Il mondo di Donatella e Violante

No alle viti OGM, forse si agli ibridi

Il Gambero Rosso pubblica un interessantissimo articolo sui vini frutto di nuovi ibridi. E’ questo il futuro della viticultura rispettosa dell’ambiente?

Marco-Sabellico

Marco-Sabellico Gambero Rosso

Letto per voi da Donatella Cinelli Colombini
Giunge a esiti veramente interessanti il lunghissimo lavoro per produrre viti resistenti a peronospora e oidio, quindi con meno bisogno di trattamenti antiparassitari, ma contemporaneamente capaci di dare vini di qualità.
L’argomento richiede una premessa: gli ibridi sono l’incrocio fra specie di vite diverse e possono essere spontanei, cioè avvenire

Ibridi_resistenti_campi-sperimentali

Vitigni Ibridi campi-sperimentali

naturalmente, oppure fatti dall’uomo. I primi tentativi sono del 1830 circa, da parte di Louis e Henri Bouschet de Bernard viticoltori francesi, padre e figlio, che crearono le prime nuove tipologie. Ma fu con la diffusione della fillossera che gli studi sugli ibridi ripresero slancio. Purtroppo però gli incroci ottenuti alla fine dell’Ottocento davano vini di gusto foxy cioè selvatico o di uva fragola e contenenti una gran quantità del pericolosissimo metanolo. Insomma vini cattivi e dannosi per la salute anche se da viti resistenti alla fillossera, peronospora e l’oidio.

Pochi giorni per concorrere al Premio Casato Prime Donne 2015

Un premio per ringraziare chi divulga il territorio e apre nuovi orizzonti alle donne. Un Premio nato a Montalcino nella prima cantina italiana tutta al femminile

PrmioCasatoPrimeDonne 2014 giuria e premiati

PrmioCasatoPrimeDonne 2014 giuria e premiati

Ancora pochi giorni per concorrere al premio Casato Prime Donne 2015 con foto, articoli e servizi radiotelevisivi riguardanti il meraviglioso territorio di Montalcino e il Brunello, pubblicati fra il 15 giugno 2014 e il I° giugno 2015. Entro la metà del mese le opere partecipanti dovranno pervenire alla segreteria del premio (Casato Prime Donne 53024 Montalcino SI).
Arte, paesaggio …. ma soprattutto persone di una terra resa celebre nel mondo dall’eccellenza dei suoi vini. Il palio ci sono proprio bottiglie pregiate oltre che

Duccio Nacci, Vincitore 2010

Duccio Nacci, Vincitore 2010

denaro (rispettivamente 1.000 e 1.500 €) e la possibilità di trascorre una settimana in un appartamento agrituristico di questa campagna incantata.
Scelgono i vincitori delle sezioni giornalistiche le giurate Francesca Colombini Cinelli, Rosy Bindi, Anselma Dell’Olio, Anna Pesenti, Stefania Rossini, Anna Scafuri e Daniela Viglione. Nell’albo d’oro ci sono i più bei nomi del giornalismo enologico italiano e internazionale; l’ultima edizione ha visto protagonisti Anna Di Martino, Daniele Cernilli e Ian D’agata.

Basta flute o coppe usiamo il boccale da Champagne

E’ fatto per lo Champagne Pol Roger e rende omaggio a Wiston Churchill, il celebre statista che ha consumato 42.000 bottiglie di questo vino

Pol Roger boccale da Champagne

Pol Roger boccale da Champagne

Di Donatella Cinelli Colombini

Forse nel tradizionale flûte di cristallo il liquido ambrato scende meglio in bocca e i profumi sono interamente apprezzati dal naso ma certo il boccale da Champagne è qualcosa di intrigante, ha un fascino micidiale e una storia che cattura.
Tutto parte dal nuovo boccale realizzato da John Jenkins Fine Glassware la cristalleria fornitrice della Royal Family. Ha una forma conica e un manico più grande in alto e più stretto alla base dove è decorato con fiorellini, come usava nei boccali d’argento del primo periodo Georgiano. Il vascello inciso a mano nella base del boccale è un chiaro tributo a Wiston Churchill che adorava bere lo Champagne Pol Roger con questo tipo di bicchiere fino a farne una parte

Churchill_V_sign_

Churchill_V_sign_

del suo mito. E’ stato calcolato che ne abbia consumato 42.000 bottiglie nel corso della sua vita e, alla sua morte, nel 1965, lo Champagne Pol Roger uscì con etichette listate a lutto.
Si tratta di una cave de Champagne molto particolare, perché, caso quasi unico, è ancora proprietà dei discendenti del fondatore Pol (1849). Si trova a Épernay, produce un milione e trecentomila bottiglie all’anno ed ha fra i suoi clienti la Regina Elisabetta II, infatti è stato usato per le nozze di William e Kate nel 2011.

