Il mondo di Donatella e Violante

CAVOLO RIFATTO AL MODO DI MONTALCINO

LESSO, FRITTO E RIFATTO NEL POMODORO È UNA DELLE PRELIBATEZZE DELLE NONNE MONTALCINESI. IL CAVOLO COTTO TRE VOLTE È SAPORITISSIMO MA INDIGESTO E PERSINO DIETETICO

cavolo rifatto di Montalcino Fattoria del Colle Trequanda Donatella Cinelli Colombini

cavolo rifatto di Montalcino Fattoria del Colle Trequanda Donatella Cinelli Colombini

di Donatella Cinelli Colombini, winedestination, Casato Prime Donne Montalcino

Il cavolo rifatto può essere servito come antipasto, come secondo oppure come contorno. Nelle Marche il cavolfiore fritto viene consumato senza pomodoro ed è delizioso. La ricetta che vi propongo è molto gustosa e può arricchire straordinariamente anche piatti banali come un roast beef o un petto di pollo. Rimanda alla cucina delle nonne che, con ingredienti poveri riuscivano a creare sapori straordinari, per cui scalda il cuore e non solo la bocca.
Ha anche un altro vantaggio: come tutto il cavolo è indigesto per cui sazia per molto tempo e favorisce la perdita di peso.
Va accompagnato con il bianco usato in cottura e quindi vi consiglio l’IGT Toscana Sanchimento della Fattoria del Colle un traminer con un pizzico di grechetto che, per un terzo, ha avuto una vinificazione Orange.

INGREDIENTI E DOSI PER IL CAVOLO RIFATTO PER 4 PERSONE

Per il cavolo: un grosso cavolfiore, 100 g di farina bianca, un uovo, olio di oliva extravergine, vino bianco secco, sale, pepe. Per la salsa di pomodoro: 500 g di pomodori molto maturi, olio extravergine, 2 spicchi d’aglio, mezza cipolla rossa, i costola di sedano, 1 carota, qualche foglia di basilico.

LA CERAMICA TOSCANA DI TENDENZA

NELLA CAMPAGNA FIORENTINA DA 600 ANNI ACQUA, TERRA E FUOCO DIVENTANO CERAMICA D’ARTE. NON PENSATE A DECORI ANTICHEGGIANTI BENSÌ A FORME DI TENDENZA E TRADIZIONE

Toscana Lovers, ceramiche per pinzimonio e olio EVO della Fattoria del Colle

Toscana Lovers, ceramiche per pinzimonio e olio EVO della Fattoria del Colle

Di Donatella Cinelli Colombini, winedestination, Casato Prime Donne Montalcino, Fattoria del Colle Trequanda

<<Tra i luoghi della Val di Pesa, Valdelsa e Val di Virginio c’è il laboratorio dove nascono le nostre ceramiche, incastonato tra i vigneti e le colline>> racconta Sara Petreni accogliendoci nel negozio Toscana Lovers di Siena, in Piazza Indipendenza a pochi passi da Piazza del Campo dove si corre il Palio. << Sono ancora realizzate con la vecchia tecnica del tornio, del colaggio e della pressa in un connubio di stili. Dal country chic con tinte polverose e dettagli shabby al classico e contemporaneo. Le mani che prima disegnano e poi modellano l’argilla>>. Sara mostra il risultato del paziente lavoro dei ceramisti: coppette, piatti, vassoi, brocche, oliere … i colori sono tipici della tavolozza e dei paesaggi toscani. <<Ogni sfumatura è unica, realizzata dal pennello di un vero artista che dona un tocco di chiaro scuro facendo vibrare così la ceramica>>.
Gli oggetti in vendita da Toscana Lovers sembrano di un nuovo design e invece raccontano una storia antica.

