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	<title>Barolo &#8211; Cinelli Colombini</title>
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	<description>Wine destination: wine experiences, spa, accommodation</description>
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		<title>LE LANGHE AL BIVIO E IL CORAGGIO DI OSARE</title>
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		<pubDate>Tue, 10 Dec 2024 06:00:55 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Donatella Cinelli Colombini]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Vino, studi, news, gossip]]></category>
		<category><![CDATA[Barolo]]></category>
		<category><![CDATA[Commissione presso la Comunità Europea]]></category>
		<category><![CDATA[Donatella Cinelli Colombini]]></category>
		<category><![CDATA[Vietti]]></category>
		<category><![CDATA[winedestination]]></category>

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		<description><![CDATA[<p><em><strong>ANGELO GAJA SULLE RECENTI POLEMICHE: -I NOSTRI VINI NON SONO CAVALLI DA TIRO È UN ERRORE PRETENDERE CHE BAROLO E BARBARESCO TRAININO L’INTERA PRODUZIONE PIEMONTESE</strong></em></p>
<p>Di <a href="https://www.cinellicolombini.it/cantine-e-vini/visite-e-degustazioni/" target="_blank" rel="noopener"><strong>Donatella Cinelli Colombini</strong></a>, #<a href="https://www.cinellicolombini.it/wine-destination/" target="_blank" rel="noopener"><strong>winedestination</strong></a></p>
<p>Vi propongo qui le giuste riflessioni di Angelo Gaja sulle recenti polemiche riguardanti il futuro dei vini di Langa. Le condivido ad esclusione dell’appello a non fare di Barolo e Barbaresco i locomotori di tutti i prodotti agroalimentari piemontesi. Se non lo fanno loro chi lo fa? La nutella?<br />
Invece fra le minacce metterei l’overtourism. I piccoli comuni del vino non possono avere meno residenti che posti letto turistici e il turismo del vino non può crescere in modo illimitato. Lasciando aumentare senza controllo turisti ed escursionisti, questi flussi potrebbe danneggiare l’identità, l’integrità e le prospettive delle wine destination e dei loro vini.<br />
Bisogna arginare il turismo limitando gli attracchi cioè i parcheggi turistici e le permanenze di una notte che vanno pesantemente caricata con la tassa di soggiorno. Queste sono le sole due misure che i comuni possono usare finché non viene approvata una legge sugli affitti turistici nelle civili abitazioni e un’altra legge che limiti i luoghi di somministrazione evitando che ogni macelleria diventi una paninoteca.<span id="more-86422"></span></p>
<h4>LA LETTERA APERTA DI ANGELO GAJA SUL FUTURO DELLE LANGHE E DEI SUOI VINI</h4>
<p>Vorrei offrire il mio contributo al dibattito avviato sulle pagine di questo giornale in merito alle diverse problematiche riguardanti la situazione nell’area Langhe-Roero, concentrandomi esclusivamente sul vino.&#8230;</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.cinellicolombini.it/forum/le-langhe-al-bivio-e-il-coraggio-di-osare/">LE LANGHE AL BIVIO E IL CORAGGIO DI OSARE</a> sembra essere il primo su <a rel="nofollow" href="https://www.cinellicolombini.it">Cinelli Colombini</a>.</p>
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		<title>BAROLO BATTE CHIANTI CLASSICO NELLA SFIDA TURISTICA</title>
		<link>https://www.cinellicolombini.it/forum/barolo-batte-chianti-classico-nella-sfida-turistica/</link>
		<comments>https://www.cinellicolombini.it/forum/barolo-batte-chianti-classico-nella-sfida-turistica/#respond</comments>
		<pubDate>Mon, 17 Jul 2023 05:00:21 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Donatella Cinelli Colombini]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Vino, studi, news, gossip]]></category>
		<category><![CDATA[Barolo]]></category>
		<category><![CDATA[Donatella Cinelli Colombini]]></category>
		<category><![CDATA[Risposte Turismo]]></category>
		<category><![CDATA[Sagrantino]]></category>
		<category><![CDATA[WineNews]]></category>

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		<description><![CDATA[<p><em><strong>La Toscana la migliore wine tourism destination ma il Barolo batte il Chianti Classico come territorio del vino più desiderato; l’opinione dei tour operator</strong></em></p>
<p>&#160;</p>
<p>&#160;</p>
<p>di <a href="https://www.cinellicolombini.it/matrimoni/" target="_blank" rel="noopener"><strong>Donatella Cinelli Colombini</strong></a></p>
<p><a href="https://www.risposteturismo.it/wp-content/uploads/2019/09/RisposteTurismo_IndagineWineTourism_final.pdf" target="_blank" rel="noopener" class="broken_link"><strong>Risposte Turismo</strong></a> , opera dal 2001 nell’attività di ricerca e consulenza per fornire soluzioni progettuali e operative ad organizzazioni e imprese della macro-industria turistica.</p>
<p>Recentemente ha redatto due indagini sul turismo del vino. La prima ha riguardato 50 tour operator stranieri, operanti di 16 nazioni estere ed è stato realizzato nella primavera 2022.</p>
<h4></h4>
<h4></h4>
<h4></h4>
<h4></h4>
<h4>WINE TOURIST DESTINATION ITALIANE IN GRANDE SPOLVERO</h4>
<p>Alla domanda sulla performance del “prodotto turistico vino italiano” il 44% ha risposto “più o meno come  gli altri” e il 46% ha detto “meglio degli altri”. La Toscana è la best wine tourist destination con il 52% delle preferenze seguita dal Piemonte al 28%. Tra le regioni del vino che stanno alimentando l’interesse spicca la Sicilia anche se, guardando solo la prima scelta, è il Friuli Venezia Giulia ad avere le migliori percentuali.</p>
