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IL VINO NEGLI ISTITUTI TURISTICI E ALBERGHIERI

Perché è importante insegnare il vino ai futuri managers del turismo e della ristorazione italiana? Perché se non lo conoscono non lo possono vendere

 

Donne-del-Vino-e-l'insegnamento-del-vino-negli-istituti-turistici-e-alberghieri

Donne-del-Vino-e-l’insegnamento-del-vino-negli-istituti-turistici-e-alberghieri

di Donatella Cinelli Colombini

Primo esito di meeting organizzati dalle Donne del Vino a Firenze in occasione del G20 sull’agricoltura. Vino come acceleratore di cambiamento sostenibile e accorciatore della distanza fra città e campagna. Nella logica dei gradi progetti europei – Farm to Fork, Next Generation – arriva la prima proposta concreta: introduciamo il vino fra le materie di studio degli Istituti Turistici e Alberghieri.

Le Donne del Vino si fanno carico della sperimentazione di questi insegnamenti in Emilia Romagna, Piemonte e Sicilia. Uno o due istituti per ogni regione, già in questo anno scolastico con il coordinamento di Antonietta Mazzeo, Roberta Lanero e Roberta Urso. La sperimentazione si allargherà in tutta Italia nell’annualità 2022/2023. Poi, tutti sperano, che la necessità della formazione sul vino diventi largamente diffusa e centinaia di Istituti Alberghieri e Turistici introducano tale insegnamento.

 

AMICI SOMMELIER PREPARATE CENTINAIA DI DOCENTI

Da qui l’appello alle associazioni di sommelier, assaggiatori, diplomati WSET, dottori in scienze gastronomiche …. perché preparino i docenti necessari a insegnare a centinaia di classi in ogni regione Italiana.

Wine-hospitality-managers-corsi

Wine-hospitality-managers-corsi

Dopo i due anni della fase sperimentale le 950 Donne del Vino intendono rimanere nel progetto formativo solo come destinatarie delle visite didattiche perché hanno al loro interno produttrici, ristoratrici, enotecarie, sommelier, comunicatrici, esperte … e sono quindi in grado di proporre agli studenti un’esperienza diretta di tutta la filiera produttiva del vino. Nel sogno di tutti c’è una nuova generazione di managers che continui la sua formazione anche dopo il ciclo scolastico facendo della conoscenza del vino e dell’agroalimentare un punto di forza del proprio profilo professionale.

 

PERCHE’ INSEGNARE IL VINO NEGLI ISTITUTI TURISTICI E ALBERGHIERI

Attualmente alcuni presidi di Scuole Alberghiere hanno già attivato i corsi sul vino mentre nessun Istituto Turistico ha insegnamenti di questo tipo. Nella realtà invece, i futuri responsabili delle sale dei ristoranti così come i futuri managers di uffici turistici, agenzie di viaggio o alberghi hanno bisogno delle nozioni base sul vino e sui territori del vino.

Infatti il vino costituisce circa un terzo dei ricavi dei ristoranti. Sul fronte turistico vediamo che enogastronomia è la prima attrattiva dei viaggiatori stranieri diretti in Italia e anzi un visitatore su quattro è mosso principalmente da quella. Il 62% dei cataloghi dei tour operator contiene un’offerta enogastronomica. Ci sono circa 10.000 cantine attrezzate per la wine hospitality in costante ricerca di personale e circa altre 20.000 imprese del vino aperte al pubblico.

In un’Italia dove l’agroalimentare è sempre più importante per il turismo non è possibile continuare a insegnare solo arte, territori e geografia turistica (66 ore per 3 anni) ai futuri manager dell’incoming.

 

Verdicchio d’Oro a Donatella Cinelli Colombini

Staffolo 56° edizione del Premio Verdicchio d’Oro a Donatella Cinelli Colombini, Maurizio Oliviero Rettore dell’Università di Perugia e l’enologo Giancarlo Soverchia

 

Staffolo

Staffolo

di Donatella Cinelli Colombini

L’iniziativa si svolge nel borgo medioevale di Staffolo, ed è organizzata dal Comune, in collaborazione con l’Accademia italiana della cucina, quella dei Georgofili (sezione centro-est) e con il patrocinio del Consiglio Regionale delle Marche. Un programma di due giorni che permette di assaporare l’ospitalità marchigiana e i meravigliosi Verdicchio di questa terra. L’accoglienza da parte del vulcanico sindaco Sauro Ragni e di Sandro Marani dell’Accademia Italiana della Cucina, avviene infatti nell’Enoteca comunale con degustazione delle eccellenze marchigiane fra cui lo strepitoso ciauscolo. A seguire, nella Sala Cotini spazio a ‘Wine & Fashion’, con il tenore David Mazzoni come ospite d’onore. Uno spettacolo dal sapore antico che valorizza l’artigianalità e la creatività della popolazione locale. Altre piccole perle sono il gruppo folcloristico e la banda di Staffolo specchio di una comunità coesa e legata alle tradizioni.

