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	<title>Linda Bisson &#8211; Cinelli Colombini</title>
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	<description>Wine destination: wine experiences, spa, accommodation</description>
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		<title>Lieviti autoctoni e i profumi del vino</title>
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		<pubDate>Fri, 11 Nov 2016 08:00:27 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Donatella]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Vino, studi, news, gossip]]></category>
		<category><![CDATA[casato prime donne]]></category>
		<category><![CDATA[Donatella Cinelli Colombini]]></category>
		<category><![CDATA[Enobiotech]]></category>
		<category><![CDATA[Linda Bisson]]></category>
		<category><![CDATA[Trebicchieri]]></category>

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		<description><![CDATA[<p><em>Lieviti autoctoni influenzano l’aroma dei vini più del terreno. La rivoluzionaria scoperta arriva dalla Nuova Zelanda ed è rilanciata da Attilio Scienza</em></p>
<p>Di <strong><a href="https://www.cinellicolombini.it/it/offerte/agriturismo" target="_blank">Donatella Cinelli Colombini</a></strong>, <strong>Montalcino</strong>, <strong><a href="https://www.cinellicolombini.it/it/cantine/casato-prime-donne" target="_blank">Casato Prime Donne</a></strong></p>
<p>E pensare che fino a vent’anni fa l’inoculo di lieviti industriali, selezionati chi sa dove, sembrava l’unico modo per effettuare fermentazioni perfette! Chiedere a un enologo di vinificare in modo spontaneo equivaleva a una minaccia e portava a risposte del tipo &#60;&#60; ma lei vuole fare del buon vino o no?&#62;&#62; .<br />
Poi, come in tanti altri casi, la natura ha dimostrato di saper fare meglio dell’uomo e i lieviti addomesticati ( si chiamano proprio così per la plasticità del loro genoma) hanno manifestato una spinta all’omologazione che è l’esatto opposto della direzione della civiltà attuale.</p>
<p><strong><a href="http://www.gamberorosso.it/images/settimanaletrebicchieri/15_09_2016print.pdf" target="_blank">Trebicchieri</a></strong> periodico web del Gambero Rosso pubblica un articolo di Attilio Scienza che commenta le recenti scoperte di un gruppo di ricercatori neo zelandesi sui <strong>lieviti indigeni</strong> e la loro enorme influenza sui <strong>caratteri identitari dei vini</strong>. Le indagini effettuate su Sauvignon di sei zone diverse hanno addirittura rivelato che i lieviti influenzano i caratteri sensoriali dei vini più del terreno o del clima. In termini più tecnici i ricercatori hanno visto che l’aroma di questi vini dipendeva da 39 metaboliti che i lieviti producevano durante la fermentazione. 29 di questi metaboliti variavano da zona a zona.<span id="more-27651"></span> In un primo momento hanno pensato che queste differenze derivassero dal terreno o dal clima ma sequenziando il genoma dei lieviti di ogni zona si sono accorti di variazioni importanti.&#8230;</p>
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		<title>Lieviti autoctoni dei calabroni nel nostro Brunello</title>
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		<pubDate>Tue, 13 Nov 2012 07:24:21 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Donatella]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[I nostri vini, le cantine]]></category>
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		<category><![CDATA[Montalcino]]></category>

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		<description><![CDATA[<p><em>I lieviti indigeni sono trendy e sempre più spesso vengono usati per salvaguardare la tipicità del vino come ha fatto <a title="Donatella Cinelli Colombini - produttrice in Toscana" href="http://www.facebook.com/pages/Donatella-Cinelli-Colombini/143201102433467" target="_blank"><strong>Donatella Cinelli Colombini </strong> </a></em></p>
<p>Ma è una trovata di marketing o un reale elemento di identità?</p>
<p>Noi crediamo che siano davvero un elemento identitario. Al <strong>Casato Prime Donne</strong> di <strong><a title="Montalcino - comune" href="http://www.montalcinonet.com/" target="_blank">Montalcino</a></strong> usiamo lieviti autoctoni selezionati nel 2008.  Non è una contraddizione. Si tratta di una pratica scientificamente ineccepibile ( per noi realizzata nei laboratori Oliver Ogar): è infatti possibile isolare ceppi presenti in una fermentazione spontanea per poi riprodurli in laboratorio e utilizzarli nella produzione. Noi ne abbiamo sperimentati tre e uno di essi con risultati strepitosi. Nella logica di aumentare l’interscambio con la vigna e gli insetti è stata costruita la tinaia – battezzata tinaia del vento &#8211; in cui vinificare il <a title="Brunello di Montalcino" href="https://www.cinellicolombini.it/it/vini/casato-prime-donne/136-brunello-di-montalcino-docg">Brunello</a> in tini tronco conici a cappello aperto. I risultati sono stati eccellenti.</p>
<p>Ma andiamo a vedere cosa ha scoperto la scienza sui lieviti autoctoni.  <strong>Linda Bisson </strong> dell’Università di Davis ha recentemente pubblicato un articolo sull’ “American Journal of Enology and Viticulture”  intitolato “Origine geografica e diversità dei ceppi di lieviti vinari”. In base alle sue ricerche il 95% dei lieviti Saccharomyces presenti nei mosti di tutto il mondo appartengono a un solo insieme da dividere in 5 sottogruppi,  il maggiore dei quali è il “centroeuropeo”. <span id="more-9688"></span></p>
<p>Due tipologie di lieviti vinari -lo “Champagne” e il “UCD 522”- sono localizzati in parti diverse del mondo come se l’uomo li avesse portati con se nelle sue prime migrazioni in epoca neolitica.&#8230;</p>
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