casato Prime Donne Montalcino, Fattoria del Colle Trequanda 

Coltivo la mia terra in modo biologico, pago la certificazione, sono convinta di essere solo un custode del suolo agricolo e quindi di avere il dovere di preservarlo. Inoltre abito in mezzo alle vigne quasi tutto l’anno e non voglio che vi vengano usati diserbanti e pesticidi chimici perché mi spaventano i dati sul cancro innescato da questi prodotti.  Tuttavia coltivare in modo biologico è molto più costoso, riduce le produzioni e non fa aumentare i prezzi di vendita. Quindi innesca delle perdite non degli utili di bilancio.
Nei miei vigneti intendo andare avanti nonostante tutto e anzi intendo ridurre l’uso di rame e zolfo usando tecnologia e altri presidi naturali.
Ma la crisi del biologico c’è e, soprattutto in Francia, assomiglia a una fuga in massa dei vignaioli.

Fra poco, in quel Paese, circa venti prodotti fungicidi a base di rame perderanno l’autorizzazione alla commercializzazione, riducendo drasticamente il ventaglio di strumenti a disposizione dei produttori bio. Il crollo delle certificazioni già in atto in Francia avrà probabilmente un’accelerazione. Speriamo che l’Italia non adotti un provvedimento simile.

L’ATTACCO DI NICOLAS JOLY E DEI BIODINAMICI

Poi c’è l’attacco da parte dei produttori di “vini naturali “ e dei biodinamici con il loro leader Nicolas Joly che accusa i vini convenzionali di essere << perfetti, ma piatti e tutti uguali>> come ha detto a GamberoRosso. Joly attacca anche i “vini naturali” che sono un problema per tutti: non hanno certificazione per cui fanno tutto ciò che vogliono e spesso sono pop o mal fatti per cui allontanano i consumatori e creano confusione.

QUARANT’ANNI DAL METANOLO

L’AGGIUNTA DI METANOLO AL VINO PRODUSSE 23 MORTI, 15 CIECHI E 153 INTOSSICATI MA ANCHE UNA RINASCITA QUALITATIVA E UN NUOVO FORMIDABILE SISTEMA DI CONTROLLI

quarant'anni dalla tragedia del metanolo

quarant’anni dalla tragedia del metanolo

di Donatella Cinelli Colombini, winedestination, Fattoria del Colle Trequanda, Casato Prime Donne Montalcino

Della tragedia del metanolo nel 1986, io ho tre ricordi. Lo stupore di fronte alle notizie dei morti che arrivavano attraverso la televisione e dell’aggiunta di veleni nel vino che causavano queste morti. I produttori piemontesi il primo giorno di Vinitaly che letteralmente cacciarono le cantine coinvolte nelle indagini. Infine ricordo gli ordini di Brunello che aumentavano anziché diminuire perché appariva uno dei pochi vini assolutamente sicuri per cui persino dal Parlamento ci chiesero una fornitura urgente anche se pretesero un certificato di analisi.
Alla fine per noi di Montalcino la tragedia del Metanolo fu pressoché ininfluente. Ma tutto intorno fu un terremoto per cui ci fu un prima e un dopo. Beppe Colla, allora presidente del Consorzio di Tutela Barolo e Barbaresco (oggi Consorzio di Tutela Barolo Barbaresco Alba Langhe e Dogliani), pianse in diretta TV. Il vino italiano veniva bloccato alle frontiere e il danno al business e all’immagine del vino, fu enorme.

IL VALORE DEL “SOLO LI” NEL TURISMO

DALLO SHOPPING TURISTICO BASATO SU PRODOTTI AUTENTICI, IDENTITARI E ESCLUSIVI AL RAFFORZAMENTO ECONOMICO E SOCIALE DEI TERRITORI. ECCO IL TURISMO NON CANNIBALE

l'importanza dei prodotti autentici e identitari per il turismo soprattutto quando sono esclusivi di un luogo

l’importanza dei prodotti autentici e identitari per il turismo soprattutto quando sono esclusivi di un luogo

Di Donatella Cinelli Colombini, winedestination, Casato Prime Donne Montalcino, Fattoria del Colle Trequanda 

