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BOTTI DEL CASATO PRIME DONNE E DELLA FATTORIA DEL COLLE

COME VENGONO SCELTE E USATE LE BOTTI, PICCOLE E GRANDI, DELLE DUE CANTINE DI DONATELLA CINELLI COLOMBINI E COSA DIVENTANO DOPO LA LORO BREVE VITA

Tonneau da 500 litri Montalcino Casato Prime Donne

Tonneau da 500 litri Montalcino Casato Prime Donne

di Donatella Cinelli Colombini, winedestination, Fattoria del Colle Trequanda, Casato Prime Donne Montalcino 

Ogni anno nella mia cantina arrivano botti nuove per ospitare circa il 25% del vino più importante. Si tratta di tonneau da 5 oppure 7 ettolitri e botti grandi cioè da 15 hl. Sono fatte con rovere del Massiccio centrale francese e provengono da 3-4 tonnellerie diverse tutte artigianali e tutte capaci di garantirci che le foreste di provenienza vengono ripiantate e il legname rimane a invecchiare all’aperto per 3 anni lavandosi con la pioggia. L’artigianalità della lavorazione ha il vantaggio di doghe (cioè i pezzi di cui è composta la botte) tagliate a regola d’arte. Lo svantaggio è di dover ordinare le botti, e specialmente le botti grandi, in anticipo di 7-8 mesi.

L’IMPORTANZA DI AVERE BOTTI DI DIVERSE TONNELLERIE

La diversità fra le botti ci aiuta ad accrescere la complessità raffinata del vino. Avere così tante botti di tipo diverso e di età diversa, obbliga l’enologa Barbara Magnani e le sue cantiniere a un grosso lavoro di catalogazione e tracciamento. Per fortuna l’elettronica aiuta. Sappiamo la vigna di provenienza, la data della vendemmia, la durata della permanenza e il tipo di fusto per ogni litro del nostro vino.

QUADRO ATTUALE E TENDENZE DELL’ENOTURISMO IN ITALIA (1)

CONTRIBUTO DI DONATELLA CINELLI COLOMBINI AL CONVEGNO OICCE “ENOTURISMO: LINEE GUIDA E STRATEGIE PER UN’ACCOGLIENZA DI SUCCESSO” TENUTOSI AD IL 14 MAGGIO 2026

turismo del vino Toscana Montalcino CasatoPrimeDonne

turismo del vino in Italia Toscana Montalcino CasatoPrimeDonne

di Donatella Cinelli Colombini, winedestination, Fattoria del Colle Trequanda, Casato Prime Donne Montalcino 

La relazione “Quadro attuale e tendenze dell’enoturismo in Italia”al convegno OICCE  partiva dalla domanda <<perché improvvisamente tutta l’Italia del vino cerca di sviluppare l’enoturismo?>> La risposta è facile: da anni i consumi italiani di vino si stanno comprimendo. Le cantine italiane sopperivano a questo problema cercando di innalzare la qualità ed esportare di più. Un export che puntava soprattutto su Paesi grandi e che stavano scoprendo il vino italiano come gli Stati Uniti. Poi sono successe due cose quasi contemporaneamente, lo stile di consumo è cambiato privilegiando bollicine e bianchi ma penalizzando i rossi corposi. Inoltre l’export ha frenato bruscamente.

DONATELLA UNA MOGLIE FUORI DAGLI SCHEMI

 matrimonio Donatella Cinelli Colombini e Carlo Gardini

matrimonio Donatella Cinelli Colombini e Carlo Gardini

DONATELLA HA CHIESTO AL FUTURO MARITO DI SPOSTARLA E POI HA VISSUTO CON LUI UN MATRIMONIO FELICE. 9 MESI A LILLE IN FRANCIA E POI IN NOVE CITTÀ ITALIANE

di Donatella Cinelli Colombini, winedestination, Fattoria del Colle Trequanda, Casato Prime Donne Montalcino 

Quasi tutte le migliori decisioni della mia vita sono state prese d’impulso. Anche quella di sposarmi. Io e Carlo Gardini avevamo una storia solida da anni. Lui si era laureato in Economia e Commercio con la lode, poi aveva scelto di entrare nella Banca Nazionale del Lavoro in un corso per personale dirigente che lo portava in giro per l’Italia per capire tutti i settori. 1978, poco prima di Ferragosto Carlo telefona all’ufficio del personale per sapere la sua prossima destinazione e gli dicono che dal I° ottobre avrebbe dovuto iniziato un periodo di nove mesi a Lille in Francia.

