Montalcino paese di vino e di vinattieri

Enoteca-Pierangioli-Montalcino-Stefania

Montalcino paese di vino e di vinattieri

Curiosiamo nelle enoteche e nei ristoranti di Montalcino per scoprire come cambia il turismo del vino e come cambia il tessuto commerciale che lo accoglie

Enoteca-Pierangioli-Montalcino-Stefania

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Di Donatella Cinelli Colombini, Brunello, Casato Prime Donne

Su un punto tutti concordano <<il 2017 è stata un’annatona per il turismo del Brunello>> . Complice il sole che ha fatto scappare i visitatori dalle città e ha messo a dura prova i vigneti ma ha anche fatto crescere il turismo in campagna mettendo in fila una sequenza impressionate di belle giornate.
Tanti turisti e tanta voglia di assaggiare e comprare.
Parlando con chi lavora a contatto con i visitatori è possibile scoprire qualcosa di curioso sul loro comportamento. I wine lover che arrivano a Montalcino desiderano principalmente scoprire il Brunello e concentrano i loro acquisti su questo vino <<neanche sul Rosso di Montalcino, vogliono solo Brunello>> mi dice Sergio Pierangioli che tuttavia ammette <<il suo Cenerentola Doc Orcia si vende bene, sarà il nome, sarà l’etichetta, sarà il fatto che è diverso …>>.

ENoteca-BD-Bruno Dalmazio-Montalcino

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C’è però un’altra tipologia di wine lover che desidera assaggiare e soprattutto comprare ottime bottiglie delle denominazioni più famose d’Italia e quindi si fa spedire a casa Barolo, Amarone, Aglianico … <<non hanno tempo per visitare tutte le zone dei vini famosi ma li vogliono comprare perché in Brasile oppure in Canada costerebbero molto di più>> mi spiegano nell’enoteca BD Bruno Dalmazio.
Girando nei negozi di vino di Montalcino sono evidenti tre cose: l’alta preparazione degli

Enoteca-Vino-al-Vino-Montalcino

Enoteca-Vino-al-Vino-Montalcino

addetti, l’uso dei wine dispenser per far assaggiare e la cura negli allestimenti.
Una cura che ognuno ha interpretato in modo diverso, c’è chi, come Bruno Dalmazio ha introdotto un reparto di accessori di lusso (cappelli fatti a mano) e chi, come Sergio Pierangioli ha restaurato una grotta ipogea, oppure chi ha scelto un allestimento più moderno dove i libri danno un tocco più colto come Gianluca Turchi.
Sono soprattutto i locali allestiti di recente, come l’enoteca Vino al Vino oppure la Taverna del Panfilo, quelli di stile più sofisticato e di tendenza. Ed è ancora in questi luoghi che diventa evidente la forza attrattiva di Montalcino che calamita professionisti anche da molto lontano. Nella Taverna del Panfilo, oltre alle tele di arte contemporanea, c’è una titolare di Bergano e uno chef argentino.

Taverna-del-Panfilo-Montalcino

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Il successo di Montalcino è evidente in questi aspetti oltre che dal gran numero di turisti di livello decisamente alto. C’è tuttavia un rovescio della medaglia: camminando per le stradine in pietra il “vernacolo senese” non è più la lingua più diffusa. Così come i negozi per i turisti sono ormai molti più di quelli per i residenti. Come spesso dico quando faccio lezione << Il turismo è come lo zucchero: in piccole dosi fa bene ma in grandi quantità fa venire il diabete>> è dunque necessario gestire il successo turistico di Montalcino ma sono certa che il giovane e dinamico sindaco Silvio Franceschelli ci riuscirà.

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