TQuando andati per la prima volta in Inghilterra comprai un kilt che ho usato per anni. Avevo 17 anni e in Italia, soprattutto a Siena, non era possibile comprare qualcosa di simile. C’erano gonne a pieghe con disegni scozzesi ma non della stessa lana e non con disegni altrettanto belli.
Nei 50 anni successivi la produzione industriale di capi d’abbigliamento, cibi, oggetti originariamente fatti artigianalmente, così come la globalizzazione, hanno portato a una progressiva diffusione dei “prodotti etnici” nei mercati mondiali. I kilt potevano essere comprati anche in Toscana e successivamente anche online a prezzi anche molto più convenienti rispetto alla mia prima gonna scozzese. Ma la qualità non era più la stessa e nemmeno il fascino posseduto da un oggetto autentico comprato nella zona di produzione.
Un tempo il maggior fascino del viaggio era nella possibilità di immergersi in una realtà diversa dalla propria dove scenari, stile di vita, suoni, sapori e odori facevano scoprire una civiltà di cui i monumenti d’arte erano le gemme.

DONNE DEL VINO PROTAGONISTE A ECCELLENZA DI TOSCANA

LE DONNE DEL VINO FESTEGGIANO L’8 MARZO CON UNA MASTERCLASS DI VINI RARI DURANTE L’EVENTO DEI SOMMELIER AIS ECCELLENZA DI TOSCANA 2026 ALLA STAZIONE LEOPOLDA

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Sommelier AIS della Toscana

di Donatella Cinelli Colombini, winedestination, Casato Prime Donne Montalcino, Fattoria del Colle Trequanda 

Una degustazione memorabile e mai realizzata prima: 8 vini prodotti in piccole serie, inferiori ai 100 esemplari, dalle Donne del Vino della Toscana. Bottiglie spesso carissime destinate a clienti esigenti che cercano prodotti esclusivi di altissimo livello.

MASTERCLASS CON I VINI RARI DELLE DONNE DEL VINO TOSCANE

Questa masterclass stellare sarà riservata a 60 esperti fra giornalisti, sommelier, enotecari, ristoratori e semplici appassionati alla ricerca di rarità enologiche.
Un modo molto bello per celebrare la festa internazionale delle donne – 8 marzo – che è stato fortemente voluto dal Presidente AIS Toscana Cristiano Cini e dalla delegata regionale delle Donne del Vino Donatella Cinelli Colombini. Offre una esperienza irripetibile a chi ha fatto del vino la propria professione e la propria passione. <<Restringere la degustazione a vini in serie inferiori a 1000 esemplari mostra un lato poco conosciuto della produzione enologica>> spiega la Cinelli Colombini << si tratta infatti di bottiglie che difficilmente arrivano nel mercato e sono generalmente destinate a un pubblico di collezionisti e appassionati molto esigenti>>.

DONATELLA RACCONTA LA SUA INFANZIA

DONATELLA RACCONTA LE FREQUENTAZIONI DELLE CASE DI FIRENE E A MONTALCINO DOVE ARRIVAVANO INTELLETTUALI E PERSONE IMPORTANTI ACCOLTE COME AMICI TUTTO L’ANNO

Bernard Berenson le frequentazioni della casa dove è cresciuta Donatella Cinelli Colombini

Bernard Berenson le frequentazioni della casa dove è cresciuta Donatella Cinelli Colombini

di Donatella Cinelli Colombini, winedestination, Casato Prime Donne Montalcino, Fattoria del Colle Trequanda 

Ho trascorso la mia infanzia fra Firenze e Montalcino. A Firenze la mia famiglia abitava in una villa sulle colline. Nel primo Trecento era stata di proprietà del padre di Giovanni Boccacio autore del Decameron. All’inizio del Novecento era di proprietà di un Vescovo cattolico inglese che l’aveva riempita di oggetti d’arte. Come tutti i beni dei nemici, durante la seconda guerra mondiale, la villa era stata sequestrata e affidata in custodia al Monte dei Paschi di Siena che aveva inventariato mobili e oggetti apponendo etichette e numeri su ognuno di essi. Gli eredi del Vescovo consideravano pericolosa l’Italia, non ci misero mai piede e vendettero la proprietà senza vederla, con tutto l’arredo dentro. Mio nonno la comprò intorno al 1950 con un’operazione audace che fu finanziata vendendo parte delle collezioni del bisnonno Pio Colombini professore di dermatologia e Rettore dell’Università di Cagliari e poi di Modena. Come molti accademici di quel tempo, Pio era un uomo colto e i suoi interessi non si limitavano alla medicina. Collezionava monete, libri, oggetti della tradizione sarda … Una parte dei suoi cimeli sono ora esposti nel Museo Etnografico di Nuoro, mentre altri finanziarono l’acquisto di Casa di Boccaccio.