 

WINE WASHING DI NELLO GATTI

STORIA TRAGICOMICA DI UN ESPERTO DI WINE BUSINESS CHE VUOLE TRASFORMARE LA SUA PASSIONE PER IL VINO IN PROFESSIONE MA OGNI VOLTA SCEGLIE LA LIBERTÀ E NON I SOLDI

Nello-Gatti-London-wine-fair

Nello-Gatti-London-wine-fair

Di Donatella Cinelli Colombini, winedestination, Fattoria del Colle Trequanda, Casato Prime Donne Montalcino

Nello Gatti scrive benissimo, è incisivo, graffiante, autoironico e conosce davvero, nel profondo, il vino italiano. Il suo libro Wine Washing (pp148 € 15,99) cattura il lettore e non lo lascia fino all’ultima pagina. Contiene una descrizione dissacrante ma anche molto vera del wine business e della wine comunication vista da addetto ai lavori e non dall’esterno cioè come un giornalista o un consumatore.
Il problema è che racconta una tale sequenza di disfatte professionali da mettere paura anche ai più audaci.

I VERI NEMICI DEL VINO. VANAGLORIOSI E ARRAFFATORI

Ma voi che sognate di lavorare nel vino, non arrendetevi! Occuparsi di wine business in Italia è difficile ma non impossibile soprattutto tenendo lontani le due tipologie di produttori descritti da Gatti. Esistono davvero e sono più diffusi di quanto sembri: i vanagloriosi che desiderano solo accrescere la propria immagine e i ladri di polli che sviluppano il brand e il commerciale del vino senza imparare a farsi un pollaio cioè un mercato ma arraffando galline, cioè vendite, di qualcun altro.

ESISTE UNA RICETTA ANTICRISI PER IL VINO?

L’INTELLIGENZA ARTIFICIALE CI PROPONE I POSSIBILI SCENARI FUTURI DEL VINO: PIÙ VENDITA DIRETTA, MENO GRADAZIONE, PIÙ TERRITORIALITÀ E RISPETTO AMBIENTALE

 

B2C vendita diretta nuova tendenza del vino

B2C vendita diretta nuova tendenza del vino

di Donatella Cinelli Colombini, winedestination, Casato Prime Donne Montalcino, Fattoria del Colle Trequanda 

Secondo l’ultimo rapporto pubblicato dall’Organizzazione Internazionale della Vigna e del Vino (Oiv), lo scorso anno, le esportazioni internazionali di vino hanno registrato una contrazione del 6,7% rispetto al 2024, a cui ha fatto eco una flessione a volume del 4,7% pari a 94,8 milioni di ettolitri (105,8 milioni nel 2019).

L’export, dunque, non è più un’alternativa valida al calo dei consumi di vino che, in Italia, è ormai una costante da lunga data. La sfida è ora più dura e si basa essenzialmente su tre punti:

Meno alcol nei vini che rispondono a esigenze di salute, clima e nuove occasioni di consumo
Filiere corte
Valore certificato come BIO e biodiversità. Rispetto ambientale espresso anche con bottiglie più leggere
Il bellissimo articolo di Gianluca Atzeni pubblicato dal GamberoRosso è in realtà un’intervista  realizzata a marzo 2026 dall’algoritmo di intelligenza artificiale Gemini di Google che analizza il futuro del vino sulla base dei contenuti pubblicati fino ora.

DONATELLA DA GIOVANE

LA GIOVINEZZA A SIENA E MONTALCINO, GLI STUDI DI ARTE MEDIOEVALE E LA METAMORFOSI DELLA CITTÀ DEL BRUNELLO DA POVERO CENTRO RURALE A STAR MONDIALE DEL VINO

di Donatella Cinelli Colombini, winedestination, Fattoria del Colle Trequanda, Casato Prime Donne Montalcino

Donatella Cinelli Colombini infanzia

Donatella Cinelli Colombini infanzia

Benché fossi un tipo schivo da ragazza, partecipavo alla vita sociale di Siena che, a quell’epoca, era fatta di abiti lunghi, feste da ballo in prefettura, nei circoli e nelle case. Se mi guardo indietro vedo anzi molte più feste che cene. Quelle sono arrivate dopo.

