Corriere della Sera Tag

SIAMO FRA I MIGLIORI 100 VINI E VIGNAIOLI D’ITALIA

LA GUIDA DEL CORRIERE DELLA SERA È DEDICATA AI GIOVANI CHE STANNO PRENDENDO LE REDINI DELLE CANTINE ITALIANE E DALLA CLASSIFICA DEI VINI DI JAMES SUCKLING

Violante Gardini Cinelli Colombini nella guida i migliori 100 vini e vignaioli d'Italia

Violante Gardini Cinelli Colombini nella guida i migliori 100 vini e vignaioli d’Italia

Di Donatella Cinelli Colombini, winedestination, Casato Prime Donne Montalcino, Fattoria del Colle Trequanda 

 

Luciano Ferraro, classe 1959, Vicedirettore del Corriere della Sera è un grande attivatore di eventi e idee del vino italiano. Ogni anno, pubblica una guida sintetica e importante ai vini e ai vignaioli del nostro Paese e, nell’edizione 2026, ha deciso di dedicarla <<alla massa di nuove energie pronta a liberarsi per far crescere il valore del Vigneto Italia>>. Nel suo intento, la scelta di valorizzare i nuovi talenti e il ricambio generazionale nelle famiglie alla guida delle cantine italiane sono <<melodie che confortano>> in mezzo alle <<note tragiche e schubertiane>> del calo dei consumi, dei dazi, della disaffezione dei giovani, dei dealcolizzati….

LORENZA CERBINI E DONATELLA CINELLI COLOMBINI

DIALOGO SUL TURISMO DEL VINO FRA LORENZA CERBINI E DONATELLA CINELLI COLOMBINI. LORENZA E’ NATA AD AREZZO E VISSUTA A NEW YORK FA LA GIORNALISTA ED E’ DONNA DEL VINO

Lorenza Cerbini giornalista free lance del Corriere della Sera e Donna del Vino

Lorenza Cerbini giornalista free lance del Corriere della Sera e Donna del Vino

di Donatella Cinelli Colombini, winedestination, Casato Prime Donne Montalcino, Fattoria del Colle Trequanda

Lorenza Cerbini è nata nella città medievale di Arezzo come lei stessa racconta nella sua presentazione, ha trascorso la sua vita adulta a New York. È corrispondente dagli Stati Uniti per la radio nazionale RTL 102,5. Ha scritto per La Repubblica, Corriere dello Sport, Gazzetta, Vogue, Speak Up, Meridiani, Dove, D, Corriere di Arezzo e… America Oggi. E’ adesso in Toscana per motivi familiari e recentemente è entrata fra le Donne del Vino della Toscana.

LORENZA CERBINI UNA TOSCANA GIORNALISTA A NEW YORK

Fra le frasi che contano per Lorenza c’è questa particolarmente significativa <<Non si può avere tutto dalla vita, ma almeno bisogna provarci. Coraggio!>> https://lorenzacerbini.weebly.com/
La conversazione con Lorenza nasce per un articolo del Corriere della Sera in occasione del Trentodoc Festival e poi si sviluppa con una serratissima serie di domande. Lorenza Cerbini lavora come freelance per il Corriere della Sera dal 2016 e i suoi contributi si caratterizzano sempre per un taglio anglosassone molto informativo, veloce e da inchiesta.

ANNA DI MARTINO E I 27 BIG DEL VINO ITALIANO

SONO LE 14 CANTINE CHE FATTURANO OLTRE I 200 MILIONI E LE 27 CHE SUPERANO I 100 MILIONI DI EURO DI BUSINESS PARI AL 41% DI TUTTO GIRO D’AFFARI ENOICO ITALIANO

Anna Di Martino Classifica delle cantine con oltre 100 milioni di fatturato

Anna Di Martino Classifica delle cantine con oltre 100 milioni di fatturato

di Donatella Cinelli Colombini, winedestinations, Fattoria del Colle, Casato Prime Donne

Come ogni anno il Corriere della Sera pubblica l’analisi di Anna di Martino sui grandi gruppi enologici italiani. Sono solo 27 ma da soli rappresentano il 41% del fatturato 2024 del mercato vitivinicolo italiano e il 47,5% dell’export rispettivamente con 14,5 miliardi e 8,1 miliardi. Detto così le altre 35.000 cantine italiane sembrano nanette nel Paese di giganti ma in realtà in Italia la concentrazione produttiva del vino è molto inferiore che nel resto del mondo.