 

PREMIO VERDICCHIO D’ORO A STAFFOLO

Staffolo-Premio-Verdicchio-d'Oro

Staffolo-Premio-Verdicchio-d’Oro

Il clou della festa è stato il convegno “L’uomo e il vino” nella Collegiata di San Francesco seguita dalla consegna del Premio Nazionale di Cultura Enogastronomica ‘Verdicchio d’Oro’ che viene assegnato a chi si è distinto nella promozione e valorizzazione della cultura enogastronomica italiana. Nel 2021, insieme a me come presidente delle Donne del Vino, sono stati premiati Maurizio Oliviero, Rettore dell’Università di Perugia; a Giancarlo Soverchia, agronomo ed enologo. A completare la festa, la Delegata Daniela Sorana e Nazzarena Ceci Togni  erano presenti con un gruppo di Donne del Vino delle Marche.

 

STAFFOLO UN PICCOLO LUOGO CON UNA GRANDE STORIA

Staffolo è un piccolo borgo con una grande storia che inizia nel paleolitico. L’abitato attuale, in cima a un colle, con case in mattoni strette le une alle altre, lungo strettissime stradine, deriva da un pagus romano ma deve il suo nome ai longobardi che lo chiamarono Staffil (dal germanico stab = bastone). La storia del luogo è un susseguirsi di guerre, saccheggi, lotte signorili e persino una strage da cui sopravvissero solo i giovani più forti e le donne “che apparenza aveano” e forse potevano essere venduti come servi o schiavi. Non meraviglia quindi che, ancora oggi, Staffolo abbia l’apparenza di un torrione fortificato con enormi mura in mattoni.

Vini di vigneti storici delle Donne del Vino

FIS Bibenda e Donne del Vino una doppia degustazione a Roma, lunedì 4 ottobre, per valorizzare e salvaguardare il vigneto storico italiano

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di Donatella Cinelli Colombini

Dodici vini provenienti da cinque regioni diverse per assaggiare la straordinaria complessità e finezza trasmessa dalle viti di grande età. Una panoramica di vitigni diversi e di un modo di condurre la vigna che privilegia l’identità alla produttività e la praticità di coltivazione.

FIS BIBENDA E DONNE DEL VINO

Bibenda FIS – Fondazione Italiana Sommelier e Donne del Vino uniscono le forze per sostenere chi salvaguarda il patrimonio viticolo antiquario. Nel loro insieme mostrano la biodiversità del vigneto Italia <<che ha la maggior numero di vitigni autoctoni del mondo>> ha sottolineato Franco Ricci fondatore e Presidente della Fis Bibenda. Un uomo che conosco e stimo da almeno trent’anni. Mi ha incoraggiato, ha creduto in me quando ho creato la mia nuova azienda dandomi il coraggio che mi mancava. E non ha aiutato solo me, Franco Ricci ha dato un contributo decisivo alla diffusione della cultura del vino in Italia e al prestigio dei sommelier.

DEGUSTAZIONE A ROMA  SUI VINI DA VIGNETI STORICI

FIS-Bibenda-degustazione-Donne-del-Vino-

FIS-Bibenda-degustazione-Donne-del-Vino-

Al Rome Cavalieri Waldorf Astoria Franco Ricci ha creato un centro di formazione grandissimo e prestigiosissimo. Ampie sale lussuose, organizzazione perfetta, servizio impeccabile, puntualità svizzera …. In questa cornice prestigiosa 12 Donne del Vino hanno presentato le loro produzioni provenienti da vigneti storici con l’aiuto di Daniela Scrobogna, grandissima assaggiatrice, che li ha descritti sotto il profilo organolettico. Ed ecco l’elenco delle 12 produttrici e dei loro gioielli.

Cantine turistiche: il successo è locale e naturale

Comune di Firenze e Donne del Vino preparano il G20 sull’Agricoltura a Palazzo Vecchio parlando di vino e di turismo del vino con la Toscana nel ruolo di capofila

 

Donne-del-Vino-Turismo-del-Vino-come-difensore-dei-territori

Donne-del-Vino-Turismo-del-Vino-come-difensore-dei-territori

Nell’estate 2021, per il secondo anno consecutivo, le città d’arte soffrivano per un turismo debole e le città del vino traboccanti di visitatori. Una constatazione che diventa il filo conduttore di un ragionamento sul possibile ruolo dell’enoturismo per la ripartenza economica e sociale delle aree interne. L’iniziativa “Territori, cultura e arte del vino a Palazzo Vecchio” organizzata dalle Donne del Vino in collaborazione con il Comune di Firenze prepara il G20 dell’Agricoltura, fa il punto su l’uso del’ “Enoturismo come difensore delle diversità e biodiversità”. L’iniziativa ” – dal 3 al 14 settembre- si è sviluppata nella Sala d’Arme, con una serie di 8 incontri incorniciati dalle opere della pittrice Elisabetta Rogai che usa il vino “Enoarte” al posto dei colori, creando un collegamento fra l’enologia e l’arte di cui la Toscana è ricchissima.

