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Wine business e arte dei Pizzajuoli napoletani

All’Università di Salerno per il Master in Wine business e per festeggiare il riconoscimento Unesco all’Arte dei Pizzajuoli napoletani

Master in Wine Business Università di Salerno 2017

Master in Wine Business Università di Salerno 2017

Di Donatella Cinelli Colombini

Arrivo a Fisciano sede dell’enorme Università di Salerno e mi si apre il cuore di fronte a un campus che sembra quello di una US University. Sono reduce da un viaggio di 4 ore sotto la pioggia e da una telefonata di due ore e mezzo con la Fondazione MPS per partecipare alla Deputazione Generale. Sono più stanca di mio marito Carlo che ha guidato la macchina senza sentire niente e senza poter accendere la radio. La mia è l’ultima lezione del Master in Wine Business 2017 diretto dal bravissimo Professor Giuseppe Festa .In aula ci sono anche le Donne del vino della Campania guidata da Lorella Di Porzio. Il clima è natalizio e mi permette di fare una lezione meno schematica

Master in Wine Business Università di Salerno 2017

Master in Wine Business Università di Salerno 2017 e Donne del vino

di quelle che tengo abitualmente. Spero comunque di aver lasciato agli studenti degli spunti di riflessione e di incoraggiamento. Al termine degustiamo Cenerentola DOC Orcia, IGT Super Tuscan Il Drago e le 8 colombe e il futuro Brunello 2013. Cenerentola colpisce al cuore per la sfida coraggiosa di una giovanissima DOC che vuole emergere con le sole forze dei vitigni autoctoni. Il Drago stupisce per l’orizzonte internazionale che guarda e la sua evidente capacità di accompagnare le cucine asiatiche. Ma è il Brunello non ancora nato (diventerà Brunello a mezzanotte dell’ultimo dell’anno) che li lascia tutti di stucco con il suo tessuto di tannini setosi e la aristocratica piacevolezza.

Dalla Cina Erika Ribaldi su donne e vino

Lettera di Erika Ribaldi sull’importanza delle donne nel mercato del vino, soprattutto in Asia. Appello a formarsi per rispondere a un business sempre più rosa

Erika-Ribaldi

Erika-Ribaldi

La lettera di Erika Ribaldi super esperta di marketing del vino, specificamente nell’ area asiatica, argomento sul quale, lo scorso anno, fece una splendida lezione alle Donne del Vino della Toscana, mi arriva a seguito della presentazione dei corsi di formazione, su comunicazione e consorzi, a Verona durante Wine2Wine.
Donatella Cinelli Colombini
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Cara Donatella , sia io che te, ci siamo guadagnate il nostro posto nella breve storia del vino italiano, ma ci sono tante, troppe colleghe che non vedono una via d’uscita dal limite della loro posizione , domestica o professionale e noi, io e te e le altre donne di successo abbiamo il Dovere di accompagnarle in questo percorso di crescita.

E non possiamo prenderci il merito nella virtù dell’ovvietà, ma la responsabilità di formare, supportare, valorizzare è nelle nostre mani.

ERIKA TIBALDI RIUNIONE DONNE DEL VINO

ERIKA TIBALDI RIUNIONE DONNE DEL VINO TOSCANA

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Poco importa anche io sia una professionista pagata lautamente o una tirocinante nella cantina di un piccolo imprenditore, che io sia giovane o vissuta, che io sia forte o che io sia vittima

nella direzione opposta; che io sia magra o formosa, che io faccia fatturati dove nessuno prima di me li ha saputi fare, o che abbia fatto scelte diverse nella mia vita professionale. Che io sia stata single, o felicemente sposata. Poco importa, #metoo now and then.

Wine2Wine: Tu non sai chi sono io!