PASTIZZI MALTESI E IL BIANCO SUPERTUSCAN

I PASTIZZI SONO FAGOTTINI RIPIENI DI RICOTTA E PISELLI. A MALTA SONO IL TIPICO CIBO DI STRADA. ACCOMPAGNATI AL BIANCO TOSCANO IGT SANCHIMENTO SONO STREPITOSI

Malta Gozo Pastizzi con IGT Toscana Bianco Sanchimento

Malta Gozo Pastizzi con IGT Toscana Bianco Sanchimento

di Donatella Cinelli Colombini, winedestination, Casato Prime Donne Montalcino, Fattoria del Colle Trequanda 

Nelle isole maltesi i pastizzi sono ovunque: nelle bancarelle, nelle vetrinette dei bar, degli alimentari e dei fornai ma non sempre sono buoni. Spesso rimangono per ore negli espositori e il ripieno diventa asciutto, cambia sapore, mentre la pasta trasuda unto. Sono i pastizzi acquistati dai turisti perché i maltesi comprano solo quelli appena sfornati. Mezze lune o rosette di pasta sfoglia o pasta filo con dentro un impasto di ricotta salata oppure formaggio fresco e piselli stufati con pepe, prezzemolo e menta. Spesso accanto ai pastizzi classici c’è la versione con ripieno di carne oppure di tonno. Quelli più rustici dei fornai tradizionali sono fatti con pasta di pane e, a mio avviso, sono i più buoni.

PREMIO CASATO PRIME DONNE 2025 A DARYA MAJIDI

IL 13 SETTEMBRE A MONTALCINO IL PREMIO CASATO PRIME DONNE DEDICATO ALL’INTELLIGENZA ARTIFICIALE A DARYA MAJIDI, LARA LORETI E GIORGIO DELL’OREFICE

Giorgio Dell'Orefice Premio Casato Prime Donne 2025

Giorgio Dell’Orefice Premio Casato Prime Donne 2025

Nell’edizione dedicata all’intelligenza artificiale il Premio Casato Prime Donne 2025 viene assegnato a Darya Majidi l’esperta di IA che, per prima, ha puntato

Lara Loreti Premio Casato Prime Donne 2025 3

Lara Loreti Premio Casato Prime Donne 2025 3

sulla diffusione delle competenze digitali fra le giovani donne per contrastare il divario di genere. Nella sezione giornalistica che valorizza i migliori contributi alla divulgazione di Montalcino vincono Lara Loreti per l’articolo intitolato Brunello di Montalcino 5 cantine da non perdere pubblicato ne “Il Gusto” de “La Repubblica” e Giorgio Dell’Orefice per gli articoli Toscana: la produzione di Rosso di Montalcino punta al raddoppio, Benvenuto Brunello in Florida, Texas e Virginia + 19% nelle vendite pubblicati ne “Il Sole 24 ore”. Il primo contiene un affresco del Brunello in cui luoghi, storie e personaggi sono raccontati con uno storytelling avvincente. I secondi vincono il premio intitolato al Consorzio del Brunello e offrono al lettore dati sulla realtà produttiva e commerciale dei vini di Montalcino scelti e analizzati con grande competenza.
La Giuria del Premio Casato Prime Donne composta da Donatella Cinelli Colombini, presidente, Rosy Bindi, Anselma Dell’Olio, Anna Pesenti, Stefania Rossini, Anna Scafuri e Daniela Viglione ha scelto come Prima Donna 2025 Darya Majidi. Con lei si inaugura un nuovo modo di guardare all’intelligenza artificiale come strumento per raggiugere obbiettivi sociali e specificamente la crescita delle prospettive femminili. Nell’ultimo mese Linkedin ha inserito Darya fra le 200 voci dell’AI a livello mondiale. Gli italiani sono solo 4 e lei è l’unica donna. Dal 2024 Darya Majidi è presidente del Comitato italiano di UN-Women ente delle Nazioni Unite per l’empowerment femminile. Il suo obiettivo è di far salire l’Italia rispetto all’attuale 85° posto della classifica Global Gender Gap Report 2025 del World Economic Forum. Per l’eccezionalità del suo contributo “La Repubblica” l’ha messa fra le 100 donne che stanno cambiando il mondo e nel 2022 “Io Donna” del “Corriere della Sera” l’ha scelta fra le 10 donne che maggiormente impattano in Italia.

