LORENZA CERBINI E DONATELLA CINELLI COLOMBINI
DIALOGO SUL TURISMO DEL VINO FRA LORENZA CERBINI E DONATELLA CINELLI COLOMBINI. LORENZA E’ NATA AD AREZZO E VISSUTA A NEW YORK FA LA GIORNALISTA ED E’ DONNA DEL VINO

Lorenza Cerbini giornalista free lance del Corriere della Sera e Donna del Vino
di Donatella Cinelli Colombini, winedestination, Casato Prime Donne Montalcino, Fattoria del Colle Trequanda
Lorenza Cerbini è nata nella città medievale di Arezzo come lei stessa racconta nella sua presentazione, ha trascorso la sua vita adulta a New York. È corrispondente dagli Stati Uniti per la radio nazionale RTL 102,5. Ha scritto per La Repubblica, Corriere dello Sport, Gazzetta, Vogue, Speak Up, Meridiani, Dove, D, Corriere di Arezzo e… America Oggi. E’ adesso in Toscana per motivi familiari e recentemente è entrata fra le Donne del Vino della Toscana.
LORENZA CERBINI UNA TOSCANA GIORNALISTA A NEW YORK
Fra le frasi che contano per Lorenza c’è questa particolarmente significativa <<Non si può avere tutto dalla vita, ma almeno bisogna provarci. Coraggio!>> https://lorenzacerbini.weebly.com/
La conversazione con Lorenza nasce per un articolo del Corriere della Sera in occasione del Trentodoc Festival e poi si sviluppa con una serratissima serie di domande. Lorenza Cerbini lavora come freelance per il Corriere della Sera dal 2016 e i suoi contributi si caratterizzano sempre per un taglio anglosassone molto informativo, veloce e da inchiesta.
4 DOMANDE SULL’ENOTURISMO ATTUALE
Qui riposto 4 domande e risposte
• L’Inflazione e l’aumento dei prezzi degli ultimi anni, hanno influito nel rapporto tra chi offre e chi acquista esperienze enogastroniche? Se si come? In effetti anche i prezzi delle esperienze enoturistiche sono aumentati, il rilevamento CESEO 2024 indica una media di 25 € per l’esperienza standard e di 50€ per quella premium. In altre parole la proposta enoturistica ha cessato di essere uno strumento di marketing ed è ormai un prodotto in vendita. Questo anche se il maggior introito enoturistico delle cantine resta la vendita diretta del vino. L’aumento dei prezzi delle esperienze ha un rovescio della medaglia nell’allontanamento dei giovani visitatori disincentivati dal costo e dalla difficoltà di prenotare nel weekend. Va notato che la visita delle cantine e le feste del vino hanno un ruolo chiave nell’avvicinare alla cultura del vino e al consumo consapevole i maggiorenni della GenZ. Wine Tourism Hub di WineMeridian ha consigliato alle cantine di studiare una sorta di entry level con una miniesperienza disegnata sulle loro esigenze.
COSA OFFRONO LE CANTINE OLTRE LA VISITA CLASSICA CON ASSAGGIO?
• Enoturismo: cosa offrono oggi le cantine oltre ai taglieri e al calice? L’offerta di amplia e diventa piu’ specifica in base a tipologie diverse di clienti (esempio giovani, alcol free, vini senza solfiti) Il portafoglio di esperienze delle cantine sta crescendo. Il 65% delle aziende si concentra su un numero limitato di esperienze (fino a quattro) e principalmente offre la visita guidata alla struttura produttiva con degustazione finale (95%) anche abbinata a prodotti tipici locali (87%). Ma c’è anche un terzo delle imprese che diversifica maggiormente offrendo da cinque a diciotto attività differenti, troviamo il picnic in vigna (33%), attività formative sul vino (38%), passeggiate a piedi o a cavallo tra i vigneti (30%), cene con il produttore (25%) e il wine-wedding (21%) … ma anche animazioni per bambini (8%) e wellness ad esempio la vinoterapia (3%) (dati CESEO 2024 sulle cantine del Movimento Turismo del Vino)
ENOTURISMO ONLINE: INFLUENCER E USO DELLA TECNOLOGIA PER FIDELIZZARE
• Come fidelizzare i turisti per farli tornare. Cosa proporre e come comunicare (facendo anche un punto sugli strumenti disponibili considerando anche la tecnologia) Trasformare i visitatori in repeaters cioè in clienti che tornano o comprano il vino della cantina anche online è il cuore dell’attività enoturistica. Chi accoglie i visitatori deve istaurare un rapporto empatico con loro e ottenere la loro mail con la firma della liberatoria per la privacy che ne permette l’utilizzo. Su questo le cantine italiane sono molto indietro. In media hanno mailing list con meno di 1000 contatti. Nel 52% dei casi i followers sono archiviati su fogli Excel o database interni e solo nel 21% dei casi finiscono in un CRM (dati CESEO 2024). Lo shopping on line attraverso un wine club è presente nel 13% delle cantine turistiche ma la debolezza della mailing list è alla base degli scarsi risultati che genera. Il 33% delle cantine manda ai visitatori almeno 3 mail ogni anno. Questa è un’ottima tattica perché se i testi sono ben scritti e magari elaborati con l’AI e con il CRM i messaggi hanno altissime probabilità di generare un effetto positivo. Hanno indici di apertura stratosferici del 40,3% e nel 14% dei casi danno origine a un click sul sito, come ci dice Divinea -Wine Suite nel suo ultimo rapporto.
Apparentemente le cantine meridionali sono quelle più intraprendenti nell’uso della tecnologia per trasformare i visitatori in clienti abituali. Sicuramente c’è una crescente distanza fra le performance delle grandi aziende rispetto a quelle piccole o medie che fanno sempre più fatica a ottenere visibilità. E’ triste perché il crescente utilizzo dell’Intelligenza artificiale nel costruire gli itinerari dei viaggiatori favorirà chi è molto presente online a scapito di chi è piccolo anche se molto bravo.
• I social e gli influencer restano in auge o in decadenza? Contano ancora più di prima ma c’è una selezione e vanno avanti quelli capaci di coniugare informazione e narrazione, immagini intriganti e riscoperta di luoghi e situazioni. In altre parole vanno avanti i più bravi a fare storytelling, per citarne uno Kostantin Baum MW






