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	<title>Luigi Moio &#8211; Cinelli Colombini</title>
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	<description>Wine destination: wine experiences, spa, accommodation</description>
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		<title>GLI INNOVATORI DEL VINO ITALIANO 3</title>
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		<pubDate>Wed, 06 Mar 2024 06:00:04 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Donatella Cinelli Colombini]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Personaggi e Luoghi]]></category>
		<category><![CDATA[Donatella Cinelli Colombini]]></category>
		<category><![CDATA[Enoteca Pinchiorri]]></category>
		<category><![CDATA[Gino Veronelli]]></category>
		<category><![CDATA[Lorenzo Bencistà Falorni]]></category>
		<category><![CDATA[Luigi Moio]]></category>
		<category><![CDATA[Vincenzo Buonssisi]]></category>
		<category><![CDATA[winedestination]]></category>

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		<description><![CDATA[<p><strong><em>Più vado avanti nella ricerca dei 100 personaggi che hanno rivoluzionato il vino italiano, più mi rendo conto del valore del coraggio, del talento, di dare l’esempio</em></strong></p>
<p>di <a href="https://www.cinellicolombini.it/cantine-e-vini/i-nostri-vini/" target="_blank" rel="noopener"><strong>Donatella Cinelli Colombini</strong></a> #<a href="https://www.cinellicolombini.it/cantine-e-vini/i-nostri-vini/" target="_blank" rel="noopener"><strong>winedestination </strong></a></p>
<p>A volte, il percorso professionale di queste persone visionarie, è giudicato da una scalata ambiziosa, perché, per cambiare le cose, serve anche un palcoscenico che renda visibile la nuova proposta. E non sempre è facile da conquistare questo palcoscenico. Anche quando non bisogna combattere, le contropartite sono pesanti come mi insegnò Sergio Zavoli &#60;&#60;il successo ha sempre un prezzo&#62;&#62; c’è chi viene tradito dalla moglie, chi ha i figli drogati, chi non ha amici e rimane da solo … il contesto sociale italiano non ammira chi riesce, come negli USA, ma lo invidia e a gode della sua rovina.<br />
Strano posto questa nostra meravigliosa Italia!<br />
Per questo forse, non c’è ancora una lista degli uomini e delle donne che hanno cambiato il mondo del vino ed io sto provando a raccogliere i loro profili con mezzi più che artigianali. Vi invito ad aiutarmi mandandomi nomi e 5 righe di spiegazione. Per arrivare a 100 profili ho bisogno di idee e suggerimenti donatella@cinellicolombini.it . Oggi vi propongo 5 profili che forse non vi aspettate, ma ognuno a suo modo, è un rivoluzionario.<span id="more-81782"></span></p>
<h4></h4>
<p>&#160;</p>
<h4>LUIGI MOIO IL SUPER ENOLOGO</h4>
<p><a href="https://www.unina.it/-/26062745-luigi-moio-presidente-dellorganizzazione-internazionale-del-vino-e-della-vigna" target="_blank" rel="noopener"><strong>Luigi Moio</strong></a> è il presidente dell’OIV, Organisation Internationale de la Vigne et du Vin, cioè l’ONU del vino dove vengono firmati gli accordi internazionali, ad esempio quelli sulle etichette.&#8230;</p>
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		<title>IL VINO E LO SCIMPANZE’</title>
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		<pubDate>Fri, 02 Jun 2023 05:00:28 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Donatella Cinelli Colombini]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Vino, studi, news, gossip]]></category>
		<category><![CDATA[Darwin]]></category>
		<category><![CDATA[Donatella Cinelli Colombini]]></category>
		<category><![CDATA[enzimi capaci di metabolizzare l’alcol]]></category>
		<category><![CDATA[Il Gusto]]></category>
		<category><![CDATA[Luigi Moio]]></category>

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		<description><![CDATA[<p><em><strong>La vite diffusa dagli uccelli che mangiavano l’uva e metabolizzavano l’alcol e le scimmie più capaci di mangiare frutta fermentata che diventano umani</strong></em></p>