Come sempre il gruppo delle cantine con oltre 100 milioni di fatturato è guidato da CIV cioè Cantine riunite + Gruppo Italiano Vini con i suoi 468 milioni di business e 197 milioni di bottiglie. Un’alleanza che vede GIV con il maggior fatturato e minori bottiglie e le Riunite con 135 milioni di pezzi dal prezzo medio inferiore a 2€. Sono proprio loro a spostare la prospettiva su questo ristretto numero di grandi aziende che complessivamente vendono circa 2,2 milioni di bottiglie.

2024 ANNO IN CUI LA CRESCITA DELLE GRANDI CANTINE ITALIANE SI E’ FERMATA

Il 2024 è stato un anno molto complicato anche per i grandi gruppi che sono reduci da un lungo periodo di crescita e di ottimi margini. Gli scorsi 12 mesi hanno scontato una crisi nazionale dei consumi, una situazione internazionale incerta e economicamente poco florida …. Il risultato è che 9 aziende delle 27 grandi chiudono il bilancio con un segno meno nei fatturati: Iwb, Herita Marzotto wines estates, Gruppo Lunelli, Schenk italian wineries e gruppo Ruffino, oltre alle cooperative: Caviro, Cavit, Mezzacorona e Cadis 1898. Altri 5 gruppi hanno fatto lo stesso business dell’anno prima la coop Cantine Riunite e Vignaioli veneti friulani e le private Fratelli Martini, Marchesi Frescobaldi e Villa Sandi. Ci sono anche 13 cantine che hanno continuato a crescere. La situazione delle grandi imprese del vino è dunque solidissima ma la loro corsa in avanti pare rallentare.

ANNA DI MARTINO: CLASSIFICHE DELLE GRANDI CANTINE

LE 118 MAGGIORI CANTINE ITALIANE VALGONO 9 MILIARDI DI FATTURATO CON UN +2,7% SUL 2022, IL 65% DEL BUSINESS E IL 68% DELL’EXPORT TOTALE DEL VINO ITALIANO

Tenuta San Guido Campione per remuneratività nella classifica di Anna Di Martino

Tenuta San Guido Campione per remuneratività nella classifica di Anna Di Martino

DI Donatella Cinelli Colombini #winedestination

Come ogni anno Anna Di Martino ha pubblicato il suo report sulle grandi cantine italiane sul “Corriere della Sera“. E come ogni anno le sue sintesi permettono di capire il mondo del vino italiano meglio di ogni altro dato.
Quello che colpisce è l’incremento delle grandi imprese nel mercato in un anno di contrazione dei consumi e delle esportazioni. E’ infatti il +2,7% del fatturato complessivo dei big del vino a far riflettere. La flessione in volume e in valore di -1% dello scorso anno non ha scalfito le grandi cantine ma è stato pagato dai vignaioli e dalle piccole imprese che infatti, nonostante la scarsissima vendemmia 2023 hanno ancora le botti piene di vino.
Ecco che “piccolo è brutto” nel modo del vino dove si allungano le distanze fra chi è attrezzato e chi non lo è mentre i grandi si stanno concentrando e rafforzando anche mediante l’acquisto di realtà più piccole. Ora ci sono ben 27 brand che superano dei cento milioni di fatturato annuo.

MOLTO BENE LE COOPERATIVE

Le cooperative pesano per il 43,2% e sono in crescita sia sull’export che sulle vendite in Italia. La loro solidità è evidenziata dalla progressione costante negli ultimi 6 anni senza picchi in basso e in alto. Si tratta di una stabilità importantissima per i piccoli vignaioli che conferiscono le loro uve alle strutture collettive.

APERITIVO DI VINO

DONNE E OVER 60 I TARGET PIU’ IN CRESCITA. L’APERITIVO E’ UN RITO SOCIALE CHE PIACE A 22 MILIONI DI ITALIANI ED E’ CRESCIUTO DEL 112% NEGLI ULTIMI 15 ANNI