Wine Spectator 96/100 per il Prime Donne Brunello 2010

Si chiama Insider ed è un email che segnala i migliori punteggi del Wine Spectator. Ogni cantina del mondo vorrebbe vederci i suoi vini. Il mio Brunello c’è

Brunello PrimeDonne 2010 Wine Spectator

Brunello PrimeDonne 2010 Wine Spectator

Di Donatella Cinelli Colombini

Che spettacolo! Solo 20 Brunello nell’Insider e solo 4 fra gli “hot wines”. Il mio è al secondo posto assoluto con uno splendido 96/100
I punteggi della più diffusa e autorevole rivista statunitense salgono verso l’olimpo partendo da un minimo di 50-74 per i vini non raccomandabili, poi ci sono i mediocri (75-79), quelli buoni (80-84) e molto buoni (85-89). Infine i fuoriclasse (90-94) e la vetta cioè i vini classici compresi far i 95 e i 100 punti.
Dunque il nostro Brunello Prime Donne 2010 è un vino CLASSICO cioè un’icona come le opere di Raffaello, Mozart, Petrarca … Oso troppo con questi paragoni? Sta di fatto che è proprio la ricerca dell’armonia che contraddistingue tutti i miei vini ma soprattutto il Brunello e questo rende particolarmente adatta la parola “Classico”.

Il wine blog in stile sharing di Francesco Saverio Russo

Il suo sito si chiama wineblogroll e contiene la rassegna stampa, degustazioni, luoghi e personaggi nel vino basati sulla condivisione e sulla passione

Francesco Saverio Russo

Francesco Saverio Russo

Letto per voi da Donatella Cinelli Colombini
Francesco Saverio Russo, Saverio come lo chiamano gli amici, è marchigiano ma vive in toscana dove lavora come organizzatore di eventi e consulente di web marketing, anche se, ammette, << passo gran parte delle mie giornate a gestire siti, blogs e profili social>>. Insomma è proprio il tipo che servirebbe in molte aziende del vino per raccontarsi meglio agli appassionati e ai futuri importatori. E’ insomma un wine blog master giovane, abbastanza fuori dagli schemi, poco attratto dal business del vino e realmente calamitato dai produttori appassionati e dallo storytelling.
<< Sentitevi, quindi, liberi di entrare “a casa mia” come foste degli Amici e non dei semplici ospiti…sbirciate, osservate, curiosate e, perché no…commentate e criticate se lo riterrete opportuno, ma non dimenticate mai di prendere ogni mia parola come frutto delle mie individuali emozioni e non come un dogma>>

Orcia wine festival mette in musica il vino

Assaggi e musica dal vivo a San Quirico, visite alle cantine Orcia, degustazioni itineranti a Bagno Vignoni, cena a Palazzo Chigi

Orcia Wine Festival  Contrade della Festa del Barbarossa

Orcia Wine Festival Contrade della Festa del Barbarossa

Il 24-26 aprile Orcia Wine Festival pieno di suoni e di sapori, che inaugura l’Orcia Wine Class di ONAV con corsi sul vino permanenti per turisti.

Orcia, il vino più bello del mondo, invita i wine lovers per un fine settimana grandioso a San Quirico e a Bagno Vignoni in mezzo al paesaggio capolavoro iscritto nel patrimonio dell’Umanità Unesco. <<Arte, panorami, vini, gastronomia, stile di vita, tutto al massimo>> dice la Sindaco Valeria Agnelli aprendo le porte del palazzo seicentesco cuore del festival.