<p>&#160;</p>
<p>Di <a href="https://www.cinellicolombini.it/cantine-e-vini/visite-e-degustazioni/" target="_blank" rel="noopener"><strong>Donatella Cinelli Colombini</strong></a></p>
<p>Ho sentito questo racconto, per la prima volta, circa un anno fa, per bocca di <a href="https://www.museoartevino.it/wp-content/uploads/2016/01/prof.-Luigi-Moio-Brevi-note-biografiche.pdf" target="_blank" rel="noopener"><strong>Luigi Moio</strong></a>, Presidente dell’<a href="https://www.oiv.int/it" target="_blank" rel="noopener"><strong>OIV</strong> </a>cioè dell’ONU del vino, l’organismo che riunisce quasi tutti i Paesi produttori di vino del mondo e media sulle loro esigenze dando ai governi una soluzione condivisa.</p>
<p>&#160;</p>
<h4>IL PROFESSOR MOIO E GLI SCIMPANZE’ CONSUMATORI DI FRUTTA FERMENTATA</h4>
<p>Il Professor Moio raccontò la storia del vino partendo dagli scimpanzè che mangiavano la frutta caduta a terra e leggermente fermentata. Frutta in cui una parte delle molecole di zucchero si erano trasformate in alcol. Ebbene gli scimpanzè capaci di metabolizzare queste molecole diventavano più forti, socievoli e vivaci prevalendo sugli altri e facendo quella selezione della specie efficacemente descritta da <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Charles_Darwin" target="_blank" rel="noopener"><strong>Darwin</strong></a>, che porta alla razza umana. Durante lo scorso Vinitaly ho letto un articolo de <a href="https://www.repubblica.it/il-gusto/" target="_blank" rel="noopener"><strong>Il Gusto</strong></a>, supplemento de La Repubblica, intitolato <em>“<strong>L’uomo, l’alcool e la variante proteica dello scimpanzè</strong>”</em>. L’inizio è molto tecnico con la spiegazione della molecola dell’alcool etilico e della sua straordinaria capacità calorica, biochimica e neuroattiva. Poi cominciano le sorprese.<span id="more-78043"></span></p>
<p>&#160;</p>
<h4>GLI UCCELLI MANGIATORI D’UVA E LA DIFFUSIONE DELLE VITI NEL MONDO</h4>
<p>Nella diffusone della vite hanno un ruolo determinante gli uccelli che, mangiando acini maturi, metabolizzano la buccia e il succo ma non il seme, cioè il vinacciolo che viene rilasciato con gli escrementi anche a molti chilometri di distanza dando origine a nuove piante.&#8230;</p>
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		<title>Lieviti indigeni non caratterizzano il vino</title>
		<link>https://www.cinellicolombini.it/forum/lieviti-indigeni-non-caratterizzano-il-vino/</link>
		<comments>https://www.cinellicolombini.it/forum/lieviti-indigeni-non-caratterizzano-il-vino/#respond</comments>
		<pubDate>Mon, 07 Feb 2022 08:24:17 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Donatella Cinelli Colombini]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Vino, studi, news, gossip]]></category>
		<category><![CDATA[casato prime donne]]></category>
		<category><![CDATA[David A. Mills]]></category>
		<category><![CDATA[Donatella Cinelli Colombini]]></category>
		<category><![CDATA[enologa e docente a Bordeaux Sciences Agro]]></category>
		<category><![CDATA[Isabelle Masneuf-Pomarède]]></category>
		<category><![CDATA[Luigi Moio]]></category>
		<category><![CDATA[Oenofrance]]></category>

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		<description><![CDATA[<p><strong><em>Gli studi dell’Università di Bordeaux sui lieviti “di terroir” rivoluzionano le convinzioni sulle vinificazioni spontanee: i lieviti indigeni sono ininfluenti</em></strong></p>
<p>&#160;</p>
<p>Di <a href="https://www.cinellicolombini.it/wine-destination/" target="_blank" rel="noopener"><strong>Donatella Cinelli Colombini</strong></a></p>
