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	<title>ristoranti &#8211; Cinelli Colombini</title>
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	<description>Wine destination: wine experiences, spa, accommodation</description>
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		<title>Covid: cantine e ristoranti chi vince e chi perde</title>
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		<pubDate>Fri, 06 Nov 2020 06:30:02 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Donatella Cinelli Colombini]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Vino, studi, news, gossip]]></category>
		<category><![CDATA[Donatella Cinelli Colombini]]></category>
		<category><![CDATA[pubblici esercizi]]></category>
		<category><![CDATA[ristoranti]]></category>
		<category><![CDATA[Wine Searcher]]></category>

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		<description><![CDATA[<p><em>Le vendite del vino crescono ma i bilanci delle piccole cantine no. Il covid porterà le piccole imprese del vino e di ristorazione a vendersi a quelle grandi?</em></p>
<p>&#160;</p>
<p>Di <a href="https://www.cinellicolombini.it/chi-siamo/la-famiglia/"><strong>Donatella Cinelli Colombini</strong></a></p>
<p>C’è una soluzione al problema di cui vi sto per parlare: trasformare i ristoranti in luoghi di scoperta enologica e gastronomica dando nuove prospettive alle piccole cantine e agli artigiani del gusto del loro territorio. E’ un sogno? No è un’opportunità per tutti.</p>
<p>&#160;</p>
<h2>COME CAMBIA L’ACQUISTO E IL CONSUMO DEL VINO CON IL COVID</h2>
<p>In USA, i consumatori comprano più bottiglie (57%) e le grandi cantine conquistano più quote di mercato a scapito di quelle piccole che registrano cali di business.<br />
Gli studi della Sonoma State University diffusi da <a href="https://www.wine-searcher.com/m/2020/09/wine-sales-up-winery-profits-down" class="broken_link"><strong>Wine Searcher</strong></a> riguardano gli USA ma assomigliano molto a ciò che sento dire dai produttori italiani.<br />
Tornando alle analisi condotte sugli Stati Uniti, il primo dato è l’aumento di prezzo del vino acquistato dalle rivendite. Parliamo di soli 0,70 Dollari ma, vista la situazione economica generale, è un dato che colpisce, come colpisce che il segmento di bottiglie più vendute sia quello fra 20 e 25 $.<br />
I consumatori comprano vini più cari e le bottiglie premium si spostano in casa? Forse si.</p>
<p>&#160;</p>
<h2>ON LINE E DELIVERY ECCO DOVE IL COVID HA DATO UN&#8217;ACCELERATA</h2>
<p>Infatti il vino acquistato on line direttamente in cantina è molto aumentato in volume. Ma il prezzo medio è sceso di 10$ rispetto allo scorso anno e le etichette sopra i 150$ sono diventate invendibili.&#8230;</p>
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		<title>Quando un menù mi manda in bestia</title>
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		<pubDate>Sat, 14 Jun 2014 07:03:22 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Donatella]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Turismo alla Fattoria del Colle]]></category>
		<category><![CDATA[chianti]]></category>
		<category><![CDATA[Claudio Nobbio]]></category>
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		<category><![CDATA[Tripadvisor]]></category>

