NASCE IL CENTRO STUDI ENOTURISTICI E OLEOTURISTICI

Ceseo Centro studi enoturistici presentato al Senato

NASCE IL CENTRO STUDI ENOTURISTICI E OLEOTURISTICI

PRESSO L’UNIVERSITÀ LUMSA DI ROMA IL CENTRO STUDI SI PRESENTA AL SENATO DELLA REPUBBLICA CON LA SUA PRIMA INDAGINE SU 237 CANTINE DEL MOVIMENTO TURISMO DEL VINO

Roma Senato della Repubblica 12 marzo 2025 Violante Gardini Cinelli Colombini Massimilaino Ossini Dario Stefano

Roma Senato della Repubblica 12 marzo 2025 Violante Gardini Cinelli Colombini Massimilaino Ossini Dario Stefano

12 marzo – Roma Senato della Repubblica, CESEO – Centro Studi Enoturistici e Oleoturistici appena nato presso l’Università LUMSA di Roma riceve il saluto del rettore della LUMSA Francesco Bonini e dalla Professoressa Anna Isabella Squarzina, presenta la sua prima indagine su “Turismo del vino: alla frontiera tra nuove sfide e opportunità”.

OBIETTIVI DEL CENTRO STUDI ENOTURISTICI E OLEOTURISTICI CESEO

<<Il Centro studi mira a individuare le sfide e le opportunità nel comparto enoturistico e in seconda battuta oleoturistico>> ha spiegato il Presidente del Centro Onorevole Dario Stefano precisando che <<si tratta di un comparto che cresce del 13% all’anno su scala mondiale>> con esplicito riferimento ai dati FMI <<per cui ha bisogno più di altri settori di una bussola che lo aiuti a crescere in modo sostenibile e possibilmente omogeneo>>.
<<Il Movimento Turismo del vino ha aderito al Centro studi con piena condivisione degli obiettivi, puntando a indagini svolte con rigore scientifico e a corsi di alto livello per le cantine turistiche>> ha detto Violante Gardini Cinelli Colombini Presidente MTV <<Per questo abbiamo chiesto alle imprese associate, di rispondere alla ricerca che oggi viene presentata>>.
I dati elaborati dal Professor Antonello Maruotti, Ordinario di Statistica alla LUMSA vanno a formare l’indagine intitolata “Turismo del vino: alla frontiera tra nuove sfide e opportunità” che dipinge un comparto in salute e con amplissimi margini di crescita.

CANTINE TURISTICHE ITALIANE 2024 PICCOLE MA PERFORMANTI E CAPACI DI BATTERE L’INFLAZIONE

Al questionario hanno risposto 237 cantine con una disposizione abbastanza uniforme sul territorio nazionale ad esclusione del Nord Ovest da cui provengono solo l’8% dei dati elaborati.
Si tratta di aziende molto piccole, che per oltre la metà hanno un business inferiore al mezzo milione di Euro l’anno mentre solo il 9% supera i due milioni. Tuttavia si tratta di aziende performanti con il 53% che ha registrato una crescita di fatturato e il 24% che è cresciuto addirittura a doppia cifra. Elemento di particolare rilievo visto il preoccupante aumento dei costi registrato dall’81% delle imprese, incrementi che erodono i margini di guadagno e, in molti casi, risultano particolarmente significativi (il 28% indica una crescita dei costi tra il 10% e il 25%, e l’8% segnala incrementi superiori al 25%).

MOLTE CONFERME E NOVITA’: AMBIENTE COME DRIVE

Gli standard di accoglienza sono mediamente alti: parcheggi, punti vendita, sale da degustazione attrezzate, bagno ad uso pubblico (75%) percorso di visita .. sono ormai presenti ovunque.
Colpisce la grande attenzione all’ambiente delle cantine MTV con il 43% di aziende BIO e il 38% di agricoltura sostenibile. Queste percentuali sono nettamente superiori a quelle sull’intera Superficie Agricola italiana SAU dove il Biologico è il 19,8% (Fondazione Metes).
Una sensibilità che ha letteralmente ribaltato la classifica delle tipologie delle cantine turistiche con il paesaggio che viene percepito come la principale attrattiva dal 50% delle imprese. Crescono anche le attività all’aperto: il 33% organizza pic-nic nella vigna, il 30% propone passeggiate. Inoltre il 26% ha stazioni per la ricarica delle auto elettriche.

