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	<title>Fulvio Mattivi &#8211; Cinelli Colombini</title>
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	<description>Wine destination: wine experiences, spa, accommodation</description>
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		<title>Il vino in casa invecchia prima</title>
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		<pubDate>Thu, 27 Mar 2014 08:06:42 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Donatella]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[I nostri vini, le cantine]]></category>
		<category><![CDATA[brunello]]></category>
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		<category><![CDATA[Fondazione Mach Istituto di San Michele all'Adige]]></category>
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		<category><![CDATA[invecchiamento del vino tenuto in casa]]></category>
		<category><![CDATA[L'influenza della conservazione sull'età chimica dei vini rossi]]></category>
		<category><![CDATA[San Michele all'Adige]]></category>

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		<description><![CDATA[<p><em>L&#8217;<a title="invecchiamento del vino" href="http://www.vinostore.it/argomese/nov01.php" target="_blank"><strong>invecchiamento del vino</strong> <strong>tenuto in casa</strong></a> è 4 volte più veloce che in cantina. Questa la scoperta della <strong><a title="Fondazione Mach" href="http://www.fmach.it/" target="_blank">Fondazione Edmund Mach –Istituto di San Michele all&#8217;Adige</a></strong></em></p>
<p>Di <strong><a title="Donatella Cinelli Colombini cantine Brunello Chianti Orcia DOC" href="https://www.cinellicolombini.it/" target="_blank">Donatella Cinelli Colombini</a></strong></p>
<p>Il maggior centro di ricerca enologica italiano, conferma quello che i produttori di vini a grande invecchiamento sapevano per esperienza diretta: la conservazione domestica è un autentico killer per il vino. E infatti le parole del Professor<strong> <a title="Fulvio Mattivi" href="http://cri.fmach.eu/eng/Research/Food-Quality-and-Nutrition/Food-Quality/people/Fulvio-Mattivi" target="_blank">Fulvio Mattivi</a></strong>autore della ricerca pubblicata su “Metabolomics” non lasciano spazio a dubbi &#60;&#60;Sei mesi in appartamento fanno raggiungere al vino una età chimica che corrisponde ad un affinamento di due anni nelle condizioni ideali di cantina&#62;&#62;.<br />
Alla fine è sempre valido il consiglio che mio nonno Giovanni Colombini dava ai clienti del suo <strong>Brunello</strong> &#60;&#60;il vino è fatto per essere bevuto non guardato&#62;&#62;.<span id="more-16228"></span></p>
<p>La pubblicazione di Mattivi intitolata “<strong><a title="Articolo di Fulvio Mattivi" href="http://www.fmach.it/Comunicazione/Ufficio-stampa/Comunicati-Stampa/Conservazione-del-vino-in-casa-invecchia-quattro-volte-piu-rapidamente" target="_blank">L&#8217;influenza della conservazione sull&#8217;età chimica dei vini rossi</a></strong>” evidenzia, dati alla mano, come la</p>
<p>temperatura domestica determini «la formazione di composti, mai osservati prima, che nascono dall&#8217;unione tra i tannini e l&#8217;anidride solforosa accelerando l&#8217;invecchiamento del vino rosso». Per giungere a questi risultati sono state monitorate 400 bottiglie di Sangiovese di vetro scuro e chiuse con tappo di sughero. 200 di esse sono state tenute nella cantina dell’Istituto di San Michele all’Adige dove le condizioni sono ideali (temperatura fra i 15 e i 17°C, umidità al 70%, buio). Le altre 200 hanno avuto una conservazione simile a quella di un appartamento – distese al buio ed</p>
<p>a una temperatura di 20-27°C.&#8230;</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.cinellicolombini.it/vigne-e-vini/il-vino-in-casa-invecchia-prima-2/">Il vino in casa invecchia prima</a> sembra essere il primo su <a rel="nofollow" href="https://www.cinellicolombini.it">Cinelli Colombini</a>.</p>
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		<title>La disfida del puro Sangiovese va in scena a Montalcino</title>
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		<pubDate>Mon, 20 May 2013 06:53:52 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Donatella]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[<p><em>Nessuno prima del <a title="Brunello" href="https://www.cinellicolombini.it/it/vini/casato-prime-donne/136-brunello-di-montalcino-docg"><strong>Brunello</strong> </a>aveva tentato di certificare la tipologia e la zona d&#8217; origine dell’uva usata per il vino ma a <strong><a title="Montalcino" href="http://www.montalcinonet.com/" target="_blank">Montalcino</a></strong> ci sono riusciti</em></p>