<p>I lieviti indigeni sono troppo pochi e troppo simili a tutti gli altri per influenzare le caratteristiche del vino. Questo emerge dagli studi di <a href="https://www.youtube.com/watch?v=D23o53H80gU" target="_blank" rel="noopener"><strong>Isabelle Masneuf-Pomarède</strong></a> presentati alla Cité du Vin a Bordeaux che ha scatenato reazioni in tutto il mondo.<br />
L’argomento è complesso e per capirne i caratteri bisogna spendere qualche parola in più.</p>
<p>&#160;</p>
<h4>LUIGI MOIO E LE FERMENTAZIONI SPONTANEE</h4>
<p>E’ qualcosa su cui Luigi Moio batte da tempo dicendo che le fermentazioni spontanee sono capaci di creare più rischi che benefici, sorprendentemente proprio nelle buone vendemmie.<br />
Ora arriva una prova scientifica che tocca un nervo scoperto della comunità del vino: i lieviti indigeni sono troppo pochi e troppo simili agli altri per caratterizzare il vino in modo territoriale. Quasi a dire che i caratteri quasi “dialettali” derivanti dalle fermentazioni spontanee sono collegabili agli effetti dei lieviti apiculati e ossidativi che si bloccano solo quando l’alcool comincia a salire e l’ossigeno comincia a scarseggiare lasciando spazio ai lieviti fermentativi. Secondo <a href="https://www.lucianopignataro.it/a/luigi-moio-lieviti-indigeni-lieviti-selezionati-vino/129269/" target="_blank" rel="noopener"><strong>Luigi Moio</strong></a>, essi &#60;&#60;producono anche rilevanti quantità di “scarti” indesiderati, il principale dei quali è l’acido acetico&#62;&#62; già questo è un bel problema (e spiega la maggiore durata delle fermentazioni spontanee) ma ce n’è anche un altro &#60;&#60;alcuni ceppi, sia tra quelli lenti sia tra quelli rapidi …. possono generare quantità sensorialmente percepibili di odori repulsivi d’idrogeno solforato o di anidride solforosa&#62;&#62;.&#8230;</p>
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		<title>I 10 migliori libri su vini e spiriti</title>
		<link>https://www.cinellicolombini.it/forum/i-10-migliori-libri-su-vini-e-spiriti/</link>
		<comments>https://www.cinellicolombini.it/forum/i-10-migliori-libri-su-vini-e-spiriti/#respond</comments>
		<pubDate>Mon, 28 Aug 2017 07:06:28 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Donatella]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Vino, studi, news, gossip]]></category>
		<category><![CDATA[casato prime donne]]></category>
		<category><![CDATA[Donatella Cinelli Colombini]]></category>
		<category><![CDATA[Drinks Business]]></category>
		<category><![CDATA[John Szabo]]></category>
		<category><![CDATA[Kathering Cole]]></category>
		<category><![CDATA[Luigi Moio]]></category>

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		<description><![CDATA[<p><em>Cosa devi leggere se vuoi essere un wine lover aggiornato? Questi sono i migliori 10 libri su vini e spiriti recenti scelti da The Drinks Business</em></p>
<p>Di <strong><a href="https://www.cinellicolombini.it/it/agriturismo/soggiorni-toscana-agriturismo-ville" target="_blank">Donatella Cinelli Colombini</a>,</strong> <strong>Brunello</strong>, <strong><a href="https://www.cinellicolombini.it/it/cantine/casato-prime-donne" target="_blank">Casato Prime Donne</a></strong></p>
<p>L’elenco di <a href="https://www.thedrinksbusiness.com/2017/04/top-10-new-drinks-books-2/2/" target="_blank"><strong>Drinks Business</strong> </a>contiene due perle degne di nota il libro sui rosè di <strong><a href="http://katherinecole.com/rose-all-day/" target="_blank">Kathering Cole</a></strong> e quello sui vini delle zone vulcaniche di <a href="http://www.johnszabo.com/about/" target="_blank"><strong>John Szabo</strong></a> per il resto mostra da prodigiosa capacità britannica di ignorare tutto quello che non è scritto in inglese. Ecco che <strong>Il respiro del vino</strong> di <strong><a href="http://www.quintodecimo.it/" target="_blank">Luigi Moio</a></strong> svanisce nel nulla. Tuttavia mostra come le idee curiose e coraggiose facciano breccia … come dire &#60;&#60;se non ti distingui ti estingui&#62;&#62;<span id="more-32893"></span></p>
<ul>