I 10 errori più frequenti di chi vende vino diventano un roleplay a Wine2Wine 2017. Imparare in modo attivo e divertente come battere i concorrenti

Wine2Wine seminario Donne del Vino Wine People, Lavinia Furlani Andrea Pozzan

Wine2Wine seminario Donne del Vino Wine People, Lavinia Furlani Andrea Pozzan

Le Donne del Vino non smettono di stupire e si uniscono a WineMeridian –WinePeople proponendo un seminario destinato a lasciare il segno su chi lavora nel reparto commerciale delle cantine.
Essere noiosi, parlare in modo vago, dire le stesse cose di tutti i colleghi/concorrenti, parlare al negativo,…. Errori comunicativi che molti commettono nel presentare i vini a cui si aggiungono messaggi non verbali anche più dannosi: non sorridere, stare rigidi e con le braccia conserte, non guardare l’interlocutore …. E infine il tono di voce…
Questo è un esempio del campionario di sbagli che bisogna eliminare. La sfida è infatti quella di rendere i partecipanti e soprattutto le partecipanti, capaci comunicare la propria identità aziendale in modo riconoscibile, partendo dalla propria realtà.

Con il titolo provocatorio << Lei non sa chi non sono io – Gli errori da evitare nella

wine2wine 2017

wine2wine 2017

presentazione del proprio brand>> il 4 dicembre alle 16, a Verona, durante Wine2Wine 2017 (il grande forum sul wine business diretto da Stevie Kim la brand manager Vinitaly International) verrà organizzata un autentica “caccia allo sbaglio” che coinvolgerà tutti i partecipanti. Sul palco una produttrice di vino prestata al teatro -Massimilla Serego Alighieri e Lorenza Cristanini Mion, in certi casi integrate dalla Presidente delle Donne del vino Donatella Cinelli Colombini, reciteranno brevi sketch con pessimi comportamenti commerciali, accentuati in modo da risultare esilarante, mentre sullo schermo compariranno titoli e sottotitoli per agevolare la caccia agli sbagli. Sembra un gioco ma è invece un metodo didattico efficacissimo studiato da Lavinia Furlani (filosofa e comunicatrice) e Andrea Pozzan (filosofo e esperto in risorse umane).

Marchesi personaggio dell’anno delle Donne del Vino

16 novembre nella dimora Palazzona di Maggio BO la cerimonia di premiazione e l’inizio dei corsi per salvare i bambini dal soffocamento da cibo

Di Donatella Cinelli Colombini

La scelta di Gualtiero Marchesi come personaggio dell’anno delle Donne del vino è

Donne del Vino Bologna Palazzona di Maggio Premio Personaggio dell'anno 2017

Donne del Vino Bologna Palazzona di Maggio Premio Personaggio dell’anno 2017

un modo per ringraziare il cuoco italiano più famoso nel mondo per aver dato un contributo fondamentale alla rinascita e al successo internazionale della nostra cucina.
Fra le tante azioni innovative che egli ha intrapreso, una ha spinto le Donne del vino a seguire il suo esempio e a premiarlo. Per primo, dal 2015, ha promosso la formazione degli addetti alla ristorazione sulle pratiche anti soffocamento che consentono di salvare, soprattutto i bambini, mediante una corretta preparazione degli alimenti e la tempestiva attuazione della disostruzione.

Nella splendida dimora settecentesca Palazzona di Maggio (Ozzano dell’Emilia BO) di

Antonietta Mazzeo organizzatrice del premio Personaggio dell'anno a Gualtiero Marchesi

Antonietta Mazzeo organizzatrice del premio Personaggio dell’anno a Gualtiero Marchesi

Antonella Perdisa, giovedì 16 novembre, la cerimonia di premiazione con il Maestro Marchesi, rappresentato dal genero Enrico Dandolo. La motivazione del premio è stata commentata dalla scrittrice Sveva Casati Modignani che ha portato una testimonianza personale. In
programma la relazione di Steve Kim brand manager di Vinitaly International e la torta del campione del mondo si pasticceria Gino Fabbri.

Il momento principale della giornata è stata la dimostrazione delle pratiche di anti-soffocamento che verranno poi diffuse nel resto d’Italia dalle Delegazioni regionali delle Donne del vino dando seguito al progetto SicurezzAtavola creato da Maria Chiara Zucchi caporedattrice di La Madia TravelFood.

Enoteca Italiana addio

L’unico Ente italiano preposto alla valorizzazione del vino all’estero chiude i battenti. Un altro pezzo di Siena che finisce in una città sempre più povera

Enoteca Italiana

Enoteca Italiana

Di Donatella Cinelli Colombini

I senesi la considerano un wine bar piuttosto invecchiato. Pochi sanno, in città, dell’enorme ruolo avuto dall’ Enoteca Italiana nella diffusione del vino italiano in Germania, Russia, Polonia….. e più recentemente in Cina. Sono certa che rimarrebbero sorpresi vedendo, come è capitato a me, un manifesto dell’Enoteca, con le principali denominazioni disegnate sulla carta italiana esposto in un ristorante di Bauru nuova città del Brasile che solo chi fa un’azione di marketing straordinariamente capillare va a visitare. Questa era l’Enoteca Italiana.