GIOVINEZZA DI DONATELLA IN PROVINCIA FRA PASSATO E FUTURO

Altra cosa che mi ricordo è la presenza di adulti e giovani negli stessi eventi, non erano mondi separati come adesso. I vestiti erano di sartorie locali, al massimo fiorentine. La moda degli abiti griffati non era ancora all’orizzonte ma c’era un gran sfoggio di gioielli. Anzi era sorprendete come le “signore bene” sapessero con esattezza i rispettivi tesoretti e si accorgessero quando qualcuna di loro comprava una nuova spilla.

DONATELLA DA PICCOLA

ERO UN TIPO SOLITARIO, UNA PESSIMA STUDENTESSA E UNA GRANDE LETTRICE. HO VISTO LA CAMPAGNA TOSCANA CAMBIARE DALL’ABBANDONO ALLA RINASCITA DEL VINO E DEL TURISMO

di Donatella Cinelli Colombini, winedestination, Fattoria del Colle Trequanda, Casato Prime Donne Montalcino 

Donatella e la madre Francesca Colombini

Donatella e la madre Francesca Colombini

Molti chiamano il Novecento il secolo breve (dallo storico britannico Eric Hobsbawm) per la velocità dei cambiamenti ma nei primi anni Sessanta l’impressione era di vivere in una bolla ottocentesca. Un mondo in equilibrio instabile fra la sopravvivenza del passato, il boom economico che svuotava le campagne e i riti sociali che sembravano destinati a rimanere per sempre e invece furono portati via dal 68.
Da piccola, in estate a Montalcino, giocavo con i figli dei contadini che abitavano accanto e camminavano scalzi. In inverno a Firenze, nella scuola elementare di Ponte a Mensola le classi maschili e femminili erano divise e noi bimbe avevamo un grembiule bianco e un fiocco rosa al collo. Il traffico e la criminalità erano bassi e noi bambini tornavamo a casa a piedi da soli.

I SUPER TUSCAN E IL VINO ITALIANO DI LUSSO

MASSETO È IN TESTA AI 100 VINI ITALIANI ACQUISTATI DA COLLEZIONISTI E INVESTITORI. LA MAGGIORANZA DEL BUSINESS SI FOCALIZZA SU UNA DECINA DI SUPER TUSCAN

Classifica 2022 Anna Di Martino tenuta San Guido prima in Italia per rdditività

Liv-Ex e i fine wines italiani Bolgheri Tenuta San Guido dove nasce Sassicaia

di Donatella Cinelli Colombini, winedestination, Fattoria del Colle Trequanda, Casato Prime Donne Montalcino 

I dati sul mercato del vino di lusso arrivano dal portale inglese per lo scambio e la valutazione dei fine wines,   Liv-ex  e sono commentati da The Drinks Business.

I VINI DA INVESTIMENTO ITALIANI CRESCONO DI VALORE PIU’ DEI FRANCESI

Si tratta di un mercato circoscritto a bottiglie molto care e molto prestigiose che vengono acquistate soprattutto per investimento cioè, per tenerle in cassaforte e poi rivenderle a prezzo più alto. Quasi nessuno le compre per berle.
La notizia positiva è che i 100 vini italiani presenti nell’olimpo dorato di Liv-Ex hanno mostrato “resilienza” mentre complessivamente il mercato dei “fine wines” ha vissuto un anno difficile anzi un triennio difficile. Meno investitori e soprattutto meno interesse per i celebri chateau di Bordeaux.

GIOVANI E VINO

L’OSSERVATORIO DELL’UNIONE ITALIANA VINI – VINITALY CI AGGIORNA SUI CONSUMI DI VINO IN ITALIA E SORPRENDENTEMENTE RIVALUTA IN POSITIVO IL RUOLO DELLA GENZ

Giovani e vino nuovi dati sui consumi in Italia dall'Osservatorio UIV Vinitaly

Giovani e vino nuovi dati sui consumi in Italia dall’Osservatorio UIV Vinitaly

Di Donatella Cinelli Colombini, winedestination, Fattoria del Colle Trequanda, Casato Prime Donne Montalcino 

Nel nostro Paese bevono vino circa 30 milioni di persone cioè il 55% della popolazione per cui, dal 2018,  il numero dei consumatori si è stabilizzato ma il modo di bere è molto cambiato. Aumentano i bevitori saltuari e diminuiscono quelli che consumano vino tutti i giorni.