<li>Henry Jeffreys Empire of Booze come dire la bexit alla rovescia. La storia di come la politica e l’imperialismo britannico abbiano influenzato la diffusione di certi alcolici dando loor una diffusione mondiale; ecco che il Madeira deve molto alla sua capacità di sopportare i lunghi viaggi verso le località più calde del regno mentre il whisky era il preferito dagli inglesi delle colonie che desideravano un gusto di casa.</li>
<li>Bianca Bosker Cork Dork il mondo dei cacciatori di super bottiglie disto da dentro</li>
<li>Laura Becherer e Cameo Marlatt Keen A Drink of One’s Own 50 cocktail ispirate a altrettante scrittrici</li>
<li>Fotografie di Andy Katz testi di Jane Anson The Club of Nine cioè le cantine francesi da mito Lafite, Latour, Margaux, Petrus, Mouton, Haut Brion, Ausone, Yquem, Cheval Blanc- fotografate in bianco e nero e raccontate in tanti aneddoti poco conosciuti</li>
<li>Brian Silva Mixing in the Right Circles il mito dei barman londinesi racconta la storia dei cocktail e il suo vissuto insieme al modo per prepararli</li>
<li>Kathering Cole Rosè All Day an essential guide to your new favourite wine questo proprio non poteva mancare perché è la moda del momento: una guida ai rosati di tutto il mondo compreso quello famosissimo di Brad Pitt</li>
<li>Oskar Kinberg Cocktail Cookbook quanto la linea di separazione fra cibo e bevanda può essere sottile</li>
<li>John Szabo Volcanic Wines è il libro dell’anno, quello che sta creando una nuova categoria di vini e sancisce la moda dei vigneti su terreni neri.</li>
</ul>
<p>&#8230;</p>
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		<item>
		<title>Vitigni autoctoni e critica enologica è vero amore?</title>
		<link>https://www.cinellicolombini.it/forum/vitigni-autoctoni-e-critica-enologica-e-vero-amore/</link>
		<comments>https://www.cinellicolombini.it/forum/vitigni-autoctoni-e-critica-enologica-e-vero-amore/#respond</comments>
		<pubDate>Mon, 30 Jan 2017 08:19:13 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Donatella]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Vino, studi, news, gossip]]></category>
		<category><![CDATA[Cenerentola]]></category>
		<category><![CDATA[Donatella Cinelli Colombini]]></category>
		<category><![CDATA[Luigi Moio]]></category>
		<category><![CDATA[Orcia Doc]]></category>

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		<description><![CDATA[<p><em>Gli esperti ne parlano tanto ma li assaggiano poco. Vitigni autoctoni, le denominazioni minori sembrano più amate dai consumatori che dai critici del vino</em></p>
<p>Di <strong><a href="https://www.cinellicolombini.it/it/offerte" target="_blank">Donatella Cinelli Colombini</a></strong>, <strong><a href="https://www.cinellicolombini.it/it/vini/fattoria-del-colle/142-leone-rosso-doc-orcia" target="_blank">Orcia Doc</a></strong>,<strong><a href="https://www.cinellicolombini.it/it/vini/fattoria-del-colle/140-cenerentola-doc-orcia" target="_blank"> Cenerentola</a></strong></p>
<p>Una frase, di qualche giorno fa, di un amico giornalista, mi ha fatto molto riflettere &#60;&#60;la critica del vino fa poche scoperte, non esplora nuovi territori, o vitigni minori e non cerca nuove cantine&#62;&#62;. Forse non è del tutto vero ma in parte è così, soprattutto qui in Europa e soprattutto in Francia. I giudizi sui vini e le denominazioni sono molto stabili e rispecchiano rendite di posizione costruite nel tempo. Un mix di qualità intrinseca, rete commerciale, prezzo, investimenti nella comunicazione … elementi a cui va aggiunto l’istinto alla coerenza di ogni essere umano per cui anche i critici enologici tendono a non smentirsi e difficilmente stroncano le cantine che precedentemente hanno esaltato. Tutto questo creata una situazione quasi bloccata che penalizza le denominazioni, i<strong> vitigni autoctoni </strong>minori o le cantine che, pur non avendo grandi mezzi, meriterebbero più attenzione.</p>