<p>Un convegno, il 24 maggio dalle 9,30, nel teatro di Montalcino, metterà fine a una polemica durata 4 anni fra chi sostiene che il DNA è il sistema migliore per accertare se il Brunello è fatto con 100% Sangiovese e chi invece, come il  <strong>Consorzio del Brunello, </strong>ha puntato sugli antociani per avere la stessa certificazione.</p>
<p>Nel rispetto di tutta la ricerca scientifica, al convegno verranno presentati entrambi gli studi. La Dottoressa Vignani, maggiore sostenitrice dell’indagine fatta con il DNA, confronterà il suo metodo con quello dell’equipe della fondazione <strong><a title="fondazione Edmund Mach Istituto di San Michele All'Adige" href="http://www.fmach.it/" target="_blank">Edmund Mach &#8211; Istituto di San Michele all’Adige</a></strong> guidata dal Professor <a title="Fulvio Mattivi" href="http://cri.fmach.eu/Research/Food-Quality-and-Nutrition/Food-Quality/people/Fulvio-Mattivi" target="_blank"><strong>Fulvio Mattivi</strong> </a>che ha sviluppato il profilo antocianico del Brunello per conto del Consorzio.</p>
<p>Un confronto leale sul piano scientifico che speriamo metterà fine a un lungo scontro dove non sono mancate le accuse. In qualche blog serpeggiava il sospetto che il Consorzio non volesse un sistema capace di rivelare l’uva usata per il Brunello. Invece la dirigenza del Brunello questo sistema lo ha cercato con decisione e lo ha trovato.<span id="more-12477"></span> 5 anni di lavoro e 150.000 € di investimento, la collaborazione con l’istituto di ricerca enologica più importante d’Italia</p>
<p>e ora arriva il metodo di indagine capace di certificare tutto il Brunello , in modo certo e a costi ragionevoli. Il sistema si basa sul profilo antocianico di 17 elementi che danno una sorta di impronta digitale specifica del Sangiovese.&#8230;</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.cinellicolombini.it/vigne-e-vini/la-disfida-del-puro-sangiovese-va-in-scena-a-montalcino/">La disfida del puro Sangiovese va in scena a Montalcino</a> sembra essere il primo su <a rel="nofollow" href="https://www.cinellicolombini.it">Cinelli Colombini</a>.</p>
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		<title>A tutto Vinitaly</title>
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		<pubDate>Wed, 10 Apr 2013 06:49:19 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Donatella]]></dc:creator>
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		<category><![CDATA[Fulvio Mattivi. Steive Kim]]></category>
		<category><![CDATA[Informatore Agrario]]></category>
		<category><![CDATA[Veronafiere]]></category>
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		<description><![CDATA[<p><em>Le facce, le speranze e il lavoro dei produttori del vino durante la più grande fiera italiana. Le coraggiose proposte di <strong><a title="Veronafiere" href="http://www.veronafiere.it/" target="_blank">Veronafiere</a></strong> per l’Asia</em></p>
<p>Di <strong><a title="Donatellla Cinelli Colombini" href="https://www.cinellicolombini.it/" target="_blank">Donatella Cinelli Colombini</a></strong></p>
<p>Stupisce l’assenza dei mostruosi imbottigliamenti stradali degli anni scorsi anche se i padiglioni di Vinitaly erano strapieni di gente come mai prima. Da aver paura a prendere le scale mobili per la paura di non riuscire a scendere.</p>
<p>La cosa che  esprime la voglia di darsi da fare è il tipo di scarpe  ai piedi della gente: niente tacchi e tante scarpe da trekking, della serie &#8220;non ci ferma nessuno!&#8221;  Nel ristorante delle <strong><a title="Donne del Vino" href="http://ledonnedelvino.com/" target="_blank">Donne del Vino</a></strong>, il primo giorno di fiera, hanno continuato a servire pranzi fino alle cinque di sera tale era l’affollamento.  <span id="more-12172"></span><br />
Forse è solo impressione ma qualcosa sembra cambiato.  E’ come se il settore vino, ancora piuttosto in salute grazie all’esportazione, rimanesse un’isola nel</p>
<p>mare in tempesta dell’Italia che affonda nella crisi. E che crisi! Tutti i produttori <a title="Vinitaly" href="http://www.vinitaly.com/" target="_blank"><strong> Vinitaly</strong> </a>hanno in tasca una lunga lista di clienti insolventi e sperano che almeno qualcuno venga per pagare e riordinare.<br />
Tuttavia il sentimento delle cantine è positivo, c’è voglia di fare e soprattutto caccia ai nuovi importatori. E quanti ce ne sono! Soprattutto russi e cinesi, ma anche polacchi, tedeschi &#8230; insomma tanti affari in vista.</p>
<p>Le idee più grandiose e innovative arrivano da Veronafiere che propone una sorta di Wine Club di produttori di eccellenza per vendere in Cina attraverso il web.&#8230;</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.cinellicolombini.it/vigne-e-vini/a-tutto-vinitaly/">A tutto Vinitaly</a> sembra essere il primo su <a rel="nofollow" href="https://www.cinellicolombini.it">Cinelli Colombini</a>.</p>
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