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LO ZABAIONE DI SERGIO ZAVOLI

UNO DEI MAGGIORI GIORNALISTI ITALIANI DI TUTTI I TEMPI, SERGIO ZAVOLI, E LA SUA LEZIONE SUL PREZZO DEL SUCCESSO CHE OGNUNO PAGA IN MODO DIVERSO

Sergio Zavoli

Sergio Zavoli

Di Donatella Cinelli Colombini, winedestination, Fattoria del Colle Trequanda, Casato Prime Donne Montalcino

Sergio Zavoli è stato un maestro e un leone del giornalismo, un uomo di cui tutti ammiravano l’intelligenza e il coraggio. In RAI dal 1947 ha presieduto la televisione di stato per sei anni e poi fu eletto per tre volte al Senato ricoprendo incarichi anche molto delicati come quello di presidente della Commissione di vigilanza RAI. Ha innovato la televisione legando il suo nome a programmi che hanno fatto epoca: Processo alla tappa, sul giro d’Italia o la Notte della Repubblica sugli anni di piombo.

SERGIO ZAVOLI A MONTALCINO

Zavoli era arrivato da noi per far parte della giuria del Premio Barbi Colombini chiamato da Mario Guidotti. Il Premio fu il primo evento di statura nazionale organizzato a Montalcino fuori dalla sfera strettamente enologica. Era stato creato da mia madre Francesca Colombini nel 1981 con l’aiuto del giornalista parlamentare Guidotti che di questa iniziativa, era il segretario e l’anima.
Come di consueto mia madre usava la buona tavola per creare un legame con gli ospiti. Zavoli adorava lo zabaione al vin santo e lei gli faceva preparare dei baba allo zabaione di dimensioni monumentali dalla cuoca Luisa Strada.

Forme nel verde 2019 a San Quirico d’Orcia

Forme nel verde, mostra di sculture negli Horti Leonini ideata da Mario Guidotti nel 1971 è la 2°più antica rassegna d’arte dopo la Biennale di Venezia

Forme-nel-verde-2019-"Antifragile"

Forme-nel-verde-2019-“Antifragile”

di Donatella Cinelli Colombini

Quest’anno dal 27 luglio al 30 settembre la manifestazione intitolata “Antifragile” propone una riflessione sul Terzo Paradiso di Michelangelo Pistoletto ricomposto nel chiostro di Palazzo Chigi di San Quirico dove sono esposte le opere lasciate dagli artisti protagonisti delle passate edizioni di Forme nel Verde e una selezione di dipinti realizzati dagli allievi dei corsi di pittura dell’Accademia di Firenze (30 km dalla Fattoria del Colle).

FORME NEL VERDE 2019 ANTIFRAGILE

Negli Horti Leonini ci sono invece le istallazioni realizzate da 50 studenti under 35 provenienti delle Accademie Toscane di Firenze e Carrara. Una proposta corale che da voce ai nuovi talenti artistici e scaturisce dai workshop coordinati da Francesco Saverio Teruzzi e Sebastiano Pelli.

FORME NEL VERDE E GLI  HORTI LEONINI

Forme-nel-verde-2019-San-Quirico-d'Orcia

Forme-nel-verde-2019-San-Quirico-d’Orcia

Gli Horti Leonini e Forme nel Verde, due cose che si combinano e si compenetrano in modo quasi magico. Gli Horti furono costruiti intorno al 1581 accanto alle mura cittadine e alla pieve di Santa Maria Assunta, già nota come Santa Maria ad hortos, con annesso lo Spedale della Scala in cui venivano ospitati i pellegrini che passavano sulla Via Francigena. San Quirico sorge infatti lungo l’importante asse viario che congiungeva Canterbury a Roma e compare fra le località citate dal Vescovo Sigerico nel 990, nel suo celebre viaggio. Dalla Francigena transitavano soldati, mercanti, sovrani -come Federico Barbarossa – pellegrini e santi come Caterina da Siena. San Quirico era dunque un posto tutt’altro che isolato e periferico.

HORTI LEONINI PRIMO GIARDINO PUBBLICO

Gli Horti leonini sono uno dei primi esempi di “giardino pubblico” costruito per dare ristoro e”… qualche comodità ancora delli viandanti…” come scrisse il suo creatore Diomede Leoni in una lettera al Granduca Ferdinando dè Medici. Uno spezio architettonico pensato per trasmettere un senso di armonia e benessere a chi percorre i suoi vialetti di bosso e concluso in un boschetto con una sensibilità tutta rinascimentale.