 

IL SINDACO DI FIRENZE DARIO NARDELLA E LA VICEPRESIDENTE DELLA REGIONE TOSCANA STEFANIA SACCARDI

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<<La vera rivoluzione dell’enoturismo post Covid è la trasformazione dei visitatori delle cantine italiane da turisti in esploratori che cercano diversità, natura, eccellenze salutari. Un cambiamento che li ha trasformati in difensori del paesaggio e delle specificità locali>> ha esordito  l’Assessore Cecilia Del Re  dopo che il Sindaco di Firenze Dario Nardella aveva annunciato la creazione di un master di alta formazione incentrato anche sul turismo del vino. La Vicepresidente della Regione Toscana e Assessore all’Agricoltura Stefania Saccardi  ha ribadito  l’importanza dell’enoturismo <<i dati mostrano la forza attrattiva delle imprese del vino. Gli italiani in visita nelle cantine sono aumentati  così come la loro propensione allo shopping di bottiglie riducendo il calo degli incassi delle cantine collegato alla mancanza dei turisti stranieri >>.

 

IL MINISTRO DELLE RISORSE AGRICOLE STEFANO PATUANELLI

<<Un turismo del vino capace di creare sviluppo e contemporaneamente difendere l’identità locale dei territori interni>> ha detto anche il Ministro delle politiche agricole Stefano Patuanelli . << In questo 2021 ancora condizionato dal Covid, le parole magiche sono “naturale e locale” soprattutto nel turismo e nell’enogastronomia. Due comparti sempre più collegati>>

SOSTENIBILITA’ NEL VINO: IL BIO NON BASTA

Dagli incontri di Firenze organizzati dal Comune e dalle Donne del Vino in preparazione del G20-Agricoltura: sulla sostenibilità vetro leggero e meno energia

 

FIRENZE-PALAZZO-VECCHIO-DONNE-DE-VINO-IL-BIO-NON-BASTA

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“Territori, cultura e arte del vino a Palazzo Vecchio” dal 2 al 14 settembre nella Sala d’Arme del Comune di Firenze ospita un ciclo di incontri, dibattiti e degustazioni incorniciati dalla mostra personale della pittrice Elisabetta Rogai che, con la sua Enoarte dipinge con vino, creando un collegamento fra la cultura, di cui la capitale toscana è tanto ricca, con l’enologia punta di diamante dell’export made in Italy.
La mostra e gli incontri, formano il progetto con cui il Comune di Firenze e le Donne del Vino preparano il G20 dell’Agricoltura che, alla metà di settembre 2021, metterà a confronto i rappresentanti di 35 nazioni su sostenibilità e lotta alla fame.

 

LA VOCE DELLE DONNE DEL VINO SU “VINO, SOSTENIBILITA’ E ENERGIA”

<<L’incontro del 13 settembre è dedicato a “Vino, sostenibilità e energia” e ha preso in esame due aspetti importanti ma poco conosciuti dell’impatto ambientale del vino: il vetro leggero delle bottiglie e l’efficientamento energetico con il premio ENEA-Federesco>> ha spiegato la presidente delle Donne del Vino Donatella Cinelli Colombini.
Ad aprire l’incontro l’Assessora Cecilia Del Re, in veste di padrona di casa, il Dirigente della Regione Toscana Gennaro Giliberti e il presidente di Proofirenze Massimo Manetti.
L’argomento è stato introdotto da Barbara Amoroso che ha guidato la conferenza <<gli imballaggi siano una delle voci più pesanti nell’impronta carbonica delle antine (32% in Champagne) mentre l’efficientamento energetico sia fra i must di chi progetta o ristruttura impianti produttivi>>.

 

Territori, cultura e arte del vino a Palazzo Vecchio

Le Donne del Vino protagoniste di un programma di 14 giorni in collaborazione con il Comune di Firenze e la pittrice Elisabetta Rogai per il G20 dell’agricoltura

 

Firenze-Palazzo-Vecchio-Donne-del-Vino-in-preparazione-del-G20

Firenze-Palazzo-Vecchio-Donne-del-Vino-e-Massimo-Giletti-in-preparazione-del-G20

di Donatella Cinelli Colombini

Incontri, dibattiti, performance di pittura dal vivo, enoarte, degustazioni … formano un fitto programma che declina il vino in tutte le forme, stimola la riflessione e porta esempi concreti capaci di aprire strade verso il futuro dell’enologia e dell’agricoltura tutta.

 

G 20 DELL’AGRICOLTURA FIRENZE 2021

Quest’anno il G20 Agricoltura avrà luogo a Firenze alla metà di settembre e il Comune ha concesso uno degli spazi più belli di Palazzo Vecchio, la Sala d’Arme, alle Donne del Vino per organizzarvi un progetto di incontri, dibattiti, degustazioni dedicati ai temi del forum internazionale: la resilienza, la sostenibilità e il contrasto della fame nel mondo.

Firenze-Palazzo-Vecchio-Donne-del-Vino-in-preparazione-del-G20

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Il progetto impegnativo che trova nella mostra delle opere della pittrice Elisabetta Rogai una cornice raffinata, toscanissima e perfettamente aderente al tema. Infatti, la Rogai, è un’artista di fama internazionale, che usa il vino per dipingere. La sua tecnica assolutamente originale, celebra proprio quest’anno il suo decennale e si chiama “Enoarte”. Proprio dal rapporto di stima e amicizia che mi lega, da quasi vent’anni, ad Elisabetta Rogai, nasce l’unione di volontà che ha reso possibile la collaborazione fra Comune di Firenze, Donne del Vino e lei per il progetto “Territori, cultura e arte del vino a Palazzo Vecchio”.