Enoteca Italiana

Enoteca Italiana Siena riprese TV

Ha fatto da incubatore alle DOC e a Vinitaly con la Mostra mercato dei vini tipici e di pregio italiani, (1933) e successivamente alle Città del vino, alle Donne del vino, al Movimento del Turismo del vino ….. quando l’Italia doveva essere presente, con i suoi vini, a qualche grande evento internazionale come l’Expo o le Olimpiadi erano gli uomini dell’Enoteca a partire. Così come era l’Enoteca Italiana a seguire le azioni nazionali di contrasto all’abuso d’alcol dei giovani (ricordate le “Viniadi”?) e soprattutto a spiegare i vini italiani ai grandi buyers esteri compresi i monopoli canadesi e scandinavi.
Insomma un susseguirsi continuo di missioni all’estero, pubblicazioni ( va ricordato l’Atlante dei Territori del Vino Italiano del 2013) convegni, incontri …..

Damas del Pisco in Italia accolte dalle Donne del Vino

Per la prima volta in Italia i produttori di Pisco e vino del Perù grazie alle Donne del vino che hanno aperto loro le porte delle cantine e il cuore

Damas del Pisco, in visita dalle Donne del vino

Damas del Pisco, in visita dalle Donne del vino

Di Donatella Cinelli Colombini

Un incontro fra culture che Glays Torres ha voluto con tutte le forze. Piccola, sempre sorridente e ottimista, Gladys ha realizzato quello che sembrava un sogno impossibile: portare in Piemonte, Toscana, Umbria e Trentino Alto Adige una delegazione di 50 Damas del Pisco e altri personaggi del vino peruviano senza lasciare a casa nessuno. Per questo il gruppo ha un carattere estremamente misto e comprende dal presidente dell’associazione peruviana di produttori di vino e pisco Marco Antonio Zuniga Diaz, al

Gladys-Torres.Presidente-Damas-del-Pisco

Gladys-Torres.Presidente-Damas-del-Pisco

milionario con cantina, alla piccola produttrice che ha risparmiato per mesi in modo da pagarsi il viaggio in Italia. Le Damas del Pisco, associazione fondata da Gladys nel 2014,  sono la maggioranza ma ci sono anche uomini soprattutto enologi e titolari di cantine. Nell’insieme un gruppo rappresentativo della realtà produttiva del Perù ma anche e soprattutto un gruppo in grado di trasformare l’esperienza italiana in un acceleratore del proprio settore. Le Donne del vino di 4 regioni hanno aperto le cantine e il cuore alle colleghe peruviane dando concreta applicazione agli scopi dell’associazione che parlano esplicitamente di diffusione delle cultura del vino.

Vita da produttore di vino: nella borsa di Donatella

Sbirciamo nella borsa di Donatella Cinelli Colombini per scoprire personalità anticonformista ma anche amante delle cose belle e esclusive

Nella-borsa-di-Donatella-Cinelli-Colombini

Nella-borsa-di-Donatella-Cinelli-Colombini

Di Donatella Cinelli Colombini
Il mio amico Luca Bianchini, scrittore, conduttore radiofonico e giornalista di successo, mi raccontò di aver avuto l’incarico, da una notissima rivista di scrivere una serie di articoli descrivendo il contenuto della borsa di celebrity italiane e straniere. La cosa che lo aveva colpito era stata la fragilità di alcune queste donne famose messe letteralmente in crisi dalla prospettiva di rivelare qualcosa che sentivano come molto intimo. La borsa è infatti un luogo in cui, spesso, vengono nascosti segreti e piccole manie. Pare anzi che i personaggi più glamour-veline, cantanti, volti televisivi- quelli che i rotocalchi da gossip sembrano seguire passo passo, siano invece particolarmente riservati della loro sfera intima.