TURISMO 2025 DA RECORD GRAZIE AGLI STRANIERI

224 MILIONI DI PRESENZE ESTERE +4% SULL’ANNO 2024 E UNA SPESA DI 46 MILIARDI DI EURO ANCH’ESSA IN CRESCITA DEL 5%. MA NON TUTTO VA BENE SPECIALMENTE AL MARE

turismo italiano 2025 record di presenze ma spiagge vuote

turismo italiano 2025 record di presenze ma spiagge vuote

di Donatella Cinelli Colombini, winedestination, Casato Prime Donne a Montalcino, Fattoria del Colle a Trequanda

 

Un trend positivo in tutte le zone d’Italia e in tutte le tipologie di turismo con punte nel Sud e nelle isole, oltre che nelle località di montagna.

Un risultato che compensa la stanchezza del turismo italiano e porta le presenze turistiche totali intorno a 479 milioni  con un  3% in più sull’anno precedente.

Gongola la Ministra Daniela Santanchè mettendo l’accento sulle strategie di marketing che hanno agevolato il successo italiano e soprattutto sul portale Italia.it  che con i suoi 22,7 milioni di visite (16,3 milioni di utenti unici) ha avuto una visibilità superiore a quella dei competitor quali Irlanda, Spagna e Francia.

IL CAMILLERI SEGRETO DI CARLO OTTAVIANO

L’OPUSCOLO DI CARLO OTTAVIANO DEDICATO AD ANDREA CAMILLERI SVELA GLI ASPETTI PIÙ STRAORDINARI E MENO APPARISCENTI DI UN GENIO DELLA LETTERATURA MODERNA

Pieter_Bruegel il vecchio giochi di bambini Vienna

Pieter_Bruegel il vecchio giochi di bambini Vienna

Di Donatella Cinelli Colombini, winedestination, Casato Prime Donne Montalcino, Fattoria del Colle Trequanda 

Il libro è piccolo ma il contenuto è grande. Ogni Natale Carlo Ottaviano mi dona un opuscolino ( 10 cm per 10) contenente una chicca prelibata. Lo conservo fra i manoscritti autografati più preziosi anche se in realtà la firma è sul messaggio di accompagnamento. I contenuti sono sempre stimolanti perché distillano una lunga competenza culturale e giornalistica. Quest’anno il tema è Camilleri con <<testi poco noti del papà di Montalbano>>. Tutto parte da un libro che Andrea Camilleri ha fatto leggere solo a una ristretta cerchia di amici chiedendo loro di non diffonderlo.
Un libro di cui lo scrittore sceglie i lettori. Stupendo!

COSA TRASFORMA UN VIGNAIOLO IN UN BIG DEL VINO?

DA COSA NASCONO LE STELLE DELL’ENOLOGIA E LE CANTINE DI GRANDI DIMENSIONI? TALENTO PERSONALE, INNOVAZIONE, VISIONE SULLE FUTURE TENDEZE DI MERCATO O COSA?

10 vini italiani-più-amati-Madonna-delle-Grazie-Marroneto

cosa trasforma un vignaiolo in grande produttore – Alessandro Mori Il Marroneto

Di Donatella Cinelli Colombini, winedestination, Casato Prime Donne Montalcino, Fattoria del Colle Trequanda 

A Montalcino, come a Barolo, ci sono molti produttori di vino nati in una famiglia contadina e diventati star internazionali dell’enologia. Mi sono sempre chiesta se questo processo fosse conseguenza alla crescita produttiva innescata da un’innovazione o da un’intuizione commerciale … oppure nascesse dalla capacità di interpretare i doni della terra come fa uno scultore col marmo.