RITRATTI A VIVA VOCE

STORIE DI 28 DONNE DELLA VALDORCIA SCRITTE E FOTOGRAFATE. LA FORZA DELLE DONNE CHE CERCANO DI COSTRUIRE NUOVE ARMONIE FRA NATURA E SVILUPPO, BENESSERE E TRADIZIONI

Ritratti a viva voce Profili di donne della Val d'Orcia

Le protagoniste del libro Ritratti a viva voce Profili di donne della Val d’Orcia

di Donatella Cinelli Colombini, winedestination, Fattoria del Colle, Casato Prime Donne 

Ritratti a viva voce è un libro scritto a più mani raccontando le storie di donne visionarie o sognatrici che vivono, anche per un breve periodo, nella parte più bella, più preservata e più agricola della Toscana: la Val d’Orcia.
Leggendolo si ha l’impressione di tante sensibilità simili che però non fanno squadra. Pur vivendo nello stesso posto, pur avendo dentro la stessa forza esplosiva, nella maggior parte dei casi hanno un impatto limitato sul contesto in cui vivono. Come se le vicende personali rimanessero in una sfera privata e non si trasformassero in leve di cambiamento sociale. Forse perché non fanno rete. Forse questo libro è il ragno che riesce a tessere la rete, a trasformare tante individualità sorprendenti in una squadra. Speriamo perché le donne raccontate nei “Ritratti a Viva voce” (I libri di Mompracem pp. 155, €20) sono davvero straordinarie. Come ha detto Maurizio Masini alla presentazione del libro in Palazzo Chigi a San Quirico d’Orcia, l’operazione somiglia a quella di unire i punti facendo nascere un disegno.

DA TOSCANA LOVERS IL CAFFÈ DIVENTA FIORITO

NUOVE NEL MODO POP DI USARE I MATERIALI, LE TAZZINE DA CAFFÈ DI RESINA DI TOSCANA LOVER MOSTRANO LA CREATIVITÀ DEGLI ARTIGIANI E PORTANO BELLEZZA NELLE NOSTRE CASE

di Donatella Cinelli Colombini, winedestination, Fattoria del Colle Trequanda, Casato Prime Donne Montalcino

tazzine da caffè e altri oggetti in resina da Toscana Lovers

tazzine da caffè e altri oggetti in resina da Toscana Lovers

Tazzine da caffè, non sono di vetro, non sono di ceramica, non sono di cristallo, non sono d’ambra e soprattutto non sono di PLASTICA! Si tratta di oggetti fatti a mano in resina, diversi uno dall’altro, ma tutti eseguiti con la creatività e la maestria tipica dei maestri artigiani toscani.

Quasi artisti, molto creativi e dotati di una manualità straordinaria … questi artigiani hanno la stessa mentalità di quelli che, nel Rinascimento, hanno riempito Firenze di capolavori. Per questo portare a casa un pezzo unico fatto da loro significa avere un oggetto autentico del “genio toscano” anche se non costa come una zuccheriera di Benvenuto Cellini.

LE TAZZINE DA CAFFE’ IN RESINA DI TOSCANA LOVERS

Le essenze toscane sono usate in modo giocoso ma elegante incorporandole nella resina. Spighe di grano, fiori, peperoncini, spezie, agrumi … una natura magicamente “sospesa” per divenire “eterna”. E’ proprio la trasgressività sorridente che rende pop queste tazzine. Straordinaria qualità di esecuzione, pensiero creativo e capacità compositiva di gran livello ma anche tanta leggerezza come se le tazzine dicessero <<usami tutti i giorni perché metterò gioia nel tuo caffè>>.

<<La combinazione di elementi naturali e di una resina speciale da origine a oggetti dove ogni colore e sfumatura vuole ripercorrere i cicli naturali e foglie, fiori, frutti e conchiglie diventano ambre fossili>>spiega Ilaria Perilli del negozio Toscana Lovers di Bagno Vignoni mostrando un’ampia gamma di vassoi, zuppiere, coppette  in resina. << Sono disponibili in una varietà di colori e nuance da abbinare alla tavola di ogni cliente per rendere la sua mise en place unica e originale.