Orcia-Doc-vini

Orcia-Doc-vini

24-26 aprile nelle sale affrescate di Palazzo Chigi a San Quirico d’Orcia sarà possibile assaggiare e comprare i vini Orcia incontrando i loro autori. Per chi vuole approfondire ci saranno le degustazioni guidate dagli assaggiatori ONAV Siena su cantine Orcia vecchie e nuove oltre a un’autentica novità: le degustazioni in musica. <<Brani musicali scelti per esaltare o bilanciare le sensazioni, che offriranno un’esperienza unica e multisensoriale, colta e insieme divertente>> promette l’Assessore Ugo Sani. Ancora cultura e vino nelle degustazioni itineranti che scenderanno nei mulini cinquecenteschi ipogei e sveleranno i segreti del borgo medioevale di Bagno Vignoni con soste rilassanti dedicate al vino.

Cantine aperte di cristallo il 7 marzo

Cantine aperte di cristallo 7 marzo 2015

Cantine aperte di cristallo 7 marzo 2015

Appuntamento imperdibile per assaggiare grandi vini toscani –del Movimento Turismo del Vino– scoprire i segreti del cristallo e fare shopping
Open day “Cantine Aperte di Cristallo” i vini d’autore del MTV – Movimento Turismo del Vino Toscana si spostano a Colle Val d’Elsa e propongono una degustazione itinerante dedicata ai wine lovers e agli amanti dell’artigianato artistico.
Sabato 7 marzo, dalle 10 alle 18 i sacchettini con dentro i bicchieri e il percorso saranno i tutte le soste dell’itinerario. <<Quasi una mappa del tesoro che porta nelle botteghe dei maestri vetrai e molatori e nel museo del Cristallo. E’ qui che gli appassionati di vino potranno scoprire come nascono i bicchieri più raffinati con un mix di design, artigianalità e alta tecnologia. Ogni tappa del percorso offre l’assaggio di tre cantine presentate dai loro artefici o dai Sommelier FISAR delegazione Siena Val d’Elsa >> spiega Violante Gardini presidente del Movimento Turismo del Vino toscano che ha voluto questo evento insieme al Consorzio del Cristallo di Colle Val d’Elsa.

1.82 miliardi di $ boom della vendita diretta del vino USA

Nel colosso americano, la vendita del vino ai privati segna un +15,5 % nel solo 2014 e cresce 4 volte più velocemente dei canali commerciali tradizionali

Napa Valley

Napa Valley

Visto per voi  da Donatella Cinelli Colombini

Il 61% delle spedizioni va in 5 stati dove vive il 37% di tutta la popolazione statunitense: California, Texas, New York, Florida e Illinois. Ma anche altri si danno da fare: grazie alla legge che ha facilitato l’invio di vino ai privati, i wine lovers del Montana hanno aumentato i loro acquisti del 245 % in un anno. La grossa novità è il Massachusetts, 7° mercato statunitense del vino, che da quest’anno ammette la spedizioni dalle aziende di produzione.
Le cantine dell’Oregon sono quelle che hanno fatto il pieno di vendite ai privati con uno spettacolare + 53% in un solo anno e il Pinot Noir a tirare la corsa. L’Oregon pare la nuova star del panorama enologico USA ma anche chi è sulla breccia da tempo, come Napa Valley, principale zona vinicola della nazione, ritiene determinante la vendita ai clienti privati, che rappresenta il 48,5 % del business. Fa venire l’acquolina in bocca a noi produttori italiani che difficilmente superiamo il 15%. La cosa più spettacolare sono i prezzi medi. Il più alto è quello del Cabernet: 66,3$ a bottiglia, seguito dal Pinot Noir 45,2 $ ma con un aumento del 33% in un anno. State sgranando gli occhi vero?
Sembra impossibile, soprattutto visto dall’Italia in crisi nera. Eppure la fonte è più che attendibile, si tratta di Wine Searcher la più grande piattaforma on line del mercato del vino.

Brunello d’invecchiamento, le regole d’oro per berlo

Preferire il Brunello riserva e le grandi vendemmie 5 stelle. Decantare sempre il vino e non servirlo mai freddo. Abbinarlo con grandi arrosti toscani

Brunello, bottiglie antiquarie Donatella Cinelli Colombini

Brunello-bottiglie-antiquarie-Donatella-Cinelli-Colombini

Una raccomandazione è d’obbligo: chi non ha un luogo freddo (16°C costanti con 80% di umidità) e buio, in cui tenere le bottiglie distese è bene che eviti lunghe conservazioni perché va incontro a delle grosse delusioni. Qualunque vino, e dunque anche il Brunello, invecchia velocissimamente nelle nostre case calde e ben illuminate.
L’altra raccomandazione riguarda il vino da mettere da parte per le grandi occasioni. Tutto il Brunello è longevo ma la tipologia pensata, fino dal giorno della vendemmia, per sfidare il tempo, è la riserva. Dunque se volete conservare una bottiglia dell’anno di nascita di vostro figlio per berla alle sue nozze, usate il Brunello Riserva.