 

ELISABETTA ROGAI E L’ENOARTE

Quello di Elisabetta Rogai è un dipingere “di vino” di cui l’artista offre una pratica dimostrazione nelle performance live. Le tele di Elisabetta Rogai aggiungono un tocco di creatività e femminilità al programma di incontri organizzati dalle Donne del Vino in collaborazione con il Comune, per i 14 giorni – dal 2 al 15 settembre 2021- Una preparazione al G20 sull’Agricoltura a cui prendono parte 35 delegazioni estere con i 70 componenti.

 

Nella vigna vecchia ci sta il vino buono

Old Vine Conference, progetto dei Master of Wine per la salvaguardia dei vigneti centenari e la valorizzazione e dei vini complessi, unici e rari che ne derivano

 

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di Donatella Cinelli Colombini 

Producono poco, con discontinuità quantitativa e qualitativa ma sono capaci di generare vini di complessità senza eguali. I vigneti centenari sono una risorsa da difendere per le cantine a caccia dell’eccellenza qualitativa e per questo un gruppo di Master of Wine, composto da Sarah AbbottLeo Austin e Alun Griffiths ha dato vita alla Old Vine Conference, che ha in Jancis Robinson un’autentica ispiratrice da circa 20 anni.
Le notizie arrivano tramite un’intervista di Irene Marcianò su “Cronache di gusto” e, in mezzo a molte conferme, ci mostra un aspetto sorprendente: sono i nuovi Paesi del Vino quelli più interessati a salvaguardare il vigneto storico.

 

LA DEGUSTAZIONE DEI VINI DA VIGNETI STORICI DELLE DONNE DEL VINO NEL 2018 CON IAN D’AGATA

Sara abbott master of wine -progetto-sulle-vecchie-vigne

Sara Abbott Master of Wine -progetto-sulle-vecchie-vigne

Da un lato infatti la finezza e la personalità dei vini ottenuti da vigneti centenari è superiore alle attese, come dimostrò la degustazione di queste tipologie organizzata dalle Donne del Vino, con la collaborazione di Ian D’Agata a Vinitaly 2018. Si tratta di un giacimento diffuso, diversificato e largamente sottostimato in moltissime regioni italiane e soprattutto al Sud.
Dall’altro lato, e questa è la parte sorprendente, i territori emergenti del vino puntano su queste tipologie molto più dell’Italia. Durante una degustazione organizzata da Wine Advocate-Robert Parker a Zurigo nel 2019 ho avuto modo di notare come le cantine cilene e argentine più importanti fossero presenti proprio con vini da vigneti piantati all’inizio del Novecento e che questi vini avessero una profondità e una complessità impressionanti.

 

PROGETTO OLD VINE CONFERENCE DEI MASTER OF WINE

Una circostanza che viene confermata nel testo dell’articolo di Irene Marcianò dove sono citati il “South African Old Vines project” nato per certificare i vini ottenuti da vecchie viti e altre organizzazioni come “Barossa Old Vine Charter”, “Save the Old” negli Stati Uniti oppure “Old Vine Collective” in Cile.
I Master of Wine sono consapevoli di non essere soli in questo progetto perché in tutto il mondo c’è <<una moltitudine di persone influenti che lavora su incredibili progetti per la protezione e rigenerazione delle vecchie viti, per mantenere la prosperità e la sostenibilità della comunità agricola. Molte di queste persone non conoscevano l’esistenza l’una dell’altra>> ha spiegato la Abbott lasciando intendere che l’intenzione è di creare un network mondiale fra chi lavora nella stessa direzione.

 

Il vino unisce, la sbornia divide

Troppo binge drinking fra i giovani. Come far capire ai ragazzi che chi abusa puzza, non piace alle ragazze ed è un problema per gli amici?

 

binge-drinking

binge-drinking

Di Donatella Cinelli Colombini

Secondo me i divieti non servono. Anzi, sui giovani, fanno l’effetto del drappo rosso davanti al toro. Purtroppo lo stress causato dal lockdown è visibile anche nell’aumento del consumo deviato di alcolici e delle violenze domestiche sulle donne. Il coprifuoco ha dato la spinta finale alle bevute accelerate.

 

I dati diffusi dal Ministero della Salute sono brutti: il “binge drinking”, cioè le quattro – sei bevute in successione veloce, riguarda 3,8 milioni di consumatori italiani (2,8 milioni maschi e un milione di femmine). Di questi 830mila hanno fra gli 11 ed i 25 anni (21,8 % del totale). Per molti di questi giovani l’effetto negativo è psicologico e fisico, infatti, prima dei 18 anni il corpo non produce gli enzimi capaci di metabolizzare l’alcol che quindi causa una sorta di avvelenamento. Chi fa binge drinking prima della maggiore età rischia immediatamente il ricovero al pronto soccorso e poi di ammalarsi e dover rinunciare per sempre a ogni tipo di bevanda alcolica prima dei 30 anni.  I dati ci mostrano invece che ci sono 750.000 minorenni a rischio, soprattutto nell’età 16-17 anni.

