BIODIVERSITÀ E TURISMO ALLEANZA VINCENTE
GLI ECOSISTEMI LOCALI E LA BIODIVERSITA’ SONO ATTACCATI DA UN’AGRICOLTURA ORIENTATA SOLO AL GUADAGNO E DALLO SFRUTTAMENTO COMMERCIALE DELLE RISORSE GENETICHE

Fattoria del Colle Toscana Donatella Cinelli Colombini vigneto biologico di vitigni autoctoni sangiovese
di Donatella Cinelli Colombini, winedestination, Fattoria del Colle Trequanda, Casato Prime Donne Montalcino
Sono certa che i turisti siano i soli sbocchi commerciali dei prodotti agricoli “in via di estinzione” cioè di quel milione di specie vegetali e, in qualche caso animali, che gli studiosi vedono a rischio di sopravvivenza. Si tratta di una specie su otto di quelle presenti nel pianeta e il rischio delle loro sparizione è stata denunciato in occasione della Giornata Mondiale della Biodiversità.
UNA SPECIE SU 8 E’ IN VIA DI ESTINZIONE
L’armonia fra natura e sviluppo, la preservazione degli ecosistemi sono minacciate da inquinamento, crisi climatica, distruzione degli habitat (per esempio disboscamento e cementificazione), sfruttamento eccessivo delle risorse naturali, uso scellerato della chimica di sintesi e cattiva gestione del sistema natura (introduzione di specie invasive).
Barbara Nappini di Slow Food ha messo in evidenza come il principale imputato per la perdita di biodiversità è il modo con cui mangiamo noi esseri umani. Questo ha ridotto a poche specie la richiesta del mercato: il 60% dei mammiferi sono bovini, il 70% dei volatili sono polli, mentre sul fronte vegetale il 60% del nostro fabbisogno energetico è soddisfatto da poche varietà di grano, riso, mais e patate.
Ovviamente ci sono specie animali o vegetali difficili e costose da produrre. Per loro è difficile ipotizzare migliaia di ettari di coltivazione e grandi allevamenti ma forse il turismo può consentire la loro sopravvivenza localmente e addirittura la conservazione di pratiche manuali storiche anche quando comportano alti costi. Questi alimenti unici ed eredi di antiche tradizioni possono anzi aumentare l’attrattività del luogo d’origine perché sopravvivono solo li. In questo senso la visita degli impianti produttivi, l’assaggio e lo shopping possono funzionare da richiamo e creare una difesa della biodiversità.
LA NUOVA GENETICA E LO SPOSTAMENTO DEI GENI A FINI COMMERCIALI
C’è tuttavia un’altra minaccia: lo sfruttamento commerciale delle risorse genetiche. <<Negli ultimi anni, le tecnologie di sequenziamento del dna hanno permesso agli scienziati di decifrare le informazioni genetiche di moltissimi organismi: una volta individuato un gene d’interesse, è possibile digitalizzarne la sequenza (la cosiddetta Digital Sequence Information, Dsi), e inserirla in microrganismi terzi>> spiega WineNews
In altre parole è possibile migliorare un alimento mettendoci il gene di un altro. E’ un modello di sviluppo basato sul profillo e non sul rapporto armonico fra uomo e natura. La difesa della biodiversità va in direzione opposta.
LA BIODIVERSITA’ NEL VINO
La scelta della biodiversità delle cantine è spesso legata alla coltivazione biologica o biodinamica ma anche all’adesione al proprio territorio e ai suoi ecosistemi. Si tratta dunque di una scelta consapevole e coerente nella convinzione di essere custodi di un bene prezioso come la terra è una responsabilità per la salute e per le generazioni future. L’esclusione di pesticidi e fertilizzanti chimici porta a suoli più vivi, diffusione di piante spontanee, sopravvivenza di insetti come le api.
La biodiversità e l’assenza di sostanze chimiche favorisce il turismo perché i visitatori rifuggono dalla campagna inquinata e dove ci sono rischi per la salute.
Scegliere la biodiversità in viticultura significa, ad esempio, valorizzare i vitigni autoctoni, varietà antiche e identitarie. Spesso si associa alla partecipazione a mercati contadini e azioni di educazione alimentare che rafforzano le comunità locali.






