LE CANTINE TURISTICHE DELLA SARDEGNA 2026
METÀ DELLE CANTINE SARDE HANNO SOPRATTUTTO VISITATORI ESTERI E 1/3 ACCOLGONO OLRE 2000 ENOTURISTI L’ANNO MA CHI NON HA L’AUTO PAGA CARISSIMO IL VIAGGIO PER ANDARCI

Turismo del vino in Sardegna
di Donatella Cinelli Colombini, winedestination, Casato Prime Donne Montalcino, Fattoria del Colle Trequanda
Valeria Pilloni Presidente del MTV – Movimento Turismo del Vino della Sardegna, ha presentato a Vinitaly la prima indagine sulla wine hospitality nelle cantine turistiche della sua regione. L’analisi è stata effettuata da Antonello Maruotti direttore scientifico di Ceseo -Centro studi enturistici e oleoturistici dell’Università Lumsa di Roma dove è professore ordinario di statistica. La raccolta dei dati è avvenuta nel novembre 2025 sulle aziende associate ad MTV quindi su un campione di imprese fortemente orientate all’enoturismo.
I dati su cui concentriamo la nostra attenzione sono otto e permettono di evidenziare l’ottima crescita della wine hospitality nelle cantine sarde ma anche una seria criticità nelle infrastrutture di trasporto che, di fatto, impediscono l’arrivo a chi non ha l’auto.
QUASI META’ DELLE CANTINE SARDE HA OLTRE MILLE VISITATORI L’ANNO
Il numero medio dei visitatori di ogni singola cantina ha due elementi da osservare. Da un lato il numero delle cantine con meno di mille accessi annui è più alto del resto d’Italia dall’altro la percentuale di cantine che ricevono fra 2000 e 5000 visitatori è nettamente più alto dei valori registrati nelle tre aree del Paese proposte a confronto. Segni che l’offerta enoturistica della Sardegna è polarizzata su due fronti: da un lato le imprese molto piccole o poco interessate al turismo e dall’altro le aziende che ci puntano davvero e girano a tutta velocità.
A conferma di un andamento complessivo favorevole c’è il dato del 57% di cantine sarde che ha visto aumentare il numero dei visitatori. Le imprese che hanno notato una contrazione dei flussi sono solo il 4,76% del campione cioè un numero nettamente inferiore al resto d’Italia. Anche i valori dell’internazionalizzazione vanno più che bene, il 47% delle cantine sarde ha oltre la metà dei visitatori esteri. Un valore che mette le cantine sarde nel ruolo di attrattore turistico importante soprattutto nei confronti dei viaggiatori esteri.
SOLO CHI HA L’AUTO ARRIVA NELLA CANTINE SARDE
Come nel resto d’Italia la logistica si rivela un punto critico da non sottovalutare. Arrivare in cantina senza la propria auto è un’impresa quasi impossibile. Il comparto dei gruppi, che arrivano in cantina con bus organizzati, appare più sviluppato che altrove in Italia ma solo il 10% dei visitatori riesce ad arrivare in cantina con mezzi pubblici. Contemporaneamente i costi per l’utilizzo di NCC o taxi dai più vicini aeroporti cioè da Cagliari e Olbia che probabilmente coincide con i prezzi richiesti a chi soggiorna nelle zone turistiche sulla costa, vanno, nel 42,9% dei casi, da 100 a 200€ e per il 9,5% superano i 200€. Un prezzo altissimo e superiore ai voli per la Sardegna ma anche nettamente superiore al resto d’Italia. Circostanza questa che penalizza enormemente l’afflusso in cantina di una grandissima fetta di turisti. Non tutti infatti arrivano sull’isola con la propria auto oppure ne affittano una mentre questo sembra il solo modo per arrivare alle cantine e ai vigneti. Un dato si associa a un’altra circostanza sfavorevole: alla domanda <<esistono, nel tuo comune, società che commercializzano winery tours?>> la riposta NO è stata del 57% e la risposta SI solo del 19% delle cantine sarde, molto più insoddisfacente del resto della nazione. Questo indica come la mancanza di collegamenti con mezzi pubblici per le aree del vino non sia surrogata da agenzie che commercializzano tour nelle cantine. In pratica l’auto è il solo mezzo per fare enoturismo in Sardegna.
POCHE AGENZIE DI WINERY TOURS MA MOLTA BUONA VOLONTA’ NEL COMUNICARE
Sul fronte della comunicazione le cose vanno meglio e mostrano dinamismo e buona volontà: il 43% delle cantine rispondenti dice che gli uffici di informazione turistici propongono le visite alle loro strutture. La comunicazione con le agenzie di viaggio è abbastanza buona: un terzo delle cantine manda alle agenzie le nuove esperienze almeno una volta l’anno e il 23% più di una volta all’anno. Sembra invece assente la partecipazione alle fiere. Una attitudine che forse andrebbe ripensata alla luce delle buone performance di appuntamenti come Vinitaly Tourism e di Fine Italy.





