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LA MODA DI BIRRE E GIN ARTIGIANALI È GIÀ FINITA?

POCHI ANNI FA LA PAROLA CRAFT – ARTIGIANALE SEMBRAVA L’UNICO AGGETTIVO IN GRADO DI FARE VENDERE BIRRE E LIQUORI. ORA I MARCHI INDUSTRIALI HANNO LA RIVINCITA

Birrificio artigianale di grande qualità

Birrificio artigianale di grande qualità

Di Donatella Cinelli Colombini, winedestination, Casato Prime Donne Montalcino, Fattoria del Colle Trequanda

Persino i distillatori scozzesi, dieci anni fa, erano convinti che i consumatori avrebbero rifiutato i grandi marchi. Anche il Italia si è registrato un autentico boom con 1322 birrifici artigianali nel 2022. Con il calo dei consumi e le grandi incertezze dell’ultimo periodo,  la situazione è cambiata. WineSearcher lo racconta con chiarezza.

PERCHE’ IL MERCATO UK E USA HA GIRATO LE SPALLE AI CRAFT BREWERY E ALLE PICCOLE DISTILLERIE DI GIN. STORIA DI UN SUCCESSO ANNUNCIATO CHE E’ SVANITO DOPO IL COVID

I birrifici artigianali sono in difficoltà. I distributori si concentrano su “chi fa volume” i costi di marketing incidono molto sulle piccole produzioni artigianali che finiscono per diventare fuori prezzo oppure senza margini di guadagno.

SONO GIOVANI I CONSUMATORI DEI VINI DI PREGIO

DALL’OSSERVATORIO UIV – VINITALY ESCE UN PROFILO NUOVO DEI CONSUMATORI DI VINO GIOVANE: IL CALO DEI CONSUMI NON DIPENDE DA LUI MA DA CHI E’ PIU’ VECCHIO

il vino e i giovani un rapporto più complicato del previsto

il vino e i giovani un rapporto più complicato del previsto

di Donatella Cinelli Colombini, winedestination, Casato Prime Donne Montalcino, Fattoria del Colle Trequanda

Alla domanda <<il vino è fashion?>> dicono di si il 56% degli italiani e il 33% degli statunitensi della generazione z. Le percentuali dei consumatori più vecchi sono nettamente più basse. I Millennials considerano fashion il vino nel 45 e nel 27% dei casi e poi a scendere fino ai boomers dove le cifre sono il 28 e 13%
Quindi anche se la disaffezione al vino dei giovani consumatori esiste veramente, perché i dati sulle vendite sono chiari in questo senso, tuttavia chi ha meno di 27 anni o almeno meno di 44 (la gen z e i millennials) sente il fascino dei calici più di chi ha qualche anno di più.

L’INDAGINE UIV-VINITALY ROVESCIA LA CONVINZIONE CHE IL CALO DEI CONSUMI DI VINO SIA LEGATO AI GIOVANI

Parte da questo dato positivo il quadro tracciato dall’Osservatorio Uiv-Vinitaly 2025 sui consumatori giovani. Una narrazione che in parte contraddice alcuni luoghi comuni. Secondo i dati UIV Vinitaly gli under 44 spendono di più di tutti  e, <<stanno tenendo a galla un mercato premium minacciato dalla retromarcia di Boomer (tra i 61 e 79 anni) e Gen X (45-60 anni)>> come ha scritto il GamberoRosso.

OMEGA MART SEMBRA UN SUPERMERCATO MA E’ UN’OPERA D’ARTE

OMEGA MART A LAS VEGAS, REGNO DEL GIOCO D’AZZARDO, È UN LUOGO IMMERSIVO A METÀ FRA IL REALE E L’IMMAGINARIO DOVE COSE APPARENTEMENTE NORMALI SI DEFORMANO E CAMBIANO

l'immaginario al posto del reale Omega Mart

l’immaginario al posto del reale Omega Mart

Di Donatella Cinelli Colombini, winedestination, Casato Prime Donne Montalcino, Fattoria del Colle Trequanda 

Siete mai entrati in un “non luogo” come un ospedale, una grande sala d’aspetto, un parcheggio sotterraneo …. quando sono vuoti? Fanno sentire a disagio e spaventano perché sono innaturali e senza gli esseri umani c’è una sorta di eco che sembra minaccioso e quasi un’assenza d’aria. Sono i così detti “spazi liminali” che hanno qualcosa familiare e allo stesso tempo estraneo. Luoghi o momenti sospesi fra realtà e immaginario che evocano sentimenti di nostalgia, desolazione. Nell’universo digitale, gli spazi liminali hanno assunto un significato particolare e si caratterizzando con immagini di bellezza inquietante. Di questa estetica fanno parte le Backrooms un fenomeno internet diffusosi circa cinque anni fa che propone luoghi surreali immensi e labirintici come una sequenza infinita di stanze vuote, un percorso lungo muri gialli che non finiscono mai …. Si tratta sempre di situazioni claustrofobiche e angoscianti di cui esiste anche una versione horror chiamata Creepypasta.