Nella-borsa-di-Donatella-Cinelli-Colombini

Nella-borsa-di-Donatella-Cinelli-Colombini

Noi del vino siamo più tosti delle cantanti. Forse perché, nel nostro lavoro la sostanza deve sempre prevalere sull’apparenza. Quando succede il contrario la fine è invariabilmente la vendita della cantina.
Per questo raccontare cosa c’è nella mia borsa non mi mette in nessun imbarazzo ma anzi mi diverte e serve a svelare quel mix di esclusività e semplicità che caratterizza tutta la mia vita. Prima di tutto la borsa: fatta a mano, con pelli scelte per me da un artigiano che accetta le mie richieste e modifica i suoi modelli. Si chiama Pianigiani è di Buonconvento e mi ha guarito dalla dipendenza da Céline. Ho comprato borse di questa marca per decine d’anni con fedeltà assoluta finché ho scoperto che le pelli di vitello che si graffiano sono di scarsa qualità: quelle di Céline si riempiono di segni, quelle di Pianigiani no perché lui sceglie le pelli una per una e, a volte, proprio per me.

Rosato da moda a denominazione

I produttori del Garda chiedono la  Doc Chiaretto. Il rosato è di moda e diventa più chiaro e più buono, finalmente inizia a piacere anche agli italiani

Rosato da moda a denominazione

Rosato da moda a denominazione

Di Donatella Cinelli Colombini, Fattoria del Colle, Rosa di Tetto IGT

Il rosato è di moda e il marcato chiede bottiglie più buone ed è disposto a pagarle di più, E i produttori italiani, consapevoli di non poter competere sul prezzo con gli spagnoli, stanno investendo sul miglioramento qualitativo dei loro rosè. Tuttavia metà del rosato nostrano va all’estero, i rimanenti per 2/3 vengono venduti in supermercato (+5,2% di business nel 2015). Alla fine, rispetto alla moda mondiale dei rosati, da noi è calma piatta: molti articoli e eventi, buona volontà individuale ma manca una strategia unitaria di marketing e comunicazione capace di fare la differenza e competere con i francesi che invece marciano a ranghi compatti.

Ma forse le tre maggiori zone di produzione vogliono provare a fare squadra: Garda, Abruzzo e Puglia.

Rosexpo rosato da moda a denominazione

Rosexpo rosato da moda a denominazione. Foto di R.Garofano

Del resto Jean Marc Ducasse, manager del Pink Rosè Festival di Cannes che, con i suoi 78 buyer, si sta affermando come la borsa dei vini rosati, ha dichiarato che i compratori esteri hanno proprio chiesto più rosati italiani nell’edizione 2018.
Il presidente del Consorzio Valtènesi Alessandro Luzzago ha tetto a Trebicchieri <<L’Italia ha bisogno di un grande gruppo che traini la crescita dei rosati>> l’idea è quella di puntare sui vitigni autoctoni con peculiarità da spendere come il Groppello e il Negroamaro. In altre parole bisogna smettere di pensare al rosato solo come un vino di moda e legarlo ai territori con caratteristiche uniche.

Maria Giulia Frova Delegata Toscana delle Donne del vino

Chi è la nuova Delegata toscana delle Donne del Vino – Maria Giulia Frova, produttrice di Chianti al Castello del Corno e, quando ha tempo, bravissima chef

Maria Giulia Frova Delegata Donne del Vino della Toscana

Maria Giulia Frova Delegata e le Donne del Vino della Toscana

Di Donatella Cinelli Colombini

Maria Giulia Frova Arroni prende il testimone da Antonella D’Isanto ottima delegata delle Donne del Vino toscane negli ultimi tre anni che ha lasciato l’incarico per motivi di salute.
Sempre sorridente, sa trovare il lato buono in ogni situazione, Maria Giulia veste con gusto e in modo colorato ma molto semplice anche se al dito mignolo porta l’anello d’oro con lo stemma nobiliare dei Frova. Ha due figli maschi e un marito tedesco che si occupa di ingegneria economica. Ascoltando il suo parlare quieto e la sua saggezza sorridente appare la persona più posata del mondo <<se hai bisogno di meditazione meglio il rosario, gli orientali hanno lo yoga ma noi