 

COS’E’ IL BINGE DRINKING E COME VIENE CONTRASTATO

In genere il binge drinking avviene usando cocktails fatti mischiando un distillato molto forte, una bevanda effervescente, ghiaccio e succhi.
L’azione per contrastare questi abusi è diversa a secondo dei Paesi. In UK si punta sul dry January, in Francia c’è una sorta di rivolta ai divieti capitanata da David Khayat che ha scritto il libro “Arrêtez de vous priver!” Quindi l’idea è di anteporre all’abuso un consumo responsabile. <<Chiudono le osterie e aprono le farmacie>> era il grido di allarme della stampa specializzata, qualche anno fa, per l’esponenziale aumento dell’uso di antidepressivi a seguito della chiusura dei luoghi di incontro e di socializzazione.

Le donne e le stanze dei bottoni del vino

Giovanna Prandini eletta presidente di ASCOVILO, Associazione dei Consorzi dei Vini Lombardi e il Gavi con un CDA di soli uomini per mancanza di candidate donne

 

Giovanna-Prandini-Presidente-Ascovilo

Giovanna-Prandini-Presidente-Ascovilo

di Donatella Cinelli Colombini

C’è una regola <<se non ci provi hai già perso>> e troppe donne, troppo spesso non accettano le sfide. Rinunciano ancora prima di mettersi alla prova perché lavoro e famiglia assorbono tutto il loro tempo o perché rifuggono gli ambienti conflittuali come i consigli di amministrazione. Oppure perché pensano di non venire ascoltate e quindi che sia solo una perdita di tempo.

 

GIOVANNA PRANDINI PRESIDENTE ASCOVILO

Ogni tanto c’è qualche eccezione e fra loro dei veri talenti come Giovanna Prandini che ha dimostrato di essere un eccellente manager nella sua azienda Perla del Garda, dove produce un Lugana straordinario e nei ruoli che, volta per volta, si è trovata a interpretare.

L’ho vista allestire la sala da degustazione per le Donne del Vino e con la stessa calma determinazione dirigere progetti enormi come la Fiera di Brescia. Generosa, mai superba, capace di vedere lontano e rischiare, Giovanna Prandini è stata eletta all’unanimità, presidente di Ascovilo.

Per capire come lavora basta leggere la sua prima dichiarazione <<Dobbiamo partire facendo rete e sinergia: il territorio promuove il vino, il vino promuove il territorio… possiamo avere come nostri alleati i ristoratori, con le loro carte vini, che dovranno sempre più essere lombarde in Lombardia, ed enoteche a raccontare tutta la filiera di eccellenza>>.

Bergamo evento Donne del vino Giovanna Prandini

Bergamo evento Donne del vino Giovanna Prandini

Un piano che ha due alleati forti: il Grana Padano e la regione Lombardia. <<Nei prossimi mesi avvieremo una massiccia campagna di comunicazione istituzionale dedicata al vino lombardo>> ha detto Fabio Rolfi, assessore regionale all’Agricoltura <<partendo dall’iniziativa #iobevolombardo che promuove il consumo dei nostri vini nei ristoranti, nei bar e nelle enoteche della nostra regione>>.

Quindi idee chiare, capacità di instaurare alleanze e perfetta consonanza con i dati che arrivano dagli studi di marketing dove è evidente la tendenza alla territorialità dei consumi.

Brava Giovanna, sarai una grande presidente.

 

Federvini leadership rosa: Micaela Pallini e Albiera Antinori

Le nuove cariche di Federvini segnano una svolta al femminile con la presidenza dell’associazione di Micaela Pallini e quella del Gruppo vini di Albiera Antinori

 

di Donatella Cinelli Colombini

Albriera_Alessia_Allegra_Antinori

Albriera_Alessia_Allegra_Antinori

Federvini è la Federazione Italiana di Produttori Industriali, Importatori e Esportatori di Vini e Acqueviti e sta effettuando un rinnovo importante nelle cariche con scelte tutte al femminile.
Sandro Boscaini delle cantine venete Masi, che ha ottimamente guidato l’associazione per due mandati, viene sostituito da Micaela Pallini AD dell’omonima distilleria romana.

 

FEDERVINI LEADERSHIP ROSA

Il presidente del Gruppo Vini in seno a Federvini, Piero Mastroberardino, della cantina campana che porta il suo nome, avrà come successore uno dei più noti nomi del vino italiano: Albiera Antinori.
Le nomine verranno ufficializzate a maggio ma non sembrano esserci dubbi sulla scelta di due donne di grandissimo talento e competenza. Nell’assemblea delle nomine verrà deciso anche il nuovo Direttore Generale Vittorio Cino in sostituzione di Ottavio Cagiano de Azevedo, persona che stimo e con cui ho ottimamente collaborato per anni.
Il programma del prossimo mandato è di acquisire più peso nei rapporti istituzionali e avere una maggiore visibilità sui media.