OMEGA MART E IL SUPERMERCATO SI TRASFORMA IN MODO IRONICO E IRREALE

La ricerca artistica su questo punto di confine fra il reale e l’immaginario ha una sua espressione in dimensioni reali e enormi a Las Vegas dove è stato costruito un finto supermercato che in realtà è un’opera d’arte gigante. Porta i visitatori in un ambiente surreale che sembra familiare ma in realtà è deformato. Gli artisti cercano di ottenere un effetto di spaesamento che suscita una riflessione sul consumismo e il rapporto con i non luoghi.

IL PIACERE DI BERE DIPENDE ANCHE DAL BICCHIERE

LA DIMENSIONE E LA FORMA DEL BICCHIERE INFLUENZANO I CONSUMI: I CALICI GRANDI SPINGONO A BERE DI PIÙ, LE FORME DRITTE RALLENTANO LA BEVUTA E DANNO MENO PIACERE

La dimensione e la forma dei bicchieri influenza la quantità, la velocità e il piacere del consumo

La dimensione e la forma dei bicchieri influenza la quantità, la velocità e il piacere del consumo

di Donatella Cinelli Colombini, winedestination, Fattoria del Colle Trequanda, Casato Prime Donne Montalcino 

Sappiamo da tempo che la dimensione del bicchiere influenza la percezione della quantità  del vino bevuto. Per questo i grandi ballon sono stati spesso accusati di spingere i consumatori oltre la moderazione salutare.

I GRANDI CALICI FANNO CRESCERE I CONSUMI

Uno studio dell’Università di Cambridge del 2020 riguardava appunto gli effetti della dimensione dei calici sui consumi e dava esiti chiari. L’analisi coinvolse 217 famiglie britanniche per un periodo di 4 settimane. Usando bicchieri da 290 millilitri anziché quelli da 350 millilitri, il consumo di vino calava del 6,5%. Evidentemente riducendo il volume delle coppe le persone avevano la percezione è di bere la stessa quantità mentre invece consumavano di meno. La prova inversa, condotta in bar e ristoranti, ancora in Inghilterra, dava una conferma esplicita: servire vino in bicchieri da 370 ml invece che in quelli tradizionali da 300 ml aumentava le vendite di circa il 7–10%.

COLTELLI DI SCARPERIA DA TOSCANA LOVERS

NELLA BOUTIQUE DEL MIGLIOR ARTIGIANATO TOSCANO CI SONO I “FERRI TAGLIENTI” DI SCARPERIA, DAL RINASCIMENTO VANTO DELLA TOSCANA, FRA ESSI IL COLTELLO TRE PIANELLE

Toscana Lovers Coltelli di Scarperia coltello a serramanico tre Pianelle

Toscana Lovers Coltelli di Scarperia coltello a serramanico tre Pianelle

Di Donatella Cinelli Colombini, winedestination, Fattoria del Colle Trequanda, Casato Prime Donne Montalcino 

<<Scarperia, antico borgo medievale edificato dalla Repubblica Fiorentina nel 1306, può a pieno titolo definirsi Il “paese dei coltelli” per la lavorazione dei “ferri taglienti” da parte dei “Maestri coltellinai” artigiani artisti di antica tradizione>> spiega Ilaria Perilli che cura il negozio Toscana Lovers di Bagno Vignoni. Visitando Palazzo Vecchio a Firenze è possibile ammirare uno degli antichi coltelli di Scarperia, orgoglio e vanto dell’artigianato toscano d’eccellenza già nel Quattrocento. Come Sheffield in Inghilterra e Toledo in Spagna anche Scarperia gode di una fama secolare di cui gli artigiani moderni sono degni eredi.

<< La “cultura del coltello” si manifesta nelle forme molto eleganti, nella scelta di materiali pregiati, nella cura e nell’attenzione dei particolari ma anche all’innovazione che permette ai coltelli di Scarperia di evolversi mantenendo il valore aggiunto del lavoro manuale>> continua a raccontare Ilaria mostrando come alla serie dei coltelli tradizionali siano stati aggiunti una vasta gamma di accessori per la tavola, posateria ma anche cavatappi e tagliasigari. Una produzione d’eccellenza interamente artigianale impreziosita dall’utilizzo di materiali naturali di primissima qualità, quali manici in corno di bue, olivo e altri legni di varie tipologie. In alcuni casi, le lame portano elementi identificativi come la Torre di Scarperia o fascette in argento incise a mano.