<p>E’ molto interessante l’elenco delle criticità evidenziate dai tour operator. Al primo posto lo scarso coordinamento fra i vari elementi dell’offerta di territorio (36%), poi le esperienze in cantina che sono poco varie (28%), segue la debolezza della comunicazione online e dei servizi ottenibili via web (26%). Il riferimento è ai sistemi di prenotazione e pagamento che sono diffusi in USA, Australia&#8230; e quasi assenti nei siti delle cantine italiane.<span id="more-78813"></span></p>
<h4></h4>
<h4></h4>
<h4>CRITICHE DEI TOUR OPERATOR: CANTINE POCO APERTE, CON PROPOSTE RIPETITIVE E TROPPO CARE</h4>
<p>Nella lista delle insufficienze ci sono anche gli orari di apertura delle cantine troppo limitati (16%), i prezzi delle animazioni poco competitivi (14%) e il personale non professionalizzato (10%).&#8230;</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.cinellicolombini.it/forum/barolo-batte-chianti-classico-nella-sfida-turistica/">BAROLO BATTE CHIANTI CLASSICO NELLA SFIDA TURISTICA</a> sembra essere il primo su <a rel="nofollow" href="https://www.cinellicolombini.it">Cinelli Colombini</a>.</p>
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		<title>Il Barbaresco di Antonio Galloni</title>
		<link>https://www.cinellicolombini.it/forum/il-barbaresco-di-antonio-galloni/</link>
		<comments>https://www.cinellicolombini.it/forum/il-barbaresco-di-antonio-galloni/#respond</comments>
		<pubDate>Thu, 07 Jan 2021 07:00:22 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Donatella Cinelli Colombini]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Vino, studi, news, gossip]]></category>
		<category><![CDATA[Barbaresco]]></category>
		<category><![CDATA[Barolo]]></category>
		<category><![CDATA[Donatella Cinelli Colombini]]></category>
		<category><![CDATA[Vinous]]></category>
		<category><![CDATA[Wine advocate]]></category>

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		<description><![CDATA[<p><em>Antonio Galloni descrive il Barbaresco 2016-2020 e l’evoluzione di questa denominazione, i cui giovani produttori sembrano pronti a competere col Barolo</em></p>
<p>&#160;</p>
<p>Di <a href="https://www.cinellicolombini.it/wine-destination/"><strong>Donatella Cinelli Colombini</strong></a></p>
<p><strong>Antonio Galloni</strong> ha origini italiane ma è cresciuto negli Stati Uniti ed è arrivato nel nostro Paese nel 2000 per occuparsi di finanza. Qui si è innamorato di sua moglie e del vino piemontese. Una passione quest’ultima che gli deriva dai nonni e dai genitori che avevano un’enoteca. Tornato in USA, dopo tre anni in Italia, creò una newsletter intitolata “Piedmont Report” che divenne il punto di riferimento  degli appassionati di vini piemontesi di 25 nazioni e lo mise in luce come un assaggiatore di straordinario talento. Nel 2006 Robert Parker lo chiamò nello staff del <a href="https://www.robertparker.com/"><strong>Wine Advocate</strong></a> e lui dette addio alla banca per dedicarsi interamente al vino.</p>
<p>&#160;</p>
<h2>ANTONIO GALLONI, L&#8217;ASTRO NASCENTE DELLA CRITICA ENOLOGICA</h2>
<p>Sembrava l’erede designato di Parker, ma poi qualcosa andò storto e la testata del celebre avvocato fu venduta a un gruppo asiatico mentre Antonio Galloni creò un suo progetto battezzandolo Vinous. Si tratta di un portale di recensioni e articoli sui vini di tutto il mondo che sta velocemente diventando uno dei più autorevoli e influenti.<br />
Ovviamente il Piemonte è la regione viticola del suo cuore e ne conosce ogni singola sfumatura. Per questo leggere i suoi commenti sul <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Barbaresco_(vino)"><strong>Barbaresco</strong></a> in <a href="https://vinous.com/articles/barbaresco-the-highs-lows-of-2016-2020-oct-2020"><strong>Vinous</strong></a> è istruttivo e entusiasmante. L’articolo si intitola “Barbaresco: The Highs &#38; Lows of 2016-2020” ovvero &#8220;Barbaresco fra alti e bassi dal 2016 al 2020&#8221;.&#8230;</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.cinellicolombini.it/forum/il-barbaresco-di-antonio-galloni/">Il Barbaresco di Antonio Galloni</a> sembra essere il primo su <a rel="nofollow" href="https://www.cinellicolombini.it">Cinelli Colombini</a>.</p>
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		<title>Cannubi la collina della discordia</title>
		<link>https://www.cinellicolombini.it/forum/cannubi-la-collina-della-discordia/</link>
		<comments>https://www.cinellicolombini.it/forum/cannubi-la-collina-della-discordia/#respond</comments>
		<pubDate>Wed, 11 Jan 2017 08:22:10 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Donatella]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Vino, studi, news, gossip]]></category>
		<category><![CDATA[Barolo]]></category>
		<category><![CDATA[casato prime donne]]></category>
		<category><![CDATA[Donatella Cinelli Colombini]]></category>
		<category><![CDATA[La Stampa]]></category>

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		<description><![CDATA[<p><em>La guerra è finta? 7 anni di contrasti sull&#8217;uso in etichetta la parola Cannubi passando da Tar, Ministero, Consiglio di Stato e Cassazione</em></p>
<p>Di <strong><a href="https://www.cinellicolombini.it/it/offerte/agriturismo" target="_blank">Donatella Cinelli Colombini</a></strong>,<strong> Brunello</strong>, <strong><a href="https://www.cinellicolombini.it/it/cantine/casato-prime-donne" target="_blank">Casato Prime Donne</a></strong></p>
