LE DONNE DEL VINO E CODICE DELLA STRADA

Donatella Cinelli Colombini intervistata da D-News delle Donne del Vino

LE DONNE DEL VINO E CODICE DELLA STRADA

INTERVISTA A DONATELLA CINELLI COLOMBINI DI D-NEWS INSERTO DEL CORRIERE VINICOLO DEDICATO ALLE DONNE. GLI EFFETTI DELLE NUOVE NORME DEL CODICE DELLA STRADA

Donatella Cinelli Colombini delegata delle Donne del Vino della Toscana

Donatella Cinelli Colombini delegata delle Donne del Vino della Toscana

di Donatella Cinelli Colombini #winedestination, #brunellodimontalcino

Quando ero Presidente delle Donne del Vino, insieme al Direttore del Corriere Vinicolo Giulio Somma creammo un inserto dedicato all’enologia femminile. Primo periodico al mondo rivolto specificamente all’altra “metà del vino”. Da anni queste pagine sono  curate dalla bravissima Paola Bosani con l’aiuto di Somma. Oggi tornano a rivolgersi a me sugli effetti delle nuove norme del Codice della Strada sulle cantine italiane.
Qui vi riporto solo un pezzettino di questa intervista invitandovi ad andarla a leggere sul Corriere Vinicolo.

I PRIMI CONTRACCOLPI DEL NUOVO CODICE DELLA STRADA SUI CONSUMI DI VINO AL RISTORANTE

D-NEWS L’entrata in vigore del nuovo Codice della Strada, con sanzioni più severe per chi guida con un tasso alcolemico alto ha sollevato preoccupazioni per il possibile impatto sui consumi di vino. In che modo queste normative stanno influenzando il settore vitivinicolo e quello della ristorazione?
DONATELLA Le prime notizie, che arrivano dai ristoranti sono piuttosto allarmanti e parlano di cali nei consumi di vino di oltre il 20%. Prevedo percentuali ancora peggiori dalla primavera in poi. I dati attuali sono rilevati sui pubblici esercizi delle città dove è più semplice tornare a casa con metropolitana o taxi. Nei piccoli centri, in cui i mezzi pubblici sono pressoché insistenti, temo che il contraccolpo sarà più grande anche perché le probabilità di essere fermati dai Carabinieri è più alto, soprattutto nelle ore notturne. Fino all’estete non sapremo il reale effetto dell’inasprimento delle sanzioni e dei controlli deciso dal Ministro Salvini.
Nei ristoranti in cui sono andata recentemente ho notato un rafforzamento della proposta di vino a bicchiere. Credo sia una buona idea perché consente al cliente di bere bene e abbinare il vino alle proprie pietanze indipendentemente dalle scelte degli altri commensali. Inoltre offre al ristoratore una marginalità superiore che, in parte, compensa il calo di fatturato.

LE DOSI PER RESTARE NEGATIVI ALL’ALCOL TEST E  QUELLE  SALUTARI COINCIDONO

D-NEWS Per la sua esperienza ha notato cambiamenti nel comportamento dei consumatori?
DONATELLA Tutti sono più prudenti di prima. Io stessa, se vado al ristorante e dopo devo guidare, non supero i 20 Cl seguendo le indicazioni delle tabelle affisse dentro i ristoranti.
In definitiva si tratta di una quantità sufficiente ad accompagnare il pasto, quando il vino è buono e si intende rimanere all’interno un consumo salutare. Infatti, il consumo moderato, quello che aiuta il sistema cardiocircolatorio e allunga la vita, prevede l’assunzione di mezza bottiglia divisa su due pasti per gli uomini e di un terzo di bottiglia, divisa su due pasti per le donne. Questo significa che dovrei accompagnare la cena con 13-15 Cl di vino.



                                                                       
Cinelli Colombini
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