LA GENZ NON HA VOLTATO LE SPELLE AL VINO ANZI GLI PIACE

Fra i giovani il consumo quotidiano è del 2% mentre per i baby boomers è il 36%. All’opposto la quota di quelli che bevono due volte la settimana riguarda il 50% dei nati a cavallo del nuovo millennio e il 31% della generazione nata nel ventennio dopo la Seconda guerra mondiale.

2025 ANNO NERO DEL VINO

ANNA DI MARTINO DESCRIVE NEI NUMERI IL 2025 DELLE GRANDI CANTINE ITALIANE QUANDO SOLO 11 GRUPPI ENOLOGICI FRA I 26 CON FATTURATO OLTRE I 100 MILIONI SONO CRESCIUTI

Anna di Martino autrice della Classifica delle cantine BIG italiane con Donatella Cinelli Colombini

Anna di Martino autrice della Classifica delle cantine BIG italiane con Donatella Cinelli Colombini

Di Donatella Cinelli Colombini, winedestination, Fattoria del Colle Trequanda, Casato Prime Donne Montalcino

Quando anche i grandi del vino tremano le piccole cantine piangono. Questa è la cornice dell’articolo di
Anna di Martino pubblicata dal “Corriere della Sera” e contenete l’analisi dei bilanci 2025 del club dei 100 cioè dei big del vino con fatturato annuo superiore a 100 milioni di Euro. <<Nessuno nasconde la criticità del momento>> dice Anna di Martino ed è ben consapevole che la solidità dei grandi gruppi permette loro di affrontare il mare agitato con più difese rispetto alle piccole imprese. Si tratta solo di 26 cantine ma, nell’insieme, hanno un giro di affari di 5,9 miliardi e un export di 3,7 miliardi rispettivamente il 42% dell’intero business del vino italiano e il 47,7% di tutto l’export.

IN ANDALUSIA PER LO JEREZ-SHERRY E NON SOLO 

CRONACA DEL VIAGGIO IN ANDALUSIA CON MIA FIGLIA VIOLANTE, SUO MARITO ENRICO, SUO FIGLIO LORENZO E L’ACADEMIE INTERNATIONALE DU VIN PER VEDERE ALHAMBRA E LO JEREZ

Donatella Cinelli Colombini Spagna denominazione Jerez

Donatella Cinelli Colombini Spagna denominazione Jerez

Di Donatella Cinelli Colombini, winedestination, Fattoria del Colle Trequanda, Casato Prime Donne Montalcino 

Siviglia ci accoglie con 38°C, una barriera rovente che ci costringe a uno sforzo di volontà per andare nel centro storico nella suggestiva Piazza de Spagna. Costruita all’inizio del Novecento ha la forma di un enorme anfiteatro con un loggiato ornato da maioliche che celebrano le città e le colonie del regno. Ci piace il mercato coperto, la gita in battello sul Guadalquivir e la torre dell’oro dove i galeoni scaricavano il metallo prezioso proveniente dalle Americhe. Non riusciamo a vedere la cattedrale con la tomba di Cristoforo Colombo perché abbiamo dimenticato di prenotare e la città pullula di turisti. Invece abbiamo la prenotazione per l’Alhambra, il capolavoro della cultura araba in Andalusia costruito nel Duecento e nel secolo successivo dai Sultani di Granada. Con la “Reconquista”, nel 1492 da parte dei re Cattolici, divenne il Palazzo reale e questo salvò Alhambra dalla distruzione subita dagli altri monumenti islamici.
In mezzo a un paco e a giardini lussureggianti i palazzi di Alhambra sbalordiscono per la loro eleganza con colonne, archi, pareti finemente decorate, fontane … ricordi di una vita di corte straordinariamente evoluta ed elegante. Accanto, il palazzo di Carlo V pur bellissimo, è talmente massiccio da risultare goffo. Costruito all’inizio del Cinquecento, mostra l’opulenza del sovrano più potente del mondo, sul cui regno non tramontava mai il sole. L’esterno richiama il rinascimento italiano e all’interno una corte circolare circondata da un doppio loggiato ha l’esplicita volontà di stupire.