<p>Se esiste un deterrente contro la voglia di zonazione dei vigneti di pregio, è la parola <strong>Cannubi</strong>. La meravigliosa collina di<a href="http://www.gazzettadalba.it/2016/12/la-cassazione-chiude-la-disputa-sulluso-della-denominazione-cannubi/" target="_blank"><strong> Barolo</strong> </a>ha scatenato un contrasto così forte e lungo da compromettere i rapporti e persino la compattezza dello squadrone langarolo.<br />
Cannubi, un nome quasi magico per chi ama il vino. Mio nonno Giovanni Colombini me ne parlava con un rispetto sacrale spiegandomi che Cannubi veniva usato sulle bottiglie ancor prima di Barolo. Quando finalmente la vidi rimasi impressionata da questo poggio coperto di vigne come fosse consacrato al vino. Una visione poetica che cozza contro la recente realtà: Cannubi si è trasformato in un nome che evoca veleni, avvocati, ricorsi, carte bollate e sentenze. Quasi un incubo che ha visto da un lato i<strong> Marchesi di Barolo</strong> e dall’altro un gruppo di produttori della stessa area.</p>
<p>Vediamo di capire questa intricatissima vicenda giudiziaria: la collina di Cannubi è divisa fra 5 delle 166 “Menzioni geografiche aggiuntive” previste dal disciplinare di produzione del Barolo DOCG approvato nel 2009. Esse sono Cannubi (14 errati), Cannubi San Lorenzo, Cannubi Valletta, Cannubi Boschis, Cannubi Muscatel per un totale di 37 ettari. Una goccia rispetto ai 1.900 ettari della denominazione Barolo.<span id="more-28145"></span>Il disciplinare chiede di indicare in etichetta il nome della sottozona da cui provengono le uve ma c’è chi ha vigneti in più di una di queste 5 “frazioni” di Cannubi.&#8230;</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.cinellicolombini.it/forum/cannubi-la-collina-della-discordia/">Cannubi la collina della discordia</a> sembra essere il primo su <a rel="nofollow" href="https://www.cinellicolombini.it">Cinelli Colombini</a>.</p>
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		<title>I migliori nebbiolo fuori dal Piemonte</title>
		<link>https://www.cinellicolombini.it/vigne-e-vini/migliori-nebbiolo-dal-piemonte/</link>
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		<pubDate>Mon, 26 Sep 2016 07:13:31 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Donatella]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[I nostri vini, le cantine]]></category>
		<category><![CDATA[Barolo]]></category>
		<category><![CDATA[Donatella Cinelli Colombini]]></category>
		<category><![CDATA[Drinks Business]]></category>

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		<description><![CDATA[<p><em>Solo pochi centinaia d’ettari in giro per il mondo ma il Nebbiolo cresce anche in Australia, California, Cile e Sud Africa</em></p>
<p>Di <strong><a href="https://www.cinellicolombini.it/it/vini" target="_blank">Donatella Cinelli Colombini</a></strong></p>
<p>Che dite lo assaggiamo? E’ vino da uve <strong>nebbiolo</strong> ma non si chiama <strong><a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Nebbiolo" target="_blank">Barolo</a></strong> o <strong>Barbaresco</strong> anche se in certi casi proviene dai cloni di Angelo Gaja. So che i puristi considerano il nebbiolo australiano una specie di sacrilegio, ma, che si voglia o no, questa varietà è arrivata nel continente australe intorno al 1980 e si sta diffondendo nelle zone più fresche e argillose.<br />
Tanto vale dunque capire i suoi caratteri e soprattutto il suo potenziale qualitativo <strong>fuori dal Piemonte</strong>. Per il resto la battaglia sembra persa in partenza perché il nebbiolo piemontese ha una storia fatta di migliaia di vignaioli che, nel corso dei secoli, hanno cercato di interpretare la vocazione dei terreni e delle viti per ottenere la migliore qualità. Sperare di superarli</p>
<p>è pura follia.<br />
Va sottolineato che la maggior parte dei <strong>vini di Nebbiolo esteri</strong> sono nati intorno al 2000 e denotano un grande rispetto per le varietà italiane. Molti produttori hanno fatto soggiorni di studio in Italia e si stanno riconvertendo all’agricoltura biologica.</p>
<p>Resta la curiosità e per questo elenco i 12 migliori nebbiolo non piemontese scelti da <strong>Darren Smith</strong> per<strong><a href="https://www.thedrinksbusiness.com/2016/08/top-12-non-italian-nebbiolos/" target="_blank"> Drinks Business</a></strong>. L’articolo a cui faccio riferimento è molto interessante e vi consiglio di leggerlo. Qui c’è solo qualche appunto<br />
• SC Pannell Nebbiolo, Adelaide Hills, Australia &#8211; Il titolare dell’azienda è un enologo con un lungo curriculum ed ha fatto un’esperienza nel Barolo ( Aldo Vajra) e in Borgogna<br />
• Giornata Nebbiolo, Paso Robles, California Giornata è il nome di un progetto che impiega uve italiane di nebbiolo, sangiovese, aglianico e barbera che Stephanie Terrizzi produce ispirandosi a Elisabetta Foradori<span id="more-27248"></span></p>
<p>• Luke Lambert Nebbiolo, Yarra Valley il titolare Lambert ha fatto tre anni di esperienza in Piemonte da Giacomo Brezza e Cordero di Montezemolo dove ha acquisito un approccio più “naturale” con il vino<br />
• Henschke The Rose Grower, Eden Valley, Australia anche in questo caso il winemaker Henschke ha fatto esperienza in Italia nella tenuta piemontese di Paolo De Marchi.&#8230;</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.cinellicolombini.it/vigne-e-vini/migliori-nebbiolo-dal-piemonte/">I migliori nebbiolo fuori dal Piemonte</a> sembra essere il primo su <a rel="nofollow" href="https://www.cinellicolombini.it">Cinelli Colombini</a>.</p>
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		</item>
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		<title>BaroloBrunello oppure BrunelloBarolo</title>
