VINO MODA E DESIGN SORPRENDENTEMENTE SIMILI (2)

Orcia Doc 2018 Cenerentola Donatella Cinelli Colombini

VINO MODA E DESIGN SORPRENDENTEMENTE SIMILI (2)

DAL 2007 AL 2020 VINO, MODA E DESIGN DIVENTANO PIÙ AUSTERI E AVVIENE UNA PROGRESSIVA VALORIZZAZIONE DI CIÒ CHE È FATTO A MANO, VECCHIO E VICINO ALLA NATURA

Orcia DOC 2016 Cenerentola

Orcia DOC 2016 Cenerentola

Di Donatella Cinelli Colombini, winedestination, Casato Prime Donne Montalcino, Fattoria del Colle Trequanda 

Continua il nostro viaggio fra vino moda e design dei primi vent’anni degli anni duemila scoprendo una sorprendente sovrapposizione dei percorsi stilistici

2007 DALLO SBALORDIRE AL RACCONTARE

E’ l’ultimo anno di vero predominio dello stile opulento e maturo con i vini di grande volume in bocca e note di legno evidenti. Un grosso cambiamento è nell’aria.
L’abbigliamento è aderente, domina il nero, le grandi borse e gli occhiali enormi. Lo stile è da città notturna.
Il design diventa esperienza e creazione di emozioni, l’interior design comincia a raccontare lo stile di vita.

2008 PIU’ NATURA E MENO OSTENTAZIONE

Montalcino inizia un radicale cambiamento di stile. Il sentore di legno diventa un difetto ed è sgradito al mercato. La nuova parola d’ordine è equilibrio. Il protagonismo passa dalla cantina alla vigna.
La crisi economica colpisce anche la moda. Meno ostentazione e più pragmatismo. Le silhouette sono più pulite con meno eccessi i colori sono più sobri con grigi, beige, nero.
Inizia l’era del “fast fashion globale”
La crisi finanziaria mondiale porta a un ritorno alla semplicità. Il design è più funzionale e meno spettacolare. Una sensibilità che porta al riuso, i materiali naturali e la sostenibilità.

2013 SOBRIETA’ E IDENTITA’ MASCE IL NEW CRAFT

I produttori di vino iniziano a privilegiare l’eleganza alla potenza, la bevibilità all’opulenza. Le parole chiave sono finezza e freschezza.
Nel vino si afferma un’enologia meno interventista e un maggiore rispetto del terroir con vini che prendono caratteri più locali e meno internazionali.
Dalla depressione economica emerge un gusto più sobrio: palette neutre, linee pulite. Torna la vita alta. La moda comincia a viaggiare online con una democratizzazione della moda. Inizia il fenomeno fashion blogger e influencer. L’abbigliamento sportivo entra nel quotidiano: sneakers e leggings diventano urbani.
Nel design c’è la riscoperta del lavoro manuale/artigianale “new craft” e i materiali naturali

2016 ZONAZIONE, STREETWEAR, DESIGN SCANDINAVO

Fra il 2013 e il 2016 avviene una sorta di “democratizzazione” moda e vino cominciano a viaggiare online. Centralità del terroir con la diffusione della zonazione e il successo delle single vineyard
Nella moda nasce il fenomeno dello street style fotografato fuori dalle fashion week. Lo stile è quello del comfort urbano, lusso + streetwear. E’ l’anno dei capi oversize sopra e aderentissimi sotto. I Jeans trappati, le sneakers, gli choker (cerchietti al collo) sono protagonisti assoluti
Design scandinavo, semplicità, funzionalità e bianco

2017 DAL BELLO AL BENESSERE

Nel vino sono sempre più importanti la diversità, la personalità, l’autenticità. Il cambiamento climatico è il maggior problema dei produttori. La vigna si evolve per proteggere le viti dallo stress idrico e l’uva dal sole. Le vigne salgono verso territori di maggiore altitudine
La moda diventa uno strumento di espressione personale e identitaria. La moda si evolve per essere fluida e fluo cioè fluorescente. Avviene il superamento delle categorie di genere. L’abbigliamento è più inclusivo. Le passerelle diventano più inclusive per taglie, etnie e identità di genere.
L’interior design diventa più caldo e personale. Per creare benessere sceglie la semplicità che fa sentire bene: arredi morbidi, materiali naturali e colori rilassanti.

2018 AUTENTICITA’ E SOSTENIBILITA’ MA ANCHE SECOND-HAND

Nel vino si afferma uno stile più bevibile. Il contenuto d’alcool diventa un argomento critico con il 14% come limite massimo ma una ricerca generalizzata verso il basso. L’attenzione ambientale diventa un must.
Cresce il bisogno di per l’autenticità e responsabilità sociale che si traduce in predilezione per i materiali sostenibili e le filiere trasparenti. Il vintage e il second-hand diventano di tendenza.
Vanno di moda blazer oversize e pantaloni ampi, sneakers colorate e decorate
Mix di stili tra vintage e contemporaneo, gli interni diventano più creativi con oggetti artigianali e materiali naturali. I colori dominanti sono verde salvia e blu petrolio.

2020 L’INSICUREZZA DI UN MONDO IN CONTINUO CAMBIAMENTO DIVENTA TRAGEDIA COVID

Il nuovo paradigma si basa su autenticità territorialità e e sostenibilità. Nelle cantine si riducono gli interventi in cantina e il legno nuovo. Le parole chiave sono territorio – eleganza – sostenibilità
La moda si adatta al relax al comfort alla funzionalità, e all’introspezione. E’ l’anno del Covid con tutti chiusi in casa: le sfilate sono digitali e dominano tute morbide, cardigan lunghi
Con la pandemia cambia il rapporto con lo spazio domestico: ambienti più flessibili e una maggiore connessione con la natura.
L’ansia per un mondo in continuo cambiamento diventa la tragedia Covid

OGGI LA SICUREZZA NELLA NATURA E NELLE TRADIZIONI

Il disagio è ormai una malattia planetaria che cresce a causa della solitudine indotta da un’immersione sempre più forte nel digitale e dall’incertezza economica e politica internazionale. Un senso di ansia che porta alla ricerca di benessere individuale come bisogno primario. La natura appare sempre di più come un rifugio e una madre protettiva.

La crisi della moda coincide con l’affermarsi di nuovi sentiment:  minore ostentazione e più ricerca di identità, sostenibilità, comodità (taglie oversize) ed esperienza. In pratica la moda si esprime nello slow faschion:  ricerca di tessuti naturali, scelta di colori neutri e di capi durevoli.

Nel design l’estetica dell’autenticità si traduce in forme curve e avvolgenti, materiali naturali o tradizionali come la terracotta, superfici imperfette o oggetti spaiati, recupero dell’artigianalità e delle tecniche tradizionali.

Nel vino meno ideologia e più artigianalità. I nuovi vignaioli cercano vini riconoscibili del territorio, del vitigno e dell’annata attraverso l’umiltà del lavoro quotidiano. Una sobrietà produttiva che non ha grande visibilità sui giornali e non adotta pratiche estreme o tecnicamente sbagliate solo per far clamore.



                                                                       
Cinelli Colombini
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