Dalla Cina Erika Ribaldi su donne e vino

Erika-Ribaldi

Dalla Cina Erika Ribaldi su donne e vino

Lettera di Erika Ribaldi sull’importanza delle donne nel mercato del vino, soprattutto in Asia. Appello a formarsi per rispondere a un business sempre più rosa

Erika-Ribaldi

Erika-Ribaldi

La lettera di Erika Ribaldi super esperta di marketing del vino, specificamente nell’ area asiatica, argomento sul quale, lo scorso anno, fece una splendida lezione alle Donne del Vino della Toscana, mi arriva a seguito della presentazione dei corsi di formazione, su comunicazione e consorzi, a Verona durante Wine2Wine.
Donatella Cinelli Colombini
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Cara Donatella , sia io che te, ci siamo guadagnate il nostro posto nella breve storia del vino italiano, ma ci sono tante, troppe colleghe che non vedono una via d’uscita dal limite della loro posizione , domestica o professionale e noi, io e te e le altre donne di successo abbiamo il Dovere di accompagnarle in questo percorso di crescita.

E non possiamo prenderci il merito nella virtù dell’ovvietà, ma la responsabilità di formare, supportare, valorizzare è nelle nostre mani.

ERIKA TIBALDI RIUNIONE DONNE DEL VINO

ERIKA TIBALDI RIUNIONE DONNE DEL VINO TOSCANA

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Poco importa anche io sia una professionista pagata lautamente o una tirocinante nella cantina di un piccolo imprenditore, che io sia giovane o vissuta, che io sia forte o che io sia vittima

nella direzione opposta; che io sia magra o formosa, che io faccia fatturati dove nessuno prima di me li ha saputi fare, o che abbia fatto scelte diverse nella mia vita professionale. Che io sia stata single, o felicemente sposata. Poco importa, #metoo now and then.È terribile ricordare di non riuscire a dimenticare La prima volta.
Non ero ancora laureata in enologia, e mi sono sentita violata dalle attenzioni di un

Erika-Ribaldi

Erika-Ribaldi

Enologo con 30 anni di esperienza e talento, attenzioni che non ho cercato né provocato, e ancora, sentirsi il puzzo del sudiciume di un produttore in visita in Hong Kong per presentare i famosi e blasonati vini che mi ha toccato, senza che sia stata io a chiedere di esserlo, poco meno di 24 ore fa. E nel tempo tra ieri e oggi: uno dieci centomila urli di disagio, imbarazzo e paura.

Quanti anni è che mi conosci? Guadagno più di tanti colleghi uomini, lavoro con più determinazione, tattica e strategia. Il mio curriculum e i risultati che porto sono la mia legacy e la mia reputazione, sono una professionista con un’Etica indiscutibile, non sono discriminata, non sono sottopagata, sono indipendente, ho sempre ottenuto quello che mi meritavo, guadagnato quello che ho chiesto, venduto quanto offerto; eppure, come me, ce ne sono tante di colleghe che si devono mascherare e pretendere di non essere sensibili alla violenza della volgarità di tanti uomini nel nostro Mondo, in cui credo, in cui vendo, in cui produco.

Esiste una problematica da affrontare con una conversazione costruttiva, di come le risorse femminili vengono valorizzate in tante aziende, serve riabilitare il traporto inclusivo tra donne, e trovare una linea di comunicazione con quegli uomini che hanno sensibilità e intelligenza e non sottovalutano ne sminuiscono un problema che esiste, e non solo nel nostro settore. Sono troppi, gli uomini che pensano di poter calpestare la mia/nostra dignità, il mio/nostro pudore, la mia promessa matrimoniale, la mia/nostra professionalità, e mi auguro sempre siano una minoranza.

Wine2wine, conferenza delle Donne del Vino

Wine2wine, conferenza delle Donne del Vino

E ora a noi, parliamo di donne e vino. Qui in Asia, le donne controllano non solo l’economia domestica e quindi gli acquisti, incluso il vino, ma controllano il proprio stipendio. In molti (non tutti) i Paesi statisticamente il consumo del vino tra il genere femminile è dominante, in Giappone l’acquisto allo scaffale è per l’80% nelle mani delle donne, in Cina, ( ove è difficile fare un’analisi statistica accurata), Rabobank ha stimato che le donne consumano il 52% delle bottiglie di vino con un prezzo superiore ai 78 RMB, il buyer dei Grand cru di COFCO è una donna, e di carattere e grande competenza, i Master of Wine in Asia sono donne. Taiwan ha un Presidente donna, Tokyo un Governatore donna, l’Indonesia ha avuto Megawati.

Quindi miei cari produttori, il marketing di Genere, dovete iniziare a farlo tutti, perché se volete vendere in Asia, da dove lavoro da 10 anni, e se volete svuotare le cantine per far spazio alla prossima vendemmia, iniziate a pensare in rosa, pensate ad un linguaggio che sia comprensibile a Venere, che tiene per le palle il portafoglio di Marte. Cari emeriti enologi, pensate a fare vini più eleganti, profumati, pensando che per pagare il mutuo della cantina, vi serve vendere.
E se non avete la benché minima idea di come si comunichi con una donna, perché oltre alle gonadi non usate che una metà del cervello, beh allora, cercate tra il vostro personale una sorella che lo sappia fare. Perché non basta fare i grandi vini, bisogna saperli vendere e comunicare.
Le dinamiche dell’acquisto tra donna e uomo sono differenti, noi comperiamo perché vogliamo e voi lo fate perché ne avete di bisogno, E chi ormai ha bisogno di una bottiglia di vino? Nessuno, quindi serve un linguaggio e un marketing che incentivi la voglia e il desiderio impulsivo del consumo, non la necessità di farlo.

L’intenzione dell’iniziativa delle Donne del vino, è quella di aiutare le aziende a formare risorse interne che sappiano comunicare con un segmento in espansione, e dominante, differenziare le demografiche di vendita, vendere di più , e vendere meglio.

Erika Ribaldi

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