Aperitivi in Italia + 112%

Aperitivi in Italia + 112%

di Donatella Cinelli Colombini #winedestination 

L’aperitivo piace molto, in Italia, cresce da quindici anni, in modo costante, segnando un + 112% di persone che lo praticano. Un rito sociale che piace a 22 milioni di italiani e che si svolge sia in casa che fuori dalle mura domestiche. E’ forse proprio questa seconda modalità di consumo quella che riscuote maggiore successo perché più festaiola e adatta a spezzare la giornata fra l’impegno lavorativo e il ritorno a casa.
L’Osservatorio UIV -Unione Italiana Vini- ha elaborato gli ultimi dati ISTAT, sui consumi di alcolici in Italia, ottenendo un grafico sugli aperitivi che rivela qualcosa di inaspettato. I maggiori amanti non sono i giovani bensì gli italiani nella fascia fra 35 e 54 anni. Questo target cresce gradualmente fino al numero attuale di 8.835.000. I giovani sotto i 35 anni e gli over 65 hanno raggiunto entrambi la ragguardevole cifra di sei milioni di amanti dell’aperitivo. Tuttavia mentre la componente di età inferiore ha numeri pressoché stabili quello più attempato è raddoppiato fra il 2008 e il 2023.

Le più grandi cantine italiane 2018

Le  più grandi cantine italiane per fatturato, crescita, export, superficie dei vigneti, profitti … secondo la classifica della super esperta Anna Di Martino

Anna Di Martino

Anna Di Martino-le -più-grandi-cantine-italiane-2018

Di Donatella Cinelli Colombini  

Anna Di Martino, super esperta di vino e economia, ci regala anche quest’anno l’analisi delle grandi cantine italiane. E’ pubblicata dal Corriere della Sera ma nel sito di Anna viene illustrata più nel dettaglio.
Le cantine con business sopra i 100 milioni di Euro fanno da sole un terzo dell’intero giro d’affari del vino italiano (10,6 miliardi). Sono solo 21 ma da sole fatturano 3.745 milioni. Rispetto al 2017 entrano in questo club esclusivo le Aziende Lunelli -Cantine Ferrari e Vi.Vo. del Prosecco mentre Contri Spumanti  e Villa Sandi di Polegato stanno per arrivare a conferma del momento felice delle bollicine italiane.
Se allarghiamo lo sguardo all’intera compagine di 105 cantine analizzate da Anna Di Martino notiamo che, tutte insieme, producono 2 miliardi di bottiglie e raggiungono 6,5 miliardi di fatturato, cioè il 56% dell’intero giro d’affari del vino italiano. Rispetto al 2017 hanno accresciuto del 2% il loro peso a riprova di un processo di concentrazione che, sebbene inferiore a quello degli altri Paesi, tuttavia è in atto anche in Italia.

Tenuta San Guido Sassicaia winery

Tenuta-San-Guido-centina-più-profittevole-fra-le-grandi-cantine-italiane

Essere grandi aiuta, infatti mentre l’intero comparto del vino cresceva, nel 2018,  del 2,3% le grandi cantine mettevano a segno un +6,29% del loro business.

LECANTINE PIU’ GRANDI PER FATTURATO

Cantine Riunite e GIV Gruppo Italiano Vini                           615milioni di Euro
Caviro                                                                                              338milioni di Euro
Fratelli Martini                                                                              220milioni di Euro
Marchesi Antinori                                                                         213milioni di Euro

Apericena rito giovane che attrae i non più giovani

Diminuisce il consumo di vino a tavola e aumenta quello dei brindisi fuori pasto soprattutto fra i giovani e nella fascia d’età 65-75 anni

Sposarsi-alla-fattoria-del-Colle-aperitivo

apericena-Fattoria-del-Colle

Di Donatella Cinelli Colombini, agriturismo, Fattoria del Colle

I “giovanilisti dell’aperitivo” li chiama la mia amica Marisa Fumagalli firma storica del Corriere della Sera mentre il sociologo Enrico Finzi lo ha battezzato “giovanilismo alcolico” . Si tratta di senior che si sentono giovani perché stanno bene, sono in forma, fanno sport, vanno ai concerti, viaggiano, fanno sesso e bevono.
Gli uomini consumano alcolici più delle donne ma il gentil sesso lo fa in gruppo cioè con amiche e colleghe. Frequentano enoteche, wine bar e prediligono bollicine e rosati. Gli uomini della terza età amano i rossi e i cocktail tradizionali – Negroni, Bellini ad esempio- che tuttavia sono stati alleggeriti per renderli meno alcolici. La nuova moda è il Vermuth rinato dopo anni di oblio oltre ovviamente allo spritz.