15+8 INCREMENTO DI PREZZO DEI VINI ESPORTATI IN USA

IL 15% DI DAZI È DAVVERO TANTO SU VINI E CIBI ITALIANI DESTINATI AGLI STATI UNITI. INSIEME AL CAMBIO SFAVOREVOLE EURO-DOLLARO FARA’ LIEVITARE TANTISSIMO I PREZZI

Dazi USA Washington_Ministero-Tesoro

Dazi USA Washington_Ministero-Tesoro

di Donatella Cinelli Colombini, winedestination, Casato Prime Donne Montalcino, Fattoria del Colle Trequanda

Sicuramente nessuno importerà vino italiano in USA finché i dazi non saranno definitivi. Chi comprerà un container di vino con il rischio che, una settimana dopo, costi il 15% in meno?  Ma dall’altro lato dell’Oceano regna la confusione: 269miliardi di Dollari persi dalla borsa in un giorno, prospettiva di un’impennata dell’inflazione in tutti gli Stati Uniti e la catena distributiva del vino in subbuglio per il probabile calo delle importazioni e quindi del loro business che è pari a tre volte il valore delle merci acquistate.

Dall’inizio della Presidenza Trump il Dollaro ha perso 8% del suo valore a questo si aggiunge il 15% di dazio voluto da Donald Trump. Il totale è il 23% di incremento e tutti si chiedono se vini, formaggi, salumi … resisteranno a questa mazzata. I prodotti di lusso, come la moda, forse possono tagliare sui margini di guadagno e salvare i mercati anche al prezzo di bilanci in rosso per un paio d’anni. Il problema maggiore è per le merci più facilmente surrogabili e con prezzi già quasi in perdita come i vini commodity che possono essere rimpiazzati da bottiglie argentine o cilene oppure alimenti italian sounding. Infatti il principale produttore di parmisan, mozzarilla o finto Parma ham sono proprio gli Stati Uniti che infatti hanno già aumentato la produzione di made in Italy taroccato.

BROCCHE E BOTTIGLIE PER LA TAVOLA DESIGN MODERNO DI UNA TRADIZIONE ANTICA

DA TOSCANA LOVERS, BOUTIQUE DEL MIGLIOR ARTIGIANATO TOSCANO, A SIENA, CORTONA E BAGNO VIGNONI, METTONO IN VENDITA NUOVE CERAMICHE DI DESIGN PER LA TAVOLA ELEGANTE

Toscana Lovers, Bagno Vignoni, Ilaria Perilli con le Ceramiche virginia

Toscana Lovers, Bagno Vignoni, Ceramiche virginia

Di Donatella Cinelli Colombini, winedestination, Casato Prime Donne Montalcino, Fattoria del Colle Trequanda

Ilaria Perilli che accoglie i clienti a Bagno Vignoni nel negozio Toscana Lovers presenta due oggetti appena creati nei laboratori di Ceramiche Virginia. Si tratta di una brocca e di una bottiglia in ceramica realizzate interamente a mano a Montelupo in Toscana.
Sembrano un’espressione di design attualissimo: sobri ed eleganti, forme quasi minimaliste e colore austero. Invece sono legati alla tradizione contadina della Toscana con i suoi usi i suoi costumi e le sue credenze. Solo la tecnica di esecuzione è qualitativamente migliore.
Questa è la magia dei maestri artigiani toscani che sanno riproporre il passato in modo contemporaneo.

MONTELUPO FIORENTINO ANTICO CENTRO CERAMICO TOSCANO

<< Per comprendere e apprezzare il valore delle ceramiche di Montelupo Fiorentino, dobbiamo rifarci all’enorme patrimonio della storica tradizione della ceramica di Montelupo come testimoniano vari documenti giuridici artistici e letterari ricollegati al ritrovamento di reperti ceramici rinvenuti in scavi archeologici>> spiega Ilaria << Proprio per questo Montelupo, che ha avuto nel Rinascimento il suo periodo più fiorente, nasce e si sviluppa come centro di produzione di ceramiche artistiche del “Contado” di Firenze e la sua storia, la sua evoluzione e le sue botteghe sono da sempre legati a questa matrice artistica.>>

IN OREGON CON L’ACADEMIE INTERNATIONALE DU VIN

DONATELLA E VIOLANTE DI NUOVO IN VIAGGIO, QUESTA VOLTA, ALLA SCOPERTA DEL NUOVO REGNO DEL PINOT NOIR. IN OREGON FRA CANTINE, DEGUSTAZIONI E QUERCIA BIANCA AMERICANA

Di Donatella Cinelli Colombini, winedestination, Casato Prime Donne Montalcino, Fattoria del Colle di Trequanda 

Dopo un travagliatissimo viaggio di andata che è durato quasi due giorni io e Violante arriviamo  finalmente in Oregon per visitare le cantine e degustare il Pinot Noir del Nuovo Mondo.

