IL MERAVIGLIOSO MONDO DEL VINO NON HA CONFINI
LE RECENTI POLEMICHE FRA I PRODUTTORI DI SONOMA MOSTRANO COME I PROBLEMI E LE CONTROVERSIE SIANO LE STESSE CHE CI SONO NEI CONSORZI ITALIANI

Sonoma tassa le bottiglie comprate dai turisti per finanziare il marketing verso i giovani consumatori
Di Donatella Cinelli Colombini, winedestination, Fattoria del Colle Trequanda, Casato Prime Donne Montalcino
Il problema è lo stesso per tutte le cantine del mondo: la produzione mondiale di vino è costante mentre i consumi calano anche perché le nuove generazioni sono meno attratte dal vino rispetto a quelle precedenti. Quindi vanno conquistate.
LA CONQUISTA DEI CONSUMATORI GIOVANI E I TIMORI DELLE PICCOLE CANTINE
Se questo problema è comune a tutti anche il modo di risolverlo trova gli stessi ostacoli ovunque. Nei board delle associazioni che guidano i distretti del vino le grandi cantine hanno un notevole peso. Questo avviene in tutto il mondo e ovunque crea grandi preoccupazioni nelle piccole imprese che temono di non contare abbastanza e dover subire decisioni che avvantaggio solo i grandi.
E’ un ritornello che conosco a memoria e che, in certi casi, ha paralizzato l’azione di consorzi o di altri organi collettivi.
La reazione delle piccole cantine di Sonoma al progetto di tassare, con qualche centesimo, le bottiglie vendute ai privati nelle cantine o attraverso il wine club, ha prodotto lo stesso coro di sospetti e preoccupazioni che riscuotono le delibere consortili sui nuovi progetti in Italia.
Invece l’idea è buona e se l’azione di marketing diretta verso la Generazione Z e i Millennials produrrà l’effetto sperato poterà vantaggi a tutti anche se forse in modo asimmetrico. Infatti non è chiaro se il prelievo proveniente dal turismo del vino miri ad accrescere quel segmento di vendite oppure i consumi dei vini di Sonoma in generale. Tuttavia un effetto tonico sul brand Sonoma dovrebbe produrlo.
Vi invito a leggere l’articolo di WineMerdian per constatare quanta somiglianza ci sia fra le reazioni dei produttori californiani e quelle dei produttori dell’Amarone, del Brunello o del Barolo….
I RICERCATORI ANALISTI DIETRO I NUOVI PROGETTI DEL VINO
C’è poi un aspetto da sottolineare. Il progetto di usare una piccola percentuale del vino venduto direttamente ai turisti (che in USA è la stragrande maggioranza del business e quello con maggiore marginalità) poggia sul parere tecnico formidabile di Rob McMillan della Silicon Valley Bank cioè dell’autore del “Direct to consumer wine report”.
Ed ecco che mentre il mercato statunitense del vino sta vivendo il primo calo di consumi dal 1994 Rob McMillan scrive <<Il vino è un prodotto che è esattamente ciò che i consumatori emergenti cercano, solo che non lo sanno>>. Come dire “basta farglielo capire”.
Concludendo questo giro di orizzonti sul mondo del vino, che si mostra un universo sempre più senza confini, ci sono due cose evidenti: senza un’unità di intenti che fa perno sul conetto di bene comune, è impossibile risolvere i problemi. Secondo avere un centro di analisi come quello della Silicon Valley Bank è determinante per capire i problemi e inventare soluzioni nuove. Perché Mediobanca non ci prova in Italia visto che ha già iniziato l’opera e deve solo modificare gli obiettivi?