LE CANTINE TURISTICHE DELLA SARDEGNA 2026

METÀ DELLE CANTINE SARDE HANNO SOPRATTUTTO VISITATORI ESTERI E 1/3 ACCOLGONO OLRE 2000 ENOTURISTI L’ANNO MA CHI NON HA L’AUTO PAGA CARISSIMO IL VIAGGIO PER ANDARCI

Turismo del vino in Sardegna

Turismo del vino in Sardegna

di Donatella Cinelli Colombini, winedestination, Casato Prime Donne Montalcino, Fattoria del Colle Trequanda 

Valeria Pilloni Presidente del MTVMovimento Turismo del Vino della Sardegna, ha presentato a Vinitaly la prima indagine sulla wine hospitality nelle cantine turistiche della sua regione. L’analisi è stata effettuata da Antonello Maruotti direttore scientifico di Ceseo -Centro studi enturistici e oleoturistici dell’Università Lumsa di Roma dove è professore ordinario di statistica. La raccolta dei dati è avvenuta nel novembre 2025 sulle aziende associate ad MTV quindi su un campione di imprese fortemente orientate all’enoturismo.

I dati su cui concentriamo la nostra attenzione sono otto e permettono di evidenziare l’ottima crescita della wine hospitality nelle cantine sarde ma anche una seria criticità nelle infrastrutture di trasporto che, di fatto, impediscono l’arrivo a chi non ha l’auto.

LO STILE DI LEADERSHIP FEMMINILE DEL VINO E’ IL MIGLIORE

MIB TRIESTE SCHOOL OF MANAGEMENT PRESENTA A VINITALY 2026 LA SUA RICERCA SULLE DONNE IMPRENDITRICI DEL VINO: PIÙ VISIONE E PIÙ ATTENZIONE ALLE PERSONE

Donne del Vino e Mib Trieste disegnano il nuovo profilo del wine manager femminile

Donne del Vino e Mib Trieste disegnano il nuovo profilo del wine manager femminile

Di Donatella Cinelli Colombini, winedestination, Fattoria del Colle Trequanda, Casato Prime Donne Montalcino 

Le imprenditrici del vino si rivelano più contemporanee dei colleghi maschi: creano azienda più strutturate, proiettate nel futuro, attente della sostenibilità e capaci di valorizzare le risorse umane. Il profilo dei wine menagers donne è stato disegnato da un gruppo di lavoro del MIB Trieste School of Management che ha collaborato con le Donne del Vino.

Lo studio si intitola “Il ruolo delle donne nella trasformazione dei modelli di governance e di leadership nelle aziende vitivinicole” ed è stato presentato a Vinitaly il 14 aprile 2026. Sono state intervistate 152 imprenditrici e managers.

Pierpaolo Penco, che ha guidato l’analisi ed è il responsabile della formazione in Wine Business di MIB Trieste School of Management, ha messo l’accento sulla maggiore criticità del vino italiano che, a suo avviso, non è il vino in sè stesso <<ma la struttura delle imprese>> perché il modello tradizionale non è più adatto ad affrontare la complessità attuale. In questo scenario <<la leadership femminile emerge come uno dei fattori che accompagnano il passaggio verso organizzazioni più evolute, capaci di pianificare, delegare e lavorare sul lungo periodo>>.

18 MILIONI DI ITALIANI VOGLIONO FARE ENOTURISMO

ROBERTA GARIBALDI A VINITALY COMUNICA CHE IL 90,4% DEGLI ITALIANI È COINVOLTO IN ESPERIENZE LEGATE AL VINO, IN AUMENTO DI 4,5 MILIONI RISPETTO AL 2024

Roberta Garibaldi presenta a Vinitaly il rapporto enoturismo 2026

Roberta Garibaldi presenta a Vinitaly il rapporto enoturismo 2026

Di Donatella Cinelli Colombini, winedestination, Fattoria del Colle Trequanda, Casato Prime Donne Montalcino

La presidente di Aite-Associazione Italiana Turismo Enogastronomico Roberta Garibaldi ha presentato a Vinitaly uno studio realizzato in collaborazione con Ascovilo-Associazione Consorzi del vino della Lombardia presieduto da Giovanna Prandini. La visita degli italiani a cantine, caseifici, frantoi, pastifici e altri luoghi di produzione agroalimentare è salita, fra i turisti italiani dal 60% nel 2021 al 77% nel 2025.
L’enoturismo è entrato in una fase matura e accanto alla consueta visita in cantina sono molto richieste le degustazioni di vini e l’abbinamento cibo-vino.

IL FATTORE UMANO E’ LA CHIAVE DEL SUCCESSO DELLE CANTINE

Il numero delle cantine per ogni viaggio scende e diventa una tappa da alternare ad altre esperienze perdendo il carattere di meta esclusiva. Il fattore umano aumenta la sua importanza e diventa persino un motivo per tornare dove si è già stati.

                                                                       
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