 

Antinori Cantina del Chianti Classico

Albiera-Antinori Cantina del Chianti Classico

ANTINORI DINASTIA DI GRANDI CONDOTTIERI

Piero e Albiera Antinori sono fra le persone che maggiormente ammiro nel mondo del vino. Il Marchese Piero ha sangue freddo da astronauta, una vera passione per la cultura umanistica e un’intelligenza visionaria che lo fa assomigliare al Cristoforo Colombo dell’imprenditoria del vino. Insomma è uno che vede oltre l’orizzonte ma apre la strada anche per gli altri: lo ha fatto rinnovando lo stile dei vini toscani (chiamiamola operazione Supertuscan) e poi creando il prototipo di un nuovo turismo del vino con la cantina del Chianti Classico.
La sua figlia più grande, Albiera, è vicepresidente dell’azienda di famiglia e presidente del Consorzio Bolgheri che sta diventando il più performante in Italia con iniziative innovative e inclusive che danno immagine e strumenti di crescita a tutte le cantine: nella wine hospitality ha supportato economicamente il primo corso online con la 24OreBusiness School a cui hanno preso parte oltre 300 corsisti.

 

Massimo Garavaglia e il Ministero del turismo da costruire

Quella di Massimo Garavaglia somiglia alla “Mission Impossible” del celebre film. Il turismo al collasso e il suo Ministero con pochissimi uomini e mezzi

di Donatella Cinelli Colombini

Massimo Garavaglia

Come sappiamo il Ministero del Turismo fu soppresso a seguito di un referendum nel 1993. E’ rimasto un dipartimento quasi sempre associato al Ministero dei Beni Culturali salvo il breve periodo in cui avvenne un trasferimento all’Agricoltura piuttosto burrascoso con molti dipendenti che non accettavano di cambiare ministero e altri episodi che ridussero la già modesta attività degli uffici. Da quasi trent’anni le risorse e le competenze sul turismo sono state assunte dalle regioni. Un frazionamento che ha indebolito il brand Italy sui mercati mondiali ed ha aumentato i costi.

UN MINISTERO TUTTO DA COSTRUIRE

Quindi Garavaglia avrà a disposizione alcuni uffici con poco personale, all’interno del MIBAC guidato da Dario Franceschini.
C’è da sperare che almeno qualche funzionario molto forte in marketing turistico ci sia perché il neo Ministro non ha competenze in materia e farà fatica a entrare in una materia complessa e in continua evoluzione.

Massimo Garavaglia Ministro del Turismo

Per avere un’idea delle dimensioni enormi di questo comparto, il business turistico mondiale era, nel 2019, 1300miliardi mentre quello del vino 200. Il turismo è un settore con players enormi e muove investimenti giganteschi.

Per rendersi conto della situazione in cui opera il Ministro Garavaglia basta aprire i siti nazionali del turismo Italia.it e Visititaly.eu ….. ma poi non mettetevi a piangere.

CHI E’ MASSIMO GARAVAGLIA

il nuovo Ministro del Turismo  Massimo Garavaglia ha 53 anni e due lauree, una in Economia e Commercio all’Università Bocconi e l’altra in Scienze Politiche alla Statale di Milano. E’ stato sindaco di Marcallo con Casone, deputato e poi senatore, il più giovane della storia della Repubblica Italiana. Nel 2013, per un breve periodo, è stato Assessore regionale al Bilancio della Regione Lombardia. E’ stato Viceministro dell’Economia nel governo Conte.

Da questo curriculum si deduce una buona competenza economica ma, purtroppo, nessuna esperienza sul turismo. Un problema vista la struttura del suo Ministero e la dimensione dei problemi che dovrà fronteggiare.
Infatti il turismo è il settore più colpito dalla pandemia. In Italia, prima del covid, arrivavano 64,5 milioni di turisti esteri all’anno che si sono dimezzati nel 2020 con un azzeramento dei viaggiatori statunitensi, canadesi, brasiliani, giapponesi, cinesi cioè dei segmenti più ricchi.

NEL RECOVERY PLAN MANCANO LE RISORSE PER IL TURISMO

Massimo Garavaglia

Il compito del Ministro Garavaglia è riattivare questi flussi ma c’è un ulteriore problema: nel “Proposta di Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza” meglio conosciuto come “Ricovery plan” non c’è neanche un riferimento a mare, montagna, termale, enogastronomia … niente solo una frase che cita le strutture ricettive. Nella sezione dedicata a “Turismo e cultura 4.0” che consta di 7 pagine, si parla di musei, chiese, industria del cinema e centri storici anche nelle zone rurali.

Quindi il Ministero del turismo ha davanti un problema enorme ma è quasi senza portafoglio. Mi chiedo come farà visto che nel 2018 Expedia Group e Booking Holding hanno investito complessivamente 10,6 miliardi di dollari in campagne online e sono pronti a mettere in campo cifre simili appena il grande business ripartirà.

ITALIAN WINE TOUR

Storia del viaggio in camper nell’Italia del vino di Lavinia Furlani e Fabio Piccoli nell’anno del covid per trovare le chiavi della ripartenza

Di Donatella Cinelli Colombini

Fabio-Piccoli-e-Lavinia-Furlani-rispettivamente-direttore-responsabile-e-direttore-editoriale-di-Wine-Meridian

Fabio-Piccoli-e-Lavinia-Furlani-rispettivamente-direttore-responsabile-e-direttore-editoriale-di-Wine-Meridian

Un viaggio durato 35 giorni nell’estate di libertà fra i lockdown 2020 che ha portato Fabio Piccoli e Lavinia Furlani fra i maggiori esperti e formatori di wine business in Italia a vedere 67 cantine di tutta Italia.