ESSERE GRANDI PRODUTTORI SIGNIFICA PRODURRE GRANDE QUALITA’ O GRANDI NUMENRI

Come avviene il processo di trasformazione da vignaiolo in imprenditore di successo?
Ovviamente i grandissimi wine maker – e penso a persone come Bepi Quintarelli, Alessandro Mori del Marronetto oppure a Elena Fucci – con i loro splendidi vini accendono l’attenzione sul loro territorio, dando un esempio e un’apertura commerciale anche agli altri produttori.
Il loro successo sembra legato al loro talento personale e alla loro capacità di renderlo visibile.
Poi ci sono i produttori di successo che si trasformano da vignaioli in grandi imprenditori e su questo vorrei puntare l’attenzione.
Nei libri la trasformazione da artigiano in imprenditore è descritta come il passaggio dal fare le cose a gestire la produzione e pianificare le strategie a lungo termine <<dal lavorare nel laboratorio a lavorare sul laboratorio>>. Trasferendo il concetto nel vino potremmo dire che un vignaiolo diventa imprenditore quando smette di pensare solo alla vigna e inizia a ragionare in termini di progetto, mercato e valore.

COSA C’È NEL FUTURO DELL’AGRICOLTURA ITALIANA?

NUOVO CLIMA, NUOVI SISTEMI DI COLTIVAZIONE, PIÙ TECNOLOGIA E RISPETTO AMBIENTALE, SOPRATTUTTO PIÙ GIOVANI. LA SOPRAVVIVENZA DELLA GENTE DEI CAMPI È NEL CAMBIAMENTO

Il futuro dell'agricoltura italiana

Il futuro dell’agricoltura italiana

Di Donatella Cinelli Colombini, winedestination, Casato Prime Donne Montalcino, Fattoria del Colle Trequanda 

E’ assolutamente certo che la nostra campagna cambierà profondamente ma dobbiamo mettere il massimo impegno per mantenere la popolazione e il paesaggio delle aree rurali, preservare la biodiversità e ridurre l’impatto delle attività agricole sulla salute del pianeta.

GLI AGRICOLTORI HANNO IMPRESE TROPPO PICCOLE E SONO TROPPO VECCHI PER INNOVARE

Ma tutto ciò è difficile con una proprietà agricola polverizzata (11 ettari di media) e con cambiamenti continui del mercato e delle abitudini di consumo.
Troppa incertezza e pochi margini di guadagno sono gli ingredienti base di un progressivo disimpegno. Le 673.000 sono dirette da agricoltori che per due terzi hanno più di 55 anni e quasi la metà oltre i 65 anni. Questo è sicuramente un freno al cambiamento ma il futuro è proprio nel ricambio generazionale.

WINE CLUB NUOVA PASSIONE DEI WINE LOVERS IN CERCA DI NOVITA’

ESPLORATORI E APPASSIONATI SONO I NUOVI WINE LOVERS CHE CERCANO NEI WINE CLUB BOTTIGLIE CAPACI DI TRASFORMERE LE LORO CENE CASALINGHE IN EVENTI MEMORABILI

Partesa Wine Club successo 2025 per le vendite a casa su abbonamento

Partesa Wine Club successo 2025 per le vendite a casa su abbonamento

Di Donatella Cinelli Colombini, winedestination, Casato Prime Donne Montalcino, Fattoria del Colle Trequanda 

E’ un settore che vale 12.4 miliardi di Dollari di business mondiale e crescerà al ritmo del 9,7% annuo fino al 2035 .
Ovviamente le cantine hanno solo una fettina delle vendite, perché i wine club da maggior successo sono di agenzie specializzate. Offrono abbonamenti con spedizioni periodiche di cassette di vini.

