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	<title>Yantai Changyu &#8211; Cinelli Colombini</title>
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	<description>Wine destination: wine experiences, spa, accommodation</description>
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		<title>Il mercato cinese del vino sta per chiudersi?</title>
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		<pubDate>Mon, 01 Jul 2013 06:55:47 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Donatella]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Vino, studi, news, gossip]]></category>
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		<category><![CDATA[pannelli fotovoltaici]]></category>
		<category><![CDATA[tasse sul vino]]></category>
		<category><![CDATA[Yantai Changyu]]></category>

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		<description><![CDATA[<p><em>L’Unione Europea mette dazi sui <strong><a title="pannelli fotovoltaici cinesi" href="http://www.repubblica.it/economia/2013/06/05/news/dazi_cina_ue_vino-60403814/?rss" target="_blank">pannelli fotovoltaici cinesi</a></strong> e il gigante asiatico minaccia di mettere <strong>tasse sul vino</strong> di importazione </em></p>
<p><strong>Letto per voi</strong> da <strong><a title="Donatella Cinelli Colombini" href="https://www.cinellicolombini.it/" target="_blank">Donatella Cinelli Colombini</a></strong></p>
<p>Una lotta con risvolti inquietanti e vendette trasversali. Pare infatti che i pannelli solari cinesi abbiano componenti inquinanti oltre che essere prodotti con poche garanzie sanitarie per i lavoratori. Il risultato è un prezzo davvero basso. Il consorzio di imprese Europee <strong><a title="http://www.prosun.org/" href="http://www.prosun.org/" target="_blank">Eu ProSun</a></strong> capeggiato dalle industrie tedesche, ha giudicato scorretta la concorrenza cinese e ha chiesto l’applicazione di dazi antidumping. Dopo 9 mesi di indagini, Bruxelles ha deciso di applicarli in via provvisoria, come precedentemente hanno fatto in USA.<br />
Le autorità cinesi stanno studiando la contromossa e, come avviene in questi casi, si tratta di una “vendetta trasversale”. <span id="more-12867"></span></p>
<p>Le voci, riportate dal “Wall Street Journal” parlano infatti di nuovi dazi sul vino di importazione. Tasse che andrebbero a colpire soprattutto i Paesi maggiori esportatori cioè Francia (612,35 mil di euro nel 2012), Spagna (87,51) e Italia (75,01). La tattica politica è conosciuta: vengono toccati interessi di Paesi diversi dalla Germania, dove si concentra la produzione di pannelli solari, per creare una opposizione politica ai dazi di cui si avvantaggerebbero i tedeschi. E’ inoltre da sottolineare che la produzione cinese di vino è in continuo aumento e il colosso <strong>Yantai Changyu</strong>, con i suoi 16.700 è ormai il vignaiolo più grande del mondo. Per capire la dimensione di questa impresa basti dire che regioni come il Trentino Alto Adige, l’Umbria o le Marche hanno una superficie vitata inferiore.&#8230;</p>
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		<title>Il vino dei giganti mondiali</title>
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		<pubDate>Thu, 03 May 2012 07:27:36 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Donatella]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Vino, studi, news, gossip]]></category>
		<category><![CDATA[Bernard Arnault]]></category>
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		<category><![CDATA[Giv Cantine Riunite]]></category>
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		<category><![CDATA[Yantai Changyu]]></category>

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		<description><![CDATA[<p><em>Costellation, <strong><a title="Lvmh " href="http://www.lvmh.com/" target="_blank">LVMH</a></strong>, Treasury Wine, Distell Group,  Concha y Toro queste sono le 5 cantine più grandi del mondo  e nessuna di loro è italiana</em></p>
<p>La prima tricolore è la Giv -Cantine Riunite settima con 449 milioni di Euro di fatturato annuo. Sembra una cifra enorme ma in realtà è un quinto della statunitense Costellation che vanta un business di 2.494 milioni di Euro. Il secondo in classifica è il gruppo Lvmh , con 1.664.000.000 €. Si tratta del colosso francese del lusso costituito da <strong><a title="Bernard Arnault" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Bernard_Arnault" target="_blank">Bernard Arnault</a></strong>.  La sigla &#8211; LVMH &#8211; Luis Vuitton Moet  Hennessy  &#8211;  indica un aggregato di 60 griffe di moda, gioielleria, profumi e vino.  C’è di tutto: dal re dei diamanti De Beers,   al re dei vini da dessert  Chateau d’Yquem ,  al monopolio delle grandi case  di Champagne fino all’ultimo acquisto Bulgari.<span id="more-7215"></span></p>
<p>Il leader mondiale del lusso commercializza vini completamente diversi da quelli delle due  cantine italiane nella classifica delle top 20</p>
<p>del mondo. La Caviro di Faenza, all’11° posto,  è nota per il Tavernello che con i suoi  181 milioni di litri di cui 34 all’estero  è il marchio italiano più venduto  nel mondo.</p>
<p>Nel panorama dei primi, dove dominano i francesi , i cileni e australiani, compare anche una cantina cinese, la <a title="Yantai Changyu" href="http://www.google.com/finance?cid=673312#" target="_blank"><strong>Yantai Changyu</strong> </a>al sesto posto con 532 milioni di € di fatturato annuo. E’ un gruppo, questo,  in velocissima ascesa che produce e vende interamente nel proprio Paese.  Ma è proprio nella classifica delle esportazioni che i valori fra le cantine più grandi del mondo tendono a livellarsi.&#8230;</p>
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