Maria Giulia Frova Portopiccolo Sistiana luglio 2017

Maria Giulia Frova Portopiccolo Sistiana luglio 2017

siamo italiani. Io sono una grande praticante del rosario, funziona>>. Ma Maria Giulia non né il tipo da vita tranquilla, è vulcanica, poliglotta e lavoratrice instancabile. E’ laureata in Disegno industriale, ma lavora da 25 anni nella sua azienda, il castello del Corno. Prima della nascita dei figli era anche la bravissima chef del ristorante del suo agriturismo.
La sua è una famiglia di antica aristocrazia di origine piemontese e umbra sempre dedita ad attività agricole. I suoi avi sono approdati in Toscana alla meta del 1800 e da oltre un secolo possiedono la splendida tenuta del Corno in Val di Pesa, che precedentemente era della Famiglia Strozzi. Il cuore della proprietà è la grande villa del Cinquecento edificata sul perimetro di un castello del XIII secolo.

Incendi e vigneti assetati: estate di fuoco

Zona vesuviana come in California: gli incendi minacciano le vigne. In Sicilia, Campania e Lazio colpevoli ritardi nella prevenzione e negli accordi coi Vigili del Fuoco

Incendi 2017 Campania

Incendi 2017 Campania

Di Donatella Cinelli Colombini

Gli incendi dolosi, la debole opera di prevenzione contro il fuoco sono vergogne italiane che mettono a rischio anche le terre del vino. Specialmente dalla zona vesuviana la paura è stata grandissima: Villa Dora, Cantine Scala, Sorrentino Vini, Donna Grazia Vini del Vesuvio, Cantine Astroni e Terredora sono azienda dove le Donne del Vino si uniscono in un solo appello alle istituzioni <<difendete i boschi e non mettete a rischio le nostre vite, le nostre case e i nostri vigneti>>.
Intanto la situazione è gravissima ed è bruciata, in un mese, le stessa superficie che è andata a fuoco in tutto il 2016. Anche a pochi chilometri da me, a Montisi frazione di Montalcino, ieri è bruciato un oliveto a ridosso delle case.

Incendi-domenica 16 luglio a Montisi Montalcino

Incendi-domenica 16 luglio a Montisi Montalcino

Dalla metà di giugno alla metà di luglio, sono morti due agricoltori in Calabria e 26.024 ettari di bosco sono andati in fumo. L’elenco delle regioni colpite mette al primo posto la Sicilia con 13.052 ettari, seguita da Calabria con 5.826, Campania con 2.461 e Lazio con 1.635. Le ultime due regioni non hanno ancora approvato il Piano Aib 2017 (Piano antincendio boschivo) con le norme di prevenzione, lavoro a terra, gli accordi con i Vigili del fuoco e la Protezione civile. Anche la Sicilia è fortemente in ritardo e non ha ancora stipulato la convenzione con i Vigili del fuoco. Un ritardo colpevole che costa caro alle popolazioni e aggrava ancora la pessima immagine delle amministrazioni locali.

Collisioni: musica, vitigni autoctoni e Donne del Vino

Venerdì 14 luglio a Barolo, in occasione del Festival Collisioni Silvestri-Consoli-Gazzè, Placebo, Robbie Williams, Renato Zero ….. e 14 Donne del vino

Collisioni 2017 Donne del vino

Collisioni 2017 Donne del vino

Di Donatella Cinelli Colombini

Collisioni è ormai uno dei maggiori appuntamenti estivi con una sequenza di concerti che trasformano la capitale del Barolo in un palcoscenico musicale con decine di migliaia di spettatori. E poi ci sono gli incontri con il Premio Nobel per la letteratura Gao Xingjang, il giornalista Aldo Cazzullo, il divulgatore Alberto Angela, il Presidente del Senato Pietro Grasso, lo scrittore Roberto Saviano, lo storico d’arte Vittorio Sgarbi, il giornalista Marco Travaglio, Luciana Littizzetto, l’attore americano Matt Dillon e il duo comico Ale&Franz…..
Insomma una sequenza di celebrità infinita e di altissimo livello a cui si affiancano nomi

Collisioni Donne del Vino Giovanna Prandini

Collisioni Donne del Vino Giovanna Prandini

eccellenti della cucina e del vino. Fra gli chef c’erano Antonio Cannavacciuolo e Joe Bastianich, ma anche tanti produttori di tutta Italia e fra loro io e 13 altre Donne del Vino. Partecipiano al “Progetto vino” diretto da Ian D’Agata che prevede degustazioni di fronte a giornalisti, influencer e buyer internazionali. Ian D’Agata Senior editor di “Vinous”, è anche il direttore scientifico Vinitaly International Academy ed ha scritto “Native Wine Grapes of Italy”, unico libro firmato da un italiano ad avere vinto il premio Louis Roederer International Wine Awards Book of the Year.

