CONSUMI DI VINO E TURISMO DEL VINO

L'accademia Italiana della Vite e del vino si interessa all'enoturismo Montalcino Casato Prime Donne

CONSUMI DI VINO E TURISMO DEL VINO

L’ACCADEMIA DELLA VITE E DEL VINO ESAMINA IL FENOMENO ENOTURISTICO IN ITALIA IL SUO POTENZIALE E LE SUE PROSPETTIVE DI SVILUPPO PER I TERRITORI E LE IMPRESE

L'Accademia della Vite e del vino si occupa di enoturismo- Montalcino Casato Prime Donne

L’Accademia della Vite e del vino si occupa di enoturismo- Montalcino Casato Prime Donne

di Donatella Cinelli Colombini, winedestination, Fattoria del Colle Trequanda, Casato Prime Donne Montalcino

L’Accademia Italiana della Vite e del Vino ha voluto esaminare uno dei comparti più performanti delvino italiano: l’enoturisno.

I wine lovers ci mostrano un comportamento apparentemente contraddittorio: i consumi mondiali calano di circa il 3% all’anno e invece le visite in cantina aumentano. Anzi il business enoturistico ha una crescita mondiale vorticosa del 13%. Fra 10 anni il suo giro d’affari sarà nettamente superiore a quello del vino. Ovviamente i suoi fatturati non riguarderanno solo le cantine perché la filiera enoturistica comprende anche traporti, pernottamenti, pasti, shopping … ma la forbice fra la vendita di bottiglie che cala e l’attrattività dei distretti enologici che cresce spinge le cantine a impegnarsi sempre di più nell’organizzazione della wine hospitality.

L’ITALIA HA LA MIGLIOR OFFERTA ENOTURISTICA DEL MONDO

Va sottolineato che l’Italia ha il miglior potenziale enoturistico del mondo. L’eccellente qualità dei vini di fama internazionale è solo il punto di partenza, poi c’è dell’altro: 500 vitigni autoctoni che in qualche caso non posso raggiungere il successo commerciale ma costituiscono comunque un’attrattiva turistica. Cantine delle più varie tipologie: dai castelli medioevali ai trulli, dalla vista sui templi greci alle strutture firmate da grandi architetti contemporanei, dalle ville palladiane alle grotte…. Una gastronomia tipica che racconta storie antiche, varia in ogni paese e spesso viene offerta insieme al vino. Ultima ma di primaria importanza l’accoglienza prevalentemente familiare dei titolari … Nell’insieme si tratta di un’offerta senza eguali nel mondo per autenticità, diversità e bellezza che ci permette di sperare in un grande futuro per l’enoturismo italiano.

20-25.000 CANTINE APERTE AL PUBBLICO MA SOLO 1/3 ATTREZZATE

Le cantine turistiche italiane sono circa 20-25.000 di cui solo un terzo veramente attrezzate per la wine hospitality. I visitatori delle cantine si aggirano sui 20 milioni all’anno con una prevalenza di italiani che si sta lentamente riducendo. Il turismo del vino si sviluppa a macchia di leopardo con regioni come Toscana, Piemonte e Sicilia molto desiderate dai turisti e zone dove i visitatori sono quasi assenti. Persino nella stessa denominazione la differenza fra le cantine con molto flusso e quelle senza visitatori è nettissima. Non va dimenticato, ad esempio, come le imprese lungo le direttrici di traffico turistico o enoturistico siano molto avvantaggiate.  Nel complesso la media nazionale dei visitatori di ogni cantina è di circa 1000 ogni anno. Il reddito originato dal turismo è pari a circa il 21% del business delle cantine.

LA WINE HOSPITALITY HA CARATTERI DIVERSI NELLE VARIE PARTI D’ITALIA

Da notare come la wine hospitality prenda caratteri diversi nelle varie zone d’Italia conformandosi al carattere degli abitanti: nel Nord Est è improntata sul pragmatismo e sulla vendita delle bottiglie. Al centro punta sulla cultura e il paesaggio ma anche sul rafforzamento del brand aziendale. Al Sud è più ospitale e l’assaggio del vino è spesso accompagnato da prodotti tipici oppure offerto all’interno di eventi di carattere ludico.

Per tutte le cantine turistiche italiane la vera sfida è il miglior utilizzo dei mezzi elettronici sia nella promozione dell’offerta che nel follow up dopo la visita. L’obiettivo è di trasformare il visitatore in cliente che compra i vini migliori alla fine dell’esperienza e poi continua a acquistare on line per anni e anni.



                                                                       
Cinelli Colombini
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