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	<title>Dante &#8211; Cinelli Colombini</title>
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	<description>Wine destination: wine experiences, spa, accommodation</description>
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		<title>Vernaccia di San Gimignano, il bianco di Toscana</title>
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		<pubDate>Thu, 14 Jul 2016 07:25:19 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[<p><em>Le 16 torri di San Gimignano vegliano sui filari di Vernaccia, il vino bianco che migliora invecchiando e sa di pietra focaia</em></p>
<p>di Sara Mazzeschi</p>
<p>Ricordo bene la mia prima degustazione orizzontale, a Siena l’Enoteca Italiana aveva riunito nelle esclusive sale sotteranee molti produttori di <strong><a href="http://www.sangimignano.com/#" target="_blank">San Gimignano </a></strong> e per me, appena uscita dal 2°corso <strong>AIS</strong>, era un’incredibile occasione per conoscere meglio il vino bianco toscano per eccellenza, la <a href="http://www.vernaccia.it/" target="_blank"><strong>Vernaccia Docg</strong></a>.  Che delusione! Al sesto assaggio già i vini mi sembravano tutti uguali ed in più la beffa, quel bianco asciutto dal retrogusto amarognolo e minerale proprio  non “andava giù”! Ho impiegato un po’ di tempo e numerosi bicchieri per apprezzarlo ed oggi, come spesso accade nel mondo del vino, non solo ho cambiato idea ma  ne sono diventata un’appassionata estimatrice, soprattutto della versione Riserva.<span id="more-26696"></span></p>
<p>La buona parte dei grandi vini va conosciuta e capita, la convinzione che una bottiglia</p>
<p>da 98 punti su <strong>Wine Spectator</strong> ricordi l’ambrosia è assolutamente sbagliata e la Vernaccia non fa eccezione. Secondo disciplinare è ottenuta da uve dell’omonimo vitigno con possibilità, per un massimo del 10%, di altre uve a bacca bianca ma non aromatiche, un anno di attesa per la versione classica, 2 anni per la Riserva, prodotta con il meglio della vendemmia. Come è solito per le Docg toscane, vinificazione ed affinamento devono avvenire nell’area di produzione ossia nei vigneti del comune di San Gimignano, terreni ricchi di tufo, elemento che conferisce al vino la nota sapidità.&#8230;</p>
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		<title>Ossi di Morto, esiste una ricetta migliore per ricordare Montalcino?</title>
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		<pubDate>Tue, 22 Oct 2013 06:09:55 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Donatella]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Turismo alla Fattoria del Colle]]></category>
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		<description><![CDATA[<p><em><span style="font-size: 13px;">Gli <strong><a title="ossi di morto" href="http://cucina.corriere.it/ricette/chianti/64/ossi-morto_dd9745aa-1af9-11df-af4a-00144f02aabe.shtml" target="_blank" rel="noopener">ossi di morto</a></strong> sono deliziosi biscotti secchi a base di chiare d’uovo e mandorle. Sono tipici di <a href="http://www.comunedimontalcino.gov.it/index.php/it/" class="broken_link"><strong>Montalcino</strong></a> il paese del <strong>Brunello</strong> e dei beccamorti</span></em></p>
<h3>LA STORIA DI UN SOPRANNOME</h3>
<p>Il soprannome beccamorti affligge la popolazione di Montalcino dal lontano 1260 quando andarono alla battaglia di <a title="Montaperti " href="http://it.wikipedia.org/wiki/Battaglia_di_Montaperti" target="_blank" rel="noopener"><strong>Montaperti</strong> </a>con una tale lentezza da arrivare a scontri conclusi e i vincitori senesi li punirono costringendoli a seppellire i morti. E ce n’erano davvero tanti di cadaveri al punto che <strong><a title="Dante" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Dante_Alighieri" target="_blank" rel="noopener">Dante</a></strong> disse che il loro sangue colorava il torrente Arbia di rosso. Un episodio storico di cui non essere fieri che tuttavia fu riscattato da grandi prove di coraggio nei secoli successivi quando Montalcino difese la sua indipendenza fino a rimanere l’ultimo libero comune in Italia (1559).<br />
