VENDITA DIRETTA IN CANTINA

Winery shop negozio di cantina Fattoria del colle Toscana

VENDITA DIRETTA IN CANTINA

LA VENDITA DIRETTA AI TURISTI ESTERI CHE VOGLIONO RICEVERE IL VINO A CASA È UN’OPPORTUNITÀ MA ANCHE UN PROBLEMA BUROCRATICO CHE SOLO I MIGLIORI CORRIERI RISOLVONO

Negozio della cantina Casato Prime Donne Montalcino Toscana

Negozio della cantina Casato Prime Donne Montalcino Toscana

Di Donatella Cinelli Colombini, winedestination, Casato Prime Donne Montalcino, Fattoria del Colle Trequanda 

Nello splendido auditorium Masi Monteleone in mezzo alle vigne della Valpolicella Assoenologi e Direct from Italy parlano di come la tecnologia possa agevolare le vendite dirette d2c cioè gli acquisti dei turisti stranieri a cui bisogna spedire il vino a casa. Tutte le cantine desiderano sviluppare il direct to consumer ma poche ci riescono e molte non lo fanno in modo corretto.

In un momento di crisi come quello attuale la marginalità del negozio e dello shop online ai turisti diventa estremamente importante per le cantine. Nella dichiarazione di Francesco Prizzon di Direct from Italy a WineNews leggiamo << la vendita diretta internazionale presenta margini del 70% contro il 25-30% di quella a scaffale>>.

L’IVA SULLE BOTTIGLIE COMPRATE IN CANTINA E SPEDITE ALL’ESTRO

Un profitto davvero interessante ma a volte difficile da realizzare anche per alcune pratiche burocratiche complesse. Una di esse è il pagamento dell’IVA. Dal 2021 è possibile aderire al sistema OSS (one stop Shop) dell’Agenzia delle Entrate che facilita il pagamento delle spedizioni ai consumatori Europei. La tassa viene pagata nella dichiarazione trimestrale dell’IVA e poi automaticamente smistata ai vari Paesi membri. Teoricamente la tecnologia semplifica le cose ma in realtà il sistema OSS non sembra ancora perfettamente operativo e comunque non copre l’intero pianeta . La soluzione adottata da alcune imprese, è un normalissimo scontrino fiscale con l’IVA italiana seguita, su richiesta del cliente, alla spedizione all’estero. Oppure, come ormai fanno quasi tutte le cantine, appoggiarsi a un’ agenzia o ad uno “speditore certificato” che si prende carico di tutti gli adempimenti fiscali. Uno di essi è Direct from Italy un altro è Mail Boxes

L’ACCISE SULLE BOTTIGLIE COMPRATE IN ITALIA DA TURISTI ESTERI CHE LO VOGLIONO RICEVERE A CASA

In pratica questo è l’unico modo per risolvere il problema, infatti il pagamento dell’IVA all’estero porta con se anche quello delle accise che sono imposte sulla quantità. Andrea Zucchetta, dell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli Veneto e Friuli Venezia Giulia ha spiegato che <<l’accisa deve essere assolta nel Paese di destinazione. La merce deve partire da un deposito fiscale, o comunque da un soggetto registrato presso l’autorità doganale, e arrivare nello Stato di destinazione ad un altro soggetto registrato (deposito fiscale, destinatario registrato o destinatario certificato); quest’ultimo provvederà a pagare lì l’accisa, e altri tributi e poi farà pervenire la merce al destinatario finale>>
L’intera questione è talmente complicata e costosa da risultare irrealizzabile. Basta immaginare cosa costerebbe avere la residenza fiscale in tutti i Paesi dei propri turisti. Per questo tutte le cantine si appoggiano a un corriere specializzato con servizio di “appoggio accise” che versa l’imposta nel Paese di destinazione.



                                                                       
Cinelli Colombini
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