<p>Ecco che invece il mercato e i consumatori più evoluti cercano proprio queste rarità, premiano la diversità, vogliono sorprendersi. Ovviamente per le piccole denominazioni e per i <strong>vitigni minori</strong> la strada è tutta in salita perché le cantine devono convincere un importatore a scommetterci. E&#8217; difficile perché comporta spese, viaggi, bottiglie omaggio … un’impresa titanica per i piccoli vignaioli sempre alle prese con i bilanci che non tornano.&#8230;</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.cinellicolombini.it/forum/vitigni-autoctoni-e-critica-enologica-e-vero-amore/">Vitigni autoctoni e critica enologica è vero amore?</a> sembra essere il primo su <a rel="nofollow" href="https://www.cinellicolombini.it">Cinelli Colombini</a>.</p>
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		</item>
		<item>
		<title>Vale la pena vinificare le uve rare</title>
		<link>https://www.cinellicolombini.it/forum/vale-la-pena-vinificare-le-uve-rare/</link>
		<comments>https://www.cinellicolombini.it/forum/vale-la-pena-vinificare-le-uve-rare/#respond</comments>
		<pubDate>Fri, 05 Aug 2016 07:52:42 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Donatella]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Vino, studi, news, gossip]]></category>
		<category><![CDATA[Adotta una vite orfana]]></category>
		<category><![CDATA[Casato Prime Donne Donatellla Cinelli Colombini]]></category>
		<category><![CDATA[Foglia Tonda]]></category>
		<category><![CDATA[Luigi Moio]]></category>
		<category><![CDATA[Marco Caprai]]></category>
		<category><![CDATA[Senarum Vinea]]></category>
		<category><![CDATA[Wine Searcher]]></category>

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		<description><![CDATA[<p><em>Uve ormai dimenticate a volte poco qualitative ai fini enologici di cui rimangono poche piante. Produrre vino con queste uve è solo un capriccio?</em></p>
<p>Di<strong><a href="https://www.cinellicolombini.it/it/" target="_blank"> Donatellla Cinelli Colombini</a></strong>, <strong>Montalcino</strong>, <strong><a href="https://www.cinellicolombini.it/it/cantine/casato-prime-donne" target="_blank">Casato Prime Donne</a></strong><br />
Salvare dalla sparizione le uve rare è importante &#60;&#60; per scopi culturali più che enologici&#62;&#62; mi ha detto a Napoli il Professor <strong><a href="http://www.cantinedelnotaio.it/it/TBLpageview.asp?idmenu2=12&#38;id=62" target="_blank">Luigi Moio</a></strong>, concetto ribadito da Valerie Lavigne enologo e docente all’Università di Bordeaux &#60;&#60;in Portogallo ce ne sono molte ma solo qualcuna può dare buoni vini&#62;&#62;.<br />
Vale dunque la pena di salvare le <strong>uve rare</strong> dal lungo passato storico anche se non danno origine a grandi vini, esse costituiscono frammenti della biodiversità e della specificità dei territori. Ma a cosa possono servire oltre che a creare delle collezioni destinate ai posteri? Ci sono casi fortunati come il Sagrantino sul quale l’Università di Perugia aveva dato parere negativo e grazie alla tenacia di <strong><a href="http://www.arnaldocaprai.it/" target="_blank">Marco Caprai</a></strong> e al talento agronomico del</p>
<p>Professor Leonardo Valenti è diventato una star della viticultura italiana. In altri casi le varietà “orfane” davano, danno e daranno vini mediocri. Vini che tuttavia potrebbero originare delle mini produzioni sfiziose, qualcosa di rarissimo e particolare che il turista potrebbe comunque assaggiare anche solo per avere l’esperienza di un antico sapore locale. E’ il caso del progetto <a href="http://www.cittadelvino.it/progetto_attivita.php?id=Nw==" target="_blank"><strong>Senarum Vinea</strong> </a>che mira a recuperare le varietà coltivate all’interno delle mura di Siena (Gorgottesco, Tenerone, Salamanna, Prugnolo gentile, Occhio di pernice, Procanico, Rossone, Mammolo) con un’azione che assomiglia al restauro e allo scavo archeologico.&#8230;</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.cinellicolombini.it/forum/vale-la-pena-vinificare-le-uve-rare/">Vale la pena vinificare le uve rare</a> sembra essere il primo su <a rel="nofollow" href="https://www.cinellicolombini.it">Cinelli Colombini</a>.</p>