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		<pubDate>Wed, 15 Oct 2014 06:58:56 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Donatella]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[I nostri vini, le cantine]]></category>
		<category><![CDATA[#barolobrunello]]></category>
		<category><![CDATA[Barolo]]></category>
		<category><![CDATA[brunello]]></category>
		<category><![CDATA[Castello Comunale di Barolo]]></category>
		<category><![CDATA[degustazione continuerà solo per chi ha prenotato on line]]></category>
		<category><![CDATA[Donatella Cinelli Colombini]]></category>
		<category><![CDATA[WineZone]]></category>

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		<description><![CDATA[<p><em>Produttori eccellenti ma rivali di <strong><a title="Brunello" href="http://www.consorziobrunellodimontalcino.it/index.php?p=5&#38;lg=it" target="_blank">Brunello</a></strong> e <strong><a title="Barolo" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Barolo_(vino)" target="_blank">Barolo</a></strong> in una degustazione da non perdere nel <strong><a title="Castello Comunale di Barolo" href="http://www.barolofoundation.it/it/castello-barolo-wimu.php" target="_blank">Castello Comunale di Barolo</a></strong> il 21 e 22 novembre prossimo</em></p>
<p>Di <strong><a title="Donatella Cinelli Colombini" href="http:/colombini.it/" target="_blank">Donatella Cinelli Colombini</a></strong><br />
Sarà l’inizio di una collaborazione destinata a rafforzare l’Italia dei grandi vini nel mondo oppure il definitivo scontro fra i colleghi rivali di Barolo e Brunello?<br />
Per la prima volta una degustazione congiunta di 30 cantine d’eccellenza con i produttori personalmente presenti per raccontare la loro particolare maniera di interpretare i territori. Venerdì 21 novembre dalle 13,30 alle 19 nel castello Comunale di Barolo con un prolungamento nel Palazzo Martinego di Monforte d’Alba per la cena di gala con i produttori. Sabato dalle 10 alle 15 la <strong><a title="degustazione continuerà solo per chi ha prenotato on line" href="http://www.barolobrunello.it/it/" target="_blank">degustazione continuerà solo per chi ha prenotato on line</a></strong>.<br />
L’elenco delle cantine fa venire l’acquolina in bocca: Boroli-Castello di Verduno-Ceretto-Comm.G.B.Burlotto-Cordero di Montezemolo-Domenico Clerico-Giovanni Rosso-Giuseppe Rinaldi-La Spinetta-Marengo-Massolino-Rivetto-Roberto Voerzio-Scarzello-Sobrino-Vietti-Claudia Ferrero-Campi di Fonterenza-Canalicchio di Sopra-Casa Raia-Casanova di Neri-Col D’orcia-Corte dei Venti-Donatella Cinelli Colombini-Il Marroneto-La Mannella-Lisini- Mastrojanni-Poggio di Sotto-Salvioni-Uccelliera.<span id="more-18444"></span>Produttori grandi e piccoli, innovativi e tradizionalisti, famosi e emergenti presenteranno le loro bottiglie, le loro storie</p>
<p>e i loro sogni. Un’occasione unica per capire cosa unisce e cosa distingue due grandi territori del vino rosso italiano. Più aristocratico quello piemontese, più modaiolo quello toscano ma entrambi pieni di fascino.<br />
La degustazione congiunta del 21 e 22 novembre segna una svolta nei rapporti fra Barolo e Brunello e forse la consapevolezza dei vantaggi di unire le forze per offrire qualcosa di nuovo e più grande all’estero.&#8230;</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.cinellicolombini.it/vigne-e-vini/barolobrunello-oppure-brunellobarolo/">BaroloBrunello oppure BrunelloBarolo</a> sembra essere il primo su <a rel="nofollow" href="https://www.cinellicolombini.it">Cinelli Colombini</a>.</p>
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		</item>
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		<title>Un grande vino ha un ottimo tappo impara a riconoscerlo</title>
		<link>https://www.cinellicolombini.it/vigne-e-vini/un-grande-vino-ha-un-ottimo-tappo-impara-a-riconoscerlo/</link>
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		<pubDate>Thu, 08 May 2014 07:14:09 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Donatella]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[I nostri vini, le cantine]]></category>
		<category><![CDATA[Barolo]]></category>
		<category><![CDATA[bottiglie antiquarie]]></category>
		<category><![CDATA[brunello]]></category>
		<category><![CDATA[Donatella Cinelli Colombini]]></category>
		<category><![CDATA[lenticelle]]></category>
		<category><![CDATA[odore di tappo]]></category>
		<category><![CDATA[Quercus suber]]></category>
		<category><![CDATA[tappo di sughero]]></category>

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		<description><![CDATA[<p><strong><em>Saper valutare la qualità del tappo di sughero è indispensabile per i produttori di vino ma anche per i consumatori perché rivela cose importanti </em></strong></p>
<p>&#160;</p>
<p>Di <strong><a title="Donatella Cinelli Colombini" href="https://www.cinellicolombini.it/" target="_blank" rel="noopener">Donatella Cinelli Colombini</a></strong></p>
<p>Un grande vino ha bisogno di un ottimo tappo e imparare a riconoscerlo aiuta a capire cosa stiamo bevendo. Non l’ho detto ma tutti hanno capito che sto parlando del tappo monopezzo che è il solo usato nei grandi vini. Ovviamente la principale funzione del tappo è “tappare” quasi ermeticamente la bottiglia. Il tappo è tanto più importante quanto più a lungo il vino deve invecchiare. Per un <strong>Brunello</strong> è fondamentale mentre per un novello no. Chi ha <strong><a title="bottiglie antiquarie" href="http://tablino.it/attivita/antiquariato-enoico/" target="_blank" rel="noopener">bottiglie antiquarie</a></strong>, controlli se i tappi cominciano a colare (25-30 anni). Se il tappo geme significa che è completamente impregnato e non ha più tenuta. A quel punto o bevete il vino oppure fate “restaurare” la bottiglia nella sua cantina di origine. Vi verrà restituita con un certificato che attesta l’avvenuta sostituzione del tappo, nel caso di bottiglie molto costose tale operazione viene fatta in presenza del notaio.</p>