Buy Wine 2015 Fattoria del Colle aperitivo in cantina

apericena-in-cantina-Fattoria-del-Colle

L’apericena nasce all’inizio degli anni 2000 in Italia Settentrionale (molti dicono a Milano) per poi diffondersi ovunque. In realtà ha un antenato nell’antica merenda sinoira del Piemonte, che era un piccolo pasto freddo servito prima di cena, la parola Sinoira deriva infatti da “sin-a” che in dialetto piemontese significa cena.
La versione moderna è una sequenza di stuzzichini che vengono serviti fra le 18 e le 20,30 e consumati in piedi, in modo informale sostituendo la cena. I fingerfood, in tante piccolissime porzioni, scatenano le ire dei tradizionalisti che giudicano gli assaggini poco salutari, ingrassanti, ma molto cari. Il portabandiera dei contrari è Vittorio Sgarbi <<l’apericena mi fa cagare>>

Chef milionari ecco i cuochi italiani più ricchi

Chef milionari italiani sono i fratelli Carea del ristorante Da Vittorio con 15.461.86515 € seguiti dagli Alajmo e da Carnavacciuolo

Massimo-Bottura-Donatella-Cinellicolombini-premio-Italia-a-tavola

Massimo-Bottura-Donatella-Cinellicolombini-premio-Italia-a-tavola

Di Donatella Cinelli Colombini, Toscana, agriturismo, Fattoria del Colle

La classifica dei fornelli d’oro, i cuochi italiani più ricchi, pubblicata da Dissapore e dal Corriere della Sera e commentato da Cronache di gusto, lascia sbalorditi per il volume d’affari che ruota intorno ai cuochi più premiati, più famosi e più televisivi. Gli importi sono davvero enormi. Quella che segue è la lista del giro d’affari proposta da Corriere della Sera
Famiglia Carea del Ristorante Da Vittorio a Brusaporto 15.461.865
Fratelli Alajmo 11.256.635€

Famiglia-Carea-Da-Vittorio-cuochi-italiani-più-ricchi

Famiglia-Carea-Da-Vittorio-chef milionari

Antonio Carnavacciuolo 5.381.566€

Massimo Bottura dell’Osteria Francescana 4.896.627€
Niko Romito 3.742.001 €
Carlo Cracco 3.530.712 €
Enrico Bartolini 2.771.041 €
Moreno Cedroni 2.612.028
Joseph Bastianich 2.115.645 €
Gualtiero Marchesi 2.113.800 €
Tutti bravi, tutti a lavoro in cucine spettacolari, ma anche con attività accessorie molto remunerative: programmi TV, coking class, presentazioni, pubblicità …. Attività diversificate che spesso comprendono anche vigneti o produzioni alimentari etichettate con i proprio marchio oppure veri e propri imperi internazionali.

Emilio Giannelli ovvero il lato divertente dell’attualità

Emilio Giannelli racconta al Lions Club Firenze Brunelleschi come nascono le vignette della prima pagina del “Corriere della Sera

Giannelli-Cuperlo e Bersani

Giannelli-Cuperlo e Bersani

Visto per voi da Donatella Cinelli Colombini
Alla fine del 2008 Berlusconi fece una delle sue più celebri gaffe descrivendo Barack Obama come <<uno abbronzato>>. Pochi mesi dopo Ferruccio de Bortoli diventò direttore del “Corriere della Sera” e Emilio Giannelli lo accolse con una vignetta in cui Berlusconi commentava la sua nomina << ma come non è abbronzato? Eppure è stato al sole 24 ore!>>.
Questo è Emilio Giannelli un senese che ha fatto dell’ironia un’arte e uno strumento per capire l’attualità. Dal 1991 le sue vignette sono al centro della prima pagina del maggiore quotidiano italiano: graffianti, acute, sempre spassose, ma mai volgari o offensive strappano un sorriso ai lettori anche nei periodi di maggiore crisi. Emilio Giannelli ha raccontato ai soci del Lions Club Firenze Brunelleschi la storia della satira in Italia. Importante all’inizio del Novecento e a tratti persino durante il fascismo fu decisamente avversata nel dopoguerra quando Guareschi fece otto mesi di carcere per una vignetta de “Il Candido” in cui il Presidente della Repubblica passava in rassegna le bottiglie dei “Poderi Luigi Einaudi” al posto dei Corazzieri. L’umorismo di attualità e politica riprese vigore negli anni ’70 con “Il Male” e “Repubblica” dove esordì il giovane avvocato Giannelli che, qualche anno dopo, sostituì Giorgio Forattini.

Ma cosa dici Soldera?