Le Donne del vino vogliono più abbinamenti

Le Donne del vino puntano sugli abbinamenti: scegliere il vino con il cibo, introdurre gli abbinamenti nei menù e proporli in sala con il servizio al bicchiere

Di Donatella Cinelli Colombini

Portopiccolo Donne del vino

Portopiccolo Donne del vino

Portopiccolo Sistiana – 8 luglio- le Donne del vino fanno assaggiare 150 etichette di tutta Italia <<è la più grande degustazione al femminile mai realizzata>> ho detto alla Governatrice del Friuli Venezia Giulia Debora Serracchianti che ha partecipato al taglio del nastro  insieme alla madrina la scrittrice Sveva Casati Modignani.

Abbinamenti – questa è la parola d’ordine che esce dalla kermesse di Portopiccolo voluta dalla delegata friulana delle Donne del Vino Cristiana Cirielli, nello splendido centro turistico, dove 77 Donne del vino di tutta Italia hanno presentato le loro etichette di ogni regione, in una spettacolare degustazione nel Pavillon vicino al lungomare.

Portopiccolo Donne del vino

Portopiccolo Donne del vino

Il convegno <<la vite è donna>> riguardava maitre e sommelier e mi ha permesso di lanciare due proposte che rispecchiano il pragmatismo femminile nel rapporto col vino: introdurre gli abbinamenti nei menù accanto ai piatti tipici in modo da illustrare il territorio e proporli in sala con il servizio nel vino al bicchiere puntando con decisione sui giusti accoppiamenti dei sapori. Del resto, come ha detto Gianluca Castello <<i sommelier italiani sono i più bravi nel costruire gli abbinamenti, sono ricercati in tutto il mondo proprio per questa loro capacità>>. Un’arte che ha origini antiche, ha raccontato Pia Donata Berlucchi soffermandosi sulla parola sommelier insieme a Rossana Bettini Illy. Il termine nasce in Francia, in epoca napoleonica e deriva dal trasporto del vino legato alle some cioè  liée. Da New York Lidia Bastianich è intervenuta <<anche qui ci sono donne sommelier e sono bravissime, ma la strada da fare è ancora lunga>>

I fratelli Cotarella a Orvieto con vino e tango

4° edizione di Orvieto tango festival che si unisce a WE LOVE Taste UMBRIA evento nell’evento. Sono invitata da  Riccardo Cotarella

Orvieto Nerina Di Nunzio e Renzo Cotarella

Orvieto Nerina Di Nunzio e Renzo Cotarella

Di Donatella Cinelli Colombini, Montalcino, Brunello, Casato Prime Donne

Una città d’arte fra le più belle del mondo: Orvieto con la sua cattedrale che sembra lo scrigno gotico del Giudizio universale di Luca Signorelli, il pozzo di San Patrizio con la sua scala senza fine, la città sotterranea, la fortezza dell’Albornoz … e intorno i vigneti di un vino bianco che vuole tornare al vertice.
Un’impresa titanica che ha due paladini giganti: Riccardo e Renzo Cotarella. Riccardo è il presidente degli enologi italiani e mondiali – Union Internationale des Oenologues- oltre che consulente di cantine fra cui le più glamour d’Italia. Renzo è l’Amministratore Delegato di Antinori il gruppo enologico più prestigioso fra i big d’Italia. Insieme hanno

Orvieto We love taste Umbria

Orvieto We love taste Umbria

la cantina Falesco ora ribattezzata Cotarella e affidata alle figlie Dominga, Enrica e Marta. Cugine formidabili al pari dei padri.
Ed ecco che la riscossa dell’Orvieto parte con una serie di eventi di statura internazionale che, in estate, arricchiscono gli appuntamenti già esistenti come Orvieto Tango Festival. Convegni, banchi d’assaggio, cooking show e scuola di cucina per bambini, masterclass su birra, vino e olio. Le star, ed è proprio la parola giusta, sono gli chef stellati fra cui la senese Katia Maccari del Patriarca di Chiusi. E intanto tango, tango, tango con sei coppie di ballerini di fama internazionale e una sovraesposizione mediatica formidabile su televisivi, giornali e social networki….. We love taste Umbria, i Cotarella fanno sempre le cose in grande.