I biscotti ossi di morti si riferiscono alla battaglia di Montaperti? Nessuno lo sa.  Un tempo gli ossi di morto erano nei barattoli di vetro delle dispense di Montalcino tutto l’anno. Venivano cotti per ultimi nel forno a legna dei contadini, dopo il pane, le crostate e le mantovane, insieme ai sospiri, le soffici meringhe di chiare d’uovo e zucchero. <span id="more-14284"></span><br />
Ecco a voi gli ossi di morto di Montalcino, dei biscotti semplici da fare che accompagnano</p>
<p>stupendamente il <strong><a title="Vin Santo" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Vin_santo" target="_blank" rel="noopener">Vin Santo</a></strong> della <a href="https://www.cinellicolombini.it/cantine-e-vini/i-nostri-vini/"><strong>Fattoria del Colle</strong>.</a></p>
<h3>LA SPESA DA FARE</h3>
<p>Ingredienti per 4 persone:<br />
100g di farina, 300g di zucchero, 200 g di mandorle, 3 albumi d’uovo, 1 limone, olio extravergine d’oliva</p>
<h3>PREPARAZIONE</h3>
<p>Sollentare le mandorle e sgusciarle.&#8230;</p>
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		<title>Fontebranda, la fonte che parla della Siena medioevale</title>
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		<pubDate>Mon, 06 Jun 2011 08:42:40 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Donatella]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Turismo alla Fattoria del Colle]]></category>
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		<description><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><strong>A Siena c&#8217;è una fonte medioevale di cui hanno scritto Dante e Boccaccio. E&#8217; la Fontebranda, uno dei più bei monumenti della città gotica più importante del mondo. Oggi c&#8217;è un motivo in più per visitarla: ogni mezz&#8217;ora, per pochi minuti, nella fonte si sentono voci, suoni e canti del 1337.</strong></p>
<p>&#160;</p>
<p style="text-align: justify;">Entrare a Siena da <strong>porta di Fontebranda</strong> significa immergersi in un sogno gotico di bellezza e suggestioni con la grande abbazia domenicana a sinistra e il colle della cattedrale a destra. Pare di entrare in un dipinto del Trecento. Un’<strong>emozione fortissima</strong> legata all’integrità dei luoghi che appaiono intatti nonostante il passare dei secoli. Ma c’è di più: è possibile sentire dialoghi, rumori e musiche come se il tempo fosse tornato indietro a una <strong>mattina di giugno del 1337</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;">Per cinque minuti, ogni mezz’ora, sotto le volte di Fontebranda un sofisticato impianto elettronico crea un ambiente sonoro medioevale assolutamente verosimile: ecco arrivare Agnese con il suo corteggio nuziale, più in là ci sono le sue amiche che cantano, poi passano i dottori molestati dal cattivo odore dei conciatori &#8230; Parlano in “<strong>volgare</strong>” l’antenato dell’italiano, sovrastando i rumori di una città brulicante e laboriosa. Un pezzetto di storia quotidiana che sembra del tutto naturale sotto le volte di Fontebranda.</p>
<p style="text-align: justify;">Per aiutare la comprensione c’è un pannello con la trascrizione in italiano e inglese, oltre ad un video di animazione che riproduce le stesse scene.<br />
Fontebranda a Siena, una delle più belle e celebri <strong>fonti medioevali</strong>, citata da <strong><a title="Dante sommo poeta, autore della Divina commedia" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Dante_Alighieri" target="_blank" rel="noopener">Dante</a> </strong>e <strong>Boccaccio</strong> ma soprattutto legata alla storia di <strong><a title="Santa Caterina da Siena" href="http://www.santacaterinadasiena.org/" target="_blank" rel="noopener">Santa Caterina</a></strong>, che abitava poco lontano.&#8230;</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.cinellicolombini.it/vivi-e-rivivi-lesperienza-in-fattoria/fontebranda-la-fonte-che-parla-della-siena-medioevale/">Fontebranda, la fonte che parla della Siena medioevale</a> sembra essere il primo su <a rel="nofollow" href="https://www.cinellicolombini.it">Cinelli Colombini</a>.</p>
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