I racconti di viaggio, pubblicati a caldo insieme a video e foto, sono poi diventati un libro che è quasi una testimonianza del risveglio del vino  italiano dopo la prima ondata epidemica <<in molte aziende visitate siamo stati i primi ad entrare dopo la fine del lockdown … non ci siamo trovati di fronte uno sterile vittimismo ma una forte volontà di farcela … e una disponibilità ad accettare i cambiamenti>> Insomma il mondo del vino si piega ma non si spezza e anzi tiene duro.

ITALIAN WINE TOUR VIAGGO IN CAMPER NELL’ITALIA DEL VINO

Camper-Gino-Italian-Wine-Tour-Lavinia-Furlani-Fabio-Piccoli

Camper-Gino-Italian-Wine-Tour-Lavinia-Furlani-Fabio-Piccoli

Ed ecco che i racconti delle cantine dove il camper Gino si è fermato durante il viaggio sono un coro di voci forti ma anche una continua scoperta perché, ha ammesso Fabio Piccoli, quando ci siamo sentiti dopo il viaggio, il virtuale non basta, anzi, tuffarsi nella realtà del vino <<mi ha fatto scoprire una realtà umana e imprenditoriale superiore a ogni attesa>>.
Da questa costatazione è nato l’intervento congiunto Donne del VinoWineMeridian -TouringClub in occasione di Wine2wine  <<il virtuale non basta vince l’enoturismo en plein air>>.
Siamo partiti dal progetto “camper friendly” e il successo 2020 del turismo itinerante, per parlare del crescente bisogno di esperienze turistiche partecipate e vere, fuori dai contesti fatti per i turisti cioè dai non luoghi del vino.

DONNE E AGROALIMENARE FONDAMENTALI PER LA RIPRESA

Le proposte delle Donne del Vino portate alla Camera da Donatella Cinelli Colombini e Paola Logo per arricchire il capitolo agricoltura del Recovery Fund

 

Audizione Camera dei Deputati - Donne del Vino con Donatella Cinelli Colombini online

Audizione Camera dei Deputati – Donne del Vino con Donatella Cinelli Colombini online

La XIII Commissione – Agricoltura della Camera dei Deputati ha ascoltato l’Associazione Nazionale Le Donne del Vino ieri, lunedì 1° febbraio, nell’ambito dello studio delle proposte sul piano nazionale di ripresa e resilienza (Doc. XXVII, n. 18). La presidente Donatella Cinelli Colombini e la sua vice Paola Longo hanno ringraziato la vicepresidente della Commissione Onorevole Susanna Cenni per averle indicate come interlocutrici utili alla Commissione e hanno portato la voce di 900 produttrici, enotecarie, ristoratrici, giornaliste ed esperte di tutta Italia che sono state interpellate attraverso un sondaggio online.
I punti segnalati come più critici sono 4, a cui si aggiunge un forte appello alle politiche di genere e al settore turistico che ha, nell’enogastronomia, uno dei punti di forza a cui il Recovery Fund deve dare ripartenza e consolidamento.
L’appello è affinché l’agricoltura non venga presa in esame solo per l’impatto ambientale ma anche in termini economici e occupazionali all’interno di una filiera produttiva e commerciale che arriva sulla tavola dei consumatori e coinvolge quindi anche altri comparti nella logica Farm to Fork e di salvaguardia della salute dei consumatori.
Le donne dirigono circa un terzo delle imprese agricole italiane ma sono esempi virtuosi: infatti pur gestendo solo il 21% della SAU – Superficie Agricola Utilizzabile -, producono il 28% del PIL agricolo.

Donne de Vino: protagoniste della ripartenza post covid

Donne de Vino: protagoniste della ripartenza post covid

Sono un’enorme risorsa per l’agricoltura italiana perché spesso sono più scolarizzate e più aperte all’innovazione e all’internazionalizzazione dei colleghi uomini. Per questo la richiesta che arriva dalla consultazione delle 900 Donne del Vino italiane ha puntato soprattutto su 4 argomenti oltre il riequilibrio fra i generi, il sostegno al credito e all’esportazione:

 

DIGITALIZZAZIONE DELLE AREE RURALI

La mancanza di una buona connettività e di banda larga nelle campagne – fino alle imprese e alle case -, la scarsità di strumentazione elettronica, sono considerati il maggiore ostacolo allo sviluppo economico e turistico delle zone rurali. La mancanza di copertura del segnale rende invisibili le imprese ai fini turistici e commerciali, rallenta il lavoro e l’accesso alle informazioni, impedisce il ricambio generazionale e l’introduzione dell’economia verde.

 

#MeToo #tunonseisola le donne del vino sono con te

Le donne del vino avanguardia del cambiamento in un settore che era totalmente maschile e ora, grazie al successo di poche, sembra essere tutto rosa

 

Be the Change - 2 dicembre on-line per il lavoro e la formazione delle donne nel vino

Be the Change – 2 dicembre on-line per il lavoro e la formazione delle donne nel vino

di Donatella Cinelli Colombini

Quando guardate le gare di Formula 1 quante donne vedete fra i meccanici? Negli ultimi 50 anni i Premi Nobel per la medicina assegnati a donne sono stati solo 8 in mezzo a un esercito maschile. Eppure ci sono ottimi ingegneri meccanici e ottimi medici donne.

