LE WINE DESTINATION, GIOVANI E L’INTELLIGENZA ARTIFICIALE

il turismo enogastronomico sempre più legato all'intelligenza artificiale

LE WINE DESTINATION, GIOVANI E L’INTELLIGENZA ARTIFICIALE

IL 77% DEI GIOVANI FRA I 25 E I 34 ANNI, CHIEDE ALL’ AI IDEE ED ISPIRAZIONI PER FARE TURISMO ENOGASTRONOMICO, TRADURRE MENÙ E TROVARE ALLOGGI O RISTORANTI

il turismo enogastronomico sempre più legato all'intelligenza artificiale

il turismo enogastronomico sempre più legato all’intelligenza artificiale

Di Donatella Cinelli Colombini, winedestination, Fattoria del Colle Trequanda, Casato Prime Donne Montalcino

Il “Rapporto sul Turismo Enogastronomico Italiano” 2025, realizzato da Roberta Garibaldi ha indagato il modo con cui i turisti giovani usano l’Intelligenza Artificiale per fare esperienze enogastronomiche.

Nel futuro prossimo i comportamenti turistici si modificheranno grazie all’Intelligenza artificiale comprimendo i tempi e orientandosi su proposte perfettamente conformi alla personalità del viaggiatore. La funzione si chiama “pro-doing” cioè esperienza sul posto e consente una decisione istantanea su cosa fare ma anche di dare espressione al bisogno di diversità e di esperienze del turista e specificamente del turista enogastronomico.
Per i gestori delle attività afferenti al turismo questa evoluzione significa adattare la strumentazione elettronica per aggiornare il tabellone delle prenotazioni quasi momento per momento. Cosa difficilissima con la rigida gestione della manodopera esistente in Italia.
Inoltre il protagonismo dell’AI impone a tutte le imprese turistiche uno sforzo sulla comunicazione per essere visti e scelti dagli algoritmi dell’Ai.

COME E PERCHE’ I GIOVANI USANO L’AI PER VIAGGIARE

I giovani turisti enogastronomici fra 25 e 35 anni, usano l’AI soprattutto per tradurre i menù e le spiegazioni (77% ) o trovare idee di viaggio (75%) o luoghi per pernottare (68%). I normali visitatori del gusto la usano con minore frequenza (rispettivamente 69%, 60% e 58%) comunque oltre un turista enogastronomico italiano su due la usa.
Con la familiarità d’uso scende la percezione del rischio insito nell’uso dell’intelligenza artificiale.

IL PASSAPAROLA E’ ANCORA LA PRIMA FONTE MA L’AI CRESCE VELOCEMENTE

Tuttavia, a livello mondiale, i consigli di amici e parenti rimangono la prima fonte sulle decisioni dei viaggi golosi con percentuali che variano tra il 38% e il 50% a seconda del Paese.
Spacchettando l’uso dell’intelligenza artificiale a seconda dello scopo per cui viene usata troviamo altre informazioni
ISPIRAZIONE DEL VIAGGIO 21% turisti USA 18% turisti francesi 16% tedeschi, 13% UK, austriaci, svizzeri
SCELTA DELLA DESTINAZIONE ENOGASTRONOMICA 15% USA, 10% Austria e Svizzera
TRADUZIONE MENU’ 46%
CONSIGLI SU CIBI, VINI E BIRRE 31-34%
Ricerca di esperienze sostenibili 36%
In realtà solo il 6% esprime piena fiducia nell’Intelligenza Artificiale mentre la stragrande maggioranza di quelli che la consultano verificano poi i dati con altre fonti digitali o umane. Questo perché gli errori nei contenuti che vengono proposti sono ancora tanti e la capacità di rispondere a pieno alle esigenze del turista non sono ancora al 100%.



                                                                       
Cinelli Colombini
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