BRUNELLO CAMICIA ROSSA 2M

BRUNELLO-CAMICIA-ROSSA

Le cantine più attente, come la nostra, producono la riserva solo nelle vendemmie molto buone. Fra queste annate le migliori, segnalate con 5 stelle, sono: 1945, 1955, 1961, 1964, 1970,1975, 1985, 1988, 1990, 1995, 1997, 2004, 2006, 2007, 2010.
La cantina Casato Prime Donne di Donatella Cinelli Colombini, è piuttosto giovane, anche se ha alle spalle una storia familiare lunga e conserva bottiglie di Brunello dal 1993 in poi.

 

ABBINAMENTO COL CIBO

Meglio puntare sulla tradizione gastronomica toscana: stracotti, arrosti, bistecca fiorentina al sangue oppure roast beef. Come sapete gli abbinamenti tra vino e cibo si basano su due criteri fondamentali: l’assonanza e il contrasto. In altre parole puntano sulla somma di sapori simili che si esaltano avvicenda oppure accoppiano gusti che si completano a vicenda. Nel nostro caso propendo per la prima soluzione e quindi porterei in tavola, con il Brunello riserva, dei cibi con pochi sughi grassi e con un sapore pieno.

 

Non hai cavatappi? Usa una scarpa e un vino francese

Il mistero delle bottiglie di vino francese stappate con i tacchi delle scarpe e delle bottiglie di Montalcino che restano tappate

Rosso di Montalcino DonatellaCinelliColombini tentativo di stappaggio con scarpa

Rosso di Montalcino DonatellaCinelliColombini tentativo di stappaggio con scarpa

Di Donatella Cinelli Colombini

Togli la capsula, prendi una scarpa in cuoio, con il tacco bello duro, infila la bottiglia nella scarpa in modo che il fondo di vetro prenda il posto del tallone e batti la bottiglia sul muro tenendola ben ferma dentro la scarpa. Tre colpi e voilà! Il tappo fuoriesce di un centimetro e mezzo per cui è facile turarlo fuori con le dita. Incredibile!

I video con le bottiglie francesi stappate con le scarpe impazzano in You tube – ce ne sono persino di giovani russi– e scopro che i sistemi di apertura sono due: c’è anche chi fa uscire il tappo battendo il tacco della scarpa sul fondo della bottiglia capovolta dopo aver levato la capsula. Sembra facilissimo anzi apparentemente l’unica preoccupazione è di non colpire troppo forte perché il tappo potrebbe schizzare fuori versando il vino.

Mi chiedo se funzionerà anche con bottiglie di Brunello che, per assicurare una lunga vita al vino, sono chiuse con tappi grandi e lunghi. Guardando uno dei video di You Tube mi accorgo, tuttavia, che la bottiglia usata per lo stappaggio con la scarpa è di Château Haut-Brion. Riprendo coraggio, se funziona con un Premier Cru Classé (First Growth), figuratevi con i vini del Casato Prime Donne!

Rosso di Montalcino 2012 una strepitosa vendemmia 5 stelle

Il 2012, la vendemmia più piccola a memoria d’uomo offre una versione “mediterranea” del Rosso di Montalcino per le alte temperature estive

 

Rosso di Montalcino 2012 D.Cinellicolombini

Rosso di Montalcino 2012 D.Cinellicolombini

Nel 2012, da giugno a agosto, fu caldo di notte e di giorno. Un clima arido inconsueto per Montalcino che, tuttavia, le viti hanno sopportato bene aiutate dai diradamenti dell’uva e dalle continue zappature del terreno. Ancora una volta le viti si sono rivelate “piante intelligenti” riducendo la propria vitalità. Poca uva e grappoli piccoli, spargoli ottimi per produrre grandi vini ma anche adatti a una situazione di stress idrico estremo. 

I temporali di inizio settembre hanno dissetato le piante e abbassato le temperature creando le condizioni per una maturazione graduale e perfetta dell’uva. Anche la vendemmia è avvenuta in condizioni ottimali con giornate fresche ma serene che hanno mandato in cantina l’uva a una temperatura di 20- 25°C.