Certi mestieri sono veri campi minati per le donne, anche per quelle molto brave.

Il vino era fra di essi.

Le donne hanno quasi ovunque meno opportunità e meno retribuzioni dei maschi, problemi a cui spesso, si aggiungono quelli familiari e quelli legati a molestie sessuali e alle violenze (93 femminicidi in Italia nel 2020).

 

D'Amore non si muore - Donne del Vino - Emilia Romagna

D’Amore non si muore – Donne del Vino – Emilia Romagna

METOO E SESSISMO ANCHE NEL MONDO DEL VINO

MeToo ha cominciato a scardinare la logica della vittima complice che permetteva agli abusi di continuare indisturbati.

E il problema non riguarda solo il mondo del cinema, ma anche quello del vino. Ne sono un esempio gli imbarazzanti avvenimenti accaduti fra i Master Sommelier USA, dove gli abusi sulle candidate agli esami avvenivano da anni ad opera degli stessi insegnanti, ma solo ora sono stati contrastati da un’azione efficace e definitiva.

Il sessismo è ancora forte e viene fuori dove meno te lo aspetti. Durante il recente Wine2wine è stato citato #wineboy, un hashtag da qualche migliaio di post in cui appaiono uomini eleganti e autorevoli mentre #winegirl, che di post ne ha più di 100.000, mostra  immagini molto peggiori tra nudità ed atteggiamenti sexy.

 

DONNE DEL VINO AVANGUARDIA DEL CAMBIAMENTO

Le Donne del Vino non dimenticano Donatella Briosi uccisa dall’ex marito nel giugno 2018. Un assassinio che ha mobilitato l’associazione ed ha toccato i cuori di tutte. In occasione del 25 novembre 2020, #tunonseisola ha coinvolto oltre 100 socie con video e foto.

Il vino al femminile è consapevole di essere l’avanguardia del cambiamento in atto. In nessun comparto produttivo le donne sono ugualmente organizzate e protagoniste del rinnovamento dello stile produttivo. Un successo che, per certi versi sembra spingerle in avanti lasciando le questioni della parità di genere e degli abusi alle loro spalle.

 

Idee fuori dal coro sul vino virtuale

WINE2WINE 2020: vino locomotore dell’export agroalimentare e del turismo italiano con l’energia della sua autenticità ma distinguendo virtuale e reale

 

Di Donatella Cinelli Colombini

Wine2wine-forum-del-wine-business-Donne-del-Vino-e-separazione-di-ruoli-fra.virtuale-e-reale

Wine2wine-forum-del-wine-business-Donne-del-Vino-e-separazione-di-ruoli-fra-virtuale-e-reale

Le Donne del Vino rappresentate da Donatella Cinelli Colombini, Touring Club con il presidente Franco Iseppi e Wine Meridian con le testimonianze di Fabio Piccoli e Lavinia Furlani, usano la principale tribuna del wine business italiano, Wine2wine in programma a Verona il 23-24, novembre, per contrastare la sovrapposizione fra reale e virtuale nel vino.

 

WINE2WINE 2020 LE DONNE DEL VINO CHIEDONO DI SEPARARE IL RUOLO DEL VIRTUALE E DEL REALE NEL VINO

Un messaggio forte, fuori dal coro e insieme la proposta di un’alternativa: la wine experience in versione en plein air, che usa il camper e il suo sbalorditivo successo 2020, come icona del crescente bisogno di esperienze turistiche partecipate e vere, fuori dai contesti fatti per i turisti, cioè dai non luoghi del vino.
Wine2wine è il maggiore forum dedicato al wine business, creato da Stevie Kim di VinitalyInternational a fianco di una mini fiera che ha in OperaWine, in collaborazione con Wine Spectator, la prima e più esclusiva passerella del vino italiano.
La scelta di Wine2wine, con la sua capacità di proporre in anticipo i nuovi trend del vino, evidenzia la portata della proposta delle Donne del Vino: rifiuto dei non luoghi del vino nella realtà come e soprattutto nel digitale e netta separazione dei ruoli fra reale e virtuale.

 

COME IL RUOLO DEL DIGITALE SI E’ ALLARGATO DURANTE L’EPIDEMIA COVID

La rivoluzione digitale accelerata dall’epidemia COVID ha risucchiato nel web l’esperienza del vino e dei luoghi del vino finendo per trasformare una soluzione in una minaccia. La copia del vero, soprattutto in versione digitale, appare infatti persino più attraente.

divisione-di-ruoli-fra-reale-e-virtuale-nel-vino-vince-la-wine-experience-en-plein-air

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Non va dimenticato che il vino e il turismo del vino italiani hanno invece il loro punto di forza proprio nell’autenticità del reale: la diversità dei vitigni e delle zone di produzione, l’emozione delle esperienze partecipate a contatto con vignaioli appassionati o con i sommelier che li raccontano, la storia e le tradizioni …..

 

                                                                       
Cinelli Colombini
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