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		</item>
		<item>
		<title>Tipicità del vino: croce o delizia?</title>
		<link>https://www.cinellicolombini.it/forum/tipicita-del-vino-croce-o-delizia/</link>
		<comments>https://www.cinellicolombini.it/forum/tipicita-del-vino-croce-o-delizia/#respond</comments>
		<pubDate>Thu, 28 Jul 2016 07:04:17 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Donatella]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Vino, studi, news, gossip]]></category>
		<category><![CDATA[brunello]]></category>
		<category><![CDATA[Donatella Cinelli Colombini]]></category>
		<category><![CDATA[Fabio Piccoli]]></category>
		<category><![CDATA[Luigi Moio]]></category>
		<category><![CDATA[schede di valutazione dei sommelier]]></category>
		<category><![CDATA[Union Internationale des Oenologues]]></category>

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		<description><![CDATA[<p><em>Gli assaggiatori la esaltano ma in realtà non la mettono fra i parametri di valutazione, gli enologi temono la confusione fra difetti e tipicità</em></p>
<p>Di <strong><a href="https://www.cinellicolombini.it/it/" target="_blank">Donatella Cinelli Colombini</a></strong>, <strong><a href="https://www.cinellicolombini.it/it/vini/casato-prime-donne/136-brunello-di-montalcino-docg" target="_blank">Brunello</a></strong>, <strong>Montalcino</strong></p>
<p>L’argomento<strong> tipicità del vino</strong> è fra i più controversi. Mai come adesso si parla di <strong>terroir</strong>, di <strong>vitigni autoctoni</strong> …. ma in realtà questi <strong>elementi identitari</strong> spariscono nel momento del giudizio, anzi possono addirittura caratterizzare il vino allontanandolo dai parametri classici e quindi penalizzandolo nella somma dei giudizi.<br />
<strong><a href="http://www.winemeridian.com/news_it/tipicita_e_critica_enologica__1266.html" target="_blank">Fabio Piccoli</a></strong> in un suo recente articolo si chiede &#60;&#60; quanto conta oggi la “tipicità” nelle valutazioni della critica enologica? &#62;&#62; e dopo un attento esame, del passato e del presente, rileva un immutato &#60;&#60;disinteresse&#62;&#62;. Anzi dimostra che le critiche a Robert Parker e alla sua classifica di 100 punti come causa della standardizzazione</p>
<p>dei vini, siano abbastanza ingiustificate: fino agli anni ’70 veniva usata la scheda di Maynard A. Amerine dell’Università di UC Davis (anni ‘70) poi quella “stile” Wine Spectator ma in nessuna delle due il rating tiene conto della tipicità.<br />
Ho proseguito sulla stessa falsariga cercando le <a href="http://chimicatrentin.weebly.com/schede-di-degustazione.html" target="_blank"><strong>schede di valutazione dei sommelier</strong> </a>e assaggiatori AIS, FISAR e dell’<a href="http://www.civiltadelbere.com/wp-content/uploads/2014/02/procedura_concorso_it.pdf" target="_blank">Union Internationale des Oenologues </a>(UIOE) in nessuna c’è la tipicità fra gli elementi di giudizio mentre questa voce compare nella scheda ONAV.<span id="more-26794"></span>Torna nella mia mente la prima lezione di Denis Dubourdieu all’Università di Bordeaux quando il professore esordì con la frase &#60;&#60; ricordatevi che la qualità di un vino è come una linea retta con al centro la perfezione, più vi allontanate verso i tali</p>
<p>e più la qualità scende&#62;&#62; a me, che venivo da una facoltà umanistica, un simile concetto richiamò l’idea del bello idealistico, il bello perfetto del Romanticismo, che nella cultura attuale, destrutturata e post moderna, faceva abbastanza sorridere.&#8230;</p>
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