Dopo lo spettacolare successo commerciale del Rosso di Montalcino 2011, soprattutto all’estero, è molto, molto, molto probabile che questo 2012 otterrà gli stessi risultati.

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I cani delle cantine e cantine dog friendly, una nuova moda

Libri, siti, pagine Facebook, persino concorsi, i winery dog sono diffusissimi e ormai talmente importanti da avere le classifiche delle cantine più amichevoli 

rodney wine dog

rodney wine dog

Di Donatella Cinelli Colombini

E’ una storia talmente incredibile che non mi crederete. In Australia c’è un fotografo che lavora a tempo pieno sui “Wine dogs” e sforna libri su libri con immagini di cani di cantina. Si chiama Craig McGill e la sua star è un retriever riccio di 9 anni che si chiama Rodney  e abita nella Hugh Hamilton Wines. Allo stesso autore si riferisce il sito winedog che si presenta con la frase The original wine dog book ed è una sorta di enciclopedia dei cani delle cantine di tutto il mondo. C’è persino il “Cane del vino del mese” che, a gennaio 2015, era Dutchess un labrador della Dutcher Crossing Winery in California.

Violante Gardini asciuga Felix Fattoria del Colle

Violante Gardini asciuga Felix Fattoria del Colle

Praticamente tutte le cantine USA hanno un cane e i libri su di loro sono in vendita accanto alle bottiglie. I cani di cantina hanno anche una pagina Facebook con oltre 3.000 mi piace. A Napa Valley c’è una lista di dog friendly wineries – cantine amiche dei cani e un fiorire di recensioni nei blog sugli amici a quattro zampe. << Good wine, good dogs, great art and good company, what more could you ask for? >> un buon vino e un buon cane cosa vuoi di più dalla vita? Si chiede dogzenergy raccontando di una degustazione attrezzata con un’area per cani dove i quadrupedi si potevano scatenare.
Infine i concorsi: ecco il premio per le 5 sale da degustazione delle cantine più amiche dei cani dove la Frank Family Vineyards arriva al primo posto.

Il tappo a vite batte il sughero fra i consumatori giovani

La praticità di apertura e di richiusura convince la maggioranza ma solo 1 su 3 sceglierebbe la bottiglia con screwcap fra due vini uguali

Mollydooker Carnival of Love Shiraz

Mollydooker Carnival of Love N°2 top 100 Wine spectator

Di Donatella Cinelli Colombini

Spagna, Italia, e Francia, grandi Paesi produttori di vino scelgono ancora, quasi tutti, i tappi in sughero ma lo screwcap piace a tedeschi, americani e inglesi. La chiusura in alluminio preferita soprattutto dai consumatori più giovani e in particolare dalle donne.

 

TAPPI A VITE PRATICI MA NON BEN VISTI PER I GRANDI VINI

I dati provengono da un sondaggio effettuato da IPSOS su 6.000 consumatori di Italia, Francia, Uk, Germania, Spagna e Usa. Colpisce la distanza fra le decisioni dei produttori e le preferenze di chi compra le bottiglie. Ecco che in Spagna,  i tappi a vite sono usati solo sul 10% dei vini, mentre il 34% dei consumatori lo preferirebbero.
Meno forte il divario in Italia dove il 59% dei consumatori ama ancora usare il cavatappi e lo screwcap ha fatto piccolissimi passi avanti passando dal 17 al 19% delle bottiglie di vino in cinque anni. Tuttavia c’è un 34% di italiani che, a parità di prezzo, preferirebbe la chiusura più pratica anche se quasi tutti sono convinti che il sughero sia indispensabile per preservare la qualità dei vini.
Chi invece chiede tappi di alluminio sono i Paesi importatori con i sudditi di Sua Maestà Britannica in testa. E’ in questi mercati che l’idea del tappo a vite non si associa più all’immagine dei vini di bassa qualità e soprattutto di basso prezzo. Del resto il 91% dei vini della Nuova Zelanda e il 70% di quelli dell’Australia hanno tappi a vite e soprattutto i primi sono decisamente cari. Anche qui in Italia da Jerman a Livio Felluga per non parlare del portabandiera dei tappi alternativi Gianluca Morino, sono decisamente “modernisti”.