LA CULTURA DEL RISPETTO

L’INCLUSIONE E IL RISPETTO FRA UOMINI E DONNE E’ ALLA BASE DELL’AMBIENTE SERENO DELLE IMPRESE DOVE C’È PARITA’ DI GENERE. COME AIUTA LA CERTIFICAZIONE

Certificazione di genere contrasto alla violenza sulle donne

Certificazione di genere contrasto alla violenza sulle donne

Di Donatella Cinelli Colombini, winedestination, Fattoria del Colle, Casato Prime Donne

Nel Regno Unito una donna del vino su tre subisce abusi e la percentuale sale fino al 50% fra le giovani. E’ difficile pensare che in Italia i casi di violenza siano di meno. Anzi, le indagini Istat danno esattamente lo stesso risultato sul totale della popolazione italiana femminile tra i 16 e i 70 anni. Dunque, è probabile, che nell’ambito del vino, dove l’alcol allenta i freni inibitori, le percentuali siano più alte.
Per contrastare questi brutti comportamenti, è importante diffondere, fra le imprese del vino -cantine, ristoranti, enoteche …- la Certificazione di genere.
Questa certificazione è introdotta dal PNRR con la normativa UNI/PDR 125 del 2022 che mira a raggiungere la parità di retribuzione e di carriera fra uomini e donne nelle imprese italiane. All’interno del percorso di certificazione c’è anche il tentativo di introdurre un’attitudine virtuosa, nel linguaggio e nei comportamenti, all’interno dei luoghi di lavoro. Questo perché la cultura del rispetto reciproco è alla base dell’inclusività e crea un ambiente favorevole alla parità di salari e di progressione di carriera, inoltre è una barriera contro gli abusi.
La mia azienda, la prima in Italia con una cantina con organico interamente femminile, sta ottenendo la Certificazione di genere e, in questo percorso, ha compiuto una riflessione collettiva sugli atteggiamenti impropri, gli abusi e le violenze di genere.

BROCCHE E BOTTIGLIE PER LA TAVOLA DESIGN MODERNO DI UNA TRADIZIONE ANTICA

DA TOSCANA LOVERS, BOUTIQUE DEL MIGLIOR ARTIGIANATO TOSCANO, A SIENA, CORTONA E BAGNO VIGNONI, METTONO IN VENDITA NUOVE CERAMICHE DI DESIGN PER LA TAVOLA ELEGANTE

Toscana Lovers, Bagno Vignoni, Ilaria Perilli con le Ceramiche virginia

Toscana Lovers, Bagno Vignoni, Ceramiche virginia

Di Donatella Cinelli Colombini, winedestination, Casato Prime Donne Montalcino, Fattoria del Colle Trequanda

Ilaria Perilli che accoglie i clienti a Bagno Vignoni nel negozio Toscana Lovers presenta due oggetti appena creati nei laboratori di Ceramiche Virginia. Si tratta di una brocca e di una bottiglia in ceramica realizzate interamente a mano a Montelupo in Toscana.
Sembrano un’espressione di design attualissimo: sobri ed eleganti, forme quasi minimaliste e colore austero. Invece sono legati alla tradizione contadina della Toscana con i suoi usi i suoi costumi e le sue credenze. Solo la tecnica di esecuzione è qualitativamente migliore.
Questa è la magia dei maestri artigiani toscani che sanno riproporre il passato in modo contemporaneo.

MONTELUPO FIORENTINO ANTICO CENTRO CERAMICO TOSCANO

<< Per comprendere e apprezzare il valore delle ceramiche di Montelupo Fiorentino, dobbiamo rifarci all’enorme patrimonio della storica tradizione della ceramica di Montelupo come testimoniano vari documenti giuridici artistici e letterari ricollegati al ritrovamento di reperti ceramici rinvenuti in scavi archeologici>> spiega Ilaria << Proprio per questo Montelupo, che ha avuto nel Rinascimento il suo periodo più fiorente, nasce e si sviluppa come centro di produzione di ceramiche artistiche del “Contado” di Firenze e la sua storia, la sua evoluzione e le sue botteghe sono da sempre legati a questa matrice artistica.>>