<p>&#160;</p>
<p><span id="more-16474"></span></p>
<h3>Il tappo di sughero</h3>
<p>Il <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Tappo_di_sughero"><strong>tappo di sughero</strong></a> proviene dalla scorza della quercia (<strong><a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Quercus_suber" target="_blank" rel="noopener">Quercus suber</a></strong>) adulta che viene decorticata ogni 9/12 anni, a mano, da maggio ad agosto. Il 60% di questa produzione è in Portogallo ma ci sono ottimi tappi fatti in Sardegna e in Spagna, mentre più recente e meno reputata è la produzione di Marocco, Algeria e Tunisia. Ogni azienda offre tappi di dimensione, qualità e prezzo diverso: da 0,20 centesimi a 1 Euro e mezzo.&#8230;</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.cinellicolombini.it/vigne-e-vini/un-grande-vino-ha-un-ottimo-tappo-impara-a-riconoscerlo/">Un grande vino ha un ottimo tappo impara a riconoscerlo</a> sembra essere il primo su <a rel="nofollow" href="https://www.cinellicolombini.it">Cinelli Colombini</a>.</p>
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		<title>Screw cap o tappo a vite, Gianluca Morino lo vorrebbe anche nel Barolo</title>
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		<pubDate>Mon, 10 Mar 2014 07:50:47 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[<p><em>Il <a title="tappo a vite su IlSole24Ore" href="http://www.ilsole24ore.com/art/impresa-e-territori/2013-10-04/vino-infranto-altro-tabu-170003.shtml?uuid=AbJF9hlI" target="_blank"><strong>tappo a vite</strong> </a>nelle bottiglie di vino: per molti in Italia è ancora un tabù. Intervista a <strong><a title="Gianluca Morino su Twitter" href="https://twitter.com/gianlucamorino" target="_blank">Gianluca Morino</a></strong>, produttore di Nizza (AT), che ha un punto di vista diverso.</em></p>
<p>Di<a title="Bonella Ciacci" href="http://www.flickr.com/photos_colombini/6770050659/" target="_blank"> <strong>Bonella Ciacci</strong></a></p>
<p>Scopro per caso, seguendolo su Twitter e Facebook, che Gianluca Morino, della Cascina Garitina, produttore vitivinicolo a Castel Boglione (AT), 43 anni, con la passione per <strong><a title="Barbera su wikipedia" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Barbera" target="_blank">Barbera</a></strong> e <strong><a title="Brachetto" href="http://www.agraria.org/vini/brachetto.htm" target="_blank">Brachetto</a></strong>, è un forte sostenitore del tappo a vite, o screw cap, e che lo usa. Essendo io della zona dei grandi vini toscani come <strong>Brunello di Montalcino</strong> e <strong><a title="Consorzio del Vino Nobile di Montepulciano" href="http://www.consorziovinonobile.it/" target="_blank">Vino Nobile di Montepulciano</a></strong>, dove anche il solo pronunciare il nome di questo tappo equivale ad eresia, mi incuriosisco, e da questa curiosità è nata un’intervista ad un produttore piemontese, altra terra di grandi rossi italiani, che sfida la tradizione.</p>
<p>Gianluca Morino è Presidente dell’<strong><a title="Associazione Produttori della Barbera d'Asti superiore Nizza" href="http://www.ilnizza.net/" target="_blank">Associazione Produttori della Barbera d’Asti superiore Nizza</a></strong>. Appassionato innovatore, crede nell’importanza del digitale per lo sviluppo economico delle aziende agricole; divulgatore dei valori e della bellezza del suo territorio, con l’aiuto del web sta facendo scoprire la Barbera e il Nizza a wine lovers, giornalisti e importatori di tutto il mondo.Nel 2011 è stato ideatore e realizzatore di #barbera2; nel 2013 ha realizzato la tavola rotonda #digitalbarbera.</p>
<p>Bonella Ciacci &#8211;  Nel mondo dei produttori sei un innovatore, hai cambiato il modo di raccontare un vino e una cantina, e anche nell’argomento dei tappi, sembri stare al passo coi tempi. Da quando hai iniziato ad usare lo screw cap, ovvero il tappo a vite, o Stelvin?&#8230;</p>
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		<title>Zonazione si, zonazione no, il dubbio del Brunello</title>
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		<pubDate>Thu, 06 Mar 2014 07:39:20 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[zonazione]]></category>

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		<description><![CDATA[<p><em>Se ne parl<span style="font-size: 13px;">a da anni ma mentre all’estero cresce la richiesta di <strong><a title="zonazione" href="http://webcache.googleusercontent.com/search?q=cache:http://andreapagliantini.simplicissimus.it/2007/10/22/zonazione-dei-vigneti/" target="_blank">zonazione</a></strong> fra i produttori di <strong>Brunello</strong> cresce la preoccupazione per le divisioni inter</span><span style="font-size: 13px;">ne</span></em></p>
<p>Di <strong><a title="Donatella Cinelli Colombini" href="https://www.cinellicolombini.it/" target="_blank">Donatella Cinelli Colombini</a></strong></p>