Freddo assicurato in cucina con Electrolux e Generali

Novità assoluta nei ristoranti: finisce il rischio legato alle interruzioni di corrente che rovinano il cibo in frigo e in congelatore: Electrolux e Generali assicurano il freddo

freddo-assicurato-Elictrolux

freddo-assicurato-Elictrolux

Donatella Cinelli Colombini, agriturismo, Toscana, Fattoria del Colle

Hai un ristorante in campagna o in un piccolo centro? Una cantina con resort? Quante volte è bastato un temporale per rimanere senza elettricità una notte intera! Ebbene il problema della carne che va a male, dei surgelati che si scongelano, dei dolci immangiabili finalmente finisce. Electrolux Professional e Generali Italia hanno stipulato un accordo in favore di chi compra un frigo, un freezer o un tavolo frigorifero entro il prossimo I° ottobre e assicurano tutto quello che contengono questi elettrodomestici nel caso un’interruzione di corrente rovini gli alimenti.

banco-frigo-freddo-assicurato-Electrolux

banco-frigo-freddo-assicurato-Electrolux

In altre parole Electrolux ci fornisce il freddo assicurato. Per chi, come me, ha un ristorante fra le vigne è una bella notizia. Le Donne del Vino che hanno strutture simili alla mia sono il 20% del totale ma la quasi totalità ha aperto la sua cantina al pubblico e quindi ha un punto vendita e forse tiene in frigo con salumi e formaggi per offrirli insieme ai suoi vini. Sono soprattutto loro, così come i ristoranti situati nei piccoli paesi, dove le interruzioni di corrente sono abbastanza frequenti, i più interessati all’assicurazione del freddo proposta da Electrolux Professional e Generali Italia. Qualcosa di nuovo che risolve un problema concreto di chi punta a una ristorazione di alto livello con materie prime fresche e di ottima qualità ma vive lontano dai grandi centri per cui deve fare scorte periodiche e tenerle in frigo per qualche giorno perché gli è impossibile andare ogni giorno al mercato.

Il vero pesto non si scorda mai

Uno chef –artigiano del gusto che ha fatto del pesto una missione: Roberto Panizza dalla Liguria alla cena delle Donne del Vino

Roberto-Panizza-DonatellaCinelliColombini-pesto-cena-Donne-del-Vino-Vinitaly-2017

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Di Donatella Cinelli Colombini, Orcia Doc, Fatoria del Colle

Scrivete Roberto Panizza nella ricerca Google e uscirà Pesto genovese, aprite il sito e leggete al centro <<Il pesto che non esiste>>. Affermazione sconcertante , nel senso che lo devi fare  solo con l’attrezzatura che ti fornisce lui: mortaio di marmo, pestello di legno e ricetta. Se non riesci Roberto ti manda uno dei suoi preziosi barattoli. Preziosi perché lui produce solo 2 kg di pesto alla settimana e non di più.
Ma la cosa più spettacolare è vedergli fare il pesto come è avvenuto durante la cena delle Donne del Vino che ha concluso il Vinitaly 2017.

Maurizio-Danese-Vinitaly-2017-Donne-del-Vino

Maurizio-Danese-Vinitaly-2017-Donne-del-Vino

Aveva un mortaio enorme dove ha messo aglio e pinoli cominciando a ruotare un pestello talmente pesante che temevo sfondasse il tavolo. Ho provato a usarlo e dava l’impressione di una pratica preistorica tipo <<Wilma dammi la clava>>. In effetti il pesto è antichissimo e deriva forse dal battuto d’aglio di epoca romana aromatizzato con foglie di basilico. Oggi è la seconda salsa più diffusa nel mondo per condire la pasa e viene ormai utilizzata con i cibi più svariati e anche in modo poco appropriato rischiando di snaturarne i caratteri.
Il pesto genovese che ho visto fare a Roberto Panizza è fatta di 7 ingredienti: basilico genovese DOP, olio extra vergine di oliva, parmigiano reggiano DOP, pecorino fiore sardo DOP, pinoli, aglio di Vessalico (presidio slow food) e sale marino di Trapani.

                                                                       
Cinelli Colombini
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