LE CANTINE TURISTICHE NON PIU’ “TUTTE UGUALI”

L’accusa di “venire a noia” rivolto dagli specialisti alle cantine turistiche troppo incentrate sull’offerta di esperienze standard tutte simili, ha una risposta nella diversificazione delle esperienze enoturistiche.
Le cantine crescono in infrastrutture e articolano il portafoglio di esperienze. Solo un terzo ha il ristorante ma l’87% offre cibi tipici insieme alla degustazione dei vini, il 33% e il 25% la cena con il produttore. E ancora il 28% ha una struttura ricettiva ma il 20% accoglie i camper almeno per una notte fra i vigneti.
Le esperienze con il vino si stanno velocemente arricchendo: il 64% delle cantine propone meno di 4 tipologie di animazioni (con la classica visita guidata agli impianti di produzione seguita da un assaggio di vino, nel 95% delle aziende) ma il 35% ne ha più di 5 e arriva fin a 18.
Anche il ventaglio dei prezzi è apertissimo: parte da 15€ per arrivare a circa 50€ con una media di 25€ e punte di 150€ per le esperienze più esclusive.
Migliora l’accoglienza turistica nel weekend (oltre la metà è aperta la domenica) e il numero di cantine turistiche visitabili tutto l’anno (85%).
Le cantine accessibili solo su appuntamento sono solo il 32% mentre quelle che accolgono anche visitatori senza appuntamento sono il 68%.

LA MANCANZA DI ADDETTI FORMATI VERO OSTACOLO ALLA CRESCITA

Un altro elemento cruciale dell’analisi ha riguardato il ruolo della professionalizzazione e delle competenze all’interno delle aziende.
Attualmente solo il 38% delle cantine turistiche ha personale con competenze sulla wine hospitality. Nelle altre spesso è il titolare a ricevere i visitatori (63%) oppure vengono occasionalmente spostati dipendenti che normalmente si occupano di commerciale (34%), comunicazione (30%) o altro personale aziendale (31%). Tutt’ora gran parte delle cantine non dispongono di addetti esclusivamente dedicati all’accoglienza turistica perché la dimensione dei flussi e del fatturato non lo permette.
Questo avviene benchè le cantine siano ben consapevoli della presenza di target diversi all’interno dei propri flussi turistici e l’82% organizzi eventi (soprattutto culturali o di intrattenimento) con cadenza periodica, attività che richiederebbero competenze specifiche per essere sviluppate al meglio.

UN MOLTIPLICATORE DI VENDITE E REPUTATION PRONTO ALL’USO

Sull’uso del digitale è stata evidenziata, per la prima volta, la forbice fra gli strumenti nelle mani delle cantine e il loro potenziale di utilizzo.
I dati rivelano una presenza plebiscitaria delle cantine turistiche online, con siti, invio di news letter (3 volte l’anno), attività social su Facebook e Instagram. Inoltre mostrano la capacità delle imprese di raccogliere follower fra i visitatori della cantina, negli eventi e online.
Una risorsa pronta all’uso che per ora appare sotto-utilizzata come dimostrano le poche visualizzazioni del sito -mediamente 1000 al mese- e i pochi nomi nella mailing list – solo 1000 di media-. Basta poco e il meccanismo può funzionare facendo crescere vendite dirette e fidelizzazione.
E’ infatti ben noto che sia in USA che in Italia un terzo delle mail provenienti dalle cantine vengono aperte e circa il 10% da origine a un clic nel sito. Percentuali molto più alte di quelle delle normali mail provenienti dalle aziende.

L’INTELLIGENZA ARTIFCIALE FA LA SUA COMPARSA NEL 20% DELLE CANTINE

Il passo per incrementare i contatti e trasformarli in vendita diretta è davvero piccolo. Passa dalla creazione di wine club, dall’utilizzo del CRM attualmente presente nel 21% delle imprese e da un corretto uso dell’intelligenza artificiale. Attualmente l’IA è presente solo nel 20% delle cantine che cominciano a impiegarla nella comunicazione digitale (71%) e nel marketing (63%) e nella gestione delle prenotazioni (35%). Il cambio di paradigma è davvero a portata di mano



                                                                       
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