Le accuse di Soldera al Consorzio e ai produttori di Brunello pubblicate dal “Corriere della Sera”  sono fantasie che fanno un danno enorme 

Fortezza trecentesca di Montalcino

Montalcino Fortezza medioevale

La cosa più cattiva è l’accusa al Consorzio di avergli <<proposto una truffa, offrendo vino altrui da imbottigliare come suo>>. Ma come, i produttori gli regalano una parte della loro produzione per aiutarlo in un momento difficile, facendo un “Brunello della solidarietà” e lui li risponde così? Ma non si vergogna?
Lancia sospetti, parla di misteri quando l’unico mistero è come siano miracolosamente ricomparse botti e botti del suo prezioso Brunello. Almeno 350 Hl a quanto pare, mica una damigiana …. almeno 5 botti da 50 Hl visto che il Corriere della Sera  parla di 7.000 bottiglie all’anno. Ma l’atto vandalico non aveva distrutto tutto il suo vino? Siamo forse alle Nozze di Cana?
Soldera accusa il Consorzio di non impegnarsi nello studio dei sistemi di controllo sulla purezza del sangiovede per il Brunello, ma non è vero! Il Consorzio ha investito circa 150.000 € in questi studi affidandosi al maggior centro di ricerca enologica presente in Italia, quello di San Michele all’Adige. Gli studiosi guidati dal Prof Mattivi hanno scoperto il metodo di indagine e il Consorzio lo presenterà presto in un convegno.

Ti senti un cretino a pagare le tasse?

 <<Nessuno scontrino in 4 negozi su 5. Record napoletano>> titola il Corriere della Sera. Com’è possibile? Va a finire che solo i grulli come me pagano le tasse! [caption id="attachment_6596" align="alignleft" width="200" caption="Donatella Cinelli Colombini"][/caption] Letto per voi da Donatella Cinelli Colombini Oltre tutto, sottolinea la presedente di Agriturist Vittoria Brancaccio, chi evade fa una concorrenza sleale agli onesti mandandoli fuori mercato perché può fare listini molto più bassi.  82% di evasione a Napoli, 47% a Roma e a Milano, solo Genova benino con il 10% senza scontrino. Incremento di vendite del 1000% nel giorno in cui i finanzieri scorrazzavano nel mercato di...

Danesi il popolo felice

L’indice Gallup dei Paesi con più fiducia nel futuro mette prima la Danimarca, poi Svezia, Canada e Australia.  Sorpresi? Vediamolo meglio questo popolo felice: niente posto fisso eppure bassissima disoccupazione. La Danimarca tutela il lavoratore non il posto di lavoro e in questo modo ha una struttura produttiva agile e perfomante

La Sirenetta

La Sirenetta

Visti per voi da Donatella Cinelli Colombini

Da noi è all’opposto. Ma alla fine la difesa del famoso Articolo 18 non si ritorcerà contro i lavoratori italiani? Un articolo del “Corriere della Sera” ci mostra la Flexicurity danese, un sitema formativo che dura tutta la vita e fa migliorare le prestazioni professionali del lavoratore anno dopo anno. Sta poi a lui giocarsi bene le sue competenze e i fatti dimostrano che ci riesce. Perchè la Danimarca ha retto alla crisi molto megli del resto d’Europa.

Premio Casato Prime Donne 2011 a Carla Fendi, Bruna Fattenotte, Marisa Fumagalli, Herwig Van Hove e Stefano Caporali

Montalcino festeggia Carla Fendi Prima Donna 2011 e inaugura il tabernacolo del Brunello per la Madonna. In conclusione la cena di gala dedicata all’Unità d’Italia alla Fattoria del Colle   [caption id="attachment_2608" align="alignleft" width="150" caption="Carla Fendi e Donatella Cinelli Colombini - Premio Casato Prime Donne"][/caption] Il Premio ‘Casato Prime Donne’ celebra la sua 13ma edizione con una giornata da favola in cui arte, giornalismo, territorio e convivialità hanno trovato una completa armonia. Carla Fendi, la Signora della moda italiana incoronata ‘Prima Donna’ fra le donne a impersonare una femminilità moderna, creativa, colta e generosa. Protagonista della moda italiana, e oggi del mecenatismo culturale, è...

                                                                       
Cinelli Colombini
Privacy Overview

Questo sito web utilizza i cookie per offrirti la migliore esperienza utente possibile. Le informazioni sui cookie vengono memorizzate nel tuo browser e svolgono funzioni come riconoscerti quando torni sul nostro sito web e aiutare il nostro team a capire quali sezioni del sito ritieni più interessanti e utili.