<p>La maggiore sostenitrice della divisione in microaree è <strong><a title="Kerin O’Keefe" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Kerin_O'Keefe" target="_blank">Kerin O’Keefe</a></strong> la brava scrittrice e giornalista che degusta i vini italiani per il Wine Enthusiast e conosce il territorio del Brunello palmo a palmo per avere soggiornato lungamente a Montalcino e avergli dedicato due libri. Nel secondo di essi Brunello di Montalcino &#8211; Understanding and Appreciating One of Italy&#8217;s Greatest Wines ha formulato la prima vera ipotesi di zonazione che è stata poi ripresa da <a title="Walter Speller" href="https://twitter.com/WalterSpeller" target="_blank"><strong>Walter Speller</strong> </a>uno dei più competenti collaboratori di Jancis Robinson e da altri wine critics stranieri come Tim Atkin. <span id="more-15851"></span><br />
Manca invece, a Montalcino, una volontà politica e una <strong>ricerca scientifica come quella svolta in Piemonte</strong> fra il 1994 e il 2000</p>
<p>su incarico della Regione Piemonte nell’area del <strong><a title="Barolo" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Barolo_(vino)" target="_blank">Barolo</a></strong>. Una indagine interdisciplinare che vide impegnate università centri di ricerca, associazioni dei produttori e portò a analisi geologiche, microclimatiche, vendemmie sperimentali … con tantissimi dati ma poche certezze sulla reale differenza fra zone diverse. Le sottozone o meglio le <a title="menzioni geografiche " href="http://www.langhevini.it/pagine/ita/territorio/menzioni-geografiche-aggiuntive.lasso" target="_blank"><strong>menzioni geografiche</strong> </a>sono poi scaturite più dalla storia che dalla scienza e sono 166. Nonostante il lungo lavoro di mediazione sono avvenute controversie fra i produttori di cui quella su Cannubi ha fatto il giro di tutti i tribunali d’Italia e di tutte le testate giornalistiche del mondo.&#8230;</p>
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		<title>Prezzi delle vigne in Italia e nel mondo con o senza villa</title>
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		<pubDate>Mon, 03 Feb 2014 07:35:07 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[<p><em>Le quotazioni di <strong>Knight Frank</strong> per le ville con vigneto in tutte le regioni vinicole più blasonate del mondo e quella di <strong><a title="Assoenologi" href="http://www.assoenologi.it/main/index.php?pages=comunicati-studi#" target="_blank">Assoenologi</a></strong> per le vigne d’Italia</em></p>
<p>Di <strong><a title="Donatella Cinelli Colombini" href="https://www.cinellicolombini.it/" target="_blank">Donatella Cinelli Colombini</a></strong></p>
<p>Knight Frank è la più grande agenzia immobiliare indipendente del mondo con 330 uffici e 12.000 proprietà in vendita. Ma soprattutto è un’agenzia di consulenza e informazione formidabile. Vigne e cantine gli piacciono molto. Li c’è un bel business che Knight Frank tiene d’occhio costantemente ed è riassunto in un rapporto pubblicato il 7 gennaio scorso:<br />
• I vigneti sono considerati un buon investimento in tutto il mondo<br />
• Mendoza e la Toscana hanno avuto i maggiori aumenti di valore nel 2013 con il 25 % e 20 % (questa è musica per le mie orecchie)<br />
• I vigneti spagnoli hanno registrato il maggior calo con il 20% dal 2000, quelli italiani del 15,3% e i francesi dell’11,8%<br />
• L’estensione dei vigneti della Nuova Zelanda e della Cina è aumentata del 164 % e del 90 % negli ultimi 12 anni.<br />
A dicembre Knight Frank ha pubblicato il suo “Global Vineyard Index 2013” una specie di rapporto sul valore delle vigne con una superficie superiore ai 5 ettari. Le sue stime, segnalate da <strong><a title="WineNews" href="http://www.winenews.it/" target="_blank">WineNews</a></strong>, sono interessantissime.<span id="more-15335"></span><br />
I prezzi più alti sono a Bordeaux per vigne di Merlot, Cabernet, Sauvignon e Semillon in proprietà con edifici tradizionali</p>
<p>in pietra, restaurati e con piscina. Il valore oscilla da 20.500 a 2.500.000 Dollari l’ettaro ed è sceso del 4% dallo scorso anno.&#8230;</p>
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		<title>La collina della discordia nel Barolo</title>
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		<pubDate>Mon, 28 Oct 2013 07:50:17 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Donatella]]></dc:creator>
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		<category><![CDATA[Donatella Cinelli Colombini]]></category>
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		<category><![CDATA[Marchesi di Barolo]]></category>
		<category><![CDATA[Olimpo]]></category>

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		<description><![CDATA[<p><em>Una storia italiana con anni di avvocati, veleni, ricorsi e sentenze che sovvertono le precedenti sulla collina del vino più favolosa d’Italia: <strong><a title="Cannubi" href="http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/05/03/e-il-vigneto-cannubi-il-problema-del-barolo/108724/" target="_blank">Cannubi</a></strong></em></p>
<p><strong>Letto per voi</strong> da <strong><a title="Donatella Cinelli Colombini" href="https://www.cinellicolombini.it/" target="_blank">Donatella Cinelli Colombini</a></strong></p>
<p>Mio nonno Giovanni Colombini ne parlava come fosse la montagna degli dei, l’<a title="Olimpo" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Olimpo_(Grecia)" target="_blank"><strong>Olimpo</strong> </a>dei vini piemontesi. Più tardi ci sono stata ospite della mia amica <strong>Anna Abbona</strong> dei <a title="Marchesi di Barolo" href="http://www.marchesibarolo.com/" target="_blank"><strong>Marchesi di Barolo</strong> </a>e ho potuto costatare la bellezza della collina di Cannubi coperta di vigneti che in autunno diventano un mare d’oro. Da questo quadro romantico, fatto di paesaggio e di grandi <strong><a title="Barolo" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Barolo_(vino)" target="_blank">Barolo</a></strong>, si scende poi in una situazione piena di toghe, bolli e vertenze legali. Insomma dal poetico al giudiziario.<br />