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		<description><![CDATA[<p><em>Liste chilometriche, ingredienti fuori stagione, nomi misteriosi tipo “pasta a modo mio”, descrizioni esageratamente dettagliate</em></p>
<p><em></em>Di <strong><a title="Donatella Cinelli Colombini" href="http:/colombini.it/" target="_blank">Donatella Cinelli Colombini</a></strong></p>
<p>&#60;&#60; Le carte interminabili e senza un carattere distintivo hanno fatto il loro tempo&#62;&#62; dice <strong><a title="Claudio Nobbio" href="http://www.tecnichenuove.com/manuale-delle-attivita-di-ristorazione.html" target="_blank">Claudio Nobbio</a></strong> nella sua intervista a “<strong><a title="Ristoranti" href="http://www.miabbono.com/rivista-tecnica/ristoranti_imprese_del_gusto-2864.htm" target="_blank">Ristoranti</a></strong>”. Secondo lui è meglio &#60;&#60; far bene poche cose e concentrarsi sulle ricette del territorio &#62;&#62;. Come dargli torto? Eppure pochi seguono queste indicazioni.<br />
<strong><a title="Dissapore" href="http://www.dissapore.com/grande-notizia/menu-ristoranti/" target="_blank">Dissapore</a></strong>, uno dei blog più letti e apprezzati, elenca le frasi più odiose scritte nei menù e fa precedere l’articolo da questa massima &#60;&#60;Tempo fa un amico mi ha detto: “Per capire come sarà un ristorante devi controllare due cose: il menu e il bagno; e se il bagno fa schifo ma il menu è scritto a mano mangiaci lo stesso”. Ecco, io da quel momento mi affido a questa massima, che è più degna di <a title="TripAdvisor " href="http://www.tripadvisor.it/" target="_blank"><strong>TripAdvisor</strong> </a>(non a caso finito nel mirino dell’Antitrust)&#62;&#62;.</p>
<p>Non condivido appieno, per me la pulizia del bagno è un indizio importante della pulizia di tutto il locale, ma in linea di massima concordo con l’aspirazione all&#8217;autenticità e alla semplicità.<br />
Vediamo allora cosa fa scattare il malumore nel momento in cui si apre il menù del ristorante <span id="more-16877"></span><span style="font-size: 13px;">1)</span><span style="font-size: 13px;">L’elenco sterminato dei piatti quando è evidente che la cucina è piccola il personale è poco per cui è chiaro che</span></p>
<p><span style="font-size: 13px;">la maggior parte delle pietanze sono surgelate oppure cucinate una settimana fa e poi riscaldate e raffreddate, riscaldate e raffreddate dunque ti faranno venire il mal di pancia</span></p>
<p>2) I piatti noiosi prevedibili, senza un pizzico di ricerca o di inventiva.&#8230;</p>
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		<title>Tassa di scopo. Ma davvero siamo sicuri di fare un piacere al turismo italiano?</title>
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		<pubDate>Sun, 09 Jan 2011 23:05:17 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Donatella]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Vino, studi, news, gossip]]></category>
		<category><![CDATA[agenzie di trasporti]]></category>
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		<category><![CDATA[Turismo]]></category>
		<category><![CDATA[turismo italiano]]></category>

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		<description><![CDATA[<p><em>I comuni con le casse vuote cercano soldi dai turisti. Dal punto di vista delle amministrazioni locali la tassa di scopo o di soggiorno è un modo per ripagare le spese sostenute dalle città per aumentare la propria attrattività; concerti, mostre, decoro urbano, promozione ed altro, tutto ciò che serve a far tornare chi è già venuto e a trasformare l’esperienza di viaggio in qualcosa di unico e emozionante.</em></p>
<p>I comuni hanno ragione nel <strong>lamentare la mancanza di risorse</strong> e, mentre i cittadini hanno sempre più bisogno di aiuto, rimane da vedere se la tassa di scopo sia la via giusta per finanziare case di riposo, asili nido, assistenza domiciliare, trasporto pubblico e altri servizi. Ci sono infatti da considerare due aspetti. In primo luogo <strong>la tassa andrebbe a gravare solo sulle strutture ricettive e non sugli altri comparti afferenti al turismo</strong> come ristoranti, guide turistiche, agenzie di trasporti e simili. Colpirebbe gli alberghi e non i turisti perché i prezzi delle camere sono stati decisi da mesi e sono già pubblicati nei cataloghi dei tour operator e nei siti Web. Va considerato, a questo proposito, come gli alberghi italiani siano alle prese con un <strong>autentico crollo dei ricavi</strong> collegato allo sviluppo di Internet e soprattutto dei potentissimi network di prenotazione online come (<strong>Expedia o Trip Advisor</strong>) che arrivano a chiedere commissioni del 30% sul listino e li costringono a competere sui prezzi in una corsa costante al ribasso.&#8230;</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.cinellicolombini.it/forum/tassa-di-scopo-ma-davvero-siamosicuri-di-fare-un-piacere-al-turismo-italiano/">Tassa di scopo. Ma davvero siamo sicuri di fare un piacere al turismo italiano?</a> sembra essere il primo su <a rel="nofollow" href="https://www.cinellicolombini.it">Cinelli Colombini</a>.</p>
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