Le Forme di Carlo Pizzichini nel verde degli Horti Leonini

Gli Horti Leonini a San Quirico d’Orcia, uno dei giardini più belli d’Italia, fioriscono con piccole sculture dell’artista Carlo Pizzichini. Vale il viaggio 

forme nel verde

Donatella Cinelli Colombini San Quirico

Torno a raccontarvi dei dintorni della Fattoria del Colle presentandovi Forme nel verde è una mostra estiva di scultura all’aperto ideata nel 1971 da Mario Guidotti, l’intellettuale che, con le sue iniziative culturali, ha contribuito in modo decisivo alla rinascita della Val d’Orcia. Guidotti è l’inventore del Teatro Povero di Monticchiello, una delle persone da cui ho imparato di più.
Negli anni ha fatto esporre negli Horti Leonini di San Quirico, opere di Nivola, Perez, Spender … alternandole con le creazioni di artisti del territorio come il mio amico Massimo Lippi o Piero Sbarluzzi con i suoi cavalli bidimensionali. Anno dopo anno le mostre sembravano accompagnare San Quirico a una nuova età dell’oro. Il seicentesco Palazzo Chigi veniva restaurato, la cinta muraria medioevale diventava un percorso pieno di fiori e di sculture contemporanee, la via Francigena, che traversa il paese, si ripopolava di luoghi in cui acquistare, mangiare e dormire … e che qualità! Dalla birra artigianale, al gelato tutto di altissimo livello!
Quest’anno Forme nel verde è una mostra diffusa con opere negli Horti Leonini e in Palazzo Chigi a San Quirico e a Bagno Vignoni. Carlo Pizzichini pittore e ceramista senese ha voluto rendere omaggio alla grande tradizione ceramica creata dal Cardinale Flavio Chigi all’inizio del Settecento.

I miei ricordi di Federico Fellini

Vi racconto i miei incontri, a Montalcino, con il più grande regista italiano, Federico Fellini e con sua moglie Giulietta Masina

Il regista Fellini

Federico Fellini regista

Visto per voi da Donetella Cinelli Colombini

Avevo 10 o 20 anni e quell’uomo era un mito, una fama talmente gigantesca di genialità che intimidiva gente molto più attrezzata di me e, davanti a lui, non riuscivo a proferire parola.
Federico Fellini e sua moglie venivano in Toscana per “passare le acque” a Chianciano. Da li arrivavano a Montalcino per spezzare la monotonia della cura e forse anche per fare qualche stravizio. Spesso li accompagnava Mario Guidotti o il giovanissimo Fabio Carlesi.

Fellini era sempre in disordine come se odiasse farsi stirare i vestiti. La moglie invece era sempre impeccabile con i capelli ben pettinati e i vestiti senza una piega. Il Maestro parlava poco ma si guardava intorno con curiosità e si interessava di vino. Amava la buona tavola per cui mia madre lo attraeva con arrosti e Brunello.

Mario Guidotti, l’angelo custode della campagna senese

A un anno dalla morte la sua Montepulciano, ricorda Mario Guidotti con le parole di Roberto Barzanti e Vittorio Sgarbi. Di Donatella Cinelli Colombini 

Montepulciano, Vittorio Sgarbi alla commemorazione di Guidotti

Montepulciano, Vittorio Sgarbi alla commemorazione di Guidotti

<<Paura di vivere o paura di morire? Questo è il “problema”>>

La celebre frase di Shakespeare cambia negli scritti di Mario Guidotti ( 1923-2011) e diventa una riflessione sulla vecchiaia che arriva diretta al nocciolo della sua esistenza  << —ecco io penso che ancora posso fare qualcosa per gli altri, questo mi tiene in vita>>.

Il convegno organizzato dalla moglie Elena con le figlie Simonetta, Laurentina e Ilaria, per ricordare la vita e l’opera di Mario Guidotti, ruota intorno all’apparente contraddizione di una personalità pessimista che costruisce per tutta la vita progetti culturali e sociali. Iniziative importanti, in grado di dare un futuro ad interi territori: il Teatro povero di Monticchiello, Forme nel verde a San Quirico, il Premio Barbi Colombini…. Semi che hanno rivitalizzato la campagna toscana in un momento in cui era il più disprezzato e abbandonato dei territori.

<< La frenesia del suo incessante operare era un modo per esorcizzare la disperazione per il presente e di sperare in un umanesimo integrale corroborato dalla fede in Cristo>> ha detto Barzanti. E le figlie ricordano una frase di Gramsci che Mario Guidotti citava spesso <<il pessimismo della ragione e l’ottimismo della volontà>>  il cui senso è legato alla tesi su Feuerbach di Marx, secondo la quale i filosofi fino a oggi si sono limitati a conoscere il mondo ed è giunta l’ora di cambiarlo.

Premio Casato Prime Donne 2011 a Carla Fendi, Bruna Fattenotte, Marisa Fumagalli, Herwig Van Hove e Stefano Caporali

Montalcino festeggia Carla Fendi Prima Donna 2011 e inaugura il tabernacolo del Brunello per la Madonna. In conclusione la cena di gala dedicata all’Unità d’Italia alla Fattoria del Colle   [caption id="attachment_2608" align="alignleft" width="150" caption="Carla Fendi e Donatella Cinelli Colombini - Premio Casato Prime Donne"][/caption] Il Premio ‘Casato Prime Donne’ celebra la sua 13ma edizione con una giornata da favola in cui arte, giornalismo, territorio e convivialità hanno trovato una completa armonia. Carla Fendi, la Signora della moda italiana incoronata ‘Prima Donna’ fra le donne a impersonare una femminilità moderna, creativa, colta e generosa. Protagonista della moda italiana, e oggi del mecenatismo culturale, è...

                                                                       
Cinelli Colombini
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