LO ZABAIONE DI SERGIO ZAVOLI

LO ZABAIONE DI SERGIO ZAVOLI

UNO DEI MAGGIORI GIORNALISTI ITALIANI DI TUTTI I TEMPI, SERGIO ZAVOLI, E LA SUA LEZIONE SUL PREZZO DEL SUCCESSO CHE OGNUNO PAGA IN MODO DIVERSO

Sergio Zavoli

Sergio Zavoli

Di Donatella Cinelli Colombini, winedestination, Fattoria del Colle Trequanda, Casato Prime Donne Montalcino

Sergio Zavoli è stato un maestro e un leone del giornalismo, un uomo di cui tutti ammiravano l’intelligenza e il coraggio. In RAI dal 1947 ha presieduto la televisione di stato per sei anni e poi fu eletto per tre volte al Senato ricoprendo incarichi anche molto delicati come quello di presidente della Commissione di vigilanza RAI. Ha innovato la televisione legando il suo nome a programmi che hanno fatto epoca: Processo alla tappa, sul giro d’Italia o la Notte della Repubblica sugli anni di piombo.

SERGIO ZAVOLI A MONTALCINO

Zavoli era arrivato da noi per far parte della giuria del Premio Barbi Colombini chiamato da Mario Guidotti. Il Premio fu il primo evento di statura nazionale organizzato a Montalcino fuori dalla sfera strettamente enologica. Era stato creato da mia madre Francesca Colombini nel 1981 con l’aiuto del giornalista parlamentare Guidotti che di questa iniziativa, era il segretario e l’anima.
Come di consueto mia madre usava la buona tavola per creare un legame con gli ospiti. Zavoli adorava lo zabaione al vin santo e lei gli faceva preparare dei baba allo zabaione di dimensioni monumentali dalla cuoca Luisa Strada.

LO ZABAIONE E LA TORTA DI COMPLEANNO

La passione per i dolci di Zavoli mi spinse a far eseguire per lui una torta di compleanno dal campione del mondo di pasticceria Rossano Vinciarelli. Era venuto a una riunione della giuria del Premio senza dire del suo anniversario, ma lo scoprimmo lo stesso. La sera era stata allestita una cena elegante per una cinquantina di ospiti con fiori freschi, candelieri d’argento e menù scritti a mano. Quando spegnemmo le luci ed entrò la torta sovrastata dalle candeline e da una scultura di cioccolato Zavoli si emozionò come un bambino,
Mia madre Francesca aveva “un’ottima penna” con un italiano scorrevole, piacevole e chiaro. Ma non ha mai amato studiare e di fronte a contenuti culturali si agitava. Per questo io sono stata il suo ghost writer per anni. Ecco che durante il Premio Barbi Colombini io preparavo i suoi discorsi e lei se li cuciva addosso aggiungendo e tagliando. Ma Zavoli capiva al volo <<l’ha scritto lei vero>>. Erano mie anche le motivazioni che Zavoli doveva leggere durante la cerimonia di premiazione ma lui aggiungeva abbondante punteggiatura <<ma le virgole non si usano più?>>.

IL PREZZO DEL SUCCESSO

Da lui ho avuto una leziono fondamentale, che mi ha aiutato a capire la vita: il prezzo del successo. Questo episodio avvenne in un periodo per me molto triste a causa delle grosse discussioni familiari. Eravamo nel cortile della Fattoria del Colle da soli, Sergio Zavoli mi prese per le spalle con entrambe le mani e guardandomi negli occhi mi disse <<non crederà che il suo talento non abbia un prezzo, tutto si paga e per ognuno c’è un prezzo diverso. C’è chi ha i figli drogati, chi ha la moglie che lo tormenta perché è gelosa, chi rimane da solo … >>. Si riferiva all’imprevisto, ma impressionante successo del turismo del vino di cui ero promotrice e che mi aveva proiettato sulle pagine di tutti i giornali italiani.
Non ho mai dimenticato le parole di Zavoli e pur nella consapevolezza che il successo e la notorietà mi hanno aiutato a far crescere la mia attuale azienda ho sempre saputo che hanno un prezzo salato da pagare.
Dopo aver modificato il nome e la mission del Premio che ora si chiama Casato Prime Donne ed ha al centro la valorizzazione dell’universo femminile, cambiai la giuria. Uscirono gli uomini ed arrivarono giurate donne. Sergio Zavoli non me lo ha mai perdonato. Ogni Natale gli mandavo i miei vini migliori con una lettera a cui lui non ha mai risposto.
La notizia della sua morte, a 96 anni, mi ha davvero addolorato anche perché la rottura con lui era definitiva. Mi conforta sapere che è sepolto a Rimini vicino al suo amico Federico Fellini perché sono uomini come loro a fare grande il nostro Paese ed è giusto che stiano insieme.



                                                                       
Cinelli Colombini
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