PERSONALIZZAZIONE ECCO LA CARTA VINCENTE DEI WINE CLUB

La spesa e la tipologia di queste forniture sono personalizzate in base ai gusti e la capacità di spesa del cliente. Per questo l’inizio del rapporto è un questionario che permette un primo screening dei desideri del wine lovers mentre l’intelligenza artificiale lavora sulle sue scelte successive e i suoi feed back in modo da offrirgli vini sempre più adatti. Esistono quindi proposte per esordienti così come offerte in grado di incuriosire anche il maggiore conoscitore e anche esclusività costosissime per i super ricchi.
Oltre al vino arrivano al cliente notizie che gli permettono uno storytelling, consigli sugli abbinamenti e persino ricette per cucinare la pietanza più adatta. E’ infatti proprio la formazione ad attrarre di più chi si iscrive ai wine club e quello che fa sentire tutti capaci di capire e godersi le bottiglie acquistate.
A questo si associa uno scaffale sconfinato e la presenza di esperti che te lo fanno esplorare scovando le bottiglie più buone al prezzo migliore. Nuovi vitigni, nuove regioni ma anche vini naturali o dealcolati.

TURISMO DEL VINO IN TOSCANA

REGIONE PIONIERA E LEADER DELL’ENOTURISMO ITALIANO MOSTRA IL SUO PROFILO E LE SUE SFIDE CHE RIGUARDANO APERTURA FESTIVA, EVENTI, ESPERIENZE PREMIUM E ACCESSIBILITÀ

Turismo del vino in Toscana Fattoria del Colle

Turismo del vino in Toscana Fattoria del Colle

Di Donatella Cinelli Colombini, winedestination, Fattoria del Colle Trequanda, Casato Prime Donne Montalcino 

Donatella Cinelli Colombini descrive il turismo del vino in Toscana durante la presentazione delle Anteprime del vino 2026 organizzata nel Teatro della Compagnia a Firenze. Una fotografia aggiornata e molto stimolante per le azioni future da mettere in campo.

L’ENOTURISMO CRESCE TROPPO VELOCEMENTE E HA BISOGNO DI ESSERE GESTITO

Il punto di partenza è il 13% di crescita mondiale annua del turismo del vino a fronte del 3,2% di calo dei consumi di vino. Una grande opportunità in un momento critico del mercato ma anche un rischio. Quando la crescita è molto veloce in genere è disomogenea e ha bisogno di essere gestita per trasformarsi in ricchezza diffusa e sostenibile

OTTIMA POSIZIONE PER LE CANTINE TURISTICHE TOSCANE

Primo elemento da considerare è dove sono le cantine aperte al pubblico toscane: nel 28% dei casi in aree con flussi turistici e nel 47% in aree di flussi enoturistici. Secondo l’indagine Nomisma-Wine Monitor 2023, sono in posizioni migliori rispetto alla media italiana.

VIGNETI E SICURAZZA IN VIGNA

E’ PERICOLOSO LAVORARE NELLA VIGNA? IL RISCHIO E’ LEGATO AI TRATTORI, TUTTAVIA, GLI INFORTUNI GRAVI NELLE VIGNE ITALIANE SONO MENO DI QUELLI TEDESCHI

Trattore in vendemmia, Toscana Fattoria del Colle Trequanda

Trattore in vendemmia, Toscana Fattoria del Colle Trequanda

di Donatella Cinelli Colombini, winedestination, Casato Prime Donne Montalcino, Fattoria del Colle Trequanda

Sapete quando avvengono la maggior parte degli infortuni in vigna? Nel weekend e riguardano quegli anziani che coltivano la loro terra quasi per hobby con trattori vecchi, non più a norma, perché privi dei moderni sistemi di sicurezza. Non sono sottoposti ai controlli delle imprese con dipendenti e sono esentati dai corsi …. Circostanze che sembrano un vantaggio e si trasformano in una trappola.

I TRATTORI SULLE STRADE E GLI INCIDENTI CAUSATI DAL LORO SORPASSO

Un altro punto critico è la strada. Da noi, nella campagna toscana, le strade sono piene di curve. Quando sulla strada c’è un trattore con rimorchio, e in estate è molto frequente, forma file lunghissime. I tentativi di sorpasso si trasformano spesso in incidenti.
Un articolo di Matthias Stelzig per Wein.Plus
descrive dettagliatamente questo problema e mette l’accento sul rischio maggiore in vigna: il trattore che si ribalta.
Oggi i trattori a ruote per i vigneti sono cabinati e questo impedisce lo schiacciamento, ma quanti vignaioli indossano la cintura di sicurezza? E cosa succede alle persone intorno?

                                                                       
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