PER UN GRANDE VINO BIANCO DELLA TOSCANA CENTRALE

18 LUGLIO GIORNATA DI STUDIO CON UN OBBIETTIVO AMBIZIOSO: INDIVIDUARE I VITIGNI E I PROCESSI PRODUTTIVI CAPACI CREARE UN GRANDE VINO BIANCO NELLA TOSCANA CENTRALE

CanaioloBianco_BorgoPrunatelli

CanaioloBianco_BorgoPrunatelli

L’appuntamento solennizza la riapertura dell’Enoteca Italiana sotto la guida di Elena D’Aquanno nella Fortezza Medicea di Siena, dopo oltre dieci anni dalla chiusura. Vuole anche mettere in luce il potenziale scientifico dell’Accademia Italiana della Vite e del Vino nata a Siena il 30 luglio 1949 e rimasta in questa città fino alla fine del Novecento. E’ insomma una riaffermazione del ruolo di Siena come capitale e motore di un grande distretto vitivinicolo su cui lavorano il Sindaco Nicoletta Fabio e il Presidente della Camera di Commercio Massimo Guasconi e della presidente del Comitato per l’Imprenditoria femminile Elisa Marcheselli.

PERCHE’ C’E’ BISOGNO DI UN GRANDE VINO BIANCO NELLA TOSCANA INTERNA?

Un progetto ambizioso che trova sostanza in una giornata importante per la Toscana del vino. <<La regione ha una prevalenza di vigneto a bacca rossa dominato dal Sangiovese (65%), mentre il mercato italiano e internazionale si stanno indirizzando sui vini bianchi>> dice Donatella Cinelli Colombini, Delegata delle Donne del Vino della Toscana, a cui parte l’iniziativa della giornata di studi del 18 luglio. <<Questa criticità è fra le ragioni del calo di vendite delle cantine toscane che prosegue dal 2022>>. La costa toscana produce con successo Vermentino e Ansonica mentre lo storico vitigno bianco della zona interna, il Trebbiano Toscano (6,5% del vigneto regionale) è l’unico vitigno bianco italiano a perdere ettari (-5% fra il 2005 e il 2021). Un abbandono forse collegabile alla mancanza di una selezione clonale e all’uso di metodi produttivi incapaci a fare emergere il suo potenziale qualitativo.

IN OREGON CON L’ACADEMIE INTERNATIONALE DU VIN

DONATELLA E VIOLANTE DI NUOVO IN VIAGGIO, QUESTA VOLTA, ALLA SCOPERTA DEL NUOVO REGNO DEL PINOT NOIR. IN OREGON FRA CANTINE, DEGUSTAZIONI E QUERCIA BIANCA AMERICANA

Di Donatella Cinelli Colombini, winedestination, Casato Prime Donne Montalcino, Fattoria del Colle di Trequanda 

Dopo un travagliatissimo viaggio di andata che è durato quasi due giorni io e Violante arriviamo  finalmente in Oregon per visitare le cantine e degustare il Pinot Noir del Nuovo Mondo.

L’Académie Internationale du Vin riunisce produttori, enologi, giornalisti e grandi buyer di vino di tutto il mondo. C’è la crème de la crème. Il gruppo degli italiani è piccolo ma molto unito. Oltre a Donatella e Violante ci sono Angelo e Rossana Gaja e Pietro Ratto a cui saltuariamente si aggiungono Maurizio Zanella, Salvatore Geraci o Franco Martinetti.

PERCHE’ BISOGNA INSEGNARE IL VINO NELLE SCUOLE

DOPO 4 ANNI DI SPERIMENTAZIONI LE DONNE DEL VINO TRASFORMANO IN DIGITALE IL PROGETTO D-VINO SULL’INSEGNAMENTO DEL VINO NEGLI ISTITUTI ALBERGHIERI E PER IL TURISMO

D-Vino_presentazione progetto Piemonte

D-Vino_presentazione progetto Piemonte

Di Donatella Cinelli Colombini, winedestination, Casato Prime Donne, Fattoria del Colle 

E’ utile insegnare il vino nelle scuole che preparano i futuri managers dei ristoranti, dei grandi alberghi, delle agenzie di viaggio e degli uffici turistici?
Il successo travolgente della sperimentazione dei corsi D-vino, durato 4 anni e condotto in 50 scuole di tutte le regioni d’Italia, sembra dire di si.