Quella che è considerata come la madre storica del Barolo, la collina di Cannubi, è divisa fra 5 delle 166 “Menzioni geografiche aggiuntive” previste dal disciplinare di produzione del Barolo DOCG approvato nel 2009: Accanto a Cannubi ci sono anche <strong><a title="Cannubi San lorenzo" href="http://www.ceretto.it/it/vini-azienda-agricola-ceretto/ceretto-vini-rossi/barolo-cannubi-bricco-rocche-docg" target="_blank">Cannubi San Lorenzo</a></strong>, Cannubi Valletta, Cannubi Boschis, Cannubi Muscatel. <span id="more-14197"></span><br />
Secondo quanto indicato dal disciplinare ogni etichetta dovrebbe indicare il nome dell’appezzamento da cui proviene</p>
<p>l’uva, ma è questo che non trova tutti d’accordo. La cantina dei Marchesi di Barolo, quella che da più tempo e con più continuità ha dato lustro al nome Cannubi scrivendolo nelle etichette del suo Barolo dal 1904, ha vigneti in due di queste sottozone: Cannubi e Cannubi Muscatel ma usa per entrambe solo il termine Cannubi e vorrebbe continuare a farlo.<br />
Il Consorzio e il Comitato Nazionale Vini dicono di si consentendo la doppia menzione in ogni parcella della collina.&#8230;</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.cinellicolombini.it/forum/la-collina-della-discordia-nel-barolo/">La collina della discordia nel Barolo</a> sembra essere il primo su <a rel="nofollow" href="https://www.cinellicolombini.it">Cinelli Colombini</a>.</p>
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		<title>Cerchi il Barolo e trovi il Brunello</title>
		<link>https://www.cinellicolombini.it/forum/cerchi-il-barolo-e-trovi-il-brunello/</link>
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		<pubDate>Mon, 10 Dec 2012 07:43:34 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Donatella]]></dc:creator>
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		<category><![CDATA[Accademia del Barolo]]></category>
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		<category><![CDATA[Renato Mannheimer]]></category>
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		<description><![CDATA[<p><em>La ricerca “Il <strong><a title="Barolo" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Barolo_(vino)" target="_blank">Barolo</a></strong> nella percezione di ristoranti ed enoteche” ha rivelato che il vino più richiesto nelle enoteche è invece il <strong><a title="Brunello" href="https://www.cinellicolombini.it/it/vini/casato-prime-donne/136-brunello-di-montalcino-docg">Brunello</a></strong></em></p>
<p>L’indagine è stata commissionata dall’<strong><a title="Accademia del Barolo" href="http://www.accademiadelbarolo.com/" target="_blank">Accademia del Barolo</a></strong>, un’associazione di 14 blasonatissime cantine piemontesi:  Azelia, Michele Chiarlo, Conterno-Fantino, Damilano, Poderi Luigi Einaudi, Gianni Gagliardo, Franco Martinetti, Monfalletto-Cordero di Montezemolo, Pio Cesare, Prunotto, Luciano Sandrone, Paolo Scavino, Vietti e Roberto Voerzio.<br />
L’esecuzione è stata affidata a un istituto altrettanto celebre, l’<strong><a title="Ispo" href="http://www.ispo.it/" target="_blank">Ispo</a></strong> di <strong><a title="Renato Mannheimer" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Renato_Mannheimer" target="_blank">Renato Mannheimer</a></strong> ed ha riguardato un campione di 50 ristoranti e 50 enoteche top.<br />
Ma ecco la sorpresa, ben raccontata da <strong><a title="Wine News" href="http://www.winenews.it/" target="_blank">WineNews</a></strong>. Cercavano il Barolo e invece hanno trovato il Brunello che vince la classifica del più richiesto in enoteca con 22% di preferenze seguite da Nero d’Avola, Barbera, Amarone e Montepulciano d’Abruzzo. Un sorpasso in massa del Barolo che si ferma al 4%.<span id="more-10583"></span><br />
Le cose vanno molto meglio nell’indagine sui ristoranti dove il Barolo arriva secondo dopo il “vino della casa” e</p>
<p>finalmente supera il rivale Brunello staccandolo di dieci lunghezze.<br />
Un risultato agrodolce dunque che tuttavia non ha scoraggiato ma anzi ha spronato i produttori dell’Accademia del Barolo che per bocca del Presidente Gianni Gargliardo intendono &#60;&#60;svecchiare l’immagine polverosa del Barolo, rendendolo un vino da bere con maggiore frequenza&#62;&#62;.</p>
<p><strong>Letto per voi</strong> da <strong><a title="Donatella Cinelli Colombini" href="https://www.cinellicolombini.it/" target="_blank">Donatella Cinelli Colombini</a></strong></p>
<p>&#160;&#8230;</p>
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		<title>Il Barolo in polvere da fare in casa</title>
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		<pubDate>Mon, 03 Dec 2012 07:42:11 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Donatella]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Vino, studi, news, gossip]]></category>
		<category><![CDATA[Amazon wine]]></category>
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		<category><![CDATA[Letto per voi]]></category>
		<category><![CDATA[Marchesi di Barolo]]></category>

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		<description><![CDATA[<p><em><strong><a title="Amazon wine" href="http://www.amazon.com/s/ref=nb_sb_noss_1?url=search-alias%3Dgrocery&#38;field-keywords=barolo" target="_blank">Amazon wine</a></strong> propone scatole “fai da te” di <strong><a title="Barolo" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Barolo_(vino)" target="_blank">Barolo</a></strong>, Valpolicella, Chardonnay italiano … con le istruzioni per vinificare, imbottigliare e etichettare</em></p>
