COSA C’È NEL FUTURO DELL’AGRICOLTURA ITALIANA?

COSA C’È NEL FUTURO DELL’AGRICOLTURA ITALIANA?

NUOVO CLIMA, NUOVI SISTEMI DI COLTIVAZIONE, PIÙ TECNOLOGIA E RISPETTO AMBIENTALE, SOPRATTUTTO PIÙ GIOVANI. LA SOPRAVVIVENZA DELLA GENTE DEI CAMPI È NEL CAMBIAMENTO

Il futuro dell'agricoltura italiana

Il futuro dell’agricoltura italiana

Di Donatella Cinelli Colombini, winedestination, Casato Prime Donne Montalcino, Fattoria del Colle Trequanda 

E’ assolutamente certo che la nostra campagna cambierà profondamente ma dobbiamo mettere il massimo impegno per mantenere la popolazione e il paesaggio delle aree rurali, preservare la biodiversità e ridurre l’impatto delle attività agricole sulla salute del pianeta.

GLI AGRICOLTORI HANNO IMPRESE TROPPO PICCOLE E SONO TROPPO VECCHI PER INNOVARE

Ma tutto ciò è difficile con una proprietà agricola polverizzata (11 ettari di media) e con cambiamenti continui del mercato e delle abitudini di consumo.
Troppa incertezza e pochi margini di guadagno sono gli ingredienti base di un progressivo disimpegno. Le 673.000 sono dirette da agricoltori che per due terzi hanno più di 55 anni e quasi la metà oltre i 65 anni. Questo è sicuramente un freno al cambiamento ma il futuro è proprio nel ricambio generazionale.

AGRICOLTURA DI PRECISIONE E COLTIVAZIONI VERTICALI

Le novità maggiori sono nella tecnologia. La così detta agricoltura di precisione che utilizza centraline metereologiche e altri sensori (ad esempio quelli che individuano le spore fungine), droni, sistemi GPS per ottimizzare tutti gli interventi di coltivazione. La meccanizzazione progredisce e si svincola progressivamente dalla presenza dell’uomo. Presto i trattori si muoveranno da soli.
Cresce l’agricoltura urbana con serre, pareti verticali, tetti trasformati in orti …. Per ora è marginale ma si sta diffondendo.Altro settore in espansione sono le coltivazioni idroponiche e aeroponiche cioè senza suolo in ambiente controllato che riduce o addirittura annienta l’uso di antiparassitari. Le coltivazioni vengono messe in verticale e a diversi livelli per ottenere la maggior produzione in spazi ridotti.

PIU’ TECNOLOGIA E PIU’ GIOVANI

Allo stato attuale il 41% delle aziende agricole italiane adotta almeno una soluzione di Agricoltura 4.0 (considerando i software gestionali, la percentuale sarebbe ben più alta), il 29% due o più. La percentuale è ancora bassa e per questo Coldiretti ha chiesto di raddoppiare gli investimenti sull’innovazione nelle campagne, portandola a 6 miliardi di euro nei prossimi cinque anni.
La scommessa verte quindi sul ricambio generazionale, l’introduzione della tecnologia e un maggior rispetto ambientale. Ma come fare?
La ricetta di Confagricoltura per attrarre i giovani e garantire la continuità del settore verte su 4 punti:
• Incentivi economici mirati per agevolare l’avvio e la crescita di nuove imprese agricole;
• Formazione specializzata che supporti l’adozione di tecnologie innovative e sostenibili;
• Accesso facilitato al credito per favorire investimenti in modernizzazione;
• Semplificazione burocratica per ridurre gli ostacoli amministrativi che frenano lo sviluppo delle imprese.



                                                                       
Cinelli Colombini
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