Adesso le Donne del Vino lo trasformano in mini-lezioni digitali con l’intento di diffonderlo in tutte le scuole alberghiere e turistiche d’Italia 

TOSCANA LOVERS LE 3 BOUTIQUES DELL’ARTIGIANATO TOSCANO

LA STORIA E I PRODOTTI IN VENDITA NEI NEGOZI TOSCANA LOVERS DI SIENA, CORTONA E BAGNO VIGNONI. PICCOLI STORE CHE OFFRONO PEZZETTINI AUTENTICI DI TRADIZIONE LOCALE

winedestination, Fattoria del Colle, Casato Prime Donne 

I negozi Toscana lovers sono a Siena a pochi passi da Piazza del Campo in un edificio della contrada dell’Oca che originariamente era un monastero. A Bagno Vignoni, unico centro termale medioevale ancora conservato, il negozio è intorno alla vasca dove fecero il bagno Lorenzo il Magnifico e Santa Caterina. A Cortona, la città di “Under the Tuscan Sun” lo store è davanti alle scale del Palazzo Comunale. Luoghi straordinari che associano il loro fascino a quello di prodotti fatti a mano dai maestri d’arte cioè dagli artigiani che, da secoli, trasformano gli oggetti d’uso quotidiano in piccoli capolavori di eleganza: coltelli, saponi, tessuti a telaio, piatti e ciotole, vassoi … Ogni manufatto è un pezzo di autentica di Toscana.

A GOZO CON DONATELLA

DONATELLA CINELLI COLOMBINI SPIEGA COSA LA TIENE LEGATA A GOZO <<SONO UNA REPEATER>> DICE E VI INVITA A FARE COME LEI SCOPRENDO MALTA DAL DI DENTRO

Roberta Mesola- Martha e Henry Vella, Donatella Cinelli Colombini Gozo giugno 2025

Roberta Mesola- Martha e Henry Vella, Donatella Cinelli Colombini Gozo giugno 2025

di Donatella Cinelli Colombini

I repeater sono i turisti che tornano ogni anno nella stessa destinazione. Sono i turisti fidelizzati che scelgono quel luogo per amore. Qualcosa di simile ai Lovemarks di Kevin Roberts, CEO della celebre agenzia di comunicazione Saatchi & Saatchi che ha dedicato un libro al concetto di marketing dell’affezione verso i brand. Nel turismo succede lo stesso. Ci sono luoghi che ti entrano nel cuore.
Alla Fattoria del Colle abbiamo clienti che vengono regolarmente da trent’anni e affittano sempre lo stesso appartamento perché lo considerano la loro seconda casa.
Anch’io sono un repeater. Per 5 anni sono andata a Dubai e in Oman a passare le vacanze di Capodanno e mia figlia Violante, che aveva 5 anni, considerava gli Emirati Arabi un posto vicino e familiare come fosse la costa Toscana. Dopo è arrivato il Sud Africa, dove sono stata sei volte consecutive (soprattutto nello stesso albergo di Hermanus) e infine ho scoperto Gozo. L’isola piccola dell’arcipelago maltese era selvaggia quando io e mio marito Carlo ci arrivammo la prima volta vent’anni fa ma capimmo subito di aver finalmente trovato il nostro buen retiro.