<p>Sembra uno scherzo ma invece è vero; verificate voi stessi! Digitando Amazon wine e mettendo la parola Barolo nello spazio per la ricerca viene fuori una pagina con al primo posto – in alto a destra – la scatola con l’occorrente per produrre in casa 9 bottiglie di Barolo istruzioni comprese. Il procedimento richiede 4 settimane e costa 44,58 $ con possibilità di sconto per 3 confezioni spedite a casa. A beneficio della sensibilità ambientalista di molti consumatori l’annuncio precisa: tutta l’uva è 100% OGM free. Vedi mai che sia quello a fare male!</p>
<p>Scorrendo la stessa pagina ci sono bottiglie più che reputate dei <strong><a title="Marchesi di Barolo" href="http://www.marchesibarolo.com/" target="_blank">Marchesi di Barolo</a></strong>, Mascarello, Pio Cesare, Conterno … inconsapevoli comprimari del Barolo in polvere. La denominazione piemontese è la più amata in USA fra quelle italiane quindi non stupisce che sia stata scelta per lanciare il vino “fai da te” e che a ruota potessero arrivare, <strong><a title="Brunello" href="https://www.cinellicolombini.it/it/vini/casato-prime-donne/136-brunello-di-montalcino-docg">Brunello</a></strong>, Chianti e Amarone.</p>
<p>La Commissione europea si sta battendo contro l’uso improprio delle denominazioni italiane e sicuramente riuscirà nell’intento ma intanto va ascoltato il campanello d’allarme. Da un lato preoccupa l’idea del vino liofilizzato come fosse minestrone in polvere. Il vino trattato come una cosa che si può manipolare chimicamente senza danno per il consumatore anzi, con un deciso risparmio economico.<span id="more-10392"></span></p>
<p>Dall&#8217; altro la possibilità di sviluppi industriali dello stesso procedimento con le cantine che, invece dello sfuso esportano</p>
<p>qualche sacco di polvere di vino: taglio netto alle spese di trasporto e stoccaggio, minori rischi di deperimento a causa degli sbalzi termici o del passare degli anni … ed ecco a voi il Valpolicella!&#8230;</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.cinellicolombini.it/forum/il-barolo-in-polvere-da-fare-in-casa/">Il Barolo in polvere da fare in casa</a> sembra essere il primo su <a rel="nofollow" href="https://www.cinellicolombini.it">Cinelli Colombini</a>.</p>
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		<title>30 candeline per Barolo &#038; Co</title>
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		<pubDate>Thu, 05 Apr 2012 07:14:20 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Donatella]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Vino, studi, news, gossip]]></category>
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		<category><![CDATA[Raffaella Bologna]]></category>

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		<description><![CDATA[<p><em>Ecco <strong><a title="Elio Archimede giornalista" href="http://www.altritasti.it/index2.php?option=com_content&#38;do_pdf=1&#38;id=1096" target="_blank">Elio Archimede</a></strong>, un signore piemontese apparentemente pacioso ma  in realtà guerrigliero, che da 30 anni racconta al mondo la terra del <strong><a title="Barolo vino" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Barolo_(vino)" target="_blank">Barolo</a></strong></em></p>
<div class="mceTemp">
<p>Ho conosciuto Elio Archimede quando arrivò a <a title="Montalcino - comune" href="http://www.montalcinonet.com/" target="_blank"><strong>Montalcino</strong> </a>per occuparsi della promozione del nostro territorio. Erano gli anni eroici in cui i vignaioli del <strong><a title="Brunello di Montalcino" href="https://www.cinellicolombini.it/it/vini/casato-prime-donne/136-brunello-di-montalcino-docg">Brunello</a></strong> erano pochi ma uniti nel tentativo di far riconoscere il loro valore nel mondo. Archimede impostò la comunicazione su valori concreti: il lavoro e l’impegno richiesto da una produzione enologica d’eccellenza, le tradizioni locali, del vino e non solo …  Valori veri ma da cui i montalcinesi cercavano, in quel momento e forse inconsapevolmente, di staccarsi, valori che sono germinati lentamente e che,  a distanza di anni, sono ora alla base dell’orgoglio vignaiolo di chi produce Brunello.  Nel Liceo Scientifico di Siena c’era la classe di &#60;&#60;quelli del contado&#62;&#62;  in cui erano relegati, come nel medioevo,  gli studenti  dalla provincia e tutt’ora dire &#60;&#60;sei un contadino! &#62;&#62; è un’offesa pesante.  Per questo forse Elio Archimede sembrò, in quel momento,  meno brillante rispetto a certi suoi predecessori che basavano  la  comunicazione su personaggi famosi,  eventi glamour e  polvere di stelle.  Oggi invece il suo apporto prende tutt’altro spessore.<span id="more-6935"></span></p>
</div>
<p>La mia successiva collaborazione con Elio Archimede e “<strong><a title="Barolo &#38; Co" href="http://www.baroloeco.it/" target="_blank">Barolo &#38; Co</a></strong>” riguarda il <strong><a title="Movimento del Turismo del Vino" href="http://www.movimentoturismovino.it/" target="_blank">Movimento turismo del vino</a></strong>.  Anche</p>
<p>inquesto caso mi riferisco agli anni eroici,  1995 o giù di li. Elio si occupava della delegazione Piemonte.  Convinto che lo sviluppo turistico fosse una prospettiva da perseguire in un territorio vitato bellissimo, con vini straordinari, castelli, borghi storici e cantine gioiello come quelle piemontesi, Elio Archimede faceva un’opera di persuasione capillare e piena di ostacoli.&#8230;</p>
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