L’Académie Internationale du Vin riunisce produttori, enologi, giornalisti e grandi buyer di vino di tutto il mondo. C’è la crème de la crème. Il gruppo degli italiani è piccolo ma molto unito. Oltre a Donatella e Violante ci sono Angelo e Rossana Gaja e Pietro Ratto a cui saltuariamente si aggiungono Maurizio Zanella, Salvatore Geraci o Franco Martinetti.

Il grappolo di Sangiovese perfetto

Il Sangiovese perfetto è maturo, sano, piccolo, regolare e alato. Non sempre la vendemmia lo regala ai produttori ma nel 2019 a Montalcino ce n’è tanto

Di Donatella Cinelli Colombini

Sangiovese-perfetto-vendemmia-2013

Sangiovese-perfetto-vendemmia-2016-

IL SANGIOVESE PERFETTO E’ MATURO DENTRO E FUORI

Gli acini d’uva devono maturare contemporaneamente nella buccia e nella polpa. La maturazione tecnologica della polpa, valutabile in base al potenziale zuccherino che diventerà alcol e agli acidi -PH che assicureranno la longevità al vino, devono arrivare contemporaneamente alla maturazione polifenolica delle materie nobili contenute nella buccia e insieme serve la lignificazione dei vinaccioli che deve essere completa. Quando il clima non è favorevole può avvenire una maturazione troppo veloce o insufficiente. Nel 2019 la maturazione è perfetta.
Un altro elemento importante della maturità è il carattere omogeneo. Nelle grandi annate ogni vigna ha un livello di maturazione uniforme. Quando questo non avviene i bravi vignaioli passano più volte fra i filari selezionando, a mano, l’uva con la stessa maturità e ripetono la stessa operazione togliendo l’uva pronta per andare in cantina. Un lavoro certosino ma utilissimo per innalzare il livello qualitativo del futuro vino. Le grandi vigne, come la nostra Ardita del Casato Prime Donne di Montalcino portano a perfetta maturazione ogni anno tutti i grappoli contemporaneamente. La cosa sorprendente è che le migliori vigne sono anche quelle più facili da coltivare perché la natura fa tutto da sola.

Di Donatella Cinelli Colombini

Di Donatella Cinelli Colombini

Negli anni Novanta del Novecento, nell’epoca dei “vini potenti”, l’uva veniva colta quando era surmatura per avere il massimo di estrazione di sostanze nobili. In realtà l’uva è come qualunque frutto che offre il meglio di se al culmine della maturazione, non prima e non dopo. Se infatti prima lascia tracce verdi e ruvide nel vino, quando è surmatura l’uva perde i caratteri varietali e territoriali e i vini che ne derivano hanno poca personalità distintiva. Questo momento magico è valutato attraverso l’assaggio degli acini e determina la scelta del giorno della vendemmia di ogni vigna.

IL SANGIOVESE PERFETTO E’ SANO

Il Sangiovese è un’uva particolarmente delicata perché la buccia è composta da pochi strati di cellule meno della metà del Cabernet. Per questo le grandi piogge nel momento della vendemmia, quando la buccia è ormai delicatissima, hanno effetti disastrosi. Per la stessa ragione i cloni più qualitativi di Sangiovese hanno grappoli piccoli e quindi meno aggredibili dalla muffa. Ancora per proteggersi dalla muffa, la terribile botrite, i vignaioli di Montalcino usavano sfogliare le viti scoprendo i grappoli. Una pratica che permetteva all’uva di asciugarsi velocemente dopo le piogge ma oggi espone i grappoli alle scottature per qui è del tutto sconsigliabile, soprattutto su lato più esposto al sole.
Montalcino ha poche zone con culture irrigue e pochi frutteti concentrati a Sud Ovest. Insieme all’ottima ventilazione, il clima secco e la mancanza dei moscerini suzukii provenienti da frutteti sono elementi determinanti per la sanità dell’uva.
E’ sbagliata la convinzione che usando più prodotti chimici l’uva sia maggiormente protetta dalle muffe e dai parassiti. Anzi è il contrario

                                                                       
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