LE DONNE DEL VINO DELLA TOSCANA ALLA SCOPERTA DEL CARMIGNANO

UNA GIORNATA PER VISITARE LE TENUTE DI CAPEZZANA E DI ARTIMINO GUSTANDO I LORO MERAVIGLIOSI VINI CARMIGNANO E INFINE ENTRARE NELLO STORICO LANIFICIO BALLI

Donne del Vino della Toscana a Artimino nel Carmignano

Donne del Vino della Toscana a Artimino nel Carmignano

Di Donatella Cinelli Colombini, winedestination, Fattoria del Colle, Casato Prime Donne 

Laura Carrera ha organizzato per le Donne del Vino della Toscana, un’escursione memorabile nel Montalbano e a Prato. Un modo piacevole per scoprire insieme il vino Carmignano, uno dei territori viticoli più antichi e importanti della Toscana. Il Bando del 1716 di Cosimo III de’ Medici, antenato delle moderne denominazioni, delimita la sua area di produzione e definisce i vini di Carmignano come “ atti a navigare”, cioè adatti all’esportazione.

TENUTA DI ARTIMINO E VILLA LA FERDINANDA

Prima tappa la Tenuta di Artimino ospiti di Annabella Pascale

Artimino Annabella Pascale e Donatella Cinelli Colombini sotto il girarrosto progettato da Leonardo da Vinci

Artimino Annabella Pascale e Donatella Cinelli Colombini sotto il girarrosto progettato da Leonardo da Vinci

La tenuta di Artimino ha un autentico tesoro: la dimora medicea, patrimonio UNESCO, Villa La Ferdinanda chiamata anche la Villa dei Cento camini. Fu costruita dal 1596 al 1600, in soli quattro anni, per volere di Ferdinando I de’ Medici su progetto di Bernardo Buontalenti. La villa era la favorita di Ferdinando che la fece affrescare da Domenico Passignano e Bernardino Poccetti con soggetti mitologici ancora visibili le decorazioni del salone centrale, degli appartamenti granducali, della loggia e dalla cappella. Esisteva poi un “guardaroba”, decorato da eccezionali dipinti come il Ritratto di Pietro Aretino di Tiziano, oggi presso la Galleria Palatina e il Bacco di Caravaggio, in mostra presso gli Uffizi. Offre una misura dell’eccezionalità di questo luogo il girarrosto progettato da Leonardo da Vinci.
Circondata da vigneti e uliveti e dal Barco Reale l’enorme riserva di caccia dei Medici recitata da un muro lungo 50 km, Artimino offre un hotel diffuso con 101 unità, due ristoranti panoramici, piscina e un centro benessere. Nel sotterraneo della villa ci sono le monumentali cantine storiche. L’assaggio ha riguardato Vin Ruspo Barco Reale di Carmignano Rosato DOC, Chianti Montalbano DOCG, Poggilarca Carmignano DOCG
Artimino ha un’estensione di 730 ettari, di cui 78 vitati nelle varietà principali del Carmignano: Sangiovese ed il Cabernet.
Nel 1980 la tenuta fu acquistata da Giuseppe Olmo campione sportivo divenuto imprenditore di successo. Da qualche anno alla guida dell’azienda ci sono Annabella Pascale e Francesco Spotorno Olmo, terza generazione della famiglia.

ROASTBEEF AL LIMONE DI MARIALUCE

LA MAESTRIA DI CERTE CUCINE DOMESTICHE RIVALEGGIA CON QUELLA DEI GRANDI CHEF MA È NELLE CASE CHE PIATTI SEMPLICI DIVENTANO CAPOLAVORI DA GUSTARE CON GLI AMICI

di Donatella Cinelli Colombini, winedestination, fattoria del Colle, Casato Prime Donne 

 

Ingredienti Roast Beef al limone di Marialuce - Toscana, Trequanda, Fattoria del Colle

Ingredienti Roast Beef al limone di Marialuce – Toscana, Trequanda, Fattoria del Colle

Marialuce Papini Losappio è una fiorentina che vive a Montalcino da quarant’anni. Suo marito Massimo è stato primario dell’ospedale per moltissimi anni e ha fatto nascere anche mia figlia Violante. La sua casa è sempre stata ospitale e lei è un’ottima cuoca che riesce a trasformare piatti anche semplici in pietanze prelibate. In occasione del suo ultimo invito ci ha servito un roastbeef al limone strepitoso.

                                                                       
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